Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Dicembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-08003
VARIANTE PARZIALE N. 260 AL P.R.G., AI SENSI DELL'ARTICOLO 17, COMMA 7 DELLA L.U.R., CONCERNENTE L'IMMOBILE UBICATO IN PIAZZA CARLO FELICE N. 85. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201108003/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 dicembre 2011, avente
per oggetto:
"Variante parziale n. 260 al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della L.U.R.,
concernente l'immobile ubicato in piazza Carlo Felice n. 85. Approvazione"
e della proposta di mozione n. mecc. 201207636/002, presentata dai Consiglieri
Bertola ed Appendino in data 10 dicembre 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione, n. mecc. 201108003/009, Variante n. 260 al
Piano Regolatore Generale"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 15/12/2011 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati due emendamenti da parte della Giunta.
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Questa Variante è un'approvazione. Se ricordate, questo Consiglio ha adottato l'atto
a dicembre dello scorso anno, esattamente un anno fa, ed era stato sospeso in Aula,
perché il tema era quello relativo ai lavoratori NH. Quindi, in accordo tra Consiglio e
Giunta, abbiamo tenuto sospeso l'atto di approvazione, affinché si chiarissero e si
avviasse un percorso che consentisse la ricollocazione, così come era previsto nella
relazione NH prima, quando ha fatto l'istanza di Variante, per i lavoratori.
In questo anno sono state numerose le sedute di III Commissione in particolare,
perché dal punto di vista del contenuto urbanistico, che è un cambio di destinazione
d'uso da ricettivo a residenziale.
L'istanza di Variante è stata fatta nel gennaio 2011 dalla proprietà in quel momento
che era il Jolly Ligure S.p.A. di proprietà NH, nella richiesta di Variante si
impegnava a ricollocare i lavoratori e, nel frattempo, a seguito dell'adozione della
Variante, è passata di proprietà agli acquirenti, che sono la Emmegibi.
Abbiamo affrontato in Commissione, io e il Vicesindaco, in particolare il
Vicesindaco, abbiamo seguito la vicenda relativa agli occupati e ai lavoratori
dell'Hotel Jolly Ligure. Nel frattempo NH, che non è più proprietaria dell'immobile,
si è anche defilata, allontanata dall'interlocuzione con l'Istituzione, mentre con la
nuova proprietà si sono fatti alcuni percorsi, uno dei quali è stato dare un incarico a
spese della nuova proprietà ad un'agenzia di job placement che ha in corso la verifica
della possibilità di ricollocazione di una parte dei lavoratori attualmente in mobilità,
e contemporaneamente la nuova proprietà ha assunto a tempo determinato fino al 31
dicembre, ma - dirò a breve - impegnandosi a contrattualizzare a tempo
indeterminato 5 lavoratori.
Riguardo ai due emendamenti di Giunta, il primo è inerente semplicemente a un
errore materiale, sono due numeri che sono slittati, invece che n. 192 è la Variante n.
260.
Il secondo emendamento invece è quello più di contenuto. Da un lato, si prende atto
del fatto che la proprietà Emmegibi regolarmente si è impegnata, con un atto
unilaterale d'obbligo, a corrispondere 1.250.000,00 Euro per la valorizzazione,
secondo la stima effettuata dalla Città, e abbiamo inserito, in seguito all'ultima
discussione nella Commissione congiunta II e III, nella proposta di deliberazione il
verbale di accordo che nel frattempo è stato siglato tra Città di Torino,
Organizzazioni Sindacali e la proprietà Emmegibi, che diventa a questo punto
l'allegato 3. L'abbiamo, quindi, inserito come elemento pregnante che impegna le
parti, in particolare la Emmegibi.
In particolare, la Emmegibi si impegna a far sì che i 5 lavoratori assunti vengano
confermati a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2013; Emmegibi si impegna a
offrire ai lavoratori ancora in outplacement le posizioni di lavoro che si creeranno
con l'apertura del cantiere di ristrutturazione dell'immobile ex Ligure; Emmegibi si
impegna a proporre alle imprese che si insedieranno nello zoccolo commerciale
dell'immobile l'assunzione di lavoratori che risulteranno ancora non ricollocati,
mentre le Organizzazioni Sindacali e la Città di Torino opereranno affinché possa
essere prorogato oltre il 31/12/2012 il trattamento di cassa integrazione per i
lavoratori non ricollocati.
Quindi, questo è il verbale di accordo che è stato siglato tra le parti il 7 dicembre, che
diventa parte integrante dell'atto che andiamo ad approvare oggi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Questa è una vicenda particolarmente delicata, che abbiamo seguito per mesi in
Commissione, sia con l'Assessore Curti che con il Vicesindaco.
Devo dire che siamo venuti a conoscenza di questo verbale di accordo proprio
qualche minuto fa e la cosa ci rincuora, anche perché, per mesi, abbiamo atteso -
invano, peraltro - che ci fosse una risposta o una presa di posizione da parte della
società Jolly Ambasciatori o Jolly NH, cioè, ai tempi dell'adozione da parte del
Consiglio Comunale (perlomeno nella narrativa della deliberazione), la società in
cui, in qualche modo, avevamo creduto e c'eravamo anche fidati del fatto che l'NH
si assumesse le responsabilità che in quell'atto venivano citate.
Mi riferisco al fatto che NH aveva dichiarato di farsi carico del personale allora in
esercizio presso l'Hotel Ligure e, invece, nei mesi successivi è un po' sparita dalle
trattative, lasciando la questione in mano, a questo punto devo dire, alla
Commissione, che si è attivata anche per arrivare al risultato.
Non posso che essere soddisfatta del verbale di accordo e spero che questo comporti
un impegno politico di questa Amministrazione e poi, a seguire, che il verbale di
accordo intanto venga allegato alla deliberazione stessa e ne diventi parte integrante
per l'approvazione, in modo tale che ci sia una maggiore tutela ed una maggiore
garanzia per i lavoratori.
La scorsa settimana, l'incontro con l'Emmegibi, che è la nuova società che ha
acquistato il Jolly Ligure, in effetti ha dato garanzie ed ha fatto anche ben sperare che
i lavoratori rimasti ancora senza occupazione possano trovare una futura
collocazione nelle attività che verranno a crearsi in quella struttura.
Devo dire che l'Amministrazione ha peccato un po' di leggerezza, perché comunque
nella fase iniziale, nella deliberazione che abbiamo adottato alla fine dell'anno
passato (quindi, ormai un anno fa), devo dire che le cose sembravano fatte.
Noi eravamo tutti convinti che l'NH si sarebbe presa in carico questi lavoratori, ma
così non è stato; in Commissione anche l'Assessore aveva dato ampia garanzia che le
cose sarebbero andate in quella direzione. Ribadisco la richiesta che ci sia, oltre a
questo verbale di accordo, l'impegno politico della Città e della Giunta affinché i
lavoratori vengano tutelati. Quindi, rimane una votazione unica, verbale e
deliberazione?

CURTI Ilda (Assessore)
Con l'emendamento n. 2 il verbale diventa l'Allegato 3 della deliberazione.

AMBROGIO Paola
Siamo sicuramente favorevoli a questo emendamento e come Gruppo del PdL
daremo il nostro consenso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ha già detto molto il Consigliere che mi ha preceduto. Questa è una vicenda che non
possiamo dire che arrivi ad un lieto fine, perché non è un lieto fine soprattutto per
quei lavoratori che non hanno una soluzione a questo momento, ma, rispetto a come
si stavano mettendo le cose, sicuramente devo dire che paga un lavoro fatto dalla
Giunta; in particolare, ringrazio - perché glielo devo - per il suo impegno il
Vicesindaco Dealessandri e, ovviamente, l'Assessore Curti (ma per un'altra parte di
lavoro che è quella che riguarda l'urbanistica). Si tratta di una vicenda che -
dobbiamo dire - ha un colpevole chiaro, cioè la società NH; questa società ha -
possiamo dirlo - preso in giro questa Amministrazione ed anche questo Consiglio
Comunale, di fatto giocando tre parti in commedia. Prima, la parte in commedia di
chi chiedeva un cambio di destinazione d'uso in cambio di un investimento da
un'altra parte; poi, una parte in commedia di chi chiedeva una trasformazione d'uso
promettendo in cambio garanzie e continuità lavorativa per i propri lavoratori.
E poi, ancora una terza parte in commedia di chi prometteva una trasformazione
d'uso a un compratore che si andava a rappresentare senza averla ottenuta.
Devo dire che il verbale di accordo, purtroppo, non li cita, non li tira in campo.
Questo, ancora una volta, dimostra che poi il più forte vince, però almeno, forse,
riusciamo ad evitare che a perdere sia il più debole, questo per l'impegno di tutti.
Vicesindaco, questo è un verbale di accordo che noi presidieremo. Non finisce oggi
l'impegno del Consiglio Comunale su questa vicenda. Sono sicuro che non finirà il
suo di impegno su questa vicenda.
È un verbale di accordo tutto proiettato al futuro, sempre sapendo che nel presente
questi lavoratori non avranno certezza, che noi libereremo questo atto dal punto di
vista urbanistico.
Quindi, mi aspetto un impegno politico particolare. Si tratta di pochi lavoratori
rispetto alle crisi lavorative su cui l'Assessore si trova a operare. Questa,
probabilmente, è una di quelle meno importanti, ma per certi versi è paradigmatica e
significativa, l'abbiamo detto tante volte in Commissione.
Si tratta di un cambio di destinazione d'uso che dà valore a un immobile, valore che
viene introitato dalla società NH, ma anche dall'EMMEGIBI, in parte, e che noi
dobbiamo riuscire a tramutare nella difesa dell'interesse pubblico, che è sicuramente
nella riqualificazione di un'area urbanistica, ma dall'altra parte anche nella tutela dei
lavoratori.
Quanto riusciremo a realizzare di promessa, tanto di più riusciremo a difendere
l'interesse pubblico. Questo sarà per i prossimi mesi.
Io le chiederei, se lei lo ritiene, di dare lettura di questo documento. Il verbale di
accordo dice, evito le premesse: "Tutto ciò premesso, tra EMMEGIBI e le
organizzazioni sindacali e Città di Torino, si conviene che: EMMEGIBI si impegna a
far sì che cinque lavoratori non ancora ricollocati vengano confermati a tempo
indeterminato a far data dal 01/01/2013; EMMEGIBI si impegna a offrire ai
lavoratori ancora in outplacement le posizioni di lavoro che si creeranno con
l'apertura dei cantieri di ristrutturazione dell'immobile ex Ligure; EMMEGIBI si
impegna a proporre alle imprese che si insedieranno nell'immobile l'assunzione dei
lavoratori che risulteranno ancora non ricollocati; le organizzazioni sindacali della
Città di Torino opereranno affinché possa essere prorogato oltre il 31/12/2012 il
trattamento di cassa integrazione per i lavoratori non ricollocati".
Ancora una volta questo è un documento che non rappresenta una garanzia sicura per
i lavoratori, ma sono sicuro che con l'impegno di tutti possa rappresentare comunque
il punto di arrivo di una vicenda che, diversamente, avrebbe rischiato di scaricarsi sui
più deboli.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Bertola, prego Consigliere, ne ha facoltà.

BERTOLA Vittorio
Arriva infine in Aula l'atto finale di questa vicenda che è veramente paradigmatica
com'è stato detto prima, ma paradigmatica di tutto quello che, secondo me, non va
nella gestione dei rapporti con gli investitori immobiliari e nella gestione anche delle
Varianti al Piano Regolatore.
Qui abbiamo una Variante che viene presentata, tra l'altro, per chiudere un albergo in
piena posizione centrale, davanti a Porta Nuova, quindi in teoria nella posizione
ideale per gli alberghi, dicendoci che tanto i lavoratori saranno ricollocati nelle nuove
strutture che lo stesso gruppo aprirà, tra cui l'Hotel di Piazza Carlina, comunque
saranno ricollocati in qualche modo a Torino; questo viene detto con tanto di lettera
firmata del loro allora datore di lavoro e con tanto di indicazione nella narrativa della
delibera.
Questo a settembre del 2011. Già ad ottobre io ho letto sul giornale che la proprietà
dichiarava che su trentanove dipendenti, trentasette erano considerati esuberi e
avrebbero perso il posto di lavoro.
Al che, abbiamo presentato l'interpellanza da cui poi, andando avanti, è venuta fuori
quella triste verità, cioè che quando a dicembre è arrivata la deliberazione per il
secondo passaggio per l'approvazione in Consiglio Comunale, i lavoratori ci hanno
segnalato che non c'era nessuna ricollocazione in atto, se non le lettere di messa in
mobilità e cassa integrazione. Tant'è vero che questi lavoratori sono finiti in cassa
integrazione nel 2012, tra l'altro, con un gioco anche un pochino complicato, ma che
i lavoratori, se volete, possono documentare benissimo: i lavoratori del Ligure
effettivamente sono stati ricollocati, chiuso l'albergo, quasi tutti nelle altre strutture
dello stesso gruppo, però a discapito di quelli che già lavoravano nelle altre strutture
dello stesso gruppo, tra cui l'Hotel Ambasciatori, che invece sono finiti nella cassa
integrazione.
Dopodiché, per un anno si ferma tutto, ogni tanto incontriamo questi lavoratori in
Commissione e ci viene detto che si sta cercando una soluzione con la proprietà.
Però il problema è che la proprietà originale è sparita, perché nel frattempo l'edificio
è stato venduto e quindi, a questo punto, abbiamo la società Emmegibi che ha
acquistato l'immobile, peraltro - ci ha detto in Commissione - per una cifra rilevante,
22 milioni di Euro, dicendoci apertamente che, dal loro punto di vista, loro forse
hanno sbagliato a non cautelarsi, ma hanno già acquistato l'immobile come se la
Variante fosse avvenuta, quindi valutandolo anche un prezzo molto più elevato e lo
stesso titolare della Emmegibi in Commissione ha fatto un confronto con i 7 milioni
di Euro che il Comune invece ha incassato per la vendita dell'albergo in piazza
Carlina. Anzi, proprio perché la destinazione di quel palazzo, ex comunale, ex
edilizia popolare, era albergo e non residenziale, allora, nonostante sia più o meno
simile come dimensione, ce lo siamo fatto pagare soltanto 7 milioni di Euro; invece
loro, comprandolo già residenziale, l'hanno pagato 22 milioni. Quindi, già qui, uno
che sente questa discussione si chiede come vengano fatte queste valutazioni.
Comunque, visto che questa operazione indubbiamente genera una grande
valorizzazione per chi potrà finalmente vendere questi appartamenti in pieno centro,
invece che dover gestire un albergo, evidentemente in un settore turistico che forse a
Torino non tira così tanto, quindi chi compra tutto sommato è felice, capisco anche
che dica: "In fondo l'impegno se l'era preso quello prima, io ho comprato in piena
buona fede, a questo punto fatemi andare avanti, anche perché se no a mia volta io
mi trovo in difficoltà con i finanziamenti, eccetera. L'albergo resta chiuso, il
degrado".
Tutte ragioni validissime, però questo non cancella il fatto che la Città si è presa un
impegno con questi lavoratori e ha approvato un atto in cui c'è scritto chiaramente
che una delle condizioni dell'atto è la ricollocazione dei lavoratori.
Com'è possibile che la Città a questo punto dica: "Va beh, ci siamo fatti fregare"?
Come la definiamo questa cosa? "È arrivato uno più furbo di noi che ci ha promesso
che avrebbe mantenuto i posti di lavoro e poi non li ha mantenuti. È successo, spiace
per i lavoratori che ancora sono da ricollocare"?
Per cui, ben venga questo verbale di accordo in cui il nuovo proprietario si impegna a
fare quello che può e cercherà di ricollocarli, e speriamo che riesca a ricollocarli tutti
- e va benissimo -, ma questo non toglie che il comportamento del proprietario
precedente non è accettabile, perché non si può prendere in giro una Città dicendo
che ci si impegna a fare qualcosa come condizione dell'atto e poi la cosa non viene
fatta e l'atto va avanti lo stesso.
Che messaggio diamo noi anche a tutti, a chiunque voglia fare operazioni del genere
in questa Città? Che si possono fare promesse scritte e poi non rispettarle e a noi va
bene tutto? Almeno bisognava avere magari la decenza di ripresentare l'atto,
eliminando questa condizione nella premessa della deliberazione, come è stato detto
anche in Commissione. Perché onestamente dire: "Va tutto bene, lo mandiamo
avanti", secondo noi non è accettabile.
Quindi, auspicando che si riesca a trovare una soluzione per questi lavoratori, però
dal nostro punto di vista non è formalmente accettabile che si mandi avanti un atto
del genere di questo genere, tant'è vero che abbiamo presentato una mozione di
accompagnamento che chiede alla Città, alla Giunta, all'Amministrazione di lavorare
con l'Avvocatura Comunale per capire come può fare la Città a rivalersi con la
proprietà che ha fatto questa promessa non mantenuta, quella precedente, ed
eventualmente a tutelare i lavoratori in qualche modo, ma comunque per cercare di
capire come non farla passare liscia. Perché alla fine possiamo anche concludere che,
nella situazione in cui siamo, concedere questa variazione di destinazione d'uso è il
mare male minore, andiamo pure avanti (noi non la voteremo, noi voteremo
comunque contrariamente a questa deliberazione, perché il nostro impegno era non
votarla finché i lavoratori non fossero stati tutti ricollocati), ma comunque, se
qualcuno la vuole mandare avanti perché la ritiene il male minore, è libero di farlo,
però almeno che la Città si faccia valere con chi ha fatto delle promesse e poi se l'è
rimangiate, lasciando 15 persone in mezzo a una strada e incassando 22 milioni di
Euro dalla vendita di questo edificio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Anch'io sono preoccupato, non per come è finita questa vicenda, ma per il quadro di
questo tipo di vicenda.
Io però vorrei che in qualche modo ci capissimo, anche con il Consigliere Bertola, e
non ci mentissimo, perché questa storia è molto più lunga e più complicata di come è
stata dipinta oggi.
La prima cosa è che quella crisi di quell'hotel avviene ben due anni prima della sua
chiusura e anche della richiesta di cambiamento e trasformazione urbanistica.
State attenti - e lo dico a tutti - che, se diciamo in Consiglio che non serve a niente e
non servirà a niente chiedere, a fronte di trasformazioni urbanistiche, degli impegni
alle aziende per far sì che gli operai e i propri lavoratori siano e possono essere
ricollocati, facciamo un danno, in qualche modo, al nostro lavoro di Consiglieri.
Perché dico questo? E lo dico al Consigliere Bertola. Guardate che sarebbe molto più
facile, per il privato e per il pubblico, fotografare quello che succede in tutti gli altri
Comuni italiani, si chiama \"rendita dell'attesa\". Sapete che cosa vuol dire? Che un
operatore privato calcola, nei rischi possibili, l'idea di tenere un immobile vuoto per
un anno, anche per due, per tre, perché la rendita dell'attesa - e lo dico a persone
come voi, impegnate su questo stesso oggetto - ti porta a comunicare ai tuoi
lavoratori che è finita, è finita per motivi storici, di crisi strutturale, finanziaria,
eccetera, e dire semplicemente: \"Guardate, Amministrazione, se volete l'immobile è
lì, da tre anni è lì fatiscente\", magari qualcuno ci entra pure in un momento di crisi e
di difficoltà economiche come questa, e ce ne sono di immobili di privati utilizzati
impropriamente e occupati impropriamente.
Questo vuol dire che è giusto rispondere positivamente alle richieste del mercato e
dei privati? Dipende. Dipende dalle condizioni. Anche lì mi dispiace che il
Consigliere Bertola dica: \"Ah, l'interpellanza...\". Non è andata esattamente così.
Noi abbiamo liberato per l'Aula - vi ricordo - a fronte di un accordo sindacale
sottoscritto dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, anche - e lo dico -
con il pensiero che quelle organizzazioni avessero firmato un accordo che, in qualche
modo, tutelava tutti i lavoratori non solo del Jolly, ma in generale dell'Ambasciatori
e dell'intera catena.
Non è successo così ed è un altro dei dati che dobbiamo dirci. Io lo dico, lo dice una
formazione politica che ha visto che cosa fa il mercato, guardate cosa è successo a
Pomigliano, davanti anche ad una sentenza del TAR o di altri Tribunali
amministrativi. Si chiede di ricollocare le persone - in questo caso c'era un impegno
della Città - e poi lo si fa a discapito di altri. È successo così, ce lo ricordiamo.
Allora, guardate, anche se questa vicenda purtroppo ha detto che la Città quello che
poteva fare, l'ha fatto in quel momento, abbiamo sbagliato a trattenere - come diceva
qualcuno - un anno questa deliberazione? Secondo me, no. Era il minimo che
potessimo fare per quei lavoratori.
Si poteva fare di più? Non lo so, io spero che il Vicesindaco Dealessandri soprattutto,
che è quello che ha pian piano trattato questa vicenda, abbia fatto il massimo. E lo
dico anche perché so che nel frattempo il gruppo NH è entrato in crisi.
Però, guardate - e arriviamo alla chiusura di questa vicenda - io sono invece felice di
questo verbale d'accordo, perché è vero che nel frattempo NH non è più la
proprietaria, anzi, fra l'adozione e l'approvazione c'era già un nuovo soggetto
privato che si intestava di fatto quella Variante, ma è proprio perché esiste una
proprietà transitiva fra quegli impegni in adozione rispetto all'approvazione, che oggi
facciamo bene a chiedere a questi nuovi proprietari di rispettare gli accordi presi e di
andare avanti con questa deliberazione solo a fronte in qualche modo di un impegno
specifico verso quei lavoratori.
Io credo che questa vicenda, descritta così, rende un po' più giustizia sia
all'Amministrazione che alla politica e spero che i lavoratori in qualche modo da
domani possano continuare a lavorare sia nel gruppo NH, ma soprattutto possano
anche lavorare lì in quell'immobile e in quella nuova area, sperando che in qualche
modo questo accordo non solo venga rispettato, ma in qualche modo la Città possa
usarlo anche come strumento urbanistico per in qualche modo altre occasioni,
sperando che queste vicende sempre di più ci ricordino che i privati hanno degli
impegni verso l'Amministrazione e questi impegni vanno rispettati.
Su questo chiudo, così non intervengo sulla mozione di accompagnamento. Anch'io
credo che - per rispondere ai Consiglieri del Movimento 5 Stelle - si possano
denunciare degli atti in qualche modo che non vengono rispettati. C'è da dire che
quegli atti però devono essere a quel punto allegati alle delibere. Noi, allora, quando
abbiamo fatto l'adozione, non avevamo un accordo iscritto nella deliberazione.
Forse, per le volte successive questo tipo di verbale dovremmo averlo al momento
dell'adozione, proprio per far sì che non ci siano fraintendimenti con i privati.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Intervengo solo perché siccome si è ricostruita una vicenda abbastanza complessa,
ma di questo periodo non l'unica, è bene riportare alcune delucidazioni, perché è una
cosa sono le opinioni e una cosa sono i fatti, almeno bisogna ricostruirli per la loro
verità.
Intanto, c'è un modello che abbiamo assunto, che veniva adesso parzialmente
ricordato dal Consigliere Grimaldi, a questa Amministrazione in continuità con la
precedente.
Quando si affrontano problemi di riconversione di luoghi di aziende, si cerca
ovviamente di mettere assieme sia la riconversione o le Varianti in alcuni casi, con
sostanzialmente il tema lavoro.
Non è una prassi consolidata da tutte le parti, in tutte le situazioni. La cosa come
avviene? Avviene che normalmente con l'adozione c'è un principio di carattere
generale; poi, nel momento in cui si va all'approvazione, ci deve essere un accordo
che accompagna l'intero processo, perché al momento dell'adozione il programma è
da farsi dal punto di vista degli investimenti, non si conoscono i tempi e, ovviamente,
tempi e investimenti decidono le possibilità occupazionali.
Questo vale per qualsiasi luogo di cui noi parliamo. Nel caso specifico è andata così.
C'è un'adozione da parte del Consiglio Comunale sulla base di una deliberazione di
Giunta, che dice genericamente che il gruppo si farà carico dei lavoratori che
perderanno il posto all'Hotel Ligure.
Diciamo però un'altra cosa a questo riguardo, che comunque la decisione di chiudere
era già stata assunta. Per cui, in realtà, è l'Amministrazione che prova anche a
mettere in relazione quella chiusura con una possibile, probabile apertura, non dello
stesso gruppo dal punto di vista di investimento, parzialmente dallo stesso gruppo - e
parliamo di NH - che poteva essere il gestore del secondo.
Se i tempi si fossero collimati e non fossimo entrati in questa situazione di crisi, che
non è colpa né del Consiglio, né della Giunta, né di nessuno, in realtà c'è il mondo
che sta facendo i conti con questa problematica che si è aperta, la soluzione sarebbe
stata oggettivamente diversa, perché avrebbero potuto trovare oggi una
ricollocazione, se fossimo in presenza del fatto e fossero partiti lavori in tempo utile
su Piazza Carlina.
Non è vero che chi ha comprato Emmegibi abbia comprato... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, che abbia comprato con l'adozione già fatta; l'ha comprata
prima che l'adozione del Consiglio avvenisse, scommettendo, ma scommettendo -
come ha detto l'imprenditore in Commissione -, mettendo come avviene, non sempre
da parte degli imprenditori, un fattore di rischio.
A fronte del fatto che c'erano questi lavoratori, il Consiglio, con l'Assessore Curti,
sostanzialmente decide di prendere tempo per vedere di affrontare il problema
occupazionale.
Assieme affrontiamo il problema con NH. Capiamo che dopo alcuni mesi,
nell'estate, sostanzialmente dobbiamo prendere atto che con NH è impossibile
riuscire a ottenere una risposta adeguata, perché NH entra in crisi e mette in cassa
integrazione, tuttora, in questo momento, circa cinquecento persone in tutta Italia.
Ora, come si fa a dire o a prevedere una roba di questo genere? Non c'è nessuno che
è in grado di prevederla. Noi facciamo continuamente conto del fatto che con gli
interlocutori con cui abbiamo i rapporti, ovviamente ci siano, che non si vada
incontro al fallimento, che non si vada in amministrazione straordinaria, esattamente
come oggi è il gruppo NH.
Per cui, cominciamo un lavoro difficile con l'imprenditore che ha deciso di fare
l'investimento e gli facciamo fare il piano di ricollocazione, tuttora in corso, per cui
mette a disposizione una bella quantità di risorse economiche, perché la
ricollocazione costa; dice di prendere un impegno per assumere, già oggi, cinque
persone nelle altre attività e si prende l'impegno che sia per la costruzione, sia dopo
per i negozi, essendo i primi che dovrebbero essere a posto, si impegna a far sì che
vengano assunti. Questo è il lavoro che abbiamo fatto in un anno insieme.
Per cui, io non credo che da questo punto di vista ci siamo sottratti, ognuno di noi per
i ruoli che ha, agli impegni. Abbiamo - credo - in un momento difficile, cercato di
fare il nostro dovere salvaguardando l'insieme dei lavoratori.
Tengo a precisare che siamo partiti con un numero che era oltre trenta, adesso con i
cinque arriviamo ad una decina.
Per cui, impegnandosi così, da una parte con una ricollocazione, dall'altra con
l'impegno da parte dell'imprenditore, credo sia corretto pensare, come hanno detto
qui sia la Consigliera Ambrogio che il Consigliere Curto, il fatto che siamo in grado,
nonostante sia successo tutto questo, proprio per un impegno complessivo nostro, di
riuscire a dare una risposta.
Io non credo che sia da sottovalutare. Quando riusciamo a risolvere qualche
problema, almeno valorizziamolo per quello che è, niente di più, ma neanche niente
di meno.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)