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Estratto dal verbale della seduta di Venerdì 21 Dicembre 2012 ore 16,00
Paragrafo n. 5

Comunicazioni del Sindaco su "Offerte pervenute sulle dismissioni".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio il Sindaco per averci relazionato rispetto allo stato dell'arte delle
procedure di dismissione delle municipalizzate torinesi.
Devo, però, dichiarare la nostra insoddisfazione dal punto di vista politico, motivata
sotto diversi profili. La prima è ricordare anche in questa sede che le linee
programmatiche votate da questa Sala Rossa - quindi il Sindaco si era assunto
l'impegno di portare avanti, quantomeno se non come impegno, come indirizzo
generale - contenevano il paletto di mantenere il controllo sugli asset che concernono
l'erogazione dei servizi pubblici. Ci è stato spiegato nei dibattiti precedenti che la
vendita di pacchetti maggioritari a privati, piuttosto che modifiche statutarie che
vanno di fatto a svuotare, quantomeno a indebolire pesantemente la governance
cittadina di questa società, andavano connesse, come scelte, alla necessità di
valorizzare maggiormente queste operazioni di alienazione, quindi portare più soldi
alla Città, in modo da ridurne l'indebitamento e riportarla nel Patto di Stabilità.
Si è iniziata una procedura a gara pubblica, che aveva dei prezzi a base d'asta che
non possiamo dimenticare e ignorare ed evidentemente questi prezzi; essendo prezzi
teoricamente di partenza, saranno stati esito di una valutazione su base di perizia.
Vorrei ricordare, senza annoiarvi con le singole cifre, che se mettiamo da una parte i
vari prezzi di base d'asta di queste diverse partecipate e in fondo le offerte a
procedura negoziata che sono pervenute alla Città, c'è di mezzo una forbice di 100
milioni di Euro, che è praticamente una percentuale altamente rilevante...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, numeri alla mano, guardando le offerte
maggiori per ogni partecipata. Sinceramente quella di GTT è il gigante di questi
elementi.
Noi oggi ci aspettavamo delle parole molto più chiare dal Sindaco. Se l'assenza di
chiarezza dipende dal fatto che ci sia ancora una procedura di valutazione in corso da
un punto di vista tecnico, noi comprendiamo che il suo ruolo le imponga di non
entrare nel merito. Però, intanto accenno al fatto che su tutti i quotidiani torinesi sono
apparse delle indiscrezioni, addirittura in virgolettato, rispetto a dei suoi pareri
sull'inopportunità di vendere GTT. Io non ho visto smentite dall'Ufficio stampa,
quindi o è stata evidentemente una mancanza del suo portavoce, o se no i cittadini
potrebbero legittimamente pensare che era il suo pensiero e la sua volontà. In tal caso
sarebbe stato positivo vederla riconfermata qui in Sala Rossa.
Altrimenti, voglio che tutti i Consiglieri di maggioranza sappiano, visto che ci è stato
chiarito anche dagli Uffici che se c'è una procedura in corso bisogna attendere la
procedura, però qualora ci sia un esito negativo, il Sindaco e la Giunta hanno tutti gli
elementi per opporre un no, per esempio, a questa offerta; se invece c'è un parere
positivo sulla valutazione, ci è stato detto - poi magari verrò smentito - che se il
Sindaco trova degli argomenti di una certa pesantezza di interesse pubblico da porre
sull'altro piatto della bilancia rispetto a quella che è una valutazione tecnica, ha
comunque la discrezionalità di rifiutare quest'offerta.
Io voglio che tutti i Consiglieri di maggioranza sappiano che da questa opposizione,
che ha collegato alla chiarezza sulla sorte di GTT, in particolare al recepimento della
nostra richiesta di rifiutare quest'offerta di Trenitalia e rimettere in gara pubblica, nel
2013, le stesse quote, in modo da portare - si auspica - un incasso maggiore nelle
finanze della Città, c'è stato un rifiuto rispetto alla proposta di condividere un atto di
indirizzo che potesse fornire al Sindaco e alla Giunta queste argomentazioni sulla
base di una valutazione politica. Perché io ritengo che noi tutti siamo stati eletti con i
voti dei cittadini a salire in questi banchi, e abbiamo non le competenze e le
prerogative tecniche per dare una valutazione, ma sulla base di quegli esiti - e mi
permetto di dire anche in assenza di quegli esiti, e questo è un giudizio politico - noi
abbiamo tutto il diritto di dare un indirizzo, che può essere vincolante o meno, ma ha
un peso politico essenziale e innegabile, di giudicare questa offerta, bilanciando la
cessione della governance e di una quota se non maggioritaria, ma comunque
rilevante, la metà, di una partecipata, e quindi indirettamente la gestione di un
servizio pubblico importantissimo come il trasporto cittadino, e dall'altra parte
invece un'offerta che è di 50 milioni di Euro in meno rispetto al prezzo di base
d'asta.
Io mi limito a dire che al momento il Consiglio si prefigura lungo, la maggioranza
può acconsentire a questa proposta delle opposizioni, e può farlo anche magari dando
atto che questa è una opposizione molto responsabile e propositiva, che offre tutte le
occasioni e le opportunità di evitare a questa Sala Rossa uno snervante ostruzionismo
su deliberazioni chiave, perché noi a fronte di una tale disponibilità - posso dire
quantomeno a nome del PdL - saremo disponibili a ritirare l'ostruzionismo, perché
sarebbe se non un impegno del Sindaco, un indirizzo irrevocabile della Sala Rossa al
Sindaco stesso.
Qualora tutto ciò non arrivi, noi non possiamo fare altro che rilevare che sono stati
lanciati dei messaggi alla cittadinanza, che si è iniziata la procedura di dismissione
che è partita con degli obiettivi e che di fatto se gli esiti saranno veramente quelli di
cui abbiamo sentito rispetto ad una proposta che è veramente ridicola rispetto al
prezzo di base d'asta iniziale, io sfido veramente questa maggioranza a dire che
l'operazione di dismissione è stata un successo, soprattutto guardando il medio e
lungo termine, non solo lo sforamento del Patto di Stabilità e che siano stati tutelati
non solo gli interessi dei torinesi e i diritti al servizio, bensì gli interessi patrimoniali
alla valorizzazione opportuna di questa che è una parte fondamentale del patrimonio
immobiliare e azionario della Città di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero. Ricordo che ci sono cinque minuti per Gruppo.

CARBONERO Roberto
Spero di fare in fretta, perché anche il mio Capogruppo vorrà poi parlare, quindi
ruberò pochissimi minuti.
Riconosco, l'ho fatto anche privatamente, che l'operazione della vendita delle
Partecipate, o comunque di quanto è stato fatto fino adesso, è un'azione sicuramente
importante da fare, per un semplice motivo, perché c'era l'obbligo di doverlo fare e
farlo per primi, vuol dire in qualche modo poterne riuscire soddisfatti, a danno di chi
invece arriva dopo e dovrà arrancare sicuramente molto più di noi.
L'altra sera abbiamo avuto un acceso confronto con il Sindaco e in una delle sue
sbottanti affermazioni ha detto "ma quali proposte costruttive avete fatto con noi"? il
Sindaco forse non lo sa, ma in questo anno e mezzo ne abbiamo fatte diverse, forse
molto marginali in alcuni momenti, e comunque sempre poco prese in
considerazione. Qualcuna è stata presa in considerazione, ma quando è stata presa in
considerazione, è perché alla fine aveva un fine politico.
Io ho letto molto il fascicolo di GTT, ho cercato di andarci più in fondo possibile, a
questo punto non voglio fare una proposta, ma lanciare una sfida al Sindaco. Si
rimandi tutto. So per certo, per quello che ho letto, che GTT nell'insieme è
un'azienda sana, un'azienda che può dare della soddisfazioni, che può anche dare
delle rese. Allora dimostri di amministrare non politicamente questa Città, prenda in
mano il discorso GTT e lo porti avanti senza venderlo. Perché GTT, se amministrata
dalle persone giuste, non posizionate politicamente, con i manager giusti e con gli
uomini che lavorano per GTT, secondo me può portare dei profitti importanti per
questa Città, che poi rimpiangeremo nel momento in cui abbiamo venduto.
Il Sindaco ha chiesto a noi delle proposte. Ripeto, io non le mando una proposta
diretta, ma gliela lancio quasi come una sfida: teniamo GTT, facciamo vedere che
sappiamo mettere le persone giuste al posto giusto, facciamola rendere al massimo e
dimostriamo che abbiamo venduto perché dovevamo e perché ce lo chiedeva il
Governo, quindi lo dobbiamo fare perché ci è imposto, però un'azienda importante
come quella dei trasporti, in un momento in cui stanno nascendo molte nuove
aziende dei trasporti, la Città di Torino se la tiene e la sa far rendere al massimo.
La lega Nord fa questa proposta al Sindaco. Attendiamo una sua considerazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio il Sindaco per aver concesso le comunicazioni su un tema che ritengo
fondamentale, anche perché sarà il tema di discussione di tutto questo Consiglio.
Io, signor Sindaco, penso che sia arrivato il tempo di essere coraggiosi. Bisogna
essere coraggiosi più di quello che è stato fatto... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Esatto. Ed è per questo motivo che bisogna essere coraggiosi, ma
davvero, perché noi, signor Sindaco, abbiamo avuto tutto l'anno solo l'obiettivo di
rientrare nel Patto di Stabilità. E ha fatto bene, questo era il bene dei torinesi.
Ce l'abbiamo fatta, o almeno dovremmo avercela fatta, ed è per questo che dobbiamo
smettere di pensare al domani e iniziare a pensare al futuro, perché Torino dovrà
essere amministrata per i prossimi mille anni. Noi dobbiamo essere nelle condizioni
di poter fare il bene della Città a priori di quelli che oggi sono i conti delle Casse
comunali.
Ed è per questo che io le dico bravo per essere rientrato nel Patto di Stabilità, o
almeno così pare, senza dover vendere GTT. Per questo la sfida che lancio al
Sindaco, insieme al Collega Carbonero, è questa: rifiutiamo questa offerta indecente,
che - come ha detto anche il Sindaco - è opinabile. Lei fa il Sindaco, io faccio il
Consigliere, quindi posso dire \"indecente\", perché 70 milioni di Euro per un'azienda
eccellente, dove abbiamo acconsentito di cambiare la governance, dove abbiamo
messo in capo al socio privato la possibilità di avere una grossa possibilità di
manovra all'interno dell'azienda.
Inoltre voglio evidenziare alcune contraddizioni del Sindaco, perché siamo partiti
con le dismissioni dicendo che era uno obbligo del Legislatore, che ci diceva che
dovevamo dismettere. Il Sindaco in campagna elettorale diceva che bisogna
mantenerle pubbliche, e anche nelle Linee programmatiche c'era la sua volontà di
mantenere pubbliche tutte le aziende della Città. Poi siamo passati all'affermazione
che bisogna dismettere perché dobbiamo abbattere il debito. Poi abbiamo detto che il
Legislatore non ci impone più le dismissioni, allora abbiamo detto che dovevamo
farle per rientrare nel Patto.
A questo punto, dato che nel Patto ci siamo rientrati e che tutte quelle cause che
hanno spinto il Sindaco a portare oggi la vendita di GTT sono decadute, io le dico
aspettiamo, il 2 gennaio facciamo una nuova gara e mettiamo in campo magari anche
dei sistemi più coraggiosi; ribadisco che il Sindaco è stato coraggioso e bisogna
continuare ad esserlo, per fare in modo che GTT possa valere, almeno
economicamente, tutti quei soldi che oggi non potremo prendere.
Abbiamo perso fino adesso 100 milioni di Euro, se il Sindaco dovesse accettare
questo tipo di offerta, con i quali ovviamente le Casse del Comune avrebbero
sicuramente tratto giovamento.
Qualcuno della maggioranza ha detto che forse bisogna vendere l'80% dell'azienda;
valutiamolo, esattamente come abbiamo valutato il cambio dello Statuto per
cambiare la governance. Valutiamolo nell'interesse esclusivo dei cittadini. Non
facciamolo in maniera frettolosa, ed è per questo che colgo in maniera positiva il
fatto che il Sindaco ha detto aspettiamo, ma aspettiamo per dire no. Perché il punto
fondamentale - ed è quello che noi vogliamo sentire stasera - è che questa offerta non
ci piace, politicamente. Poi se saremo obbligati ad accettarla, è un altro discorso. Ma
dica pubblicamente che per lei questa offerta non va bene.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Grazie Presidente, anche per il poco tempo che mi lascia per parlare, avendo il
Capogruppo Marrone probabilmente esaurito i tempi che spettavano al Gruppo PdL.
Ringrazio anche il Sindaco, per averci relazionato.
Oggi potevamo arrivare in Sala Rossa con una bandiera a scacchi: lei il traguardo
l'ha raggiunto e gliene diamo atto.
Però, in ballo c'è ancora GTT, come sappiamo, e lei non si può sbilanciare. Però,
oggi lei ha parlato di offerta economicamente svantaggiosa. Lei non si può
sbilanciare, però questo è un appello a riconsiderare questa offerta. Lei il traguardo
l'ha raggiunto e può valutare serenamente, eventualmente, di riaprire questa gara.
Forse i torinesi lo meritano.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Nel ringraziare il Sindaco per aver concesso queste informazioni che ha oggi ha dato
all'Aula, però non ho sentito nel suo intervento un dettaglio che io ritengo importante
per l'esito di questa vicenda. Cioè sappiamo tutti che in questo momento gli advisor
stanno valutando la congruità dell'offerta: qualora valutassero quest'offerta non
congrua, per lei sarebbe molto più semplice fare un passo indietro e non ci sono
problemi; ma nel caso in cui, invece, l'offerta fosse ritenuta congrua, come farebbe
lei, eventualmente, qualora lo decidesse, a ritornare sui suoi passi? È possibile
tornare indietro, nonostante la perizia vada nella direzione della congruità
dell'offerta?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Innanzitutto credo che non possiamo sottacere un dato importante tra le cose che ha
detto il Sindaco questa sera. Il dato importante è che il Sindaco in Aula ha
comunicato che siamo rientrati nel Patto di Stabilità, sostanzialmente, dal punto di
vista tecnico, a valle del Consiglio di oggi e a valle delle votazioni che ci
apprestiamo a fare.
Questo non era affatto scontato e lo sappiamo tutti quanti molto bene e io credo che
questo risultato - ha fatto molto bene il Sindaco a dare il giusto merito al suo
Vicesindaco Dealessandri e all'Assessore Passoni - debba, in qualche modo, essere
considerato un risultato di tutta la maggioranza, che in questo anno ha accompagnato
e ha assunto collegialmente, insieme alla guida amministrativa, le scelte difficili che
oggi ci possono consentire di guardare al 2013 con un rinnovato ottimismo.
Questo risultato non era scontato, perché è evidente che noi abbiamo svolto questo
processo di rientro nel Patto di Stabilità in un contesto che dal punto di vista
economico generale e soprattutto per quanto riguarda l'aspetto economico di questa
realtà territoriale che ci onoriamo di amministrare, non era affatto semplice. Non
dimentichiamo che in questo anno questo nostro Paese e questa nostra Città si è
trovata in una condizione estremamente difficile.
Quindi credo che sia stato veramente un grande risultato il fatto di poter avere
concluso queste procedure di alienazione. E se oggi qui siamo a discutere della
possibilità di riflettere sull'opportunità o meno di aggiudicare l'ultima parte di queste
dismissioni patrimoniali, non era affatto scontato solo un mese fa.
Credo che bene ha fatto il Sindaco a porre la questione nei giusti termini, perché è
sempre opportuno che si separi chiaramente quello che è il compito di indirizzo
politico da quelli che poi sono i compiti amministrativi. A volte la politica tende ad
occuparsi un po' troppo di procedure burocratiche.
Credo che in questo momento il vertice della nostra finanziaria, che ha in carico la
procedura di alienazione, stia bene operando. Non abbiamo l'acqua alla gola dal
punto di vista dei conti; abbiamo uno stato di sostanziale rientro nei parametri del
Patto e di riduzione dell'indebitamento, per certi versi positivo, ovviamente
rimandiamo le considerazioni del Bilancio del 2012 dal punto di vista politico
quando avremo le condizioni per poterlo fare, cioè nel 2013 e trarremo ovviamente le
dovute considerazioni in ordine a come si sia svolta, dal punto di vista politico,
questa delicatissima fase della nostra Città.
Però, io credo che facciamo bene a prenderci il giusto tempo. Il Sindaco ha rimarcato
che sono in corso delle valutazioni che sono squisitamente tecniche e hanno poco di
politico, perché la definizione di un valore economico di un'azienda è una
valutazione che, al di là del nostro comune sentire e della nostra percezione
soggettiva dai banchi della Sala Rossa, necessariamente si scontra e si deve
incontrare con una oggettività tecnica da cui neanche la politica si può sottrarre. E
credo che l'impostazione che è stata data sia corretta.
Da parte nostra non possiamo far altro che ravvivare l'auspicio che qualora la
procedura di alienazione del 49% del Gruppo Torinese Trasporti non convinca la
FCT dal punto di vista economico e industriale, la Città è nella facoltà oggi di non
essere obbligata a vendere. E farebbe un grave danno se, in queste condizioni, pur
non essendo convinta dell'opportunità tecnica e dell'opportunità di vendere sulla
base delle valutazioni tecniche patrimoniali, facesse il contrario.
Quindi, andiamo avanti in questa direzione con fiducia, con rinnovato ottimismo per
il 2013. In ogni caso, noi abbiamo l'esigenza di continuare nella politica virtuosa di
riduzione dell'indebitamento. Per cui, il 2012 è stato un anno particolarmente
complicato, ma abbiamo davanti a noi il 2013, che sarà un anno altrettanto
complicato; lo sarà anche per un'altra ragione, perché tutta una serie di vincoli che
quest'anno hanno aiutato anche la politica a fare determinate scelte, il prossimo
anno, con il rientro nel Patto di Stabilità, potrebbero non esserci e qui si vedrà la
maturità e il livello della classe dirigente di questa Città. Se saremo capaci, a vincoli
scomparsi da un punto di vista normativo, a mantenere il profilo di rigore, di equità e
di risanamento economico dei conti, oppure no.
Questo è sulle spalle certamente del Sindaco Fassino e della maggioranza, ma guardo
i banchi dell'opposizione e dico che è sulle spalle anche dell'opposizione. Se
condividerete con noi questa scelta di proseguire nelle politiche di rigore e di
riduzione progressiva dell'indebitamento, a prescindere dai vincoli del Patto di
Stabilità, noi saremo contenti e potremo proseguire in questa fase delicata per
continuare a guardare il futuro della Città con rinnovato ottimismo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il tempo non era concluso. Consigliere, non esiste un intervento in dissenso su una
comunicazione. L'intervento si concorda nell'economia del Gruppo.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Francamente noi non l'avremmo neanche iniziata la procedura per vendere GTT,
quindi a questo punto credo che si tratti - avendo l'Amministrazione della Città
scelto legittimamente di farlo - di una valutazione tecnica sul fatto se sia meglio
vendere adesso, o sia meglio non vedere mai, o vendere magari fra qualche mese.
Quindi, su questo, onestamente, io vorrei vedere i dati tecnici e non credo che si
possa decidere così.
A me interessa di più, però, il discorso generale che è stato fatto anche dal
Capogruppo Lo Russo. Va bene essere contenti del rientro nel Patto di Stabilità;
spero che abbiamo tutti chiaro che il rientro nel Patto di Stabilità è stato ottenuto
soprattutto grazie a enormi sacrifici imposti alla città, non soltanto in termini
alienazioni, ma anche dal punto di vista dei tagli sul welfare e sui servizi. Alla fine,
nonostante si sia tentato, per quasi tutto l'anno, di dire che non si tagliava niente, la
verità è evidente e ci sono ancora tantissimi fornitori e cooperative che aspettano
soldi dal Comune, e persone che stamattina sono andate in Circoscrizione a prendere
il loro assegno e si sono sentite dire che il Comune ha bloccato i pagamenti, non ha i
soldi, è in ritardo, eccetera.
Per cui, la Città è veramente in una situazione molto difficile dal punto di vista
sociale. Noi speriamo che il vantaggio di essere rientrati nel Patto di Stabilità
consenta finalmente di trovare delle risorse da spendere su questo e non ci sia
soltanto una politica di austerità.
L'altra questione, però, è che qui a questo punto sarebbero da chiedere altre
comunicazioni, comunque quando sarà possibile, sarà da discutere, perché vorremmo
capire esattamente i conti che sono stati fatti, come si è potuto rientrare.
Nel senso che ad esempio sicuramente sono state fatte le alienazioni, ma il fatto che
si possa rientrare nel Patto anche senza vendere GTT, sarà anche legato alle Varianti,
a tutte le altre operazioni che sono state fatte, ma apparentemente non si capisce
come si sia potuto fare, se non tagliando anche delle uscite, quindi degli investimenti,
delle spese. Quindi vorremmo capire esattamente se è stato bloccato qualche
investimento, che cosa è stato bloccato e avere un il punto chiaro della situazione.
Commentare così, onestamente diventa un pochino difficile.
Per cui, spero che ci sarà un'occasione a breve, volendo anche adesso, se no alla
ripresa dei lavori, per avere un dettaglio molto più chiaro di che cosa è stato
effettivamente bloccato e risparmiato per rientrare nel Patto di Stabilità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Pochi minuti per ringraziare i Colleghi, forse è anche la seduta giusta per questo anno
così difficile passato insieme, i Presidenti di Commissione, gli Assessori e tutti i
nostri dipendenti che hanno lavorato in questo anno difficile.
Si può dire, parafrasando, che non è caduto il mondo, non è caduta questa Città e
credo che il fatto che si possa scegliere e lasciarsi ancora un mese di tempo per non
chiudere la partita di GTT, ci fa dire che rientrare nel Patto di Stabilità anche senza
questa dismissione, in qualche modo ci porta a non dover dismettere con velocità e
senza razionalità anche questa ultima partita.
Sono stati mesi difficili. Come sapete, spesso abbiamo dovuto parlare dei contratti di
servizio, abbiamo dovuto farlo insieme ai nuovi piani industriali.
Sulla vicenda di GTT lo scorso mese eravamo molto rattristati che anche le offerte
tecniche fossero così scarsamente rappresentative dei nostri intendimenti e che ci
fossero delle condizioni che non sono quelle che avevano messo in campo. Questo
mese invece ci siamo stupiti dell'offerta economica diversa da quella auspicata, e
spero che questo mese che abbiamo davanti ci porterà a prendere delle decisioni
sagge e non accelerare tempi su altri processi, come quello dei cambiamenti ulteriori
della governance o di ulteriori dismissioni.
Dico anche che però questo è un monito al centrodestra e al centrosinistra: quando le
dismissioni si fanno a tempo o si fanno per obbligo, spesso i privati possono in
qualche modo influenzare e all'ultimo avere la meglio. Lo dico perché nell'anno poi
è caduto uno dei presupposti, quello dell'obbligo della dismissione; forse ci è andata
bene così, proprio perché non si è aperto il supermarket Italia. Eppure negli ultimi
minuti di queste dismissioni abbiamo avuto il segno di quel tema, cioè dall'avere una
vendita a tempo ed essere in qualche modo costretti ad accettare.
Per fortuna altre cose abbiamo fatto nel frattempo, non c'erano solo le dismissioni
delle partecipate, ed è per questo che (e chiudo, così lascio il tempo anche al
Capogruppo Curto) spero che con questo si chiuda questo anno di straordinaria
responsabilità e che da gennaio si possa rinunziare a parlare del terzo piano strategico
di questa Città e a rimettere in moto una macchina, soprattutto quella Comunale, che
ha bisogno di più fiducia e di una guida politica non solo più salda, ma che dia a tutta
la Città una visione di dove andiamo superata la crisi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io partirei dalla notizia della giornata, quella che aspettavamo, cioè il rientro della
Città di Torino nel Patto di Stabilità.
Di questo, Sindaco, ne abbiamo discusso tante volte, credo che le vada dato pieno
atto. È stato un percorso ad ostacoli, difficilissimo, con regole che cambiavano in
corsa, sia da un punto di vista normativo che da un punto di vista economico e
finanziario di quadro. Ed è stato un percorso ad ostacoli anche nel doversi
confrontare con una macchina amministrativa nuova e che questa Amministrazione
ha dovuto per certi versi gestire in una fase di emergenza.
Non possiamo, però, dimenticare che questo percorso ad ostacoli è stato un percorso
faticoso, che ha richiesto l'impegno e lo sforzo di tutti quanti. In questo credo che il
ruolo del Consiglio Comunale, probabilmente di tutto il Consiglio Comunale, non sia
stato banale.
Anche dal punto di vista di sensibilità politiche, siamo arrivati ad una cessione di
sovranità e di comprensione degli spazi democratici fortissima (lo dicevamo
soprattutto in quest'ultimo mese), senza precedenti, che credo ci debba fare per certi
versi riflettere.
Lo diceva prima il Collega Grimaldi, il quadro normativo è cambiato nel corso
dell'anno, fortunatamente, anche grazie a una decisione della Corte Costituzionale
che ha bocciato un impianto legislativo nazionale, che avrebbe previsto le vendite
come obbligatorie da parte delle Amministrazioni locali e che probabilmente avrebbe
aperto una situazione generale di dismissione, che probabilmente non avremmo
potuto sopportare.
Credo che il risultato economico di queste vendite ci dica molto, e che non si possa
non sottolineare quanto in questo risultato economico ci sia un differenziale profondo
fra quanto aspettavamo, quanto era stato computato e quanto porteremo a casa. E non
si possa non rimanere con l'amaro in bocca che, giocoforza, il patrimonio pubblico
sia stato se non svenduto, probabilmente in parte estorto. Estorto dalla situazione,
estorto dalla contingenza, ma comunque sicuramente non capitalizzato per quello che
avremmo potuto sperare e che avremmo potuto auspicare.
Proprio per questo, Sindaco, per quanto riguarda GTT, riteniamo che la scelta non
possa essere soltanto una scelta tecnica. Abbiamo lavorato per riconquistare lo spazio
alla politica, per riconquistarci la possibilità di scegliere, per poter tracciare un
orizzonte.
Per questo (lo diciamo con forza), passata la grande paura, noi vogliamo poter
scegliere anche sul Gruppo Trasporti Torinesi, perché quello che è successo su
questa dismissione, sul processo amministrativo sicuramente complicato dai fatti, ma
probabilmente anche dalle scelte e da un risultato del prezzo che è significativamente
più basso di quello che ci saremmo aspettati e di quello che avevamo computato, ci
porta a dire che non può essere solo una scelta tecnica, ma una scelta politica quella
che riguarda il Gruppo Trasporti Torinesi.
Anche perché - e qui, Sindaco, arrivo alla parte finale dell'intervento, spero avremo
modo di discuterne anche in quest'Aula - a preoccuparci non deve essere solo la
situazione di Bilancio della Città, una situazione con cui abbiamo dovuto fare i conti,
anche di compressione di diritti acquisiti da parte dei nostri cittadini e di
compressione dei servizi che a essi erogavamo.
Noi dovremo fare i conti con la situazione socioeconomica della Città. Una Città che
ha un altissimo livello di disoccupazione, una fortissima esposizione agli
ammortizzatori sociali, una situazione socioeconomica veramente difficile e
drammatica, e che spesso abbiamo negato durante questo anno.
Per questo credo che dobbiamo provare a tracciare l'orizzonte per il prossimo anno,
capire quale ruolo può avere la Città di Torino rispetto alle scelte in essere e
soprattutto dall'altra parte, per quanto riguarda la GTT, dobbiamo ricordarci che
stiamo parlando del più importante gruppo di trasporto pubblico in un momento in
cui esiste la crisi del trasporto privato. Crisi che si ripercuote e si ripercuoterà sempre
di più soprattutto sulla Città di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Sull'ordine dei lavori, faccio notare come il Presidente abbia derogato al
Regolamento. Tre Gruppi hanno per più di cinque minuti per più oratori, non capisco
perché mi neghi la parola. Lo metta a verbale, lo segni. Io ho chiesto di parlare un
minuto, tra l'altro dopo aver saputo cosa ha detto il Sindaco e cosa ha detto il mio
Capogruppo. Lei vuole impedirmelo, perderò un minuto per...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Grazie. Prendo atto.

VIALE Silvio
Lei ha concesso la parola al secondo Consigliere in tre Gruppi e tutti e tre hanno
sforato i cinque minuti. Solo per farlo notare, perché se presiede, presieda davvero,
non giochi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La ringrazio per questa sua considerazione. Aveva il tempo di intervenire, invece di
sprecarlo in questo modo.
Prego, Consigliere Viale.

VIALE Silvio
No, Presidente, ritengo offensivo che lei pensi che io chieda di parlare sull'ordine dei
lavori e poi lo usi per parlare nel merito. Lo ritengo offensivo e dovrebbe chiedermi
scusa. Anche al Consiglio, non solo a me.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Dell'Utri.

DELL'UTRI Michele
Posso cedere un minuto del mio intervento al Consigliere Viale?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Certamente.

VIALE Silvio
Ringrazio il Consigliere Dell'Utri per il minuto. Ho chiesto di intervenire
semplicemente perché qualcuno ha detto che siamo arrivati al traguardo e c'è la
bandiera a scacchi. In realtà è stata la prima tappa, la corsa continua; quindi non è un
arrivo, è un pezzo, un percorso.
Io francamente non la metto come una questione... se gli umori della maggioranza,
nonché dell'opposizione, sono per non vendere, capisco che questo sia
preponderante. Io sarei chiaramente per vendere e ritengo che l'unico motivo per cui
oggi si possa - fatti salvi tutti gli aspetti legali e tutte le compatibilità - passare oltre e
andare più avanti è perché si debba vendere di più una quota maggiore in futuro.
Questo è l'unico motivo. Dopodiché, è meglio per quel motivo lì. Perché se si
dovesse soltanto dire che non vediamo adesso per vendere al meglio il 49%, sarebbe
un grosso errore.
Ecco perché apprezzo le osservazioni del Sindaco, condivido quelle del Capogruppo,
le correggo dal mio punto di vista in questa direzione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Dell'Utri.

DELL'UTRI Michele
Io mi domando quanti fra noi quest'anno abbiano cercato di vendere un'auto, una
casa, un gioiello, o quant'altro. Chiunque fra noi abbia cercato di fare tutto ciò
(magari è anche riuscito a venderlo) si è accorto che, di mese in mese, i prezzi
mutavano verso il basso.
È notorio che il bene più difficile da vendere in assoluto è un'azienda, per le mille
implicazioni che ha. Oggi su GTT, nel bene o nel male, noi ci troviamo in una
posizione di forza, nel senso che abbiamo un'offerta. Poi, può essere bassa, può
essere valutata da ciascuno con il proprio parametro, ma un'offerta c'è. Ripeto,
chiunque stia cercando di vendere qualcosa in questo periodo, sa la difficoltà di
trovare qualcuno che paghi qualche cosa. E questo è il primo punto.
In conseguenza di questo, voglio plaudire al Sindaco, alla Giunta, ma a tutti noi, per
essere riusciti a raggiungere l'obiettivo del rientro nel Patto di Stabilità, dal momento
che è stata veramente un'impresa complessa. La complessità è nata dalla sfida di
salvaguardare aziende torinesi, nel momento in cui le si è pagate per il servizio dato e
non farle fallire, questo però ha implicato una serie di passaggi che oggi ci troviamo
a poter dire conclusi felicemente.
Quindi, una scelta coraggiosa, quasi alla "Blade Runner", che però ha ripagato tanto
le aziende quanto la Città di Torino.
Traiamo però un monito da tutto questo, perché il prossimo anno, mi spiace dirlo, ma
sarà peggio. Traiamo il monito di imparare a capire che il mercato detta le leggi. Di
conseguenza, non si può dire a posteriori che le offerte sono basse se si mettono delle
condizioni per cui il mercato tendenzialmente le assorbe poco. Quindi capiamo,
come era stato detto dai Moderati ai tempi, che forse ha un senso, fin dall'inizio di
certi processi, far sì che la direzione possa essere appetibile, per non trovarsi
all'ultimo momento a dover modificare le cose.
Comunque - ripeto - un plauso a tutti, al Sindaco in particolar modo, anche perché, in
ogni caso, si è stati in grado non soltanto di riuscire a raggiungere l'obiettivo nei
tempi dovuti, ma a trovarsi anche nella possibilità, entro febbraio, qualora non si
fosse giunti al risultato adesso, di riuscire a garantirsi la via d'uscita positiva.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, come è successo con il Consigliere
Viale. Però, durante le Conferenze dei Capigruppo, ricordatelo ai Consiglieri che
esistono dei tempi previsti dal Regolamento.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
La mia ira non era assolutamente rivolta al Presidente del Consiglio. Mi stupiscono i
toni trionfalistici che sono stati prima esternati dal Capogruppo del PD, Lo Russo. Io
non posso entrare nel merito della discussione in quanto non ha avuto la possibilità di
ascoltare l'intervento del signor Sindaco, però mi piacerebbe ricordare, cosa che mi
sarei aspettata dal Capogruppo Curto, tutte le vittime di queste scelte sbagliate, di
questi anni, delle Giunte che hanno preceduto questa, perché nessuno ha ricordato le
vittime. Vorrei ricordare la formazione professionale attraverso lo CSEA, ci sono
250 docenti che gridano vendetta per le scelte sbagliate; ci sono dei precari con cui,
non entrando nel Patto di Stabilità, questo Comune non ha potuto continuare un
rapporto.
Queste persone nessuno le ha ricordate e vorrei ricordarle con questo brevissimo
intervento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Ringrazio naturalmente tutti i Consiglieri. Io vorrei dire una cosa con assoluta
pacatezza, senza nessun trionfalismo: un anno fa noi siamo stati costretti, insisto
"costretti", perché uscire dal Patto di Stabilità non fu una scelta, fu il prendere atto di
una condizione finanziaria che ci obbligava, che non ci consentiva di rimanere dentro
il Patto di Stabilità e annunciai che l'obiettivo nostro era rientrare, in ogni caso, nel
2012 nel Patto di Stabilità.
Tuttavia, il fatto che io l'abbia annunciato un anno fa, non voleva dire affatto che
fosse scontata la realizzazione di questo obiettivo. Ricordo che ci sono state non
poche volte, nel corso di questo anno, articoli giornalistici e dichiarazioni di
esponenti del mondo politico che alludevano ad un possibile commissariamento di
questa Città.
Noi questa sera annunciamo che abbiamo portato in porto dismissioni che
consentono alla Città di rientrare nel Patto di Stabilità e segnalo un aspetto che forse
andrebbe considerato con maggiore attenzione: il Patto di Stabilità da cui noi siamo
usciti era regolato da una regola di penalizzazione che diceva che chi usciva dal Patto
di Stabilità avrebbe ottenuto il 3% in meno dei trasferimenti sul Bilancio della Città,
e noi abbiamo avuto una penalizzazione di 35 milioni di Euro, su un 1,3 miliardi, di
penalizzazioni.
Le nuove regole stabilite dai decreti adottati quest'anno dal Governo stabiliscono che
chi esce dal Patto di Stabilità avrà una riduzione dei trasferimenti di identità pari allo
sforamento. Se posso dirla così, meno male che siamo usciti l'anno scorso e che
invece non abbiamo questo rischio oggi, perché oggi questo sarebbe un rischio
assolutamente insostenibile.
Quindi, aver preso atto che bisognava uscire dal Patto di Stabilità e aver lavorato per
rientrare nel Patto di Stabilità con determinazione, è una scelta che ha consentito alla
Città di mettersi in una condizione di sicurezza.
Io non voglio né medaglie né niente, ma almeno riconoscere che questo obiettivo è
stato perseguito con determinazione e realizzato e mette la nostra Città in una
condizione di sicurezza finanziaria che io credo ci permetta a tutti di guardare con
maggiore fiducia al futuro.
Secondo, non solo con queste dismissioni noi rientriamo nel Patto di Stabilità; con
queste dismissioni - l'abbiamo detto fin dall'inizio e su questo siamo assolutamente
rigorosi - riduciamo l'indebitamento della Città, perché non un Euro di ciò che noi
ricaviamo dalle dismissioni sarà dirottato alla spesa corrente. Tutto sarà utilizzato per
ridurre l'indebitamento. Anzi, già nella giornata di oggi, nel momento in cui noi
ricevevamo 155 milioni per il pagamento delle quote di TRM e AMIAT abbiamo
liquidato 117 milioni a IREN per il credito che vantava. Lo stesso giorno. E nelle
prossime ore faremo la stessa cosa per ciò che riguarda AMIAT.
Quindi, c'è un duplice obiettivo che stiamo perseguendo con grandissima
determinazione. E io credo che questo vada considerato.
Questione GTT. Io ho detto una cosa molto chiara (si rilegga il mio intervento): ho
detto che noi abbiamo deciso di non aggiudicare entro il 31 dicembre, come invece
abbiamo fatto per le altre aziende, e già questa è una scelta, perché il 31 dicembre per
noi era una data limite, c'eravamo posti l'obiettivo di farle il 31 dicembre.
Comunque di non aggiudicarla e di continuare gli approfondimenti sulla base di due
ragioni che ho dato. Perché la valutazione di merito dell'offerta, da un lato ci mette
di fronte ad un'offerta che sul piano industriale e degli investimenti è interessante, è
significativa, importante, che deporrebbe - uso il condizionale - a favore di un
acquirente che compra non soltanto per comprare, ma per investire e sviluppare
l'azienda. Tuttavia l'offerta finanziaria non ci pare congrua, perché 70 milioni non ci
paiono adeguati.
Quindi per questo vogliamo continuare gli approfondimenti. Per valutare se sia
possibile determinare un rialzo di quest'offerta, che relazione stabilire tra l'offerta
finanziaria e l'offerta industriale, e naturalmente ad un certo punto assumere le
decisioni necessarie. Fermo restando che questa Amministrazione non intende
svendere alcunché e che lavora per il miglior ricavo possibile, dal punto di vista
finanziario, e la migliore offerta che garantisca prospettive industriali a GTT. Perché
anche quando noi avremo dismesso il 49%, noi siamo pur sempre il 51%, quindi
abbiamo interesse che chi compera quell'azienda, sia un soggetto capace di dare a
quell'azienda il massimo della valorizzazione e dello sviluppo.
Quindi mi pare che la posizione sia molto chiara. Non c'è un atteggiamento di
semplice attesa, perché una scelta l'abbiamo già fatta. Non abbiamo aggiudicato
entro il 31 dicembre, non considerando la proposta accettabile. L'avessimo
considerata accettabile, l'avremmo aggiudicata.
Al tempo stesso, siccome permane in noi - in questo c'è una valutazione diversa, per
esempio, dalle cose che la Lega ha proposto - l'obiettivo di giungere alla dismissione
del 49% di GTT, come ci siamo proposti, stiamo cercando di realizzare tutti gli
approfondimenti necessari, ripeto, sia sugli aspetti industriali, sia sugli aspetti
finanziari, per capire qual è la migliore scelta che dobbiamo fare. E fra queste scelte
c'è un'articolazione di possibilità anche dal punto di vista procedurale (riaprire una
gara, eccetera); tutta una serie di aspetti di natura tecnica che stiamo naturalmente
approfondendo.
Terza considerazione. Io l'ho detto molte volte e continuo a dirlo. Noi abbiamo
dovuto affrontare una situazione che è riassunta in queste due cifre; non la voglio
fare lunga, perché abbiamo tantissimi temi all'Ordine del Giorno. Nel 2010 i
trasferimenti dello Stato alla Città di Torino sono stati 361 milioni di Euro; nel 2012 i
trasferimenti alla Città di Torino sono stati 181 milioni di Euro. Cioè noi abbiamo
avuto un taglio nell'arco di un anno e mezzo, perché non è neanche i due anni
completi, comunque diciamo in due anni, due esercizi, del 50% dei trasferimenti che
lo Stato dava alla Città. Io credo che nessuno possa prescindere da questo dato.
E nonostante questo - mi dispiace, Consigliere Bertola, su questo non sono d'accordo
con quello che lei dice - se noi andiamo a fare una verifica puntuale dei servizi che
noi eroghiamo ai cittadini, ma la stragrande maggioranza, la quasi totalità dei servizi
non ha subito alcuna riduzione. Semmai - e questo, certo, l'abbiamo fatto - proprio
per non ridurre i servizi, abbiamo dovuto fare degli adeguamenti tariffari, come
abbiamo fatto per i trasporti e per scuole materne e gli asili nido. Questo certamente.
Così come so benissimo che per affrontare una situazione in funzione di non tagliare
servizi, ma con quel taglio di risorse nei trasferimenti così cospicuo, abbiamo dovuto
ricorrere ad aliquote IMU che certamente sono aliquote alte.
Quindi, non è che io non vedo le cose, ma vorrei che fosse chiaro che abbiamo fatto
delle scelte, anche quando erano difficili, avendo una bussola: che l'offerta di
servizio alla Città e ai cittadini non diminuisse.
Se andiamo a vedere (se volete, all'inizio del prossimo anno, possiamo fare una
seduta dedicata a questo), vedrete che, servizio per servizio, la stragrande
maggioranza dei servizi, salvo qualche limatura, è stata erogata e continua a essere
erogata.
Infine, voglio ringraziare davvero ancora una volta tutti; intanto ringraziare tutto il
Consiglio, perché quale che sia la posizione che ciascuno ha adottato, questo tema
delle dismissioni è stato un tema che ha percorso il nostro dibattito in questi mesi, e
ciascuno ha contribuito a questo dibattito con le proprie proposte; per cui penso che
si è costruito intorno a questo tema un rapporto dialettico tra Giunta e Consiglio, che
è stato particolarmente utile e anche ha concorso al buon esito delle tre dismissioni di
cui stiamo parlando.
Inoltre, voglio ancora rinnovare un ringraziamento ai nostri Uffici, perché fare queste
dismissioni è stata un'operazione davvero complessa, per (l'ho già richiamato l'altra
volta) la complessità delle procedure dentro le quali abbiamo dovuto collocare questa
scelta. Prova ne sia - per dirne una - che alla dismissione di società si applica per
affinità il Codice degli Appalti.
Ora, chiunque abbia un po' di esperienza, sa che un appalto per costruire una
metropolitana o un tunnel è cosa del tutto diversa dalla cessione o dall'acquisizione
di una società. Il quadro normativo è così inadeguato e complesso, che gestire e
realizzare in nove mesi, perché la prima volta che noi abbiamo cominciato a
discutere in questo Consiglio era marzo, tre dismissioni di questa natura, non era
affatto scontato.
Prova ne sia - lo dico senza nessun elemento polemico, è un dato di fatto - che la
Regione, ma non solo la Regione Piemonte, anche altri Città e Regioni che hanno
annunciato processi di dismissioni per le stesse finalità che abbiamo noi, hanno un
enorme difficoltà ad arrivare a dei risultati, non credo per mancanza né di
determinazione, né di volontà, ma perché le procedure sono di una complessità
gigantesca.
Quindi, anche per questo io credo che vada dato merito ai nostri Uffici del lavoro
straordinario che hanno fatto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le comunicazioni del Sindaco sono terminate.
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