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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201201597/002, presentata dal Consigliere Viale in data 26/11/2012, avente per oggetto: "Modifica dell'articolo 7 dello Statuto della Città di Torino". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Con la deliberazione in oggetto si propone di conferire la cittadinanza onoraria ai nati nella Città di Torino da genitori stranieri, che frequentano la scuola dell'obbligo. È chiaro che la proposta si inserisce nel discorso della cittadinanza, quella vera, per quanto riguarda gli stranieri che nascono nel territorio italiano. Su questo c'è un'ampia convergenza in molte forze politiche, ma vi sono anche molte polemiche, come dimostrano anche gli emendamenti ostruzionistici presentati alla deliberazione. Questo provvedimento riconosce agli stranieri che nascono nel territorio Comunale di Torino la facoltà di essere iscritti nell'albo della cittadinanza onoraria, che non ha una funzione amministrativa immediata, ma dà un segnale molto preciso al Parlamento. Io mi aspetto che deliberazioni di questo tipo, che sono state già approvate da alcuni Comuni più piccoli, come il Comune di Nichelino, possano essere adottate da altre grandi Città, per dare un segnale molto chiaro al dibattito nazionale, che è stato presente anche durante le recenti primarie del centrosinistra, in quanto tutti e cinque i candidati, ma in particolare i due candidati finiti al ballottaggio, hanno dato parere favorevole a questo tipo di soluzione. Quindi, mi aspetto che il Consiglio Comunale di Torino, in nome della tradizione della Città, che comunque è sempre più avanti rispetto al quadro nazionale, dia parere favorevole a questa proposta di modifica dello Statuto, che ha chiaramente una funzione transitoria, perché si colloca in un preciso momento storico e potrebbe essere superato nel momento in cui il Parlamento dovesse legiferare per dare la cittadinanza effettiva a coloro che nascono nel territorio italiano, come succede da altre parti. Mi è stato fatto osservare che prevedere la frequentazione della scuola dell'obbligo può essere, da una parte, una limitazione e, dall'altra, una concessione eccessiva. Tant'è vero che c'è un emendamento presentato dal Consigliere Marrone che propone di attribuire la cittadinanza onoraria (quindi non è contrario al conferimento) alla fine della scuola dell'obbligo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Leggo quello che c'è scritto. Alla fine della scuola dell'obbligo, oggi, vuol dire 16 anni, molto vicino ai 18 anni, età in cui lo straniero nato in Italia può chiedere la cittadinanza effettiva. Quindi, non cambierebbe molto la situazione per una grande città come Torino, in cui ogni anno nascono migliaia di stranieri e centinaia di essi potrebbero richiedere la cittadinanza. Dall'altra parte, il fatto di concedere la cittadinanza onoraria soltanto a chi frequenta le scuole dell'obbligo, vuol dire che ciò riguarda coloro che comunque hanno deciso di rimanere a Torino, o in Italia, che crescono in questo Paese e ne frequentano le scuole. Quindi, anche questo non è sicuramente un qualcosa che va incontro a chi ritiene che la cittadinanza debba essere data, in astratto, solo per il fatto di esservi nati, ma garantisce la critica di chi dice che viene concessa a persone che poi si spostano, o non si spostano, o vanno da altre parti. Ecco perché credo che questa proposta abbia un profondo significato e sia un messaggio molto chiaro proprio per quanto riguarda un'indicazione alle forze politiche ed al Parlamento. L'ultima cosa che vorrei far notare è che uno dei primi effetti dell'approvazione di questo punto non riguarda i nati da ora in poi e nemmeno i nati negli ultimi anni, ma riguarda tutti quei torinesi - perché sono torinesi -, figli di stranieri, che sono nati in questo Paese 5, 10 o 15 anni fa, cioè tutti coloro che sono nati anni fa in questo Paese ed in questa città e che, oggi, frequentano le nostre scuole; infatti, i primi a beneficiare di una norma di questo tipo, che ha un valore fortemente simbolico (poi, eventualmente, sta alla Città attribuire altre valenze), saranno quei bambini o quei ragazzi che, in questo momento, frequentano la scuola dell'obbligo e che sono nati parecchi anni fa. L'ultimo aspetto che, in qualche modo, mi sembra importante per quanto riguarda le osservazioni che sono state fatte anche dalle Circoscrizioni è che questa proposta inserisce e crea una nuova fattispecie di Cittadinanza Onoraria, che non è quella prevista dal comma 1 dell'articolo 7, tant'è vero che la separa in modo esplicito, non segue quel filone e crea un registro apposito per i cittadini che hanno la Cittadinanza Onoraria del Comune di Torino soltanto per il fatto di essere nati e frequentare le scuole dell'obbligo, quindi in questo contesto. Non va assolutamente confusa e non è sovrapponibile alla concessione della Cittadinanza Onoraria e del Sigillo Civico (che, sostanzialmente, sono la stessa cosa, ma che sono diverse nell'attribuzione) per le personalità che hanno acquisito meriti particolari, come è successo in altre occasioni e vi sono numerose proposte in corso. Per questo motivo invito il Consiglio Comunale a rendersi conto della portata storica che l'approvazione di questa modifica potrebbe avere per la nostra città e per la questione della cittadinanza in questo Paese. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricordo i tempi di intervento: 10 minuti per un Consigliere per Gruppo, mentre per gli altri Consiglieri ci sono 5 minuti a disposizione. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Non voglio assolutamente entrare nel merito dello "ius soli" o quant'altro, perché non penso che, oggi, sia questo il tema, almeno leggendo la proposta di cambiamento dello Statuto. Approfitto, invece, della presenza del Sindaco (me la porto dietro da quando discutemmo il Sigillo Civico a Laila) per dire che io penso che sia una questione di forma e anche un po' di stile, perché, se prendiamo ad esempio Camilla Ravera, Albert Sabin, Nelson Mandela, Ida Nudel, Rita Levi-Montalcini, Chai Ling, Mario Soldati, Rigoberta Menchù, Renato Dulbecco, Attilio Aloisi, Fausta Giani, Maria Josè di Savoia, Bono - il cantante degli U2 -, Harold Kroto, Taty Almeida, il Dalai Lama, Pino Masciari, Pierluigi Dovis, Marisela Ortiz Rivera, Roberto Saviano, Aung San Suu Kyi, Ernesto Olivero, Tawakul Karman, Leymah Gbowee e Johnson Sirleaf, la maggior parte di questi sono premi Nobel. Alcuni hanno fatto cose importanti, alcuni magari non hanno fatto cose che si ritengono importanti, ma tutti questi hanno fatto qualcosa per cui uno si può esprimere e concedere la Cittadinanza Onoraria della Città di Torino. Il principio fondamentale della Cittadinanza Onoraria, che piaccia o no, è che qualcuno faccia qualcosa. Fortunatamente, nascere non è ancora qualcosa di così speciale; dico fortunatamente perché non vorrei mai trovarmi nella condizione umana per cui nascere voglia dire fare qualcosa di speciale. Soprattutto è come se noi fossimo la Commissione aggiudicatrice del premio Nobel e, vedendo che il nostro giocatore preferito non riesce a vincere il Pallone d'Oro, gli diamo il premio Nobel per lo sport, che non esiste. È questo quello che, oggi, stiamo facendo, stiamo dando una cosa che non esiste a persone che, oggi, non ne hanno diritto. Il vostro candidato... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il discorso è molto semplice: bisogna fare qualcosa, bello o brutto che sia, per essere meritevoli o meno di vincere il premio Nobel oppure no. Tra qualche mese ci saranno le elezioni politiche ed i candidati Presidenti decideranno se inserire nella loro agenda di Premier se concedere la Cittadinanza Onoraria o meno. Bene, proponiamo un ordine del giorno e discutiamo se concedere la Cittadinanza o meno. Concedere la Cittadinanza Onoraria a bambini che non conosco (e che, probabilmente, difficilmente conoscerò mai, perché saranno tanti) solo perché nati è il discrimine numero uno verso tutti quei bambini che, invece, non sono nati a Torino, ma che magari vengono a viverci. Ribadisco che quella che va a fare il proponente è una grande discriminazione. In secondo luogo - ed è la parte fondamentale -, non hanno fatto niente e noi stiamo andando a dire che saranno cittadini onorari esattamente come tutti i premi Nobel che abbiamo premiato e come tutte quelle persone che hanno fatto qualcosa di importante e che questa Città ha deciso di riconoscere, per quanto ci sarà - se questa proposta di mozione verrà approvata - un registro a parte. Perché non decidiamo che tutti i cittadini di questo pianeta che nascono sono cittadini onorari di Torino? A quel punto, avrebbe lo stesso senso. Nessuno di loro, fino a che non si sarà contraddistinto per aver fatto qualcosa di importante per questa città, merita la Cittadinanza Onoraria. Poi si può entrare nel merito della questione, ma facciamolo di fronte ad una proposta di ordine del giorno che impegna politicamente qualche organo a legiferare in proposito. Ribadisco che non ha senso dare la Cittadinanza Onoraria ai bambini che sono nati a Torino, perché è denigrante, in primo luogo, nei confronti di chi ha pensato l'istituto della Cittadinanza Onoraria e, in secondo luogo, nei confronti di tutte quelle persone che hanno già ricevuto la cittadinanza, in quanto si rischia di declassare il conferimento stesso. Ribadisco che il mio voto negativo non sarà per il merito dello "ius soli", perché non credo che la sede e l'atto siano giusti per discuterne (ma se vogliamo presentare una proposta di ordine del giorno sono disponibile a discuterla anche per ore, documentando ed argomentando); però, ripeto che, fino a quel momento, la Cittadinanza Onoraria, bella o brutta che sia, deve essere concessa quando qualcuno ha fatto qualcosa e, finché non avverrà questo, il mio voto sarà negativo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Sentendo l'intervento del Consigliere Ricca, mi sono ricordato la canzone che ci cantavano da piccoli, che iniziava così: "I bambini di Torino bevono solo grignolino", e mi sembra quasi una difesa del fatto di avere delle origini sabaude, per cui, chi non ha queste origini, magari non può ottenere alcuni diritti. Io l'ho vissuto un po' da… LEVI Marta (Vicepresidente) Consiglieri, vi invito a fare silenzio. Prego, Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Da persona che ha origini diverse (per ¾ sono di origine siciliana e per ¼ di origine austriaca), forse di torinese non ho nulla, se non il fatto di essere nato, cresciuto e di amare questa città. Credo che l'intervento del Consigliere Viale abbia specificato abbastanza che non si tratta né di Cittadinanza Onoraria, né di Sigillo Civico, ma di una Cittadinanza Onoraria speciale. Consigliere Ricca, eventualmente potrebbe esserci un emendamento che va nella direzione di diversificare anche per quanto riguarda l'elemento nominale questo tipo di riconoscimento. Si tratta di un riconoscimento che credo sia dovuto non tanto perché si vuole legare ai meriti di una persona (perché c'è stato anche un documento approvato dal Consigliere Viale), ma credo che vada un po' - infatti a me spiace ed avevamo discusso su alcuni documenti legati ai matrimoni e ai riconoscimenti delle coppie dello stesso sesso - nella direzione di trovare Torino come laboratorio per lanciare dei segnali forti. È vero che le Amministrazioni non possono creare delle normative di questa natura, ma possono lanciare dei messaggi forti ed essere anche precursori di alcuni aspetti che negli altri Paesi stanno diventando un elemento di normalità ed un elemento di diritti ormai acquisiti, ma non solo a titolo di normativa, bensì nella stessa Costituzione materiale, perché forse il concetto importante è che noi dovremmo iniziare a capire che le normative non sono solo quelle che vengono scritte dal Costituente o dal nostro Legislatore, ma sono quelle che, ormai, sono innate nel comune senso di appartenenza. Credo che bisognerebbe confrontarsi su questo tema, perché l'elenco che ha fatto il Consigliere Ricca va bene, ma credo che il senso non sia quello, perché allora possiamo dire che, a volte, alcune Cittadinanze Onorarie sono state discutibili; la stessa Cittadinanza Onoraria a Del Piero proposta dal Consigliere Ricca potrebbe essere ritenuta eccessiva da alcuni. Quindi, credo che il tema non sia quello, ma il fatto di utilizzare uno strumento, quale è la Cittadinanza Onoraria, per dare un segnale a livello nazionale. Non so se altre Città lo abbiano fatto, non so se il Consigliere Viale abbia fatto una ricerca comparatistica o se questo è un elemento che parte da Torino, però è sicuramente un segnale forte. Forse, per rendere ancora più forte il significato, nel documento si potrebbe dire che, quando tutti i cittadini stranieri nati a Torino avranno raggiunto la cittadinanza italiana, perderanno la Cittadinanza Onoraria speciale, proprio per far capire che il segnale che arriva da Torino è legato all'ottenimento di un diritto che dovrebbe essere insito e Torino lo vuole anticipare con un riconoscimento, che può essere una targhetta da attaccare in camera, ma che comunque racchiude un sentimento forte, che, forse, sentono in tanti. Non so, se come mentalità, siamo portati per arrivare a questi risultati, ma credo che il senso comune si stia evolvendo. Torino, forse più di ogni altro luogo in Italia, ha dimostrato di avere un'accoglienza importante e di essere comunque una città aperta e capitale dei diritti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Nell'esposizione di questa proposta di deliberazione consiliare il Consigliere Viale ha detto che, con l'approvazione di questo atto, si manda un messaggio ben preciso. Perdoni la mia stupidità, Consigliere, ma non riesco a comprendere che tipo di messaggio riusciremo a mandare con l'approvazione di questo atto. Non comprendo il senso e l'utilità di questo provvedimento, perché mi sfugge in che modo gioverebbe ad un bambino straniero nato da cittadini stranieri ottenere la Cittadinanza Onoraria. Lei commette un gravissimo errore quando definisce torinesi i bambini nati in Italia da genitori stranieri e le posso portare un esempio personale. Io non sono nato in Italia, ma a Tripoli e non sono nato per caso a Tripoli, in quanto i miei genitori sono nati a Tripoli - e anche loro non sono nati lì per caso - e anche i miei nonni sono nati a Tripoli; eppure io non mi sono mai sentito né tripolino, né tanto meno arabo, ma sono sempre stato italiano, pronipote di coloni della Libia. Quindi, considerando cittadini torinesi dei ragazzi stranieri nati da genitori stranieri, si commette uno sbaglio enorme. Consigliere Viale, io la stimo e la apprezzo per il suo modo, il suo comportamento e per alcune delle cose che propone all'Aula, però, pur non credendo che questa volta abbia utilizzato questo atto esclusivamente per avere un po' di visibilità o notorietà (perché di quella ne ha già abbastanza), con la presentazione di questo atto mi ha deluso profondamente, soprattutto perché è una persona che stimo molto. Quindi, questo le ha fatto perdere qualche punto e dovrà riconquistarsi un po' della mia fiducia. Annuncio che il mio voto sarà nettamente contrario. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ovviamente non potevo esimermi dall'intervenire, soprattutto dopo essere stato impropriamente tirato in ballo dal Consigliere Viale, estensore di questa proposta di deliberazione. Ritengo che, in realtà, questa proposta di deliberazione non vada neanche nella direzione auspicata e spiego il perché; innanzitutto per una questione pregiudiziale dal punto di vista della correttezza formale, che ha 2 aspetti. Il primo, generale, è sul fatto che si cerca di istituzionalizzare e rendere permanente lo stravolgimento del significato della Cittadinanza Onoraria; non voglio dilungarmi, anche perché il Consigliere Ricca l'ha già detto ampiamente, però oggettivamente è un riconoscimento che si dà a determinate personalità. Questo sarebbe un istituto completamente nuovo e a parte, che però continuerebbe a convivere con lo strumento della Cittadinanza Onoraria che si dà a personalità adulte che si sono rese meritevoli per quello che hanno fatto nella vita. In realtà, questo è un aspetto secondario, perché c'è un'elusione conclamata dello strumento "richiesta di Cittadinanza Onoraria", in quanto tutti noi sappiamo bene che la votazione per l'assegnazione, caso per caso, è l'unica che richiede sempre una maggioranza qualificata (per cui non c'è successivamente una votazione a maggioranza semplice), e passarci attraverso una richiesta di modifica dello Statuto di fatto elude questa disposizione che ha una ratio ben precisa e si ricollega all'importanza del riconoscimento. Quindi, quando votiamo la Cittadinanza Onoraria singola a Pinco Pallino, noi chiediamo di rispettare sempre la votazione a maggioranza qualificata; invece, introducendo una modifica dello Statuto che prevede di concedere la stessa onorificenza a migliaia di persone, a quel punto si voterà a maggioranza semplice. Ne approfitto e, anche se è una considerazione politica, butto lì la considerazione al Segretario Generale (insomma, è stato anticipato informalmente), perché, in ogni caso, vale la pena accertare, in modo da votare tutti con l'adeguata serenità, che non vi sia un'elusione delle disposizioni, non solo statutarie e regolamentari, ma addirittura di natura e rango costituzionale. Però non mi sottraggo neanche al dibattito sul merito. Intanto, prendo atto di un dato politico importante: saranno state le primarie, ma c'è stato un cambiamento di impostazione culturale e politica, perché, oggettivamente, dopo la proposta di mozione che chiedeva il Sigillo Civico per la prima bambina nata, affermando il principio dello "ius soli", nella ragione in cui si dice: "È nata qui" e non chiediamo nessun altro elemento, adesso c'è l'elemento della scuola. Quindi, si dice che non basta nascere, ma serve un percorso di integrazione culturale; si tratta di una piccola rivoluzione culturale nel centrosinistra e ne prendo atto con estrema soddisfazione. Però, se il Consigliere Viale lo vuole introdurre a nome di tutto il centrosinistra (che deduco voterà in modo compatto su questo atto di indirizzo), allora bisogna essere chiari, perché che cosa vuol dire inserire come criterio l'essere iscritti alla scuola dell'obbligo? Uno è iscritto alla scuola dell'obbligo in prima elementare, lo è in quinta elementare, lo è in seconda media e lo è in prima superiore. Vuol dire che ci sono aventi diritto che lo possono richiedere a prescindere dal punto del percorso scolastico? E no! Se la partecipazione alla scuola dell'obbligo è un elemento che garantisce, come crediamo anche noi, un percorso di integrazione culturale, allora bisogna inserire l'emendamento di merito che ho presentato (pur non condividendo, di base, la proposta di modifica statutaria, per cui la votazione sarà contraria a prescindere, solo per lo strumento proposto) che sostituisce il criterio di iscrizione alla scuola dell'obbligo con quello del completamento del percorso della scuola dell'obbligo. Concludendo il mio intervento, vorrei spiegare anche il perché. Un bambino di 6 anni (che è il destinatario generale della proposta di deliberazione presentata dal Consigliere Viale) è semplicemente un bambino, non è un bambino italiano, marocchino, rumeno o quant'altro; a 6 anni si è bambini e basta. Guardate, forse dirò una cosa di sinistra: a 6 anni non si è un bambino italiano o un bambino egiziano, si è unicamente un bambino, si gioca e si guardano i cartoni animati, e la mamma è la mamma, non è la mamma italiana o egiziana. Quindi, è una falsificazione della verità dire che un bambino è torinese onorario o originario di Bangkok, perché è un bambino; a 16 anni è un adolescente, cioè è un ex bambino che ha fatto un suo percorso pluriennale nella scuola dell'obbligo e, quindi, ha attraversato una fase di vita fondamentale a livello formativo in mezzo a coetanei che parlano italiano, che tifano squadre di calcio italiane - non per forza torinesi - e, magari, ha assorbito perfino il dialetto, cioè c'è un assorbimento culturale che rende il percorso di integrazione effettivo. Non è un emendamento-provocazione, perché, altrimenti, avrei potuto presentare centinaia di emendamenti ostruzionistici (si poteva fare, è una scelta che rispetto anche se non l'ho seguita); invece è un emendamento di merito, perché un bambino di 6 anni è un bambino, mentre un adolescente di 16 anni cresciuto in Italia è italiano, se è cresciuto a Torino è torinese e se, a prescindere dal colore della pelle o dalle origini dei genitori, è cresciuto a Il Cairo è egiziano. Ritengo che ci sia da fare una riflessione sullo strumento formale e, qualora si ritenga che lo strumento formale sia adeguato, invito tutti i Colleghi, a prescindere dal Gruppo di appartenenza, a votare a favore del mio emendamento, perché ha oggettivamente una ratio. Se si stabilisce che basta nascere, allora escludete il riferimento all'iscrizione alla scuola dell'obbligo, perché non ha senso; se, invece, il percorso scolastico è fondamentale, deve però avere un senso reale, non solo formale di iscrizione. Faccio sinceramente questo appello, sperando che preliminarmente il Segretario Comunale fornisca una risposta anche alla domanda che ho posto. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Intervengo solo per dire che, ovviamente, quest'atto non fornisce risposte definitive al problema del diritto alla cittadinanza, ma è un atto simbolico, estremamente utile e significativo anche per quelli che sono la vita, i pensieri e le fantasie dei bambini. I bambini che nascono e crescono in Italia si sentono italiani; sicuramente non rinnegano le proprie origini, vivono con la doppia cultura. Credo che una città che è capitale dei diritti, come Torino... Gradirei che ci fosse un po' più di silenzio in Aula, Presidente. LEVI Marta (Vicepresidente) Consiglieri, ancora un po' di pazienza. CENTILLO Maria Lucia Bisogna pensare a quello che provano i bambini e le bambine che nascono e crescono in Italia; noi abbiamo molti casi di diciottenni che, pur essendo nati in Italia, non sono ancora cittadini italiani e rischiano addirittura di essere cacciati dall'Italia se non hanno un lavoro o se non sono iscritti a scuola. Credo che questo atto sia una presa di coscienza della Città che decide di farsene carico, per quello che può (pur avendo già modificato tutti i Regolamenti ed avendo fatto tutta una serie di cose che sono alla sua portata) anche dal punto di vista formale. Credo e mi auguro che tra pochissimi mesi sarà possibile sanare questa ingiustizia e fare in modo che i bambini e le bambine possano portarsi dietro le loro culture, senza sentirsi discriminati, così come avviene in tanti Paesi del mondo. È un limite della nostra Italia. Il Consigliere D'Amico parlava della storia della sua famiglia (non di migranti, ma di persone che avevano un ruolo di colonizzazione); anche nella mia famiglia ho situazioni del genere e confermo che chi ha avuto un'esperienza di colonizzazione, pur avendo rispetto delle popolazioni estere, si è sempre sentito direttamente italiano. Per quanto mi riguarda, sono figlia di meridionali e, pur avendo sempre tenuto in considerazione le mie origini, i miei pensieri di bambina erano quelli di sentirmi torinese e di arrabbiarmi quando mi dicevano che, siccome ero figlia di meridionali, non ero come gli altri bambini che erano figli di piemontesi. Quindi, mi auguro che la Città possa - anche se questo atto non sana una ferita - dare un contributo simbolico per far crescere le bambine e i bambini in un clima più giusto. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Intanto vorrei ringraziare il Consigliere Viale, perché, secondo me, era giusto partire da un gesto simbolico all'inizio dell'anno ed era giusto sostenere come Città di Torino, come abbiamo fatto, la campagna "L'Italia sono anch'io", che, prima di tutto, chiede che il Parlamento ascolti anche l'appello del Presidente Napolitano di far sì che i tanti bambini nati in Italia diventino, in qualche modo - e lì sarà la politica a deciderlo, se dopo la scuola dell'obbligo o perché anche in Italia varrà lo "ius soli" -, cittadini italiani. Paradossalmente, ha ragione chi dice che questa possibilità non possiamo arrogarcela da soli come Comune di Torino e, però, ricordo anche che la Cittadinanza Onoraria non è una cittadinanza italiana data dalla Città di Torino, ma è qualcosa di diverso; è il modo di onorare, con la nostra civitas e con il nostro senso di appartenenza a questa comunità, un'onorificenza che, in qualche modo, viene data in termini aulici in questa Sala. Mi rivolgo al Capogruppo Marrone, al Consigliere Ricca e a chi ha polemizzato sui tanti nomi della storia che hanno preso la Cittadinanza Onoraria dicendo 2 cose: da una parte, se il problema è che qualcuno potrebbe sentirsi offeso, non credo che quei premi Nobel si sentiranno mai offesi da questo provvedimento nei confronti di un cittadino nato a Torino, figlio di immigrati o di migranti che sono venuti a lavorare in questo territorio, magari scappando dalla guerra e dalla miseria. Se, invece, il tema è che la definizione onoraria non è quella che rende meglio quello di cui stiamo parlando oggi, tant'è vero che quella precedente - lo diceva il Consigliere Marrone - si fa a 2/3, questa verrebbe data in automatico previa accettazione, come diceva il Consigliere Viale, e, se è d'accordo, chiederei al Consigliere Viale di ipotizzare una modifica (ovviamente, se la Presidenza del Consiglio ed il Segretario Generale la rendono possibile, quindi con una valutazione tecnica, e chiedo anche ai Consiglieri di opposizione se questa potrebbe essere una proposta che va incontro ad alcune delle ipotesi più tecniche dei loro ragionamenti), cambiando il testo in questo modo: "Cittadinanza Onoraria, Cittadinanza Civica e Sigillo Civico"; si tratta di introdurre una terza formula, che si chiama Cittadinanza Civica, che, tra l'altro, riconosce, in qualche modo, la comunità torinese, nel senso che bisogna essere nati a Torino e frequentare - come diceva il Consigliere Viale - le scuole dell'obbligo in questa città. È una sorta di riconoscimento della nostra comunità ed è un modo per dire che quei cittadini sono, in qualche modo, cittadini torinesi a tutti gli effetti. Credo che questo sia il compromesso più alto per non mischiare probabilmente cose diverse e per dirci che riconosciamo che per noi quei bambini sono cittadini italiani, lo diciamo politicamente, ma, in qualche modo, in questo caso riconosciamo che sono cittadini torinesi e credo sia anche il modo migliore per dirci che noi riallacciamo quello che è un rapporto che la scuola dell'obbligo realizza già. Diciamoci la verità, se dovessimo spiegare ad un bambino italiano che il suo compagno di banco non è italiano e non è cittadino di questa Città, quel bambino non ci crederebbe e non capirebbe di che cosa stiamo parlando. Credo che la società sia più avanti e spero che il prossimo Parlamento faccia proprio l'appello del Presidente Napolitano. Intanto noi facciamo un altro pezzettino, cioè introduciamo per tutti i cittadini nati a Torino, figli di persone che non hanno quella cittadinanza, e che frequentano le scuole dell'obbligo questa figura della Cittadinanza Civica - propongo questo nome e credo che il Consigliere Viale possa essere d'accordo, perché ne parlavamo prima, ma ovviamente devono essere d'accordo anche la Presidenza ed il Segretario Generale -, che, fra l'altro, è un riconoscimento che la Città credo abbia intrapreso da anni. Faccio un esempio: questa è stata la prima città italiana che ha introdotto il servizio civile non solo per i cittadini italiani, perché quelli sono cittadini torinesi come gli altri ragazzi che sono nati a Torino, figli di genitori italiani. Credo che con questa mediazione si possano cancellare parte dei distinguo che abbiamo avuto con l'opposizione. Chiedo se si può fare oggi o se, in qualche modo, questa modifica può essere studiata durante la settimana, affinché finisca questa conflittualità che ci porta anche a distinguere i 2/3 o il voto sulla maggioranza semplice, sperando, però, che questa mediazione serva ad arrivare ad un voto un po' più unanime di quello auspicato poc'anzi. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Credo che il dibattito di questa sera sia sicuramente ricco, perché sta mettendo chiaramente in evidenza - direi in maniera lampante - quelle che sono le diverse prospettive con cui la politica affronta il tema dei diritti alla cittadinanza nel più ampio campo dei diritti. In data 23 gennaio 2012 questo Consiglio Comunale approvò un ordine del giorno, peraltro proposto dal Consigliere Tricarico, di sostegno (anche se vi furono alcune differenziazioni nell'ambito delle forze di minoranza) alla campagna sulla cittadinanza "L'Italia sono anch'io", che mirava ad invitare il Parlamento a legiferare in materia di "ius soli", adottando una proposta di Legge depositata agli atti parlamentari, primo firmatario il Senatore Ignazio Marino del Partito Democratico, che andava proprio a toccare questa questione. Credo che le cose che sono state dette questa sera vadano esattamente in questa direzione. La proposta avanzata dal Consigliere Viale è in qualche modo effettivamente una proposta di mediazione per chi sostiene l'esigenza di dare un atto forte e simbolico, cambiando radicalmente l'impostazione del diritto alla cittadinanza italiana e mettendo il requisito della sola nascita sul suolo italico per l'ottenimento della cittadinanza italiana; questo Consiglio Comunale - ha fatto bene il Consigliere Marrone a ricordarlo - ha conferito il Sigillo Civico alla prima nata straniera del 2012, il cui unico requisito era quello di essere nata nella Città di Torino. Ha fatto bene il Consigliere Marrone a stimolare la discussione, perché penso che in questo senso sia possibilmente utile fare chiarezza. Naturalmente il dibattito è aperto (perché, ovviamente, è chiaro che la verità in tasca non ce l'ha nessuno), però è evidente che la contraddizione messa in evidenza dal Consigliere Marrone rispetto a queste differenti impostazioni deve essere risolta in qualche modo. Se la proposta di mediazione avanzata dal Consigliere Viale, invece di essere colta come un forte segnale politico per far diventare Torino la capitale dei diritti anche su questo punto, diventa uno strumento per accusare di ambiguità la maggioranza che all'epoca propose ed oggi il Consigliere Viale, ha ragione il Consigliere Marrone che è meglio toglierlo del tutto. Rispondiamo così nel merito al merito del suo emendamento, che fondamentalmente - credo in maniera assolutamente onesta intellettualmente - propone non di togliere il tema della Cittadinanza Onoraria agli stranieri, ma addirittura di subordinarlo al completamento dell'obbligo scolastico. Se l'introduzione di una proposta di mediazione, che andava nell'ottica di rivolgersi alle forze della minoranza che magari hanno più criticità a votare provvedimenti di questo tipo (pur rendendosi conto dell'antistoricità di un approccio che, oggi, fa a pugni con quella che è la reale situazione del Paese e che, inevitabilmente, lo diventerà sempre di più) -, posta in essere dal Consigliere Viale diventa lo strumento per mettere in evidenza contraddizioni politiche o culturali, ha fatto bene il Consigliere Marrone a sottolinearlo e mi sentirei di proporre al Consigliere Viale di togliere questa ambiguità. La ritenevo una buona mediazione, del resto la proposta di modifica di Statuto necessita, per definizione, di quorum ampi e, quindi, era corretto in qualche modo metterla in questi termini. Per quanto riguarda l'ambiguità o meno della posizione politica del Partito Democratico nel merito, credo non ci siano dubbi nel ribadire che, oggi, questo Paese ha l'esigenza di avere una nuova normativa sulla cittadinanza in maniera tale che possa riconoscere il diritto di cittadinanza italiana non solo a coloro che attualmente ne hanno diritto, in quanto figli di cittadini italiani, ma soprattutto anche alle giovani generazioni che in questo Paese nascono e che molto probabilmente a questo Paese daranno lavoro e in cui vivranno e cresceranno; penso che sia un atto di grande civiltà riconoscere loro una cosa apparentemente banale ma di grande importanza, cioè la cittadinanza. Quindi, se questa è l'accusa che ci può essere mossa (cioè di dare un colpo al cerchio ed un colpo alla botte), sgombriamo subito il campo, perché la nostra posizione è per uno "ius soli" di nascita, non per uno "ius soli" subordinato ad un percorso, magari per esami e titoli, che poi qualcuno deve disciplinare. Sull'eccezione procedurale posta dal Consigliere Marrone, mi rimetto anch'io alla valutazione del Segretario Generale; colgo un po' di strumentalità politica, mi consenta il Consigliere Marrone, che vedo in grande difficoltà su questo punto. Del resto è chiaro che credo che lui riconosca, e non è un caso, l'esigenza di normare in maniera diversa il tema della cittadinanza dei cittadini stranieri; lui ha fatto una proposta, ne riconosco l'onestà intellettuale, però è del tutto evidente che mi pare un po' utilizzare una dinamica regolamentare normativa per mettere sotto il tappeto un tema tutto politico. Siccome è giusto che non ci si sottragga anche al tema politico, penso che sia utile chiedere un supplemento di riflessione al Segretario Generale, affinché faccia chiarezza per capire se le questioni poste dal Consigliere Marrone sono o meno dirimenti rispetto all'efficacia del provvedimento. Chiarita la questione, ciascuno si schiererà come crede legittimamente nel voto e legittimamente quest'Aula credo che si esprimerà. Mi pare che un'ipotetica soluzione sia già emersa questa sera nel corso del dibattito, cioè l'individuazione di una terza fattispecie di cittadinanza che identifichi chiaramente l'atto politico; noi oggi stiamo discutendo di questa questione, un chiaro atto politico, perché la Cittadinanza Onoraria, come ben sappiamo, non dà sostanzialmente alcun diritto civile, in quanto è un atto di indirizzo politico che, attraverso il Consiglio Comunale di Torino, vuole lanciare un segnale all'Italia ed al Parlamento. Ben venga un'eventuale terza via terminologica se può aiutare a risolvere il problema procedurale posto dal Capogruppo del PdL in quest'Aula. Alla luce di questi elementi e del fatto che l'accusa di ambiguità mi pare da respingere al mittente, chiariamo subito che noi siamo per uno "ius soli" e, quindi, speravamo che questo venisse accolto positivamente, non certamente come argomento di accusa di ambiguità, perché non lo è. Vorrei chiedere al Consigliere Viale di riflettere se questo elemento, per una collaborazione tra maggioranza ed opposizione, sia da togliere dal campo e, poi, vedere nell'ambito del voto come ciascuno si assumerà le proprie responsabilità politiche. Alla luce di questi 3 elementi (il problema politico relativamente all'accusa di ambiguità alla maggioranza, il tema posto dal punto di vista giuridico dal Consigliere Marrone - che, essendo giuridico ed interpretativo dello Statuto, credo non competa a noi dirimere - e la proposta emersa nel corso del dibattito di individuare eventualmente una terza formula di cittadinanza), proporrei al Consigliere Viale di soprassedere di una settimana rispetto alla votazione di questa proposta di deliberazione e di rimandare alla prossima settimana - una volta risolti questi temi - l'eventuale discussione e l'assunzione delle posizioni politiche nel merito. LEVI Marta (Vicepresidente) Successivamente sentiremo il parere del Consigliere Viale, ma, siccome il Segretario Generale chiedeva un supplemento di riflessione rispetto al tema posto dal Consigliere Marrone, nel caso in cui questa proposta di deliberazione non avesse ottenuto i 2/3 dei voti, una delle ipotesi potrebbe essere quella articolata verbalmente dal Consigliere Grimaldi e, trattandosi di una modifica statutaria, eviterei di far scrivere un emendamento al provvedimento presentato dal Consigliere Viale adesso, in 10 minuti, rischiando poi di proporre delle corbellerie. Mi sembra ragionevole la proposta del Consigliere Lo Russo - poi sentiremo il Consigliere Viale - di valutare in questa settimana come risolvere il tema posto dal Consigliere Marrone e votare la prossima settimana. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Devo fare una premessa: colgo appieno lo spirito simbolico positivo di questa proposta dell'integrazione, ma, visto che facciamo le proposte anche per evitare, come è successo purtroppo un anno fa, che qualcuno voglia mandare al rogo gli immigrati, forse dovremmo evitare tra di noi, anche solo a parole, di mandare al rogo le Consigliere Comunali. Detto questo, vengo al merito della questione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ve lo dico dopo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Era un riferimento al fatto che non è molto cortese che si dica, anche solo a parole, che un Consigliere Comunale merita di fare la fine di chi è finito sul rogo per le proprie idee eretiche; a me quest'uscita non è piaciuta. Per entrare nel merito del dibattito, la nostra posizione è piuttosto chiara e l'abbiamo dichiarata più volte: siamo favorevoli allo spirito, tant'è vero che votammo a favore dell'ordine del giorno prima richiamato, e siamo favorevoli all'idea che chi nasce qui, figlio di immigrati, debba essere integrato anche attraverso il riconoscimento della cittadinanza. Non siamo favorevoli - e, infatti, non votammo la proposta - alla concessione della Cittadinanza Onoraria, perché riteniamo che sia uno strumento dedicato ad altro, cioè ad onorare persone che arrivano da fuori e che hanno compiuto qualcosa per merito, per cui riteniamo che, probabilmente, sia un po' svilente per lo strumento della Cittadinanza Onoraria cominciare a concederla a tappeto a migliaia - speriamo molte migliaia - di ragazzi che sono nati e cresciuti qui. Concordo con la proposta del Consigliere Grimaldi; per noi andrebbe bene se trovassimo una formulazione per cui questa non sia una Cittadinanza Onoraria, ma un'altra cosa che si chiama Cittadinanza Civica o una formula del genere, che magari viene concessa in un punto un po' più preciso (discutiamo pure se all'inizio, alla fine o a metà del percorso della scuola dell'obbligo) e che è riservata - perché qui non è scritto - a chi è residente a Torino. Personalmente, ritengo che si potrebbe anche dare a chiunque sia nato in Italia e sia qui al momento della scuola dell'obbligo. Per cui se un bambino è nato a Milano, ma poi si è trasferito a Torino e, adesso, frequenta le scuole qui, secondo me può avere la nostra cittadinanza esattamente come chi è nato a Torino ed è rimasto qui, l'importante è che sia qui e che frequenti le scuole nel momento che decideremo. Se c'è la disponibilità a seguire questa strada, la proposta di rinviare il voto di questo provvedimento di una settimana e trovare un emendamento che metta d'accordo tutti è assolutamente auspicabile, proprio perché per fare un passo avanti su questo tema, che è importante, è auspicabile che vi sia la massima convergenza da parte di tutti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Vorrei annunciare che mi va bene il fatto di avere una settimana di approfondimento, tenendo presente, come spesso capita, che bisogna aggiustare un po' le cose ed essere tutti quanti convinti almeno del percorso. Vorrei solo far notare che l'aspetto simbolico della Cittadinanza Onoraria non ha alcuna implicazione pratica, a meno che la Città non intervenga con ulteriori deliberazioni (questo vale per qualunque). Sulla questione dell'incongruenza sui 2/3 o meno, faccio notare che attualmente lo Statuto prevede che le Cittadinanze Onorarie concesse facciano parte di un albo con relative motivazioni. Quello che caratterizza la Cittadinanza non è l'albo e l'elenco, ma sono le motivazioni, che possono essere anche contraddittorie tra di loro e contraddittorie politicamente e storicamente. Uno può concederla al capo di una fazione in guerra in Oceania e, l'anno dopo, concederla al capo dell'altra fazione, perché, dopotutto, si tratta di una visione politica dell'Amministrazione che c'è. Tant'è vero che nell'elenco - e ringrazio il Consigliere Ricca per averlo letto - c'è, tra virgolette, di "tutto". Dopodiché, quella che si introduce non è la Cittadinanza Onoraria, che c'è già, ma è una nuova fattispecie, che è chiamata Cittadinanza Onoraria semplicemente per mantenere il capitolo, ma se la chiamassimo Cittadinanza Civica andrebbe benissimo, perché dà proprio una caratteristica ulteriore; ricordo la Biblioteca Civica ed il Sigillo Civico, dà la caratteristica del potere della Città. Per quanto riguarda il merito, ringrazio il Consigliere Bertola e gli altri per tutti i suggerimenti, io ci avevo pensato a lungo, ma l'obiezione dei 5 anni, dei 13 anni o dei 18 anni non funziona; è come quando uno fa un concorso e gli si dice che ha bisogno di 5 anni di anzianità, ma, se si presenta uno che ne ha 10, non è che ha perso il diritto, ha i 5 anni ed ha il titolo, ne ha soltanto di più, e, quindi, non è un problema. È chiaro che qui si dice che frequenta la scuola dell'obbligo almeno dalla prima elementare, quindi dai 6 anni. Confesso che nella mia ipotesi - ma l'avevo anche annunciato - intendevo già la scuola materna, ma non essendo la mia materia non sapevo che la scuola dell'infanzia non rientra nella scuola dell'obbligo, anche se di fatto è garantita a tutti; per cui questo era un mio difetto di conoscenza. Quindi, su questo sono d'accordo. Proprio per il suo valore simbolico e rispettoso delle varie opinioni di chi non si riconosce in questo filone, per cui è chiaro che ho il massimo rispetto per la posizione del Consigliere D'Amico, così come per quella del Consigliere Ricca (che si riconoscono in un altro filone, per cui non è con loro che devo mediare sulla questione), lascerei il fatto che il bambino - stiamo parlando di bambini e vi risparmio la retorica che sento fare ogni volta che se ne parla - debba essere nato nel Comune di Torino. Questo è il riferimento al suolo ed al territorio e per questo motivo non può essere un bambino nato in un altro Comune che si trasferisce a Torino, perché mi auguro che dove sta in quel Comune si adotti un provvedimento analogo. Si tratta di un bambino che si porterà per tutta la vita la Cittadinanza Civica del Comune di Torino con quell'implicazione, anche se un giorno dovesse essere messo - se vorrà metterlo - nel suo curriculum di professore ad Harvard, perché non ha un significato particolare. A me piace giocare a carte scoperte, lo dico molto chiaramente (non voglio che venga scoperto), ed è chiaro che nella Città di Torino ogni anno nascono circa 12.000 o 13.000 bambini; di questi, i figli di stranieri sono, più o meno, ¼ e, di questi, buona parte sono figli di stranieri, cittadini italiani, o almeno uno con la cittadinanza. Alla fine si tratta di un numero significativo di nati a Torino che avranno la Cittadinanza Civica e che, magari, frequenteranno una scuola a Carmagnola, piuttosto che, un giorno, a Bolzano (se dopo 3 o 4 anni il padre si sposterà in quella città). Faccio notare che non è una cosa concessa d'ufficio, ma vi è la facoltà di poterla chiedere e deve essere accettata. Quindi, la proposta è estremamente soft - non è strumentale o volgarmente politica - ed è rispettosa di quello che è lo Statuto della Città di Torino e del contesto legislativo nazionale, per cui è lì che si inserisce. Detto questo, la proposta di Cittadinanza Civica, di cui abbiamo parlato prima fuori dall'Aula, mi sembra che rispetti perfettamente lo spirito ed accetto l'emendamento. Questo giustifica ulteriormente il fatto di avere una settimana di riflessione, un passaggio informale in Conferenza dei Capigruppo (perché, ovviamente, l'atto rimane in Aula) e, soprattutto, una valutazione più attenta da parte del Segretario Generale, dandogli il tempo di affrontare una cosa nuova, perché, come sempre, quando altri l'hanno fatto è facile seguirlo; l'ha fatto il Comune di Nichelino, la sua è una dignitosissima posizione, ma è possibile che nei Comuni più piccoli vi sia una minore attenzione su alcuni aspetti. Questo è il motivo per cui accetto sia la proposta di modificarla in Cittadinanza Civica, sia la sospensione di una settimana, ma manterrei la frequenza della scuola dell'obbligo, tenendo presente che significa dalla prima elementare (poi tanto meglio per chi nel frattempo ha fatto la terza media). A stretto rigore, lo dico, questo toglie gli over 16. Uno che ha 18 anni e frequenta il liceo, non frequenta più la scuola dell'obbligo e, quindi, non rientra; però a 18 anni può sempre chiedere la cittadinanza e, in ogni caso, spero che tutto si muova nel tempo, perché è chiaro che è un grande serbatoio per questa Città. Spero che potremo conferire centinaia di Cittadinanze Civiche ai nati in questa città e che questo venga accettato come un passo avanti anche per loro, oltre che per noi. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sulla proposta di rinvio che è stata fatta, con tutte le conseguenze che ha, vorrei solo sottolineare che non ci casca nessuno. Per carità, è lecito che la maggioranza ci provi, perché questa è una proposta di deliberazione che è stata depositata mesi fa ed è passata da tutti i Consigli di Circoscrizione, dove mi risulta che il PD abbia qualche Consigliere, così come SEL ed i Moderati; oggi, invece, questa maggioranza scopre che la Cittadinanza Onoraria non va bene, meglio definirla Cittadinanza Civica, c'è un vulnus giuridico… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per carità, quello che dico è solo che questa proposta di deliberazione, che in ogni caso andrà a modificare lo Statuto, ha ricevuto il parere di 10 Circoscrizioni che si sono espresse su un testo. A me che la stessa maggioranza voglia massacrare il testo di questa proposta di deliberazione va benissimo, ci faremo una settimana di... LEVI Marta (Vicepresidente) Qual è l'ordine dei lavori? MARRONE Maurizio L'ordine dei lavori riguarda il rinvio. Sono convinto - lo posso dire a futura memoria - che, in realtà, questo rinvio produrrà una mancata votazione o la votazione di un testo che non ha nulla a che vedere - forse seguendo il cursus delle deliberazioni di Giunta degli ultimi tempi - con la formulazione originaria sottoposta alle Circoscrizioni. Riporto solo con soddisfazione che, oggi, è stata fermata questa ennesima provocazione, perché il dato politico della giornata odierna è questo: non voteremo la proposta di deliberazione non per forzature, perché questa maggioranza, se avesse la volontà politica di votarla, lo potrebbe fare (in quanto, teoricamente, da un punto di vista meramente matematico ha i numeri), e invece non si va contro questa votazione, neanche sapendo che per la seconda basterebbe la maggioranza semplice. Prendo atto del fatto che, se la volontà era quella di creare un messaggio culturale, questo messaggio culturale oggi è un boomerang. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). LEVI Marta (Vicepresidente) Gliel'ho già detto una volta che il suo intervento era sull'ordine dei lavori. MARRONE Maurizio Il rinvio, che è l'oggetto dell'ordine dei lavori, oggi è un boomerang sul messaggio culturale. Il masochismo di questo centrosinistra non conosce limiti, quindi attendiamo gli sviluppi. LEVI Marta (Vicepresidente) Mi sembra singolare il suo intervento, visto che questa maggioranza si è posta il problema, trattandosi di una modifica dello Statuto, su un tema che ha posto lei; invece di parlare di boomerang o di autogol della maggioranza, potrebbe ringraziare. Trovo il suo intervento quantomeno singolare, visto che il problema l'ha posto lei e non qualcun altro. La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Sempre seguendo il filo dell'ordine dei lavori che lei, Presidente, ha poc'anzi consentito... LEVI Marta (Vicepresidente) No, ho provato anche a segnalarglielo... LO RUSSO Stefano Sempre sull'ordine dei lavori, Consigliere Marrone, è veramente singolare - mi consenta - il suo comportamento, per cui lei pone una questione procedurale, la maggioranza si fa carico della sua questione procedurale e lei, adesso, spiega alla maggioranza che il farsi carico della questione procedurale diventa un'interruzione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, sempre sull'ordine dei lavori, io la ringrazio di aver accolto la proposta di rinvio. Il prossimo lunedì vedremo l'esito di questa straordinaria battaglia culturale del Collega Marrone, nell'impedire alla Sala Rossa di votare questa proposta di deliberazione, fatto salvo ovviamente le verifiche di legittimità della medesima. LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, la proposta di deliberazione è sospesa in Aula come richiesto dal Consigliere Lo Russo. |