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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Dicembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 28
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-03318
VARIANTE PARZIALE N. 267 AL P.R.G., AI SENSI DELL'ARTICOLO 17, COMMA 7 DELLA L.U.R., CONCERNENTE LE AREE COMPRESE TRA: VIA FILADELFIA, VIA GORIZIA, VIA BALTIMORA, VIA FILADELFIA INTERNO 232 E CORSO GROSSETO E VIA ALA DI STURA. ADOZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201203318/009,
presentata dalla Giunta Comunale in data 28 giugno 2012, avente per oggetto:
"Variante parziale n. 267 al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della L.U.R.,
concernente le aree comprese tra: via Filadelfia, via Gorizia, via Baltimora, via
Filadelfia interno 232 e corso Grosseto e via Ala di Stura. Adozione".
e della proposta di mozione n. mecc. 201207637/002, presentata dai Consiglieri Bertola
ed Appendino in data 10 dicembre 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201203318/009 - Variante numero 267 al
Piano Regolatore Generale".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 06/12/2012 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati un emendamento da parte della Commissione Consiliare
permanente, 5 emendamenti da parte della Giunta e 38 emendamenti da parte della Lega
Nord. Le verifiche contabili sono state effettuate su tutti gli emendamenti, compresi
quelli della Lega Nord.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Illustrerò brevemente questa Variante, perché ci sono state 5 sedute di Commissione, è
stata ampiamente approfondita, è stato fatto un sopralluogo dalla II Commissione e
anche un'audizione della proprietà, che è la Centrale del Latte.
La Variante riguarda 2 aree, una in via Baltimora, dove c'è lo stabilimento più rilevante
della Centrale del Latte, e l'altra è nella Circoscrizione 5, in corso Grosseto, sempre di
proprietà della Centrale del Latte.
La Variante risponde all'esigenza dei proprietari di ricollocare lo stabilimento che è
compreso ed è compresso all'interno di un tessuto urbano, specialmente quello di via
Baltimora-via Filadelfia, particolarmente denso, che non consente né ammodernamenti,
né ammodernamenti ed espansione dello stabilimento, ma ha anche un impatto sul
tessuto urbano significativo per quanto riguarda la logistica, la viabilità, eccetera.
La Variante prevede un ridisegno di quelle aree, in particolare l'area di via Baltimora,
che consenta un inserimento nel tessuto urbano, la possibilità di collegare, attraverso la
creazione di percorsi ciclopedonali e piazze pubbliche, via Baltimora con via Filadelfia
ed il Parco Rignon.
Per quanto riguarda gli emendamenti, in particolare il primo (che è l'esito della
discussione che è avvenuta in II Commissione ed è stato presentato dai Presidenti della
II e VI Commissione) chiede - e la Giunta è assolutamente favorevole - che
l'Amministrazione si impegni a verificare la ricollocazione nel territorio cittadino dello
stabilimento della Centrale del Latte, tenendo conto del miglior contesto ambientale
possibile. È stata anche manifestata una disponibilità da parte della Centrale del Latte,
per cui ci sembra sicuramente un'ipotesi interessante una ricollocazione all'interno
dell'area della Città però in un contesto che non sia meramente produttivo o urbano, ma
che abbia delle caratteristiche adatte al fatto che quella è una produzione alimentare e
che ha la necessità di un contesto agroalimentare, che può diventare un polo
significativo anche dal punto di vista delle politiche e delle filiere possibili e dal punto
di vista produttivo.
Gli altri emendamenti riguardano l'area di proprietà della Città. Si precisa che nell'area
di via Baltimora 91 di proprietà della Città, di cui sono stati messi all'asta i diritti
edificatori, i diritti edificatori atterreranno nella parte della trasformazione della
Centrale del Latte, in modo da liberare quell'area e farla diventare, così come richiesto
dalla Circoscrizione e dal territorio, un'area verde a servizi pubblici di collegamento e
connessione con via Baltimora ed il Parco Rignon.
Gli altri emendamenti sono invece più tecnici e riguardano il fatto che negli atti
successivi saranno allegate le valutazioni tecnico-ambientali e la Valutazione
Ambientale Strategica. C'è un emendamento che riprende i 2 pareri delle 2
Circoscrizioni competenti (la Circoscrizione 2 e la Circoscrizione 5), che hanno
espresso parere favorevole, e, infine, vi è l'emendamento sulla regolarità contabile, che,
come sapete, dal 18 ottobre è diventato un parere obbligatorio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Avrei auspicato anche la firma del Presidente della III Commissione su
quell'emendamento di Commissione, perché avrebbe voluto dire che c'era la sensibilità
anche da parte della Commissione Commercio di far mantenere... Questa è una piccola
polemica e, se il Presidente Mangone volesse firmarlo, penso che sarebbe un ottimo
contributo.
Il nostro ostruzionismo era in previsione di questa proposta di deliberazione, che però,
dal nostro punto di vista, con l'emendamento di Commissione cambia il suo volto;
riteniamo che la Centrale del Latte sia un'azienda fondamentale per la Città di Torino e,
a nostro parere, deve rimanere sul nostro territorio. Ovviamente va ricollocata, perché è
chiara la loro esigenza di spostarsi, in quanto non riescono più a stare dove sono.
Siamo pronti a ritirare gli emendamenti ostruzionistici, una volta che l'emendamento di
Commissione verrà approvato, così da poter dare un senso completamente diverso a
quella che è la proposta di deliberazione presentata nella fase iniziale dalla Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Quello di cui parliamo è uno degli stabilimenti storici della Città; tra l'altro, è uno
stabilimento bellissimo, in un contesto oggi molto angusto per loro, in quanto
l'urbanizzazione del post-guerra si è affiancata a questo manufatto industriale (anche
molto bello architettonicamente).
La Centrale del Latte, come abbiamo visto grazie ad un sopralluogo promosso dal
Presidente Carretta e dalla Commissione Lavoro presieduta dal Consigliere Mangone, è
un distretto che ha le migliori tecnologie oggi disponibili per la trasformazione e per la
conservazione del latte. Come sapete, è un'azienda che nasce anche con una
partecipazione comunale; in quegli anni accadeva molto spesso, anche perché garantiva
un dialogo con il contesto agricolo limitrofo. Sono ancora 2.000 le fattorie che
distribuiscono il latte e lo fanno arrivare fino a Torino ogni giorno; se ci pensate, una
volta erano 7.000, mentre oggi sono 2.000, eppure, come produzione, il latte è
aumentato negli ultimi 20 anni.
Di fatto, qual è stata la discussione che abbiamo affrontato? Ringrazio, ovviamente, tutti
i Colleghi, anche delle minoranze, che si sono fermati con noi lì, con tutti i lavoratori,
con i dirigenti, con il proprietario, con i responsabili delle relazioni istituzionali. Come
sapete il loro problema è legato, in qualche modo, all'espansione di quel polo, al
traffico, alla logistica, al congestionamento che ormai vede quell'area molto compressa
in un contesto cittadino, ovviamente, diventato residenziale.
L'altro problema, come dicevo, è la ricollocazione di quell'area; tutti quegli
investimenti fatti in tecnologie non si possono spostare, nel senso che loro non possono
perdere neanche un giorno di produzione del latte, come ci hanno spiegato, e
difficilmente quelle tecnologie possono essere trasportate da un luogo all'altro.
Dovranno riconvertire un'area ex novo, dovranno ricomprare tutto quel materiale e,
come ci dicevano, per questo ci vorranno più di due o tre anni.
Proprio per questo, a lato di una Commissione, abbiamo chiesto se era possibile, fra
l'adozione e l'approvazione, fare una proposta a questa società, di cui, tra l'altro, siamo
ancora in parte anche nell'assetto azionario. Che tipo di proposta? Intanto - e lo dico al
Sindaco Fassino che è qui presente -, immaginando magari un'area della città in zona
Sud, vicino a quelle 2.000 fattorie e vicino al mercato di Cuneo, che possa pensare
anche all'approdo di un nuovo distretto alimentare, che, magari, come dicono loro, sia
ecologicamente sostenibile e che, quindi, sia in un contesto ovviamente non come
quello di Torino Nuova Economia, cioè proprio dentro il tessuto industriale storico di
Mirafiori, ma magari in quelle aree che stanno per essere riconvertite a destinazione
agricola, penso a tutto il Sangone, penso a tutto il lavoro che si fa fra Mirafiori e
Nichelino, tra l'altro, sostenuto anche da altri Enti pubblici. Non ultimo, è stata
finanziata dalla Compagnia di Sanpaolo tutta la riconversione di quella porzione di
fiume che verrà data a destinazione agricola, o penso ai fondi di TRM che
permetteranno di rivedere tutte quelle sponde.
Perché no? Perché non pensare, in una zona come Mirafiori, magari affianco al Parco
Colonnetti, dove è nato il CNR, dove c'è l'INRIM, a un contesto che veda lì la
ricollocazione della Centrale del Latte?
Per questo abbiamo pensato quell'emendamento. Ringrazio il Presidente Carretta per
essersi fatto subito promotore di questa proposta, che, in qualche modo, è diventata di
Commissione. Credo che questa, insieme al cambiamento anche della destinazione
d'uso di quell'area verde, che, in qualche modo, collegherà via Baltimora con via
Filadelfia, in prospettiva l'area verde sarà parte di un collegamento pedonale tra Parco
Rignon e corso Sebastopoli, grazie ad un percorso fatto di attraversamenti pedonali e
giardini pubblici, anche solo per questo, questa ricollocazione e questa riorganizzazione
di questo distretto ambientale e alimentare potrebbe avere senso.
Io credo e spero che questo si unirà alla tutela di quell'edificio bellissimo che abbiamo
visto, che nasce nel Dopoguerra. Speriamo che, fra questa adozione e l'approvazione,
riusciremo a dare nuovo respiro a un'azienda torinese che continua ad aver voglia di
avere iscritto nel suo nome e nella sua storia il nome di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Intervengo solo per ribadire quanto è stato detto con precisione sia dall'Assessore che
dal Consigliere Grimaldi.
Io credo che nell'audizione con i vertici della Centrale del Latte e nel successivo
sopralluogo siano emerse delle problematiche di tipo occupazionale-lavorativo e delle
problematiche di carattere urbanistico, che hanno, in un certo senso, sollecitato un
dialogo e un dibattito all'interno della Commissione.
Il Presidente Grimaldi diceva, appunto, che subito dopo il sopralluogo è emersa con
decisione una consapevolezza politica di indicare, tra le priorità quella di conservare il
comparto produttivo della Centrale del Latte all'interno dell'ambito della Città di
Torino.
Io credo che, sicuramente, siano da prendere in considerazione le proposte che sono
state sollevate dall'Amministratore Delegato della Centrale del Latte. Capisco che il
traffico e che nuove esigenze anche di approvvigionamento abbiano fatto maturare
l'esigenza di spostarsi verso la zona più a Sud, quindi verso il cuneese, dove la maggior
parte del latte viene approvvigionato dalla Centrale.
È questo il senso dell'azione dei Consiglieri Comunali, è stata quella di dire sì a questa
trasformazione e dare il via a questa trasformazione.
Guardate, forse anche quella carrellata di manifesti che abbiamo potuto osservare
passeggiando nel corridoio principale della Centrale del Latte hanno fatto emergere,
ancor di più, quello che è il DNA di questo comparto all'interno della Città. Quindi,
privarsi della Centrale del Latte significa davvero dare un segnale, che è anche un
segnale simbolico.
Ecco perché crediamo davvero che questo emendamento possa, in un certo senso,
contribuire a rendere il percorso di questa Variante più lineare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Scusatemi per la brevissima assenza, ma c'è, tra i giornalisti, un clima un po' frizzante
riguardo una certa sentenza del Consiglio di Stato, ma magari ne parleremo un'altra
volta.
Riguardo questa Variante, io volevo intanto illustrare la proposta di mozione di
accompagnamento, che riguarda un punto molto specifico, cioè il fatto che su una parte
dell'area affetta da questa Variante, precisamente quella dell'area verde ex servizi
pubblici, con dentro l'edificio, di via Baltimora n. 91, c'è un'attività nel quartiere che si
trascina da anni, con anche comitati, petizioni, eccetera, perché chi abita attorno a quelle
case ha particolare intenzione di vedere quell'area trasformata in un giardino.
Quindi, se da una parte è effettivamente positivo che questa Variante, rispetto ai progetti
che c'erano anni fa, sia stata concepita anche per restituire quest'area ai cittadini, però si
vorrebbe una partecipazione della cittadinanza al disegno di quello che ci verrà messo
dentro. Quindi, va bene verde, però capire anche semplicemente come organizzare il
verde insieme ai cittadini.
Quindi, quello che si chiede è che l'interlocuzione sull'approvazione definitiva del
progetto di sistemazione dell'area verde non sia soltanto tra i proponenti, gli operatori,
gli Uffici comunali, eventualmente gli Uffici della Circoscrizione, ma che magari,
utilizzando anche la Circoscrizione, ci sia almeno una qualche forma di discussione
pubblica e di partecipazione dei cittadini alla definizione dell'assetto futuro dell'area.
Riguardo, invece, alla Variante in generale, devo dire che il percorso è stato molto
interessante; per una volta, almeno, questa Variante non sembra una pura e semplice
speculazione edilizia, ma effettivamente si tratta di un'impresa, che, fortunatamente, di
questi tempi va bene, che, effettivamente, da quanto abbiamo potuto vedere, andando
poi di persona a verificare lo stabilimento, è molto allo stretto e quindi sembra
assolutamente ragionevole l'idea che questa azienda, per crescere ancora e anche solo
per non diventare meno competitiva sul mercato, debba andare a stabilirsi da un'altra
parte.
Certo che il trend di migrazione delle aziende da Torino a Comuni limitrofi, con tutta la
conseguente perdita di imposte locali, difficoltà per chi lavora che deve
improvvisamente diventare pendolare verso l'esterno e così via, è un trend
preoccupante. Per cui, ben venga l'emendamento che anche noi, come tanti altri,
avevamo sollecitato, per dire alla Città di trovare un'area, però, poi, ben venga anche un
impegno concreto per trovare quest'area veramente, perché finora le aree che gli sono
state prospettate erano poco plausibili.
Quindi, se, invece, ci sarà la possibilità di trovare un'area nella zona Sud-Ovest, che a
loro possa andare bene, che sia sufficientemente non industriale, vicino ad una parte
verde, vicino alle vie di comunicazione, eccetera, secondo me ne guadagneremo tutti.
Forse, avessi saputo che la stesura di questo emendamento, che, onestamente, non
avevo ancora visto, era così debole, magari l'avrei ribadito anche nella proposta di
mozione o da qualche altra parte. Però, almeno, anche se lo scriviamo solo in narrativa,
l'importante è la sostanza. Quindi che siamo tutti convinti, a partire dagli Uffici, che
bisogna fare qualcosa per tenere quest'azienda a Torino.
Dopodiché, ovviamente, però, viene la parte più negativa di questa vicenda, cioè il fatto
che, comunque, l'unica cosa che si possa costruire siano palazzi, anche per una
dimensione piuttosto elevata, per di più anche sull'area di corso Grosseto, per cui con
due aree coinvolte. Devo dire che è stato molto onesto l'Amministratore, quando gli
abbiamo fatto la domanda in Commissione, dicendo che l'altra area non è assolutamente
obbligatoria perché si possa fare il progetto, però, di fatto, costituisce un polmone
finanziario, per cui, facendo partire prima i lavori sull'area di corso Grosseto,
cominciano a incassare da lì e si finanziano la costruzione dello stabilimento.
Per cui, capiamo queste esigenze, però, in sostanza, qui andiamo di nuovo a mettere
altre colate di cemento e quindi anche se questa volta lo facciamo almeno per salvare
un'attività produttiva e permetterle di prosperare, però, comunque, siamo sempre lì, cioè
il fatto che questa città continua a crescere, anche se non si vede un reale bisogno di tutti
questi nuovi palazzi e che, specialmente in un quartiere come Santa Rita, che è già
molto denso, con palazzi alti anche dieci piani, francamente si poteva cercare di fare un
lavoro magari di riduzione dei volumi, perché effettivamente andiamo comunque a
inserire ulteriore pressione in un quartiere che è assolutamente già sovraffollato.
Per questo motivo, noi, comunque, non potremo votare favorevolmente la proposta di
deliberazione, però rinnoviamo i complimenti alla Centrale del Latte, almeno per la
parte di attività produttiva che, tutto sommato, ci è sembrata veramente ben gestita e
anche con una certa passione, cosa che di questi tempi è piuttosto rara.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
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