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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201206616/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 27 novembre 2012, avente per oggetto: "Società TNE S.p.A. - Modifiche statutarie e sottoscrizione di un patto parasociale - Partecipazione assemblea straordinaria: approvazione". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 12/12/2012 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Invito i Colleghi ad ascoltarmi un attimo. Dopo la votazione di questa deliberazione, convocherò, se riteniamo di continuare, una Conferenza dei Capigruppo nell'Aula delle Congregazioni. La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Io chiedo l'illustrazione della deliberazione, visto che c'è il Vicesindaco in Aula, perché è vero che si tratta di una modifica di Statuto, ma è un'operazione abbastanza complessa e ha una sua valenza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Io volevo evitare una discussione che abbiamo già fatto in Commissione, ma ovviamente non c'è nessun problema a illustrare la deliberazione. La deliberazione ha sostanzialmente due aspetti. Il primo è quello di cambiare l'oggetto sociale e di allargarlo in rapporto all'adozione e poi all'approvazione che il Consiglio aveva fatto della Variante sul lotto A di Mirafiori. Il lotto A è quello tra Corso Orbassano e Corso Settembrini, che permette - accanto ovviamente al dato principale, il design, che in parte è già stato attuato, cioè ci sono già sia corsi di design che master di ingegneria - di poter raddoppiare sostanzialmente quell'edificio, permettendo di mettere assieme tutto il design che oggi è situato in una situazione non definitiva, perché è un prefabbricato in corso Marche e tutta l'ingegneria del Lingotto. Accanto a questo, di far sorgere il Centro servizi. Questo amplifica, da Statuto, l'oggetto sociale in coerenza con quanto fatto dalla deliberazione. Si ridefinisce, per Statuto, quanto previsto dalla Tremonti 2010, perché in realtà già oggi il Consiglio è a cinque, mentre lo Statuto prevedeva un numero superiore, perché fino a poco tempo fa, fino al rinnovo avvenuto con l'approvazione del Bilancio 2011, cioè nel 2012, il Consiglio era a sei. Come ho spiegato in Commissione, la Città che aveva due posti, si è ridotto ad uno per permettere sostanzialmente una composizione con una presenza di tutti i soci: 2 Regione, 1 Provincia, 1 Comune, che ha l'amministratore delegato, Presidenza Regione, e 1 Fiat. È allegato anche il patto parasociale, che sostanzialmente dice che nel momento in cui si prenderà atto che la Fiat - come è prevedibile - riduce la sua quota di partecipazione, che venga immediatamente convocato il Consiglio per sostituire un membro del consiglio d'amministrazione, che oggi è Fiat, e di contemporaneamente di consentire a Fiat invece di avere un Revisore dei conti. Questa è l'essenza del patto parasociale collegato. Ovviamente l'insieme dell'operazione serve per riuscire (finalità generale, che non c'entra con lo Statuto, ma vale la pena ribadirlo) a fare la seconda Cittadella Politecnica, così come (chi ha potuto sentire la relazione del Rettore del Politecnico all'anno accademico) di poter andare avanti su quell'ipotesi che si era costruita, che senza di questo ovviamente creerebbe oggi seri problemi, perché è vero che abbiamo un Centro del design, ma dentro un'area deserta con attorno sostanzialmente nessun servizio, nell'attuale palazzina fatta di recupero tra l'altro del cosiddetto ex-VAI, che è il grande magazzino di componentistica, ci sono però già oltre 1.400 studenti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Innanzitutto ringrazio il Vicesindaco che comunque ha spiegato la deliberazione. Devo dire che ha detto una cosa che di fatto in Commissione non aveva detto in modo netto, cioè la volontà di Fiat di uscire. Oggi ha detto di ridurre le quote, però di fatto penso che sia evidente a tutti che in realtà la volontà Fiat di uscire sia netta. Ora, io devo dire che lei è stato anche un po' vago sulla deliberazione oggi in Aula, ma diamo per scontato che tutti abbiano letto la deliberazione, che abbiano seguito la discussione in Commissione, certo è che però non parlare oggi in Aula della questione della bonifica, che è uno dei motivi che comunque in qualche modo sono legati a questa deliberazione, mi sembra un po' surreale. Rendiamoci conto che comunque con questa deliberazione di fatto stiamo dicendo la Città, in un modo o nell'altro, si prende gli oneri di una bonifica che forse non doveva spettare a noi. E toglierei anche il forse. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Nella sostanza volevo dire le stesse cose che ha detto il Consigliere Appendino, quindi riepiloghiamo. Con questa deliberazione noi consentiamo a Fiat di uscire, o comunque gli apriamo una porta dalla quale poter uscire. E non solo gli permettiamo di uscire come e quando vuole, ma in più gli diamo anche la buonuscita che è quella che a fronte di ritirare il contenzioso, gli paghiamo la bonifica del sito. Quindi, dire che per l'ennesima volta dimostriamo che Fiat è assoluta padrona non solo della Città, ma anche della volontà e dell'espressione della Città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Devo dire la verità, avrei preferito che Fiat ritirasse il ricorso al TAR, non trovando un accordo con la sua fuoriuscita da TNE. Dall'altra, ho sempre ritenuto sbagliata l'assenza di Fiat, in questi anni, nel Consiglio di Amministrazione di TNE. Non so se i Consiglieri e i cittadini lo sanno, ma Fiat praticamente non si è mai presentata in quel Consiglio di Amministrazione e, di fatto, a parte le comunicazioni per le Varianti urbanistiche, non si è mai sentita partecipe di quella rigenerazione. Lo dico perché, in qualche modo, quella è stata una grande operazione visionaria, perché pensare che in questa Città si potessero fare politiche industriali è un'ambizione che pochi hanno avuto in Italia. Probabilmente, la Regione avrebbe dovuto e potuto far sì che da quel distretto – e non sto parlando di questo colore politico, sto parlando anche degli anni precedenti – potesse ripartire un pezzo della progettazione italiana e delle politiche industriali del Paese su una nuova Cittadella dell'automotive della sostenibilità. Dispiace e rammarica che a parte la Cittadella Politecnica, un attore come Fiat non abbia per niente colto quell'occasione, e l'abbia fatto solo con la presenza di Marchionne il giorno dell'inaugurazione del Politecnico, tranne poi presentarsi davanti al TAR per impugnare una Variante che il Politecnico ci aveva chiesto con urgenza – ricordiamoci i termini – per far sì che nel lotto A di TNE non ci fosse il deserto. Che cosa ci chiedeva il Politecnico? Lo dico anche all'Assessore Curti. Ci chiedeva una palestra polivalente, ci chiedeva, come chiede oggi lo Statuto, di poter comprendere delle funzioni che oggi non sono presenti in Torino Nuova Economia (residenze, aule studio), e magari non nel lotto A. Perché non nel lotto A? Perché Fiat dice – e lo dice anche nel ricorso al TAR – che quelle funzioni entrano in contrasto con le attività produttive di quell'area. Lo so, ai cittadini viene da ridere, visto che di produrre di notte non se ne parla e quell'area, prima che veda dei nuovi oggetti, probabilmente ne passeranno di anni, arriveranno di sicuro prima le residenze studentesche. C'è un rammarico in questo cambiamento di Statuto, che l'unico attore, il Politecnico di Torino, non entra in questo momento in quel Consiglio di Amministrazione ed è come se Torino Nuova Economia si dividesse in due; uno andrà verso la Cittadella Politecnica e probabilmente cercherà lei stessa di attrarre funzioni, di attrarre spin-off e dovremo, tra l'altro, trovare soldi pubblici per fare il raddoppio, perché probabilmente non basteranno i soldi privati, che sono già spesi, non basteranno i tanti soldi dei fondi strutturali, che sono serviti dopo per l'operazione immobiliare. Dall'altra, rimangono sempre i lotti B e C; lotti che dovevano andare a gara, che sono andati deserti più volte, anche per la crisi economica. È pieno di capannoni vuoti in provincia di Torino, figurarsi se dentro la Città possiamo pensare che siano pieni. Però, quest'operazione merita qualche discussione e approfondimento in più e chiederei, visto che l'Assessore all'urbanistica e l'Assessore al lavoro sono entrambi presenti, che a questo punto, da questa divisione si decida esattamente che cosa si vuole per i lotti B e C di Mirafiori. Se non è più la Cittadella dell'automotive e della mobilità sostenibile, si dica e si dia una nuova visione a Torino Nuova Economia. Sarà un distretto del design? Sarà un distretto di altro tipo, di green economy? Sarà distretto che attrae imprese diverse? Io credo che bisogna iniziare a dare una funzione e questa è l'ultima possibilità: o chiediamo al Politecnico di entrare in quella discussione e di farsi carico anche di una parte della valorizzazione dei lotti B e C per attrarre nuove imprese, oppure si divida la strada di questa società e si trovi una nuova vocazione industriale per Mirafiori, come abbiamo già detto qualche settimana fa, per altri distretti limitrofi in cui, per esempio, vorremmo collocare i distretti degli alimentari e la riconversione agricola di una parte della Città. Io credo che anche Mirafiori, dopo tanto tempo, si meriti una nuova funzione e, a quel punto, non si può più aspettare Fiat e anche nei lotti B e C è bene che la Città prenda una strada da percorrere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Con tutto il rispetto, reale e non di maniera, verso l'intervento del Collega Grimaldi, sentire parlare di vocazione industriale mentre stiamo votando questa deliberazione, sinceramente mi chiedo come mai sulla pulsantiera, vicino al tasto microfono, chiamata e altro, non ci siano anche le risate di sottofondo, devo essere sincero. Già solo nella modifica dell'oggetto sociale diventa oggettivamente chiara la degenerazione a livello di OGM, cioè una degenerazione genetica del progetto TNE, perché di fatto la destinazione industriale doveva essere quella esclusiva, gli viene affiancata poi l'universitaria, comprese la residenza commerciale e terziaria. Sarebbe stato forse più onesto togliere nell'emendamento "industriale". I lotti TNE sono una rappresentazione simbolica dell'involuzione del progetto. Cioè c'è la parte universitaria che vive di una dimensione quasi statunitense, tanto comunque è un campus ben avviato, oggettivamente con un Politecnico che ha fatto la sua parte; la parte industriale sembra invece un villaggio fantasma, sempre statunitense, però in salsa western, ci mancano solo i cespugli che rotolano. Ricordiamoci la genesi di TNE, ricordiamoci l'operazione del tutto strumentale al sostegno e alla produzione di Mirafiori, quindi con Fiat, che non è solo protagonista, ma destinatario di uno che è stato proprio un aiuto, non di Stato, ma di Comune, Ebbene, da un lato la stessa maggioranza, quantomeno lo stesso colore politico, se non le stesse persone, hanno completamente lasciato poi Fiat libera di non mantenere negli anni gli impegni con il territorio e addirittura sul progetto TNE la parte industriale è stata oggettivamente, proprio anche con riferimento al soggetto Fiat, lasciata andare, cioè lasciata sfuggire. Questa modifica statutaria ne diventa il suggello. Sinceramente, sono mortificato per il fatto che questa approvazione poi, in una fase così frizzante da altri punti di vista della vita amministrativa della Città, finirà - penso, inevitabilmente - sottotono, perché, in realtà, è la pietra tombale non solo di un progetto di rilancio industriale che prescindesse da FIAT, ma anche con l'ultimo legame che, da un punto di vista amministrativo, questa Città aveva con il partner industriale ed il soggetto privato FIAT. Devo dire che apprezzo l'intervento da parte di Sinistra Ecologia Libertà che richiama, anche coraggiosamente, a determinati impegni traditi o, quantomeno, non conseguiti, però mi auguro anche che, prima o poi, questa maggioranza o, quantomeno, le parti critiche su questi aspetti del percorso industriale della Città vadano anche a votare di conseguenza, perché, a questo punto, ormai tutti i rospi da ingoiare sono stati ingoiati e, di fatto, il percorso è concluso. Quindi, mi auguro che, prima o poi, alle sollecitazioni segua anche un'azione politica conseguente. |