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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 12 Dicembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 15
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-05999
CONSORZIO PER IL SISTEMA INFORMATIVO (CSI-PIEMONTE). MODIFICA STATUTARIA. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201205999/064,
presentata dalla Giunta Comunale in data 13 novembre 2012, avente per oggetto:
"Consorzio per il Sistema Informativo (CSI Piemonte).
Modifica statutaria. Approvazione".
della proposta di mozione n. mecc. 201202860/002, presentata dal Consigliere Curto in
data 31 maggio 2012, avente per oggetto:
"Rilancio della natura consortile e pubblica del CSI Piemonte".
della proposta di mozione n. mecc. 201206999/002, presentata dai Consiglieri Nomis,
Lo Russo, Muzzarelli, Altamura, Mangone, Tricarico, Onofri, Centillo, Carretta, Viale e
Ventura in data 3 dicembre 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201205999/064) 'Consorzio per il
Sistema Informativo (CSI Piemonte). Modifica statutaria. Approvazione'".
e della proposta di mozione n. mecc. 201207647/002, presentata dai Consiglieri Nomis,
Curto, Lo Russo, Altamura, Mangone, Muzzarelli, Grimaldi, Ventura, Paolino, Carretta,
Centillo, Onofri, Levi-Montalcini, Moretti, Dell'Utri, Porcino, Carbonero, Cervetti,
Ricca, Genisio, Cassiani e Sbriglio in data 11 dicembre 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201205999/064.
Consorzio per i Sistemi Informativi".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 07/12/2012 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Comunico al Consiglio Comunale che la proposta di mozione n. mecc. 201202860/002,
presentata dal Consigliere Curto in data 31 maggio 2012 e la proposta di mozione n.
mecc. 201206999/002, presentata dai Consiglieri Nomis, Lo Russo, Muzzarelli,
Altamura, Mangone, Tricarico, Onofri, Centillo, Carretta, Viale e Ventura in data 3
dicembre 2012, di accompagnamento alla proposta di deliberazione, sono ritirate. Lo
diranno i presentatori - il Consigliere Nomis lo dice per bocca del Presidente, mentre il
Consigliere Curto lo dirà quando interverrà.
La parola, per l'illustrazione, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Io credo solo di riportare quanto detto in Commissione. Tolgo veramente due minuti,
solo per rendere conto a chi non avesse partecipato ai lavori di Commissione.
Le modifiche statutarie che oggi noi facciamo per il CSI, sono richieste che aveva fatto
il consiglio d'amministrazione nuovo decaduto il vecchio e riportato a cinque. E
tendono sostanzialmente a risolvere innanzitutto un problema essenziale e, in secondo
luogo, un problema invece di riconoscimento.
Il problema essenziale è il fatto che in una situazione di difficoltà, come abbiamo avuto
modo di discutere più volte in Commissione e in molti luoghi di questa Città, che CSI
oggi ovviamente soffre della difficoltà che hanno gli Enti. Mentre, in realtà, oggi c'è
una serie di Enti pubblici, sia sul nostro territorio ma anche fuori dal territorio, che non
possono ricevere i servizi dal CSI, non essendo consorziati.
Per questa ragione la modifica che ci era stata proposta, è quella che consente
sostanzialmente di consorziare singolarmente, o in forma associata, altri Enti pubblici,
anche fuori dal territorio, perché se ciò avvenisse, ovviamente diminuirebbero oggi le
difficoltà che tutti leggiamo del CSI stesso.
L'altra parte è il fatto che nella ridefinizione della volta precedente non avevamo
definito un modo con cui rappresentare l'insieme degli altri Enti pubblici nel consiglio
d'amministrazione. Nel senso che in fretta che cosa avevamo concordato? Due alla
Regione, in rappresentanza di Regione e parte sanitaria, uno al Comune, uno alla
Provincia, uno agli altri Enti. In realtà, però, non avevamo sottaciuto il fatto che gli altri
Enti sono sia situazioni in ragione di Enti diversi da quelli sanitari, non c'era un metodo
di votazione, per cui oggi viene precisato che il metodo tra di loro ovviamente noi non
partecipiamo, e la cosa più importante ancora è il fatto che nel consiglio precedente
c'era una rappresentanza di Università e Politecnico che, dovendo andare a cinque,
ovviamente non era possibile riconoscere. Almeno come vedete qui, la
formulazione è: gli altri Enti fuori da Regione, Comune e il resto, oltre a Università e
Politecnico, in modo tale che almeno ci sia un riconoscimento formale.
Tutta sostanzialmente l'impostazione, al di là di alcune regolarità tecniche, oppure
l'introduzione di alcune considerazioni, o alcune indicazioni assolutamente marginali, il
senso sostanzialmente delle modifiche statutarie è questo.
Ovviamente, come ho detto in Commissione, queste modifiche statutarie non
rappresentano il dibattito che avverrà dopo, a partire dalle mozioni che sono state
presentate, a partire dalla discussione che è ancora aperta in Consiglio Regionale o in
Consiglio Provinciale. Queste fanno parte dell'epoca sostanzialmente della gestione
attuale. In rapporto a quel tipo di dibattito, ovviamente sarà possibile anche fare altre
modifiche.
Però mettiamo – questa è poi la considerazione finale – con queste modifiche noi
mettiamo in condizione, sostanzialmente, il consiglio d'amministrazione di poter
verificare e di poter vedere se ci sono realtà Regionali, Provinciali, Comunali, altri Enti
pubblici che, almeno da alcune dichiarazioni, sarebbero interessate ad utilizzare i servizi
del CSI che oggi non possono utilizzarli, perché non è prevista la possibilità di
consorziamento di altri Enti al di fuori della realtà piemontese.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Hanno chiesto di intervenire, nell'ordine, il Consigliere Curto per il ritiro della proposta
di mozione e poi per l'intervento, e i Consiglieri Ambrogio, Liardo e Nomis.
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Innanzitutto vorrei dire a verbale che ritiro la proposta di mozione che era iscritta da
lungo tempo proprio sull'argomento del CSI, anche perché con la maggioranza, e
insieme al Consigliere Nomis, che è la prima firmataria, abbiamo deciso di preparare
invece una proposta di mozione di accompagnamento alla deliberazione. Questo perché
abbiamo discusso in Commissione con il Vicesindaco, provando a fare due cose
insieme, sapendo che una dovevamo farla subito e sull'altra invece era necessario un
confronto.
Quella da fare subito, è provare – parafrasando il Vicesindaco – a liberare un po' di
possibilità, di opportunità per il CSI che si trova a fronteggiare una situazione molto
difficile per poter agire, per quanto è possibile, per reperire commesse. E da qui questa
modifica statutaria.
Poi invece c'è un'altra cosa, che è quella su cui abbiamo voluto agire, abbiamo
interdetto la deliberazione che non entra su questo merito e abbiamo voluto agire
prospetticamente attraverso la mozione di accompagnamento, che è di fatto una
mozione di indirizzo, cioè quella di provare a delineare, in una fase così oscura, così
difficile, un futuro per il CSI, ponendo però alcuni paletti molto precisi sulla proprietà
pubblica dello stesso Ente, sulla natura consortile, sull'attenzione per la proprietà
intellettuale, cioè la proprietà dei dati che il CSI stesso detiene e soprattutto sulla
grande, grandissima attenzione che, secondo noi, va data al tema dei lavoratori di questo
Consorzio che – lo voglio ricordare – in questo momento vivono con enorme angoscia i
fatti che stanno accadendo, perché molti di loro rischiano, alcuni di loro, anzi proprio in
queste ore, rischieranno dal 1° gennaio di trovarsi in una situazione di precarietà
lavorativa con l'accesso alla cassa integrazione.
Per questa ragione, ma credo poi invece sullo specifico, ancora più nello specifico della
mozione di accompagnamento interverrà il Consigliere Nomis a seguire.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Io credo che l'approvazione di questa proposta di deliberazione non possa non tenere
conto di quelli che sono un po' i risultati dell'assemblea del CSI, l'ultima del 7
novembre di quest'anno, del 2012, e in quella sede la Regione Piemonte, la Provincia di
Torino e la Città di Torino hanno comunque presentato un atto di indirizzo al consiglio
di amministrazione che è stato approvato e che, partendo da alcuni presupposti, quelli
già illustrati dal Vicesindaco, quindi le difficoltà di spesa degli Enti Pubblici, quindi
anche la difficoltà nell'affidare lavori al CSI Piemonte, però tendenzialmente il
consiglio di amministrazione ha individuato dei percorsi.
Innanzitutto, arrivare ad un punto di equilibrio economico-finanziario che passa
attraverso un piano di rientro del CSI, e quindi di questo piano di rientro forse credo che
ciascun socio, ciascun Ente che fa parte anche del CSI, deve in qualche modo dare delle
risposte. Noi stessi, come Comune di Torino, come Città, dovremmo anche sapere quali
sono i nostri piani di rientro.
Poi, si è impegnato il CSI anche a redigere questo famoso Piano strategico. Questo
Piano strategico che potrebbe essere condiviso sia con i soci fondatori, che con quelli
sostenitori; la nomina dei tre professionisti che, per quanto mi risulta, sono stati
nominati, che dovrebbero collaborare anche nella stesura del Piano strategico.
Io mi chiedo, in questo momento, se sia opportuno andare a votare una deliberazione di
modifica dello Statuto, quando noi siamo ancora in attesa del Piano strategico che
doveva arrivare, se non sbaglio, il 7 dicembre, poi essere approvato entro il 31 dicembre,
comunque, dall'Assemblea, ma che ad oggi mi risulta non essere arrivato. Non è
arrivato in Comune, non è arrivato in Provincia; in Regione, se non sbaglio, doveva
addirittura passare alla I Commissione e in Regione non è ancora stato presentato.
Allora, mi chiedo l'opportunità dell'approvazione di una deliberazione di questo tipo, perché
forse avrebbe più senso, il buonsenso mi porta a dire: aspettiamo la fine dell'anno,
assistiamo alla presentazione di questo Piano strategico, vediamo la direzione che si
vuole prendere, questo equilibrio, questi piani di rientro che la stessa azienda dovrebbe
presentare e poi procederemo.
Io non entro nel merito adesso della validità, o meno, dei contenuti di questa
deliberazione, però credo che sui tempi sia necessario prima arrivare a conoscere il
Piano strategico del Consorzio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Nomis.

NOMIS Fosca
Come anticipato, vorrei presentare brevemente la mozione di indirizzo che abbiamo
presentato con le firme di tutti i Colleghi della maggioranza e dei Colleghi della Lega
sul CSI.
Ringrazio, in particolare, anche i Consiglieri Curto e Grimaldi che hanno lavorato con
me alla preparazione della proposta di mozione.
Oltre a quello che diceva prima il Consigliere Curto, aggiungo alcuni altri elementi che
abbiamo inserito in questa mozione di indirizzo, pensando che questo fosse il momento
adeguato per presentarla, proprio perché potesse dare un contributo nella fase in cui
viene definito il Piano industriale, per segnalare quelle che secondo il Consiglio
Comunale di Torino sono delle indicazioni per il futuro, in un momento in cui,
ridefinendo il perimetro di attività del CSI Piemonte, si possono anche immaginare
nuove aree di lavoro e nuove possibilità di sviluppo per il CSI; elemento quanto mai
necessario in un momento di difficoltà per questo Consorzio che, ricordiamo, impiega
moltissime persone e non solo le persone che lavorano per il CSI, ma anche tutta la
parte dell'indotto. Su questo segnalo che proprio in Commissione, I più III congiunta,
abbiamo avuto un'audizione con l'Unione Industriali, che ci segnalava le difficoltà che
ci sono a cascata anche su tutto l'indotto collegato al CSI e quindi l'importanza di avere
un'attenzione anche nei loro confronti e complessivamente nel comparto ICT di Torino,
della Provincia e di tutto il Piemonte, in quanto il CSI resta comunque un tassello
importantissimo di questo settore, che è uno dei punti qualificanti dell'industria del
nostro territorio.
Oltre tutto, in un momento in cui, ricordo, il Comune di Torino ha dato molto impulso
su questo tema, infatti è stato vinto il premio per l'e-government durante il Salone
Smart City di Bologna, quindi questo è un elemento che ci tengo a sottolineare, perché
rappresenta un elemento, in qualche modo, di eccellenza dell'attività del CSI Piemonte,
oltre tutto in un contesto, a livello nazionale, in cui il tema dell'Agenda digitale ha un
nuovo rilancio e speriamo, tra l'altro, con l'approvazione del Decreto sviluppo, che ha
degli elementi rilevanti su questo tema.
Quindi in un momento in cui avevamo un vantaggio competitivo come territorio su
questi temi e in un momento in cui, tra l'altro, altri territori guardano a soluzioni
consortili al loro interno, proprio come punto di riferimento, non rilanciare, non pensare
a come questo asset, questo capitale che abbiamo sul nostro territorio, non possa essere
valorizzato e, in qualche modo, rilanciato, sarebbe davvero un peccato per le persone
che lavorano, per il territorio e per il settore industriale nel suo complesso.
Quindi la richiesta che rivolgiamo, sostanzialmente, è un'attenzione sia da parte del
Comune di rientro rispetto ai debiti, ma questo penso che, come ci ricordava lo stesso
Sindaco quando nel Piano di rientro del Patto di Stabilità abbiamo pensato non soltanto
al rientro, ma abbiamo pensato anche al rilancio e all'investimento.
Quindi uno dei settori su cui, probabilmente, pensare in quell'ottica di rilancio di
investimento, può essere proprio questo settore e poi un indirizzo alla Regione
Piemonte, affinché anche la Regione valuti con attenzione il piano di rientro nei
confronti del CSI.
Infine, un momento particolare per il Comune di Torino, perché dall'anno prossimo
dovrà ridefinire il proprio contratto nei confronti del CSI e quindi anche su questo
elemento poniamo l'attenzione affinché il Comune di Torino possa continuare ad
avvalersi e a rilanciare i servizi del CSI Piemonte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Devo dire la verità, avrei voluto e preferito votare questa delibera dopo una discussione
seria e approfondita anche dell'altro Ente che con noi condivide questo percorso, cioè la
Regione Piemonte.
Io capisco le perplessità della Consigliera Ambrogio, capisco gli imbarazzi di un pezzo
di centrodestra su questi temi, però quando si ha davanti un atto statutario come questo,
bisognerebbe essere un po' più liberi di dire quello che si pensa. Ed è per questo che con
il Consigliere Nomis abbiamo condiviso un dato politico, che a fianco a una
deliberazione come questa ci vuole chiarezza; ci vuole chiarezza di quelle che sono le
finalità. Noi abbiamo, credo, condiviso l'idea e l'intento di salvare quello che per noi è
un grande attore pubblico di un settore che è stato strategico, che è strategico oggi, ma
che è stato strategico per questa Regione e per questa Città, proprio perché primi in
Italia e primi fra tutti hanno messo il tema di quei contenuti e di quel e-government che
veniva da lontano, veniva dalle innovazioni dall'ICT, ma veniva anche nel trattamento
dati, prima di altri Enti Pubblici.
Noi lo diciamo con chiarezza, anche noi crediamo che dovrà essere in fretta approvato
un Piano industriale. Crediamo che, in qualche modo, questo deve partire dall'adozione
prioritaria di tutte le misure utili alla salvaguardia dell'attuale livello occupazionale,
nonché delle competenze e delle conoscenze presenti nel Consorzio.
Crediamo che la salvaguardia di quegli asset, delle attività e dei dati che per la loro
natura è opportuno che rimangano sotto il diretto controllo e gestione del sistema
pubblico, sia tanto rilevante come diceva il Consigliere Nomis, certo, anche
l'individuazione di parte di attività che andranno nel mercato.
Cosa diversa da quello che ha in testa una parte di questo centrodestra a livello
regionale. Dico "una parte", non sono tutti uguali. E io vorrei che qui uscissero delle
voci. Siate onesti con voi stessi. A una parte di Regione non importa niente del CSI.
Potesse andare a schiantarsi e lo comprasse il primo per strada, non con una grande
privatizzazione, perché poi ci saranno anche i pensieri liberali che pensano: "Ma sì,
privatizziamo, qual è il problema?". No, io ho il timore che qualcuno voglia che questa
diventi sempre di più, in qualche modo, una carcassa facile preda di qualcuno. Senza
pensare alle competenze, senza pensare alla salvaguardia dei dati, senza pensare
all'immenso patrimonio e all'asset strategico che il CSI ancora oggi rappresenta.
Io vorrei che fosse una discussione più sana. Ci sono idee diverse? Discutiamone.
Io penso che il Consigliere Ambrogio ci chiedesse questo? Beh, il centrosinistra sapete
che posizione ha, l'abbiamo scritto, è nero su bianco. Chiediamo che il CSI rimanga
così com'è? No, non credo, infatti l'abbiamo scritto chiaramente in questa mozione. Ma
neanche che si pensi di fare uno spezzatino per regalarlo al primo offerente, che magari
aspetta che questa vicenda venga prima anticipata dalle casse integrazioni, poi dallo
spacchettamento.
Se è questo il vostro disegno, troverete la nostra opposizione qui, in Assemblea dei soci,
nel Consorzio e anche nel Consiglio di Amministrazione.
Guardate che lì dietro c'è la Sanità Pubblica, ci sono i dati pubblici, c'è l'Urbanistica,
c'è tanto del nostro sistema pubblico e dei nostri interessi pubblici da difendere.
Io spero, sinceramente, che il centrodestra sappia quello che vuole fare di questa
struttura, non pensando solo, in qualche modo, a degli interessi che di volta in volta
cambiano, ma invece mantenendo gli interessi pubblici che continuano a essere chiari a
tutto il sistema, non solo dell'ICT ma a tutto il sistema della Pubblica Amministrazione
di questa Regione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Hanno chiesto ancora di intervenire i Consiglieri Marrone e Carbonero.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Quanti motivi avrebbe di tacere il Consigliere Grimaldi! Intanto 50 milioni di motivi,
per dirne una. 50 milioni che magari questa Città, prima di dare lezioncine a destra e a
manca, dovrebbe, nell'ottica di creare un rilancio per CSI, cominciare vagamente a
programmare un Piano di rientro di questo debito mostruoso nei confronti di questa
struttura.
Quindi comincio rispetto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere
Grimaldi, io non ho interrotto, quindi le chiedo, per favore, di attendere un futuro turno,
tanto potrà dare dichiarazioni di voto, se vorrà.
I motivi, sinceramente, per evitarci sto pistolotto sono anche parecchi altri, perché
questo comizio sull'interesse pubblico e sull'interesse di tutelare nei confronti di
lavoratori e cittadini il controllo pubblico, sinceramente, da una sinistra che turandosi
occhi, naso, orecchie, qualunque orifizio che veramente il decoro di questa Sala ci
dovrebbe imporre di non dire, ma tanto li abbiamo capiti – forse quello no,
effettivamente – hanno votato tutto, qualsiasi cosa, la smobilitazione completa e la
dismissione assoluta, con un itinerario di vendita che partendo da una gara pubblica,
FCT, che doveva essere un riassetto di holding, sta andando a diventare una svendita al
mercato. Tanto che forse FCT stava per fare cassa a Torino e non, invece, per la sigla di
finanziaria che ci era stata detta all'inizio della deliberazione.
Quindi, sinceramente, che SEL venga a dare queste lezioni, tra l'altro, sulla forza di
cosa? Adesso io lo dico con tutto il rispetto per l'impegno che ha profuso il Consigliere
Nomis in questa proposta di mozione, però di un atto di indirizzo che sostanzialmente
chiede a Sindaco e Giunta di dare degli indirizzi che la Città ha già dato il 7 novembre a
CSI e a cui CSI non ha adempiuto, perché di questo parliamo.
Noi stiamo approvando – l'ha ricordato già il Consigliere Ambrogio – una modifica
statutaria rispetto a una richiesta di Piano di rilancio industriale, che comunque non è
arrivato e quindi CSI, inadempiente, ci chiede una modifica statutaria e noi chiediamo
di nuovo al Sindaco di richiedere a CSI quello che è già stato chiesto e non è stato
ottenuto.
Quindi adesso, sinceramente, di fronte a impegni di indirizzo politico consigli
stringenti... perché io rispetto il carattere costruttivo e propositivo di chi ha elaborato, un
po' meno di chi ci ha messo la firma all'ultimo, in zona Cesarini, ritirando la propria di
mozione – questo mi sento di sottolinearlo ed evidenziarlo – adesso ci venga addirittura
a fare i comizi, sinceramente. Perché c'è veramente un limite di decenza a tutto.
Quando sarete in Regione potrete fare i comizi contro la maggioranza in Regione. Ora,
visto che fingete, ogni tanto, di essere in maggioranza comunale, fate la maggioranza
comunale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Io spero di non aver capito male, che lei intendesse... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Però la invito a contenere, anche se sicuramente... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO).
Abbia pazienza, quando lei è Presidente lo fa lei, adesso lo faccio io.
La invito solo a contenere il linguaggio per le prossime volte, per non dare adito a
cattive interpretazioni.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
In verità non volevo intervenire e mi scuso per la concretezza e la rapidità del mio
intervento, non riesco proprio ad avere la teatralità del Consigliere Grimaldi, proprio
non ci riesco. Io riesco a essere concreto.
Perché abbiamo accettato anche di sottoscrivere la mozione della maggioranza?
Semplicemente perché forse – e dico forse – con questa modifica di Statuto, per la
prossima volta, riusciamo ad arrivare un po' prima, anziché puntualmente dopo, come
sempre – chiedo scusa, non vogliatemene, ma visto che c'è stato il confronto politico
qui ci vuole – in alcuni casi, tipo CSEA, tipo NH, grazie a SEL che si è innalzata a
paladino dei lavoratori, stiamo rischiando che rimangano tutti a casa.
Quindi cerchiamo di fare un passo avanti, precorrere tutta la situazione e fare in modo
che CSI, con questo cambiamento di Statuto, possa aprirsi al mercato, possa cercare sul
mercato delle possibilità di modificare la proprietà attività e quindi, magari, riuscire,
anche da solo inizialmente, a salvare i propri posti di lavoro.
Mi spiace, perché per la prima volta, veramente, si poteva evitare la faziosità politica, si
poteva ragionare in termini di amministratori, perché io lo ricordo tutte le volte che
posso, soprattutto al Consigliere Grimaldi, che siamo amministratori prima che teatranti
politici, fantoccioni anche un po' ogni tanto. Quindi io chiedo, per l'ennesima volta,
quando si tratta soprattutto della pelle delle persone che lavorano e del rischio che questi
corrono, di dimenticarci il simbolino, di dimenticarci di sventolare le proprie capacità a
tutelare i posti di lavoro dei lavoratori che veramente non sanno forse a Natale cosa gli
succederà e di essere amministratori, cioè di fare il massimo, senza proclami politici per
queste persone.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Io sarò breve. Molto è già stato detto. Volevo soltanto chiamarmi fuori da questa
disputa sia di centrodestra versus centrosinistra, sia anche, però, dalla disputa che ho
sentito tirar fuori, cioè privato versus pubblico.
Qui, intanto, non stiamo parlando di un servizio pubblico essenziale, non parliamo
dell'acqua, eccetera, anche se è un servizio, comunque, molto importante.
In questo caso, francamente, a me interessa poco che la società sia pubblica o sia
privata, mi interessa che sia una società ben gestita, che sia in grado di fornire
servizi in maniera efficiente e quindi che è in grado di far crescere attorno a sé, magari,
altra industria, altro indotto, eccetera, e di operare bene, fornendo servizi di qualità
nell'interesse, poi, di tutti quelli che li utilizzano, che sia il pubblico, o che sia il privato.
Credo che questo sia il vero problema che, onestamente, un po' latita, cioè il fatto che,
in particolare, in alcuni anni l'organico di personale del CSI sia stato gonfiato in
maniera insostenibile e che, comunque, ci sia stata, purtroppo, una logica per cui non
siamo ancora e neanche vicini al punto di CSEA che era stato citato prima, però è una
logica che rischia, poi, se trascinata negli anni, di arrivare a quel punto lì, cioè avere
un'azienda che per logiche economiche non industriali, ma politiche, viene comunque
riempita di personale e gestita in determinate maniere, finché poi la situazione di
mercato diventa insostenibile e la cosa non va avanti.
Questo, devo dire, ce l'hanno detto chiaramente anche i rappresentanti dell'Unione
Industriali, dicendo che il CSI ha benissimo possibilità di sopravvivere se rimane intero,
se non viene trasformato in spezzatino, spolpato delle cose interessanti.
Però, deve sapere anche, forse, migliorare la propria efficienza e la qualità dei propri
servizi. Senza per questo, però, rinnegare il fatto che ci siano dentro persone
estremamente capaci, che hanno anche fornito servizi molto innovativi, per cui il CSI è
stato anche fonte di grande innovazione. Però, anche proprio parlando con le persone
che ci stanno dentro, è un po' di anni che si susseguono riorganizzazioni di ogni genere,
che spesso, più che migliorare la situazione, confondono le persone e non danno, forse,
neanche grande logica all'organizzazione aziendale. Se poi, ci sommiamo anche la
questione dei crediti, è il caso di farsi tutti un esame di coscienza, quindi invece di
rovinare, magari, definitivamente, quella che può essere una grande spinta per il
territorio, cercare veramente di trasformarlo in qualcosa di funzionale e di efficiente, in
grado di camminare con le proprie gambe, cercando, però, di evitare anche una cosa
che, purtroppo, in passato, alle volte, è successa, cioè che il fatto di avere un grande
collettore delle commesse pubbliche, diventi, poi, un limite alla crescita di nuove
aziende innovative in questo settore, che è particolarmente sensibile alla necessità di
start-up, che spesso, proprio grazie alla spesa pubblica, possono partire in maniera
magari anche un po' controllata e facilitata e poi arrivare a una dimensione grazie alla
quale sono poi in grado di competere sul mercato, di prendere le commesse private e di
prosperare.
Quindi forse anche questo ruolo un po' di incubatore dell'innovazione informatica delle
microaziende di informatica di Torino e del Piemonte, onestamente, è un po' mancato.
Per questi motivi noi ci asterremo sulla deliberazione, perché crediamo che il problema non
stia tanto in quello che è stato il centro del dibattito, ma in queste altre cose.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
La replica è questa. Premessa: a mio parere, la discussione sul CSI, anche nella sua
storia, riguarda essenzialmente l'insieme delle Istituzioni pubbliche.
Ricordo solo che nel 2004 ci fu un'indicazione, concordata tra l'altro con la Regione,
rispetto, invece, a fino al 2004, in cui si è detto: \"Il CSI non deve più crescere\".
Non per nulla, di lì nasce il fatto che oggi i più preoccupati, oltre ai 1.200 lavoratori
diretti del CSI, sono le altre aziende, che per almeno altri 400, 800 lavoratori, lavorano
per il CSI. Per cui il CSI oggi è il sistema, sostanzialmente, dell'informatica territoriale
piemontese.
In altre Regioni d'Italia - e non sono nelle Regioni d'Italia -, quando fanno le verifiche,
dicono che loro vorrebbero essere al nostro posto, detto che non hanno una situazione
come questa.
Non c'è ombra di dubbio che sono nati dei problemi. Ma anche qui, però, non vale la
pena, secondo me, di scambiarsi la palla, perché i problemi nascono dal fatto che le
strutture pubbliche non riescono a sostenere la situazione, esattamente come prima.
Per un certo periodo il Comune di Torino ha mantenuto gli stessi livelli, anzi,
aumentandoli e creando debito. Dall'anno scorso no, perché oltre ad un certo livello e
prima per salvare occupazione, oltre che per un lavoro assolutamente di servizio
essenziale per queste strutture.
Detto questo sul passato, dico una cosa sul presente. A luglio, ad agosto, facemmo un
incontro, presente il Presidente della Regione, Presidente Saitta, e presente il Sindaco
Fassino, dove - vi prego, un attimo di silenzio - ci siamo assunti l'impegno, nella Sala
Giunta della Regione, di fare che cosa? Primo: di andare ad un approfondimento e di
mettere in moto un'operazione, che poi è avvenuta nell'Assemblea del 7 novembre, di
costruzione di un gruppo che pensasse a cosa fare in prospettiva del CSI. Due: di
mettere, però, in sicurezza il CSI. La sicurezza del CSI passava con il fatto che
immediatamente, entro l'anno, si cercava di rientrare il più possibile, dal punto di vista
del debito.
Il Comune di Torino, pur essendo in un anno di difficoltà, rispetto all'anno scorso ha
dato molta più cassa al CSI quest'anno che non negli anni precedenti, per cui
ottemperando all'impegno preso dal Sindaco in quella sede.
Inoltre, come ho avuto modo di spiegare, che c'è un'iniziativa di tutti gli imprenditori,
abbiamo consentito la cessione del credito. Per cui, in realtà, il CSI è stato in grado di
ritornare in banca esattamente nell'estate, perché altrimenti non si metteva in sicurezza.
La Regione si è presa l'impegno di fare le deliberazioni - che ad oggi, forse, non sono
state fatte, non essendoci l'assestamento - per coprire i lavori in corso. Mentre noi
abbiamo fatto la deliberazione, credo che la Regione ancora non l'abbia fatta, ed è un
impegno che è stato assunto.
Tutto per mettere in sicurezza, tutto per poter aprire la fase dell'Assemblea, che qui
ricordavo, del 7.
Attenzione però, nell'assemblea del 7 noi ci siamo presi l'impegno che in questa
Assemblea consentivamo..., perché avremmo già dovuto farlo il 7 novembre, ma noi
non avevamo portato le decisioni in Consiglio, perché non era stato condiviso da tutti il
testo nell'Assemblea con tutti gli altri Enti, per cui avrebbe creato problemi. Per cui, ci
siamo detti, sempre concordando con Regione e Provincia all'Assemblea del 7
condividiamo il testo che voi avete in deliberazione dello Statuto, lo condividiamo con tutti,
anche se bastiamo noi a votarlo; se in Assemblea del 7 novembre va bene, allora
ognuno di noi lo porta, chi deve portarlo in Giunta, come in Regione, lo porta in Giunta,
chi deve portarlo in Consiglio, lo porta in Consiglio, in modo tale che all'Assemblea di
dicembre almeno questo pezzo venga fatto. E venga fatto per attenuare il più possibile -
come qui è stato detto dai Consiglieri - la crisi in corso, perché speriamo che con la
modifica statutaria, non solo riconosciamo gli altri, che pure rappresentano poco, ma c'è
un problema di riconoscimento di pari dignità degli Enti Pubblici, oltre che
dell'Università del Politecnico, ma mettiamo in condizione il CSI, in questa fase, che, se
qualcuno vuole dare lavoro degli Enti Pubblici, può prenderlo.
È evidente che se si riesce a fare questo, il numero che è stato detto, come numero
massimo di cassa integrabili possibili, a partire da gennaio, potrebbe diminuire, che è
l'altro tema che abbiamo preso, accanto all'efficientamento, come veniva ricordato,
anche di riportare l'equilibrio dal punto di vista dei costi.
Per fare il Piano industriale, ovviamente, la cosa non è semplice. Noi abbiamo nominato
i migliori esperti che ci sono, ma c'è un problema di fondo, che essendo che lavora
essenzialmente per gli Enti Pubblici, o gli Enti Pubblici sono in grado di dire cosa
pensano di fare nei prossimi tre anni, o è difficile, perché noi non possiamo pensare... È
come se la FIAT chiedesse alla componentistica di turno, che lavora al 90% per lei:
\"Fammi tu il Piano industriale\". Quello, la prima domanda che gli fa, gli dice: \"Quant'è
la produzione che pretendi da me nei prossimi tre anni?\".
Questa è la cosa che, come Enti Pubblici, stiamo cercando di mettere in condizioni il
CSI.
Per questa ragione dico al Consigliere Ambrogio che non solo non c'è contraddizione,
ma è assolutamente necessario che noi facciamo questa modifica, per permettere almeno
quello che si può fare oggi, così come tutti gli Enti stanno facendo la loro parte, per
mettere in sicurezza il CSI e per permettere al CSI di prendere alcune commesse in
modo tale da ridurre la cassa.
In rapporto al Piano industriale, in rapporto a una visione strategica che deve essere
condivisa, sarà necessario tornare sul tema Statuto? Sì.
Ma stante la complessità, non è una cosa che facciamo in 15 giorni. Questo Statuto, per
arrivare oggi, in realtà, tra il Consiglio d'Amministrazione, i soci principali, è dalla
primavera, è dall'estate che ne parliamo. Per cui, stante la complessità del CSI,
purtroppo, aspettare non solo non serve, ma rischia di creare un problema e non credo
che questo sia l'intendimento.
Per questa ragione ed essendo anche un compito che ciascuno di noi ha e ci siamo
assunti, ovviamente, di portare a compimento nell'Assemblea, per questo vi chiedo di
votare lo Statuto; appena abbiamo il documento, di aprire questa fase di riflessione, che
ovviamente avverrà in Consiglio Regionale, avverrà in Consiglio Provinciale, avviene
da noi e, sulla base di quello, ovviamente, vedremo qual è l'ipotesi strategica possibile
per CSI, cercando di fare un'ipotesi strategica che è già, in parte, qua individuata, che
non è più costruita sulla base del \"cosa vorremmo\", ma tra il cosa vorremmo e cosa
effettivamente possiamo fare.
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