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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Febbraio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2007-00170
?FINANZIARIA 2007 - STANGATA IN ARRIVO SULL'ICI? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI ANGELERI E SCANDEREBECH IN DATA 12 GENNAIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200700170/02, presentata in data 12 gennaio 2007, avente per oggetto:
"Finanziaria 2007 - Stangata in arrivo sull'ICI"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Come ho già approfondito, e adesso sinteticamente riprenderò, in una seduta di Commissione, peraltro su richiesta sempre del Gruppo UDC, in realtà il tema posto nell'interpellanza non ha le caratteristiche di urgenza e di impellenza che appaiono rappresentate.
In effetti, nella Legge Finanziaria non è contenuta una norma generale di revisione dell'estimo catastale, ma, diversamente, in una norma di Disegno di Legge presentata in Parlamento, che si presume peraltro abbia un iter parlamentare piuttosto lungo, perché affiancato dal lavoro di Commissioni tecniche di notevole complessità.
Questo assunto che l'interpellanza paventa deriva dal fatto che il percorso normativo in Italia, da parecchi lustri, tenta di uscire da un sistema catastale di attribuzione del valore di tassazione basato sulla rendita catastale, ovvero su una tariffa moltiplicata per un numero di vani, ad un sistema di valore vero, cioè legato a parametri commerciali e di mercato dell'immobile.
Questo percorso iniziò con la definizione delle cosiddette "microzone" alla fine degli Anni Novanta, si interruppe e, sostanzialmente, rivive con un Disegno di Legge che, ribadisco, è da lungo tempo in Parlamento.
Questo percorso non ha alcuna influenza sulla tassazione degli immobili per l'anno 2007 e, presumibilmente, neanche per il 2008, in quanto il sistema di tassazione è rimasto invariato; quindi, posso dire con certezza che non succederà quanto ipotizzato nell'interpellanza, cioè che l'imposta sulla prima casa subisca un incremento dai 1.000,00 ai 2.500,00 Euro. Anzi, a parità di condizioni, la Città ipotizza di aumentare la detrazione ICI sulla prima casa e, pertanto, di condurre, in qualche modo, una riduzione di questa imposta.
Comunque, anche qualora vi fosse il compimento del percorso parlamentare sulla modificazione della tassazione degli immobili, questa avrebbe, in effetti, delle conseguenze totalmente da valutare, innanzitutto perché il Disegno di Legge parla apertamente di una modifica di valutazione degli immobili ad invarianza di gettito, cioè lascia intendere che vi sarà un sistema che sostituirà il concetto di rendita e il concetto di valore di mercato, ma l'imposizione (oggi basata su un'aliquota per mille) su questa rendita, moltiplicata per un moltiplicatore che la fa diventare valore convenzionale (il moltiplicatore delle categorie A, come è noto, è 105), comunque avrà un correttivo in basso sull'imposizione, tale da consentire invarianza di reddito. Quindi, se anche vi sarà un sistema di valore che tassa direttamente un valore più alto, cambierà il sistema di calcolo dell'imposta, tale da compensare questo maggior valore.
Questo, ovviamente, è enunciato nel Disegno di Legge, poi a noi non compete valutare norme in itinere, perché, come è ovvio, il Disegno di Legge può seguire sorti diverse, le più fortunate o sfortunate e anche le più brevi o le più lunghe.
Quindi, in merito al primo punto, mi permetterei di dire che, in realtà, questo problema non esiste.
Per quanto riguarda le intenzioni di questa Amministrazione rispetto a questo percorso (che, ribadisco, è un'ipotesi ancora lontana), la Città ha chiesto di partecipare, come rappresentanza dell'ANCI, alle Commissioni tecniche a Roma, dove vengono determinati i percorsi tecnici di rimodulazione del valore catastale; questo elemento permette ai grandi Comuni di avere voce in capitolo e di valutare eventuali conseguenze.
Nel frattempo, ho avuto un colloquio con il Sottosegretario Grandi, che guida le cabine di regia del Catasto, il quale mi ha rassicurato sul fatto che i tempi saranno lunghi e, comunque, ci sarà tutta una fase di consultazione degli Enti Locali.
Per quanto riguarda, invece, il fatto che questo sistema possa apportare modifiche di gettito, ribadisco, ciò è assolutamente imprevedibile. Certamente, se applicassimo alle regole attuali un sistema futuro, probabilmente i calcoli dei giornali potrebbero avere una loro ragione, ma, in realtà, questo sistema è un esercizio assolutamente impossibile e anche concettualmente sbagliato. Da qui è derivata una grande offensiva di alcune rappresentanze, come ad esempio Confedilizia, che hanno legittimamente levato gli scudi, ma siamo nel tema non della norma, ma del giusto dibattito politico sindacale su una materia molto delicata.
Quindi, non ci saranno incrementi, non ci saranno variazioni; semmai, ci sarà un percorso di modificazione.
Il secondo punto cita il Comune di Ferrara come esempio, il quale, però, ha scelto una strada diversa, cioè quella di rimodulare gli estimi catastali con il comma n. 335 della Legge Finanziaria 2005, che, in sostanza, permetteva la proposizione, da parte del Comune, di una rendita catastale maggiorata. Sta di fatto che ci risulta che ci siano pendenti numerosi ricorsi, perché questo strumento nulla ha a che fare con la revisione delle rendite del Disegno di Legge di cui dicevo prima, ma è una norma introdotta dalla Legge Finanziaria 2005 del Governo Berlusconi, che la Città di Torino applica per il comma 336 e non applica per il comma 335, che è il comma in oggetto; quindi, su Torino non ha nessuna portata.
Al terzo punto si chiede: "Cosa intenda fare la Giunta Chiamparino per non aumentare le tasse ai propri cittadini". Intanto, occorrerebbe ricondurre il tema delle tasse ai cittadini alla campagna che il quotidiano francese "Libération" ha fatto in Francia la settimana scorsa: cioè, non è poi così vergognoso se i cittadini pagano le tasse, perché devono anche capire che, in qualche modo, i servizi pubblici vanno pagati, i ticket agevolati per il welfare costano, e questi costi devono essere a carico della collettività e non del singolo soggetto contribuente debitore della prestazione. Su questo principio sono disposto a una lunga discussione accademica.
Se, invece, il tema riguarda, più banalmente, il fatto di ammorbidire il senso di questo peso fiscale, compatibilmente con gli obiettivi di Bilancio, penso che l'imposizione ICI sulla prima casa (che è costituzionalmente tutelata) debba essere protetta e che, in qualche modo, questa protezione debba essere perseguita rendendo più alta la soglia di esenzione dei cittadini che pagano l'imposta sulla prima casa, e l'unica strada possibile in questo momento è l'aumento della detrazione ICI. Il tentativo di quest'anno è di un aumento progressivo di 12 Euro; speriamo di poterlo finanziarie e di andare, quindi, a rendere esenti un numero di abitazioni principali più alto.
Per il resto, mi permetto di dire che, in una città come Torino, dove il valore immobiliare, negli ultimi tre anni, è aumentato di una percentuale tra il 10% e il 60% rispetto al 2002, se il Comune mantiene l'ICI allo stesso valore, francamente, non mi sembra un fatto così stupefacente. Peraltro, nessuna Città d'Italia (o pochissime) ha ritoccato le aliquote ICI in senso riduttivo.
Quindi, si tratta di una manovra che guarda alla prima casa come tutela, alle seconde case come invarianza di gettito, in attesa di riforme e di tempi migliori nell'ordinamento dei pubblici uffici locali.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Ringrazio l'Assessore per la risposta, ma questa interpellanza non è stata certo presentata per chiedere di legittimare il non pagamento delle tasse in questa città.
Probabilmente, forte di un retaggio del passato, rimasto sostanzialmente comunista degli Anni Cinquanta, l'Assessore non ritiene la proprietà un vero e proprio diritto. Personalmente, invece, la ritengo tale e, dalla risposta che ho avuto, penso di poter tirare un sospiro di sollievo, così come tutti i cittadini torinesi - e mi riferisco in particolare a coloro che, in questi ultimi anni, hanno fatto dei sacrifici e hanno acquistato la prima casa -, che non si vedono aumentare le tasse per effetto di una Legge che, da quanto ho capito, potrà comunque entrare in vigore con gradualità. Cioè, il fatto che lei mi risponda che la norma parla di "invarianza del gettito" mi tranquillizza, perché dall'altra parte ci sono molti che non la pensano come lei, famiglie che hanno fatto dei sacrifici e hanno contratto dei mutui - essendo i mutui, come lei ben sa, ad un tasso molto basso - e che, qualora fosse stata approvata una norma in questa direzione, un peso di questo genere sarebbe stato effettivamente opprimente, al di là delle polemiche che Confedilizia, giustamente, dalla sua parte, porta avanti. Ma qui non si sta difendendo né Confedilizia, né nessun altro.
La preoccupazione è che, in una città come quella in cui viviamo e che amministriamo, già pesantemente colpita da una crisi, da cui difficilmente ci stiamo risollevando, un'imposizione del genere provocherebbe sicuramente danni di carattere economico non indifferenti.
Personalmente, sono dell'avviso che sia sempre meglio prevenire che curare, e il fatto di aver avuto questa risposta da parte dell'Assessore mi conforta, anche se rimane comunque una preoccupazione - e, mi corregga se sbaglio, mi è parso di avvertire che fosse anche una sua preoccupazione -, cioè quella di una rimodulazione veramente molto graduale.
Tutti sappiamo come questo Paese sia in difficoltà a causa dal fatto che c'è la più alta percentuale di evasione. Il vero problema di questo Paese è l'evasione! E il vero problema di questo Paese, quindi, è la lotta all'evasione.
Quindi, noi non siamo sicuramente per far sì che rimanga la più alta percentuale europea di evasione - sappiamo che siamo intorno al 30% rispetto alla media del 15% -, ma vogliamo andare anche noi nella direzione opposta.
È certo che se noi, come diceva l'Assessore citando alcuni dati prettamente torinesi, inseriamo l'aumento del mercato immobiliare dal 10 al 60%, il valore catastale che cambia, i catasti che passano ai Comuni, l'Ordine dei Geometri che va nella stessa direzione, costruiamo una bomba ad orologeria che diventa davvero pericolosa, anche per l'economia complessiva della nostra città.
Poiché ci ha riferito la sua partecipazione al tavolo ANCI che rimodulerà i valori catastali, vorrei chiederle di fare un'azione di monitoraggio e di verificare con attenzione questi passaggi, affinché non pesino sulle tasche dei cittadini.
In fondo, sulle valutazioni fatte rispetto ai possibili aumenti, se unissimo quanto ha detto l'Assessore e quanto ho ribadito io, tutti i possibili aumenti sarebbero stati reali: in effetti, si parlava dei famosi 1.000 Euro, si parlava di un aumento da 1.000 a 2.500 Euro a famiglia.
Ora, visto che la preoccupazione non è ancora del tutto sedata, mi auguro che, da parte di questa Amministrazione, al di là di come ognuno di noi la possa pensare (personalmente, comprendo le radici di tutti: l'Assessore è rimasto comunista, io sono rimasto democristiano), mi pare che, essendo amministratori di questa Città, siamo amministratori di tutti i cittadini e dobbiamo cercare, da un lato, di far pagare la tasse, dall'altro, in qualche modo, andiamo controcorrente, perché remiamo verso una condizione che mette in difficoltà soprattutto chi, con mille sacrifici, ha messo da parte un po' di soldi per acquistare la prima casa.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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