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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Ringrazio il Presidente e i Consiglieri. Ritorniamo su una questione, di cui peraltro il Consiglio Comunale si è già occupato con una mozione votata nei mesi scorsi, che riguarda il destino dell'Ospedale Valdese. Questo ospedale è un presidio sanitario significativo della nostra Città e sta vivendo una fase di particolare travaglio da parecchi mesi. Una fase di travaglio che è data dal fatto che nell'ambito dei processi di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, se ne prevede la riduzione e, per alcuni aspetti, anche lo smantellamento. Questa decisione ha suscitato, sia nel territorio su cui l'Ospedale Valdese insiste da sempre, cioè la zona San Salvario – Nizza della Città, sia nella più ampia platea di cittadini che hanno avuto la ventura di essere ospiti e clienti di questo ospedale, utenti di questo ospedale, ha suscitato inquietudine e preoccupazione per una ragione che tutti possono comprendere; cioè il fatto che l'Ospedale Valdese è da sempre un presidio sanitario di eccellenza soprattutto nella cura delle oncologiche, in particolare dell'oncologia alla mammella, quindi è un punto di eccellenza nell'ambito della senologia, affermato e riconosciuto. Basterebbero le cifre a ricordarlo: ogni anno l'Ospedale Valdese assicura 7.000 interventi chirurgici, segue stabilmente più di 4.000 donne sofferenti per patologie tumorali, effettua 800.000 prestazioni di laboratorio, in particolare 6.000 interventi per tumore al seno. Numeri significativi che spiegano quanto questo ospedale sia importante, tant'è che è il secondo Polo piemontese per la senologia ed è il primo nella cura di queste patologie per parametri di efficienza e di qualità. Sono tutte ragioni che inducono a pensare che non sia né opportuna, né giustificata la chiusura di questo ospedale, invece è quello che si rischia, perché allo stato attuale, ad oggi, già alcune specialità sono state chiuse, i contratti con i laboratori esterni e con i service sono stati disdetti, le sale operatorie sono in via di chiusura. In realtà, quello che si prefigura, è la riduzione dell'Ospedale Valdese a niente di più che a un presidio ambulatoriale per il territorio circostante. Noi pensiamo che questa prospettiva non sia condivisibile, perché riduce l'ospedale a poco più che a un presidio ambulatoriale, mentre invece sia necessario e giusto mantenere la sua capacità operativa in tutte le attività che ha fin qui svolto, e non debba essere disperso il patrimonio di conoscenza e di sapere, di cura, di tecnologia che l'esperienza del Valdese ha fin qui accumulato. Questa nostra opinione, peraltro, è confortata da una vasta mobilitazione di opinione pubblica che c'è stata in questi mesi e che ha dato luogo anche a manifestazioni di impegno e di forte mobilitazione, in particolare di donne, di cui i giornali hanno dato notizia. Per tutte queste ragioni, nelle settimane scorse mi sono rivolto al Presidente Cota e all'Assessore Monferrino per sollecitare la sospensione di ogni misura che possa portare allo smantellamento dell'ospedale e la convocazione del tavolo di concertazione sul funzionamento dell'Ospedale Valdese, che era stato istituito nel 2007, nel momento in cui l'Ospedale Valdese era passato sotto la responsabilità della Regione, si era sottoscritto un protocollo tra Tavola Valdese e Regione, che tra le tante previsioni prevedeva anche l'istituzione di un Tavolo che fosse la sede per un periodico confronto sull'attività dell'ospedale e sulle sue prospettive. Questo Tavolo, nonostante sia stato istituito dal 2007 ad oggi, non è mai stato convocato. Non ne chiediamo la convocazione (ribadiamo ancora una volta questa richiesta, perché nonostante io abbia chiesto al Presidente Cota e all'Assessore Monferrino l'immediata convocazione, questa convocazione non è ancora arrivata), perché quello è il luogo dove tutti coloro che, a qualche titolo, sono interessati alle prospettive del Valdese, possono confrontare le proprie idee e valutare quale sia il miglior destino per questo ospedale. Fanno parte del Tavolo la Regione, la Città, la Circoscrizione, le ASL, i medici curanti, la Tavola Valdese; quindi ci sono tutti coloro che in qualche modo possono concorrere a determinare le scelte più opportune, più giuste e proprio per questo noi ne abbiamo chiesto la convocazione e continuiamo a chiederla. Chiediamo anche che nel momento in cui, per effetto della riduzione delle risorse a disposizione del sistema sanitario, per effetto della spending review e per effetto del decreto Balduzzi, si va verso un obbiettivo e ineludibile ripensamento del progetto della Città della Salute, a maggior ragione si operi perché l'Ospedale Valdese, anziché essere smantellato e chiuso, diventi una struttura da ricondurre all'interno della Città della Salute, affidandogli quelle finalità specifiche che gli sono proprie. In particolare che entro la Città della Salute l'Ospedale Valdese possa diventare il punto di eccellenza per la cura dei tumori alla mammella e per tutto ciò che attiene all'attività di senologia. Queste sono le cose che abbiamo posto; l'Amministrazione, attraverso l'Assessore Tisi, è in contatto costante e continuo sia con la Regione, sia con gli operatori sanitari e la Direzione sanitaria dell'ospedale, per monitorare l'evoluzione di questa situazione. Colgo questa occasione (credo di interpretare il pensiero di tutto il Consiglio) per chiedere ancora una volta al Presidente Cota e all'Assessore Monferrino di mettere davvero in essere ogni azione volta a sospendere misure di smantellamento e a convocare nei tempi più rapidi possibili, a giorni, il Tavolo previsto dalla convenzione del 2007, in ragione tale che si abbia finalmente un luogo dove discutere di quali prospettive dare al Valdese, per uscire da questa situazione di incertezza e di conflittualità permanente, che credo non faccia bene alla Città e ai nostri cittadini. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Essendo uno dei firmatari, voglio porre una domanda non provocatoria al Sindaco. Io avevo partecipato alla prima manifestazione in Piazza Madama Cristina, durante la quale il Sindaco era stato accusato di silenzio assordante. Vorrei capire a cosa è dovuta la sua presa di posizione repentina. Ripeto e sottolineo che non si tratta di una domanda provocatoria, perché io condivido appieno l'azione della Città nei confronti del Valdese. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io non condivido l'impostazione del Sindaco. Ma questo è normale. Nel senso che capisco che tutti siamo emotivamente condizionati dal fatto che sia un ospedale storico e con un nome altisonante, perché richiama la comunità Valdese, che finisce per essere ridimensionato. Però, bisogna oggettivamente vedere qual è il sistema della sanità e qual è il modo per razionalizzare, perché altrimenti tutti siamo bravi a dire che bisogna razionalizzare da qualche altra parte, però quando tocca qualche cosa, o c'è una bandiera che si leva, immediatamente cambiamo l'impostazione. Voglio soltanto far notare (ma non è una polemica, è semplicemente un ragionamento) che il Valdese non si trova in Val Varaita, in un posto isolato, ma si trova in una delle zone più coperte dalla sanità in Piemonte. Nel senso che anche le attività del Valdese che vengono spostate, sono spostate a un chilometro e mezzo, non di più. Ecco perché a me dispiace per la situazione del Valdese (peraltro ho vissuto a San Salvario per tanto tempo e sono legato con la comunità valdese per altri importanti temi), però la situazione dell'ospedale Valdese, parallela a quella del Mauriziano, ma col difetto di non essere così grosso e importante come il Mauriziano, ha avuto degli alti e dei bassi. Per cui, anche quando la Regione Piemonte ha dovuto prenderselo, in qualche modo, non è stata proprio una situazione gloriosa. Sicuramente c'è un problema del personale e dei pazienti, ma questi vengono risolti. La cosa più scandalosa che ho trovato (lo devo dire da medico prima di tutto) è il fatto che chi aveva in carico le pazienti se n'è fregato fino all'ultimo minuto, lasciando scoppiare il caso, evitando di prenotare le persone e di dare indicazioni precise, quando un minimo di deontologia avrebbe dovuto far dire: "Probabilmente chiudiamo. Le indicazioni sono queste e queste altre, telefoniamo". Faccio notare un'altra cosa soltanto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io parlo in dissenso dal Gruppo, quindi tu parli come vuoi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Faccio solo notare un'altra cosa: si è molto discusso della questione della mammella e della breast unit. Le tre breast unit di Torino (la quarta è quella di Candiolo, che in questo momento ha esaurito il budget, quindi non è funzionante) coprono ampiamente le esigenze. C'è anche un problema di razionalizzazione. Le sale operatorie non sono utilizzate al massimo in nessuna delle tre strutture. Solo adesso alle Molinette e al Sant'Anna si usano sperimentalmente le sale operatorie al pomeriggio, per cui c'è la possibilità di assorbirle completamente. Ma faccio notare un'altra contraddizione al Sindaco e ai miei Colleghi che difendono il Valdese. Innanzitutto, proviamo a metterci dalla parte opposta e domani proviamo a vedere il Consiglio Regionale che ci viene a dire come mai aumentiamo tutta una serie di cose, come mai riduciamo, eccetera. Se c'è un problema di crisi e di Bilancio, questo c'è per tutti. Non si cambia giacchetta a seconda del posto. La contraddizione è la notizia che ho letto stamattina su un giornale circa la probabile apertura di una breast unit al Cottolengo. Ottimo. È la risposta a chi diceva: "Si chiude quella del Valdese, la si apre a Cottolengo". Cambia la confessione religiosa di riferimento. Va beh, pazienza! Il Cottolengo è molto più grosso, garantisce alcune cose. Non so se sia vero, ma è chiaro che è una contraddizione, perché in questo momento il progetto prevede l'unificazione del Sant'Anna e delle Molinette. Non vado a ritroso nelle Giunte Regionali per vedere da quando c'è l'idea di unificare tutte le breast unit in un unico centro, probabilmente scoprirei che andiamo molto in là nel tempo, però il fatto di aprire una nuova breast unit al Cottolengo mi ha sorpreso. Forse è questo che il Sindaco o l'Assessore dovrebbero chiedere alla Regione, perché effettivamente la creazione di una nuova breast unit è in contraddizione con il discorso di unificare le breast unit. Avrà tutte le sue ragioni, ma la prospettiva di creare una grande breast unit, che unificasse tutti gli specialisti e ottimizzasse le sale operatorie era sicuramente importante. Io rimango su quella posizione, che mi pare la più corretta da un punto di vista scientifico e sociale. Poi, se vogliamo alzare la bandiera per l'ospedale di Giaveno, piuttosto che quello di Carmagnola, facciamolo pure. Non credo che il Valdese sia la prima bandiera da tirare su in questa Regione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi sono dovuto assentare un attimo, ma prima di lei c'era il Consigliere Centillo, firmataria... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, quindi gentilmente viene usufruito il tempo di un Consigliere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va beh, però sono anche libero di concederlo io, dal momento che è stato fatto un errore di chi ha presieduto, dando la parola a un Consigliere peraltro in dissenso; ma non vi è assenso o dissenso, vi è un'opinione, perché è una comunicazione del Sindaco. La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Grazie Presidente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Chi ha presentato la richiesta di comunicazione aveva chiesto di intervenire. Il Consigliere Comunale che è intervenuto adesso ha terminato il tempo a disposizione del Gruppo, ma vi è la disponibilità di un altro Gruppo a cedere il proprio tempo di intervento. La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Ringrazio il Sindaco per questa comunicazione, ringrazio le Colleghe e i Colleghi che non solo cedono il loro tempo per darmi la possibilità di parlare, ma in qualche modo mi chiedono di rappresentarli in questa situazione. Ora, io faccio riferimento ad una Commissione Sanità di qualche mese fa, presenti anche alcuni Colleghi, fra cui il Consigliere Ricca, dove abbiamo audito l'allora neodirettore, dottoressa Bricarello, che ci rassicurava sul fatto che nel giro di pochi giorni ci sarebbe stata una proposta sul Valdese e che il primo a sapere di questa proposta sarebbe stato il Sindaco Fassino. Da allora sono passati molti mesi. Già allora avevamo chiesto (la mozione non era ancora stata votata) di convocare il Tavolo previsto dal protocollo d'intesa. Da allora il Tavolo non è mai stato convocato, come non è stato convocato dall'insediamento dell'attuale Giunta Comunale. Questa è una cosa molto grave. A fronte della chiarezza e dell'autorevolezza con cui il Sindaco è intervenuto su questa questione, con cui l'Assessore Tisi da sempre ha interpretato l'orientamento prevalente del Consiglio, continuare a non affrontare la questione (affrontandola soltanto sui giornali o nelle sedi non competenti), a non dare risposte al Sindaco, alla Tavola Valdese, alla Circoscrizione, ai rappresentanti dei lavoratori che ne hanno titolo, credo sia una cosa molto seria e imbarazzante, perché il Sindaco peraltro è la prima autorità sanitaria. Mi chiedo perché si stia andando avanti in questa direzione. Su una cosa ha ragione il Consigliere Viale: perché pensare che la breast unit debba andare al Cottolengo, che ha certamente un ottimo livello di assistenza, ma decisamente inferiore a quello del Valdese? Quindi, Io continuo a non sapere il perché di questo smantellamento, come l'ha definito il Sindaco. Quasi come se l'ospedale fosse in liquidazione, ma questa liquidazione avvenisse contro qualsiasi fonte di ragionevolezza. Dico questo perché il mantenimento quali-quantitativo delle prestazioni erogate dal Valdese, ad oggi, non è garantito nella rete sanitaria cittadina. E la dimostrazione credo derivi dal fatto che all'interpellanza urgente sulla senologia, presentata da me e dal Consigliere Onofri, l'Assessore Tisi non ha ancora potuto rispondere, non perché non è disponibile, ma perché a fronte dello smantellamento non c'è una risposta adeguata su quali sono le alternative, sulle garanzie del mantenimento delle prestazioni quali- quantitative nell'attuale situazione. Per questo ha ragione il Sindaco e io credo che si debba fare una proposta ufficiale in questo clima di confusione istituzionale che si è determinato. La proposta ufficiale, secondo me, è quella di chiedere che l'Ospedale Valdese venga affidato a Città della Salute, perché è fondamentale intrecciare il ruolo dell'Ospedale Valdese con quello della Città della Salute, così come appare dalle ultime questioni, dando in questo modo delle risposte, anche a fronte della reazione della cittadinanza, ma non solo della cittadinanza: molti di voi avranno ricevuto anche i comunicati stampa parlamentari, bipartisan; su questo c'è molta attenzione. Credo che non si debba accettare lo smantellamento del Valdese, anche attraverso una legittima protesta, che non deve essere fine a se stessa, ma deve servire a trovare soluzioni adeguate; in questo senso, credo che la presenza del Sindaco sia una garanzia. Chiudo dicendo che oggi un grande quotidiano torinese ha aperto una rubrica dedicata alle donne, intitolata "Pink", che affronta come primo argomento proprio la questione del Valdese. Questo denota il polso della situazione. Rinnovando il ringraziamento e la richiesta di chiarezza, spero che nei prossimi giorni, prima dell'assemblea del 14 prevista al Valdese, sia possibile avere risposte più chiare e definite. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea All'interno della responsabilità di governo di una grande Città come quella di Torino, credo che sia importante valutare il disegno complessivo di una riforma sanitaria, che quando prevede la rivitalizzazione della spesa sicuramente comporta dei sacrifici. Pertanto, Sindaco e Consigliere Centillo, chiedo di valutare non soltanto l'aspetto, tra virgolette, di \"consenso\" che può derivare da una battaglia di questo genere, ma anche il disegno complessivo di rivitalizzazione. Adesso probabilmente chiuderanno una serie di ospedali, si passerà forse finalmente all'azione su questa rivitalizzazione, quindi molti ospedali saranno toccati: l'oftalmico, forse chiude addirittura la Pinna Pintor, che non è un ospedale pubblico, ma è una clinica storica. Pertanto, all'interno di questo disegno del Consigliere Centillo, dove vedo sempre un aspetto di consenso e mai un aspetto di responsabilità di governo vero all'interno di questa Città, la inviterei a pensare a una cosa fondamentale, che è il Regina Margherita. Il Regina Margherita (lo dico al Sindaco, perché credo che sia una necessità da parte nostra di avere un suo intervento) è veramente l'ospedale dei bambini, che sono diversi dagli adulti. Quindi, la nostra battaglia avrebbe dovuto essere sul Regina Margherita, non sul pur valido e valente Ospedale Valdese, che sicuramente è da salvaguardare e la breast unit è da ricollocare, ma non ha la stessa importanza, Consigliere Centillo, che ha il Regina Margherita. Questo accanimento sul Valdese a scapito del Regina Margherita non lo comprendo. Invito il signor Sindaco a fare una riflessione approfondita e a non seguire i consigli interessati, dal punto di vista del consenso, di alcuni suoi Consiglieri, che a mio giudizio vanno a discapito di una vera azione di governo di questa Città, che sarebbe da fare sul Regina Margherita. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Intervengo per esprimere una profonda amarezza, perché in quest'anno e mezzo ho sempre riconosciuto la grande onestà intellettuale del nostro Sindaco e gliel'ho sempre anche dimostrata e dichiarata. Sono anche sempre stato abituato alle grandi marchette politiche, soprattutto del Consigliere Centillo, quando si tratta di salvaguardare la sua Commissione e quello che riguarda il suo mondo. Provo a dirlo ancora una volta, perché l'ho detto più volte: l'eccellenza del Valdese, i grandi medici che ci lavorano, vengono presi e spostati di milleottocento metri. Questo succede al Valdese. Poi capisco che ci rimangono male i baroni, i fornitori, le attività commerciali intorno che perdono tutto un indotto di grande giro economico. Capisco che non possono più fare le prenotazioni private e operare privatamente determinate patologie. Lo capisco, ma è così che va la vita. Se vogliamo risparmiare, se vogliamo rendere efficiente la sanità (lo voglio ricordare a tutti), questa è la prima vera riforma sanitaria che si fa dopo decenni e la fa la Regione Piemonte. Ma si reagisce con questi argomenti, cosa che mi fa specie, perché il Sindaco sa benissimo che non si smantella un'eccellenza, la si sposta di millecinquecento metri. Tutto qui. Ci rimangono male? Lo voglio dire ancora una volta con assoluta fermezza: probabilmente si smantella un sistema di baronato e qualcuno se ne farà una ragione, compreso il Consigliere Centillo, che porta avanti il discorso che il Valdese deve rimanere dov'è. Probabilmente anche il Consigliere saprà ben distribuire i propri voti, perché non c'è un'altra ragione. I pazienti stessi riconoscono che l'importante è che non si perda l'eccellenza delle cure, non i muri del Valdese o la location, che richiede una gestione autonoma per gestire meglio gli introiti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Lei, signor Sindaco, più volte nell'ultimo periodo ha invocato una presa di coscienza della classe politica torinese, rivolgendosi in particolar modo alla minoranza, chiedendo di evitare la strumentalizzazione di dati, situazioni e manovre che all'apparenza potevano sembrare prive di significato. Se oggi vogliamo vivere di slogan elettorali, posso accettare queste sue comunicazioni, ma se vogliamo fare il bene della Città, cerchiamo di evitare delle sterili strumentalizzazioni e creiamo delle sinergie indispensabili per affrontare il periodo di crisi che ci troviamo a dover affrontare. Non entro in merito ai dati forniti dal Sindaco, invoco solo una presa di coscienza da parte sua e delle sue future comunicazioni. Lasciamo lavorare e diamo fiducia alla Regione, rispettando così anche quella che è stata la sua richiesta delle ultime settimane, rispetto all'accettazione di manovre obbligate (da lei così definite) da parte nostra, che ha dovuto affrontare per evitare il peggio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Presidente, sarò brevissimo, giusto per dire al Sindaco che l'eccellenza del Valdese non sta nei muri dell'ospedale, l'importante è fare in modo che l'apparato che ad oggi funziona resti funzionante. Quindi, non è importante dove funziona, ma che funzioni. Anche perché vorrei dal Sindaco una percentuale delle persone che abitano in San Salvario e che utilizzano il Valdese per le sue eccellenze... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto, è fondamentale che l'apparato rimanga funzionante, non la logistica. La sfida che le lancio è di non piangere perché spostano il Valdese di milletrecento metri, ma di rilanciare quella zona in modo che non sia legata esclusivamente all'ospedale Valdese, che comunque - a quanto ne sappiamo oggi - rimarrà una struttura funzionante, soltanto ricollocata. È questo quello che un buon Sindaco deve fare, superare il mono-prodotto (se così vogliamo chiamarlo) e integrare la nuova realtà nel tessuto cittadino, se no rischiamo di fare la fine della Fiat. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Solo una breve parentesi per dire che (come mi è stato confermato, a latere, dal Segretario Comunale) consegnare i minuti di intervento che vengono elargiti da un altro Gruppo, o è un criterio che si prescrive per tutti a monte della discussione, o se no, oggettivamente, le conferirebbe una discrezionalità che, di fatto, consentirebbe alla maggioranza di utilizzare sempre, ogni volta che preferisce, il massimo dei minuti sommabili di tutti i Consiglieri e priverebbe i Consiglieri delle minoranze di questa facoltà. Questo lo dico senza intenti polemici, ma ci tengo a dirlo a verbale, a memoria futura. Nel merito, voglio solo rilevare quanta confusione sotto il cielo. La stessa maggioranza mi sembra piuttosto divisa su un tema che sembrava essere inizialmente cavalcato (lo dico con tono di preoccupazione) in modo anche un po' strumentale nei confronti della Regione Piemonte, quando invece un sindacato di territorio dovrebbe partire da altre basi, di convergenza e di confronto. Io, sinceramente, mi riconosco perfettamente nell'analisi fatta dai Colleghi del PdL, ma anche in quella della Lega Nord. Ritengo che il dibattito non debba frenarsi sugli ultras del Valdese, intesa come struttura che debba difendere se stessa, piuttosto che nemici di quella struttura rispetto a chi ne auspicherebbe uno smantellamento. Il nostro dovere come amministratori del territorio dovrebbe essere sempre garantire con l'occhio degli utenti del servizio la presenza e l'organizzazione capillare sul territorio del servizio stesso; quindi cercare di favorire un piano di razionalizzazione che tuteli l'utente. Quindi, se crea delle eccellenze non vada a sacrificare il puntiglio, anche un po', diciamolo, sindacale di chi, giustamente, dal suo punto di vista, cerca di difendere il proprio percorso professionale, la propria dimensione lavorativa, rispetto a quello che invece è un piano che deve guardare a un interesse generale più ampio. Quindi, auspico solo che il tema venga affrontato in futuro in modo molto laico e che oggi si pongano le basi per fare questo, cercando veramente di salvaguardare l'interesse degli utenti, del servizio sanitario alla prestazione, cercando di porre successivamente il riutilizzo delle risorse, degli operatori, che comunque possono essere razionalizzati diversamente rispetto all'esistente. Se il faro è l'interesse a mantenere uno standard qualitativo alto, dal punto di vista degli utenti, del servizio sanitario in quanto tale e una sua presenza sul territorio che non lasci dei coni d'ombra. In questo senso leggo gli interventi soprattutto del Vicecapogruppo Liardo, che si è impegnato sin dall'inizio nella difesa di questa istanza, e anche quello del Collega Tronzano, che ha ribadito l'importanza di altre strutture, nell'ottica che non diventi il dibattito sul Valdese, ma sulla presenza del servizio sanitario cittadino sul territorio cittadino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Credo che quello del Valdese sia proprio un caso emblematico, lo è per l'ospedale su cui stiamo discutendo, ma lo è, secondo me, anche per il processo politico che stiamo affrontando. I Colleghi dell'opposizione, a più riprese, hanno detto che c'è una strumentalità nella difesa del Valdese, ma credo che così non sia. Lo dimostra l'attenta audizione che facemmo in IV Commissione dell'Assessore Monferino. Devo dire anche il plauso, l'attestato di fiducia, la disponibilità al confronto che in quell'occasione riconoscemmo a lui e ai neodirigenti delle ASL. Insomma, cercammo di entrare nel merito. Ma ricordo anche bene quello che l'Assessore promise quella mattina; disse che il Valdese è un punto di qualità che va inserito in un sistema generale. Ecco, io credo che l'oggetto della discussione, in senso generale, per chi non è un esperto di politiche sanitarie, sia la differenza tra uno spostamento e uno smantellamento. Noi non stiamo discutendo di spostare quella struttura, soprattutto di spostare quei servizi, ma stiamo sostanzialmente assistendo a un deterioramento progressivo, fino alla chiusura e all'annullamento di una presenza capillare, preziosa, tant'è vero che viene difesa dagli utenti, dal territorio e dai lavoratori. Più in generale, secondo me, c'è da fare una riflessione sul processo politico che ci porta lì e su quello che dovremo affrontare nei prossimi mesi. Discuteremo anche del CSI, un'altra situazione che andrebbe gestita e che, invece, rischiamo di veder precipitare, perché ci troviamo di fronte a una Giunta Regionale che è chiaramente arrivata al capolinea e che non vuole riconoscere che è in uno stato comatoso. Non vuole riconoscerlo il Presidente, che avrebbe dovuto farlo già due anni fa, riconoscendo di essere stato eletto con il sostegno di firme false e voti-truffa. Non vuole riconoscerlo la Giunta Regionale, oggetto di indagini continue; è la Giunta che è stata smontata e rimontata pezzo per pezzo. Non vuole riconoscerlo la maggioranza della Regione, che ormai è una maggioranza ad assetto variabile e sostenuta più dall'interesse della composizione del Consiglio, che dalla strategia politica e dalle prospettive. Facciamo solo attenzione, perché stiamo parlando della sanità pubblica, di uno dei servizi essenziali di questo territorio. Stiamo parlando di un ospedale, il Valdese, che potrebbe invece essere l'esatto opposto; simbolo della Città della Salute, di quel territorio strategico, con una presenza, una capillarità e un'attenzione alla persona che quei servizi avevano sempre messo in campo. Purtroppo, penso invece che ci troviamo davanti a una situazione differente e quindi credo che faccia bene il Sindaco a chiedere chiarezza e a difendere un presidio sanitario fondamentale del nostro territorio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Volevo aggiungere alcune considerazioni, anche perché abbiamo fatto molte Commissioni nel merito non solo del Valdese, ma anche di altri presidi sanitari, ad esempio il Regina Margherita, che è stato ricordato. E credo che non sia mai venuto a mancare, da parte della Città, un onesto e trasparente confronto con la Regione nel merito delle scelte e anche un grande senso di responsabilità, perché certamente il momento lo richiede. Detto ciò, nel merito del Valdese credo ci siano due ordini di problemi, uno di merito e uno di metodo. Quello di metodo è che certamente il Valdese oggi è un ospedale (ancora oggi lo è) che ha non soltanto una storia, ma anche alcuni percorsi che coinvolgono ad esempio la Tavola Valdese, che non possono essere ignorati perché lo richiedono i tempi, la fretta, o la necessità di ridurre velocissimamente la spesa. Io credo che questi passaggi vadano rispettati e che si debba tener conto che gli attori istituzionali in campo sono molti, e che credo che un'Istituzione come la Regione abbia il dovere di considerare gli impegni presi, peraltro con atti della Regione stessa, anche se in tempi passati. La questione di merito, invece, è che vorrei ricordare come, all'interno del Piano socio- sanitario, nel merito del Valdese fosse prevista una riconversione e che, fin da subito, da parte della Città, è stata sottolineata la necessità che il Valdese rimanesse un presidio all'interno della rete ospedaliera cittadina, anche perché in quella fase il ragionamento su Città della Salute, come ricordate, era - ma in parte lo è ancora, voglio sperare - oggetto di confronto e approfondimento. Ora, quello che però abbiamo registrato negli ultimi mesi, con un'accelerazione fortissima nelle ultime settimane, è stato di fatto un sostanziale smantellamento. Io credo che anche i rapporti istituzionali, al di là della fretta e dei tempi, non possano non prevedere che ci sia un confronto con la Città nel merito del riordino della rete ospedaliera e credo che questa sia anche l'occasione in cui ribadire la necessità di riprendere non solo il tema del Valdese, ma di tutta la rete ospedaliera, di cui il Valdese è un tassello importantissimo. L'altro elemento che vorrei evidenziare è che non credo ci sia un'affezione ai muri. Il vero nodo è che le persone devono essere garantire nella loro continuità di cura e questo ha relativamente a che fare con i muri; molto ha a che fare, invece, con la presa in carico sanitaria e con la consapevolezza che alcune patologie, in modo particolare, più di altre, richiedono, proprio nella fase della cura, un costante accompagnamento; diversamente, l'abbandono del paziente è veramente un rischio altissimo e temo sia proprio quanto si sia verificato in questa situazione. Vorrei aggiungere che è importante per la Città, a partire proprio dal Valdese, che si riapra un confronto su tutta la rete ospedaliera e socio-sanitaria del territorio, perché credo che l'attenzione e la preoccupazione di questa Amministrazione sia finalizzata esclusivamente alla tutela dei nostri cittadini, al fatto che sul territorio di Torino (che è diverso da altri territori piemontesi, anche per i bisogni di cura, oltre che per le problematiche che esprime) ci siano prese in carico efficaci ed efficienti. Questo non esclude che possano esserci delle riconversioni, nella misura in cui siano concordate e abbiano alla base sicuramente l'obiettivo primario di non abbandonare i pazienti a se stessi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Io ringrazio naturalmente i Consiglieri, però francamente devo dire, con la sincerità e l'onestà dei rapporti che ci sono nelle nostre discussioni, che non c'è stata da parte né mia, né dell'Amministrazione alcuna forma di strumentalizzazione. C'è un problema che investe la vita della Città e che viene evocato da mesi e io penso che sia compito del Sindaco e dell'Amministrazione affrontarlo. Potrei dire con molta franchezza agli amici della Lega Nord che la loro posizione pregiudiziale forse è condizionata dal fatto che chi dirige l'ASL di adesso è un ex Senatore della Lega Nord. Se la mettiamo così, non se ne esce più. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora perché io devo essere sospettato di qualche strumentalizzazione. Se applico i vostri metodi, ti rispondo così. Se invece vogliamo discutere nel merito, lo facciamo. E io ho fatto un'introduzione che era di merito. È assolutamente giusto dire che ci vuole la cooperazione interistituzionale, credo che siamo uno dei casi in Italia in cui la cooperazione interistituzionale tra una Città diretta da un Sindaco di un certo schieramento e un Presidente di Regione diretta da altro, è fra le migliori. Non c'è forse altra realtà in Italia in cui la cooperazione sia caratterizzata da un confronto continuo privo di qualsiasi conflittualità pregiudiziale. Ma questo non significa che non ci possano essere delle valutazioni anche diverse su un qualche punto. Noi, per le ragioni che io ho cercato di indicare, abbiamo evocato un problema che è posto da migliaia di persone. Ora, dire che il patrimonio dell'ospedale non sono i muri, sono chi ci lavora, cosa si fa lì dentro, può benissimo farsi da un'altra parte, in astratto è un'affermazione che può essere anche condivisa; quando si parla di malattie oncologiche, bisogna avere presente che per esempio il rapporto tra medico e paziente è una delle condizioni fondamentali... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è vero! Non rimane. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, sai che cosa succede? Succede che ci sono donne che fino a oggi erano prese in carico da questo ospedale, alle quali si dovrà dire che l'ospedale non è più in grado di garantirgli le cure e gli verranno dati i numeri di telefono degli altri ospedali... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale mi fa parlare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Abbiate pazienza, Consiglieri, avete avuto modo di intervenire, adesso lasciamo parlare gli altri. SINDACO Consigliere Viale è possibile che non si possa mai discutere senza che lei faccia una sceneggiata. Fa ridere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia. SINDACO ... succede che delle pazienti si presentano all'Ospedale Valdese per proseguire cure che magari hanno in corso nel tempo, e gli si spiega che quell'ospedale non è più in grado di garantirgliele, gli si danno i numeri di telefono dei centralini degli ospedali torinesi e gli si dice: "rivolgetevi qui". Se questo è il passaggio di presa in carico da un ospedale all'altro, pensate a come reagisce uno che abbia un tumore. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, la invito a sospendere le sue considerazioni. SINDACO ... in ogni caso, quello che ho cercato di dire qui (c'è il testo a verbale) è che noi chiediamo che si riunisca il Tavolo istituito dal protocollo d'intesa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto. E lì ci sono la Regione, la ASL, la Città di Torino, la Circoscrizione, i medici curanti e il Tavolo Valdese. Si riunisca e si discuta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma segnalo che lo abbiamo chiesto quindici giorni fa e si continua a non convocarlo. Nel frattempo abbiamo detto che se bisogna riunirsi e discutere per decidere insieme cosa si fa del Valdese, non ha senso che nel frattempo vadano avanti i processi di smantellamento, se no quando ci riuniamo, ci riuniamo a babbo morto. È esattamente quello che invece avviene: ogni giorno un pezzo viene chiuso, un pezzo viene smantellato, un pezzo viene ridotto e non si convoca l'unica struttura in cui si possa discutere. Io non so dicendo che il Valdese deve rimanere com'era fino ad oggi, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Siete voi che siete viziati dal pregiudizio, perché se uno dice una cosa, voi pensate che sta facendo un attacco a Cota, a Monferrino, alla Regione, alla Lega. Prendetela più tranquilla. Ho posto un problema, ho detto che c'è un ospedale - vi ridico le cifre - che fa settemila interventi chirurgici, quattromila donne per patologia tumorale, ottocentomila prestazioni di laboratorio, seicento interventi al seno. Sarà un problema sapere tutto questo chi lo fa da domani, se non lo fa più il Valdese? O è una lesa maestà della Giunta Regionale porre questa questione? Il problema è questo qui, abbiamo chiesto mettiamoci attorno a un tavolo per discutere come si garantiscono queste prestazioni, al Valdese o altrove. Non si riunisce il Tavolo, si continua a smantellare, senza dare minimamente risposta alla domanda come vengono garantite tutte queste cifre da domani. Tutto qui. Dopodiché penso che tale questione riguardi tutti, non riguarda la maggioranza di questa Città o la maggioranza della Regione, riguarda il funzionamento di un ospedale. Quanto al fatto che si dice che quello che fa oggi il Valdese lo possono fare altri, tra l'altro anche vicino, anche questo va verificato, perché le riduzioni di risorse che il sistema sanitario sta subendo, i tagli della Spending Review, il decreto Balduzzi determinano una contrazione di risorse che non garantisce automaticamente le stesse prestazioni in un altro presidio sanitario. Anche questo è un tema. Evocare questo tema, non significa prendersela con qualcuno, signica fare i conti con un dato di realtà. Quanto alla domanda posta dal Consigliere Liardo, sul Valdese ho preso posizione più volte in questi mesi e ogni volta ho ribadito sempre la solita questione, che chiedevo e continuo a chiedere una sede nella quale si possa discutere il destino di questo ospedale dentro - come ha detto l'Assessore Tisi - una riflessione su come deve essere ristrutturato e riorganizzato il sistema sanitario della nostra Città, in funzione degli obiettivi che il Piano sanitario regionale si pone. Naturalmente il problema che evoca il Consigliere Tronzano io lo assumo, non sto dicendo che l'unica questione di cui discutere a Torino sia il Valdese. Il Regina Margherita è un'eccellenza ospedaliera di altrettanto valore; qual è il futuro di questo presidio sanitario è questione importante. Per questo concordo con quanto ha detto l'Assessore Tisi pochi minuti fa; noi però chiediamo di essere coinvolti maggiormente dalla Regione nelle scelte di organizzazione del sistema sanitario nella Città, perché a proposito di cooperazione interistituzionale, gran parte di quello che la Regione decide sul sistema sanitario nella nostra Città, io lo apprendo dai giornali. Non c'è mai una comunicazione preventiva. Ricordo che la riforma sanitaria prevede un ruolo del Sindaco, il quale viene totalmente ignorato e non c'è mai un coinvolgimento della Città nelle scelte che poi riguardano i cittadini, perché siccome i cittadini non distinguono tra i livelli istituzionali, se l'Ospedale Valdese chiude o se il Regina Margherita funziona male, chiedono conto a me prima ancora che ad altri, perché così è la vita. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le ho già spiegato le cose l'altra volta, Consigliere, lasci stare. È una polemica sciocca questa. In ogni caso, confermo quello che ho sempre detto: la nostra Amministrazione è interessata unicamente ad un confronto sui problemi che sia volto a trovare le migliori soluzioni nell'interesse dei nostri cittadini. Ho ritenuto di dare un'informazione al Consiglio Comunale sull'Ospedale Valdese perché penso che questa sia una questione delicata che riguarda l'assetto del sistema sanitario, in particolare di un presidio sanitario di eccellenza. Mi auguro - lo ribadisco ancora una volta - che, così come noi siamo interessati ad un confronto per discutere insieme quale destino debba avere questo Ospedale, siano interessati anche gli altri soggetti istituzionali che sono deputati a prendere le decisioni su questo Ospedale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Dichiaro concluse le comunicazioni del Sindaco. |