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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201202525/002, presentata in data 17 maggio 2012, avente per oggetto: "A Torino la creatività è già in strada. Linee guida per l'uso temporaneo degli spazi abbandonati, senza destinazione d'uso, in attesa di futuro" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Questa proposta di mozione è stata discussa il 21 settembre 2012 in V più I più II Commissione. L'Assessore non è presente in Aula, come mi è stato richiesto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è anche l'Assessore Passoni, ma mi riferivo all'Assessore Braccialarghe, mi scusi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Con i Consiglieri Carretta e Cassiani è da un po' di tempo che lavoriamo su questo progetto; è una linea di indirizzo che consegniamo all'Assessorato all'Urbanistica, ma anche all'Assessorato al Patrimonio, al Commercio ed alla Cultura. Si tratta di una nuova idea progettuale ed urbanistica, che parla della progettazione dell'attesa. Ci sono tantissimi vuoti urbanistici in questa città, spesso rappresentati da 2 elementi; nel caso dei privati esiste spesso la rendita dell'attesa. Che cos'è la rendita dell'attesa? Spesso è un modo per abbandonare uno spazio che non ha una destinazione d'uso o che non ha interessi privati in qualche modo urbanistici, magari dello stesso oggetto del Piano Regolatore, e spesso questa rendita dell'attesa ha creato dei luoghi che sono diventati dei deserti urbani o dei luoghi fatiscenti. Molti dei nostri manufatti industriali sono diventati questo. Negli scorsi anni, dopo il tempo delle occupazioni - in qualche modo, gli anni Novanta - e l'arrivo di nuove progettualità associazionistiche, abbiamo visto una progettazione dell'attesa o della temporaneità; negli scorsi mesi l'abbiamo vista in via Foggia (come Commissione avevamo fatto anche un sopralluogo) e l'abbiamo vista da poco in Scalo Vanchiglia. L'idea è semplice: ci sono tantissimi luoghi che la Città ha l'urgenza in qualche modo di ricollocare e di rimettere all'onore del mondo, ma spesso è anche il momento peggiore per fare questo tipo di investimenti, per fare questo tipo di dismissioni o per fare delle Varianti Urbanistiche. Però la vicenda delle OGR, dell'ex MOI e di Torino Esposizioni testimoniano che, se non c'è la progettazione dell'attesa, anche se arrivano dei grandi eventi… Pensate alle OGR con la mostra "Fare gli italiani" o con l'iniziativa di Saviano e de La7, pensate all'ex MOI e a quello che è successo per "Paratissima", pensate a Torino Esposizioni che continua ad avere delle manifestazioni, però non c'è una progettazione dell'attesa, cioè in questo momento storico non c'è un'idea che in qualche modo colmi l'idea finale della destinazione d'uso di questi bellissimi spazi pubblici con quello che può essere un uso temporaneo. È chiaro che Torino Esposizioni non potrà rimanere così per sempre, forse sarebbe assurdo darla a bando in una concessione temporanea per delle iniziative spot; credo però che la Città si debba porre questo problema: se lo pongono i privati, non ce lo dobbiamo porre noi? È un valore lasciare quell'immobile vuoto? È stato un valore lasciare l'ex MOI lì per 5 anni dopo l'esperienza olimpica? È interessante quello che stiamo facendo alle OGR? Cioè, finita la mostra "Fare gli italiani" e prima che la Fondazione CRT ricollochi lì delle attività, il nostro intendimento è quello di riprogettare questi tempi. Dobbiamo far sì che in questi periodi ponte quegli immobili non degradino, non siano oggetto di vandalismo e non vengano occupati. Come sapete, è anche un momento difficile per questa Città; guardate che cosa è successo in via Foggia: quell'immobile era stato restaurato dai writers, rimesso lì perché dovevano partire i lavori, è fallita l'azienda ed è stato occupato da 12 famiglie che, in questi mesi, hanno perso la loro casa. Prima che, in qualche modo, diventino delle bombe anche questi luoghi, pensate alla Cavallerizza, ad esempio negli scorsi mesi l'Accademia delle Belle Arti ci ha chiesto semplicemente, visto che in questo momento la Cavallerizza sta dentro un fondo che deve essere venduto, se, prima di venderli in un fondo, non si possano utilizzare alcuni luoghi per far sì che i ragazzi che studiano arte ogni giorno possano avere per pochi mesi quello spazio per dipingere e per far sì che - come è successo a "Paratissima" - possa essere ridato alla Città. L'idea è semplice e credo che sia superato il tempo delle occupazioni temporanee e anche quello che succede a Milano; come sapete, l'immobile di Ligresti era stato in qualche modo occupato temporaneamente e poi sgomberato - questa è la vicenda Macao -, ma credo che siano giusti i tempi per far sì che su queste cose l'Amministrazione prevenga e non lasci degradare quegli immobili. Ma come si deve fare? Lo dico anche ai membri dell'opposizione, con cui spesso ci scambiamo, ci deve essere evidenza pubblica. Questi luoghi devono essere mappati; ne abbiamo discusso spesso con il Consigliere Marrone, c'è scritto: devono essere mappati, messi sul sito e le associazioni ed i privati che voglio usare temporaneamente questi spazi lo possono fare a 3 condizioni: la prima è che ci siano attività di ricreazione culturale, ma senza fine di lucro. È chiaro, l'uso privatistico sarebbe un'altra cosa, perché si entrerebbe nel campo della concessione o dell'affitto. La seconda condizione è quella della manleva pubblica; lo dico all'Assessore Passoni, perché, ovviamente, è un suo interesse far sì che questo progetto vada avanti, ma non è possibile dare una concessione temporanea se nel frattempo non c'è una manleva pubblica. La terza condizione è che questo tipo di finalità abbia delle restituzioni sociali. Che cosa intendo? In qualche modo, non devono essere degli ufo che arrivano nel quartiere senza interrogarsi su dove sono. Lo dico per il rumore, lo dico per interazione, lo dico in qualche modo perché anche la vicenda di "Paratissima" ha rappresentato, per esempio, un iniziale confronto con il territorio. Credo però che ci siano tutti gli strumenti, tra l'altro, in questa città i dirigenti hanno la capacità per far sì che questi immobili vengano valorizzati. Ce ne sono tantissimi: dall'ex deposito di bici, ai volumi di Spina Tre, al patrimonio post-olimpico, ai tantissimi luoghi della cultura che in questo momento non hanno una vocazione. Prima di dare una destinazione d'uso, prima di farci prendere dall'ansia di dismissione su tutto, c'è questo patrimonio che possiamo valorizzare temporaneamente e vedrete che, dopo la valorizzazione temporanea - come succede ad Amsterdam o a Londra -, poi magari arriveranno anche gli interessi, sia pubblici che privati, perché non è detto che da questo non nascano delle idee ed è un po' un modo per rimettere in scena quei luoghi e per ridargli una vocazione, che sicuramente in futuro continueranno ad avere in questa città. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio L'intervento del Consigliere Grimaldi è stato bello, ma dov'era negli scorsi 7 anni? Questo è quello che vorrei capire. Sembra davvero che, un anno e mezzo fa, si sia formata una maggioranza e tutta una serie di progetti e di cose siano apparse come funghi, come se nessuno avesse mai voluto che queste cose succedessero. Ha parlato dell'ex MOI fermo per anni, però l'avete tenuto fermo voi. A me fa sorridere che, adesso, mi si venga a fare la morale su una proposta di mozione di questo tipo, quando, negli scorsi 7 anni, non è stato fatto assolutamente niente per questo tipo di cose, mentre, adesso, si chiede di intervenire. È anche simpatico sapere che queste proposte vengono avanzate da chi comunque appoggia - perché non ho mai sentito parole contrarie - le occupazioni abusive, i centri sociali ed associazioni eversive di persone che occupano stabili. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, eversive, perché persone che vengono arrestate e che dimorano all'interno di un centro sociale sono eversive, Consigliere Cassiani. Quindi, questa cosa a me fa sorridere davvero, poi una mozione del genere la voto anche, perché potrebbe avere senso, ma fa davvero sorridere - e si sorride per non piangere - sapere che, negli scorsi anni, i primi firmatari di questo atto non hanno fatto nulla per mettere queste strutture nelle condizioni di essere utilizzate. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Infatti, parlo per chi c'era. Basta con l'ipocrisia! MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ricordo che, quando abbiamo approfondito in Commissione questa proposta di mozione, avevo un'unica perplessità (forse la ricorderà anche il Consigliere Grimaldi, il primo firmatario), ovvero il fatto che questa soluzione venga proposta prioritariamente per gli stabili la cui situazione di abbandono sia provvisoria, perché poi porta a creare dei progetti che, per loro natura (anche, magari, quando sono veramente meritevoli), sono limitati nel tempo. Mi riferisco in particolare a quell'esposizione di arte muraria, che aveva veramente dei numeri. Devo dire la verità, soprattutto alla luce dell'esposizione del primo firmatario, perché credo che sia un'iniziativa meritevole di fiducia, più che altro perché l'elemento davvero rivoluzionario è l'evidenza pubblica. Questo lo voglio dire, perché, in realtà - per carità, lo sappiamo che sulle occupazioni abusive, in particolare quelle che in questo momento stanno occupando diversi immobili della Città, ci divideremo, perché c'è anche l'ideologia e la politica di mezzo -, a me sembra che questa sia una proposta che cerchi di "frenare", tra virgolette, quel fenomeno abusivo e, invece, prevenirlo attraverso un sistema di riallocazione legale, che quindi dia anche quelle garanzie di democraticità e pluralismo che, fino ad ora, sono mancate in quel genere di esperienze. Spero che il centrosinistra si ricordi ed apprezzi questa apertura, perché (mi sono anche confrontato con il Vicepresidente Magliano - penso di poterlo dire -, che, bene o male, anche lui ha condiviso un percorso giovanile e, quindi, sappiamo che l'impegno politico giovanile porta anche a riconoscere questo genere di esperienze) voglio ricordare - lo faccio senza punte polemiche, ma per amore di storia - che auspico che il portarle ad evidenza pubblica apra anche ad un certo pluralismo nelle storie culturali e politiche di questa Città. Lo dico perché in questa Giunta c'è un Assessore, che al momento non è presente (e non voglio parlare degli assenti), che ha particolarmente ostacolato un'esperienza che, avendo instaurato un rapporto di dialogo con il Sindaco Fassino, stava cercando di regolarizzarsi e di fare dei passi avanti, ma è stata sgomberata 4 volte dalla Circoscrizione. La giustificazione della Giunta era che quell'immobile era pericolante e sarebbe stato abbattuto nel giro di 3 mesi, ma è passato un anno e quell'immobile, di nuovo ostaggio del degrado, è ancora lì ed Urban non l'ha ancora fatto sostituire. Lo dico sperando anche che una ricognizione di questi immobili porti ad un'assunzione di responsabilità da parte di questa Amministrazione rispetto all'impegno del riutilizzo; finché rimane un punto interrogativo su questi immobili - che cosa sono e che cosa devono andare a fare -, sono tutti bravi a scaricare le responsabilità, ma di fronte ad una mappatura precisa mi auguro che si passi dalle parole ai fatti. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Vorrei intervenire brevemente per ringraziare il Consigliere Marrone, con cui abbiamo condiviso anche i percorsi su questo tema, tra i quali la mozione condivisa da maggioranza ed opposizione rispetto al murales di Bobby Sands - che speriamo troverà finalmente collocazione nei prossimi mesi -, nonché il sopralluogo fatto insieme in V Commissione in quello che era l'immobile di via Foggia, che è stato proprio un esempio di questo progettare l'attesa; si è trattato di un esempio assolutamente positivo e ben riuscito, che, in modo bipartisan, ha dato l'impressione a tutti quelli che l'hanno visitato di un'eccellenza della nostra città. Credo che, anche da questo punto di vista, Torino possa essere un punto di riferimento nazionale su questo progetto di utilizzare, nelle more della destinazione definitiva, immobili sia pubblici che privati. Il caso di via Foggia è sintomatico, perché usammo un immobile privato con l'accordo dei proprietari, che ovviamente attendevano la possibilità di ristrutturare ed impiegare ad altro titolo quell'immobile. Credo che, in modo assolutamente laico, il Consiglio non si debba dividere su cose di questo genere e ritengo che questa sia un'iniziativa importante; a tal proposito, ringrazio il Consigliere Grimaldi che più di tutti, insieme a me ed al Consigliere Carretta, ha lavorato a questo percorso. Recentemente la conferenza stampa di presentazione di "ContemporaryArt" è stata realizzata in un luogo simile ed importante della periferia della città, cioè in via Bologna; anche quello rappresenta un luogo utilizzato nella speranza di progettarne l'attesa ed un futuro di un certo tipo. Sappiamo che, in questo senso, la zona Vanchiglia e dello Scalo Vanchiglia sono assolutamente di quel genere, cioè da riqualificare e rivalutare. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei dichiarare brevemente che, al di là del giochino maggioranza-opposizione, l'idea ci sembra meritevole, quindi voteremo favorevolmente. Vorrei soltanto suggerire, come correzione di errore materiale, che è sfuggito un apostrofo nella terza riga della pagina 4; è scritto "un evidenza pubblica" e, per amor dell'italiano, aggiungerei l'apostrofo. Propongo solo questa correzione. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Ringrazio il Consigliere Bertola per il suo intervento, ma non penso che si possa parlare di "giochino" quando le forze di questo Consiglio Comunale sono d'accordo su una proposta di mozione. Adesso correggeremo l'errore materiale. La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non sarà un giochino, però un certo minuetto a volte fa anche capire perché. Mi asterrò, tanto per poter dire, un giorno, che mi sono astenuto e vedere; infatti, se questa proposta di mozione non ci fosse, non vedo che cosa impedirebbe all'Amministrazione di fare esattamente tutte le cose che sono state dette. Tanto è vero che il Consigliere Cassiani ha già elencato alcune cose fatte. Quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto, nei luoghi pubblici è più facile. Le mie perplessità sui luoghi privati è che riguardano il rapporto con il singolo privato. Temo sempre quelle cose per cui, mascheratamente o meno, sia una colpa quando un privato tiene un locale sfitto o vuoto; non lo è. Molto spesso siamo autoindulgenti per il pubblico e non vedo perché debba essere una colpa per i privati. Quindi, pur riconoscendo il valore e l'alto impegno morale (perché, poi, una cosa che unisce i Consiglieri Cassiani e Marrone sicuramente avrà un alto valore per i posteri), mi asterrò, semplicemente perché ritengo che sono tutte cose che si potrebbero già fare, compreso avere la ricognizione di tutti gli immobili. Credo che un'Amministrazione normale dovrebbe avere una ricognizione permanente ed aggiornata di tutti gli immobili, mettendoli on line, pur correndo il rischio che, poi, vengano più facilmente occupati da chiunque (anche solo da chi cerca casa o ha bisogno di un magazzino). Quindi, ribadisco che mi asterrò perché, molte volte, alcune cose non hanno un obiettivo così immediato, se non il rimandare ad altre cose che si sarebbero dovute fare e che si potrebbero fare perfettamente. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Intervengo solo per dire che la Giunta è assolutamente d'accordo con gli indirizzi espressi in questa proposta di mozione e vorrei fare 2 osservazioni per il verbale, perché, di fronte all'enfasi di una buona pratica sulla gestione del patrimonio e, magari, l'iperrealismo del non considerare questa come una cosa prioritaria, vi è in mezzo la capacità di esprimere alcune osservazioni pratiche. L'indirizzo è assumibile e faremo tutte le procedure che sono indicate ai punti 1, 2 e 3. Devo dire per tutta onestà che l'unico limite è che spesso le strutture che sono adatte per una progettualità come quella di "Waiting for the future" sono iniziative che, magari, hanno bisogno di adattamenti ai locali o di installazioni temporanee che rendano un locale idoneo all'uso, anche temporaneamente, tramite investimenti il cui ammortamento non è possibile nel rientro. Quindi, nei limiti in cui ciò è possibile senza rischio per l'incolumità, assunzione di responsabilità da parte del soggetto concessionato, cioè il destinatario della concessione, e senza investimenti tali da pregiudicare la disponibilità pubblica del bene per un utilizzo ad uso definitivo (ovvero che non vi siano installazioni ed interventi tesi ad arrecare nell'amministrazione anche il rischio di un indennizzo, un danno, o quant'altro), questo è un indirizzo assumibile ed in parte già attuato, perché, nell'attesa del bando MOI definitivo, di fatto abbiamo fatto questo. Ora abbiamo di fronte altri contenitori urbanistici dismessi, che hanno la possibilità di essere riattati o utilizzati senza investimento e lo faremo. Certo è che se, invece, il contenitore necessita di investimenti tali da richiedere una temporaneità prolungata di concessione, la valutazione non è più una questione di volontà politica, ma di confronto tra la profittabilità, nel senso di sostenibilità dell'investimento del soggetto non profit, ed il bene pubblico che deriva dall'utilizzo dello stesso per il servizio o l'attività che viene svolta. Con queste precisazioni (che, magari, potrebbero anche essere normate e regolamentate, valuteremo lo strumento), la Giunta è d'accordo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Comunico al Consiglio Comunale che ha apposto la sua firma a questa proposta di mozione anche il Consigliere Nomis. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Astenuti 9, favorevoli 27, contrari 1. La proposta di mozione è approvata. |