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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Novembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2012-05565
"MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, DELLA DEPORTAZIONE, DELLA GUERRA E DELLA LIBERTA': QUOTA ASSOCIATIVA COMUNE DI TORINO E DIRITTO DI RECESSO" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA AMBROGIO IN DATA 25 OTTOBRE 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205565/002, presentata in
data 25 ottobre 2012, avente per oggetto:
"Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra e della Libertà:
quota associativa Comune di Torino e diritto di recesso"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Vorrei rispondere a questa interpellanza affrontando tutti i temi che vengono posti.
Parto dal primo: "quali e quante siano state finora le quote associative erogate dal
Comune di Torino divise per anno"; a partire dell'anno 2007, anno di costituzione
dell'Associazione "Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra
e della Libertà", le quote associative corrisposte dal Comune di Torino sono state le
seguenti: anno 2007 50.000 Euro, anno 2008 50.000 Euro, anno 2009 50.000 Euro,
anno 2010 50.000 Euro, anno 2011 70.000 Euro.
Per quanto riguarda la seconda domanda: "se queste somme siano state concordate,
come da Statuto, 'previa verifica delle disponibilità finanziarie dei Soci'",
ovviamente sì; sono ovviamente somme versate, come prevede lo Statuto
dell'Associazione, secondo una procedura tale da consentire ai soci di verificare,
prima dell'approvazione del Bilancio, l'effettiva disponibilità ad erogare le somme
previste. La Città di Torino, in qualità di socio fondatore, è rappresentata negli organi
dell'Associazione secondo quanto previsto dagli articoli nn. 5, 10 e 13 dello Statuto.
I progetti di Bilancio Preventivo e di Bilancio Consuntivo, così come definito dal
Consiglio Direttivo, sono inviati a tutti i soci prima dell'Assemblea convocata per la
loro approvazione, anche in questo caso secondo quanto disposto dall'articolo 18
dello Statuto.
È garantito alla società, alla Città di Torino, alla Provincia di Torino e alla Regione
Piemonte l'accesso a tutti i documenti ed alle informazioni relative all'Associazione,
ai sensi dei rispettivi Statuti (articoli 21.1 dello Statuto medesimo).
Relativamente alla terza questione posta: "quali e quante siano state finora le quote
associative erogate dalla Provincia di Torino e dalla Regione Piemonte negli stessi
anni", la Provincia di Torino, nell'anno 2007, ha erogato un contributo di 5.000
Euro, nel 2008 di 10.000 Euro, nel 2009 di 5.000 Euro, nel 2010 e 2011 di 10.000
Euro. La Regione Piemonte nel 2007 ha erogato un contributo di 50.000 Euro, nel
2008 e 2009 di 100.000 Euro, nel 2010 di 80.000 Euro e nel 2011 di 70.000 Euro. La
cifra riportata dall'interpellante di 5.000 Euro relativi agli anni 2010 e 2011 non è
corretta o, meglio, si riferisce solo all'anticipo del contributo e non alla somma
complessiva dovuta dall'Amministrazione di riferimento.
Per quanto riguarda il quarto punto: "se il Comune di Torino abbia esclusivamente
garantito, negli anni di cui sopra, copertura finanziaria alla quota associativa stabilita
dall'Assemblea dei Soci o abbia integrato con somme ulteriori e facoltative", il
Comune di Torino, per il tramite dell'Assessorato alla Cultura, ha provveduto, oltre
alla quota che ho già ricordato, a fornire contributi economici per attività, mostre
temporanee ed iniziative speciali per importi che sono così ripartiti nell'ambito del
periodo di osservazione: nel 2007 80.000 Euro, nel 2008 130.000 Euro, nel 2009
nulla, nel 2010 20.000 Euro e nel 2011 nulla.
L'ultima questione posta dall'interpellanza è, ovviamente, di natura squisitamente
politica, cioè sulla validità o meno di proseguire un rapporto con un sostegno
economico-finanziario legato a questa Associazione. Per quello che ci riguarda,
siamo fermamente convinti dell'opportunità di mantenere la partecipazione ed il
nostro sostegno a questa importante Associazione. Vorrei ricordare - credo non
sfugga a nessuno, neppure all'interpellante - il valore ideale che ha questo Museo, la
cui missione non prevede solo di conservare e mantenere viva la memoria della
Resistenza, della deportazione e della guerra, ma anche di promuovere i valori della
Costituzione repubblicana e la conoscenza ed il rispetto dei diritti fondamentali
dell'umanità. Tale volontà è finora assolutamente condivisa con gli altri soci
fondatori ed è stata oggetto di un costante confronto tra di essi e, in particolare, è
stata recentemente confermata anche nei miei incontri con l'Assessore alla Cultura
della Regione Piemonte, nonché con la Provincia, volti addirittura ad individuare ed
a condividere iniziative necessarie per far nascere nei quartieri juvarriani il
cosiddetto "Polo del Novecento", che dovrebbe tendere a mettere insieme, in maniera
sinergica, tutte le Istituzioni e le associazioni che conservano e valorizzano questa
parte importante della nostra storia.
Il Museo ha inoltre un'assoluta importanza nel rendere ancora attuali fatti così
importanti nella Costituzione e nella vita del nostro Stato repubblicano; in particolare
stiamo lavorando ad un intenso programma che, proprio insieme a questa
Associazione, si articolerà a partire dall'anno 2013, 2014 e 2015, in un triennio che,
nel 2015, ci porterà a celebrare - noi speriamo in maniera molto attiva - il
settantesimo anniversario della Liberazione del nostro Paese, nonché, sempre nel
2015, l'anniversario della I Guerra mondiale.
I dati sulla frequentazione del Museo, che restano costanti nel tempo, possono essere
considerati nella media dei dati di affluenza dei musei della fascia media della Città,
paragonabili a quelli del Museo Nazionale della Montagna, delle Tombe Reali di
Casa Savoia, di "A come Ambiente", del Museo Sabaudo, dell'Armeria Reale, del
Museo Accorsi e Pietro Micca. In particolare, al di là dell'affluenza dei visitatori,
vorrei sottolineare l'assoluto gradimento che l'attività dell'Associazione riscontra per
quanto riguarda alcuni appuntamenti, che sono diventati molto frequentati, in termini
di seminari ed incontri soprattutto nei confronti del mondo delle scuole (mi riferisco
al Giorno della Memoria, al Giorno del Ricordo, alla Festa della Liberazione ed alla
Festa della Repubblica), e se ai risultati dei visitatori, che collocano questo Museo
nella fascia media dei musei cittadini, dovessimo aggiungere - come credo sia
doveroso - anche il consenso e la partecipazione a queste iniziative, credo che tutti si
possa convenire che questi finanziamenti congiunti delle Amministrazioni hanno
buon esito ed hanno assoluta dignità per immaginare di proseguire in questa azione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Ringrazio l'Assessore, ma alcune cifre mi sono sfuggite (infatti, prendendo nota dei
dati, alcuni li ho persi tra i vari Enti).
È evidente che c'è un ragionamento - come ha detto bene l'Assessore -, questa è
sicuramente una decisione soprattutto politica rispetto alla volontà di
un'Amministrazione di continuare ad investire su un'attività, che è quella svolta dal
Museo in oggetto e che rappresenta anche la storia del nostro Paese. So che
all'Assessore non piace - come non è piaciuto a nessuno dei suoi Colleghi in
precedenza - sentir fare una considerazione che riguarda i costi rispetto alle entrate;
spesso viene risposto che nel settore della cultura non è possibile ragionare in questo
senso (cioè il costo di un Museo rispetto a quello che entra).
Sotto un certo aspetto, posso anche essere d'accordo con lei e con voi, perché non
sarebbe il primo a dirlo; immagino che anche lei si possa aggregare ai Colleghi che
hanno fatto valutazioni in questo senso e credo che possa anche avere un senso una
valutazione di questo tipo, però mi rendo conto che in momenti come questi, che
sono momenti difficili per la nostra e le nostre Città in generale e per i loro conti, noi
dobbiamo purtroppo entrare nell'ottica che non ci possiamo più permettere tutto e
che, nel decidere che cosa portare avanti e quali politiche portare avanti nella nostra
Città, dobbiamo indubbiamente arrivare a fare delle scelte e delle discriminazioni
anche rispetto a quelle che sono le attività ritenute se non essenziali, però le più
importanti, cioè quelle che comportano anche un ritorno non solo di immagine, ma
anche in termini - come dicevo prima - economici per la nostra Città.
In passato se ne è parlato anche rispetto al MAO, ricordo le polemiche che sono state
fatte: ma allora quanti visitatori ci sono? Qual è il costo per la nostra Città e per le
nostre Amministrazioni rispetto a quelli che sono i visitatori di questo Museo?
Adesso ho fatto il paragone con il MAO, ma il Museo della Resistenza è stato
costituito nel 2007 e, per quello che ricordo e di cui ho preso nota, ho visto che,
comunque, negli anni i contributi da parte della Città sono aumentati, passando da
50.000 a 70.000 nel 2011; quindi, da quello che mi ha detto, ci sono stati degli
interventi economici, al di là della quota associativa, anche per le attività.
È vero che rientrerà nella media dei musei di medio livello (immagino che per livello
si intenda l'affluenza), però ritengo importante sollecitare l'Assessore a fare delle
valutazioni anche rispetto a quello che ancora ci possiamo permettere come Città,
perché, purtroppo, in altri Settori ci troviamo costretti a tagliare su servizi che sono
comunque essenziali.
Mi rendo conto che anche certi musei svolgono un importante ruolo di memoria per i
cittadini e per i torinesi, però, nel momento in cui ci troviamo invece a tagliare
servizi essenziali, diventa difficile non fare valutazioni di questo tipo.
Quindi, chiederei almeno, al di là della quota associativa, quelli che sono i contributi
che vengono erogati; adesso non ho fatto la somma precisa, ma ho sentito in qualche
centinaia di migliaia di Euro anche nel corso dell'anno, per cui proporrei di andare ad
effettuare - visto che li stiamo facendo in molti ambiti - dei tagli anche in questo
Settore, tenendo conto di quella che è l'affluenza e, quindi, la risposta da parte dei
visitatori e della Città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Come credo sia noto, una delle radici etimologiche del termine "crisi" sta proprio
nella capacità di scegliere e di discernere, anche se, almeno da parte mia, al
Consigliere posso assicurare che questo tipo di attenzione (anche a ciò che bisogna
scegliere sulla base di un ragionamento tra la parte di investimento ed il ritorno) è
una delle preoccupazioni del mio Assessorato fin dall'insediamento.
Va tuttavia precisato (poi le fornirò anche i dati che le ho comunicato puntualmente)
che, come si potrà notare, è vero che nell'anno 2011 vi è stato un aumento del
contributo relativo alla partecipazione da parte del Comune come socio fondatore in
questa Istituzione, ma non vi è stata erogazione per manifestazioni particolari, pur
essendo stato l'anno 2011 pieno di attività, anche da parte di questa importante
Associazione, per una serie di iniziative nel novero del 150° anniversario dell'Unità
d'Italia.
È evidente che, secondo me, non si può o difficilmente si può stabilire una relazione
perfetta tra i costi ed i ricavi in alcuni settori, soprattutto in alcuni ambiti di natura
culturale. Per ciò che mi riguarda personalmente, ma ovviamente credo di esprimere
la valutazione della Giunta, qui siamo in presenza - lo ripeto - non solo di un'attività
di carattere museale, ma di un'attività che si innerva per tutto l'anno anche nei
confronti dei giovani e delle scuole per tenere quanto mai alimentata l'esigenza del
ricordo, soprattutto del ricordo di fatti così significativi per la nostra comunità, che,
se ben strutturati, diventano un monito per fare in modo che, in qualche maniera, si
possa scongiurare quel rischio, che trovo efficacemente indicato nel Museo ai Martiri
della Resistenza della città di Genova, nel quale vi è una frase incisa che dice: "La
guerra è una lezione della storia che i popoli non impareranno mai abbastanza".
Credo che i soldi siano ben spesi quando si lavora sul costruire delle coscienze
comuni e nel tentare, ovviamente in maniera intelligente, di scongiurare il ripetersi di
fatti come quelli a cui questo Museo si riferisce.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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