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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Dicembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 32
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-05960
BILANCIO DI PREVISIONE 2012. VARIAZIONI. II PROVVEDIMENTO. (EURO 44.531.827,00) (*).
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201205960/024,
presentata dalla Giunta Comunale in data 30 novembre 2012, avente per oggetto:
"Bilancio di Previsione 2012. Variazioni. II provvedimento (Euro 44.531.827,00)"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 7/12/2012 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
A questa proposta di deliberazione, sono stati presentati 4 emendamenti.
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
La variazione, come sapete, contiene l'assestamento del Bilancio e, come è stato
illustrato ampiamente in Commissione, contiene tre diverse sezioni, cioè gli
assestamenti in entrate complessive, come da schema, peraltro, a voi consegnato in
Commissione, storni di entrate, assestamento di entrate e qualche assestamento in parte
capitale.
Recepisce, come è stato ampiamente discusso in Commissione, non soltanto
l'osservazione emersa dal D.L. 95, poi convertito in Legge, sulla spending review, che
imputa agli Enti la necessità, da una parte, di ridurre gli stanziamenti in spesa per quota
parte assegnata dal Ministero, Torino ha ricevuto, a metà ottobre, un obiettivo di circa
8,4 milioni di Euro di economie, che sono previste nell'ultima parte della variazione,
come tagli di Bilancio e conseguente previsione di spesa, Titolo III, per il rimborso
anticipato di prestiti e mutui. Inoltre, ha previsto lo stanziamento per adeguarlo alle
previsioni di Legge subentrate all'approvazione del Bilancio del fondo svalutazione
crediti già previsto a Bilancio per 20 più 7 milioni, che viene integrato a una somma
superiore ai 60, per consentire, nel tempo, stabilità alla radiazione dei residui attivi e,
dall'altra parte, assesta risorse, come tutti gli anni accade nel mese di novembre, relative
a maggiori entrate e minori entrate, maggiori spese e minori spese, conseguenti
all'ordinaria dinamica di Bilancio.
Illustro l'emendamento, perché credo che sia più semplice farlo contestualmente.
L'emendamento, in realtà, è un unico emendamento scorporato amministrativamente in
4 emendamenti, in quanto sono 4 parti amministrative dell'atto da emendare, ma
sostanzialmente prevede che per cautele e per prudenza, così come, peraltro, rilevato
dalla dottrina e dalla giurisprudenza della Corte dei Conti, si vada a ridurre, per quanto
possibile, al minimo quello che è l'impiego di mezzi di Bilancio derivanti da economie
di mutui precedentemente contratti ed eventualmente reimpiegati o reimpiegabili in
funzioni di investimenti diversi o manutenzioni diverse.
In realtà, com'è noto, queste somme sono già nell'indebitamento complessivo, quindi
non avrebbero alterato in misura assolutamente di nessun genere né la previsione
normativa del divieto del debito, né tanto meno quella che è la prudenza nell'utilizzo
delle risorse già accertate e già comprese nell'indebitamento complessivo. Tuttavia, per
accelerare ulteriormente la curva del rientro del debito si è previsto anche di non
devolvere queste somme e pertanto di cessare i rapporti per un controvalore di
5.870.000,00.
Quindi, diciamo che la variazione in sé contiene la riduzione dell'indebitamento per
5.870.000,00 più circa 8.380.000,00, quindi per circa 14 milioni di Euro aggiuntivi a
quelli già previsti nel piano di rientro del debito approvato dal Consiglio Comunale col
Bilancio del 2012.
Ciò premesso, pertanto, si chiede all'Aula di approvare e naturalmente di pronunciarsi,
poi, in merito ai risultati dell'Esercizio in sede di Consuntivo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Mi rendo conto che il tema non è di grande interesse e penso che l'Aula, in qualche
modo, sbagli, perché è vero che abbiamo appreso tutti dai giornali perché effettivamente
la manovra è stata ben spiegata dai giornalisti, però, visto che, tra l'altro, la
maggioranza si prenderà la responsabilità di votare questa variazione, penso che un po'
più di attenzione, sia nei confronti dell'Assessore, sia nei confronti dei lavori dell'Aula
in merito alla spiegazione di questa proposta di deliberazione, sarebbe stata dovuta.
Tolta questa piccola premessa, io intervengo, in realtà, per ripetere anche qui a verbale
quello che ho già detto in Commissione, quando è stata analizzata la proposta di
deliberazione, a fronte di quello che è successo. Io mi rendo conto, e, in tal senso, mi
sento di essere anche responsabile, che tutte le colpe non sono imputabili, in qualche
modo, al Comune; in questi dieci mesi è successo veramente di tutto e il "di tutto" non
vuol dire solo quindi la parte imputabile a mio avviso al Governo, cioè a tagli su spesa
corrente, ma è avvenuto anche di tutto rispetto a quello che questa Giunta si era, in
qualche modo, prefissata di fare e cioè le vendite che ad oggi non sono andate a buon
fine e che stiamo cercando, in qualche modo, di portare a termine a tutti i costi. Una
deroga tanto sperata, almeno così avevamo compreso dal Sindaco, da Roma per quanto
riguarda il Patto di Stabilità, che ad oggi non c'è. Le dismissioni del patrimonio
immobiliare che, è evidente, non sono andate a buon fine, o almeno non quanto era stato
previsto. Addirittura oggi si parla di cartolarizzazione. Non so poi cosa accadrà.
Vedremo sicuramente in Commissione.
E poi aggiungo una nota che è di oggi, cioè la sentenza del Consiglio di Stato, che non
voglio commentare oggi, abbiamo già chiesto le comunicazioni del Sindaco e spero che
verranno accolte, ne parleremo mercoledì. Però, è evidente che probabilmente ciò avrà
riflessi anche dal punto di vista amministrativo sul 2012.
Dopo la variazione che abbiamo votato a ottobre e il permanere degli equilibri di
Bilancio che sono stati votati un mese fa, ci troviamo oggi a votare questa variazione di
Bilancio.
Io esprimo preoccupazione, come ho detto in Commissione. Vedo che c'è l'Assessore
Gallo anche in Aula. Guardi, non esprimo preoccupazione per i tagli che riguardano, ad
esempio, il golf. No, non ho preoccupazioni in tal senso; ho, però, grande
preoccupazione per i 100.000,00 Euro che sono stati tolti dai fondi di dotazione alle
scuole, perché è evidente - lo dicono anche i giornali - siamo in una situazione dove i
bambini vanno a scuola con la carta igienica data dai genitori.
Allora, vedere 100.000,00 Euro di fondo di dotazione tagliato mi piange il cuore, mi
preoccupa. Mi fa paura vedere 100.000,00 Euro di tagli sulla manutenzione delle scuole.
Non voglio collegare, ovviamente, la manutenzione a quello che è successo oggi, perché
sarebbe solo populismo farlo, però è evidente che la preoccupazione c'è.
Per non parlare delle entrate straordinarie, tutt'altro capitolo. Anche lì, cosa succederà
non si sa. Allora, oggi noi votiamo una variazione di Bilancio, ma siamo ben
consapevoli che, in realtà, la partita è ancora tutta da giocare. Cioè, se il Bilancio
effettivamente si chiuderà e ce la faremo non dipende da questa variazione di Bilancio.
E poi una considerazione (mi spiace che non ci sia l'Assessore Braccialarghe in Aula,
c'era fino a poco fa, ma a questo punto mi rivolgo al Sindaco): i 2 milioni in meno di
imposta di soggiorno, rispetto ai 6 preventivati, dovrebbero farci riflettere.
Forse - io metto il forse, poi faccia lei le sue considerazioni - i grandi eventi, che sono
stati tanto pubblicizzati, non hanno avuto questa ricaduta sul territorio che ci
aspettavamo, perché o è sbagliato il metodo di calcolo sull'imposta di soggiorno e mi
rendo conto che può avere i suoi limiti, perché è il primo anno, quindi lo dico già io a
verbale, però è evidente che la ricaduta sul territorio non c'è stata.
Allora, io penso che a fronte di tante risorse impegnate in quel settore, forse - e tolgo il
forse -, dal mio punto di vista qualcosa di più si doveva fare.
Concludo e faccio un appello a lei, Sindaco, se da un lato chiediamo ai cittadini tanti
sacrifici e i cittadini li stanno facendo questi sacrifici, pagando l'IMU - e invito a pagare
l'IMU e lo dico anche qui a verbale -, aumentando loro le tariffe per i biglietti del
pullman, se chiediamo questi sacrifici e il contributo dei cittadini, visto che lei parla di
moralità, anzi ha parlato di moralità nei miei confronti, io ci tengo a dire che, secondo
me, è del tutto immorale - poi, ognuno ha la sua visione di moralità, quindi lei ha la sua
e io ho la mia - avere invece in atto, in piedi, dei contratti che sono fuori dal mondo. Mi
riferisco al portavoce, mi riferisco alla Direzione Generale e potrei andare avanti a
lungo.
Allora, Sindaco, io la invito - e non è populismo, perché sono stata assolutamente
responsabile, non abbiamo fatto ostruzionismo, ho fatto un'analisi - a fare un atto che
tutti i cittadini si aspettano, perché io non parlo come Chiara Appendino, queste vicende
hanno scandalizzato non solo Chiara Appendino, ma gran parte della città, quindi la
invito a fare un atto, a prendersi l'impegno e dare, anche lei, nei confronti della città un
segnale, perché queste cose, a mio avviso, sono immorali, inaccettabili, oggi, a fronte
della situazione che sta vivendo il Comune.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Il problema peggiore di questa variazione di Bilancio non è quello che c'è scritto, anche
se, su quello che c'è, molto ci sarebbe da dire, ma ciò che non c'è scritto, perché non ci
può essere scritto, ovvero il fatto che la gran parte delle entrate iscritte qui sulla carta, in
realtà, non sono minimamente verificate e nemmeno verificabili.
La Giunta ci chiede di votare un assestamento di Bilancio in cui si va a creare un fondo
di svalutazione crediti, la cui dimensione, nei confronti della montagna del residuo
attivo, va a raggiungere quella del topolino, perché oggettivamente, rispetto a una cifra
che è veramente spropositata, miliardaria, arrivare ai milioni preventivati, non può
essere venduto come un risultato, soprattutto di fronte alle rimostranze che la Corte dei
Conti continua ad inviare al Comune di Torino e nonostante dia atto di pochi indicatori
vagamente positivi, sottolinea - anche se purtroppo i media questo aspetto non lo hanno
evidenziato - come in realtà siano del tutto inconcludenti rispetto alla mole gigantesca
del problema.
Ma io sottolineo anche un altro aspetto, ovvero che per mistero sembra che finalmente
l'alienazione del patrimonio immobiliare diventi per magia una fonte di entrata
straordinaria e quindi non prevista originariamente per questa Città.
Io vorrei solo ricordare che nella sera in cui la Sala Rossa ha deliberato la svendita della
maggior parte del patrimonio mobiliare, parlando delle quote di società partecipate
municipalizzate, da diverse parti di questi bancali, non solo da quelli dell'opposizione
ma anche della maggioranza, si suggeriva di andare nella direzione della valorizzazione
e dell'alienazione del patrimonio immobiliare per evitare questa decurtazione
irrecuperabile di patrimonio della Città, che invece incide sull'erogazione dei servizi per
i cittadini.
Questa indicazione propositiva e costruttiva era stata raccolta con grande ironia e
sufficienza da parte della Giunta, e adesso invece scopriamo che la parte più corposa di
nuove entrate previste in via di assestamento, deriva da operazioni del tutto immaginate
e ancora non delineate di alienazione di patrimonio immobiliare, alla luce delle diverse
aste pubbliche andate deserte di diversi immobili che più e più volte si stanno cercando
di vendere, rivolgendoci al pubblico. Allora non può che destare perplessità
un'operazione di questo tipo.
Io poi sorvolo sugli aspetti già evidenziati da chi mi ha preceduto, perché,
effettivamente, pensare che tra tutto, rispetto a un portavoce che guadagna 180.000
Euro, si debbano andare a togliere cifre che sono addirittura inferiori a quello che costa
un Giovannetti, togliendole da capitoli anche sensibili da un punto di vista simbolico e
sociale, come il fondo di dotazione per le spese minime, quelle di logistica pura delle
scuole e anche di manutenzione degli edifici, sapendo il tasto dolente che questo aspetto
rappresenta, credo che veramente dia un segnale pessimo alla popolazione che questa
maggioranza si permette di fare solo stante lo scarso interesse che regna in generale su
questo genere di operazioni di contabilità della Città.
Io vado a concludere con due aspetti, che invece non sono stati ancora evidenziati, cioè i
risparmi di Economato che ammontano a oltre 100.000,00 Euro, no, chiedo scusa,
1.120.000, una cifra sproporzionata che potrebbe anche essere presa in modo positivo,
se si trattasse di sprechi, però sentendo oggi i rumors, che mi auguro vengano smentiti
in via ufficiale, di un City Manager, Vaciago, che avrebbe rassicurato ai dirigenti
risultati illegittimi da concorso annullato anche in sede di Consiglio di Stato, che il City
Manager li abbia rassicurati con l'offerta di contratti di lavoro a tempo determinato,
mentre la Città taglia un milione di dotazioni ai dipendenti del Comune di Torino,
costringendoli a lavorare in situazioni in certi casi anche di privazione, ritengo sia
veramente una scelta non solo incoerente, ma che può essere definita indifendibile.
Io concludo anche con i tagli alle Circoscrizioni, perché le Circoscrizioni sono già state
massacrate dai tagli in fase originaria di previsione del Bilancio. Gli abbiamo
praticamente ridotto le dotazioni praticamente a zero per diverse Circoscrizioni in
diversi ambiti fondamentali come la gioventù, lo sport, l'ambiente e le pari opportunità.
E adesso scopriamo che 300.000,00 Euro sono stati tolti ulteriormente dalla dotazione
del budget delle Circoscrizioni e, mi riferiscono dai Consigli di Circoscrizione, sarebbe
avvenuto - magari l'Assessore Passoni ci potrà dare lumi su questo - previa riunione
solo con i Presidenti, senza alcun percorso di condivisione, visto che probabilmente i
tempi nemmeno lo consentivano, con i Consigli Circoscrizionali, quindi con gli organi
direttamente eletti dai cittadini.
Allora, oggettivamente di cosa si tratta? Di un assestamento che elenca solo fantasmi, di
cui dovremmo vedere poi la concreta realtà in sedi non consiliari, ma dai gossip e dagli
spifferi dei media, e dalla parte dei tagli invece tagli molto concreti, tagli molto netti,
tagli che si traducono in dotazioni diminuite, tagli che si traducono indirettamente in
servizi diminuiti nella loro qualità e nella loro quantità.
Io ritengo che un assestamento di Bilancio di questo tipo non possa non solo non
incontrare il plauso delle forze Consiliari rappresentate in Aula, ma debba anche invece
ottenere un no molto chiaro e netto per dare un segnale a questa Giunta, anche per dare
un segnale rispetto a quello di cui non stiamo parlando, ovvero che non si arrivi con i
piani B, i piani C, i piani D e i piani E - mi spiace che il Sindaco non sia presente - in
sede di elaborazione strategica, per esempio dismissioni partecipate. Gli era stato
chiesto se esistevano piani B ed era stato risposto che non servivano piani B, perché
l'operazione FCT Holding sarebbe andata in porto senza alcun problema.
Adesso, invece, spuntano operazioni di dismissioni immobiliari fantasma, arriveremo al
tour de force per l'approvazione di Varianti urbanistiche e non, in chiusura di mandato
di anno solare.
Allora, io ritengo che il segnale debba essere anche inviato alla Giunta, affinché si degni
non solo di affrontare la questione in sede di maggioranza, che vedo come processo già
carente, ma di affrontare in sede di Sala Rossa le scelte fondamentali per il futuro, non
solo finanziario, ma quindi anche strategico, di programmazione delle attività, da parte
del Comune di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Io ribadisco in Aula la mia posizione che ho tenuto nelle varie riunioni di Commissione,
mi rammarico di non aver potuto partecipare all'ultima Commissione, in cui erano
presenti anche altri Assessori, oltre che l'Assessore Passoni.
Poiché, in sede di approvazione di Bilancio, avevo richiesto un'integrazione per far
fronte ad un impegno che avevamo avuto su una deliberazione che riguardava la revoca
dei trattamenti di maggior favore che la Città dava rispetto alla Regione sul fronte del
welfare, avevo ricevuto delle rassicurazioni, comunque mi era stato detto che avremmo
provato a trovare delle soluzioni, anche recentemente ne abbiamo parlato, devo dare atto
all'Assessore Passoni che ha dichiarato che da gennaio avrebbe potuto trovare una
soluzione a questa posizione che era contenuta in un emendamento alla deliberazione,
che era stata richiamata in sede di discussione durante la sessione di approvazione del
Bilancio Preventivo, ad oggi io su questo non ho avuto alcuna rassicurazione.
Per cui, se da parte della Giunta non mi viene data questa certezza, cioè che da gennaio i
fondi ci possono essere per far fronte all'emendamento basato su una mediazione con le
associazioni, con profondo rammarico mi dovrò astenere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Io intervengo anche per dichiarazione di voto. Ringrazio il Consigliere Centillo, perché
ha sottolineato una posizione che era stata chiaramente delineata già nella Commissione
di mercoledì, così come ringrazio i Consiglieri tutti, maggioranza e minoranza, per il
lavoro che è stato fatto nelle Commissioni.
In particolare, per quanto riguarda gli interventi del Consigliere Appendino e del
Consigliere Marrone, ritengo che la valutazione sul lavoro che è stato fatto, anche se in
una fase di grande accelerazione, condivido ovviamente la preoccupazione di entrambi
rispetto al fatto che il Consiglio giustamente dev'essere coinvolto nel percorso, noi
sappiamo che questa è la seconda fase dell'assestamento, molto importante e
significativa.
Riguardo ovviamente un'ulteriore diminuzione dell'indebitamento per 14 milioni di
Euro, 8 più 6, sappiamo anche che il lavoro che è stato fatto di forte contrazione, di
ricerca di economie all'interno del Bilancio del Comune, è stato un lavoro molto
difficile e complicato, che ha coinvolto tutti gli Assessorati competenti.
L'audizione che si è svolta proprio venerdì, prima di liberare ovviamente la
deliberazione dell'assestamento per l'Aula, ha visto la presenza di 5 Assessori che
specificamente hanno risposto ad alcune delle domande che erano già state poste nelle
Commissioni precedenti.
Riguardo all'intervento del Consigliere Marrone, vorrei sottolineare che proprio uno
degli argomenti che è stato dibattuto venerdì, mi dispiace che purtroppo lei non ha
potuto essere presente, anche se nella discussione che è stata fatta in Commissione, la
Presidenza ha sottolineato i punti che lei aveva comunicato via e-mail attraverso le
domande e attraverso anche la collaborazione del suo Collega Greco-Lucchina.
Sul punto decentramento e coinvolgimento delle Circoscrizioni, l'Assessore Passoni,
intervenendo su specifica richiesta della Presidenza, ha identificato anche un percorso
che ovviamente garantisce un taglio minore rispetto a quello che era stato preventivato,
così com'è stato anche chiaramente delineato il percorso di coinvolgimento con tutte e
dieci le Circoscrizioni.
Tutto questo evidentemente ha come risultanza finale una cifra inferiore a quella
preventivata come taglio a settembre, che era oltre di 400.000,00 Euro.
Stessa cosa possiamo dire per quanto riguarda alcuni Assessorati, che hanno
faticosamente lavorato per trovare nelle pieghe dei loro Bilanci ulteriori risorse cui
rinunciare.
È chiaro, e lo sappiamo perfettamente, Consigliere Appendino, che il lavoro da fare
ovviamente oggi in un Ente Locale è difficilissimo; lo sappiamo, vale per Torino, vale
sicuramente per Milano, Napoli e anche Parma e per tutti i Comuni che verranno
amministrati e che andranno a votare prossimamente.
Così come vorrei ricordare al Consigliere Marrone sommessamente che lei sa
perfettamente che ovviamente l'impegno di garantire il pareggio di Bilancio nel 2013 è
stato preso da un Governo diverso da quello che oggi è dimissionario, e proprio uno
degli aspetti che derivano da quell'obbligo, che fra l'altro era un obbligo che nasceva da
indicazioni chiare che arrivavano dalla BCE, in particolare dall'Europa, era un obbligo
che era stato mantenuto proprio dal precedente Governo.
Quindi, io ritengo che nasce una spending review che nella ultima fase dei lavori,
ovviamente del nostro Parlamento, del nostro Governo, fra agosto e settembre
ulteriormente ha contratto la spesa degli Enti Locali. Per la Città di Torino questo ha
significato un ulteriore taglio di 8.000.000,00 di Euro.
Con grande fatica si è riusciti a ritrovare questa possibilità di garantire questo taglio,
senza penalizzare, fondamentalmente, i servizi alla persona e al welfare, nonostante il
Consigliere Centillo abbia segnalato che su un punto specifico delle richieste che aveva
fatto all'Assessore Tisi non c'è stata risposta.
Io mi auguro, ovviamente, che da questo punto di vista la Giunta potrà dare, nel
prossimo futuro, risposte positive alle istanze che sono state segnalate nella discussione
delle Commissioni competenti.
Ringraziando, ovviamente, per il lavoro svolto i Commissari e i Consiglieri, anticipo e
dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Su quanto c'era da dire tecnicamente hanno ampiamente e in modo estremamente
corretto parlato i Colleghi dell'opposizione, quindi da questo punto di vista credo che ci
sia ben poco da aggiungere, se non una considerazione e, se mi è possibile, se mi è
concesso, un piccolo consiglio per il futuro, che dirò per ultimo.
Intanto, a me continua a girare per le mani il foglio del prospetto riassuntivo e continuo
a chiedermi - e non so se è una questione di prestanza fisica, ma credo che sia un altro
motivo - come mai, ad esempio, all'Assessorato alla Cultura riesce a tagliare per soli
246.000,00 Euro, mentre sia l'Assessore Pellerino, che l'Assessore Spinosa, che mi pare
che si confrontino col sociale, sono chiamati a tagli che superano il milione di Euro.
Non credo che sia una questione di prestanza fisica, che il Sindaco abbia paura
dell'Assessore Braccialarghe, ma credo che sia, invece, il fatto che mentre i due
Assessori si confrontano con il sociale, l'Assessorato legato alla cultura si confronta
molto con le Fondazioni. Lascio il punto interrogativo e lascio a voi riflettere sul perché
di questo, perché sia più facile tagliare sul sociale che sulla cultura e sugli spettacoli.
Giusta la considerazione del Consigliere Appendino: quando si sbaglia di un terzo la
previsione, qualche domanda in più bisognerebbe farsela e capire se creare determinati
eventi sia stato effettivamente fruttuoso e, soprattutto, se vale la pena andare avanti sul
discorso di una Fondazione apposta che controlli e gestisca i versamenti degli sponsor -
non volevo dire versamenti, ma ci siamo capiti - e che possa gestire e distribuire, poi,
questa Fondazione stessa, agli Enti di ruolo.
Invece, mi permetto di chiedere all'Assessore Passoni di tenere in considerazione una
piccola richiesta, un piccolo consiglio per quanto riguarda le future presentazioni di
Bilancio. Già abbiamo fatto dei passi avanti, di questo lo ringraziamo e gliene abbiamo
reso atto anche durante le Commissioni. Se fosse possibile, invece, per i prossimi, fare
un prospetto che evidenzi, su tre colonne, i dati dell'ultimo Bilancio approvato, i vari
storni, o comunque le varie variazioni apportate e il Bilancio finale risultante.
Questo servirebbe a far sì che il Bilancio sia ancora più chiaro e questo ci aiuterebbe
anche a capire, immediatamente, a vista, quali sono le modifiche da apportare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Sulla variazione di Bilancio ho ben poco da dire, nel senso che è una variazione che
prosegue provando anche ad ammortizzare le ripercussioni sulla situazione generale del
nostro Paese e prosegue un tentativo di rafforzamento dei conti della Città. Quindi, da
questo punto di vista, chiaramente, è coerente al Bilancio Previsionale approvato la
scorsa primavera-estate.
La questione, invece, è attinente al tema già sollevato dal Consigliere Centillo e fa
riferimento non nello specifico al lavoro dell'Assessore Passoni, ma a questo vuoto,
anche un po' decisionale, anche un po' questo vuoto politico che si è determinato dalla
stranezza di liberare una deliberazione, credo questo per la situazione che ci troviamo a
fronteggiare rispetto ai trasferimenti della Regione Piemonte e dei fondi nazionali sulla
non autosufficienza, liberare una deliberazione con un emendamento, quindi con degli
standard e, inevitabilmente, subordinarla all'approvazione della copertura di Bilancio.
Approvazione della copertura di Bilancio che poi non vi è stata, né nella fase della
predisposizione del Bilancio 2012, né nella fase adesso dell'assestamento di Bilancio.
Questo, chiaramente, pone una questione seria dal punto di vista politico della
possibilità di questo Consiglio Comunale di determinare le scelte anche e soprattutto
quando queste scelte scavano nella carne viva delle persone. È una vicenda che voglio
ricordare, che ricordo bene, anche perché noi quella deliberazione non volemmo votarla,
ci astenemmo, mentre invece approvammo proprio l'emendamento Centillo, scegliendo
di stabilire una linea. Non è facile, in questi giorni, in queste settimane, stabilire, anche
all'interno di noi stessi, una linea etica su quello che possiamo accettare e quello che
non possiamo accettare, perché invece sembra che siamo su un piano inclinato.
Per quanto mi riguarda, quella linea era così quella primavera, quando abbiamo votato
quella deliberazione, era così quando abbiamo votato il Bilancio. Io, per certi versi, lo
dico, mi sono fidato del fatto che la copertura su quella deliberazione sarebbe stata
trovata.
Oggi siamo in autunno e la copertura non è stata individuata. Nonostante il tentativo di
discussione con i due Assessori, io non ho ancora capito se le risorse siano state trovate
e messe a disposizione e poi spese per altro, o se le risorse non siano mai state trovate;
quello che è sicuro è che non possiamo accettare, laddove si incide sulla carne viva delle
persone, di non decidere, perché, invece, questo noi lo dobbiamo fare.
Pertanto, io su questo chiedo un pronunciamento alla Giunta. Diversamente, rispettando
il lavoro che l'Assessore Passoni ha fatto sull'assestamento di Bilancio, non potrò, in
coerenza con gli atti precedenti, che astenermi dal voto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
L'assestamento che ci apprestiamo a votare è uno degli atti più delicati di questo fine
d'anno amministrativo ed è uno dei provvedimenti su cui si concentrano gran parte
degli sforzi che questa maggioranza e questa Amministrazione hanno condotto in questo
anno. Sforzi che hanno ovviamente sollecitato, a più riprese, questo Consiglio, che
hanno sollecitato le forze politiche che compongono la coalizione di questa
maggioranza a sostegno del Sindaco Fassino e che hanno fatto, in molti casi, atti di fede
nei confronti delle proposte di assestamento di Bilancio, di Bilancio di Previsione, che
arrivavano a firma dell'Assessore Passoni, che ringrazio; ha contribuito a chiarire, in
molti casi, quelli che erano i dubbi che emergevano da parte di questa maggioranza e,
ovviamente, anche da parte delle forze di opposizione.
Siamo ad un passaggio cruciale, perché è evidente che in questa fine d'anno si è
poc'anzi chiusa, ancorché non definitivamente - mi risulta -, una delle fasi di
aggiudicazione della gara di GTT; abbiamo in corso delle dismissioni, che sono costate
lacrime e sangue, sia in termini di sforzo in Aula, sia in termini politici, ed è per questo
che rivolgo un appello ai Colleghi della maggioranza, ai Colleghi innanzitutto del
Partito Democratico, ma anche ai Colleghi delle forze che compongono la coalizione di
Governo, a valutare seriamente l'esigenza e la possibilità di esprimere il loro voto
favorevole a questo assestamento. Questo perché credo che, in questi momenti così
difficili e così duri, occorra dimostrare senso di responsabilità ai Colleghi e alle forze
politiche che esprimono questa maggioranza.
È altresì vero - e qui, invece, mi rivolgo all'Assessore Passoni che è in Aula - che noi
abbiamo l'esigenza, Assessore, di vedere che gli atti amministrativi che quest'Aula
approva e le mozioni di indirizzo che quest'Aula scrive e che vengono approvate dal
Consiglio trovino, poi, vie di attuazione, perché nel rispetto dei ruoli, che è dovuto tra
Giunta e Consiglio e che è dovuto dagli Assessori di questa maggioranza nei confronti
della maggioranza che siede in quest'Aula, occorre rispettare il principio di reciprocità.
Questa maggioranza si è fatta garante, in questi mesi, del buon funzionamento di
quest'Aula e si è fatta garante, in questi mesi, di provvedimenti che hanno trovato corso
positivo anche in accesi dibattiti. Però mi rivolgo a lei, Assessore, nel ribadire che
questo è un atto di fiducia che continuiamo a ribadirle, ma che necessita, da parte sua, di
fiducia nei confronti dei Consiglieri che siedono in questi banchi, perché il rapporto di
fiducia possa essere continuativo occorre reciprocità.
Ci rendiamo perfettamente conto di quelle che sono le difficoltà dell'Amministrazione
Comunale; forse molto più di altri ci rendiamo conto della difficoltà che in questo
momento sta vivendo la Città e con senso di responsabilità lo diciamo a lei, perché
questa discussione riguarda ad esempio il tema del riparto dell'IMU; il Partito
Democratico si è fatto promotore di un atto di indirizzo molto chiaro e molto preciso
che riguardava la restituzione dell'IMU sui canoni in edilizia convenzionata. Noi
abbiamo garantito, proponendo una modifica assolutamente minima, che il
provvedimento dell'IMU passasse in quest'Aula; attendiamo oggi di vedere rispettati i
patti.
Le anticipo, Assessore, che per l'ennesima volta il Partito Democratico farà la sua parte
votando l'assestamento, perché siamo in una condizione in cui non ci possiamo
permettere ulteriori digressioni. Però è chiaro che, a obiettivo centrato del rientro nel
Patto di Stabilità, noi avremo l'esigenza di ridiscutere questo rapporto, che
evidentemente, in questi mesi, è stato purtroppo, in molti casi, a senso unico di fiducia
da parte del Consiglio nei confronti della Giunta e che necessariamente, nel 2013, dovrà
essere ridiscusso.
Questo lo affermo anche - immagino - interpretando larga parte del pensiero dei
Colleghi del Partito Democratico, che, pur non esprimendosi, ritengo che condividano
questa sensazione e anche questo nervosismo che abbiamo nei confronti di questa
azione.
Chiudo questo mio breve intervento appellandomi ai Colleghi iscritti al Partito
Democratico e anche ai Colleghi di questa maggioranza di valutare l'ipotesi di votare
compattamente l'assestamento. Oggi abbiamo l'esigenza di far passare questo
assestamento e penso che questa discussione debba essere riaffrontata non appena
avremo le condizioni politiche per ridiscutere le priorità del nostro Bilancio e questa
discussione non potrà che avvenire al rientro nel Patto di Stabilità.
Colleghi, vi chiedo a verbale - e lo chiedo anche dal punto di vista politico - di votare
insieme a tutti noi questo assestamento di Bilancio e prego l'Assessore Passoni che,
raggiunto l'obiettivo del rientro nel Patto di Stabilità, si ripristini questa dimensione di
fiducia, per cui, quando la maggioranza vota degli atti, degli emendamenti o delle
mozioni di indirizzo, si è pregati di rispettare in questi termini la volontà della
maggioranza.
Noi, come Partito Democratico, rifaremo la nostra parte, ma, Assessore, le chiedo di
fare la sua nel 2013.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi degli emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Passoni, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 1 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Passoni, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 2 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Passoni, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 3 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Passoni, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 4 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Io capisco i toni, i malumori e quello che in qualche modo hanno detto poc'anzi i
Colleghi. Siamo reduci da una discussione su questi temi in Commissione, insieme
all'Assessore Tisi e all'Assessore Passoni, molto accesa. Io ribadisco le motivazioni che
ci hanno portato allora ad astenerci su quella deliberazione del welfare. Noi non
eravamo convinti dell'emendamento a firma Centillo sul reintegro in qualche modo in
corso d'opera di quei fondi.
Devo dire la verità, da quello che ho capito nella Commissione che abbiamo fatto la
scorsa settimana: quel fondo di fatto a fronte degli 8 milioni della spending review è
stato trovato e in qualche modo ridato al welfare e il welfare, da quello che capisco -
ma, a questo punto, chiedo al Sindaco Fassino se la ricostruzione è giusta - quel fondo è
stato ridato di fatto al welfare, ma il welfare da allora ha messo in campo altre priorità
rispetto all'emendamento Centillo.
Qui, di fatto, si mischiano cose diverse. I Consiglieri Curto e, in qualche modo, Lo
Russo hanno detto la stessa cosa: chiediamo alla Giunta che ci sia coerenza fra gli atti di
indirizzo e, di fatto, poi gli atti di Giunta successivi. Dall'altra, l'Assessore Passoni
potrebbe dire: "Il mio mestiere l'ho fatto, cioè quello che è un vostro indirizzo, l'ho
reintegrato al welfare". Nel frattempo, però, che cosa è successo? E lo chiedo anche a
lei, Sindaco: da una parte, alla fine la trattativa con la Regione ha portato dai 40 milioni
di un anno e mezzo fa ai 25 milioni e qualcosa di più.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, potete fare silenzio?

GRIMALDI Marco
Dall'altra, possiamo dirci che l'Assessore Tisi rispetto alle esigenze...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Abbia pazienza.

GRIMALDI Marco
Io ho pazienza, faccia lei rispettare l'Aula.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Potete accomodarvi ai vostri posti e gentilmente ricomporre l'Aula al suo decoro? Mi
rivolgo anche agli Assessori, ai Consiglieri, ai funzionari. Per cortesia, perché,
altrimenti, non si capisce quello che dicono i Consiglieri.
Prego, Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Dall'altra, l'Assessore Tisi non può che confermare quello che era un'esigenza iniziale,
cioè per mantenere gli stessi standard del welfare dello scorso anno servivano 14
milioni in più rispetto anche ai tagli previsti dalla Regione.
Siamo riusciti a ottenere quei 14 milioni? Li abbiamo trovati da altre risorse? Eppure
abbiamo provato, abbiamo fatto dismissioni, abbiamo chiesto compartecipazioni di
molti Settori. Faccio un esempio, non c'è solo quello riportato dal Consigliere Centillo,
abbiamo chiesto a tutti quelli che escono dall'emergenza abitativa di iniziare a
contribuire con i loro fondi quando vanno nell'albergo sociale. È bastato? No, non è
bastato.
Vorrei che uscissimo dalla discussione di questa sera convinti non tanto che
l'assestamento non è riuscito a recuperare quei 14 milioni, ma che non esiste la
riorganizzazione di quel perimetro senza un'attenta analisi di dove si trovano le risorse.
Non basterà dirci che bastano le dismissioni immobiliari per pagare il welfare, perché
una volta che le fai un anno, la volta successiva rischi di non poterlo fare. Non basterà
dire che basta la compartecipazione, perché, lo dico sinceramente, i fondi all'albergo
sociale sono finiti a luglio. Non basterà dire che basta la compartecipazione a chi, oggi,
si trova già in residenza, perché dire a chi sta già in residenza di mettere 150 o 200 Euro
in più al mese è un problema quando ha un reddito di meno di 10.000,00 Euro.
Io lo dico sommessamente, non credo che bisogna caricare di responsabilità questo
assestamento e neanche l'Assessore Passoni più di quanto abbia già fatto trovando
quegli 8 milioni dalla spending review ad oggi. Certo è che un nuovo patto di
maggioranza, rientrati nel Patto di Stabilità da gennaio, ce lo dobbiamo dire rispetto alle
risorse del welfare e dell'istruzione.
Io lo dico, proprio perché condivido l'analisi di allora del Consigliere Curto, in quanto
ci siamo astenuti in quella deliberazione perché sapevamo i rischi di quel tipo di
emendamento in corsa, ma lo dico anche alla nostra Collega Lucia Centillo che non è
con un voto di astensione che miglioreremo le condizioni del welfare in questo anno.
Quindi io credo che il lavoro che ci dobbiamo mettere... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ma io dico semplicemente ai nostri Colleghi che per questo atto
dovremmo votare favorevolmente, essendo consci che da gennaio, dal livello nazionale
- e parlo del Parlamento e del Governo, che ha azzerato alcuni fondi del welfare e alcuni
fondi che sono strettamente collegati ai nostri servizi, e parlo di quella Regione della
quale ho sentito descrivere, anche con un tono istituzionale impeccabile, dal Sindaco
Fassino - anche con quegli Enti non si può fare più sconto.
Perché guardate che è incredibile: un conto è fare gli esattori dell'IMU rispetto ad un
Governo, che in qualche modo non fa una patrimoniale, un conto è spiegare ai propri
cittadini 15 milioni di Euro di taglio di una Regione legati ai fondi del Governo - perché
non è che la Regione non ha fatto delle scelte, però anche quelle sono scelte politiche - e
spiegare che quei tagli non sono propri. Questa è la situazione del welfare torinese!
Almeno non si dica che i servizi sono gli stessi da un anno all'altro. Questo non è vero,
e questa è la dimostrazione. Almeno non si dica che tutto è come prima. Non è così!
Purtroppo non è così.
Questo assestamento è il massimo che possiamo fare, e di questo dobbiamo forse
ringraziare tutti quelli che l'hanno reso possibile, però diciamoci che non è più possibile
spiegare ai nostri cittadini che è tutto come prima, perché quando uno Stato taglia per
tre manovre di fila agli Enti Locali, quando il Patto di Stabilità continua ad essere così
cieco, quando i Governi regionali tagliano 15 milioni da un anno all'altro, gli Enti
pubblici non possono fare altro che rivedere quei servizi, non dire che sono sempre gli
stessi, perché così non è, perché così sarebbe una balla rispetto a tutti i nostri
concittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
È una dichiarazione di voto, come è stata una dichiarazione di voto quella che ha
preceduto la mia, perché sinceramente…, adesso io lo dico rivolgendomi al Sindaco,
non a chi la fa, ma la Sala Rossa deve sorbire questa pantomima del tagliando di
maggioranza ad ogni votazione di deliberazione? Dalle deleghe dell'Assessore
all'Urbanistica fino alla variazione di assestamento del Bilancio? Ma le avete le sedi per
fare le riunioni di maggioranza? Le avete o no? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No. Ecco, la voce della verità, evidentemente.
Qui si sta discutendo di un assestamento di Bilancio. Io contenuti non ne ho trovati in
questa discussione. Per cui io dico e rivendico - come è già stato fatto in precedenza -
che il voto del Popolo della Libertà su questa proposta di deliberazione sarà negativo e
mi limito a fare un appello, in questo caso ai Consiglieri della maggioranza: serenità. Se
la condividete, nella dichiarazione di voto dite che la votate; se non la condividete, dite
che non la votate.
Convincersi del fatto che non si debba votare, per poi concludere con un appello a
votarla, per carità! Cioè, pietà per l'onestà intellettuale vostra, nostra, della Giunta, di
tutti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Volevo soltanto dire che io, invece, sono contento che ci sia un po' di dialettica anche
su questi temi e che ci si ponga seriamente il problema di come ritrovare delle risorse
per il welfare.
Adesso non voglio immischiarmi nelle vostre questioni di maggioranza, fate le verifiche
che dovete, però secondo me questo del welfare è veramente un problema molto
significativo. Spero che questo sia il primo passo di una maturazione, però di un
cambiamento vero.
Quindi, va bene, qualcuno comincia ad astenersi, eccetera, però qui il cambiamento di
rotta ci vuole e mi spiacerebbe che si riducesse ad un voto di astensione ogni tanto;
spero che, invece - come mi sembra di capire - questi siano segnali veri del fatto che
almeno alcuni Consiglieri di maggioranza hanno capito che forse continuare nelle spese
che elencavamo prima, sebbene possano anche essere piccole spese, non è che possa
portare a trovare 15 milioni di Euro, ma non mandare un segnale su quello e continuare
tutta una serie di grandi eventi, grandi opere, quando poi ci sono veramente le persone
che sono alla canna del gas in tutta la Città, forse è il caso... Sono contento di
accorgermi che ci sono delle persone che lo realizzano.
Dopodiché, dal nostro punto di vista, ovviamente, voteremo in maniera contraria a
questa variazione di Bilancio per i motivi che abbiamo già esposto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non ho iscritti altri interventi.
Interviene prima l'Assessore per una replica e poi il Sindaco in conclusione.
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Nel dibattito sono emerse alcune considerazioni di merito e altre più generali sul piano
politico, che magari saranno oggetto di replica da parte del Sindaco.
Rispetto al piano del merito, vorrei ricordare soltanto la cornice in cui si colloca questo
assestamento e, se posso dire, al di là della comprensibile dose di polemica politica che
può venire dai banchi della minoranza, posso confermare che non è facile affrontare una
situazione in cui le regole del gioco - possiamo dire così - normano non soltanto
l'assestamento, ma l'azione dell'Ente sulla spesa, sulle scelte, su quali servizi finanziare
e su quali no, su quali situazioni gestire, situazione che si genera non soltanto per una
qualche decisione autoritativa della Giunta o del Consiglio o della maggioranza, ma è
condizionata da una serie di situazioni straordinarie di cui ho l'impressione - ma non è
assolutamente un appunto, è solo una considerazione a uso del dibattito - non si abbia
ancora pienamente consapevolezza.
Io vorrei solo ricordare che, dacché viviamo questa stagione particolarmente poco vitale
sul piano delle risorse - e mi riferisco a ciò che succede dalla fine del 2010 fino ad oggi
e forse ancora per un anno, o forse ancora di più, questo lo vedremo, naturalmente, con i
prossimi provvedimenti -, il Legislatore e i Governi che si sono susseguiti hanno
considerato il comparto degli Enti Locali non tanto il soggetto deputato a fornire dei
servizi che il Testo Unico, peraltro, definisce specificatamente come indispensabili e
pertanto devono essere nella condizioni di farlo nelle migliori condizioni, ma un po'
spesso come il soggetto, tra virgolette, sulle cui spalle viene posto un tema di sacrificio
mediamente più alto, in termini di apporto al sacrificio, di quanto non sia mediamente
così alto l'apporto nostro al servizio al cittadino. Ovvero, c'è un'inversione (ma lo ha
detto più volte il Sindaco e lo diceva anche il Sindaco precedente), per cui, nonostante
noi forniamo servizi per una percentuale oltre la metà - diciamo così - dei servizi che il
cittadino riceve, siamo incisi nelle manovre di Governo per più della metà di queste
risorse. Sostanzialmente abbiamo uno "scaricamento" - è un termine forse non tecnico -
di quello che le manovre che si sono susseguite hanno portato sulle spalle degli Enti
Locali.
Questo - naturalmente non è un segreto - grava particolarmente su quegli Enti che hanno
le spalle magari già un po' più cariche.
Il Comune di Torino, lo sapete, ha fatto una politica di grandi investimenti; sicuramente
è arrivato a questa fase forse meno prestante di altri Enti.
Tuttavia devo fare una considerazione che non vuole essere atecnica, ma che ha
anch'essa una dose di tecnica: la politica e il livello amministrativo locale cui noi
partecipiamo non devono farsi prendere da un senso di abbandono o di non
responsabilità, nel senso che chi assume il dovere e il compito di gestire la cosa
pubblica, che sia un Sindaco, una Giunta, o un Consiglio Comunale, ha sempre due
scelte (scusate, non è una provocazione, ma è uno stato di fatto), cioè fronteggiare la
situazione che si viene a creare, anche se volge a una situazione di grande difficoltà,
dove naturalmente la dinamica tra affrontare i problemi e reggere l'urto con anche,
magari, il mancato consenso per provvedimenti impopolari, fa parte del senso di
responsabilità e, dall'altra parte, il fatto che naturalmente verrebbe più comodo non solo
far scivolare i problemi su se stessi, ma non affrontarli.
Io credo che il Bilancio di quest'anno, in varie fasi della sua discussione e a vario titolo,
abbia affrontato due problemi essenziali, ed è bene che ce li diciamo, come ce li siamo
detti a giugno quando dibattevamo di questo: da una parte c'era il problema delle nostre
spalle, cioè delle spalle di un Ente che oggettivamente è appesantito per una serie di
politiche degli anni precedenti, sempre fatte con un punto di vista costruttivo, cioè
migliorare la qualità della vita della città, fare grandi investimenti, farlo in un quadro di
crescita economica che avrebbe ripagato, in qualche modo, i sacrifici fatti e gli
investimenti fatti in quella fase; dall'altra parte c'è una grande attribuzione di
responsabilità, cioè, piaccia o non piaccia, il Legislatore ha deciso che la maggior parte
del sacrificio della spesa pubblica in questo Paese devono farla gli Enti Locali.
Questo lo dico - e arrivo ad un tema più politico - perché questa stagione della
responsabilità non è il grido epico di Assessori suicidi che si lanciano verso la soluzione
dei problemi con una soluzione fideistica, o di Consigli Comunali la cui cieca fiducia
vota qualunque cosa; è piuttosto una stagione in cui abbiamo bisogno di verificare, volta
per volta, certo, le compatibilità economiche dei provvedimenti che facciamo, ma anche
il quadro generale in cui ci muoviamo, in cui rivendichiamo ruoli diversi, nuovi, magari
più compressi di una volta, sempre avendo ben presente che il nostro compito qui non è
governare, è gestire principalmente i servizi essenziali che a noi vengono attribuiti per
Legge come funzione dello Stato e, insieme ad essi, tutte le dinamiche accessorie che ad
essi sono collegate.
Quando dico questo, penso che pensare alle modalità di compatibilità economica per
garantire servizi, anche se questi cambiano le consuetudini di comportamento o di
impostazione del servizio stesso, non è una volontà avulsa dal contesto, spesso è la
ricerca di compatibilità economica, insieme a quella tecnica, ma per garantire il livello
di servizio perlomeno pari a quello precedente, o compatibile con quello precedente,
senza che questo porti, a chi accede a quei servizi, un detrimento diretto sulla propria
qualità della vita.
Noi cerchiamo costantemente queste compatibilità. Ci riusciamo? Non ci riusciamo?
Questa è la dialettica. Lo decide l'Aula. L'Aula è padrona del Bilancio. Il Bilancio è del
Consiglio Comunale, non è dell'Assessore. Io lo dico non per provocazione, ma lo
ricordo sempre. Questo è il Testo Unico.
Quando la Corte dei Conti scrive delle pronunce, le indirizza all'Organo Consiliare, non
le indirizza soltanto alla Giunta e al Sindaco, ovviamente. Perché? Perché
evidentemente è l'atto di programmazione principale che ha un Ente.
Allora cosa abbiamo fatto? Abbiamo avuto un Bilancio difficilissimo, in cui abbiamo
tagliato circa 50 milioni di spesa pubblica, di cui 20 milioni stavano nel personale e 30
milioni nei servizi indistinti. Abbiamo dovuto compensare, in tre anni, qualcosa come
260 milioni di trasferimenti erariali in meno, roba da far tremare i polsi! Cioè non 50
milioni, 5 milioni o 20 milioni, circa 260 milioni in meno di trasferimenti! Una cifra
simile al 30% di tutte le entrate dell'Ente, complessivamente. E lo abbiamo fatto,
naturalmente, ricorrendo a tutti gli strumenti possibili, avendo ben presente che sulla
testa ci pendeva pure un'altra condizione tecnica, quella per la quale bisognava - e qui
rispondo al Consigliere Marrone - evitare di (posso dire una parola?) ricorrere alla droga
della spesa corrente, tramite entrate una tantum, ma ricorrendo invece a entrate non una
tantum per finanziare servizi che non eroghiamo una tantum, perché se uno applica
entrate una tantum alla spesa, considera quelle spese una tantum.
Consigliere Marrone, lei sa benissimo (perché il Bilancio lo dice, bisogna però leggerlo
e avere pazienza e non fermarsi alla polemica politica) che questo Bilancio quadra, tra
entrate correnti e spese correnti non ripetitive, da 191 milioni dell'anno scorso a 26
milioni. E la fonte non è l'Assessore Passoni, che potrebbe fare della facile propaganda,
ma è quella Corte dei Conti, tanto invocata come clava ogni tanto contro di noi, che, per
una volta, ci torna dalla parte giusta. Abbiamo ridotto da 191 milioni a 26 milioni il
ricorso a questo tipo di entrate.
È sufficiente? No. Bisogna andare a zero. Ma non si può non vedere che in questa fase,
oltre alla necessità di far tenere in piedi i servizi, abbiamo anche fatto questa scelta,
difficile se volete, complicata se volete, ma chiaramente orientata al mantenimento degli
equilibri di bilancio, o del perseguimento di equilibri sempre più stabili e sempre
migliori.
Basterà questo? Non lo so. Bisognerebbe leggere la Legge di Stabilità prima di tutto,
perché sapete bene che il quadro è in continua evoluzione, domani cambierà ancora.
Io non credo, però, che il Bilancio possa essere più uno strumento di sola polemica, lo
dico con franchezza, perché in questo momento la responsabilità di far andare avanti i
servizi è certamente di chi governa, ma è anche di tutti quelli che partecipano a quelle
scelte, anche nel dissenso, sia chiaro. Ma in questo momento non si può non vedere
come abbiamo cercato di salvaguardare, anche dentro un quadro di mozioni di indirizzo.
Io mi considero abbastanza consapevole del ruolo del Consiglio Comunale, avendo fatto
il Consigliere Comunale per anni, da saper leggere una mozione e capire cosa una
mozione sta chiedendo e quindi so bene che se una mozione dice: "Valutate
attentamente se sarà possibile ricorrere a maggiore spesa su alcuni fronti della spesa
pubblica come il welfare", non sono così ottuso da non capire qual è l'indirizzo che mi
sta dando la maggioranza e probabilmente non solo la maggioranza, magari sono atti
che ha votato anche parte dell'opposizione.
Ricordo una mozione del Consigliere qui alla mia destra che diceva, per l'appunto:
"Incrementiamo la spesa per cultura", eccetera, e fu votata da tutta la maggioranza.
L'Aula ha espresso il suo indirizzo. Devo, però, rilevare come quell'indirizzo fa i conti
con le compatibilità e le scelte non politiche, ma le compatibilità finanziarie.
Io non sono in grado di rispondere del perché siamo riusciti a portare, dopo il Bilancio,
solo 1,6 milioni sull'assistenza, perché questo è stato il prelievo del fondo di riserva
fatto nel mese di luglio, forse i primi di settembre, rispetto magari a un'aspettativa più
alta; dico solo che, quando si è arrivati ad avere il D.L. 95 per le mani, che parlava di
spending review e ne parlava al mese di luglio con effetto immediato, con riferimento a
un Bilancio che i Comuni potevano approvare al 31 di ottobre, io mi domando e dico:
ma una volta una parola in quest'Aula che dica: "Ma è possibile fare dei Bilanci, che
dovrebbero essere i Bilanci Previsionali, in cui la Legge dà il termine per approvare il
Bilancio Previsionale, il 31 ottobre dell'anno in cui dovevi prevedere?". Cioè, noi
abbiamo una norma che dice che i Bilanci Previsionali si fanno, tanto stanno bene le
finanze dello Stato, 10 mesi dopo che l'inizio della previsione sarebbe dovuta iniziare.
Un assurdo tecnico! Un assurdo politico!
Con sforzo abbiamo fatto il Bilancio il 27 giugno, garantendo gli equilibri, e non li
abbiamo modificati neanche in variazione a luglio. Abbiamo avuto la spending review
sul groppone, come tutti i Comuni. Ci hanno tenuto con il fiato sospeso per il mese di
agosto, settembre e 20 giorni di ottobre, finché non fu approvato il D.M. che attribuiva
il taglio al Comune di Torino.
Quel taglio al Comune di Torino, che è 8,4 milioni, ci è stato fatto balenare - con una
trattativa che non starò a ripetere per ragioni di tempo - per due mesi tra: saranno 15 o
saranno 26? Perché si sono dibattute due scuole di pensiero, su cui magari l'Aula
avrebbe interesse a discutere, cioè: è più giusto che la spesa pubblica venga tagliata
attribuendo il taglio alla quota capitaria, cioè per cittadino utente indistinto della spesa
pubblica, oppure secondo medie di virtuosità dell'Ente in cui la spesa si taglia? Che
tradotto vuol dire: prendiamo il taglio, lo ripartiamo per tutti gli abitanti italiani e poi lo
attribuiamo per abitanti per Comune oppure andiamo a vedere ogni Comune che cosa ha
fatto di quella spesa e quanto è stato efficiente?
Questa volta il Governo ha scelto il secondo approccio, cioè ha scelto la spending
review basata sulle variazioni della media mediata, cioè ha preso i costi dell'anno
precedente e ha tagliato in base a quanto un Comune è fuori dai costi medi.
Per una volta (dico "per una volta", perché lo so che fa ridere, però è così) Torino non è
stata penalizzata, è stata leggermente avvantaggiata, perché avevamo per una volta
dimostrato che sostanzialmente per quasi tutti i costi intermedi questo Ente è nelle
medie nazionali, perché ha fatto buone politiche di personale, buone politiche di costo
dei servizi, compra i servizi al prezzo giusto, ha fatto politiche economali adeguate,
paga il welfare quello che è necessario, e sapete quali sono i due parametri in cui siamo
sopra la media della spending review? La scuola, e devo dire orgogliosamente siamo
sopra la media nazionale, perché diamo più servizi della media nazionale, non perché
paghiamo il servizio unitario più della media nazionale. Non so se mi sono spiegato.
Non paghiamo il singolo utente come costo più della media, ma il complessivo, perché
diamo servizi, come scuole materne, che metà di questi Comuni italiani se li sognano in
altre zone d'Italia! E noi li diamo!
Allora arriveremo ad un punto in cui lo Stato deciderà dicendo: "Dobbiamo stare nella
spending review chiudendo le materne o tenendo le materne aperte". Rischiamo di
arrivarci prima o poi, se non si controverte la tendenza nazionale di guardare i costi solo
per quello che costano e non per quello che producono.
Io non lo so se arriveremo lì, ma questo è il quadro in cui ha lavorato la Giunta in questi
mesi, un quadro devastante, di continue superfetazioni di norme, di continui
cambiamenti, di continue compatibilità cercate volta per volta.
Quando il 21 ottobre mi dicono di tagliare 8,4 milioni, certo non sono i 15, ma voi
capite che un Bilancio non è che rimane fermo. Cioè a ottobre sei a 10/12, quasi 11/12 del
Bilancio dell'anno precedente. E cercare quei milioni non vuol dire andarli a cercare
indistintamente in qualunque cosa, perché i contratti esistono, gli impegni giuridici
esistono, sono perfezionati. Vuol dire fare scelte di compatibilità. Le abbiamo fatte.
Io penso che abbiamo garantito da una parte le indicazioni delle mozioni, laddove
possibile.
Sull'IMU, Consigliere Lo Russo, mi perdoni, ma ripeto quello che ho detto in
Commissione più volte: quando lo Stato dice che il conguaglio IMU sarà fatto sulla
contabilità dell'IMU 2012, con i conti dello Stato al 28 febbraio, ci sta dicendo che
prima di allora non c'è nessun gettito certo. E quindi l'impegno della Giunta è molto
chiaro, lo ribadisco all'Aula: quando avremo i dati dell'IMU 2012, decideremo insieme
se quelli saranno: 1) attribuiti all'Ente o riappropriati da parte dello Stato - scenario non
peregrino -; 2) se attribuiti all'Ente, decideremo insieme se saranno obiettivo di
finanziamento di servizi aggiuntivi incrementali o mantenimento dei servizi in essere.
Questa discussione la faremo insieme, come abbiamo sempre fatto. E quando dico
"insieme" intendo dire insieme come Giunta, come maggioranza e come Aula, perché è
un discorso che interessa tutta la Città.
Quando mi riferisco alla spesa sociale, è la stessa cosa. Abbiamo avuto l'anno scorso un
taglio netto di circa 14 milioni di welfare sociale da attribuzioni sanitarie o parasanitarie
da parte della Regione. Io non lo so, sinceramente, come e quanto la Regione garantirà
nel 2014 o nel 2013, non lo sappiamo, lo sapremo prossimamente, secondo quelli che
saranno i Bilanci della Regione e vedremo.
Ma se venisse ed emergesse un dato possibile, cioè che alla fine tra il fondo nazionale
per la non autosufficienza, le quote regionali e, tra virgolette, le quote Comunali, la
somma dei tre fondi non facesse quello che noi spendevamo, per esempio, nel 2010,
quest'Aula avrebbe ben donde a confrontare quant'era la spesa nel 2010 rispetto a quel
servizio e a quel bisogno, con i bisogni emergenti dell'2011, 2012 e 2013 e dimostrare
facilmente che non solo non garantiremmo le prestazioni del 2010, ma tanto meno
quelle incrementali che richiede la condizione sociale ed economica del Paese, dopo due
anni di crisi economica.
E c'è un modo per ovviare a questo? C'è un tributo, un'imposta di scopo che permette
di farlo? C'è una politica tariffaria che lo permette? Non esiste nessuna forma
compensativa diretta, perché per il momento, e per fortuna, il welfare indistinto è
finanziato dalla fiscalità generale, dal trasferimento dello Stato o dalla fiscalità generale.
Discuteremo anche di questo. Ma perché oggi non si è riusciti a fare quest'operazione
sul 2012? Rispondo alla Consigliera Centillo. Semplicemente perché si è messo insieme
un bisogno emergente, che era quello di tenere una fascia, così com'è, protetta fino a
metà dell'anno, con risorse aggiuntive, dal momento che quella fascia - almeno così ci
riferisce l'Assessorato all'Assistenza del Comune di Torino, cioè l'Assessore Tisi -
necessitava purtroppo di bisogni emergenti su altri settori, che probabilmente nelle
politiche di permanenza del servizio sono state reputate più contingenti.
Questo vuol dire che la Città non affronterà più il tema? Vuol dire che noi nel 2013 non
ascolteremo la mozione di indirizzo del Consigliere Centillo e della maggioranza, e
della minoranza, se votata? No, lo affronteremo insieme.
Ma prevenire oggi sull'assestamento, cioè sul passato, ciò che noi potremo fare sul
futuro - mi permetto -, non posso condividerlo, cioè non credo che non votando
l'assestamento, Consigliere, lei segnali un'emergenza o un'esigenza.
L'esigenza la Giunta ce l'ha ben presente, l'Assessore Passoni ce l'ha presentissima, e
penso anche l'Assessore Tisi al 100%. Quello che noi possiamo fare è confermare
l'impegno assoluto a che quando faremo il Bilancio del 2013 le compatibilità della
spesa socio-assistenziale vedranno anche l'eventuale ripristino a risorse sul tavolo e
politica che discute quelle che sono le fasce che abbiamo modificato con quella
deliberazione, e lo faremo con la correttezza e la trasparenza necessaria.
Tuttavia, devo dare atto che, tagliando 8 milioni e mezzo su quest'anno aggiuntivi, e
quindi - vorrei ricordare - dovendo incidere per quella spesa non solo nel ripristino dei
fondi precedenti, ma per altri 8 milioni e mezzo di spesa aggiuntiva, non è stato
possibile farlo nel 2012.
Questo è un atto di sfiducia verso la Giunta o l'Assessore? Spero di no, perché spero
che voi abbiate contezza che la Giunta opera in un mandato preciso
dell'Amministrazione Comunale, del Consiglio Comunale, e lo fa in assoluta
trasparenza e buona fede, con dei limiti, che sono l'impossibilità di quadrare numeri che
non possono quadrare: 8 milioni e mezzo sono una mannaia feroce, se tagliata nel terzo
quarto dell'anno.
Con questo voglio dire: si chiude la discussione? No. L'assestamento non è una
mozione di fiducia né illimitata, né tanto meno una mozione di fiducia senza condizioni,
è il giusto rapporto di trasparenza della manovra che si può presentare in questi termini -
e già siamo, come è noto, abbastanza al limite - e quello che si potrà fare l'anno
prossimo.
Pregiudica la discussione sul Bilancio 2012? No, non lo fa. Pregiudica sul 2013? No,
non lo fa. Vedremo insieme che risorse attribuire.
Certamente oggi, però, dobbiamo avere un quadro e una cornice molto chiara.
In un quadro di tentativo di risanamento dell'Ente, di risanamento dei conti dello Stato,
di compiti titanici che vengono attribuiti a noi Assessori, alla Giunta e al Consiglio,
questo è purtroppo drammaticamente il brogliaccio con cui dobbiamo lavorare.
Sta a noi cercare le compatibilità e anche talvolta ribellarci. Guardate, istintivamente
qualche volta vorrei dire che verrebbe anche a me da ribellarmi, di fronte a norme
tardive, ingiuste e spesso non recepibili. Devo anche dire, però, francamente, che la
responsabilità nostra è quella di garantire che tempi migliori possano arrivare, che
questo Ente sia pronto ad accoglierli.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Io aggiungo pochissime considerazioni all'intervento dell'Assessore Passoni, che non
solo condivido totalmente, ma che spero il Consiglio abbia apprezzato, oltre che per il
merito delle spiegazioni che l'Assessore ha dato, anche nello spirito che muove l'azione
dell'Amministrazione, in particolare di chi ha questa delicata responsabilità, che è
l'Assessore stesso.
Io voglio ricordare questo, che in un anno (perché il Governo Monti si è formato nel
novembre 2011), noi abbiamo avuto 9 decreti che hanno inciso sulla spesa degli Enti
Locali, ogni volta determinando mutamenti nei trasferimenti, mutamenti di regole,
mutamento di ordinamento. Il risultato è che noi ogni 40 giorni abbiamo dovuto, anche
se non veniva in Consiglio, fare un assestamento di Bilancio, nei fatti. Ogni 40 giorni
abbiamo dovuto riformulare le previsioni di spesa, le previsioni di entrata, fare i conti
con i vincoli. Perché questo è il contesto. Uno può dare poi un giudizio giusto o
sbagliato, ma il contesto è stato questo.
Io faccio politica da un po' di anni, non ricordo che ci sia stata una stagione politica
nella quale gli Enti Locali siano stati sottoposti alla necessità di aggiornare, adeguare,
tagliare, cambiare, comprimere la spesa una volta ogni 45 giorni. Questa è una difficoltà
obiettiva, che non è che può essere ignorata. Che hanno tutti i Comuni italiani,
intendiamoci, qualsiasi sia il colore del Sindaco che li presiede. Ma ce l'hanno tutti,
Torino compresa. Non è che ce l'hanno gli altri e non ce l'ha Torino. Ce l'ha Torino
come tutti. È una difficoltà obiettiva nella quale abbiamo dovuto agire.
Io sono assolutamente d'accordo con la considerazione politica che ha fatto l'Assessore
Passoni, l'ho già fatta anche io altre volte qui. Io penso che da troppi anni si continua a
pensare che si possono risanare i conti pubblici, della finanza pubblica agendo soltanto
su una delle componenti di questa spesa. Si continua a credere che si risanano i conti
pubblici agendo soltanto sugli Enti Locali.
Questo è un elemento di continuità di Governi di diverso colore politico e io, al di là
della mia appartenenza politica, non posso che dire, da Sindaco, che chiunque abbia
questo atteggiamento, ha un atteggiamento sbagliato, perché, siccome la spesa pubblica
per il 55% è costituita da spesa statale e da centri di spesa dello Stato, e dal 45%
dall'insieme degli Enti territoriali e soltanto per meno del 17% dai Comuni, un bambino
di prima elementare capisce che non si può risanare 100 se si agisce soltanto su 45.
Sono anni e anni che si fa questa operazione. Siamo arrivati alla frutta.
Noi ancora nel 2012, seppur limando e tagliando, grossomodo abbiamo garantito il
grosso dei servizi; se nel 2013 non si cambia passo, nel 2013 certamente noi non saremo
in grado di reggere più. Ma non noi, qualsiasi Comune italiano.
C'è un approccio, c'è un atteggiamento culturale e politico inaccettabile, per cui i
Comuni sono solo dei centri di spesa e, anzi, dei centri di spesa che bisogna mettere
continuamente sotto controllo, perché sono gente che spende e spande senza avere
responsabilità. Se c'è qualcuno in Italia che ha responsabilità, sono gli Enti Locali.
Molto più di altri centri di spesa. Molto di più, intanto perché hanno un controllo sociale
dei cittadini più ravvicinato, che nessun altro centro di spesa ha. È un fatto che attiene
alla democrazia, perché i cittadini se un asilo nido non funziona, due minuti dopo lo sai;
se una biblioteca statale è piena di topi, prima che se ne accorga qualcuno hanno
mangiato tutti i libri. Giusto? Questa è la verità.
Intanto non è vero che noi siamo dei centri di spesa irresponsabili, siamo tra i più
responsabili che ci sono, perché siamo sotto controllo dei cittadini, con un livello di
controllo che nessun altro centro di spesa ha, e perché veniamo tutti da una cultura in
cui gli Enti Locali hanno avuto la responsabilità di governare con una gestione delle
risorse certamente più oculata e più rigorosa di molti altri centri di spesa.
Vi faccio un esempio banale: spending review, eccetera. Stiamo arrivando a Natale, io
sto ricevendo da mille Enti, che dipendono dallo Stato, omaggi natalizi che hanno poco
a che fare con la spending review. Noi li abbiamo aboliti, perché è un superfluo. Quello
che riceverete, quel poco che riceverete, è a spese del Sindaco.
Ma tutti gli Enti. Arrivano libroni che non so cosa costino. Non ce n'è uno che a
febbraio abbia pensato che era meglio non farlo, e non c'è nessun Ministro che gliel'ha
detto. Allora, la verità.
Quindi io penso che va respinto questo approccio e questo atteggiamento che si ha nei
confronti degli Enti Locali.
Sull'assestamento di Bilancio che abbiamo dovuto fare, l'Assessore Passoni ha già
ricordato una cosa che qui nessuno aveva notato, e l'ha esplicitata in modo netto, forse
lo doveva dire in modo più chiaro all'inizio: noi siamo partiti da un'ipotesi di taglio, che
per alcune settimane, tanto è vero, ha alimentato il dibattito sui giornali e qui, che
doveva essere di 15 o 16 milioni e poi 8 e mezzo, non sulla base del fatto che erano
sbagliati i conti, sulla base del fatto che si è adottato un parametro che riconosce che
Torino, su una serie di criteri e di parametri, è più virtuoso di altri Comuni, a
dimostrazione del fatto che non è vero che qui c'è gente che non sa cosa fare e come
governare il Bilancio di questa Città.
In ogni caso, l'assestamento degli 8 milioni e mezzo che sono derivati dalla spending
review, vorrei far notare che per 5 milioni sono stati ricavati senza intervenire sui
servizi, di nessuna natura. Gli altri 3 - perché dopo aver tagliato sui costi del personale,
sull'organizzazione, su questo, su quello, ad un certo punto più di 5 e mezzo non
riuscivamo a ricavarli - li abbiamo ricavati limando, non tagliando alcun servizio
significativo, limando come si fa quando devi arrivare, ti manca poco e cerchi di
arrivare, limando di qui, limando di là, togliendo qualcosa, ma in ragione tale che
nessun servizio fondamentale venisse messo in discussione.
Dopodiché, certo che ci troviamo in una grande situazione difficile, ma la situazione
difficile dipende dalle cifre che ha dato. Ma quando un Comune come questo in poco
più di 2 anni subisce tagli per 260 milioni avendo un Bilancio di 1 miliardo e 3, è chiaro
che ci troviamo in una situazione di difficoltà. Ma si sono fatti miracoli fino ad oggi a
non tagliare servizi essenziali.
Io ricordo che non c'è un bambino di un asilo nido o di una scuola materna che non
abbia il posto che aveva prima, ancorché io sia stato impiccato qui per 4 mesi da
qualcuno sul fatto che passare 9 asili nido in affidamento voleva dire lo smantellamento
dello stato sociale. Non si è smantellato nulla. Non c'è un bambino che non abbia il suo
posto all'asilo nido, esattamente come prima, o alla scuola materna, esattamente come
prima.
Sui servizi socio-assistenziali abbiamo fatto di tutto per garantire che l'insieme delle
prestazioni (assistenza domiciliare, disabili, eccetera) fosse mantenuta. Talora
aumentando qualche tariffa? Sì, è ovvio. Che è il costo minore. Non chiudo il servizio,
ma adeguo le tariffe, perché devo pur agire su qualche leva. Ma così abbiamo fatto.
Vorrei segnalare che questa settimana, essendo soci dell'azienda delle farmacie, noi
abbiamo chiesto alle nostre farmacie, con il beneplacito anche dei soci privati di questa
azienda, di posticipare per un mese i pagamenti che devono essere ricevuti, che le ASL
devono fare alle farmacie, perché le ASL possano pagare le cooperative del servizio
socio-sanitario. L'ha fatto il Comune di Torino per sopperire ai mancati pagamenti, che
non sono del Comune di Torino, a queste cooperative, sono di altri.
Allora, bisogna anche capirsi. Non è che noi possiamo fare da banca più di tanto, perché
stiamo facendo da banca allo Stato, stiamo facendo da banca alla Regione, stiamo
facendo da banca a tanti. Più di tanto non è possibile, tra l'altro non è neanche il nostro
mestiere.
Noi in questo momento, solo sui servizi socio-sanitari, siamo creditori dalla Regione,
che naturalmente si dibatte nelle difficoltà, come noi, per i tagli che vengono dallo
Stato, di quasi 45 milioni di Euro. E i servizi socio-sanitari continuano a funzionare, ma
siamo fuori di 45 milioni di Euro che non ci arrivano.
Quindi è una situazione obiettivamente difficile. Proprio per questo io credo che tutti la
debbano assumere nella sua complessità.
Infine, io rivendico che, nonostante tutta queste difficoltà, noi stiamo facendo due
operazioni che io credo non erano affatto scontate. La prima l'ha già richiamata
l'Assessore Passoni: noi, in una fase difficilissima, abbiamo fatto un'operazione (l'ho
già ricordato altre volte, ma insisto su questo, perché non era né scontato e, guardate,
non ci sono tanti Comuni che l'hanno fatto in questo periodo), abbiamo messo in campo
- e l'ha fatto l'Assessore Passoni, evidentemente - un'operazione di pulizia del Bilancio
che fa sì che questo Bilancio sia sano, perché tutte le poste di entrata sono strutturali e
ripetitive, non è più un Bilancio, nei suoi equilibri, affidato alle una tantum.
Non è una banalità questa, perché vuol dire mettersi nelle condizioni di garantire che
quei servizi, che eroghiamo, fossero erogati perché sono pagati da poste di Bilancio in
entrata che sono sicure e non sono affidate alla variabilità e alla volatilità delle una
tantum.
In secondo luogo, stiamo facendo dismissioni, come tutti sappiamo, per rientrare nel
Patto di Stabilità e ridurre l'indebitamento della Città, in particolare l'indebitamento a
breve, che è quello finanziariamente più oneroso, per una dimensione che non ha pari in
nessun'altra Città italiana in questo momento.
Io richiamo queste cose, perché bisogna che tutti ci rendiamo conto della complessità
nella quale lavoriamo e anche della difficoltà delle scelte che stiamo facendo, ma non ci
stiamo sottraendo ad alcuna responsabilità.
Questa discussione l'abbiamo fatta altre volte e la rifaremo ancora.
Io spero che nel 2013 il quadro finanziario cambi, prima di tutto per il cambiamento di
scelte da parte di chi governerà l'Italia.
Il Presidente Napolitano, incontrando i Sindaci due giorni fa - l'avrete letto sui giornali -
ha esplicitamente assunto alcune rivendicazioni che da tempo l'ANCI pone al Governo,
che l'IMU sia tutta devoluta ai Comuni, che i tagli non siano lineari, che vi sia un
riconoscimento della funzione fondamentale che i Comuni hanno nell'erogazione dei
servizi essenziali per le persone e le famiglie, in una fase di crisi economica e sociale.
Queste cose le ha dette il Presidente della Repubblica. Io penso che sia importante che
le abbia dette il Presidente della Repubblica.
Mi auguro che il Governo, questo che è ancora in carica per l'ordinaria
Amministrazione, in ogni caso ha la responsabilità di far approvare la Legge di
Stabilità, e il Governo che poi succederà alle elezioni, assumano questi indirizzi che il
Presidente della Repubblica ha dato, perché, se fossero assunti, nel 2013 forse
cominceremo a respirare un'aria diversa da quella che abbiamo respirato fin qui.
Ma, ripeto, se non cambiano gli indirizzi di fondo della finanza pubblica, non si può
credere che un Comune riesca a fare più di quanto noi stiamo facendo, perché - ripeto -
stiamo facendo davvero già così più di quanto si possa credere e si possa pensare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
presenti 35, astenuti 2, favorevoli 24, contrari 9.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 35, astenuti 2, favorevoli 24, contrari 9.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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