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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio il Sindaco per averci relazionato rispetto allo stato dell'arte delle procedure di dismissione delle municipalizzate torinesi. Devo, però, dichiarare la nostra insoddisfazione dal punto di vista politico, motivata sotto diversi profili. La prima è ricordare anche in questa sede che le linee programmatiche votate da questa Sala Rossa - quindi il Sindaco si era assunto l'impegno di portare avanti, quantomeno se non come impegno, come indirizzo generale - contenevano il paletto di mantenere il controllo sugli asset che concernono l'erogazione dei servizi pubblici. Ci è stato spiegato nei dibattiti precedenti che la vendita di pacchetti maggioritari a privati, piuttosto che modifiche statutarie che vanno di fatto a svuotare, quantomeno a indebolire pesantemente la governance cittadina di questa società, andavano connesse, come scelte, alla necessità di valorizzare maggiormente queste operazioni di alienazione, quindi portare più soldi alla Città, in modo da ridurne l'indebitamento e riportarla nel Patto di Stabilità. Si è iniziata una procedura a gara pubblica, che aveva dei prezzi a base d'asta che non possiamo dimenticare e ignorare ed evidentemente questi prezzi; essendo prezzi teoricamente di partenza, saranno stati esito di una valutazione su base di perizia. Vorrei ricordare, senza annoiarvi con le singole cifre, che se mettiamo da una parte i vari prezzi di base d'asta di queste diverse partecipate e in fondo le offerte a procedura negoziata che sono pervenute alla Città, c'è di mezzo una forbice di 100 milioni di Euro, che è praticamente una percentuale altamente rilevante... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, numeri alla mano, guardando le offerte maggiori per ogni partecipata. Sinceramente quella di GTT è il gigante di questi elementi. Noi oggi ci aspettavamo delle parole molto più chiare dal Sindaco. Se l'assenza di chiarezza dipende dal fatto che ci sia ancora una procedura di valutazione in corso da un punto di vista tecnico, noi comprendiamo che il suo ruolo le imponga di non entrare nel merito. Però, intanto accenno al fatto che su tutti i quotidiani torinesi sono apparse delle indiscrezioni, addirittura in virgolettato, rispetto a dei suoi pareri sull'inopportunità di vendere GTT. Io non ho visto smentite dall'Ufficio stampa, quindi o è stata evidentemente una mancanza del suo portavoce, o se no i cittadini potrebbero legittimamente pensare che era il suo pensiero e la sua volontà. In tal caso sarebbe stato positivo vederla riconfermata qui in Sala Rossa. Altrimenti, voglio che tutti i Consiglieri di maggioranza sappiano, visto che ci è stato chiarito anche dagli Uffici che se c'è una procedura in corso bisogna attendere la procedura, però qualora ci sia un esito negativo, il Sindaco e la Giunta hanno tutti gli elementi per opporre un no, per esempio, a questa offerta; se invece c'è un parere positivo sulla valutazione, ci è stato detto - poi magari verrò smentito - che se il Sindaco trova degli argomenti di una certa pesantezza di interesse pubblico da porre sull'altro piatto della bilancia rispetto a quella che è una valutazione tecnica, ha comunque la discrezionalità di rifiutare quest'offerta. Io voglio che tutti i Consiglieri di maggioranza sappiano che da questa opposizione, che ha collegato alla chiarezza sulla sorte di GTT, in particolare al recepimento della nostra richiesta di rifiutare quest'offerta di Trenitalia e rimettere in gara pubblica, nel 2013, le stesse quote, in modo da portare - si auspica - un incasso maggiore nelle finanze della Città, c'è stato un rifiuto rispetto alla proposta di condividere un atto di indirizzo che potesse fornire al Sindaco e alla Giunta queste argomentazioni sulla base di una valutazione politica. Perché io ritengo che noi tutti siamo stati eletti con i voti dei cittadini a salire in questi banchi, e abbiamo non le competenze e le prerogative tecniche per dare una valutazione, ma sulla base di quegli esiti - e mi permetto di dire anche in assenza di quegli esiti, e questo è un giudizio politico - noi abbiamo tutto il diritto di dare un indirizzo, che può essere vincolante o meno, ma ha un peso politico essenziale e innegabile, di giudicare questa offerta, bilanciando la cessione della governance e di una quota se non maggioritaria, ma comunque rilevante, la metà, di una partecipata, e quindi indirettamente la gestione di un servizio pubblico importantissimo come il trasporto cittadino, e dall'altra parte invece un'offerta che è di 50 milioni di Euro in meno rispetto al prezzo di base d'asta. Io mi limito a dire che al momento il Consiglio si prefigura lungo, la maggioranza può acconsentire a questa proposta delle opposizioni, e può farlo anche magari dando atto che questa è una opposizione molto responsabile e propositiva, che offre tutte le occasioni e le opportunità di evitare a questa Sala Rossa uno snervante ostruzionismo su deliberazioni chiave, perché noi a fronte di una tale disponibilità - posso dire quantomeno a nome del PdL - saremo disponibili a ritirare l'ostruzionismo, perché sarebbe se non un impegno del Sindaco, un indirizzo irrevocabile della Sala Rossa al Sindaco stesso. Qualora tutto ciò non arrivi, noi non possiamo fare altro che rilevare che sono stati lanciati dei messaggi alla cittadinanza, che si è iniziata la procedura di dismissione che è partita con degli obiettivi e che di fatto se gli esiti saranno veramente quelli di cui abbiamo sentito rispetto ad una proposta che è veramente ridicola rispetto al prezzo di base d'asta iniziale, io sfido veramente questa maggioranza a dire che l'operazione di dismissione è stata un successo, soprattutto guardando il medio e lungo termine, non solo lo sforamento del Patto di Stabilità e che siano stati tutelati non solo gli interessi dei torinesi e i diritti al servizio, bensì gli interessi patrimoniali alla valorizzazione opportuna di questa che è una parte fondamentale del patrimonio immobiliare e azionario della Città di Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. Ricordo che ci sono cinque minuti per Gruppo. CARBONERO Roberto Spero di fare in fretta, perché anche il mio Capogruppo vorrà poi parlare, quindi ruberò pochissimi minuti. Riconosco, l'ho fatto anche privatamente, che l'operazione della vendita delle Partecipate, o comunque di quanto è stato fatto fino adesso, è un'azione sicuramente importante da fare, per un semplice motivo, perché c'era l'obbligo di doverlo fare e farlo per primi, vuol dire in qualche modo poterne riuscire soddisfatti, a danno di chi invece arriva dopo e dovrà arrancare sicuramente molto più di noi. L'altra sera abbiamo avuto un acceso confronto con il Sindaco e in una delle sue sbottanti affermazioni ha detto "ma quali proposte costruttive avete fatto con noi"? il Sindaco forse non lo sa, ma in questo anno e mezzo ne abbiamo fatte diverse, forse molto marginali in alcuni momenti, e comunque sempre poco prese in considerazione. Qualcuna è stata presa in considerazione, ma quando è stata presa in considerazione, è perché alla fine aveva un fine politico. Io ho letto molto il fascicolo di GTT, ho cercato di andarci più in fondo possibile, a questo punto non voglio fare una proposta, ma lanciare una sfida al Sindaco. Si rimandi tutto. So per certo, per quello che ho letto, che GTT nell'insieme è un'azienda sana, un'azienda che può dare della soddisfazioni, che può anche dare delle rese. Allora dimostri di amministrare non politicamente questa Città, prenda in mano il discorso GTT e lo porti avanti senza venderlo. Perché GTT, se amministrata dalle persone giuste, non posizionate politicamente, con i manager giusti e con gli uomini che lavorano per GTT, secondo me può portare dei profitti importanti per questa Città, che poi rimpiangeremo nel momento in cui abbiamo venduto. Il Sindaco ha chiesto a noi delle proposte. Ripeto, io non le mando una proposta diretta, ma gliela lancio quasi come una sfida: teniamo GTT, facciamo vedere che sappiamo mettere le persone giuste al posto giusto, facciamola rendere al massimo e dimostriamo che abbiamo venduto perché dovevamo e perché ce lo chiedeva il Governo, quindi lo dobbiamo fare perché ci è imposto, però un'azienda importante come quella dei trasporti, in un momento in cui stanno nascendo molte nuove aziende dei trasporti, la Città di Torino se la tiene e la sa far rendere al massimo. La lega Nord fa questa proposta al Sindaco. Attendiamo una sua considerazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio il Sindaco per aver concesso le comunicazioni su un tema che ritengo fondamentale, anche perché sarà il tema di discussione di tutto questo Consiglio. Io, signor Sindaco, penso che sia arrivato il tempo di essere coraggiosi. Bisogna essere coraggiosi più di quello che è stato fatto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Esatto. Ed è per questo motivo che bisogna essere coraggiosi, ma davvero, perché noi, signor Sindaco, abbiamo avuto tutto l'anno solo l'obiettivo di rientrare nel Patto di Stabilità. E ha fatto bene, questo era il bene dei torinesi. Ce l'abbiamo fatta, o almeno dovremmo avercela fatta, ed è per questo che dobbiamo smettere di pensare al domani e iniziare a pensare al futuro, perché Torino dovrà essere amministrata per i prossimi mille anni. Noi dobbiamo essere nelle condizioni di poter fare il bene della Città a priori di quelli che oggi sono i conti delle Casse comunali. Ed è per questo che io le dico bravo per essere rientrato nel Patto di Stabilità, o almeno così pare, senza dover vendere GTT. Per questo la sfida che lancio al Sindaco, insieme al Collega Carbonero, è questa: rifiutiamo questa offerta indecente, che - come ha detto anche il Sindaco - è opinabile. Lei fa il Sindaco, io faccio il Consigliere, quindi posso dire \"indecente\", perché 70 milioni di Euro per un'azienda eccellente, dove abbiamo acconsentito di cambiare la governance, dove abbiamo messo in capo al socio privato la possibilità di avere una grossa possibilità di manovra all'interno dell'azienda. Inoltre voglio evidenziare alcune contraddizioni del Sindaco, perché siamo partiti con le dismissioni dicendo che era uno obbligo del Legislatore, che ci diceva che dovevamo dismettere. Il Sindaco in campagna elettorale diceva che bisogna mantenerle pubbliche, e anche nelle Linee programmatiche c'era la sua volontà di mantenere pubbliche tutte le aziende della Città. Poi siamo passati all'affermazione che bisogna dismettere perché dobbiamo abbattere il debito. Poi abbiamo detto che il Legislatore non ci impone più le dismissioni, allora abbiamo detto che dovevamo farle per rientrare nel Patto. A questo punto, dato che nel Patto ci siamo rientrati e che tutte quelle cause che hanno spinto il Sindaco a portare oggi la vendita di GTT sono decadute, io le dico aspettiamo, il 2 gennaio facciamo una nuova gara e mettiamo in campo magari anche dei sistemi più coraggiosi; ribadisco che il Sindaco è stato coraggioso e bisogna continuare ad esserlo, per fare in modo che GTT possa valere, almeno economicamente, tutti quei soldi che oggi non potremo prendere. Abbiamo perso fino adesso 100 milioni di Euro, se il Sindaco dovesse accettare questo tipo di offerta, con i quali ovviamente le Casse del Comune avrebbero sicuramente tratto giovamento. Qualcuno della maggioranza ha detto che forse bisogna vendere l'80% dell'azienda; valutiamolo, esattamente come abbiamo valutato il cambio dello Statuto per cambiare la governance. Valutiamolo nell'interesse esclusivo dei cittadini. Non facciamolo in maniera frettolosa, ed è per questo che colgo in maniera positiva il fatto che il Sindaco ha detto aspettiamo, ma aspettiamo per dire no. Perché il punto fondamentale - ed è quello che noi vogliamo sentire stasera - è che questa offerta non ci piace, politicamente. Poi se saremo obbligati ad accettarla, è un altro discorso. Ma dica pubblicamente che per lei questa offerta non va bene. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Grazie Presidente, anche per il poco tempo che mi lascia per parlare, avendo il Capogruppo Marrone probabilmente esaurito i tempi che spettavano al Gruppo PdL. Ringrazio anche il Sindaco, per averci relazionato. Oggi potevamo arrivare in Sala Rossa con una bandiera a scacchi: lei il traguardo l'ha raggiunto e gliene diamo atto. Però, in ballo c'è ancora GTT, come sappiamo, e lei non si può sbilanciare. Però, oggi lei ha parlato di offerta economicamente svantaggiosa. Lei non si può sbilanciare, però questo è un appello a riconsiderare questa offerta. Lei il traguardo l'ha raggiunto e può valutare serenamente, eventualmente, di riaprire questa gara. Forse i torinesi lo meritano. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Nel ringraziare il Sindaco per aver concesso queste informazioni che ha oggi ha dato all'Aula, però non ho sentito nel suo intervento un dettaglio che io ritengo importante per l'esito di questa vicenda. Cioè sappiamo tutti che in questo momento gli advisor stanno valutando la congruità dell'offerta: qualora valutassero quest'offerta non congrua, per lei sarebbe molto più semplice fare un passo indietro e non ci sono problemi; ma nel caso in cui, invece, l'offerta fosse ritenuta congrua, come farebbe lei, eventualmente, qualora lo decidesse, a ritornare sui suoi passi? È possibile tornare indietro, nonostante la perizia vada nella direzione della congruità dell'offerta? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Innanzitutto credo che non possiamo sottacere un dato importante tra le cose che ha detto il Sindaco questa sera. Il dato importante è che il Sindaco in Aula ha comunicato che siamo rientrati nel Patto di Stabilità, sostanzialmente, dal punto di vista tecnico, a valle del Consiglio di oggi e a valle delle votazioni che ci apprestiamo a fare. Questo non era affatto scontato e lo sappiamo tutti quanti molto bene e io credo che questo risultato - ha fatto molto bene il Sindaco a dare il giusto merito al suo Vicesindaco Dealessandri e all'Assessore Passoni - debba, in qualche modo, essere considerato un risultato di tutta la maggioranza, che in questo anno ha accompagnato e ha assunto collegialmente, insieme alla guida amministrativa, le scelte difficili che oggi ci possono consentire di guardare al 2013 con un rinnovato ottimismo. Questo risultato non era scontato, perché è evidente che noi abbiamo svolto questo processo di rientro nel Patto di Stabilità in un contesto che dal punto di vista economico generale e soprattutto per quanto riguarda l'aspetto economico di questa realtà territoriale che ci onoriamo di amministrare, non era affatto semplice. Non dimentichiamo che in questo anno questo nostro Paese e questa nostra Città si è trovata in una condizione estremamente difficile. Quindi credo che sia stato veramente un grande risultato il fatto di poter avere concluso queste procedure di alienazione. E se oggi qui siamo a discutere della possibilità di riflettere sull'opportunità o meno di aggiudicare l'ultima parte di queste dismissioni patrimoniali, non era affatto scontato solo un mese fa. Credo che bene ha fatto il Sindaco a porre la questione nei giusti termini, perché è sempre opportuno che si separi chiaramente quello che è il compito di indirizzo politico da quelli che poi sono i compiti amministrativi. A volte la politica tende ad occuparsi un po' troppo di procedure burocratiche. Credo che in questo momento il vertice della nostra finanziaria, che ha in carico la procedura di alienazione, stia bene operando. Non abbiamo l'acqua alla gola dal punto di vista dei conti; abbiamo uno stato di sostanziale rientro nei parametri del Patto e di riduzione dell'indebitamento, per certi versi positivo, ovviamente rimandiamo le considerazioni del Bilancio del 2012 dal punto di vista politico quando avremo le condizioni per poterlo fare, cioè nel 2013 e trarremo ovviamente le dovute considerazioni in ordine a come si sia svolta, dal punto di vista politico, questa delicatissima fase della nostra Città. Però, io credo che facciamo bene a prenderci il giusto tempo. Il Sindaco ha rimarcato che sono in corso delle valutazioni che sono squisitamente tecniche e hanno poco di politico, perché la definizione di un valore economico di un'azienda è una valutazione che, al di là del nostro comune sentire e della nostra percezione soggettiva dai banchi della Sala Rossa, necessariamente si scontra e si deve incontrare con una oggettività tecnica da cui neanche la politica si può sottrarre. E credo che l'impostazione che è stata data sia corretta. Da parte nostra non possiamo far altro che ravvivare l'auspicio che qualora la procedura di alienazione del 49% del Gruppo Torinese Trasporti non convinca la FCT dal punto di vista economico e industriale, la Città è nella facoltà oggi di non essere obbligata a vendere. E farebbe un grave danno se, in queste condizioni, pur non essendo convinta dell'opportunità tecnica e dell'opportunità di vendere sulla base delle valutazioni tecniche patrimoniali, facesse il contrario. Quindi, andiamo avanti in questa direzione con fiducia, con rinnovato ottimismo per il 2013. In ogni caso, noi abbiamo l'esigenza di continuare nella politica virtuosa di riduzione dell'indebitamento. Per cui, il 2012 è stato un anno particolarmente complicato, ma abbiamo davanti a noi il 2013, che sarà un anno altrettanto complicato; lo sarà anche per un'altra ragione, perché tutta una serie di vincoli che quest'anno hanno aiutato anche la politica a fare determinate scelte, il prossimo anno, con il rientro nel Patto di Stabilità, potrebbero non esserci e qui si vedrà la maturità e il livello della classe dirigente di questa Città. Se saremo capaci, a vincoli scomparsi da un punto di vista normativo, a mantenere il profilo di rigore, di equità e di risanamento economico dei conti, oppure no. Questo è sulle spalle certamente del Sindaco Fassino e della maggioranza, ma guardo i banchi dell'opposizione e dico che è sulle spalle anche dell'opposizione. Se condividerete con noi questa scelta di proseguire nelle politiche di rigore e di riduzione progressiva dell'indebitamento, a prescindere dai vincoli del Patto di Stabilità, noi saremo contenti e potremo proseguire in questa fase delicata per continuare a guardare il futuro della Città con rinnovato ottimismo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il tempo non era concluso. Consigliere, non esiste un intervento in dissenso su una comunicazione. L'intervento si concorda nell'economia del Gruppo. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Francamente noi non l'avremmo neanche iniziata la procedura per vendere GTT, quindi a questo punto credo che si tratti - avendo l'Amministrazione della Città scelto legittimamente di farlo - di una valutazione tecnica sul fatto se sia meglio vendere adesso, o sia meglio non vedere mai, o vendere magari fra qualche mese. Quindi, su questo, onestamente, io vorrei vedere i dati tecnici e non credo che si possa decidere così. A me interessa di più, però, il discorso generale che è stato fatto anche dal Capogruppo Lo Russo. Va bene essere contenti del rientro nel Patto di Stabilità; spero che abbiamo tutti chiaro che il rientro nel Patto di Stabilità è stato ottenuto soprattutto grazie a enormi sacrifici imposti alla città, non soltanto in termini alienazioni, ma anche dal punto di vista dei tagli sul welfare e sui servizi. Alla fine, nonostante si sia tentato, per quasi tutto l'anno, di dire che non si tagliava niente, la verità è evidente e ci sono ancora tantissimi fornitori e cooperative che aspettano soldi dal Comune, e persone che stamattina sono andate in Circoscrizione a prendere il loro assegno e si sono sentite dire che il Comune ha bloccato i pagamenti, non ha i soldi, è in ritardo, eccetera. Per cui, la Città è veramente in una situazione molto difficile dal punto di vista sociale. Noi speriamo che il vantaggio di essere rientrati nel Patto di Stabilità consenta finalmente di trovare delle risorse da spendere su questo e non ci sia soltanto una politica di austerità. L'altra questione, però, è che qui a questo punto sarebbero da chiedere altre comunicazioni, comunque quando sarà possibile, sarà da discutere, perché vorremmo capire esattamente i conti che sono stati fatti, come si è potuto rientrare. Nel senso che ad esempio sicuramente sono state fatte le alienazioni, ma il fatto che si possa rientrare nel Patto anche senza vendere GTT, sarà anche legato alle Varianti, a tutte le altre operazioni che sono state fatte, ma apparentemente non si capisce come si sia potuto fare, se non tagliando anche delle uscite, quindi degli investimenti, delle spese. Quindi vorremmo capire esattamente se è stato bloccato qualche investimento, che cosa è stato bloccato e avere un il punto chiaro della situazione. Commentare così, onestamente diventa un pochino difficile. Per cui, spero che ci sarà un'occasione a breve, volendo anche adesso, se no alla ripresa dei lavori, per avere un dettaglio molto più chiaro di che cosa è stato effettivamente bloccato e risparmiato per rientrare nel Patto di Stabilità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Pochi minuti per ringraziare i Colleghi, forse è anche la seduta giusta per questo anno così difficile passato insieme, i Presidenti di Commissione, gli Assessori e tutti i nostri dipendenti che hanno lavorato in questo anno difficile. Si può dire, parafrasando, che non è caduto il mondo, non è caduta questa Città e credo che il fatto che si possa scegliere e lasciarsi ancora un mese di tempo per non chiudere la partita di GTT, ci fa dire che rientrare nel Patto di Stabilità anche senza questa dismissione, in qualche modo ci porta a non dover dismettere con velocità e senza razionalità anche questa ultima partita. Sono stati mesi difficili. Come sapete, spesso abbiamo dovuto parlare dei contratti di servizio, abbiamo dovuto farlo insieme ai nuovi piani industriali. Sulla vicenda di GTT lo scorso mese eravamo molto rattristati che anche le offerte tecniche fossero così scarsamente rappresentative dei nostri intendimenti e che ci fossero delle condizioni che non sono quelle che avevano messo in campo. Questo mese invece ci siamo stupiti dell'offerta economica diversa da quella auspicata, e spero che questo mese che abbiamo davanti ci porterà a prendere delle decisioni sagge e non accelerare tempi su altri processi, come quello dei cambiamenti ulteriori della governance o di ulteriori dismissioni. Dico anche che però questo è un monito al centrodestra e al centrosinistra: quando le dismissioni si fanno a tempo o si fanno per obbligo, spesso i privati possono in qualche modo influenzare e all'ultimo avere la meglio. Lo dico perché nell'anno poi è caduto uno dei presupposti, quello dell'obbligo della dismissione; forse ci è andata bene così, proprio perché non si è aperto il supermarket Italia. Eppure negli ultimi minuti di queste dismissioni abbiamo avuto il segno di quel tema, cioè dall'avere una vendita a tempo ed essere in qualche modo costretti ad accettare. Per fortuna altre cose abbiamo fatto nel frattempo, non c'erano solo le dismissioni delle partecipate, ed è per questo che (e chiudo, così lascio il tempo anche al Capogruppo Curto) spero che con questo si chiuda questo anno di straordinaria responsabilità e che da gennaio si possa rinunziare a parlare del terzo piano strategico di questa Città e a rimettere in moto una macchina, soprattutto quella Comunale, che ha bisogno di più fiducia e di una guida politica non solo più salda, ma che dia a tutta la Città una visione di dove andiamo superata la crisi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Io partirei dalla notizia della giornata, quella che aspettavamo, cioè il rientro della Città di Torino nel Patto di Stabilità. Di questo, Sindaco, ne abbiamo discusso tante volte, credo che le vada dato pieno atto. È stato un percorso ad ostacoli, difficilissimo, con regole che cambiavano in corsa, sia da un punto di vista normativo che da un punto di vista economico e finanziario di quadro. Ed è stato un percorso ad ostacoli anche nel doversi confrontare con una macchina amministrativa nuova e che questa Amministrazione ha dovuto per certi versi gestire in una fase di emergenza. Non possiamo, però, dimenticare che questo percorso ad ostacoli è stato un percorso faticoso, che ha richiesto l'impegno e lo sforzo di tutti quanti. In questo credo che il ruolo del Consiglio Comunale, probabilmente di tutto il Consiglio Comunale, non sia stato banale. Anche dal punto di vista di sensibilità politiche, siamo arrivati ad una cessione di sovranità e di comprensione degli spazi democratici fortissima (lo dicevamo soprattutto in quest'ultimo mese), senza precedenti, che credo ci debba fare per certi versi riflettere. Lo diceva prima il Collega Grimaldi, il quadro normativo è cambiato nel corso dell'anno, fortunatamente, anche grazie a una decisione della Corte Costituzionale che ha bocciato un impianto legislativo nazionale, che avrebbe previsto le vendite come obbligatorie da parte delle Amministrazioni locali e che probabilmente avrebbe aperto una situazione generale di dismissione, che probabilmente non avremmo potuto sopportare. Credo che il risultato economico di queste vendite ci dica molto, e che non si possa non sottolineare quanto in questo risultato economico ci sia un differenziale profondo fra quanto aspettavamo, quanto era stato computato e quanto porteremo a casa. E non si possa non rimanere con l'amaro in bocca che, giocoforza, il patrimonio pubblico sia stato se non svenduto, probabilmente in parte estorto. Estorto dalla situazione, estorto dalla contingenza, ma comunque sicuramente non capitalizzato per quello che avremmo potuto sperare e che avremmo potuto auspicare. Proprio per questo, Sindaco, per quanto riguarda GTT, riteniamo che la scelta non possa essere soltanto una scelta tecnica. Abbiamo lavorato per riconquistare lo spazio alla politica, per riconquistarci la possibilità di scegliere, per poter tracciare un orizzonte. Per questo (lo diciamo con forza), passata la grande paura, noi vogliamo poter scegliere anche sul Gruppo Trasporti Torinesi, perché quello che è successo su questa dismissione, sul processo amministrativo sicuramente complicato dai fatti, ma probabilmente anche dalle scelte e da un risultato del prezzo che è significativamente più basso di quello che ci saremmo aspettati e di quello che avevamo computato, ci porta a dire che non può essere solo una scelta tecnica, ma una scelta politica quella che riguarda il Gruppo Trasporti Torinesi. Anche perché - e qui, Sindaco, arrivo alla parte finale dell'intervento, spero avremo modo di discuterne anche in quest'Aula - a preoccuparci non deve essere solo la situazione di Bilancio della Città, una situazione con cui abbiamo dovuto fare i conti, anche di compressione di diritti acquisiti da parte dei nostri cittadini e di compressione dei servizi che a essi erogavamo. Noi dovremo fare i conti con la situazione socioeconomica della Città. Una Città che ha un altissimo livello di disoccupazione, una fortissima esposizione agli ammortizzatori sociali, una situazione socioeconomica veramente difficile e drammatica, e che spesso abbiamo negato durante questo anno. Per questo credo che dobbiamo provare a tracciare l'orizzonte per il prossimo anno, capire quale ruolo può avere la Città di Torino rispetto alle scelte in essere e soprattutto dall'altra parte, per quanto riguarda la GTT, dobbiamo ricordarci che stiamo parlando del più importante gruppo di trasporto pubblico in un momento in cui esiste la crisi del trasporto privato. Crisi che si ripercuote e si ripercuoterà sempre di più soprattutto sulla Città di Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Sull'ordine dei lavori, faccio notare come il Presidente abbia derogato al Regolamento. Tre Gruppi hanno per più di cinque minuti per più oratori, non capisco perché mi neghi la parola. Lo metta a verbale, lo segni. Io ho chiesto di parlare un minuto, tra l'altro dopo aver saputo cosa ha detto il Sindaco e cosa ha detto il mio Capogruppo. Lei vuole impedirmelo, perderò un minuto per... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Grazie. Prendo atto. VIALE Silvio Lei ha concesso la parola al secondo Consigliere in tre Gruppi e tutti e tre hanno sforato i cinque minuti. Solo per farlo notare, perché se presiede, presieda davvero, non giochi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La ringrazio per questa sua considerazione. Aveva il tempo di intervenire, invece di sprecarlo in questo modo. Prego, Consigliere Viale. VIALE Silvio No, Presidente, ritengo offensivo che lei pensi che io chieda di parlare sull'ordine dei lavori e poi lo usi per parlare nel merito. Lo ritengo offensivo e dovrebbe chiedermi scusa. Anche al Consiglio, non solo a me. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Dell'Utri. DELL'UTRI Michele Posso cedere un minuto del mio intervento al Consigliere Viale? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Certamente. VIALE Silvio Ringrazio il Consigliere Dell'Utri per il minuto. Ho chiesto di intervenire semplicemente perché qualcuno ha detto che siamo arrivati al traguardo e c'è la bandiera a scacchi. In realtà è stata la prima tappa, la corsa continua; quindi non è un arrivo, è un pezzo, un percorso. Io francamente non la metto come una questione... se gli umori della maggioranza, nonché dell'opposizione, sono per non vendere, capisco che questo sia preponderante. Io sarei chiaramente per vendere e ritengo che l'unico motivo per cui oggi si possa - fatti salvi tutti gli aspetti legali e tutte le compatibilità - passare oltre e andare più avanti è perché si debba vendere di più una quota maggiore in futuro. Questo è l'unico motivo. Dopodiché, è meglio per quel motivo lì. Perché se si dovesse soltanto dire che non vediamo adesso per vendere al meglio il 49%, sarebbe un grosso errore. Ecco perché apprezzo le osservazioni del Sindaco, condivido quelle del Capogruppo, le correggo dal mio punto di vista in questa direzione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Dell'Utri. DELL'UTRI Michele Io mi domando quanti fra noi quest'anno abbiano cercato di vendere un'auto, una casa, un gioiello, o quant'altro. Chiunque fra noi abbia cercato di fare tutto ciò (magari è anche riuscito a venderlo) si è accorto che, di mese in mese, i prezzi mutavano verso il basso. È notorio che il bene più difficile da vendere in assoluto è un'azienda, per le mille implicazioni che ha. Oggi su GTT, nel bene o nel male, noi ci troviamo in una posizione di forza, nel senso che abbiamo un'offerta. Poi, può essere bassa, può essere valutata da ciascuno con il proprio parametro, ma un'offerta c'è. Ripeto, chiunque stia cercando di vendere qualcosa in questo periodo, sa la difficoltà di trovare qualcuno che paghi qualche cosa. E questo è il primo punto. In conseguenza di questo, voglio plaudire al Sindaco, alla Giunta, ma a tutti noi, per essere riusciti a raggiungere l'obiettivo del rientro nel Patto di Stabilità, dal momento che è stata veramente un'impresa complessa. La complessità è nata dalla sfida di salvaguardare aziende torinesi, nel momento in cui le si è pagate per il servizio dato e non farle fallire, questo però ha implicato una serie di passaggi che oggi ci troviamo a poter dire conclusi felicemente. Quindi, una scelta coraggiosa, quasi alla "Blade Runner", che però ha ripagato tanto le aziende quanto la Città di Torino. Traiamo però un monito da tutto questo, perché il prossimo anno, mi spiace dirlo, ma sarà peggio. Traiamo il monito di imparare a capire che il mercato detta le leggi. Di conseguenza, non si può dire a posteriori che le offerte sono basse se si mettono delle condizioni per cui il mercato tendenzialmente le assorbe poco. Quindi capiamo, come era stato detto dai Moderati ai tempi, che forse ha un senso, fin dall'inizio di certi processi, far sì che la direzione possa essere appetibile, per non trovarsi all'ultimo momento a dover modificare le cose. Comunque - ripeto - un plauso a tutti, al Sindaco in particolar modo, anche perché, in ogni caso, si è stati in grado non soltanto di riuscire a raggiungere l'obiettivo nei tempi dovuti, ma a trovarsi anche nella possibilità, entro febbraio, qualora non si fosse giunti al risultato adesso, di riuscire a garantirsi la via d'uscita positiva. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, come è successo con il Consigliere Viale. Però, durante le Conferenze dei Capigruppo, ricordatelo ai Consiglieri che esistono dei tempi previsti dal Regolamento. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo La mia ira non era assolutamente rivolta al Presidente del Consiglio. Mi stupiscono i toni trionfalistici che sono stati prima esternati dal Capogruppo del PD, Lo Russo. Io non posso entrare nel merito della discussione in quanto non ha avuto la possibilità di ascoltare l'intervento del signor Sindaco, però mi piacerebbe ricordare, cosa che mi sarei aspettata dal Capogruppo Curto, tutte le vittime di queste scelte sbagliate, di questi anni, delle Giunte che hanno preceduto questa, perché nessuno ha ricordato le vittime. Vorrei ricordare la formazione professionale attraverso lo CSEA, ci sono 250 docenti che gridano vendetta per le scelte sbagliate; ci sono dei precari con cui, non entrando nel Patto di Stabilità, questo Comune non ha potuto continuare un rapporto. Queste persone nessuno le ha ricordate e vorrei ricordarle con questo brevissimo intervento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Ringrazio naturalmente tutti i Consiglieri. Io vorrei dire una cosa con assoluta pacatezza, senza nessun trionfalismo: un anno fa noi siamo stati costretti, insisto "costretti", perché uscire dal Patto di Stabilità non fu una scelta, fu il prendere atto di una condizione finanziaria che ci obbligava, che non ci consentiva di rimanere dentro il Patto di Stabilità e annunciai che l'obiettivo nostro era rientrare, in ogni caso, nel 2012 nel Patto di Stabilità. Tuttavia, il fatto che io l'abbia annunciato un anno fa, non voleva dire affatto che fosse scontata la realizzazione di questo obiettivo. Ricordo che ci sono state non poche volte, nel corso di questo anno, articoli giornalistici e dichiarazioni di esponenti del mondo politico che alludevano ad un possibile commissariamento di questa Città. Noi questa sera annunciamo che abbiamo portato in porto dismissioni che consentono alla Città di rientrare nel Patto di Stabilità e segnalo un aspetto che forse andrebbe considerato con maggiore attenzione: il Patto di Stabilità da cui noi siamo usciti era regolato da una regola di penalizzazione che diceva che chi usciva dal Patto di Stabilità avrebbe ottenuto il 3% in meno dei trasferimenti sul Bilancio della Città, e noi abbiamo avuto una penalizzazione di 35 milioni di Euro, su un 1,3 miliardi, di penalizzazioni. Le nuove regole stabilite dai decreti adottati quest'anno dal Governo stabiliscono che chi esce dal Patto di Stabilità avrà una riduzione dei trasferimenti di identità pari allo sforamento. Se posso dirla così, meno male che siamo usciti l'anno scorso e che invece non abbiamo questo rischio oggi, perché oggi questo sarebbe un rischio assolutamente insostenibile. Quindi, aver preso atto che bisognava uscire dal Patto di Stabilità e aver lavorato per rientrare nel Patto di Stabilità con determinazione, è una scelta che ha consentito alla Città di mettersi in una condizione di sicurezza. Io non voglio né medaglie né niente, ma almeno riconoscere che questo obiettivo è stato perseguito con determinazione e realizzato e mette la nostra Città in una condizione di sicurezza finanziaria che io credo ci permetta a tutti di guardare con maggiore fiducia al futuro. Secondo, non solo con queste dismissioni noi rientriamo nel Patto di Stabilità; con queste dismissioni - l'abbiamo detto fin dall'inizio e su questo siamo assolutamente rigorosi - riduciamo l'indebitamento della Città, perché non un Euro di ciò che noi ricaviamo dalle dismissioni sarà dirottato alla spesa corrente. Tutto sarà utilizzato per ridurre l'indebitamento. Anzi, già nella giornata di oggi, nel momento in cui noi ricevevamo 155 milioni per il pagamento delle quote di TRM e AMIAT abbiamo liquidato 117 milioni a IREN per il credito che vantava. Lo stesso giorno. E nelle prossime ore faremo la stessa cosa per ciò che riguarda AMIAT. Quindi, c'è un duplice obiettivo che stiamo perseguendo con grandissima determinazione. E io credo che questo vada considerato. Questione GTT. Io ho detto una cosa molto chiara (si rilegga il mio intervento): ho detto che noi abbiamo deciso di non aggiudicare entro il 31 dicembre, come invece abbiamo fatto per le altre aziende, e già questa è una scelta, perché il 31 dicembre per noi era una data limite, c'eravamo posti l'obiettivo di farle il 31 dicembre. Comunque di non aggiudicarla e di continuare gli approfondimenti sulla base di due ragioni che ho dato. Perché la valutazione di merito dell'offerta, da un lato ci mette di fronte ad un'offerta che sul piano industriale e degli investimenti è interessante, è significativa, importante, che deporrebbe - uso il condizionale - a favore di un acquirente che compra non soltanto per comprare, ma per investire e sviluppare l'azienda. Tuttavia l'offerta finanziaria non ci pare congrua, perché 70 milioni non ci paiono adeguati. Quindi per questo vogliamo continuare gli approfondimenti. Per valutare se sia possibile determinare un rialzo di quest'offerta, che relazione stabilire tra l'offerta finanziaria e l'offerta industriale, e naturalmente ad un certo punto assumere le decisioni necessarie. Fermo restando che questa Amministrazione non intende svendere alcunché e che lavora per il miglior ricavo possibile, dal punto di vista finanziario, e la migliore offerta che garantisca prospettive industriali a GTT. Perché anche quando noi avremo dismesso il 49%, noi siamo pur sempre il 51%, quindi abbiamo interesse che chi compera quell'azienda, sia un soggetto capace di dare a quell'azienda il massimo della valorizzazione e dello sviluppo. Quindi mi pare che la posizione sia molto chiara. Non c'è un atteggiamento di semplice attesa, perché una scelta l'abbiamo già fatta. Non abbiamo aggiudicato entro il 31 dicembre, non considerando la proposta accettabile. L'avessimo considerata accettabile, l'avremmo aggiudicata. Al tempo stesso, siccome permane in noi - in questo c'è una valutazione diversa, per esempio, dalle cose che la Lega ha proposto - l'obiettivo di giungere alla dismissione del 49% di GTT, come ci siamo proposti, stiamo cercando di realizzare tutti gli approfondimenti necessari, ripeto, sia sugli aspetti industriali, sia sugli aspetti finanziari, per capire qual è la migliore scelta che dobbiamo fare. E fra queste scelte c'è un'articolazione di possibilità anche dal punto di vista procedurale (riaprire una gara, eccetera); tutta una serie di aspetti di natura tecnica che stiamo naturalmente approfondendo. Terza considerazione. Io l'ho detto molte volte e continuo a dirlo. Noi abbiamo dovuto affrontare una situazione che è riassunta in queste due cifre; non la voglio fare lunga, perché abbiamo tantissimi temi all'Ordine del Giorno. Nel 2010 i trasferimenti dello Stato alla Città di Torino sono stati 361 milioni di Euro; nel 2012 i trasferimenti alla Città di Torino sono stati 181 milioni di Euro. Cioè noi abbiamo avuto un taglio nell'arco di un anno e mezzo, perché non è neanche i due anni completi, comunque diciamo in due anni, due esercizi, del 50% dei trasferimenti che lo Stato dava alla Città. Io credo che nessuno possa prescindere da questo dato. E nonostante questo - mi dispiace, Consigliere Bertola, su questo non sono d'accordo con quello che lei dice - se noi andiamo a fare una verifica puntuale dei servizi che noi eroghiamo ai cittadini, ma la stragrande maggioranza, la quasi totalità dei servizi non ha subito alcuna riduzione. Semmai - e questo, certo, l'abbiamo fatto - proprio per non ridurre i servizi, abbiamo dovuto fare degli adeguamenti tariffari, come abbiamo fatto per i trasporti e per scuole materne e gli asili nido. Questo certamente. Così come so benissimo che per affrontare una situazione in funzione di non tagliare servizi, ma con quel taglio di risorse nei trasferimenti così cospicuo, abbiamo dovuto ricorrere ad aliquote IMU che certamente sono aliquote alte. Quindi, non è che io non vedo le cose, ma vorrei che fosse chiaro che abbiamo fatto delle scelte, anche quando erano difficili, avendo una bussola: che l'offerta di servizio alla Città e ai cittadini non diminuisse. Se andiamo a vedere (se volete, all'inizio del prossimo anno, possiamo fare una seduta dedicata a questo), vedrete che, servizio per servizio, la stragrande maggioranza dei servizi, salvo qualche limatura, è stata erogata e continua a essere erogata. Infine, voglio ringraziare davvero ancora una volta tutti; intanto ringraziare tutto il Consiglio, perché quale che sia la posizione che ciascuno ha adottato, questo tema delle dismissioni è stato un tema che ha percorso il nostro dibattito in questi mesi, e ciascuno ha contribuito a questo dibattito con le proprie proposte; per cui penso che si è costruito intorno a questo tema un rapporto dialettico tra Giunta e Consiglio, che è stato particolarmente utile e anche ha concorso al buon esito delle tre dismissioni di cui stiamo parlando. Inoltre, voglio ancora rinnovare un ringraziamento ai nostri Uffici, perché fare queste dismissioni è stata un'operazione davvero complessa, per (l'ho già richiamato l'altra volta) la complessità delle procedure dentro le quali abbiamo dovuto collocare questa scelta. Prova ne sia - per dirne una - che alla dismissione di società si applica per affinità il Codice degli Appalti. Ora, chiunque abbia un po' di esperienza, sa che un appalto per costruire una metropolitana o un tunnel è cosa del tutto diversa dalla cessione o dall'acquisizione di una società. Il quadro normativo è così inadeguato e complesso, che gestire e realizzare in nove mesi, perché la prima volta che noi abbiamo cominciato a discutere in questo Consiglio era marzo, tre dismissioni di questa natura, non era affatto scontato. Prova ne sia - lo dico senza nessun elemento polemico, è un dato di fatto - che la Regione, ma non solo la Regione Piemonte, anche altri Città e Regioni che hanno annunciato processi di dismissioni per le stesse finalità che abbiamo noi, hanno un enorme difficoltà ad arrivare a dei risultati, non credo per mancanza né di determinazione, né di volontà, ma perché le procedure sono di una complessità gigantesca. Quindi, anche per questo io credo che vada dato merito ai nostri Uffici del lavoro straordinario che hanno fatto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Le comunicazioni del Sindaco sono terminate. |