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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alle comunicazioni del Sindaco sul Bando di gara GTT e sul Bando di gara AMIAT e TRM, per le quali il Sindaco, alla luce della richiesta formulata oggi dai Consiglieri Marrone e Liardo, si è reso disponibile. Proprio in virtù di questo, abbiamo tardato le comunicazioni per dare la possibilità di concludersi la gara in corso, che era in scadenza proprio oggi pomeriggio. Ricordo che il dibattito prevede 5 minuti per Gruppo Consiliare. La parola al Sindaco. SINDACO Prima di dare corso alla comunicazione, desidero esprimere un ringraziamento personale, a nome della mia Amministrazione, al Consigliere Tronzano, che ha lasciato l'incarico di Capogruppo del Gruppo del PdL, non solo per l'attività che ha svolto in Consiglio, ma per i rapporti di confronto e di collaborazione cui ha sempre ispirato il suo ruolo, anche quando manifestava posizioni in dissenso dalla nostra Amministrazione e rivolgere, naturalmente, al Consigliere Marrone i migliori auguri per l'incarico che gli è stato conferito. Venendo alla comunicazione, come è noto, su proposta della Giunta, il Consiglio Comunale ha deliberato, nei mesi scorsi, la cessione di quote di partecipazione di alcune delle società di cui la Città è azionista. Tale scelta è finalizzata a un doppio obiettivo: rientrare nel Patto di Stabilità e concorrere alla riduzione del debito della Città. A questa doppia esigenza si aggiunge poi la necessità di una disponibilità di risorse, a fronte dei rilevanti tagli subiti dal nostro Comune per una cifra superiore ai 200 milioni di Euro, non compensati finanziariamente che in parte dalla cosiddetta \"autonomia impositiva\". Ricordo che il debito complessivo, accumulato nel corso di un decennio, ammontava, all'atto dell'insediamento della presente Giunta, a circa 3 miliardi e 300 milioni. Esso, che ha già conosciuto una prima riduzione nel 2011 e un'altra ne conoscerà nel 2012, è strutturato con mutui di medio e lungo termine, per i quali la Città ha pagato e continuerà a pagare regolarmente i ratei annui, mentre una parte minore del debito è costituita da esposizione a breve, per ridurre la quale si utilizzeranno i ricavi delle cessioni. Le cessioni decise riguardano quattro società: la Società Aeroportuale SAGAT, la Società dei Trasporti Locali GTT, la Società della Raccolta Rifiuti AMIAT e la Società per il Termovalorizzatore TRM per lo smaltimento dei rifiuti. Per ciò che attiene SAGAT, il Consiglio ha deliberato il 25 maggio 2012 la cessione del 28% delle quote detenute. Il bando di gara, con base d'asta 58.899.000 Euro circa, è stato indetto l'8 giugno e chiuso il 18 luglio, senza che venisse avanzata offerta. Sono seguiti i 90 giorni riconosciuti per Legge a soci pubblici e privati della SAGAT per esercitare l'esercizio dei diritti di prelazione. Scaduto questo termine il 19 ottobre, si è provveduto il 22 dello stesso mese a richiedere, con avviso pubblico, manifestazioni di interesse da presentarsi entro il 5 novembre. L'avviso ha avuto esito positivo e, dunque, ai soggetti che si sono manifestati è stato richiesto di avanzare offerte entro il 20 novembre, termine prorogato al 29 novembre prossimo. Sulla base delle offerte che perverranno entro il 29 novembre, si procederà al loro esame e all'assegnazione all'offerta ritenuta più congrua. Per ciò che attiene alla filiera ambientale, il Consiglio Comunale il 25 luglio 2012 ha deliberato la cessione del 49% di AMIAT e dell'80% di TRM, con un'unica gara a doppio oggetto, con fase di prequalificazione bandita il 6 agosto, con base d'asta di 140 milioni di Euro per TRM e 32 milioni per AMIAT. Il 18 settembre è stata operata la prequalificazione dei soggetti che hanno dimostrato di avere titoli e ad essi si è rivolto l'invito ad avanzare offerta entro il 19 novembre, cioè oggi, mettendo a disposizione dei partecipanti, in questo periodo, la relativa data room. Poiché alla scadenza di oggi non sono pervenute offerte, si procederà, nella giornata di domani, ad inviare una lettera in cui si invitano i soggetti prequalificati ad avanzare, entro il prossimo 29, offerte in variazione della basta d'asta. Nei giorni successivi al 29 le offerte saranno esaminate e la più congrua aggiudicata. Seguiranno gli adempimenti previsti dalla Legge nei confronti dell'Autorità Antitrust e di istituti e banche finanziatrici e la sottoscrizione definitiva della cessione. Per ciò che attiene, infine, a GTT, il Consiglio Comunale ha deliberato, il 18 giugno 2012, la cessione del 49% delle quote possedute. A fine giugno è stata bandata la relativa gara di prequalificazione, che ha consentito di individuare i soggetti prequalificati, a cui è stata aperta la data room il 3 agosto, con scadenza 18 ottobre, prorogata su richiesta al 30 ottobre, per la presentazione di offerte. Essendo pervenuta un'offerta, la Commissione giudicatrice, dopo aver esaminato l'offerta tecnica e l'offerta finanziaria, non ha tuttavia ritenuto di poterla accogliere, perché formulata come offerta condizionata, quando il bando di gara esclude tale modalità. Dal tipo di offerta e dai quesiti avanzati in sede di data room, peraltro, sono emersi rilievi relativi ad alcuni profili di governance e alle dinamiche dei flussi finanziari erogati per il TPL da soggetti pubblici. Mentre per questi ultimi - flussi finanziari - la Città è in grado di fornire adeguate garanzie per i flussi di sua competenza, per ciò che attiene alla governance si è provveduto a richiedere ai soggetti prequalificati di dettagliare, entro la giornata di domani, quali profili di governance apparirebbero eventualmente ostativi per un'offerta. Sulla base delle considerazioni che perverranno e qualora esse siano condivisibili, la Giunta si riserva di presentare, nei prossimi giorni, al Consiglio quelle deliberazioni necessarie a consentire la positiva conclusione del procedimento di dismissione e, in tal caso, sarà tempestivamente investita la Commissione Consiliare competente. Sulla base di queste dinamiche, la Giunta riconferma il suo pieno impegno a proseguire nelle cessioni deliberate dal Consiglio Comunale, con l'obiettivo di condurle a termine entro fine anno. Vale la pena sottolineare quanto complesso, farraginoso e non privo di contraddizioni normative è il quadro di Legge e di regole in cui gli Enti Locali sono chiamati a operare. Va altresì sottolineato che, mentre i rapporti di acquisto e vendita tra imprese sono soggetti essenzialmente a rapporti negoziali, un Ente Locale è invece vincolato a Leggi, regole e ordinamenti che spesso appaiono lontanissimi, quando non addirittura contraddittori, da logiche di mercato e di impresa. Va ricordato che le basi d'asta indicate derivano da valutazioni forniteci dagli advisor scelti dalla Città, fermo restando che quelle valutazioni sono anch'esse sottoposte alla verifica del mercato e alle leggi della domanda e dell'offerta, oltre che al rapido mutare del contesto economico e finanziario complessivo. Peraltro, va anche ricordato che è nel legittimo diritto di un acquirente, per perseguire le migliori condizioni di acquisto, adottare comportamenti che obiettivamente possono dilazionare i tempi delle gare. Infine, non può non essere richiamato che le procedure di alienazione di aziende pubbliche, attraverso gare ad evidenza pubblica, sono sottoposte a rigorose norme di riservatezza, a tutela proprio dell'imparzialità delle procedure e dell'interesse pubblico. Ed è proprio la Legge che impone a tutti, anche agli operatori dell'informazione, comportamenti che non figurino interferenze e turbative; mi auguro che tutti ne siano consapevoli e ne traggano coerenza di comportamento. Nonostante la complessità e le obiettive difficoltà, è nostra ferma volontà procedere per la realizzazione delle dismissioni nei tempi previsti. Riteniamo che, sulla base delle procedure attivate e dell'azione dei nostri Uffici, sia possibile realizzare questo obiettivo. Desidero ringraziare, ancora una volta, i nostri Uffici e i loro Dirigenti per la determinazione e la professionalità con cui stanno seguendo i dossier di cessione. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricordo che i tempi per intervenire sulle comunicazioni del Sindaco sono di 5 minuti per Gruppo. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Innanzitutto ringrazio il Sindaco per aver dato le comunicazioni di sua sponte; saremmo stati pronti a chiedergliele altrimenti, perché è un tema che per noi è molto sentito. Nelle parole del Sindaco leggo tra le righe che, soprattutto per GTT - che, almeno leggendo i giornali, è il nodo un pochino più importante -, c'è la volontà, da parte degli acquirenti, di comprare GTT, ma alle loro condizioni. Prima di pronunciarci, vedremo quella che sarà la proposta di deliberazione che ci porterete in Commissione. Però, la domanda che le faccio è anche data dalla mia inesperienza giuridica, ma volevo sapere, signor Sindaco, se la trattativa negoziata comporta, per legge, una diminuzione del 10% del prezzo di vendita. Questa è un'informazione che gira, però volevo da lei la conferma e quindi volevo capire se le due trattative negoziate che andiamo a fare porteranno un 10% in meno del costo dell'operazione, da parte dei privati, quindi un incasso minore da parte della Città. Giusto per capire quali altre manovre questo Consiglio Comunale dovrà trovarsi ad approvare, da qui a fine anno, per far sì che si possa rientrare immediatamente nel Patto di Stabilità, così anche da garantire ai cittadini torinesi la salvaguardia dei servizi fondamentali ed essenziali che, ovviamente, un commissariamento non potrebbe garantire. Forse è ancora presto, ma magari la prossima settimana, nella prossima seduta di questo Consiglio, vorremmo qualche informazione in più su questa gara di GTT, che probabilmente è il tema che più ci appassiona, anche perché io rimango a quanto si legge dai giornali e avrei piacere di un confronto un po' più attivo con lei, soprattutto su temi come questo, perché lasciare solamente ai giornali scrivere e poi noi trovarci a commentare fuori da questo Consiglio, probabilmente non fa bene neanche alla discussione di questo Consiglio stesso. Quello che le chiedo è una risposta alla mia domanda, è semplice, anche perché non credo ci sia altro da dire, almeno da parte mia e, ripeto, ci terrei in maniera davvero particolare. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio il Sindaco per aver riferito non solo su GTT, ma - come da nostra richiesta - anche su TRM e AMIAT. La domanda partiva da una considerazione, ovvero che oggettivamente bisogna ammettere che c'è uno schema che si sta ripetendo rispetto a diverse partecipate, pur diverse tra loro, per servizi e anche per modalità di cessione, anche in relazione alle modalità di governance proposte, ma soprattutto di quote messe in vendita. Giustamente il Sindaco ha ricordato che il privato agisce guardando il proprio profitto e, nei limiti in cui la normativa glielo consente, non possiamo rimproverare un interlocutore, industriale o finanziario, di cercare di tutelare i propri interessi. Però dobbiamo anche ricordarci, in questa sede, che il dovere del privato è tutelare il proprio interesse e il dovere di noi, come amministratori, è quello di rappresentare e tutelare l'interesse pubblico e quindi della collettività e della cittadinanza. Quindi, in realtà, rispetto all'annuncio che ha fatto il Sindaco su una futura remissione al giudizio del Consiglio Comunale delle future condizioni che i privati dovessero apporre rispetto a quelle contenute nella deliberazione, io voglio sperare che ci sia un coinvolgimento reale dell'Istituzione del Consiglio Comunale per garantire la tutela di beni pubblici irrinunciabili. Le deliberazioni non contenevano dati astratti, contenevano indicazioni di governance che garantissero il protagonismo dell'Ente Città, anche rispetto alla dismissione di un pacchetto di controllo di quote; prevede indicazioni sulle tariffe; prevede indicazioni sull'accessibilità e sulla qualità dei servizi. Non possiamo imputare al Sindaco Fassino le risapute difficoltà finanziarie della Città, se l'è ritrovate in questo mandato, ma la responsabilità politica, innegabilmente, al netto della difficoltà generale che riguarda tutte le metropoli in questa fase di crisi, è una responsabilità netta di questo centrosinistra, che per decenni ha governato senza soluzione di continuità. Non vorrei, però, che la situazione in cui la Città si trova oggettivamente, a prescindere dalle responsabilità, ponesse la Città non tanto alle aspettative legittime dei privati, ma ai loro capricci, perché i privati sanno benissimo che il tempo gioca a loro favore e non a favore della Città. Quindi, il nostro dovere, come Istituzione, è tutelare gli interessi dei cittadini per la qualità e l'accessibilità dei servizi, e questo non può che passare attraverso il protagonismo decisorio della Città di Torino nell'operazione complessiva di cessione e quindi anche di gestione futura di questi servizi rispetto alle società che li erogano. Quindi semplicemente io mi aspetto che l'atteggiamento di apertura, che il Sindaco ha dimostrato con queste comunicazioni, continui anche nei giorni a venire e che la necessità di accontentare interlocutori privati, che - aggiungo concludendo - non ritengo sia un fatto positivo che siano gli stessi rispetto a diverse gare per diverse società, perché un ulteriore timore che noi, come amministratori, dobbiamo fugare è che partite diversissime tra loro, tra il traffico aeroportuale e la gestione di un aeroporto rispetto, invece, alla filiera ambientale, vengano messe contrattualmente sullo stesso piatto. Allora la verità verrà fuori nel modo con cui la Giunta cercherà di coinvolgere il Consiglio Comunale nel rifissare i paletti o, quantomeno, nel ridefinire i termini della negoziazione con i privati. Sarebbe veramente negativo scoprire che, per scongiurare il secondo consecutivo sforamento del Patto di Stabilità, si arrivi ad accettare delle condizioni capestro a danno dei cittadini e dei loro diritti acquisiti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. Rimane un minuto mezzo. LIARDO Enzo Ringrazio il Presidente per aver sottolineato la tempistica. Io penso di riprendere il discorso - che condivido - del mio Capogruppo Marrone, sottolineando sono alcuni aspetti e voglio proprio veramente levarmi un sassolone dalla scarpa. Fin da inizio legislatura io dissi che sarebbe stato meglio che il Sindaco prendesse un po' le distanze dalle passate Amministrazioni, cosa che - capisco - politicamente non poteva fare, ma suppongo che, se la risoluzione di questa situazione non ci sarà, dovrà poi politicamente farlo. Gli aspetti che hanno determinato questo stato debitorio del Comune di Torino non sono mai stati sottolineati a sufficienza, anche dai mezzi stampa. Questo voglio veramente dirlo, perché, se si è arrivati a questa situazione - ricordava bene il mio Capogruppo Maurizio Marrone - è perché c'è stata una conduzione continuativa, cosa che poche Città italiane hanno avuto la fortuna di avere, e ci siamo ritrovati in una situazione che è a dir poco folle, a livello debitorio. Comunque, ringrazio anch'io il Sindaco Fassino di aver, in maniera mesta, riferito di tutta quella che è la situazione a cui andremo incontro e, paradossalmente, gli faccio i miei auguri. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Vede, signor Sindaco, lei oggi ci fa queste comunicazioni, comunicazioni che erano prevedibili già nel momento in cui la vostra maggioranza ha deliberato la messa in vendita di queste quote. Era prevedibile perché una delle leggi di mercato, una delle più importanti leggi di mercato dice che chi deve acquistare, deve sempre acquistare da chi necessita di soldi, non da chi soldi ne ha a bizzeffe. Quindi era chiaro che, mettendo in vendita queste quote, sapendo che chi vende è in debito non di ossigeno, ma di finanza in questo periodo, era chiaro che tutte queste gare sarebbero andate deserte, perché - come ci ha spiegato nella sua relazione poc'anzi - adesso si passerà alla seconda fase di trattativa, cioè quella con una trattativa che vedrà indubbiamente il ribasso delle quote che noi oggi mettiamo in vendita. Lei si trova in questa situazione, come già ripetuto da altri Consiglieri che mi hanno preceduto, non per sua volontà. Lei si è trovato a dover dirigere una Città che altri suoi Colleghi, anche di vicinanza politica, per 20 anni hanno disastrato, non dal punto di vista ambientale e turistico, perché Torino oggi è sicuramente molto più bella, ma se questo è il prezzo che devono pagare oggi i torinesi, probabilmente all'epoca si poteva fare sicuramente il passo non più lungo della propria gamba. Lei oggi si trova in questa situazione. Le chiedo solo una cortesia, signor Sindaco: è meglio un'uscita di scena - se di questo si tratterà - a testa alta, quindi non regalando, non svendendo e non sottomettendosi ai poteri forti della finanza; sarebbe presumibile un'uscita di scena a testa alta e sicuramente ne trarrebbe beneficio anche la sua persona politica. Ma se, invece, pur di ottenere il risultato della quadratura del Bilancio, siamo obbligati a svendere o a regalare (cose già fatte, in parte, con la deliberazione sulla Continassa), troverà la più ferma opposizione da parte del Gruppo che da oggi rappresento in Comune. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Devo dire che queste comunicazioni, peraltro non inattese, da parte del Sindaco, non possono che lasciarci veramente molto preoccupati, perché mi sembra che da ormai diversi mesi l'Amministrazione stia cercando di costruire un castello di carte per riuscire ad arrivare a mettere insieme questi 330-350 milioni di Euro, che, ci è stato detto, servono per riuscire a rientrare nel Patto di Stabilità, e poi regolarmente, una volta per un motivo, una volta per l'altro, questo castello ad un certo punto crolla e si ricomincia da capo. Onestamente, siamo al 20 novembre e mi sembra che siamo ancora abbastanza da capo, perché su tutte le partite principali siamo ancora ad un nulla di fatto e questo non può che essere preoccupante per tutti. Tra l'altro, mi piacerebbe capire un po' più nel dettaglio, adesso o in sede di Commissione, quali sono queste obiezioni che sono state fatte dai potenziali acquirenti, che peraltro hanno riempito i giornali per settimane delle loro presunte offerte e poi sono spariti al momento buono. Per cui vorrei capire esattamente quali sono le domande che sono state fatte, essendo ormai le gare chiuse, quali sono i punti che sono stati sollevati, perché a sentire anche la prospettiva di nuove deliberazioni portate all'attenzione del Consiglio Comunale, siamo un po' preoccupati, perché immaginiamo che questo voglia dire accettare un ulteriore peggioramento delle condizioni di vendita, probabilmente delle ulteriori concessioni sulla governance o sulla nostra capacità di imporre il rispetto dell'interesse pubblico nella gestione di questi servizi fondamentali. Quindi, chiaramente già solo il doverne parlare, onestamente, è preoccupante. Quello che in questo momento ci sentiamo di dire è quello che peraltro abbiamo detto da sempre, cioè che forse la strada giusta per uscire da questa situazione non è questa, ma è la rinegoziazione del debito - ed è un discorso molto più ampio -, ma ad un certo punto sarebbe meglio anche valutare cosa stiamo facendo, perché vendere queste aziende, che sono ormai l'unico patrimonio rimasto alla Città, o anche gli immobili (peraltro pare che le aste stiano andando altrettanto a buca come stanno andando queste), comunque vendere il residuo patrimonio della Città è un atto irreversibile che in realtà non sembra poter cambiare l'esito delle finanze cittadine nel medio-lungo termine. Quindi, a questo punto, ci chiediamo che senso abbia, a maggior ragione nel momento in cui si fosse costretti a farlo da privato, che giustamente fa i suoi interessi; giustamente fino ad un certo punto, perché in alcuni casi si tratta di società a maggioranza pubblica, quindi forse ci si potrebbe anche aspettare un minimo di interesse per un interesse pubblico e non soltanto per un utile specifico della singola azienda, comunque lasciamo perdere questo discorso. Ad ogni modo, di fronte ad un privato che cerca di fare il proprio interesse e spuntare il prezzo migliore possibile, la Città secondo me, a questo punto, deve essere in grado di dire anche dei no, costi quel che costi, e di rifiutarsi a vendere alcuni di questi asset se il prezzo che viene corrisposto non è accettabile. Dato che già i prezzi proposti dalle precedenti valutazioni sembravano onestamente dei prezzi di svendita, credo che in alcune di queste partite sarà veramente il caso di dire dei no. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Io desidero in maniera non formale, a nome del PD, ringraziare il Sindaco per la serietà e la considerazione che ancora una volta ha dimostrato nei confronti di questo Consiglio, facendo queste comunicazioni sul tema che più ci sta a cuore. È stato sottolineato anche in altri interventi: siamo certi che la Giunta stia lavorando nella direzione che non vengano svenduti i gioielli di famiglia, ma, come ha chiarito molto bene il Sindaco, abbiamo degli obiettivi, ci siamo posti degli obiettivi e questi obiettivi li vogliamo raggiungere. È giusto che il Sindaco riferisca l'andamento di questo percorso e verifichi, con una serie di passaggi, l'andamento di questo percorso con il Consiglio, che rappresenta l'intera Città. Qui è in gioco davvero quello che è il bene di questa Città e abbiamo intrapreso questa strada con convinzione e con serietà, perché pensiamo, attraverso questa strada, di riuscire a portare la Città fuori da queste secche e a farla rientrare nel Patto di Stabilità, a ridurre l'indebitamento e ad avere a disposizione risorse. E le risorse sono a disposizione soprattutto per le operazioni che riguardano i cittadini torinesi, in particolare quelli che fanno più fatica in questo contesto di crisi. L'abbiamo fatto nel corso di questo anno, ogni volta il Consiglio è intervenuto insieme alla Giunta per cercare di alleggerire il peso, soprattutto nei confronti delle fasce più deboli, e salvaguardare quello che è il welfare torinese municipale. Pensiamo che anche queste risorse vadano in quella direzione e crediamo che la possibilità di avere queste risorse ci porti in quella direzione. In questa fase credo che parole in più non aggiungano nulla e, anzi, rischiano di interferire su un percorso che è stato definito con trasparenza e con chiarezza e che, con le gare in corso, con le procedure in corso, è bene che venga affrontato nelle sedi opportune. Però è molto importante che il Consiglio ne sia costantemente informato e che anche successivamente venga chiamato a fare la propria parte. Quello che noi ci auguriamo è che si possano raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati approvando quelle deliberazioni, che sono state scritte e sono state approvate sicuramente non a cuore leggero ma nel rispetto delle norme, mettendo una serie di paletti che ci permettono di dire, alla fine del percorso, che non abbiamo svenduto nulla e abbiamo fatto l'interesse della Città nel suo insieme. Il fatto che oggi ci siano delle proroghe, ci siano degli approfondimenti necessari da fare, ci siano delle verifiche, è anche dovuto ad un contesto economico complesso nel quale ci muoviamo e danno il segno di questa serietà e del lavoro fin qui svolto. Noi ci auguriamo che si possa concludere nel migliore dei modi, rispetto agli obiettivi che intendiamo raggiungere, non perché si voglia svendere o si voglia regalare, ma perché si voglia far crescere ancora un po' questa Città. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. Ha un minuto e mezzo. VIALE Silvio Giusto mezzo minuto, perché mi incuriosisce il fatto che finora gli interventi dell'opposizione - tranne quello del Consigliere Bertola, anche se ne ha parlato - abbiano eluso il problema del Patto di Stabilità. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Eluso, infatti. Il punto è che la Città si è trovata in una situazione in cui, avendo sforato il Patto di Stabilità, abbiamo avuto l'occasione e la necessità di trovare dei comportamenti virtuosi, ed è un qualcosa che deve interessare comunque la Città e il Consiglio. Ecco perché io sono abbastanza fiducioso che si riescano a trovare tutte quelle soluzioni possibili, anche se siamo in zona Cesarini. L'unico rammarico - lo dico così, ma si è aspettata da tutti, come partecipazione - è che probabilmente si sarebbe potuto impostare tutto questo molto prima e da questo punto di vista sicuramente vi sono responsabilità da parte della maggioranza, ma anche responsabilità da parte dell'opposizione, perché non basta ricordare che qualcuno prima avrebbe fatto male. Forse è vero, forse non è vero, potremmo discuterne, ma non è quello il punto. Ecco perché credo che oggi la comunicazione del Sindaco sia stata concreta, pragmatica e abbia dato degli elementi a tutti per ragionare su cosa fare nelle prossime settimane. Grazie. Spero di aver lasciato un po' di tempo al Consigliere Mangone. LEVI Marta (Vicepresidente) Credo di no, ma non importa. La parola al Consigliere Curto. 30 secondi, che ha chiesto anche... CURTO Michele Io credo che quella di oggi sia una giornata interlocutoria. Ringrazio, bene ha fatto il Sindaco, comunque, a voler fare le comunicazioni in Aula, ma mi sembra chiaro, appunto, come ci troviamo su un treno in corsa. Speriamo un treno in corsa nella direzione corretta. Credo che questa sia la vera domanda che dobbiamo farci e, insieme, anche capire quali sono i margini per giocarcela con un mercato dei privati, che ci dice con chiarezza che non vuole avere una responsabilità pubblica. Negli ultimi minuti abbiamo acquisito la certezza, cioè la scelta del gruppo IREN - un gruppo comunque partecipato fortemente dalla Città di Torino - di non partecipare alla fase di evidenza pubblica su TRM e AMIAT, e quindi di eventualmente riservarsi di fare una scelta per la procedura ristretta. Io credo che non si possa entrare nei termini della gara, ma sicuramente si può fare una valutazione politica sulla scelta di una società multiservizi, sovracittadina, sovraterritoriale di non partecipare allo sforzo di questo territorio, di questa Città nei confronti della responsabilità con il proprio Bilancio. Questo è un dato di fatto, non è che possiamo far finta che questa cosa non avvenga, perché è la notizia del giorno. Sindaco, noi, come maggioranza Consiliare, credo abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità. Prima lei ricordava, con un cadenzamento impressionante, il numero di atti che sono passati da questo Consiglio Comunale, i tempi; sicuramente, fosse un metronomo, non parleremmo di un moto lento, ma di una forsennata rincorsa al tentativo di mettere in carreggiata la nostra Amministrazione e il Bilancio della nostra Città. Ora non possiamo che essere spettatori attenti e valutatori - me lo permetta - rigorosi dell'applicazione delle deliberazioni che abbiamo approvato. È chiaro, se ci verrà chiesto di rivalutare quelle deliberazioni, lo faremo, in termini di assoluta responsabilità rispetto a quello che abbiamo da fare, ma dall'altra parte non possiamo non considerare che i mesi sono passati e oggi ci troviamo con tempi molto ristretti per affrontare la situazione. Nella giornata di venerdì ho fatto una richiesta di accesso agli atti - considerata la gara esaurita - rispetto alla gara che riguardava GTT, la cessione del 49% delle quote; atti che mi sono stati consegnati nella giornata di oggi. In virtù della cosa che diceva lei prima, Sindaco, cioè della richiesta ai partecipanti a quella gara di precisare le condizioni di governance per le quali sono disponibili a mantenere un'offerta, su questo punto non intendo parlare, né intervenire. Non credo ci sia un'interferenza da parte del sistema dei media, anzi, credo che in una situazione come questa, che non ha analoghi, sia inevitabilmente necessaria l'apertura di una discussione, ma mi sembra giusto non interferire e non intervenire. C'è, però, un altro aspetto, che secondo me dà un po' il polso della discussione che stiamo facendo e che va riportato a quest'Aula affinché la politica possa fare lo scatto di reni di cui abbiamo bisogno. Io questo credo. Da questa sera saremo impegnati con la riunione di maggioranza che lei hai deciso di convocare - l'avevo sollecitata la scorsa settimana - e di questo sono particolarmente contento; spero che da lì si possano liberare le energie necessarie e spero che queste energie possano bastare. Ci sono due aspetti che mi preoccupano e che credo sia importante dare. Il primo è il risultato qualitativo di quella fase. È un risultato qualitativo - non entro nel particolare - che però individua l'offerta, intesa in senso tecnico, come un'offerta ai limiti della qualità accettabile rispetto a quella che auspichiamo. "Ai limiti della qualità accettabile". Quindi è difficile poter pensare che su quello affronteremo una ridiscussione nei confronti del privato. Nulla di nuovo. Trenord è un soggetto che si occupa di ferro, ma su tutto il resto la valutazione è una valutazione molto bassa. E poi c'è la dimensione economica e finanziaria, e mi preoccupa ancora di più, perché è la dimensione a cui, per certi versi, siamo vincolati, qualcuno direbbe impiccati, oggi qualcuno parlava di suk. Questa dimensione è quella che inevitabilmente mi preoccupa e che credo dobbiamo chiarire, perché, devo dire la verità - lo dico a questo Consiglio Comunale -, non ci è chiaro, non mi è chiaro qual è l'obiettivo di Bilancio, qual è il dare e avere, qual è il flusso di cassa che dobbiamo conseguire nei prossimi 40 giorni per salvaguardare la nostra Città da una seconda fuoriuscita dal Patto di Stabilità. E credo sarebbe anche altrettanto serio affrontare una discussione su quali sarebbero le conseguenze di una seconda uscita dal Patto di Stabilità. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Curto, la invito a chiudere. CURTO Michele Sì, certo Presidente. Anche perché credo che la Città abbia il diritto di partecipare a questa discussione. Concludo, quindi, su questo: mi impressionano moltissimo quelle cifre, perché sono cifre che dimostrano come il mercato abbia intenzione di portarci sulla corda, perché da quella corda ha intenzione di guadagnare. Loro dicono: "Noi vi diamo e vi paghiamo le quote, quando ce le consegnerete, con 45 milioni, a patto che voi, nello stesso momento, allo stesso atto saldiate pregressi vostri per 28 e facciate saldare all'Agenzia per la Mobilità e alla Regione pregressi per 39,6 milioni". LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Curto, grazie. CURTO Michele In altri termini il privato dice: "Non metto 1 Euro, ne chiedo più di quanti sono disponibile a mettere immediatamente". Credo che questo sia un dato significativo che dobbiamo considerare, perché la politica in questo momento è chiamata alle scelte importanti e agli scatti di reni. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per un breve intervento, al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Sarò brevissima, perché il tempo a disposizione del nostro Gruppo è già esaurito. Io tutta questa serenità e questa positività espressa dal Vicecapogruppo Paolino sinceramente non la sento. Sono seriamente preoccupata dall'iter di queste vicende, di queste gare, che si sono dimostrate a tutti gli effetti un insuccesso. Io spero che nelle settimane future il Sindaco e il Vicesindaco vogliano tenere informato questo Consiglio, attraverso le Commissioni, di quelli che saranno gli iter a venire e che metteranno, indubbiamente, e stanno mettendo la nostra Città e la nostra Amministrazione sempre più nell'angolo, perché, di fronte a una crisi così evidente, non so cosa ci potremo aspettare nelle trattative con questi privati. Inoltre, invito il Sindaco e il Vicesindaco a tenere sempre presente quello che deve essere l'interesse prioritario, quindi quello dei cittadini, nelle prossime trattative che seguiranno. LEVI Marta (Vicepresidente) Non ho altri iscritti a parlare. La parola al Sindaco. SINDACO Naturalmente ringrazio i Consiglieri. Io penso che intanto dobbiamo essere consapevoli della complessità della materia. Vorrei segnalare - e lo dico come constatazione - che la Regione Piemonte da mesi e mesi discute di alienazioni e di cessione e non ha ancora avviato alcuna procedura, questo per dire la complessità dei problemi che abbiamo di fronte. Semmai bisognerebbe riconoscere a questa Amministrazione di non aver interposto tempo e di avere intrapreso una strada complessa, difficile, che altri per ora non hanno intrapreso o, se l'hanno intrapresa, l'hanno intrapresa con non minori difficoltà di quelle che incontriamo noi. Io credo che, naturalmente, bisogna essere consapevoli delle scelte che facciamo - e lo siamo tutti - e determinati nel tutelare l'interesse della Città. Ora, per tutelare l'interesse della Città ci sono due criteri a cui noi ispireremo poi le decisioni finali. Da un lato, noi abbiamo messo in campo le dismissioni, come ho ricordato, per conseguire un doppio obiettivo: rientrare nel Patto di Stabilità e incidere sull'esposizione a breve del debito, in ragione tale da ridurlo. Questo primo criterio si assocerà, nella valutazione delle scelte che al termine di queste procedure dovremo adottare, con l'obiettivo di realizzare il massimo dei ricavi, mi pare evidente. Non c'è nessuno qui che sia così sciocco da non sapere che occorre cercare di realizzare il massimo dei ricavi e, quindi, avendo assunto delle basi d'asta che sono indicati da advisor, valutare se le offerte che perverranno in che misura si riferiscono a questa basta d'asta e, se ci saranno degli scostamenti, in che misura, questi scostamenti, sono accettabili e in che misura non lo sono. Sarà una valutazione che faremo, mi pare evidente, sapendo che (com'è noto, mi pare che tutti l'abbiamo presente) viviamo in una situazione economico-finanziaria in cui il contesto finanziario cambia con notevole frequenza: questo incide anche nella valutazione dei valori delle nostre imprese. Per altro verso, sapendo che l'alienazione di imprese è sempre, in qualche modo, determinata dalla Legge della domanda e dell'offerta, anche per un Ente Pubblico. Se le cose fossero semplicemente risolvibili dicendo: "Questo è il prezzo, prendere o lasciare. Anzi, è meglio che siate costretti a prendere al prezzo che abbiamo indicato noi", questa non sarebbe una cessione. È più complicato. Comunque, noi, ovviamente, ci muoveremo per realizzare entro il 31 dicembre le privatizzazioni che abbiamo deciso, cercando di realizzare il massimo dei ricavi. In ogni caso, qualsiasi valutazione, prima di essere assunta, sarà portata all'esame del Consiglio Comunale, su questo non c'è il minimo dubbio. Però, consiglierei di non inseguire ricostruzioni giornalistiche, o di altre sedi, perché rischiano di essere imprecise. Vi faccio un esempio molto concreto. Stando ai giornali, per tre o quattro mesi siamo stati informati che un gruppo francese partecipava all'asta di GTT. Non ha mai partecipato. Non ha mai avanzato una proposta. Però, se uno stava ai giornali, presumeva che ci fosse. Io, naturalmente, ho il massimo del rispetto per il lavoro dell'informazione, però richiamo tutti, noi Consiglieri, chi si occupa di queste cose, ivi compreso gli operatori dell'informazione, al fatto che le gare ad evidenza pubblica sono sottoposte dalla legge dello Stato, non dalle regole di questo Consiglio Comunale, a vincoli di riservatezza, di prudenza, a tutela della trasparenza e dell'imparzialità degli atti, a tutela degli interessi di chi cede, così come degli interessi di chi acquista, che vanno rispettati. Devo dire che in questi giorni ho letto, con sconcerto, ricostruzioni giornalistiche che violano abbondantemente questo criterio di riservatezza e che interferiscono, obiettivamente, al di là della buona fede, o della buona volontà, con le procedure in corso. Su questo manifesto una qualche preoccupazione. Quindi, chiedo a tutti di avere consapevolezza della prudenza che bisogna avere per gestire materie così delicate. Ribadisco che naturalmente sarà nostro impegno portare al Consiglio Comunale ogni e qualsiasi informazione successiva, che sia utile alle determinazioni che dovremo assumere. Qualora, sulla base degli accertamenti che stiamo facendo, vi fossero delle deliberazioni integrative a quelle che abbiamo già assunto, o da assumere, ovviamente sarà nostra premura portarle tempestivamente alle Commissioni Consiliari e poi all'Aula, perché le esaminino e il Consiglio valuti e decida. In ogni caso, vogliamo condurre tutto con assoluta linearità, rigore e trasparenza, alla luce del sole. Questa nostra determinazione a condurre tutto nello scrupoloso rispetto della legalità, della trasparenza e alla luce del sole, non contraddice però con l'essere consapevoli che le Leggi impongono dei vincoli, a cui tutti dobbiamo ottemperare e a cui tutti dobbiamo subordinare i nostri comportamenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Rispondo semplicemente che io non sono in grado di dirlo; intanto non so neanche quali sono le offerte che arriveranno. Quando le offerte arriveranno, ne valuteremo la congruità. Non è che io stabilisco a priori qui che si può accettare un certo ribasso piuttosto che un altro, mi scusi. È una questione del tutto assurda e astratta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, la Legge lascia questa determinazione alla libera valutazione dei soggetti interessati. LEVI Marta (Vicepresidente) Le comunicazioni sono terminate. |