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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Novembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2012-05564
"MOSCHEA VIA GENOVA: CORTILE INADATTO AD OSPITARE LUOGO DI CULTO" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA AMBROGIO IN DATA 25 OTTOBRE 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205564/002, presentata in data
25 ottobre 2012, avente per oggetto:
"Moschea via Genova: cortile inadatto ad ospitare luogo di culto"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Io non posso che ribadire quanto ho già ribadito in numerose interpellanze e discussioni
anche in varie Commissioni e presso la Circoscrizione.
Il fatto che in via Genova, in un basso fabbricato coerente con le destinazioni d'uso
previste dal Piano Regolatore, un'Associazione, ancorché centro islamico, ma
un'Associazione di diritto privato, con un rapporto tra l'Associazione e il privato
proprietario dell'area, insedi attività associative, in questo caso, legate ovviamente al
culto ed alla possibilità di svolgere preghiera e funzioni religiose, così come previsto
dallo Statuto dell'Associazione, rientra nei diritti costituzionali e in quanto prevede la
normativa e la Legge.
Compito dell'Amministrazione è quello di fare in modo che tutti i livelli autorizzativi
per quanto riguarda il Regolamento Edilizio e la coerenza con il Piano Regolatore siano
rispettati. Cosa che è verificabile.
In realtà, nell'interpellanza del Consigliere Ambrogio si danno per scontati degli
elementi che sono da verificare, come l'insorgere di tensioni e violenze tra comunità
islamica e residenti. La situazione è ovviamente monitorata dalle Forze dell'Ordine e
dalle autorità competenti, ma, ci fossero problemi di ordine pubblico, non si può che
verificarlo ex post e non ex ante, quindi si agirà di conseguenza.
Al momento, le regole sono rispettate, il Piano Regolatore è rispettato, i diritti
costituzionali sono rispettati, i principi normativi anche e quindi si tratta di definire poi
delle regole di convivenza che sia i residenti, sia la Circoscrizione, ma anche il centro
islamico sarebbero interessati a trovare e a definire; un patto di convivenza che consenta
di trovare le forme migliori, affinché le diverse attività possano convivere.
Per quanto riguarda, invece, il trasferimento della moschea nell'area ex MOI è un po'
bizzarro che venga ribadita questa richiesta. L'area ex MOI è un'area pubblica; lo
stabile di via Genova è un'area privata. Uno dei principi fondamentali è che non sono le
Amministrazioni Pubbliche che costruiscono luoghi di culto, ma, in realtà, non
ostacolano all'interno di un quadro giuridico definito. Quindi, le destinazioni d'uso
dell'area ex MOI, anche a Piano Regolatore, non prevedono la possibilità che ci siano
attività di culto. Ho l'impressione che chiedere di trasferire la moschea nell'area ex
MOI appartenga un po' al principio del "non siamo contro, purché non sia sotto casa
mia".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Ringrazio l'Assessore per la risposta.
Io credo in questa interpellanza, così come abbiamo dimostrato anche nel corso delle
diverse Commissioni in cui è stato affrontato l'argomento della moschea di via Genova.
Devo dire che ho preso atto e confermo quanto detto dall'Assessore rispetto al fatto che
siano stati seguiti tutti gli iter amministrativi, immagino correttamente. Poi, forse,
qualcuno dei firmatari della petizione aveva espresso qualche contrarietà. Io credo, in
effetti, alla buona fede dell'Assessore e degli Uffici, nel senso che sia stato rispettato
tutto l'iter amministrativo e si sia agito nel rispetto della Costituzione, delle Leggi e
delle varie norme.
Però, io non credo, a differenza di quanto ha espresso l'Assessore, che si debba fare solo
una valutazione riferita al rispetto delle regole, nel senso che, è vero, si tratta di
un'associazione culturale, quindi non un'area di culto vera e propria, ma
un'associazione culturale che ha chiesto le autorizzazioni per poter svolgere delle
attività di vario tipo, tra cui, immaginiamo, poi, ci possano anche essere dei momenti,
diciamo, di maggiore spiritualità, perché poi sono previsti anche dei corsi da quanto ci
hanno riferito, ma credo che sia anche compito di un'Amministrazione vedere oltre.
L'Assessore, nella conclusione di questa interpellanza, diceva che si dà per scontato un
qualcosa che non esiste. È vero, noi non lo sappiamo adesso, però, Assessore, lei è da
molto più tempo all'interno di questa Amministrazione rispetto anche alla sottoscritta e
ha già avuto modo anche di conoscere quelle che sono un po' le sensibilità e anche le
conseguenze che spesso atti amministrativi possono portare.
Quindi, ne abbiamo discusso nelle Commissioni, ci sono state anche delle
manifestazioni e la Circoscrizione, che è un po' il punto di riferimento di quelle che
sono le varie sensibilità e le sensazioni del territorio, si è espressa negativamente. Ma
negativamente - io voglio ribadire - non rispetto... Io non sono una di quelle persone che
ritiene che la moschea non si debba avere sotto casa; ci sono aree di culto anche nel
centro della città, inserite in un contesto che, così come collocate, non hanno creato nel
corso del tempo particolari disagi. In questo caso, parliamo di un basso fabbricato,
all'interno di un cortile, in cui, anche per le dimensioni e per quelle che sono le
autorizzazioni, non potrebbero entrare più di 99 persone. L'Assessore sa, anche sulla
base di quanto si verifica anche in altre mosche, che c'è un'affluenza molto maggiore,
probabilmente anche dovuta alla carenza di luoghi in cui ritrovarsi.
Allora, abbiamo una Circoscrizione che ci dice no; abbiamo dei cittadini che raccolgono
le firme e presentano, comunque, una petizione chiedendo di intervenire, perché
ritengono che non ci siano gli spazi per poter consentire un'affluenza così forte, che noi
presupponiamo vada oltre le 99 persone.
Sono d'accordo con lei, Assessore, quando dice che ha le carte in regola, nel senso che
gli Uffici hanno svolto i loro compiti e sanno che le autorizzazioni possono essere
concesse. Però, lei, che ha l'esperienza, vede oltre e ha già visto oltre in tante altre
occasioni, non so se si senta così serena a concedere l'autorizzazione pensando che
comunque andrà tutto bene. Credo che anche lei abbia qualche dubbio.
I nostri interventi in Commissione erano tesi proprio a fare delle valutazioni rispetto al
fatto di trovare una collocazione. Lei dice che l'ex MOI è un'area pubblica e che non
spetta all'Amministrazione individuare le aree. Va bene, ma, come lei ha ripetuto, si
tratta di un'associazione culturale che chiede uno spazio. Molto spesso, alle associazioni
culturali noi abbiamo risposto: "Quello che ci chiedete no, però magari potete trovare
collocazione da un'altra parte". Questo lo diamo come suggerimento.
Io credo che qui si tratti di una posizione politica ben precisa, che è evidente, da come
lei si è espressa, non ha inteso modificare nel corso dei mesi. Lei rimane ferma sulla sua
posizione, ritenendo che, essendo tutto a posto dal punto di vista normativo e
costituzionale, tutto legittimo, perfetto e in regola, non si debba fare nient'altro.
Quindi, se poi ci saranno dei disagi, se c'è una petizione... Non voglio dire che le
petizioni che vengono presentate qui in Comune, proposte dai cittadini, abbiano sempre
delle fondamenta. Non è sempre così. Però, in questo caso, quasi tutti coloro che hanno
partecipato alle Commissioni, maggioranza e opposizione, ritenevano che la situazione
fosse un po' stretta perlomeno, che fosse opportuno valutare uno spostamento e
proporre all'Associazione culturale un'altra area. Questo non per la condizione che sono
islamici e non li vogliamo; potrebbero essere di qualunque altra religione,
semplicemente si tratta di un interno cortile che non può accogliere un così grande
afflusso di persone. Probabilmente, l'avrebbero presentata anche se si fosse trattato di
un supermercato che la domenica prevedeva un passaggio di centinaia di persone
all'interno del cortile (adesso, questo è un paradosso).
Noi siamo qui anche per vedere oltre. Questo è anche il suo compito, che è a capo di un
Assessorato. Io ritengo che sia giusto prendere atto non solo di quanto ha espresso la
Circoscrizione, ma anche da chi è venuto a presentarci dubbi legittimi sul
posizionamento di questa moschea (sintetizzando, noi la chiamiamo "moschea", ma ci
sono molte altre attività); credo sia legittimo.
Io le chiedo, ancora una volta, di prendere in considerazione la nostra proposta e magari
di valutare ancora in Commissione. Qui io faccio anche la proposta di uno spostamento
nell'ex MOI. È un'Associazione culturale, quindi non siamo noi a dover pensare alla
ricollocazione, però, è già successo che abbiamo dato dei suggerimenti alle
Associazioni culturali, quindi potremmo farlo ancora una volta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo che i tempi di intervento sono di cinque minuti.
Non sentendosi soddisfatta della riposta, credo che lei abbia chiesto un
approfondimento in Commissione.
La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Nessun problema a tornare in Commissione, però, vorrei ribadire che affermare che
esistono dei principi costituzionali, dei principi giuridici e dei principi legislativi, non
significa trincerarsi dietro la burocrazia; significa interpretare il ruolo che un'Istituzione
deve avere. Quindi, non è burocrazia: "Noi siamo a posto", è una scelta politica, che
credo dovrebbe essere una scelta politica in generale delle Istituzioni laiche e che si
riconoscono in principi fondamentali, due dei quali sono la libertà di associazione e la
libertà di religione.
Quindi, vorrei soltanto ribadire il fatto che, nel momento in cui un'associazione, in un
rapporto con un privato, sceglie un luogo, non chiede all'Amministrazione nient'altro,
non chiede il permesso di andare in quel luogo; chiede semplicemente che siano
rispettate le autorizzazioni che dimostrino che ha rispettato le norme.
Quindi, eventualmente si può suggerire, ma il principio cardine della libertà di
associazione consente di evitare l'arbitrio da parte delle Istituzioni, perché, oggi,
possono essere le associazioni islamiche, perché si presume che siano elementi di
disturbo, tensione, eccetera, domani potrebbe essere qualsiasi altra associazione che in
quel momento è sgradita, o crea qualche perplessità alle Istituzioni.
Proprio rivendicando il principio di libertà e il principio di laicità, io credo che le
Istituzioni debbano rispettare le Leggi e i principi costituzionali, senza esercitare arbitrio
rispetto a che cosa si fa, che cosa fanno le associazioni. Credo che questo vada a tutela e
a garanzia di tutti, non soltanto di qualcuno.
Io non ho alcuna difficoltà a tornare in Commissione.
Vorrei ribadire che quel luogo è stato discoteca per molti anni e, sicuramente, in termini
di impatto sul condominio e sui residenti, anche per la tipologia di attività e la
frequentazione in orario serale notturno, credo sia stato maggiore di quanto non possano
essere 99 persone che il venerdì, alle due di pomeriggio, si ritrovano a fare una
preghiera collettiva. Mi rendo conto, però, che alcuni residenti, non sono
particolarmente disponibili a pensarlo.
Proprio in virtù della mia esperienza, però, e del fatto che mi occupo di queste questioni
da molti anni, devo anche ribadire che in tutti i luoghi dove si è insediato un centro
islamico c'è stata una raccolta di firme; le tipologie sono simili: via Chivasso, via
Botticelli, via Saluzzo. Non c'è nessuno oggi che ritiene di dover ribadire che ci siano
tensioni e conflitti, essendosi instaurato un rapporto corretto e un patto di convivenza tra
le associazioni e i residenti.
Credo che ciascuno di voi conosca la situazione di via Chivasso, che è molto
frequentata anche dai Comitati spontanei della zona che sono uno degli elementi anche
di riqualificazione della zona di via Chivasso. Quindi, non è vero che, necessariamente,
l'insediamento di attività come queste portino nocumento e difficoltà ai residenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Quindi, l'interpellanza è discussa per l'Aula, ma l'argomento viene inviato in II
Commissione per un approfondimento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Valuteremo se sarà necessario estenderlo anche alla V Commissione.
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