| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200607993/02, presentata in data 30 ottobre 2006, avente per oggetto: "Abolizione delle tariffe professionali per le attività tecniche previste dal Decreto Bersani - Rischio di carenza di qualità dei servizi e di errata programmazione triennale delle opere pubbliche" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Sestero. SESTERO Maria Grazia (Assessore) La prima questione è se il Decreto Bersani, con l'abolizione dei minimi di tariffa per gli ingegneri, condizioni la programmazione triennale. La risposta è negativa, perché le spese tecniche rientrano nel quadro economico delle singole opere e sono calcolate, come sempre - non potrebbe essere diversamente -, ai sensi della tariffa di cui al Decreto Ministeriale del 04/04/2001. Lo sconto fa parte dell'offerta che viene presentata, quindi non ha alcun tipo di incidenza sulla programmazione triennale delle opere pubbliche. La seconda questione, collegata alla precedente, è che, anche a fronte della riduzione della capacità di indebitamento, stiamo operando per sviluppare quanto più possibile con le risorse interne dell'Amministrazione le attività di progettazione, affidando all'esterno soltanto incarichi marginali. Per quanto riguarda i metodi di affidamento, nel caso di attività di progettazione o direzione lavori superiori all'importo stimato di 100.000 Euro, sulla base della tariffa prevista dal Decreto Ministeriale del 2001, è indispensabile ed imprescindibile l'utilizzo della gara pubblica, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (com'è sempre stato) Il peso riferito al prezzo è sempre stato marginale, perché l'aggiudicazione avviene sulla scorta di valutazioni e di elementi qualitativi della capacità professionale dei concorrenti: in altre parole, la garanzia del curriculum e della capacità prevale sull'elemento del prezzo, da sempre. Per incarichi professionali al di sotto della soglia dei 100.000 Euro si procederà ai sensi dell'articolo n. 91 del Decreto Legislativo n. 163 del 2006, nel rispetto dei principi comunitari di trasparenza, concorrenzialità, pubblicità e proporzionalità, attraverso procedure di evidenza pubblica di questo tipo: avviso pubblico per la predisposizione di una graduatoria di merito attraverso l'attribuzione di una pluralità di punteggi preventivamente indicati nell'avviso stesso, invito ad almeno cinque professionisti a presentare ribasso sul preventivo di parcella predisposto dall'Amministrazione ai sensi del Decreto Ministeriale del 2001, con verifica ed esclusione delle offerte anomale, (come avviene per tutte le altre procedure). Infine, la prestazione fornita dal professionista tecnico è ritenuta dalla dottrina un'obbligazione di mezzi, che non può essere vincolata al compenso in denaro, in quanto il professionista, deontologicamente, non può fornire una prestazione qualitativamente differenziata a seconda della retribuzione riconosciuta (egli è tenuto al principio della diligenza tipico del buon padre di famiglia, che costituisce l'essenza del comportamento). Dunque la Città, che ovviamente deve applicare iniziative legislative e norme di legge, valuta che, se anche il Decreto Ministeriale del 2001 è stato ritenuto legittimo dalla Corte Costituzionale (quindi il richiamo fatto dal Decreto Legislativo n. 163 l'ha reso utilizzabile sino alla data di entrata in vigore di un decreto), la successiva Legge n. 228 ha già superato il concetto di minimi di tariffa e trattandosi di una fonte normativa di rango superiore, è quella che noi applichiamo. Devo inoltre aggiungere che, per evitare fraintendimenti e per stabilire rapporti corretti, c'è stato un incontro con l'Ordine degli Ingegneri (chiesto da loro), per analizzare insieme le procedure su cui si muove l'Amministrazione e i punti della normativa in vigore (che devono essere riconosciuti per entrambi) che non possiamo esimerci dall'applicare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Ringrazio l'Assessore per la risposta abbastanza puntuale, su cui vorrei, però, fare alcune riflessioni. Per quanto riguarda l'incontro con l'Ordine degli Ingegneri citato dall'Assessore, sarebbe interessante conoscere gli esiti di tale incontro (se sarà necessario, lo chiederò in forma scritta). Senza nulla togliere a quanto riferito dall'Assessore in merito agli obblighi deontologici di ciascun professionista, la mia interpellanza era motivata da uno stato di agitazione che si era creato in quel periodo (si parla di ottobre 2006, oggi l'interpellanza è sicuramente datata) in seno alle categorie professionali succitate; a seguito di alcuni chiarimenti, non mi risulta che, in merito, sia stata sancita qualche nuova normativa che abbia ripreso le preoccupazioni esposte prima dagli ordini professionali e dopo dalla mia interpellanza. Peraltro, per importi superiori a 100.000 Euro si conoscevano già determinate procedure di evidenza pubblica. La mia preoccupazione era per importi inferiori, dove certamente non si può pensare di lasciare alla mera valutazione degli Uffici la natura della qualità curriculare dei concorrenti. A mio avviso, sarebbe opportuno riflettere sugli importi, a garanzia (e non perché, altrimenti, la prestazione non sarebbe data) di una buona prestazione dal punto di vista esecutivo, non solo intellettivo. In realtà, la mia istanza non voleva essere polemica, ma rappresentava una preoccupazione che nasceva anche da una possibile errata programmazione degli importi nel programma pluriennale delle opere pubbliche. L'Assessore ha risposto che, di fatto, gli importi sono previsti con un decreto. La motivazione, però, nasceva dal fatto che gli ordini professionali avevano sollevato il problema e non mi pare sia stato risposto. Ogni tanto, mi permetto di visionare le gare con importi inferiori ai 100.000 Euro che Comune, Provincia o altri Enti propongono agli esterni e rilevo che non sono specificati i metodi e che la valutazione è molto soggettiva, si lascia la decisione agli Uffici. Dal punto di vista delle prestazioni intellettuali, l'offerta economicamente più vantaggiosa non mi pare rappresentare il criterio giustificativo per una prestazione. Soprattutto se vogliamo, poi, in qualche modo, chiedere di espletare anche alcuni servizi consulenziali che affiancano la prestazione stessa. Non credo sia il caso di proseguire il dibattito in Commissione; eventualmente, sarà mia cura chiedere per iscritto gli esiti dell'incontro citato dall'Assessore, per avere un quadro più completo della situazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. ed autobus alle fermate" |