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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 19 Dicembre 2012 ore 15,00
Paragrafo n. 14
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-07695
VENDITA PARTECIPAZIONE AZIONARIA DETENUTA IN SAGAT S.P.A. PARI AL 28% - MODIFICAZIONI STATUTO: APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201207695/064,
presentata dalla Giunta Comunale in data 15 dicembre 2012, avente per oggetto:
"Vendita partecipazione azionaria detenuta in SAGAT S.p.A. pari al 28% -
Modificazioni Statuto: approvazione".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Devo dire che sarò molto breve, perché mi associo a quanto ha detto il Consigliere
Marrone, che ha fatto un'analisi puntuale della delibera e delle modifiche di Statuto.
Vorrei però ricordare due passaggi che invece il Consigliere Marrone non ha
ricordato e ricordarli in particolare al Sindaco. Noi a febbraio, quindi poco tempo fa,
direi, abbiamo approvato in quest'Aula all'unanimità una delibera di iniziativa
popolare, che forse è stata dimenticata, messa nel cassetto, che dava un indirizzo
specifico; l'indirizzo specifico era di rafforzare la governance e il potere del socio
pubblico.
Ora, arrivare a un anno di distanza, neanche, con due passaggi: il primo, una delibera
che ha di fatto ceduto il 28% delle quote, e vorrei precisare che a differenza - e lo
dico al Vicesindaco, penso che sia corretto che lo sappia anche l'Aula che rimanga a
verbale - che a differenza di quanto avvenuto per AMIAT, GTT e TRM, dove c'era
effettivamente un vincolo di dismissione, su SAGAT bisogna prendersi la
responsabilità che il vincolo, dovuto alla normativa, al famoso Decreto di agosto, non
c'era, o meglio, è stata una scelta politica di questa Giunta.
Quindi, primo passaggio: una deliberazione di iniziativa consiliare che chiedeva di
rafforzare il ruolo del pubblico in questa società; secondo passaggio, perché è
avvenuto successivamente, una scelta - e non un obbligo - di questa Giunta di
dismettere le quote, a differenza di quanto avvenuto per le altre società; terzo
passaggio, questa delibera che ci troviamo a votare - anzi noi non la voteremo -, che
vi troverete a votare oggi, che nuovamente già avevamo perplessità, ovviamente,
cedendo il 28%, ma cedendo il 28%, cambiando lo Statuto e, in più, avendo delle
operazioni dall'altra parte in parallelo, che mi rendo conto che lei, o meglio, che il
Comune non può governare, che però effettivamente stanno avendo corso, il Comune
di Torino non conta più nulla.
Se devo mettere insieme questi tre passaggi e soprattutto ripartire dall'inizio, che è
quello che ci siamo detti inizialmente, con quella delibera di iniziativa consiliare,
dove lo stesso Sindaco era intervenuto in modo netto e cioè chiarendo che il ruolo
dell'aeroporto - e poi interverrà anche il Consigliere Bertola - è un ruolo strategico,
mi chiedo sinceramente cosa sia successo in un anno. Perché è evidente che per come
andremo a trovarci, il Comune di Torino potrà fare ben poco, ma ben poco è dire
poco, scusate la ripetizione della parola.
Quindi io penso che, quantomeno per onestà intellettuale, se così la vogliamo
chiamare, bisogna chiarire e anche chiedere scusa, a mio avviso, voi dovrete chiedere
scusa a quei cittadini, a tutti quei cittadini innanzitutto che hanno firmato la delibera
di iniziativa popolare a suo tempo e spiegare le motivazioni per cui oggi ci troviamo,
a meno di un anno di tempo, ad andare esattamente nella decisione, o meglio, nella
direzione opposta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Io volevo completare il ragionamento della mia Collega, esprimendo la
preoccupazione per quanto sta accadendo all'aeroporto, nel senso che se fossimo in
una situazione di normale gestione vita del nostro aeroporto, si potrebbe discutere se
poi è opportuna o no questa cessione, ma questa cessione viene proprio nel momento
in cui nelle scorse settimane sono stati annunciati diverse tagli di rotte, anche tagli
poco spiegabili, nel senso che, per fare un esempio, la rotta su Amsterdam di Alitalia,
che tra l'altro era stata creata proprio grazie al supporto e alla scelta strategica degli
Enti Locali, è stata tagliata, nonostante il fattore di riempimento del volo fosse
altissimo e il volo fosse sostanzialmente sempre pieno; tagliando così anche tutta la
possibilità di coincidenze e di connessioni internazionali che si avevano attraverso
l'hub di Amsterdam.
Poi, sono state tagliate tre diverse rotte da Ryanair, è vero, ne è arrivata una nuova di
EasyJet, però adesso magari ne parleremo nel dettaglio quando parleremo
dell'interpellanza che noi abbiamo presentato questa settimana sul tema. Però, è un
momento veramente in cui ci si chiede dove stia andando a finire l'aeroporto.
Se non sbaglio, si è aperta una vertenza sul personale della ristorazione, perché è
stato annunciato un taglio inizialmente addirittura da 43 a 12 dipendenti, poi non so
se si sia ridimensionato, però è il segnale di un problema serio di redditività e di
funzionamento dell'aeroporto, perché se il gestore vuole tagliare il personale,
presumibilmente è perché i servizi di ristorazione dell'aeroporto non vedono tanti
passeggeri passare.
Stamattina discutevamo la mozione sul problema dei parcheggi che hanno un costo
eccessivo, per cui se uno sfora di un minuto la parte di sosta gratuita, viene a pagare
3 Euro, 5 Euro, semplicemente per quei pochi minuti di sosta.
Ci sono tutta una serie di problemi di sistema che si stanno accumulando, che
ovviamente non saranno aiutati probabilmente da questa privatizzazione, ma
soprattutto non si vede come li si possa affrontare.
Addirittura soltanto venerdì scorso è stato cancellato il servizio GTT "Dora Fly", che
era quello che collegava il treno per l'aeroporto dalla stazione Dora al centro della
Città, sostenendo che può essere tranquillamente sostituito con le linee urbane, che
forse è vero, ma sicuramente anche questo non è un buon segnale.
Ci sono veramente una serie di segnali che si stanno concentrando in queste
settimane, che fanno pensare che il nostro aeroporto stia andando un po' allo sbando
dal punto di vista funzionale, molto prima che dal punto di vista delle partecipazioni
societarie.
È su questo che vorremmo capire anche quali saranno gli effetti di questa cessione,
nel senso che da un certo punto di vista noi ci stiamo lavando le mani del destino del
nostro aeroporto, stiamo dicendo che lo diamo quasi completamente ai privati e a
quel punto, per certi versi, è affare del privato che lo gestisce, se sarà bravo, attirerà
voli, attirerà clienti, se non sarà bravo, i danni saranno quasi interamente suoi.
Bisogna dire che in questi anni, però, da quando già, di fatto, la gestione è privata,
non è che il privato sia stato bravo ad attirare voli, clienti, eccetera, perché, come
dicevamo, Torino è attualmente il tredicesimo aeroporto d'Italia per traffico, anche
se la nostra area metropolitana è la terza, la quarta d'Italia.
Per cui, è vero che soffriamo la concorrenza degli scali milanesi, ma lo spazio per la
crescita ci sarebbe, invece abbiamo sostanzialmente meno passeggeri di aeroporti
come Pisa, Bari, Bologna e stiamo quasi venendo superati da Cagliari, quindi ambiti
di utenza molto più ridotti del nostro.
Quindi è facile anche prevedere che il risultato potrà... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Va beh, sei su un'isola, però è anche un numero di abitanti...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Sicuramente, è anche una meta turistica, anche se sto parlando di dati di ottobre, che
forse non è un mese turistico, però altrettanto si può dire che il numero di abitanti di
Cagliari non è comparabile con il numero di abitanti di Torino e provincia.
Comunque, sostanzialmente, il problema vero è che qui noi soffriamo la concorrenza
degli scali milanesi e che a questo punto, mentre io per anni ho difeso lo scalo di
Caselle, anche con i conoscenti, dicendo: "Fate uno sforzo, magari pagate qualcosa
in più, però andate a volare da Caselle", adesso, di fronte al fatto che sono due scali
privati, francamente non capisco più come faremo dire alla gente: "Volate da Caselle
invece di andare a Malpensa", dove ci sono molti più voli che costano un terzo di
quello che costano da Torino, si può avere ampia scelta.
Quindi, a questo punto, ovviamente ognuno sceglie il mezzo che preferisce, ma alla
fine, anche considerando il trasporto verso Malpensa, si spende molto meno volare
da lì. E questo è molto triste, perché un aeroporto è un volano di crescita e di
occupazione per il territorio, quindi spiace avere dei dubbi del genere e veramente
non vedere la fine di questo tunnel in cui il nostro rapporto si è infilato.
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