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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Dicembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 22

Comunicazioni del Sindaco Fassino su "Ospedale Valdese".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Ringrazio il Presidente e i Consiglieri. Ritorniamo su una questione, di cui peraltro il
Consiglio Comunale si è già occupato con una mozione votata nei mesi scorsi, che
riguarda il destino dell'Ospedale Valdese. Questo ospedale è un presidio sanitario
significativo della nostra Città e sta vivendo una fase di particolare travaglio da parecchi
mesi. Una fase di travaglio che è data dal fatto che nell'ambito dei processi di
riorganizzazione del sistema sanitario regionale, se ne prevede la riduzione e, per alcuni
aspetti, anche lo smantellamento.
Questa decisione ha suscitato, sia nel territorio su cui l'Ospedale Valdese insiste da
sempre, cioè la zona San Salvario – Nizza della Città, sia nella più ampia platea di
cittadini che hanno avuto la ventura di essere ospiti e clienti di questo ospedale, utenti di
questo ospedale, ha suscitato inquietudine e preoccupazione per una ragione che tutti
possono comprendere; cioè il fatto che l'Ospedale Valdese è da sempre un presidio
sanitario di eccellenza soprattutto nella cura delle oncologiche, in particolare
dell'oncologia alla mammella, quindi è un punto di eccellenza nell'ambito della
senologia, affermato e riconosciuto.
Basterebbero le cifre a ricordarlo: ogni anno l'Ospedale Valdese assicura 7.000
interventi chirurgici, segue stabilmente più di 4.000 donne sofferenti per patologie
tumorali, effettua 800.000 prestazioni di laboratorio, in particolare 6.000 interventi per
tumore al seno. Numeri significativi che spiegano quanto questo ospedale sia
importante, tant'è che è il secondo Polo piemontese per la senologia ed è il primo nella
cura di queste patologie per parametri di efficienza e di qualità.
Sono tutte ragioni che inducono a pensare che non sia né opportuna, né giustificata la
chiusura di questo ospedale, invece è quello che si rischia, perché allo stato attuale, ad
oggi, già alcune specialità sono state chiuse, i contratti con i laboratori esterni e con i
service sono stati disdetti, le sale operatorie sono in via di chiusura. In realtà, quello che
si prefigura, è la riduzione dell'Ospedale Valdese a niente di più che a un presidio
ambulatoriale per il territorio circostante.
Noi pensiamo che questa prospettiva non sia condivisibile, perché riduce l'ospedale a
poco più che a un presidio ambulatoriale, mentre invece sia necessario e giusto
mantenere la sua capacità operativa in tutte le attività che ha fin qui svolto, e non debba
essere disperso il patrimonio di conoscenza e di sapere, di cura, di tecnologia che
l'esperienza del Valdese ha fin qui accumulato.
Questa nostra opinione, peraltro, è confortata da una vasta mobilitazione di opinione
pubblica che c'è stata in questi mesi e che ha dato luogo anche a manifestazioni di
impegno e di forte mobilitazione, in particolare di donne, di cui i giornali hanno dato
notizia.
Per tutte queste ragioni, nelle settimane scorse mi sono rivolto al Presidente Cota e
all'Assessore Monferrino per sollecitare la sospensione di ogni misura che possa portare
allo smantellamento dell'ospedale e la convocazione del tavolo di concertazione sul
funzionamento dell'Ospedale Valdese, che era stato istituito nel 2007, nel momento in
cui l'Ospedale Valdese era passato sotto la responsabilità della Regione, si era
sottoscritto un protocollo tra Tavola Valdese e Regione, che tra le tante previsioni
prevedeva anche l'istituzione di un Tavolo che fosse la sede per un periodico confronto
sull'attività dell'ospedale e sulle sue prospettive.
Questo Tavolo, nonostante sia stato istituito dal 2007 ad oggi, non è mai stato
convocato. Non ne chiediamo la convocazione (ribadiamo ancora una volta questa
richiesta, perché nonostante io abbia chiesto al Presidente Cota e all'Assessore
Monferrino l'immediata convocazione, questa convocazione non è ancora arrivata),
perché quello è il luogo dove tutti coloro che, a qualche titolo, sono interessati alle
prospettive del Valdese, possono confrontare le proprie idee e valutare quale sia il
miglior destino per questo ospedale.
Fanno parte del Tavolo la Regione, la Città, la Circoscrizione, le ASL, i medici curanti,
la Tavola Valdese; quindi ci sono tutti coloro che in qualche modo possono concorrere a
determinare le scelte più opportune, più giuste e proprio per questo noi ne abbiamo
chiesto la convocazione e continuiamo a chiederla.
Chiediamo anche che nel momento in cui, per effetto della riduzione delle risorse a
disposizione del sistema sanitario, per effetto della spending review e per effetto del
decreto Balduzzi, si va verso un obbiettivo e ineludibile ripensamento del progetto della
Città della Salute, a maggior ragione si operi perché l'Ospedale Valdese, anziché essere
smantellato e chiuso, diventi una struttura da ricondurre all'interno della Città della
Salute, affidandogli quelle finalità specifiche che gli sono proprie. In particolare che
entro la Città della Salute l'Ospedale Valdese possa diventare il punto di eccellenza per
la cura dei tumori alla mammella e per tutto ciò che attiene all'attività di senologia.
Queste sono le cose che abbiamo posto; l'Amministrazione, attraverso l'Assessore Tisi,
è in contatto costante e continuo sia con la Regione, sia con gli operatori sanitari e la
Direzione sanitaria dell'ospedale, per monitorare l'evoluzione di questa situazione.
Colgo questa occasione (credo di interpretare il pensiero di tutto il Consiglio) per
chiedere ancora una volta al Presidente Cota e all'Assessore Monferrino di mettere
davvero in essere ogni azione volta a sospendere misure di smantellamento e a
convocare nei tempi più rapidi possibili, a giorni, il Tavolo previsto dalla convenzione
del 2007, in ragione tale che si abbia finalmente un luogo dove discutere di quali
prospettive dare al Valdese, per uscire da questa situazione di incertezza e di
conflittualità permanente, che credo non faccia bene alla Città e ai nostri cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Essendo uno dei firmatari, voglio porre una domanda non provocatoria al Sindaco. Io
avevo partecipato alla prima manifestazione in Piazza Madama Cristina, durante la
quale il Sindaco era stato accusato di silenzio assordante. Vorrei capire a cosa è dovuta
la sua presa di posizione repentina.
Ripeto e sottolineo che non si tratta di una domanda provocatoria, perché io condivido
appieno l'azione della Città nei confronti del Valdese.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io non condivido l'impostazione del Sindaco. Ma questo è normale. Nel senso che
capisco che tutti siamo emotivamente condizionati dal fatto che sia un ospedale storico
e con un nome altisonante, perché richiama la comunità Valdese, che finisce per essere
ridimensionato. Però, bisogna oggettivamente vedere qual è il sistema della sanità e
qual è il modo per razionalizzare, perché altrimenti tutti siamo bravi a dire che bisogna
razionalizzare da qualche altra parte, però quando tocca qualche cosa, o c'è una
bandiera che si leva, immediatamente cambiamo l'impostazione.
Voglio soltanto far notare (ma non è una polemica, è semplicemente un ragionamento)
che il Valdese non si trova in Val Varaita, in un posto isolato, ma si trova in una delle
zone più coperte dalla sanità in Piemonte. Nel senso che anche le attività del Valdese
che vengono spostate, sono spostate a un chilometro e mezzo, non di più.
Ecco perché a me dispiace per la situazione del Valdese (peraltro ho vissuto a San
Salvario per tanto tempo e sono legato con la comunità valdese per altri importanti
temi), però la situazione dell'ospedale Valdese, parallela a quella del Mauriziano, ma
col difetto di non essere così grosso e importante come il Mauriziano, ha avuto degli alti
e dei bassi.
Per cui, anche quando la Regione Piemonte ha dovuto prenderselo, in qualche modo,
non è stata proprio una situazione gloriosa. Sicuramente c'è un problema del personale e
dei pazienti, ma questi vengono risolti.
La cosa più scandalosa che ho trovato (lo devo dire da medico prima di tutto) è il fatto
che chi aveva in carico le pazienti se n'è fregato fino all'ultimo minuto, lasciando
scoppiare il caso, evitando di prenotare le persone e di dare indicazioni precise, quando
un minimo di deontologia avrebbe dovuto far dire: "Probabilmente chiudiamo. Le
indicazioni sono queste e queste altre, telefoniamo".
Faccio notare un'altra cosa soltanto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io parlo
in dissenso dal Gruppo, quindi tu parli come vuoi... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Faccio solo notare un'altra cosa: si è molto discusso della questione della mammella e
della breast unit. Le tre breast unit di Torino (la quarta è quella di Candiolo, che in
questo momento ha esaurito il budget, quindi non è funzionante) coprono ampiamente
le esigenze.
C'è anche un problema di razionalizzazione. Le sale operatorie non sono utilizzate al
massimo in nessuna delle tre strutture. Solo adesso alle Molinette e al Sant'Anna si
usano sperimentalmente le sale operatorie al pomeriggio, per cui c'è la possibilità di
assorbirle completamente.
Ma faccio notare un'altra contraddizione al Sindaco e ai miei Colleghi che difendono il
Valdese. Innanzitutto, proviamo a metterci dalla parte opposta e domani proviamo a
vedere il Consiglio Regionale che ci viene a dire come mai aumentiamo tutta una serie
di cose, come mai riduciamo, eccetera. Se c'è un problema di crisi e di Bilancio, questo
c'è per tutti. Non si cambia giacchetta a seconda del posto.
La contraddizione è la notizia che ho letto stamattina su un giornale circa la probabile
apertura di una breast unit al Cottolengo. Ottimo. È la risposta a chi diceva: "Si chiude
quella del Valdese, la si apre a Cottolengo". Cambia la confessione religiosa di
riferimento. Va beh, pazienza! Il Cottolengo è molto più grosso, garantisce alcune cose.
Non so se sia vero, ma è chiaro che è una contraddizione, perché in questo momento il
progetto prevede l'unificazione del Sant'Anna e delle Molinette. Non vado a ritroso
nelle Giunte Regionali per vedere da quando c'è l'idea di unificare tutte le breast unit in
un unico centro, probabilmente scoprirei che andiamo molto in là nel tempo, però il
fatto di aprire una nuova breast unit al Cottolengo mi ha sorpreso.
Forse è questo che il Sindaco o l'Assessore dovrebbero chiedere alla Regione, perché
effettivamente la creazione di una nuova breast unit è in contraddizione con il discorso
di unificare le breast unit.
Avrà tutte le sue ragioni, ma la prospettiva di creare una grande breast unit, che
unificasse tutti gli specialisti e ottimizzasse le sale operatorie era sicuramente
importante. Io rimango su quella posizione, che mi pare la più corretta da un punto di
vista scientifico e sociale.
Poi, se vogliamo alzare la bandiera per l'ospedale di Giaveno, piuttosto che quello di
Carmagnola, facciamolo pure. Non credo che il Valdese sia la prima bandiera da tirare
su in questa Regione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi sono dovuto assentare un attimo, ma
prima di lei c'era il Consigliere Centillo, firmataria... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, quindi gentilmente viene usufruito il tempo di un Consigliere...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va beh, però sono anche libero di concederlo
io, dal momento che è stato fatto un errore di chi ha presieduto, dando la parola a un
Consigliere peraltro in dissenso; ma non vi è assenso o dissenso, vi è un'opinione,
perché è una comunicazione del Sindaco.
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Grazie Presidente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Chi ha presentato la richiesta di comunicazione aveva chiesto di intervenire. Il
Consigliere Comunale che è intervenuto adesso ha terminato il tempo a disposizione del
Gruppo, ma vi è la disponibilità di un altro Gruppo a cedere il proprio tempo di
intervento.
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Ringrazio il Sindaco per questa comunicazione, ringrazio le Colleghe e i Colleghi che
non solo cedono il loro tempo per darmi la possibilità di parlare, ma in qualche modo mi
chiedono di rappresentarli in questa situazione.
Ora, io faccio riferimento ad una Commissione Sanità di qualche mese fa, presenti
anche alcuni Colleghi, fra cui il Consigliere Ricca, dove abbiamo audito l'allora
neodirettore, dottoressa Bricarello, che ci rassicurava sul fatto che nel giro di pochi
giorni ci sarebbe stata una proposta sul Valdese e che il primo a sapere di questa
proposta sarebbe stato il Sindaco Fassino.
Da allora sono passati molti mesi. Già allora avevamo chiesto (la mozione non era
ancora stata votata) di convocare il Tavolo previsto dal protocollo d'intesa. Da allora il
Tavolo non è mai stato convocato, come non è stato convocato dall'insediamento
dell'attuale Giunta Comunale. Questa è una cosa molto grave.
A fronte della chiarezza e dell'autorevolezza con cui il Sindaco è intervenuto su questa
questione, con cui l'Assessore Tisi da sempre ha interpretato l'orientamento prevalente
del Consiglio, continuare a non affrontare la questione (affrontandola soltanto sui
giornali o nelle sedi non competenti), a non dare risposte al Sindaco, alla Tavola
Valdese, alla Circoscrizione, ai rappresentanti dei lavoratori che ne hanno titolo, credo
sia una cosa molto seria e imbarazzante, perché il Sindaco peraltro è la prima autorità
sanitaria.
Mi chiedo perché si stia andando avanti in questa direzione. Su una cosa ha ragione il
Consigliere Viale: perché pensare che la breast unit debba andare al Cottolengo, che ha
certamente un ottimo livello di assistenza, ma decisamente inferiore a quello del
Valdese?
Quindi, Io continuo a non sapere il perché di questo smantellamento, come l'ha definito
il Sindaco. Quasi come se l'ospedale fosse in liquidazione, ma questa liquidazione
avvenisse contro qualsiasi fonte di ragionevolezza.
Dico questo perché il mantenimento quali-quantitativo delle prestazioni erogate dal
Valdese, ad oggi, non è garantito nella rete sanitaria cittadina. E la dimostrazione credo
derivi dal fatto che all'interpellanza urgente sulla senologia, presentata da me e dal
Consigliere Onofri, l'Assessore Tisi non ha ancora potuto rispondere, non perché non è
disponibile, ma perché a fronte dello smantellamento non c'è una risposta adeguata su
quali sono le alternative, sulle garanzie del mantenimento delle prestazioni quali-
quantitative nell'attuale situazione.
Per questo ha ragione il Sindaco e io credo che si debba fare una proposta ufficiale in
questo clima di confusione istituzionale che si è determinato. La proposta ufficiale,
secondo me, è quella di chiedere che l'Ospedale Valdese venga affidato a Città della
Salute, perché è fondamentale intrecciare il ruolo dell'Ospedale Valdese con quello
della Città della Salute, così come appare dalle ultime questioni, dando in questo modo
delle risposte, anche a fronte della reazione della cittadinanza, ma non solo della
cittadinanza: molti di voi avranno ricevuto anche i comunicati stampa parlamentari,
bipartisan; su questo c'è molta attenzione.
Credo che non si debba accettare lo smantellamento del Valdese, anche attraverso una
legittima protesta, che non deve essere fine a se stessa, ma deve servire a trovare
soluzioni adeguate; in questo senso, credo che la presenza del Sindaco sia una garanzia.
Chiudo dicendo che oggi un grande quotidiano torinese ha aperto una rubrica dedicata
alle donne, intitolata "Pink", che affronta come primo argomento proprio la questione
del Valdese. Questo denota il polso della situazione.
Rinnovando il ringraziamento e la richiesta di chiarezza, spero che nei prossimi giorni,
prima dell'assemblea del 14 prevista al Valdese, sia possibile avere risposte più chiare e
definite.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
All'interno della responsabilità di governo di una grande Città come quella di Torino,
credo che sia importante valutare il disegno complessivo di una riforma sanitaria, che
quando prevede la rivitalizzazione della spesa sicuramente comporta dei sacrifici.
Pertanto, Sindaco e Consigliere Centillo, chiedo di valutare non soltanto l'aspetto, tra
virgolette, di \"consenso\" che può derivare da una battaglia di questo genere, ma anche il
disegno complessivo di rivitalizzazione.
Adesso probabilmente chiuderanno una serie di ospedali, si passerà forse finalmente
all'azione su questa rivitalizzazione, quindi molti ospedali saranno toccati: l'oftalmico,
forse chiude addirittura la Pinna Pintor, che non è un ospedale pubblico, ma è una clinica
storica.
Pertanto, all'interno di questo disegno del Consigliere Centillo, dove vedo sempre un
aspetto di consenso e mai un aspetto di responsabilità di governo vero all'interno di
questa Città, la inviterei a pensare a una cosa fondamentale, che è il Regina Margherita.
Il Regina Margherita (lo dico al Sindaco, perché credo che sia una necessità da parte
nostra di avere un suo intervento) è veramente l'ospedale dei bambini, che sono diversi
dagli adulti. Quindi, la nostra battaglia avrebbe dovuto essere sul Regina Margherita,
non sul pur valido e valente Ospedale Valdese, che sicuramente è da salvaguardare e la
breast unit è da ricollocare, ma non ha la stessa importanza, Consigliere Centillo, che ha
il Regina Margherita.
Questo accanimento sul Valdese a scapito del Regina Margherita non lo comprendo.
Invito il signor Sindaco a fare una riflessione approfondita e a non seguire i consigli
interessati, dal punto di vista del consenso, di alcuni suoi Consiglieri, che a mio giudizio
vanno a discapito di una vera azione di governo di questa Città, che sarebbe da fare sul
Regina Margherita.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Intervengo per esprimere una profonda amarezza, perché in quest'anno e mezzo ho
sempre riconosciuto la grande onestà intellettuale del nostro Sindaco e gliel'ho sempre
anche dimostrata e dichiarata. Sono anche sempre stato abituato alle grandi marchette
politiche, soprattutto del Consigliere Centillo, quando si tratta di salvaguardare la sua
Commissione e quello che riguarda il suo mondo.
Provo a dirlo ancora una volta, perché l'ho detto più volte: l'eccellenza del Valdese, i
grandi medici che ci lavorano, vengono presi e spostati di milleottocento metri. Questo
succede al Valdese.
Poi capisco che ci rimangono male i baroni, i fornitori, le attività commerciali intorno
che perdono tutto un indotto di grande giro economico. Capisco che non possono più
fare le prenotazioni private e operare privatamente determinate patologie. Lo capisco,
ma è così che va la vita.
Se vogliamo risparmiare, se vogliamo rendere efficiente la sanità (lo voglio ricordare a
tutti), questa è la prima vera riforma sanitaria che si fa dopo decenni e la fa la Regione
Piemonte. Ma si reagisce con questi argomenti, cosa che mi fa specie, perché il Sindaco
sa benissimo che non si smantella un'eccellenza, la si sposta di millecinquecento metri.
Tutto qui.
Ci rimangono male? Lo voglio dire ancora una volta con assoluta fermezza:
probabilmente si smantella un sistema di baronato e qualcuno se ne farà una ragione,
compreso il Consigliere Centillo, che porta avanti il discorso che il Valdese deve
rimanere dov'è. Probabilmente anche il Consigliere saprà ben distribuire i propri voti,
perché non c'è un'altra ragione. I pazienti stessi riconoscono che l'importante è che non
si perda l'eccellenza delle cure, non i muri del Valdese o la location, che richiede una
gestione autonoma per gestire meglio gli introiti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cervetti.

CERVETTI Barbara Ingrid
Lei, signor Sindaco, più volte nell'ultimo periodo ha invocato una presa di coscienza
della classe politica torinese, rivolgendosi in particolar modo alla minoranza, chiedendo
di evitare la strumentalizzazione di dati, situazioni e manovre che all'apparenza
potevano sembrare prive di significato.
Se oggi vogliamo vivere di slogan elettorali, posso accettare queste sue comunicazioni,
ma se vogliamo fare il bene della Città, cerchiamo di evitare delle sterili
strumentalizzazioni e creiamo delle sinergie indispensabili per affrontare il periodo di
crisi che ci troviamo a dover affrontare.
Non entro in merito ai dati forniti dal Sindaco, invoco solo una presa di coscienza da
parte sua e delle sue future comunicazioni. Lasciamo lavorare e diamo fiducia alla
Regione, rispettando così anche quella che è stata la sua richiesta delle ultime settimane,
rispetto all'accettazione di manovre obbligate (da lei così definite) da parte nostra, che
ha dovuto affrontare per evitare il peggio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, sarò brevissimo, giusto per dire al Sindaco che l'eccellenza del Valdese non
sta nei muri dell'ospedale, l'importante è fare in modo che l'apparato che ad oggi
funziona resti funzionante. Quindi, non è importante dove funziona, ma che funzioni.
Anche perché vorrei dal Sindaco una percentuale delle persone che abitano in San
Salvario e che utilizzano il Valdese per le sue eccellenze... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Appunto, è fondamentale che l'apparato rimanga funzionante, non la logistica. La sfida
che le lancio è di non piangere perché spostano il Valdese di milletrecento metri, ma di
rilanciare quella zona in modo che non sia legata esclusivamente all'ospedale Valdese,
che comunque - a quanto ne sappiamo oggi - rimarrà una struttura funzionante, soltanto
ricollocata.
È questo quello che un buon Sindaco deve fare, superare il mono-prodotto (se così
vogliamo chiamarlo) e integrare la nuova realtà nel tessuto cittadino, se no rischiamo di
fare la fine della Fiat.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Solo una breve parentesi per dire che (come mi è stato confermato, a latere, dal
Segretario Comunale) consegnare i minuti di intervento che vengono elargiti da un altro
Gruppo, o è un criterio che si prescrive per tutti a monte della discussione, o se no,
oggettivamente, le conferirebbe una discrezionalità che, di fatto, consentirebbe alla
maggioranza di utilizzare sempre, ogni volta che preferisce, il massimo dei minuti
sommabili di tutti i Consiglieri e priverebbe i Consiglieri delle minoranze di questa
facoltà. Questo lo dico senza intenti polemici, ma ci tengo a dirlo a verbale, a memoria
futura.
Nel merito, voglio solo rilevare quanta confusione sotto il cielo. La stessa maggioranza
mi sembra piuttosto divisa su un tema che sembrava essere inizialmente cavalcato (lo
dico con tono di preoccupazione) in modo anche un po' strumentale nei confronti della
Regione Piemonte, quando invece un sindacato di territorio dovrebbe partire da altre
basi, di convergenza e di confronto.
Io, sinceramente, mi riconosco perfettamente nell'analisi fatta dai Colleghi del PdL, ma
anche in quella della Lega Nord. Ritengo che il dibattito non debba frenarsi sugli ultras
del Valdese, intesa come struttura che debba difendere se stessa, piuttosto che nemici di
quella struttura rispetto a chi ne auspicherebbe uno smantellamento.
Il nostro dovere come amministratori del territorio dovrebbe essere sempre garantire
con l'occhio degli utenti del servizio la presenza e l'organizzazione capillare sul
territorio del servizio stesso; quindi cercare di favorire un piano di razionalizzazione che
tuteli l'utente. Quindi, se crea delle eccellenze non vada a sacrificare il puntiglio, anche
un po', diciamolo, sindacale di chi, giustamente, dal suo punto di vista, cerca di
difendere il proprio percorso professionale, la propria dimensione lavorativa, rispetto a
quello che invece è un piano che deve guardare a un interesse generale più ampio.
Quindi, auspico solo che il tema venga affrontato in futuro in modo molto laico e che
oggi si pongano le basi per fare questo, cercando veramente di salvaguardare l'interesse
degli utenti, del servizio sanitario alla prestazione, cercando di porre successivamente il
riutilizzo delle risorse, degli operatori, che comunque possono essere razionalizzati
diversamente rispetto all'esistente.
Se il faro è l'interesse a mantenere uno standard qualitativo alto, dal punto di vista degli
utenti, del servizio sanitario in quanto tale e una sua presenza sul territorio che non lasci
dei coni d'ombra. In questo senso leggo gli interventi soprattutto del Vicecapogruppo
Liardo, che si è impegnato sin dall'inizio nella difesa di questa istanza, e anche quello
del Collega Tronzano, che ha ribadito l'importanza di altre strutture, nell'ottica che non
diventi il dibattito sul Valdese, ma sulla presenza del servizio sanitario cittadino sul
territorio cittadino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Credo che quello del Valdese sia proprio un caso emblematico, lo è per l'ospedale su
cui stiamo discutendo, ma lo è, secondo me, anche per il processo politico che stiamo
affrontando.
I Colleghi dell'opposizione, a più riprese, hanno detto che c'è una strumentalità nella
difesa del Valdese, ma credo che così non sia. Lo dimostra l'attenta audizione che
facemmo in IV Commissione dell'Assessore Monferino. Devo dire anche il plauso,
l'attestato di fiducia, la disponibilità al confronto che in quell'occasione riconoscemmo
a lui e ai neodirigenti delle ASL. Insomma, cercammo di entrare nel merito.
Ma ricordo anche bene quello che l'Assessore promise quella mattina; disse che il
Valdese è un punto di qualità che va inserito in un sistema generale.
Ecco, io credo che l'oggetto della discussione, in senso generale, per chi non è un
esperto di politiche sanitarie, sia la differenza tra uno spostamento e uno
smantellamento.
Noi non stiamo discutendo di spostare quella struttura, soprattutto di spostare quei
servizi, ma stiamo sostanzialmente assistendo a un deterioramento progressivo, fino alla
chiusura e all'annullamento di una presenza capillare, preziosa, tant'è vero che viene
difesa dagli utenti, dal territorio e dai lavoratori. Più in generale, secondo me, c'è da
fare una riflessione sul processo politico che ci porta lì e su quello che dovremo
affrontare nei prossimi mesi.
Discuteremo anche del CSI, un'altra situazione che andrebbe gestita e che, invece,
rischiamo di veder precipitare, perché ci troviamo di fronte a una Giunta Regionale che
è chiaramente arrivata al capolinea e che non vuole riconoscere che è in uno stato
comatoso. Non vuole riconoscerlo il Presidente, che avrebbe dovuto farlo già due anni
fa, riconoscendo di essere stato eletto con il sostegno di firme false e voti-truffa. Non
vuole riconoscerlo la Giunta Regionale, oggetto di indagini continue; è la Giunta che è
stata smontata e rimontata pezzo per pezzo. Non vuole riconoscerlo la maggioranza
della Regione, che ormai è una maggioranza ad assetto variabile e sostenuta più
dall'interesse della composizione del Consiglio, che dalla strategia politica e dalle
prospettive.
Facciamo solo attenzione, perché stiamo parlando della sanità pubblica, di uno dei
servizi essenziali di questo territorio. Stiamo parlando di un ospedale, il Valdese, che
potrebbe invece essere l'esatto opposto; simbolo della Città della Salute, di quel
territorio strategico, con una presenza, una capillarità e un'attenzione alla persona che
quei servizi avevano sempre messo in campo.
Purtroppo, penso invece che ci troviamo davanti a una situazione differente e quindi
credo che faccia bene il Sindaco a chiedere chiarezza e a difendere un presidio sanitario
fondamentale del nostro territorio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Volevo aggiungere alcune considerazioni, anche perché abbiamo fatto molte
Commissioni nel merito non solo del Valdese, ma anche di altri presidi sanitari, ad
esempio il Regina Margherita, che è stato ricordato. E credo che non sia mai venuto a
mancare, da parte della Città, un onesto e trasparente confronto con la Regione nel
merito delle scelte e anche un grande senso di responsabilità, perché certamente il
momento lo richiede.
Detto ciò, nel merito del Valdese credo ci siano due ordini di problemi, uno di merito e
uno di metodo. Quello di metodo è che certamente il Valdese oggi è un ospedale
(ancora oggi lo è) che ha non soltanto una storia, ma anche alcuni percorsi che
coinvolgono ad esempio la Tavola Valdese, che non possono essere ignorati perché lo
richiedono i tempi, la fretta, o la necessità di ridurre velocissimamente la spesa.
Io credo che questi passaggi vadano rispettati e che si debba tener conto che gli attori
istituzionali in campo sono molti, e che credo che un'Istituzione come la Regione abbia
il dovere di considerare gli impegni presi, peraltro con atti della Regione stessa, anche
se in tempi passati.
La questione di merito, invece, è che vorrei ricordare come, all'interno del Piano socio-
sanitario, nel merito del Valdese fosse prevista una riconversione e che, fin da subito, da
parte della Città, è stata sottolineata la necessità che il Valdese rimanesse un presidio
all'interno della rete ospedaliera cittadina, anche perché in quella fase il ragionamento
su Città della Salute, come ricordate, era - ma in parte lo è ancora, voglio sperare -
oggetto di confronto e approfondimento.
Ora, quello che però abbiamo registrato negli ultimi mesi, con un'accelerazione
fortissima nelle ultime settimane, è stato di fatto un sostanziale smantellamento.
Io credo che anche i rapporti istituzionali, al di là della fretta e dei tempi, non possano
non prevedere che ci sia un confronto con la Città nel merito del riordino della rete
ospedaliera e credo che questa sia anche l'occasione in cui ribadire la necessità di
riprendere non solo il tema del Valdese, ma di tutta la rete ospedaliera, di cui il Valdese
è un tassello importantissimo.
L'altro elemento che vorrei evidenziare è che non credo ci sia un'affezione ai muri. Il
vero nodo è che le persone devono essere garantire nella loro continuità di cura e questo
ha relativamente a che fare con i muri; molto ha a che fare, invece, con la presa in carico
sanitaria e con la consapevolezza che alcune patologie, in modo particolare, più di altre,
richiedono, proprio nella fase della cura, un costante accompagnamento; diversamente,
l'abbandono del paziente è veramente un rischio altissimo e temo sia proprio quanto si
sia verificato in questa situazione.
Vorrei aggiungere che è importante per la Città, a partire proprio dal Valdese, che si
riapra un confronto su tutta la rete ospedaliera e socio-sanitaria del territorio, perché
credo che l'attenzione e la preoccupazione di questa Amministrazione sia finalizzata
esclusivamente alla tutela dei nostri cittadini, al fatto che sul territorio di Torino (che è
diverso da altri territori piemontesi, anche per i bisogni di cura, oltre che per le
problematiche che esprime) ci siano prese in carico efficaci ed efficienti. Questo non
esclude che possano esserci delle riconversioni, nella misura in cui siano concordate e
abbiano alla base sicuramente l'obiettivo primario di non abbandonare i pazienti a se
stessi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Io ringrazio naturalmente i Consiglieri, però francamente devo dire, con la sincerità e
l'onestà dei rapporti che ci sono nelle nostre discussioni, che non c'è stata da parte né
mia, né dell'Amministrazione alcuna forma di strumentalizzazione. C'è un problema
che investe la vita della Città e che viene evocato da mesi e io penso che sia compito del
Sindaco e dell'Amministrazione affrontarlo.
Potrei dire con molta franchezza agli amici della Lega Nord che la loro posizione
pregiudiziale forse è condizionata dal fatto che chi dirige l'ASL di adesso è un ex
Senatore della Lega Nord. Se la mettiamo così, non se ne esce più. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Allora perché io devo essere sospettato di qualche
strumentalizzazione. Se applico i vostri metodi, ti rispondo così. Se invece vogliamo
discutere nel merito, lo facciamo. E io ho fatto un'introduzione che era di merito.
È assolutamente giusto dire che ci vuole la cooperazione interistituzionale, credo che
siamo uno dei casi in Italia in cui la cooperazione interistituzionale tra una Città diretta
da un Sindaco di un certo schieramento e un Presidente di Regione diretta da altro, è fra
le migliori. Non c'è forse altra realtà in Italia in cui la cooperazione sia caratterizzata da
un confronto continuo privo di qualsiasi conflittualità pregiudiziale. Ma questo non
significa che non ci possano essere delle valutazioni anche diverse su un qualche punto.
Noi, per le ragioni che io ho cercato di indicare, abbiamo evocato un problema che è
posto da migliaia di persone. Ora, dire che il patrimonio dell'ospedale non sono i muri,
sono chi ci lavora, cosa si fa lì dentro, può benissimo farsi da un'altra parte, in astratto è
un'affermazione che può essere anche condivisa; quando si parla di malattie
oncologiche, bisogna avere presente che per esempio il rapporto tra medico e paziente è
una delle condizioni fondamentali... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è
vero! Non rimane. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, sai che cosa
succede? Succede che ci sono donne che fino a oggi erano prese in carico da questo
ospedale, alle quali si dovrà dire che l'ospedale non è più in grado di garantirgli le cure
e gli verranno dati i numeri di telefono degli altri ospedali... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Consigliere Viale mi fa parlare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Abbiate pazienza, Consiglieri, avete avuto modo di intervenire, adesso lasciamo parlare
gli altri.

SINDACO
Consigliere Viale è possibile che non si possa mai discutere senza che lei faccia una
sceneggiata. Fa ridere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia.

SINDACO
... succede che delle pazienti si presentano all'Ospedale Valdese per proseguire cure che
magari hanno in corso nel tempo, e gli si spiega che quell'ospedale non è più in grado di
garantirgliele, gli si danno i numeri di telefono dei centralini degli ospedali torinesi e gli
si dice: "rivolgetevi qui". Se questo è il passaggio di presa in carico da un ospedale
all'altro, pensate a come reagisce uno che abbia un tumore. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, la invito a
sospendere le sue considerazioni.

SINDACO
... in ogni caso, quello che ho cercato di dire qui (c'è il testo a verbale) è che noi
chiediamo che si riunisca il Tavolo istituito dal protocollo d'intesa... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Perfetto. E lì ci sono la Regione, la ASL, la Città di Torino, la
Circoscrizione, i medici curanti e il Tavolo Valdese. Si riunisca e si discuta.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma segnalo che lo abbiamo chiesto
quindici giorni fa e si continua a non convocarlo.
Nel frattempo abbiamo detto che se bisogna riunirsi e discutere per decidere insieme
cosa si fa del Valdese, non ha senso che nel frattempo vadano avanti i processi di
smantellamento, se no quando ci riuniamo, ci riuniamo a babbo morto.
È esattamente quello che invece avviene: ogni giorno un pezzo viene chiuso, un pezzo
viene smantellato, un pezzo viene ridotto e non si convoca l'unica struttura in cui si
possa discutere.
Io non so dicendo che il Valdese deve rimanere com'era fino ad oggi, perché...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Siete voi che siete viziati dal pregiudizio,
perché se uno dice una cosa, voi pensate che sta facendo un attacco a Cota, a
Monferrino, alla Regione, alla Lega. Prendetela più tranquilla.
Ho posto un problema, ho detto che c'è un ospedale - vi ridico le cifre - che fa settemila
interventi chirurgici, quattromila donne per patologia tumorale, ottocentomila
prestazioni di laboratorio, seicento interventi al seno. Sarà un problema sapere tutto
questo chi lo fa da domani, se non lo fa più il Valdese? O è una lesa maestà della Giunta
Regionale porre questa questione?
Il problema è questo qui, abbiamo chiesto mettiamoci attorno a un tavolo per discutere
come si garantiscono queste prestazioni, al Valdese o altrove. Non si riunisce il Tavolo,
si continua a smantellare, senza dare minimamente risposta alla domanda come vengono
garantite tutte queste cifre da domani. Tutto qui.
Dopodiché penso che tale questione riguardi tutti, non riguarda la maggioranza di
questa Città o la maggioranza della Regione, riguarda il funzionamento di un ospedale.
Quanto al fatto che si dice che quello che fa oggi il Valdese lo possono fare altri, tra
l'altro anche vicino, anche questo va verificato, perché le riduzioni di risorse che il
sistema sanitario sta subendo, i tagli della Spending Review, il decreto Balduzzi
determinano una contrazione di risorse che non garantisce automaticamente le stesse
prestazioni in un altro presidio sanitario. Anche questo è un tema. Evocare questo tema,
non significa prendersela con qualcuno, signica fare i conti con un dato di realtà.
Quanto alla domanda posta dal Consigliere Liardo, sul Valdese ho preso posizione più
volte in questi mesi e ogni volta ho ribadito sempre la solita questione, che chiedevo e
continuo a chiedere una sede nella quale si possa discutere il destino di questo ospedale
dentro - come ha detto l'Assessore Tisi - una riflessione su come deve essere
ristrutturato e riorganizzato il sistema sanitario della nostra Città, in funzione degli
obiettivi che il Piano sanitario regionale si pone.
Naturalmente il problema che evoca il Consigliere Tronzano io lo assumo, non sto
dicendo che l'unica questione di cui discutere a Torino sia il Valdese. Il Regina
Margherita è un'eccellenza ospedaliera di altrettanto valore; qual è il futuro di questo
presidio sanitario è questione importante.
Per questo concordo con quanto ha detto l'Assessore Tisi pochi minuti fa; noi però
chiediamo di essere coinvolti maggiormente dalla Regione nelle scelte di
organizzazione del sistema sanitario nella Città, perché a proposito di cooperazione
interistituzionale, gran parte di quello che la Regione decide sul sistema sanitario nella
nostra Città, io lo apprendo dai giornali. Non c'è mai una comunicazione preventiva.
Ricordo che la riforma sanitaria prevede un ruolo del Sindaco, il quale viene totalmente
ignorato e non c'è mai un coinvolgimento della Città nelle scelte che poi riguardano i
cittadini, perché siccome i cittadini non distinguono tra i livelli istituzionali, se
l'Ospedale Valdese chiude o se il Regina Margherita funziona male, chiedono conto a
me prima ancora che ad altri, perché così è la vita. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Le ho già spiegato le cose l'altra volta, Consigliere, lasci stare. È una
polemica sciocca questa.
In ogni caso, confermo quello che ho sempre detto: la nostra Amministrazione è
interessata unicamente ad un confronto sui problemi che sia volto a trovare le migliori
soluzioni nell'interesse dei nostri cittadini. Ho ritenuto di dare un'informazione al
Consiglio Comunale sull'Ospedale Valdese perché penso che questa sia una questione
delicata che riguarda l'assetto del sistema sanitario, in particolare di un presidio
sanitario di eccellenza.
Mi auguro - lo ribadisco ancora una volta - che, così come noi siamo interessati ad un
confronto per discutere insieme quale destino debba avere questo Ospedale, siano
interessati anche gli altri soggetti istituzionali che sono deputati a prendere le decisioni
su questo Ospedale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni del Sindaco.
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