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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201201597/002, presentata in data…, avente per oggetto: "Modifica dell'articolo 7 dello Statuto della Città di Torino". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prima di procedere al dibattito ed alla votazione degli emendamenti, concedo la parola al Vicepresidente, visto che insieme al Consigliere Grimaldi ha presentato un emendamento che è arrivato successivamente e che venerdì è stato valutato in Conferenza Capigruppo. La parola al Vicepresidente Levi. LEVI Marta (Vicepresidente) Intervengo dalla postazione del Vicepresidente perché ho proposto io questo emendamento, in quanto, la settimana scorsa, stavo presiedendo i lavori e mi sono limitata, rispetto alle osservazioni poste dal Capogruppo Marrone ed alle perplessità del Segretario Generale relativamente alle stesse, a raccogliere la proposta che il Consigliere Grimaldi aveva avanzato nel corso del dibattito e in base alla quale si era deciso di non procedere alla votazione, in modo da verificarla, trattandosi di Statuto, in tutta la sua portata. Per queste ragioni ho presentato questo emendamento, che poi ha sottoscritto il Consigliere Grimaldi e forse anche il Consigliere Viale, proponendo di non parlare più di Cittadinanza Onoraria, ma di Cittadinanza Civica, in modo da toglierci dall'inghippo della Cittadinanza Onoraria che prevede l'approvazione dei 2/3. Ho semplicemente raccolto le osservazioni che sono emerse durante il dibattito della settimana scorsa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Vorrei semplicemente ringraziare il Vicepresidente Levi, perché credo che abbia fatto un ottimo lavoro. Infatti, questo possibile emendamento, di fatto, affronta - come suggeriva il Vicepresidente - le molte perplessità che vi sono, soprattutto sui 2/3. In realtà, la dico come l'avevo espressa la volta scorsa, credo sia anche giusto togliere il concetto di "Onoraria", nel senso che, invece, questa è una Cittadinanza Civica, perché nasce dal fatto che questi cittadini torinesi - per noi sono così - sono nati qui. Tra l'altro, è un auspicio - lo dico in termini politici, perché forse questo è il distinguo rispetto alle posizioni del centrodestra - che anche in Italia, come dice il Presidente Napolitano, possa essere accolta la proposta di Legge "L'Italia sono anch'io", cioè che tutti i nati in Italia diventino cittadini italiani. Credo che solo il Parlamento, speriamo il prossimo, potrà rendere possibile questa proposta politica; quello che facciamo con questo provvedimento è anticipare i tempi e ciò significa che tutti i nati a Torino per noi sono cittadini civici di questa Città e quindi, in qualche modo, è un'onorificenza che speriamo diventi una prima porta d'ingresso verso la cittadinanza italiana. Semplicemente tutti i bambini che frequentano le nostre scuole, anche i figli di cittadini immigrati, sono cittadini di questa Città e, quindi, avranno la Cittadinanza Civica. Credo che questa espressione (come, tra l'altro, dicono molti professori e mi rivolgo anche al Presidente Altamura, che aveva fatto una questione su Cittadinanza Civica o Civile) sia stata verificata dalla Presidenza e, tra l'altro, è presente in tantissimi libri pubblicati in questi anni da prestigiose Università e professori, per cui credo che la definizione sia giusta. Dopodiché, se se ne trova un'altra, credo che il senso sia ben espresso dall'emendamento e spero che anche il centrodestra e le opposizioni possano votare favorevolmente. In questo senso, ringrazio il Consigliere Viale, che è il primo firmatario della proposta di deliberazione e che mi pare abbia, da subito, espresso una posizione favorevole su questo intendimento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Faccio solo presente che è una ripetizione di se stesso. La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Il mio suggerimento potrebbe essere un subemendamento, se condiviso (ma questa discussione era già stata fatta con il Vicepresidente Levi), visto che nelle due parole la seconda si avvicina alla parola cittadinanza ed è pleonastica, in quanto il cives in latino è cittadino e quindi ripeterebbe esattamente la stessa parola che abbiamo all'inizio, avevo proposto - e mi ero confrontato anche con il Segretario Generale, ma il fatto di non aver insistito è una mia manchevolezza - di subemendare con la proposta di "Municipale". Ritengo che ripetere pedissequamente cives (cioè, cittadino) dopo Cittadinanza lo renda assolutamente poco comprensibile. Propongo di trovare la possibilità di subemendare in questa direzione (ovviamente, mi appello alla Presidenza, anzi all'Ufficio di Presidenza, che in questo momento è schierato, ma anche alle forze politiche), in quanto sarebbe più corretto etimologicamente rispetto alla dizione letterale che abbiamo identificato con l'emendamento presentato dal Vicepresidente Levi e, forse, potrebbe rendere migliore la dizione che stiamo identificando; se invece non fosse così, evidentemente l'Aula sarà sovrana. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Effettivamente, comprendo il suo intervento, perché il dizionario recita: "Civico: proprio del cittadino". La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Intervengo per commentare questa proposta di emendamento, perché credo che ogni emendamento abbia, di per sé, il merito di poter innescare un dibattito e, quindi, mi riserverò di intervenire su ogni emendamento. Per quanto riguarda questo emendamento in particolare, il Presidente Altamura mi ha anticipato su un punto, perché la Cittadinanza Civica è come l'acqua bagnata o la luce luminosa (e potremmo andare avanti in eterno, con esempi di scuola che ci riportano proprio alla serenità dell'infanzia). Posso dire la verità? Sull'esito non seguo il ragionamento del Presidente, perché nella misura in cui è di per sé una fictio iuris, definiamola così se vogliamo darle una dignità, in realtà, se invece vogliamo parlarne con toni politici e polemici, è una cosa che non esiste per cui la potremmo chiamare "Pippo" e credo che, tutto sommato, il vulnus nei confronti dello Statuto sarebbe il medesimo, anche se comunque apprezzo almeno il tentativo. Il problema, però, è che mi stupisce che il Vicepresidente Levi non abbia parlato dell'elemento di merito meno simbolico e più di sostanza del suo emendamento; voglio richiamare l'attenzione di tutti i Consiglieri di maggioranza, quantomeno quelli presenti in Aula, su questo elemento, cioè l'eliminazione del riferimento all'iscrizione alla scuola dell'obbligo, perché mi sembra coerente con l'evoluzione del dibattito rispetto all'indicazione che aveva dato il Capogruppo Lo Russo; ricordo bene che il Capogruppo del PD aveva detto: "Se il centrodestra ritiene che possa essere interpretato come un passo indietro sullo "ius soli", allora eliminiamo con un colpo di bianchetto il riferimento alla frequenza scolastica". Questo lo dico perché vorrei che quantomeno ne fosse consapevole la maggioranza che si appresta a votarlo. Per esempio, il Consigliere Grimaldi prima ha fatto riferimento alla scuola e mi tocca contraddirlo: se passa questo emendamento e la proposta di deliberazione così emendata, la Cittadinanza Civica - l'acqua bagnata - tocca a chiunque, cioè a qualunque bambino neonato extracomunitario nasca a Torino, a prescindere dall'età, anche da qualunque iscrizione o meno e anche dalla residenza. Alla lettera dice questo: se casualmente un bambino, non cittadino italiano, nasce a Torino, può fare richiesta e, a quel punto, la Città ha il dovere di conferirgli la Cittadinanza Civica, Municipale o quant'altro. Vorrei solo rilevarlo, perché non è una differenza poco indicativa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Abbiamo aperto il dibattito su un emendamento, ma in realtà è su tutti gli emendamenti, per cui, giacché sta intervenendo, può illustrare l'emendamento n. 119. Prego, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Prendo atto di questa indicazione sull'ordine dei lavori. Mi limito anche ad un'indicazione sull'emendamento n. 39, visto che il dibattito è unitario, ma sarò brevissimo; per quanto riguarda il testo che andiamo a votare, profondamente modificato nel nome e nei criteri rispetto al testo sottoposto all'attenzione delle Circoscrizioni - questo è un altro elemento da dirci -, di fatto noto che il nuovo emendamento di Giunta parla del parere delle Circoscrizioni e cioè che 4 Circoscrizioni su 10 non hanno espresso parere, 3 lo hanno espresso favorevole incondizionatamente e altre 3 lo hanno espresso favorevole ma con dei condizionamenti anche abbastanza pesanti. Per cui rilevo che su 10 Circoscrizioni vi sono solo 3 pareri favorevoli. È un altro elemento su cui, in un'ottica in cui si vota qualcosa che dovrebbe beneficiare di un consenso ampio di maggioranza qualificata, ogni Consigliere dovrebbe riflettere. Di tutte le Circoscrizioni, che sono amministrate - unanimemente monocolore - dal centrosinistra, solo 3 hanno dato il parere favorevole, per cui anche questo è un altro elemento su cui ragionare. Passando al mio emendamento, sono contento di averlo proposto, quantomeno per far evolvere il dibattito nella maggioranza e portare al ritiro del riferimento all'iscrizione alla scuola dell'obbligo, perché ha dimostrato che era un criterio farsa; il mio emendamento, che penso verrà respinto dalla maggioranza alla luce dell'emendamento del Vicepresidente Levi, chiedeva di inserire tra i criteri il completamento del percorso della scuola dell'obbligo. In realtà, l'avevo già presentato la scorsa seduta, per cui non mi voglio ripetere, voglio solo riassumere la ratio dell'emendamento ovvero che il dare atto di un'avvenuta integrazione culturale non può avvenire rispetto ad un dato formale della mera iscrizione all'età di 6 anni ad una scuola dell'obbligo o, peggio ancora, all'essere solo nato - da dato anagrafico - nella Città di Torino, ma può essere riconosciuto solo con una presunzione legata al completamento di un percorso, in cui il bambino in questione con origini extracomunitarie è cresciuto, maturato ed ha percorso gli anni fondamentali della sua formazione scolastica in mezzo a dei coetanei di cittadinanza italiana e torinese. Per cui si dà per scontato che favorisca un dato acquisito di reale integrazione culturale avvenuta. Prendo atto che questo emendamento ha suscitato un emendamento di segno completamente opposto della maggioranza, in cui scompare del tutto anche il riferimento alla scuola (un passo, potremmo dire, progressista); in realtà, mi sembra un po' superficialotto e non credo che abbia paragoni o simili in altri casi di Amministrazioni cittadine in Italia. Auspico solo che ogni Consigliere della maggioranza, faccio riferimento soprattutto agli elementi più moderati e quindi - mi auguro - anche i più responsabili, siano consapevoli di cosa stiamo andando a votare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio In questi giorni ho ascoltato molti di voi che hanno fatto delle osservazioni, alcune sicuramente pertinenti, altre interlocutorie sui termini, eccetera. Francamente credo che la cosa importante sia la parola "cittadinanza", poi "Onoraria" può confondere con la "Cittadinanza Onoraria" anche se è un albo a parte, ma è una osservazione accoglibile, mentre "Civica" può essere una ripetizione, quando in realtà per "civica" si intende molto spesso "della Città". Se si va su Google e si cerca "Cittadinanza Civica", ci sono fior fiori di associazioni che usano questo termine e seminari, perché si intende tutta una serie di ruoli di cittadinanza legati alla Città. È chiaro che si tratta di un neologismo, ma è un neologismo che porta avanti, nel senso che segna un po' i tempi e quella che è l'evoluzione di una cultura civica. Ad esempio, la lista civica è la lista dei cittadini o la lista della città e questo è discorso che lascio fare a tutti quanti. Invece sono d'accordo sul fatto di togliere il riferimento alla scuola, che ritenevo fosse una modalità per avere un più ampio consenso, ma non ha più senso nel momento in cui una parte dell'opposizione ha fissato questa asticella al termine dell'obbligo scolastico. Peraltro ha molto meno senso se, invece di Cittadinanza Onoraria, parliamo di Cittadinanza Civica, che, a quel punto, si acquisisce proprio nel nascere in quel posto. Per questo motivo accolgo l'emendamento, essendoci il dubbio - semantico, ma anche politico, contenutistico e culturale - del Consigliere Altamura. Vorrei sapere se è possibile votare per parti separate fino a "Cittadinanza Civica" (chiedendo ai Capigruppo di farsene portavoce) e, poi, la seconda parte, in modo che siano distinte le 2 questioni, sperando che questo, una volta risolto, porti ad un'ampia convergenza da parte dei Consiglieri della maggioranza ma anche dell'opposizione, pur con dei distinguo che possono perfettamente rimanere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Si può votare per parti separate una volta emendata. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo. Quindi, lei chiede la votazione finale per parti separate. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Avendo già espresso una questione di metodo, perché parlare di cittadinanza ai fini dello "ius soli", almeno in quest'Aula, va a denigrare una discussione che dovrebbe essere parlamentare, il Gruppo della Lega Nord ha una proposta per poter votare questo tipo di modifica dello Statuto. Proponiamo di eliminare la parola "Cittadinanza" e lasciare "iscrizione ad un Albo Municipale", dove chi ha i requisiti indicati dagli emendamenti e dal testo della deliberazione può iscriversi. In questo modo, andando ad eliminare una parola che secondo noi è fondamentale e che deve essere normata a livello legislativo nazionale, si può andare ad inserire questo albo a cui iscriveranno tutte le persone che vorranno farne parte; in questo caso, il nostro voto sarebbe favorevole. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Le chiedo scusa, ma non ho sentito l'ultimo commento. RICCA Fabrizio Ho detto che, nel caso la nostra proposta venisse accolta, il nostro voto sarebbe favorevole. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Siamo in attesa di un subemendamento all'emendamento n. 120 da parte della Lega Nord. Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 10, a firma della Lega Nord. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 10: Presenti 24, contrari 24. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 10 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 10, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 11 al n. 73 (escluso il n. 39), a firma della Lega Nord. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 11 al n. 73 (escluso il n. 39): Presenti 24, contrari 24. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 11 al n. 73 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, gli emendamenti originali, dal n. 11 al n. 73 (escluso il n. 39), sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . L'emendamento n. 39, presentato dal Consigliere Viale, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) È l'emendamento che recepisce il parere delle Circoscrizioni. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento 39: Presenti 31, favorevoli 24, contrari 7. L'emendamento 39 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 74 al n. 118, a firma della Lega Nord. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 74 al n. 118: Presenti 23, favorevoli 1, contrari 22. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 74 al n. 118 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, gli emendamenti originali, dal n. 74 al n. 118, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 119, presentato dal Consigliere Marrone. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 119: Presenti 28, astenuti 2, favorevoli 4, contrari 22. L'emendamento 119 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l’originale dell’emendamento n. 119 è inserito nel presente verbale all’appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. Passiamo all'analisi del subemendamento all'emendamento n. 120, a firma della Lega Nord. Questo subemendamento chiede di eliminare le parole: \"Cittadinanza Civica\" inserendo: \"Albo Municipale\" ed eliminare: \"conferisce la Cittadinanza Civica\" con: \"la possibilità di iscriversi ad un Albo Municipale\". Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento all'emendamento n. 120: Presenti 35, astenuti 1, favorevoli 10, contrari 24. Il subemendamento all'emendamento n. 120 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l’originale del subemendamento all’emendamento n. 120 è inserito nel presente verbale all’appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. L'emendamento n. 120, presentato dal Consigliere Levi, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 120: Presenti 35, astenuti 4, favorevoli 21, contrari 10. L'emendamento n. 120 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla votazione finale. Il Consigliere Viale ha chiesto la votazione per parti separate. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ritira la richiesta? VIALE Silvio La richiesta riguardava l'emendamento, perché la proposta di deliberazione deve ottenere i 2/3 dei voti, quindi non potrei chiederla. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Alla conclusione di questo iter abbiamo deciso che il nostro voto sarà di astensione in quanto, la settimana scorsa, avevamo posto alcune condizioni e segnalazioni su quello che ci sarebbe piaciuto vedere e mi sembra che con questo emendamento ne abbiamo soddisfatta una, togliendo la definizione di "Cittadinanza Onoraria" e mettendo un'altra dicitura, ma ne abbiamo tolta un'altra, che era quella della scuola dell'obbligo, perché, a nostro parere, il conferimento della cittadinanza deve avvenire dopo un certo periodo, magari anche all'inizio della scuola dell'obbligo, ma, in questo momento, che ciò avvenga alla nascita ci sembra onestamente una cosa fuori luogo. Per questo motivo, pur ritenendo che questa sia una questione fondamentale da risolvere e che sia importante trovare il modo di coinvolgere questi ragazzi e queste persone facendoli diventare cittadini e pienamente integrati nella nostra società, il nostro sarà un voto di astensione, proprio perché, in generale, siamo favorevoli e ci dispiace che non ci sia stato il modo di fare una trattazione sufficientemente approfondita per arrivare ad un testo a cui anche noi potessimo votare a favore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica In linea di principio approvo ed appoggio quanto vogliamo fare oggi con questa votazione, ma sono convinta che tutto ciò che può passare da questo Comune che sia un puro atto simbolico non abbia il benché minimo spunto legale per dare veramente un diritto a queste persone che dovrebbero seriamente avere la cittadinanza italiana già dalla loro nascita. Secondo me, tutto ciò che è simbolico è pari a zero, nel senso che andrebbe cambiata la legislazione a livello romano. Avrei preferito votare una proposta di mozione o di ordine del giorno che impegnasse il Parlamento a provvedere a votare una Legge urgente per fare avere a questi bambini la possibilità di diventare direttamente cittadini onorari alla nascita. Il mio sarà un voto di astensione, perché il principio è condiviso, ma non il metodo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Chiaramente il nostro voto a questo atto sarà favorevole. Ringrazio il Consigliere Viale che, in questo Consiglio Comunale, è portatore di una cultura politica diversa dalla mia, ma devo dire che, questa volta, con la sua provocatoria capacità è riuscito a farci fare un passo in avanti. Lo dico francamente che lo ringrazio, perché, secondo me, entrando in scivolata è riuscito veramente a provocare una reazione a catena. Sicuramente si tratta solo di un atto simbolico, non può essere altro che questo, ma nel suo simbolismo è un fatto importante in un Paese che ha fatto - lo voglio dire con chiarezza - del razzismo istituzionale un elemento fondante delle Leggi sull'immigrazione dell'ultimo decennio. L'altro giorno ero ad un convegno in cui veniva presentata una ricerca sul CIE di Torino, su quella che è una vera e propria prigione a cielo aperto e di cui troppo spesso non si parla. Non era un convegno di forze di Polizia, anche se erano presenti, o di associazioni di migranti, anche se erano presenti, o di associazioni di volontariato, anche se erano presenti, ma era un convegno prima di tutto di giuristi, dove Giudici di Pace, avvocati (civilisti e penalisti) e Magistrati si interrogavano su quella che è la tenuta di un sistema legislativo che è effettivamente regredito, fino a rendere accettabile che ad una persona venga negata la propria libertà individuale senza neanche un'udienza di convalida, con un difensore d'ufficio che, di volta in volta, cambia e che non incontrerà e che, quindi, non potrà riconoscere e non la potrà difendere e con una possibilità di Appello da consumarsi una volta ritornata nel suo Paese. Qual è la connessione fra queste 2 cose? La connessione esiste, perché l'architrave che è stato costruito in questo Paese è un architrave che, invece, finisce sulla testa di generazioni di italiani, perché dobbiamo iniziare ad imparare a definirli così. Un Paese che è una grande e complicata democrazia come l'America - questa la dedico al Consigliere Viale - è anche un Paese che ha fatto spesso delle contraddizioni razziali un problema, ma anche una risorsa; in un Paese come l'America, per esempio, ci sono molto spesso delle discussioni anche molto dure su fatti che riguardano la diversità razziale. Solo l'anno scorso in America ci sono state 790 udienze contro poliziotti che hanno effettuato controlli per le strade a soggetti con la pelle di colore differente. Questo è il segno di un Paese che ha sviluppato degli anticorpi democratici nei confronti delle discriminazioni razziali. Noi, invece, consideriamo normale che su un treno, su un pullman o per la strada la Polizia cominci i controlli proprio dalle persone che hanno il colore della pelle diverso dal nostro, perché vengono considerati soggetti criminogeni, cioè, a parere diffuso, sono soggetti che hanno un rischio sociale più alto del nostro. Credo che in questo anche i simboli riscrivano un po' di giustizia ed è una pagina di giustizia anche nella nostra città. Si tratta di una città che, grazie agli interventi di questa Amministrazione - e non solo -, negli anni più bui della paura del diverso però è riuscita a tracciare una rotta differente, grazie ad un sistema integrato di associazionismo, di Amministrazione e di buona politica. Ritengo che la provocazione di oggi ed il simbolo che oggi liberiamo in questo Consiglio Comunale sia il sigillo di un modo diverso di amministrare quello che non è un problema, ma è una straordinaria risorsa per il nostro Paese. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Intervengo per la dichiarazione di voto, anche se sinceramente credo che fosse già abbastanza chiaro il mio voto, però, a maggior ragione dopo la dichiarazione di voto del Gruppo di SEL, mi sento di dover dire qualche parola. Vorrei rimarcare più che altro 2 elementi: a forza di inseguire queste derive, ritengo che questa Sala abbia fatto un enorme passo indietro rispetto, per esempio, alla mozione sul Sigillo Civico per la prima nata del 2012. Lo dimostra il fatto che tutta l'opposizione è compatta nel non seguire la maggioranza nel fatto che, quando un tema così importante lo si pone come via alata, non si può pensare che il centro e che le anime responsabili anche maggiormente attente ai contenuti, al di là dei posizionamenti ideologici, di questa Sala non si stia prestando e non stia seguendo sulla scia. Sinceramente, non so che film abbia visto il Capogruppo Curto, forse uno sull'Alabama degli anni Venti e non sull'Italia del 2012. Il riferimento all'associazionismo mi spiega molte cose della rappresentazione drammatica e a tinte fosche della nostra realtà, forse perché deve essere posta come giustificazione, poi, per determinati interventi. Sinceramente mi limito a sottolineare come si stia creando una specie di mostro giuridico che non ha senso, non ha né capo né coda, non cambia niente e, anzi, si limita a creare una contrapposizione completamente bipolare, centrodestra e centrosinistra, anche se abbiamo ascoltato le dichiarazioni del Movimento 5 Stelle, per cui, di fatto, si cerca di dare una connotazione ideologica e del tutto propagandistica ad una misura che, se in realtà voleva portare a dei passi avanti su un tema di confronto civile, a me sembra che stia segnando solo dei passi indietro. Il dato di queste dichiarazioni di voto è una chiusura a riccio del centrosinistra nell'attuale conformazione elettorale - è questo il dato - su un tema che va a modificare lo Statuto della Città di Torino. Votiamo, la parola all'Aula e vedremo quale sarà il consenso ad un'operazione simile, gestita - posso dire - anche in modo un po' improvvisato e all'ultimo momento, in zona Cesarini, su un tema così serio e grave come l'attuale, quello dell'integrazione delle seconde generazioni. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Chi ha previsto nella Costituzione i 10 anni di residenza o, comunque, di sosta nel nostro Paese prima di poter richiedere la cittadinanza probabilmente non aveva visto così male, perché bisogna fare un percorso prima che una persona possa dirsi parte di un sistema. Ad oggi, far parte di un sistema è sempre più difficile. Sentendo gli interventi di altri Capigruppo sembra tutto facile e scontato, quando sappiamo che i rapporti di chi gestisce o lavora all'interno delle carceri parlano di un numero superiore al 70% di detenuti stranieri, non perché irregolari, ma perché delinquenti. Sicuramente viene difficile provare a pensare che queste persone, magari, hanno ricevuto un regalo, perché quello che noi concettualmente stiamo facendo è un regalo a chi, ad oggi, ancora non ha meritato nulla e non ha dimostrato nulla. Sono ancora dell'idea che essere cittadini di uno Stato voglia dire farne parte al 100%. Noi ci stiamo mettendo nella condizione di regalare la cittadinanza, per quanto simbolica, a persone che magari non sanno nemmeno l'italiano dopo anni che sono qui. Non abbiamo messo paletti di alcun tipo su come gestire questo tipo di cittadinanza. Chi ha parlato prima di me ha detto che sono stati fatti dei cambiamenti in zona Cesarini e, addirittura, io ritengo che per quello che si sta per votare, ovvero il cambio dello Statuto, questa sia una proposta di deliberazione che non andava neanche emendata, doveva essere ritirata e ripresentata, perché, come maggioranza, avete dato la dimostrazione di non essere neanche capaci di parlare tra di voi. Tra chi propone e chi discute non c'è stato alcun tipo di confronto, tanto che ci si trova un emendamento che porta dalla Cittadinanza Onoraria alla Cittadinanza Civica, senza neanche sapere che cosa le Circoscrizioni, che hanno fornito comunque dei pareri interessanti su cui andare a lavorare, hanno espresso. Stiamo per votare un atto inutile, grazie al quale regaliamo finte speranze a persone che, probabilmente, hanno bisogno di altro. Bisognerebbe mettersi nella condizione di fare qualcosa per chi, in un momento come questo, viene in questo Paese e si trova per strada e magari si trova a dover delinquere per forza, perché non c'è lavoro per noi, figuriamoci se c'è lavoro per chi viene qui con la speranza di avere una vita nuova. Il nostro voto sarà assolutamente contrario, perché, come abbiamo detto, è sbagliato il metodo ed il segnale. Secondo me si poteva parlare con un ambito più politico, attraverso una proposta di ordine del giorno da indirizzare al Governo che verrà, su come potremmo individuare un sistema di cittadinanza alternativa, magari cambiando gli anni o mettendo dei paletti diversi. Questo, ad oggi, è il sistema più sbagliato e la dimostrazione è stata la forzatura, sempre di questo Consiglio Comunale, sul Registro delle unioni di fatto, al quale il numero di persone che si sono iscritte è davvero esiguo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Il mio sarà un voto di astensione, perché in parte condivido e in parte no; non condivido soprattutto il fatto che basta essere nati per essere riconosciuti cittadini di Torino. Penso che un minimo di consapevolezza, che può venire dalla scolarità dell'obbligo, potrebbe dare una mano a tutti quanti, cioè la consapevolezza di essere un cittadino di Torino. Non credo che un bambino di 6 anni possa avere già tutta questa consapevolezza, però il fatto di crescere in un contesto ed in un ambito di una Città forse - poi oggi i bambini sono molto più evoluti di quanto magari non lo fossi io a 6 anni - potrebbe aiutare e dare un senso a questo simbolo, perché anche i simboli hanno un loro valore. Da una parte, sentiamo che il simbolo è solo simbolo, quindi una cosa astratta, mentre, dall'altra parte, gli diamo invece significato e andiamo ad evocare e addirittura a disturbare il razzismo che si vive nelle Americhe, per cui abbiamo sentito dei paradossi. Avrei preferito sentire dei concetti più semplici, più concreti e più della nostra realtà che non andare a fare quasi del vittimismo nei confronti di questi poveri bambini, che non sono riconosciuti cittadini torinesi come qualsiasi altro bambino. Ribadisco che il mio sarà un voto di astensione, perché credo che, più che la sostanza, la forma difetti di qualche cosa che forse sarebbe stato meglio approfondire. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Vorrei ringraziare tutti i Consiglieri, perché mi aspettavo una certa discussione, ma una partecipazione con così tante proposte mi ha un po' stupito. Questo significa che l'argomento è sicuramente vero. È chiaro che la parola magica di questa proposta di deliberazione è "cittadinanza", il resto potrà trovare varie formulazioni, peraltro anche la parola "civica" dà il potere della cittadinanza data dalla Città di Torino, quindi è pacifico che la mia soluzione iniziale, sentendo un po' gli umori, era una soluzione di mediazione. Oggi non sarà così, non ci saranno i 2/3; capisco le ragioni del Consigliere Berthier e dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle che avrebbero convenuto su un'altra formulazione. Credo che oggi passerà la proposta di deliberazione, ma non otterrà i 2/3 dei voti, fra un mese la rivoteremo ed ho la speranza che, fra due mesi, questa maggioranza semplice non si confermi come tale, ma possa avere anche i 2/3 in quella sede. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Questa sera, approvando questa proposta di deliberazione, non facciamo entrare delle persone dentro un sistema, ma, concedendo loro la cittadinanza, faremo in modo che queste persone siano parte di una comunità locale, non di un sistema. La cittadinanza non è qualcosa che è legato al merito, non bisogna meritarsi la cittadinanza, altrimenti noi, per esempio, dovremmo toglierla a chi evade le tasse, a chi mena la moglie o a chi non rispetta la convivenza civica e civile nella nostra Città. Credo che anche in questa occasione dobbiamo provare a fare uno sforzo ed andare un po' più in là di questa Sala. Nei giorni scorsi ho provato a parlare e a spiegare questo provvedimento ad alcuni bambini e loro sono rimasti molto sorpresi, in particolare i più piccoli, perché mi hanno spiegato che i loro compagni sono torinesi, in quanto sono nati a Torino, e questa è per le persone che siamo chiamati ad amministrare, comprese quelle che ancora non votano, una cosa molto semplice ed immediata. Per chi passa la giornata con loro, per chi condivide con loro la fatica e l'entusiasmo della loro età, è molto semplice percepire il fatto che per loro i loro amici sono torinesi, perché sono nati nella loro città e condividono un'esperienza di vita straordinaria, come il tempo che sono chiamati a vivere, insieme a loro, da torinesi. Dobbiamo immaginare che, a fianco ad un fatto simbolico, finalmente andiamo ad introdurre anche delle politiche (non solo nella nostra Città, che è all'avanguardia, ma anche in questo Paese) che siano di cittadinanza. Dobbiamo fare in modo che siano cittadini veri e che possano esercitare a pieno titolo i loro diritti; non dobbiamo avere paura. Il messaggio che, oggi, arriva dalla Sala Rossa per gli stranieri che sono qui è che sono bene accetti, che l'Italia è il loro Paese, che Torino è la loro Città e che, se loro rispettano le regole, noi siamo orgogliosi di averli al nostro fianco a costruire il futuro di questa Città e di questo Paese. Il messaggio che arriva ai cittadini torinesi è che non devono avere in alcun modo paura, che non ci sono distinzioni rispetto al colore della pelle o al Paese di provenienza, ma le distinzioni sono tra persone perbene e persone non perbene, tra persone oneste e persone disoneste; queste sono le distinzioni che vanno fatte. Quindi, è un messaggio di grande speranza quello che la nostra Città dà con questo voto (mi auguro con il massimo del consenso); si tratta di una battaglia che ci intestiamo avendola portata avanti fin da subito, da quando si è insediato questo Consiglio, ed è una battaglia quella de "L'Italia sono anch'io" che il nostro Gruppo ed il nostro partito sostengono da molto tempo e ci auguriamo che ancora una volta da Torino parta un segnale molto significativo e che sia contagioso per il resto del Paese. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Non vi sono altri iscritti a parlare. A me dispiace che il Presidente del Consiglio Comunale non sia in Aula al momento della votazione di una modifica dello Statuto. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Consigliere Moretti, lei ha votato per un suo Collega. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Visto che è una modifica dello Statuto, le chiederei di prendere il suo posto e votare. È una modifica dello Statuto, non è... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non è personale, stiamo votando una modifica dello Statuto, Consigliere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto, però decido io come governo l'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Cos'è? È una minaccia? Non ho capito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto. Ho ravvisato che un Consigliere ha votato al posto di un Collega, non posso farlo? Non posso farlo? Perfetto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non era in Aula. Vicecapogruppo, non era in Aula. Astenuti 6, favorevoli 23, contrari 9. La proposta di deliberazione non è approvata. |