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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di mozione n. mecc. 201200513/002, presentata dai Consiglieri Ambrogio e Tronzano in data 1° febbraio 2012, avente per oggetto: \"Asta pubblica concessione in uso dei beni demaniali destinati ad attività commerciali, artigianali e produttive - Necessaria revisione parametri di scelta del contraente\". MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'Assessore Passoni è giunto in Aula, per cui può rispondere in merito all'aggiornamento che i presentatori avevano chiesto. La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questa proposta di mozione era nata da una discussione di qualche mese fa relativa alla necessità che la Città bandisse una procedura ad evidenza pubblica per degli immobili utilizzati per attività commerciali e artigianali che, in alcuni casi, riguardavano anche il centro storico della città. In questo caso, la preoccupazione espressa dai presentatori della proposta di mozione era sostanzialmente riferita al fatto che non si venisse a creare una situazione per la quale la politica del reddito - se così la possiamo definire in termini eccessivamente elevati - o, comunque, la necessità di remunerare in qualche modo il patrimonio non avvenisse contro il mantenimento nel sedime della città di attività anche storicizzate, che, in qualche modo, avevano un inserimento commerciale nel contesto di urbanistica commerciale. In questo senso nella proposta di mozione si chiedeva l'implementazione dei parametri di garanzia dei concessionari, arrivando al meccanismo che sostanzialmente prevedeva che si assumesse l'individuazione del diritto di prelazione sulla cifra di base d'asta, a prescindere dall'eventuale procedura di rialzo avvenuta in procedura di evidenza pubblica. Per la verità abbiamo avuto occasione di confrontarci sul tema in Commissione e avevamo eccepito come una siffatta procedura non avrebbe consentito, effettivamente, un principio di concorrenzialità, che non era un intendimento dell'Amministrazione Pubblica, ma era, invece, il richiamo ad una vecchia Finanziaria (se non ricordo male, del 1994), che prevedeva che anche gli immobili pubblici, comunali, demaniali, o statali non possano ovviamente essere concessi ad uso gratuito e debbano essere previsti con una remunerazione minima del reddito che essi generano - anche nel caso del pubblico - e motivati di eventuali perdite di reddito (quindi, finalità sociali, assistenziali, culturali e quant'altro). Nel caso dell'attività commerciale, la norma non prevede questa tutela e pertanto si è nel campo, nel bene o nel male - poi su questo potremmo discutere e dibattere a lungo -, di una dinamica concorrenziale, in quanto l'attività merceologica non ha una privativa di diritto pubblico, ma è una concorrenza, quindi un bar può essere sostituito da un altro bar purché faccia il bar e, tra virgolette, un negozio di tipo diverso può fare qualunque altra cosa all'interno delle tabelle merceologiche, anzi liberalizzate dalla privazione delle licenze, ma anche dalla necessità di aprire i locali con semplice comunicazione di inizio procedimento nei 30 giorni successivi. In questo senso, la Città aveva garantito, da una parte, che esistesse una prelazione sul prezzo di aggiudicazione e, dall'altra parte, che, in qualche modo, si arrivasse al rispetto della norma. Con il senno di poi - perché è una mozione del mese di febbraio -, in realtà l'iter non è stato accelerato, ma, anzi, questo atto ha seguito un iter abbastanza lungo e siamo in grado di comunicare che l'esito della procedura - è proprio di pochi giorni fa - è stata sostanzialmente la seguente: per quasi nessun lotto si è arrivati ad avere offerte a rilancio, segno che, comunque, la crisi economica - se vogliamo dirla così - ha già colpito pesantemente la possibilità di inserire nel centro storico attività commerciali concorrenziali rispetto a chi, attualmente, ne esercita il fine. D'altra parte, la Città ha remunerato il suo patrimonio in altro modo, avendo adeguato le basi d'asta con perizia a valori ritenuti congrui sul contesto di mercato e potendo aggiudicare, nel 90% dei casi, la base d'asta, sostanzialmente, all'occupante dell'immobile. Le tutele che sono state inserite si sono rivelate sufficienti a tutelare il diritto di insistenza delle attività che erano già dentro e, d'altra parte, abbiamo pienamente rispettato la procedura di evidenza pubblica, nonché il tentativo o la necessità che, su beni destinati ad attività commerciali, il bene pubblico venga aggiudicato secondo logiche non di profitto in questo caso, ma sicuramente secondo le migliori condizioni di reddito anche per il soggetto pubblico. Quindi, alla fine abbiamo avuto sia l'insistenza dell'attività, sia la procedura più trasparente e competitiva possibile. Mi permetto di dire che anche in questo caso, recependo ed avendo ben presenti le richieste (perché, in realtà, l'atto di bando è stato comunque integrato con cautele ed attenzioni proprio in questo senso, ma nei limiti che dicevo prima), la Città, da una parte, è riuscita a mantenere all'interno, indirettamente - quindi, senza questa forma di rafforzamento della prelazione -, le attività esistenti e, dall'altra parte, ha, in qualche modo, adeguato i canoni, secondo perizia, ad un valore che ha realizzato - anche se in forma ed in tempi diversi - esattamente il testo della proposta di mozione dei Consiglieri Ambrogio e Tronzano. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola A fronte non solo della risposta dell'Assessore Passoni, ma soprattutto dello stato di avanzamento della gara, i pericoli che io ed il Consigliere Tronzano pensavamo di dover affrontare non si sono verificati e, quindi, riteniamo anche che i commercianti locatari siano tutelati; ad oggi dovrebbe essere così. In realtà, le domande che ponevamo in questa proposta di mozione, da come ha detto l'Assessore Passoni, non sono applicabili, in quanto non è comunque possibile modificare i bandi e le gare sulla base della base d'asta. Quindi, ritiriamo la proposta di mozione e prendiamo atto della risposta dell'Assessore. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Comunico al Consiglio Comunale che la proposta di mozione è ritirata. |