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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201206281/002, presentata in data 20 novembre 2012, avente per oggetto: "Sull'acqua pubblica Fassino rema contro" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il tema riguardante l'applicazione degli esiti referendari è stato discusso in numerose Assemblee, oltre di SMAT, sulla base dell'insieme degli indirizzi che i diversi soci avevano (essendo che sono tutti soci i Comuni della Provincia di Torino, tolto veramente alcuni). In particolare, se n'è discusso in modo più significativo nell'Assemblea dei soci che si è tenuta il 31 ottobre 2012. Da parte dell'insieme dei soci è stata ribadita la volontà di rispettare gli esiti referendari. In tale Assemblea, il sottoscritto, ovviamente con la delega in rappresentanza della Città di Torino e di FCT, e tutti i delegati degli altri Comuni hanno, infatti, preso atto che la definizione del metodo tariffario, con l'eliminazione della remunerazione del capitale investito, è compito che non è affidato né a SMAT né all'ATO 3, ma alla nuova Autorità nazionale denominata AEEG, che entro il mese di quest'anno completerà la definizione del nuovo metodo tariffario che prevede la non applicazione della remunerazione del capitale investito. Questo è un orientamento, ormai, molto consolidato. Inoltre, è stato precisato, sia dal Presidente che dall'Amministratore Delegato di SMAT, che nella formulazione della tariffa per il periodo che va dal 1° gennaio 2012 fino al 2013, l'Autorità ha ritenuto che il recupero delle somme riferite alla quota del 7% della remunerazione - sempre del capitale investito - per i 6 mesi dell'anno 2011, venga conguagliato nell'Esercizio 2013, in quanto già per l'anno 2012 è previsto un diverso sistema tariffario. Per cui per il 2012 viene definito un nuovo sistema tariffario, che forse sarà anche diverso per il 2013. Per il 2011, in cui bisogna farsi carico di questo, invece viene dato per scontato. Pertanto, nel Bilancio di Esercizio 2011, approvato dai soci nell'Assemblea del 26 giugno di quest'anno - e lì ci siamo presi l'impegno a rimandare una decisione di carattere finale, anche per altri problemi, ma anche per tener conto di quale potrebbe essere l'evoluzione -, è stato riportato uno specifico accantonamento di 6 milioni di Euro, per consentire il rimborso alle utenze con il citato conguaglio. Tale somma, ovviamente, è sufficiente a coprire la quota del 7% per il Bilancio 2011. Pertanto, sostanzialmente, è possibile dare seguito agli utili che rimangono, detratta ovviamente questa quantità già prevista a Bilancio, in modo tale da corrispondere, se non totalmente, almeno in parte, a quanto previsto dall'insieme dei Bilanci comunali che avevano iscritto gli utili SMAT a tal fine. Anche perché, come sicuramente il Consigliere Bertola sa, in realtà il dividendo che viene dato in SMAT è un'indicazione da parte dell'ATO che tiene conto sia del livello di partecipazione, cioè a seconda della percentuale di partecipazione che ciascuno ha, ma tiene conto anche del numero degli abitanti, perché in realtà si è tolto il canone, di cui da sempre, anche quando non c'era la SMAT, i Comuni hanno sempre usufruito. Per cui, oggi, ovviamente, potrà avvenire una rimessa in discussione, perché, se nel sistema tariffario questo non determinerà più un utile, al di là di come si voglia chiamare, non potremo più distribuirlo. Ad oggi, in realtà, è possibile farlo, ovviamente ottemperando a quanto l'Autorità sta definendo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ne abbiamo già parlato tre volte in Commissione, nel senso che io devo dare parere di... Cioè, francamente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio il Vicesindaco per la risposta. Poi, se la risposta al punto 2 è: "Confermo quello che ho già detto in Commissione", prenderemo il verbale della Commissione, va bene. L'obiettivo dell'interpellanza non era costringere a ripetere, per la terza volta, le stesse cose; era, però, sollevare il problema. Intanto, per la prima parte, invece, devo dire che ho appreso una serie di cose nuove; per la parte sugli utili devo dire che, ovviamente, io non concordo, nel senso che questo sembra un po' il gioco delle tre carte, in cui tra i soci Comuni, la SMAT, l'ATO e adesso anche questa nuova Autorità nazionale, ci si rimpalla l'applicazione di quanto deciso dal referendum e quindi si continua ad andare avanti, però, di fatto, ad applicare questa voce della bolletta, che è stata abolita dal voto referendario, in teoria con decorrenza immediata nel momento in cui il risultato del referendum viene convalidato sulla Gazzetta Ufficiale. Per cui, io capisco che adesso uno dica: "No, deve farlo l'ATO", l'altro dica: "No, deve farlo l'Autorità nazionale", eccetera, però qualcuno di tutta questa catena potrebbe farsi parte diligente e dire: "No, invece noi vogliamo applicare il risultato, non aspettiamo tutti gli altri e cerchiamo di metterci nelle condizioni". Anche perché, onestamente, io ricordo che, quando si parlò proprio di risultati referendari in Commissione, ci venne detto che il peso di quella voce della bolletta sulle entrate di SMAT non era di 6 milioni, forse neanche di 10, mi ricordo addirittura sui 30 milioni, una cosa del genere. Quindi anche questi 6 milioni che vengono accantonati, se poi venisse confermata la restituzione, a prima vista, senza aver visto i conti, però mi sembrano molto minori di quanto necessario a provvedere alla restituzione. Per questo, onestamente, noi non abbiamo capito la posizione presa dalla Città, come, peraltro, altri Comuni, devo dire. Forse sono stati solo due o tre i Comuni che alla fine si sono impuntati su questa restituzione, però, come molti Comuni, la Città ha preso la posizione, in questa Assemblea dei soci, di andare avanti così e di non provvedere immediatamente a questa restituzione e di accantonare questa cifra, che onestamente mi sembra bassa. Capisco anche che i Comuni contino sull'entrata dei dividendi SMAT per metterle nell'entrata del Bilancio e le vedono, come diceva lei, come i canoni che c'erano una volta per l'uso delle risorse idriche, che adesso non ci sono più, però ci sono i dividendi. Tutto questo va benissimo e capiamo anche la difficoltà delle casse dei Comuni e capiamo anche il fatto che magari, se uno dovesse pensare adesso a stabilire un sistema tariffario per l'acqua, magari farebbe anche in modo che ci sia un ritorno di questo genere per i Comuni. Però il punto qui non è: "È utile, è opportuno", il punto è che c'è un referendum, di fatto è una Legge, perché i cittadini lo votano e, quando lo votano, ha valore di Legge, esattamente come le altre. A questo punto bisogna applicarlo e non trascinarlo all'infinito. Per quanto riguarda la seconda parte, commento la risposta che abbiamo avuto in Commissione, visto che, tra l'altro, in Commissione non c'è stato modo di farlo, anche perché, quando c'è stata la seduta in Commissione, in cui si è discusso di questo parere, la Giunta era assente. Per cui il senso della domanda era anche capire comunque, rispetto a questo punto specifico del fatto che è arrivato un parere, firmato da alcuni giuristi di fama nazionale, amministrativisti, sul fatto che il parere tecnico che gli Uffici hanno allegato alla deliberazione di iniziativa popolare, eccetera, eccetera, non sta in piedi, non è tecnicamente corretto, vorrei capire cosa ne pensa la Giunta. I tecnici, i dirigenti hanno detto: "Noi confermiamo il nostro parere, non c'è neanche bisogno di parlarci. Poi ci parleremo magari". "Adesso - si era detto in Commissione - organizzeremo un incontro tra i tecnici nostri e questi professori universitari e vedremo di arrivare ad una sintesi", però i tecnici nostri hanno già detto: "Noi siamo della nostra idea, confermiamo quello che abbiamo scritto, non abbiamo nessuna intenzione di rivedere". Allora la domanda era se questo per la Giunta fosse corretto, cioè se la posizione della Giunta è che questo parere, visto anche il controparere presentato, rimane; se concorda politicamente sul giudizio che non è possibile trasformare la SMAT in un'azienda consortile o comunque in un'azienda di diritto pubblico, un'azienda speciale, consortile e comunque qual è la posizione della Giunta su questa trasformazione di SMAT, perché onestamente, a parte qualche Consigliere singolo che magari viene in Commissione a dire: "A noi piacerebbe tanto", poi però arrivare in Aula e dire: "Purtroppo, c'è il parere tecnico negativo e non si può votare una deliberazione con il parere tecnico negativo", almeno questo penso che succederà, vorrei capire se la Giunta ci crede in questa trasformazione di SMAT, che il Consiglio Comunale peraltro ha chiesto più volte, oppure non ci crede. Se non si crede, diciamocelo chiaramente e ne prendiamo atto. Però, non vorrei trascinare avanti questo equivoco, per cui questa trasformazione non si farà per motivi tecnici. Cioè, se non si farà, sarà per una scelta politica dell'Amministrazione. LEVI Marta (Vicepresidente) Cosa farà il Consiglio, poi lo vedremo. È inutile ipotizzarlo a priori. Io avevo capito, però, che questa A.E.E.G., in realtà, una decisione l'aveva assunta, non un rimpallo. La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Intervengo per precisare esattamente questo. Innanzitutto, non è che siamo noi che ci rimpalliamo, è che è definito il fatto che la decisione la deve prendere l'Authority, in modo tale da mettere tutti nella stessa situazione. D'altra parte, sarebbe assolutamente incongruo che a Milano si decide una cosa, a Torino un'altra, a Bologna un'altra, a Napoli e a Catania non so. Quindi, per legge, è definito che chi decide è l'Authority nazionale. In secondo luogo, non è che "ci aspettiamo..." o "ci si aspetta...", negli incontri avuti con l'Authority è evidente che il sistema tariffario 2012-2013 cambierà, lo stanno definendo. Per quanto riguarda il 2011, è necessario restituire. Per questa ragione, sul 7% vale esattamente 6 milioni; per cui, se noi calcoliamo quanto vale o può valere, considerando anche quest'anno e il prossimo anno, non siamo distanti dai 30. Se guardiamo solo al fatto che abbiamo i 6 mesi, perché il referendum è avvenuto a metà anno del 2011, in realtà sono 6 milioni, per cui l'importo è anche definito. E, come ho detto, è un importo che è stato messo a Bilancio, detratto sostanzialmente dagli utili, per cui SMAT, nel momento in cui c'è la decisione formale, può operare senza alcun problema, avendo tutte le coperture necessarie. Inoltre, per quanto riguarda il parere, che la Giunta condivida ovviamente il parere degli Uffici, mi sembra anche evidente e chiaro. Poi, come più volte ho avuto modo di esprimere, per quanto riguarda la Giunta e in particolare il sottoscritto, ovviamente io considero che, stante il lavoro fatto, stante il punto a cui siamo giunti, dovremo tener conto ovviamente delle indicazioni dell'Authority, ma oggi, secondo me, non si può riazzerare la situazione. Per cui, io non solo non sono d'accordo con il parere espresso dai cosiddetti "autorevoli" e sono d'accordo con il parere espresso dal Comune, ma su quell'impostazione sono proprio contro, perché - come ho avuto modo di spiegare più volte - penso esattamente questa cosa: che l'acqua è un bene di Dio, ma per farla arrivare ai tavoli qualcuno se ne deve occupare. E, oltre a farla arrivare, bisogna anche farla arrivare buona. Per cui il livello d'investimento che richiede l'acqua, è il maggior livello d'investimento rispetto a tutti gli altri servizi pubblici. Cioè, gli altri servizi pubblici hanno bisogno di investimenti, ma tra questi, per garantire un'acqua buona, è necessario avere investimenti. Basta dire che gli investimenti SMAT, come voi sapete, sono: all'incirca 100 previsti all'anno, 70 realizzati, da molti anni a questa parte. Questo è il trend. Se non ci fosse questa formula, anche dal punto di vista della gestione, è difficile riuscire a garantire questo livello d'investimento sul territorio. Per questa ragione, io lo davo per scontato, chiedo scusa per non averlo fatto prima. Non è un problema ballerino, che si vada in quella direzione non c'è ombra di dubbio. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |