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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Iniziamo l'adunanza odierna discutendo l'interpellanza n. mecc. 201207034/002, presentata in data 3 dicembre 2012, avente per oggetto: "Dove sono finiti gli operatori del proprio ingegno?" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Nel rispondere a questa interpellanza, vorrei fare una breve premessa, perché nell'interpellanza si cita l'articolo n. 32 del Regolamento sia di Polizia Municipale e poi di COSAP e vorrei precisare che la Città di Torino è l'unica al momento in Italia che ha definito, in termini regolamentari, l'esistenza degli OPI che stanno in un limbo giuridico. Nel senso che la loro attività era normata dal Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1936, all'articolo n. 124. La Legge sul commercio n. 114 della fine degli anni Novanta, che ha rivisto i mestieri di strada, ha sostanzialmente previsto che gli OPI potessero esercitare la loro attività senza rientrare nelle regole del commercio, ma senza definire però nessun altro tipo di requisito per poter esercitare. Questo ha generato negli anni, non solo a Torino ma in generale, il fatto che all'interno della categoria OPI, che possono semplicemente richiedere un'occupazione di suolo pubblico senza licenza commerciale, ci fosse anche chi vendeva merce seriale, merce di altro genere non prodotta dal proprio ingegno. Naturalmente, la definizione è una definizione complessa che noi abbiamo costruito anche con il rapporto continuo con le associazioni degli OPI e con gli OPI stessi per definire quale fosse in qualche modo il discrimine tra un'opera del proprio ingegno e un'opera invece non del proprio ingegno, ma esclusivamente un seriale, eccetera. Questo ha condotto alla definizione all'interno del Regolamento del fatto che si può esercitare il mestiere di strada dell'Operatore del Proprio Ingegno, purché si sia iscritti a un registro, in cui si dimostra, o attraverso materiale fotografico, insomma, in modo definito, che si è in grado di produrre e quindi si vende sostanzialmente opera del proprio ingegno. Dico questo, perché in realtà quello che è successo, e che sta succedendo, è che il Registro OPI della Città di Torino viene utilizzato anche da altre Città come punteggio quando vengono fatti i mercatini. Nel senso che non istituiscono dei registri, ma il fatto di essere iscritti all'Albo di Torino, quindi che implica comunque essere passati da una selezione, da una Commissione, permette un accesso anche in altre Città. Questo è un tema molto interessante. Per quanto riguarda, invece, la risposta all'interpellanza, confermo che l'Ufficio ha ricevuto negli ultimi mesi 70 nuove domande di iscrizione al Registro OPI, che - è vero - non sono state esaminate ed evase, perché sono intervenute nel frattempo delle modifiche organizzative all'interno del Comune, perché la Commissione è composta da Dirigenti e Funzionari sia del Suolo Pubblico sia del Commercio, in particolare i cambiamenti organizzativi nel Comparto Commercio e nel Comparto Suolo Pubblico essendo le nomine nominali, per l'appunto, essendo cambiati Dirigenti e Funzionari, è necessario rifare delle nomine nominative con i nuovi facenti funzione. Quindi, è in via di predisposizione - io, devo dire, la sto sollecitando da qualche tempo - il provvedimento necessario per la costituzione della Commissione esaminatrice, che mi auguro e auspico, visto il sollecito, che si possa costituire a brevissimo, in modo da poter evadere le 70 domande che nel frattempo sono arrivate. Preciso, però, che attualmente nel Registro sono iscritti 504 operatori del proprio ingegno; i posti individuati - perché l'essere iscritti al Registro non dà automaticamente diritto ad un posto - sono circa 200 in tutta la Città, ma la copertura media di questi 200 posti è di 120-130. Quindi, non tutti vengono coperti sempre. Generalmente i posti vengono assegnati a sorteggio e per anzianità. Uno dei temi che stiamo esaminando insieme alla Commissione è prevedere che l'anzianità non sia necessariamente l'unico criterio oggettivo, perché questo naturalmente penalizza gli ultimi scritti, che non hanno l'anzianità sufficiente, ma magari invece sono giovani creativi e che hanno anche delle capacità creative interessanti. In ogni caso, io mi auguro che a brevissimo venga fatta la nomina dalla Direzione Generale in modo che si possano valutare le 70 domande rimanenti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per la risposta. Noi abbiamo presentato questa interpellanza, devo dire, dopo aver già magari in passato avuto informalmente più o meno spiegazioni di questo genere, ma perché ormai questa nomina di Dirigenti è stata fatta credo ormai da un anno, o giù di lì, quindi il fatto che non ci sia ancora una Commissione giudicatrice e non si sia provveduto a rinominarla, di fatto, ferma le persone che vogliono entrare in questo Registro. Noi abbiamo ricevuto diverse sollecitazioni da persone che hanno presentato queste domande mesi fa. Chiaramente, il periodo natalizio è quello forse più propizio anche per questo genere di oggetti e quindi molti contavano su questo periodo per magari arrotondare lo stipendio e far entrare due lire; nessuno si arricchisce vendendo la bigiotteria fatta da sé di solito, tranne casi magari eccezionali, però può essere comunque un modo per fare qualcosa, specialmente per chi purtroppo non ha un lavoro, non rimanere fermi e incassare comunque anche del denaro che serve, specialmente in queste situazioni, a integrare quel poco di reddito che si può avere. Per cui ci sembrava giusto sollecitare, perché in qualche modo questo Registro venisse riaperto. Adesso il periodo natalizio direi che ormai è andato, però è il caso che questa Commissione venga nominata il più in fretta possibile e che si riesca a far ripartire il meccanismo. Poi, effettivamente, avevamo sentito anche noi, approfondendo anche dalle persone che hanno sollecitato, segnalazioni su dubbi sul Regolamento, sul fatto che qualcuno magari cerca di infilarsi senza avere i requisiti, piuttosto che la questione dei posti. Le questioni citate effettivamente sono questioni che per chi partecipa a questo tipo di attività sono note e, in effetti, può valere la pena magari di pensarci un attimo e magari di cogliere questa pausa anche per rivedere eventualmente il Regolamento e così via. Però credo che, specialmente se la revisione regolamentare richiede tempi così lunghi, almeno riaprire le domande arretrate sia dovuto a queste persone, che non chiedono altro semplicemente che di fare un'attività che, comunque, per quanto un po' nel limbo legale, però è un'attività pienamente legittima e che quindi credo abbiano tutto il diritto di fare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) In realtà, il Regolamento e anche il Disciplinare di accesso al Registro sono piuttosto precisi ed elaborati. Il problema non è quello; il problema non è a monte, ma è a valle. Cioè nel momento in cui ci si iscrive, si dichiarano alcune cose; successivamente è invece indispensabile agire con dei controlli, perché non necessariamente ciò che si fa in strada corrisponde a quello che si dichiara nel Registro. Questo è sicuramente un tema, che però noi affrontiamo anche attraverso la relazione con gli OPI e con le loro associazioni, proprio perché deve generarsi anche un autocontrollo e non soltanto un controllo sanzionatorio da parte dei Vigili o delle autorità preposte. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |