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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205790/002, presentata in data 5 novembre 2012, avente per oggetto: "Raccolta differenziata porta a porta, un obbligo di legge disatteso" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Mi sia consentita una premessa. Le percentuali di raccolta differenziata raggiunte a Torino, collocano la nostra Città al primo posto in Italia tra le Città Metropolitane; inoltre, l'organizzazione del servizio, i risultati raggiunti vanno sempre valutati non soltanto a livello di singolo Comune, ma evidentemente in maniera più ampia, in particolare a livello di Autorità d'Ambito, in questo caso l'ATO Rifiuti. Ciò detto, come il Consigliere sa, con l'atto di indirizzo che ha dato il via a questa tornata amministrativa, questa Amministrazione si è impegnata a tendere verso gli obiettivi previsti dalla normativa italiana, regionale, comunitaria, in particolare dal Piano progressivo di interventi e di investimenti che l'Amministrazione ha svolto in particolare nel corso dell'ultimo decennio. C'è da dire però che, a partire dal 2010, causa le ben note criticità di Bilancio e quindi la difficoltà a reperire risorse per procedere all'ulteriore estensione del sistema di raccolta rifiuti, il cosiddetto "porta a porta", nella Città di Torino si è limitata l'estensione che progressivamente aveva incominciato a caratterizzare buona parte dei quartieri, in particolare a partire dai quartieri periferici. Come il Consigliere sa, a Torino in tutta la città si svolge il servizio di raccolta differenziata, in una porzione di Città, come se fosse una ciambella che vede un buco nel mezzo dell'area centrale, si svolge la raccolta domiciliare integrata, il cosiddetto "porta a porta". In particolare, i risultati maggiori in termini di incisività sulla percentuale di raccolta differenziata (anche questo il Consigliere lo sa) si raggiungono favorendo l'estensione della raccolta domiciliare integrata. Ed è per questo che nonostante questa interruzione del piano di estensione nel corso del 2010, comunque l'Amministrazione si è concentrata su aspetti che potessero favorire il miglioramento delle condizioni di raccolta e di spazzamento stradale, ma non solo, anche un incremento percentuale nella raccolta differenziata, cose che tra l'altro si sono verificate. Nel concreto che cosa si è svolto? Si è cercato di migliorare la raccolta stradale nelle zone non ancora servite dal sistema porta a porta, intervenendo soprattutto sulle utenze non residenziali, in particolare come le utenze commerciali e dei servizi; si sono attivati quindi servizi dedicati con fornitura di attrezzatura di raccolta d'uso esclusivo delle utenze in argomento. In questi due anni, pur in assenza di un'estensione del porta a porta, la Città comunque - come accennavo prima - ha aumentato la percentuale di raccolta differenziata. Nell'ultimo biennio, infatti, si è passati da un 41,50% all'attuale 43%, che testimonia di fatto l'impegno sul tema della differenziata dei rifiuti. Ciò premesso, vengo ai quesiti posti dall'interpellanza. In particolare, l'interpellante chiede due cose: quale sia il piano dell'Amministrazione per l'estensione della raccolta differenziata porta a porta, e quali siano i tempi, i costi e come l'Amministrazione intende finanziarli. In seconda battuta, se l'Amministrazione ritenga di essere esentata dall'obbligo di legge del 65%, citando naturalmente le eventuale sanzioni. Per quanto riguarda il primo punto, c'è da dire che nel corso del 2012 la Provincia di Torino ha comunicato l'intenzione di predisporre un bando, che prevede per la Città di Torino la messa a disposizione, per la durata di cinque anni, di un contributo economico per un milione di Euro l'anno. Quindi complessivamente 5 milioni di Euro. Questa opportunità, che stiamo cogliendo con un tavolo di lavoro ad hoc che sta interloquendo con la Provincia di Torino, sono sicuro potrà aiutare la Città a far ripartire l'estensione della raccolta porta a porta, arrestatasi nel 2010, con un'estensione progressiva ad altre porzioni di Città. La settimana scorsa è stata la settimana europea per la riduzione dei rifiuti; spero che il Consigliere sappia che nella giornata di ieri, ad esempio, abbiamo dedicato una serie di manifestazioni e di iniziative presso il quartiere Crocetta, ed è nelle intenzioni dell'Amministrazione riprendere il piano interrato nel 2010 di estensione della raccolta domiciliare integrata proprio nel quartiere Crocetta. Oggetto dello studio dell'interlocuzione tra la Città di Torino e la Provincia di Torino c'è proprio questo quartiere, a partire da trentamila nuovi abitanti che oggi sono serviti dalla raccolta differenziata, ma non dal domiciliare integrato. L'AMIAT precisa tra l'altro su questo punto che, stante l'attuale struttura organizzativa e l'esperienza maturata in quasi un decennio di progettazione e gestione del porta a porta, questa ipotesi permette di individuare settanta, ottantamila residenti l'anno, il numero massimo di popolazione; quindi la disponibilità economica di questo bando permetterebbe una progressività di settanta, ottantamila residenti l'anno. Tale dato deve necessariamente essere verificato alla luce di eventuali nuove condizioni, ai problemi legati all'attivazione del servizio, le cose più tecniche su cui non mi dilungo, perché c'è poco tempo. Per quanto riguarda, invece, gli aspetti economici e finanziari legati all'estensione del servizio, stante la metodologia attualmente utilizzata, si possono effettuare alcune valutazioni di larga massima. Innanzitutto c'è da dire che il costo di attivazione del servizio porta a porta può essere stimato in circa 25,00/30,00 Euro a residente. C'è un investimento iniziale legato al parco mezzi che può essere stimato in circa 50,00/70,00 Euro a residente. Il differenziale di costo annuale per l'esecuzione del servizio di raccolta porta a porta rispetto al servizio stradale può essere stimato in: dai 5,00 ai 15,00 Euro per residente, nel caso sia operativo un sistema di raccolta con cassonetti a caricamento posteriore svuotati da un equipaggio di tre persone o a sacchi; circa 35,00/50,00 Euro per residente nel caso sia operativo un servizio di raccolta mono-operatore con cassonetto a svuotamento laterale. Tale differenziale viene parzialmente compensato dai minori costi di smaltimento e dai maggiori contributi CONAI, i cui valori dipendono (come il Consigliere sa) in massima parte da fattori esterni all'organizzazione del servizio. Per quanto riguarda, invece, il secondo punto dell'interpellanza, per ciò che concerne invece le possibili sanzioni, il Consigliere sa che il Decreto Legislativo n. 152/2006 recita all'articolo 205 che "In ogni Ambito territoriale ottimale deve essere assicurata la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti. In particolare, almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006, il 45% entro il 31 dicembre 2008, almeno il 65% entro 31 dicembre 2012". Non sto a ripercorrere tutto il Decreto Legislativo, in particolare l'articolo 205, a cui rimando naturalmente, ma dalla lettura della norma si ricava che, per quanto concerne le sanzioni previste dalla normativa nazionale, il soggetto di riferimento è l'Autorità d'Ambito Territoriale, quindi l'ATOR e non i singoli Comuni. Ad oggi l'ATOR (l'ATO Rifiuti) non ci risulta sia stata sanzionata per il mancato raggiungimento degli obiettivi di cui sopra. Anche perché, per quanto concerne gli obiettivi 2006-2008 l'ATOR, tra l'altro, ha raggiunto sostanzialmente gli obiettivi. Altro è il sistema sanzionatorio previsto dalla Legge Regionale n. 24, che riprende gli obiettivi previsti dal Decreto Legislativo n. 152, ma prevede la sanzione direttamente a carico dei Comuni che non hanno raggiunto le percentuali richieste. In questo caso il soggetto competente a irrogare la sanzione è la Provincia di Torino. Ciò posto, volendo ipotizzare il costo delle sanzioni, ho fatto uno schema a titolo esemplificativo; ad esempio se prendessimo in considerazione il 2009, il calcolo per la percentuale di raccolta differenziata prevista nel 2009 era del 41,50%, il calcolo per le sanzioni va così definito: 0,30 Euro per 909.000 abitanti, per i punti di scostamento dalla percentuale minima. In questo caso, nel 2009, erano 3,5 i punti di scostamento. Quindi, la sanzione, che non è stata comminata, ma che avrebbe dovuto caratterizzare ad esempio il 2009, quindi il lavoro della precedente Amministrazione, avrebbe cubato un importo pari a circa 945.000 Euro. Questo è il calcolo della sanzione, per cui noi siamo evidentemente ben consapevoli; ma, come dicevo, l'incremento della raccolta differenziata passa attraverso un investimento significativo, io ritengo in particolare sul sistema del domiciliare integrato. Da questo punto di vista l'auspicio è che, nonostante le recenti modifiche normative e le novità che caratterizzeranno la Provincia di Torino, in modo particolare gli impegni assunti, soprattutto il lavoro che fin qui è stato svolto comunemente tra Città di Torino e Provincia di Torino, attraverso l'impegno economico nel prossimo quinquennio, porti progressivamente a soddisfare quell'ambizioso obiettivo che questa Amministrazione, fin dall'insediamento, si è dato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore, perché - a parte la doverosa celebrazione sui risultati che l'Amministrazione ha raggiunto negli anni - la risposta è stata molto dettagliata, anche senza sfuggire al problema; ho apprezzato anche il fatto che abbia detto chiaramente che alcune cose ancora non ci sono, ci si sta lavorando, eccetera. La domanda n. 1, in particolare, sull'esistenza di un piano, deriva dal fatto che il Movimento 5 Stelle ha presentato, in Circoscrizione 9 un ordine del giorno che chiede l'estensione della raccolta differenziata a tutta la Circoscrizione, approvata dalla Circoscrizione all'unanimità. La risposta dell'Assessorato è stata: "Lo faremo, ma nel 2015", se ricordo bene. Quindi, questo ci ha fatto pensare che ci fosse una mappa di Torino su cui c'è scritto: "Qui andiamo nel 2013, qui nel 2014, qui nel 2015". Invece, mi sembra di aver capito dalla risposta che sostanzialmente la mappa non c'è, in quanto c'è questo bando della Provincia in corso; quindi sarà in funzione di questi soldi che arriveranno dalla Provincia, se vinceremo il bando, che sarà definita una tempistica e un'estensione della raccolta differenziata. A questo punto, detto che mi sembra urgente procedere per la seconda parte della questione, però aspettiamo di vedere quando sarà elaborato questo piano. Non so quali siano i tempi di risposta a questo bando, però penso ormai abbastanza breve, visto che ci state lavorando. Quindi, appena sarete pronti, potremmo fissare una seduta di Commissione dedicata all'illustrazione del piano di estensione. È giusto ricordare che nelle Linee Programmatiche è stato scritto che vogliamo arrivare verso il 65%, eccetera, però se non si fissano le date e i fondi nel piano di estensione, restano soltanto parole. Per cui, l'auspicio è poter finalmente vedere un piano operativo; capisco che sarà adeguato a seconda della situazione economica del Comune, però almeno c'è un piano d'azione. Sulla seconda parte, quella relativa agli obblighi di legge, ho capito che, alla fine, l'unico Ente che ci può sanzionare direttamente è la Provincia; quindi speriamo che non ci presenti il conto, come non ha fatto, effettivamente, finora. Certo, se uno prende la cifra che l'Assessore ha calcolato e invece di metterci la differenza del 3%, che era calcolata rispetto alla soglia precedente del 45%, ci mette una differenza di venti punti percentuali, viene fuori 6-7 milioni di Euro di sanzione, che di questi tempi sarebbero una bella botta per il Comune. Dopodiché, posso anche capire che ci sia un dialogo con la Provincia, nel quale si cerca di negoziare le sanzioni, o di evitare che vengano comminate. Però, non è un buon comportamento, nel senso che in teoria se c'è un obbligo di legge, con tutti i fattori giustificativi che ci sono, però la legge va rispettata, o magari si può arrivare, a livello nazionale, a una modifica della legge. Uno dei motivi per cui abbiamo presentato l'interpellanza è che c'erano delle dichiarazioni pubbliche del ministro Clini, secondo le quali avrebbero fatto rispettare questa legge alla lettera e avrebbero fatto applicare le sanzioni. Anche nel caso in cui arrivino sanzioni nazionali, quindi all'ATOR e non ai Comuni, l'ATOR non ha 6 milioni di Euro in tasca per pagare una sanzione del genere. Per cui, credo che poi l'ATOR, in quel caso, andrebbe a chiedere ai singoli Comuni i fondi per pagare la sanzione. Quindi, volevamo lanciare un campanello d'allarme per capire se questo può essere un problema che si verificherà. Quindi, auspico che, data l'entità del potenziale problema, ci sia un dialogo in corso, magari non solo con la Provincia, ma anche con il Ministero dell'Ambiente, per capire che cosa succederà dal 1 gennaio 2013, visto che la scadenza per il 65% è fra un mese e noi siamo, credo, ancora intorno al 43-44%, perché come ha ricordato anche l'Assessore dal 2010 il porta a porta non viene più esteso al resto della Città. Forse possiamo rimandare l'interpellanza in Commissione per un approfondimento, magari tra un paio di mesi. Poi con il Presidente Grimaldi vedremo quando fissare la seduta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Possiamo mandare l'argomento in Commissione, come tema generale, per approfondire il piano di estensione della raccolta differenziata porta a porta, chiedendo all'Assessore di prevedere anche la presenza di eventuali tecnici per le risposte da dare ai Consiglieri. L'interpellanza è discussa per l'Aula. |