| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205371/002, presentata in data 18 ottobre 2012, avente per oggetto: "Amianto al Gabrio II" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Purtroppo, il Consigliere Curto non è raggiungibile, nel senso che non risponde e, quindi, non sappiamo quali siano le sue intenzioni. Quindi, per il momento interveniamo su questa interpellanza, considerando che l'Assessore risponde anche in merito all'interpellanza presentata dal Consigliere Curto. La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'interpellanza - visto anche il senso un po' ironico del titolo - è il capitolo II della vicenda a cui risposi qualche mese fa sempre in seguito ad un'interpellanza. In sostanza, l'aggiornamento - perché poi di questo si tratta - attiene a questo. In allora, risposi - lo dico sinteticamente - che sostanzialmente questa tecnica costruttiva del Salvit, cioè i prefabbricati in uso negli anni Cinquanta prevedevano amianto nei fabbricati leggeri, che la Città aveva monitorato regolarmente, indicato nell'albo dei fabbricati con amianto i fabbricati in oggetto e aveva avviato l'intervento di progettazione per la demolizione dei fabbricati medesimi. Nel frattempo, è stata completata la progettazione, la preliminare in allora, ora siamo alla definitiva, quindi siamo alla procedura che permette di attivare effettivamente procedure di gara. Anche in allora, risposi che nell'estate eravamo stati interessati da una seduta della Commissione prefettizia per l'Ordine e la Sicurezza, che si è occupata della modalità con cui veniva, diciamo così, gestito e di cui naturalmente la Città avrebbe dovuto riappropriarsi per effettuare i lavori del fabbricato, richiedendo sostanzialmente degli approfondimenti anche in merito e nei tempi. In sintesi, vale ancora la risposta di allora, cioè la procedura secondo la quale soltanto quando si è in grado di iniziare effettivamente le procedure edilizie, in quel caso, in quel momento, viene richiesta la disponibilità del fabbricato. Questo per evitare naturalmente che l'eventuale - e dico eventuale - sgombero o liberazione della struttura generi naturalmente d'altra parte un'ulteriore rioccupazione o disuso nel frattempo. Credo a titolo dimostrativo, gli occupanti recentemente, il mese scorso, hanno occupato un fabbricato non limitrofo, ma sostanzialmente vicino all'area stessa, in via Moretta, se ricordo bene, sito che la Città ha dismesso tramite fondo immobiliare circa quattro anni fa, e mi risulta che la notte scorsa gli ex occupanti abbiano rioccupato il fabbricato che dovrebbe essere - ma non ho notizie più fresche - stato liberato nella notte di domenica, cioè ieri notte sempre a scopo dimostrativo. Almeno dimostrativo, in quanto non si sono insediati permanentemente, ma hanno fatto due blitz di occupazione di un fabbricato vicino a quello che attualmente occupano in via Revello. Ribadisco, la tecnica costruttiva non può che prevedere la demolizione e non la bonifica. Questo è un elemento ovviamente di complessità relativa all'intervento in oggetto e, naturalmente, la Città non ha interrotto l'iter amministrativo, arrivando al 9 ottobre 2012, con deliberazione 5048, ad approvare il progetto definitivo e, pertanto, a definire la cantierabilità dell'intervento di demolizione. In relazione alla deliberazione sopra citata, è in itinere anche l'approvazione della determina di impegno di spesa per la successiva indizione della gara d'appalto e per l'affidamento delle opere. L'avvio delle procedure di affidamento è vincolato alla preliminare attestazione della responsabile del procedimento, ai sensi dell'articolo 106, e del possesso e disponibilità dell'area. Non tutti sanno che la norma prevede che, se non c'è il possesso e disponibilità, non si può eseguire l'appalto, quindi c'è un momento - e stiamo arrivando in quel momento - in cui non si può procedere con l'indizione dell'appalto se non c'è la disponibilità del fabbricato. Se il fabbricato non è disponibile, non si procede all'appalto e quindi si rischia un'impasse e poi arriverò al punto chiave della questione. In questo momento, pertanto, non è ancora disponibile, in quanto ancora occupato da aggregazioni giovanili di carattere spontaneo. A tal fine sono state richieste per competenza ai Settori, peraltro corrispondenti ai Settori del sottoscritto, Patrimonio, Sistema informativo e altri, le procedure necessarie per la disponibilità dell'oggetto e, naturalmente, per procedere, poi, successivamente, all'indizione della gara d'appalto. È evidente, quindi, che in questo momento noi siamo in attesa della riconvocazione del Tavolo prefettizio per l'Ordine e la Sicurezza, in cui esporremo lo stato dell'arte e le modalità tecniche a cui si è addivenuti per procedere all'iter di bonifica tramite demolizione del fabbricato, fermo restando, naturalmente, che - e qui credo sia doveroso dirlo - sia nella sede del Tavolo prefettizio sia, naturalmente, nel novero delle politiche dell'Ente, che naturalmente deve tutelare la pubblica incolumità e la salute pubblica e, dall'altra parte, essere responsabile verso il rischio che, naturalmente, una messa a disposizione non spontanea del fabbricato generi problemi di carattere di ordine pubblico, si trovi la soluzione tra la messa a disposizione volontaria del fabbricato, senza problemi di ordine pubblico, e l'attivazione di procedure che consentano la demolizione del fabbricato medesimo e la messa in sicurezza dei manufatti così delineati. Questo è lo stato dell'arte. Naturalmente, sono disponibile ad aggiornare, nelle settimane future, nei mesi futuri, l'andamento delle cose, tenendo conto che, in ogni caso, qualora si indicesse la procedura di gara e si arrivasse alla firma del contratto, mediamente, per la normativa attuale, tra l'indizione della gara e la firma del contratto passano nove mesi e poi l'esecuzione delle opere è prevista nell'arco di circa un anno. Comunque sia, al di là dell'occupazione a livello di manufatto, il tempo di demolizione e di scomparsa dei fabbricati, se tutto dovesse procedere con tranquillità, serenità e con il consenso necessario, si parla, credo, della primavera del 2014. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io quasi credevo alle voci che circolavano nella Circoscrizione, che volevano, invece, nella primavera del 2013 lo sgombero, per dare la possibilità, poi, di iniziare appunto i lavori di demolizione e di riqualifica, per poter poi mettere in vendita le aree. Sono anche un po' imbarazzato, perché questa impasse, come lei l'ha definita, Assessore, è un'impasse totalmente voluta, perché sono tantissimi anni che questa Giunta, di cui lei ha fatto parte, e le vecchie Giunte, di cui lei ha fatto parte, sanno di questo problema e stanno a guardare; probabilmente, gli piace di più così, mi verrebbe quasi da dire. Ovviamente, è un tema totalmente politico. Se si vuole liberare, non ci si mette molto, esattamente come è stato fatto con altri siti, penso a quello di corso Vercelli, il cosiddetto Lostile, che in sei mesi è stato occupato ed è stato liberato, con azioni anche dure da parte delle Forze dell'Ordine, che però hanno portato alla dismissione immediata da parte di queste persone. Quindi, è totalmente un tema politico. Fate prima a dirci che non volete liberarlo subito, perché probabilmente vi fa comodo che quella gente rimanga lì, perché probabilmente anche politicamente vi va a sostenere. Magari, li vedremo tutti andare a votare alle primarie, o magari non mi stupirebbe che, alle primarie stesse, all'interno del Gabrio ci fosse un seggio elettorale del Partito Democratico o di Sel, cosicché ci si trova già comodi, tanto possono votare tutti. A me spiace non aver avuto risposta sul punto 4, cioè quali sono le azioni dell'Amministrazione Comunale, come si è comportata, come si sta comportando e come si comporterà riguardo alla clinica abusiva che c'è all'interno, perché ritengo inaccettabile che questa Amministrazione tolleri che gente che non si sa con quale titolo si professi medico all'interno di un centro sociale, andando a pseudo-curare, perché uno pseudo-medico pseudo-cura, persone che hanno chissà quali problemi. Ovviamente, non credo che all'interno abbiano tutte le strutture per andare a fare delle diagnosi mediche adeguate, soprattutto in condizioni di amianto pericolose, perché, altrimenti, ovviamente, voi non avreste iniziato le procedure per lo sgombero. Quindi, sono doppiamente preoccupato, perché questa Giunta tollera che degli pseudo-medici facciano delle pseudo-cure all'interno di una pseudo-clinica privata. Questo, secondo me, è un tema da andare ad approfondire, Presidente, nelle Commissioni competenti; penso sicuramente in Commissione Controllo di Gestione, congiunta con la II Commissione e con la IV, perché i temi vanno a toccare tutte le tematiche delle Commissioni, e anche in tempi molto urgenti, perché che ci siano persone che vengano curate all'interno di un centro sociale, non so con quali condizioni igieniche, da pseudo-medici, perché - ripeto - non sappiamo chi professa all'interno quel tipo di attività, io, sinceramente, ho davvero paura per le persone che vanno a farsi curare. Quindi, Presidente, se cerca di far calendarizzare in maniera molto veloce una Commissione per approfondire questo punto, io le sarei grato. Secondo me, in IV Commissione, però c'è anche di mezzo la Commissione Controllo di Gestione e la II Commissione, perché stiamo parlando, comunque, di uno stabile che andrà riconvertito, così anche per fare il punto. Poi, ovviamente, io mi affido a lei per quelle che saranno le indicazioni ai Presidenti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prendo atto di questa richiesta. La Commissione Controllo di Gestione, sinceramente, non vedo come possa rientrare nelle materie di competenza, vedrei meglio la I Commissione, cioè la IV più la I Commissione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La I è Patrimonio, quindi IV più I Commissione. La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Era solo per precisare due cose che nella replica del Consigliere mi sembra non siano state afferrate. Quando parlavo di primavera 2014, parlavo di ultimazione di intervento di demolizione, non di sgombero. Quindi, se lei ha detto che i cittadini si aspettavano lo sgombero nella primavera del 2013, dico che potrebbe anche succedere. Seconda cosa: ha imparato una parola nuova, la parola "pseudo", ho capito che l'ha imparata, però questa è una pseudo-interpellanza, nel senso che lei non voleva sentire la mia risposta, ma voleva pronunciare una sentenza apodittica e unilaterale. Prendo atto; però, non serve fare interpellanze, bisogna, in realtà, sentire le risposte. La Città è titolare dei diritti reali di questo fabbricato e ha l'interesse, per tutelare l'incolumità pubblica, a venirne in possesso per demolire, naturalmente, il fabbricato. Ma lei sa benissimo - e lo saprebbe se avesse letto le cronache - che il tema dello sgombero non è solo un problema della Città, cioè dell'Amministrazione Comunale, altrimenti non sarebbero fatti di interesse pubblico la manifestazione avvenuta in Piazza Sabotino un mese fa, l'occupazione di 20 giorni fa e l'occupazione della notte scorsa, sarebbe solo un problema condominiale. Evidentemente non è un problema condominiale, perché sono problemi che riguardano la pubblica incolumità, l'ordine pubblico e, pertanto, autorità diversa dall'Amministrazione Comunale e dal proprietario di casa. Circa il ricorso alla Commissione Controllo di Gestione - mi dispiace per il Consigliere Carbonero, che è diligente nella gestione - possiamo anche farlo, però rischiamo di mandare in Controllo di Gestione qualunque cosa che, tra virgolette, debba riguardare la gestione. Francamente, è una linea che non condivido - lo dico chiaramente -, per quanto riguarda il senso dell'utilizzo della Commissione. Cosa che, invece, non fa il coordinatore - lo preciso -, che interpreta correttamente il ruolo, istituzionalmente, quando la Commissione è convocata. Ma davvero non vedo l'utilità dell'invio. Invece, dico che la Giunta è disponibile a relazionare su qualunque evoluzione della domanda, anche in comunicazioni in Aula. Non c'è alcun problema, perché non riguarda solo la Città. Non penso che il rinvio alla Commissione sia, di per sé, una soluzione o un aggiornamento. Da ultimo, dico che la Città, se viene a conoscenza - ed è venuta a conoscenza - di questa presunta organizzazione di attività, non so se definirle mediche, pseudo- mediche, come è stato precisato dall'interpellante, farà adeguate comunicazioni alle autorità competenti per verificare, ma questo attiene al tema generale delle attività svolte lì dentro, che non riguardano, nel rispetto delle norme di legge, soltanto il proprietario immobiliare, ma più in generale le autorità vigilanti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Quindi questa interpellanza è discussa per l'Aula e viene inviata, per ulteriori approfondimenti, in IV più I Commissione Consiliare permanente. |