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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 200605318/02, presentata in data 10 luglio 2006, avente per oggetto: "Centri sociali" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ghiglia, per l'illustrazione. GHIGLIA Agostino Questa proposta di mozione, che chiede lo sgombero dei centri sociali torinesi, è l'ennesima mozione che il Gruppo di Alleanza Nazionale ha presentato nel corso degli ultimi anni su questo tema. Questa mozione non soltanto si è rivelata essere abbastanza attuale, ma anche preveggente per quanto riguarda il tema che tratta. Prendendo come punto di partenza uno dei tanti attentati ai danni del quotidiano "Torino Cronaca", avevamo scritto che gli attentati, all'epoca, sarebbero stati rivendicati da frange anarco-insurrezionaliste che, secondo quanto riportato dal Ministero dell'Interno, utilizzerebbero i centri sociali quali covi e basi logistiche per l'attuazione dei propri atti intimidatori. Aggiungevamo che all'interno dei centri sociali torinesi - quelli considerati più violenti, gli altri sono violenti e basta -, ci sono i più violenti, che amano girare armati e travisati per le strade della città, ogni tanto incendiando cassonetti e dando l'assalto a qualche negozio, e quelli "violenti normali", che occupano, bontà loro, soltanto abusivamente degli stabili comunali. Nei confronti di entrambe le tipologie, i più violenti e i meno violenti, chiedevamo, chiediamo e chiederemo, qualora la nostra mozione non venisse approvata, lo sgombero dei locali. Come i Consiglieri hanno potuto apprendere dalle cronache di questi giorni, in seguito all'arresto di presunti terroristi e al ritrovamento di armi, alle indagini in corso e quant'altro, molti di questi indagati e alcuni degli arrestati sono militanti di centri sociali di altre parti del territorio nazionale. Non vi sono torinesi, perché i partiti della sinistra radicale a Torino sorvegliano meglio, nel senso che ogni tanto lasciano un po' di guinzaglio libero, li fanno abbaiare un po', però poi li riconducono alla ragione istituzionale, visto che stanno nella maggioranza di Chiamparino. Tutto sommato, nei centri sociali torinesi ci sono teppisti, delinquenti, ma non superano il livello, quindi, non alimentano automaticamente le frange del terrorismo, come avviene in altre parti d'Italia. Ciò non significa che in questa città, dove il guinzaglio è corto e, quindi si abbaia ma non si morde quasi mai - tranne qualche devastazione, per la quale, peraltro, la Città è assicurata nei confronti dei commercianti e quant'altro - i centri sociali vivano in quella illegalità determinata dal fatto che occupano, illegalmente, anche stabili di proprietà comunale. Vista la situazione particolare che ci troviamo ad affrontare e a vivere, con una resurrezione - ci auguriamo di no - del terrorismo e delle sue frange più violente, riteniamo opportuno che nessuna base di appoggio, neanche potenziale, debba essere fornita a chi fa dell'illegalità un costume di vita. Crediamo, coerentemente con quanto abbiamo sempre proposto, che il principio della tolleranza zero non significhi essere cattivi con uno, ma significhi essere giusti con tutti, cioè non tollerare nessun tipo di illegalità, anche quando si ha la possibilità direttamente - come sarebbe da parte del Sindaco - di assicurare questa legalità, sgomberando i centri sociali occupati di proprietà della Città e restituendoli ad usi sociali veri. Qualcuno potrebbe dire che sono ragazzi che sbagliano. No, sono delinquenti che occupano abusivamente delle strutture! Non so se questi linguaggi siano uno di sinistra e uno di destra, però a noi sembra, questa, una situazione oggettiva da anni su cui, evidentemente, c'è qualcuno che non indaga mai, per cui i proprietari di questi stabili non vengono mai spinti a chiederne lo sgombero, perché anche la Magistratura, evidentemente, ritiene un fatto normale che a Torino, tanti stabili comunali - che, magari, verrebbero richiesti da associazioni meritorie nel campo del volontariato, nel campo giovanile, nel campo culturale - debbano e possano essere occupati da gente che li ha occupati abusivamente, al di fuori da ogni controllo e da ogni legge. Né le ASL, né l'Ufficio di Igiene, né i Vigili Urbani, né i Vigili del Fuoco, osano avvicinarsi ai centri sociali occupati, perché altrimenti rischierebbero di essere picchiati e anche questa non mi sembra una situazione di normalità e di legalità all'interno della nostra comunità cittadina. Per questo, torniamo a chiedere, con fermezza, al Sindaco, lo sgombero di tutti i centri sociali torinesi di proprietà comunale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. Le ricordo che può intervenire fino ad un massimo di 5 minuti o, eventualmente, qualche altro Consigliere del suo Gruppo fino ad un massimo di 3 minuti. TRONZANO Andrea Condividiamo, come Gruppo di Forza Italia, la proposta di mozione del Gruppo di Alleanza Nazionale, per tre motivi. Il primo motivo, perché il concetto di legalità che oggi noi vogliamo esprimere è quello che tutela la persona contro i reati destinati alla persona. Questo è il nostro punto cardine che teniamo a sottolineare oggi. Il secondo motivo, perché non capiamo l'utilità sociale dei centri sociali. Il terzo motivo, perché non condividiamo il politicamente corretto a tutti i costi. In questa fase nella quale il terrorismo sembra avere un rigurgito e ci sono alcune condizioni preoccupanti nella città di Torino e in Italia, riteniamo che un segnale di questo genere possa essere, oggettivamente, importante. Poi, per carità, al tempo stesso non sappiamo il perché di questa strategia fino ad oggi tesa a non chiuderli, per cui, magari, non conosciamo fino in fondo tutta la questione, però crediamo che sia opportuno dare una valutazione ed esprimere il nostro appoggio alla proposta di mozione di Alleanza Nazionale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco E' un po' paradossale, in termini di metodo, votare una mozione del 10 luglio 2006 e che si siano aspettati - in questo senso mi dispiace delle parole del Consigliere Ghiglia - i fatti degli ultimi giorni per ricollegare la mozione e i fatti. Ribadendo tutta la massima fiducia alle forze dell'ordine per le indagini ancora in corso sulla vicenda delle scorse settimane, crediamo che sia inopportuno collegare queste due vicende e crediamo che il Sindaco e la Giunta abbiano dimostrato, anche nel precedente mandato, che non è su questo tipo di sollecitazione che si agisce per ragionare anche in termini di sicurezza della nostra città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Mi lascia perplesso il fatto che una simile proposta di mozione venga dibattuta - è un eufemismo il mio - in Aula, non considerando assolutamente, nemmeno marginalmente, questa proposta di mozione da parte dei Consiglieri. Stiamo parlando di situazione di illegalità diffusa. Chiederei quantomeno un minimo di silenzio nell'Aula, non più di tanto! Non mi aspettavo sicuramente che la maggioranza che guida questo Comune pendesse dalle labbra del Consigliere Ghiglia, ma ritengo che non ascoltare nemmeno quando si denuncia una situazione di illegalità diffusa, mi sembra veramente scorretto verso tutti i cittadini. Non mi dilungo, perché basterebbe il buon senso di noi cittadini - non di voi Consiglieri - per far sì che questa proposta di mozione venisse approvata. Non vedo che difficoltà ci sia a decidere di impegnarsi e di chiedere l'impegno del Sindaco e della Giunta a richiedere alle autorità competenti lo sgombero di tutti i centri sociali torinesi occupati abusivamente! Se qualcuno occupasse la casa del Consigliere Giorgis - non ce l'ho con lui - credo che giustamente il Consigliere chiamerebbe le forze dell'ordine per cercare di rientrare in possesso della sua abitazione. L'ho detto solamente a lei, perché ho grande stima del suo senso dell'umorismo. Non riesco veramente a capire perché non si possa andare avanti con un'impegnativa, che non è un discorso politico, salvo che certe forze si ricolleghino ai centri sociali che occupano questi stabili, per cui non capisco perché non si debba votare una mozione simile. Adesso, quindi, mi aspetto che la maggioranza, naturalmente, senza alcun intervento, voti tutta compatta a favore di questa proposta di mozione, che è dettata (lo dico e ringrazio i Consiglieri di Alleanza Nazionale) esclusivamente da un senso di cittadinanza, di buon senso, semplicità, correttezza delle istituzioni e del rispetto delle leggi e degli ordinamenti. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Consigliere Carossa, non dovrebbe stupirsi, perché sa bene che, quanto è della sinistra (per esempio, le bocciofile di quartiere) viene difeso con le unghie e con i denti. Dovremmo fare un esperimento, un case history, provare a far occupare qualche bocciofila agli squatter, magari il Circolo Garibaldi, o qualche sezione della CGIL. Del resto, siamo di fronte a un caso classico di perseverare autem diabolicum, non solo in un senso cronologico, perché da quando sono in quest'Aula, ma anche precedentemente, tutti gli appelli alla legalità nei confronti dei centri sociali sono sempre stati regolarmente e coerentemente respinti. Ma anche in senso logico, perché poi non ci si deve lamentare quando emergono segnali che non si vogliono vedere del fatto che in questo magma della cosiddetta area antagonista ci sono anche i germi di una violenza che merita di essere affrontata con la massima serietà. Capisco che sia fastidioso e imbarazzante per parte della sinistra andare di nuovo a sfogliare ingiallite foto dell'album di famiglia, dove ci sono anche i compagni che sbagliano, ma di questo stiamo trattando. Del resto, quando ci accorgiamo che la prima preoccupazione di fronte a una "risorgenza" delle Brigate Rosse è quella di discolpare la CGIL, alla quale erano iscritti otto degli arrestati, cioè la metà dei coinvolti, non stupisca se poi sui centri sociali qualsiasi richiamo alla legalità deve essere, neanche discusso, soffocato, perché non si sa mai che ci troviamo di fronte un giorno alla realtà che qualcuno di questi poi venga indagato e, magari, riconosciuto colpevole in qualcosa di un po' più grande, che non sia l'occupazione, o un corteo più o meno violento. C'è stato un solo Assessore nella storia di questa maggioranza che ha perso il posto, fu l'Assessore Alberione di Rifondazione Comunista, perché partecipò ad un 1° maggio un po' turbolento con i centri sociali e magliette, gli altri hanno sempre trovato il modo per non affrontare mai questo problema riconoscendosi in una verità tutta loro e che noi, evidentemente, non accettiamo, cioè che i centri sociali non comportano questi aspetti di violenza, di illegalità conclamata e perdurante. Quindi, non si stupisca il collega, noi però ci teniamo a fare anche in questo caso un'operazione di verità, che, come è noto, non si giudica, per fortuna, ancora soltanto con i numeri. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 42, astenuti nessuno, favorevoli 13, contrari 29. La proposta di mozione è respinta. |