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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Novembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2012-05490
"TRASFERIMENTO ILLEGITTIMO DI TRE INSEGNANTI CON IL PROFILO SPECIFICO DI INSEGNANTE DI SOSTEGNO SCUOLA DELL'OBBLIGO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 23 OTTOBRE.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205490/002, presentata in
data 23 ottobre 2012, avente per oggetto:
"Trasferimento illegittimo di tre insegnanti con il profilo specifico di insegnante di
sostegno scuola dell'obbligo"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
Questa interpellanza mi offre l'opportunità di ritornare ancora una volta - credo che
ne avremo già discusso almeno in altre quattro o cinque occasioni - sul tema degli
insegnanti di sostegno che negli anni la Città aveva messo a disposizione dello Stato.
Dico questo, perché, in realtà, la Legge n. 104/92 in particolare, che viene richiamata
da questa interpellanza, come da tutte le altre, che è proprio la Legge Quadro
sull'assistenza e l'integrazione sociale e i diritti delle persone che, allora - siamo nel
1992 -, venivano indicate come handicappate, prevede che sia lo Stato a fornire le
attività di sostegno mediante assegnazione di docenti specializzati.
Io vorrei che questo fosse chiaro una volta per tutte, cioè la Legge n. 104, in
particolare, se la andate a consultare, all'articolo n. 13, distingue proprio due tipi di
intervento rispetto al tema disabilità e scuole; un intervento è quello dell'assistenza,
tant'è che dice: "Fermo restando l'obbligo per gli Enti Locali di fornire assistenza
per l'autonomia e la comunicazione personale - fermo quell'obbligo lì - sono
garantite attività di sostegno mediante l'assegnazione di docenti specializzati", e poi
nel quarto comma di questo articolo n. 13 si indica anche come questi posti di
sostegno vengono trovati all'interno dell'organico del personale in servizio.
Quindi, è chiarissima la ripartizione di competenza: assistenza specialistica che, poi,
viene anche definita normativamente, perché era già definita dal D.P.R. n. 616 del
1977, dove si dice che cosa il Legislatore intenda per assistenza scolastica.
Io mi scuso anche per essere così richiamante l'aspetto giuridico, ma mi sembra che
sia assolutamente imprescindibile. "Le funzioni amministrative relative alla materia
'assistenza scolastica' - dice l'articolo n. 42 di questo D.P.R. del 1977 - concernono
strutture, servizi e attività destinate a facilitare, mediante erogazione o provvidenze
in denaro o mediante servizi individuali o collettivi a favore degli alunni,
l'assolvimento dell'obbligo scolastico". Quindi, l'assistenza scolastica è proprio
quello che noi stiamo continuando a fare attraverso l'assistenza specialistica.
Che cos'era capitato? Era capitato che, ad un certo punto, i Comuni, con un'azione
virtuosa e quando disponevano di risorse in più rispetto al momento attuale, avevano
messo a disposizione anche degli insegnanti di sostegno, quindi andando oltre a
quelle che erano le loro dirette competenze.
Questo è uno dei casi o degli esempi dell'intervento un po' con un senso di
onnipotenza messo in campo dall'Ente Locale Comune nel corso degli anni, perché
la ristorazione degli insegnanti delle scuole dell'obbligo, il farsi carico delle scuole
dell'infanzia, ma potrei citare decine di esempi, in cui la Città si sostituiva allo Stato.
Nel momento in cui, però, lo Stato ha via via fatto venir meno le risorse finanziarie,
da un lato, e imposto dei paletti sempre più stringenti per l'assunzione del personale,
noi non siamo più in grado di sobbarcarci quelle che però erano delle funzioni e dei
compiti che svolgevamo in supplenza allo Stato.
Quindi, io questo vorrei che fosse chiaro, perché altrimenti discutiamo avendo un
quadro normativo e di competenze diverse, quindi avremo un linguaggio diverso nel
discutere di queste cose.
Nel Regolamento Comunale del 1998 si prevedeva l'assegnazione di insegnanti a
sostegno, ma nei limiti della disponibilità. Successivamente, per le ragioni che
dicevo, il Comune, nel 2007, dopo aver tentato svariate volte un'interlocuzione con
l'Ufficio Scolastico Regionale, e quindi il Ministero, per cercare di modificare quella
convenzione, revocò unilateralmente quello che era l'aspetto della convenzione
riguardante l'assegnazione in comune di cattedre per il sostegno e con una lettera che
viene inviata nel 2007 all'Ufficio Scolastico Regionale si dice proprio: attenzione,
perché il personale messo a disposizione dal Comune deve considerarsi risorsa
aggiuntiva e si intende, sostanzialmente, revocato quello che era stato stabilito nel
precedente Protocollo d'Intesa.
Questa comunicazione del 2007, con cui l'Amministrazione Comunale scriveva
esattamente questo: "L'Amministrazione Comunale ha preso atto del venir meno del
Protocollo d'Intesa a suo tempo stipulato con l'USP, il quale prevedeva
un'assegnazione congiunta del personale comunale...", insomma in questa lettera si
diceva sostanzialmente che gli insegnanti comunali per l'integrazione scolastica
saranno assegnati direttamente dall'Amministrazione Comunale nelle singole scuole
ogni anno.
Questo, però, sarà poi approfondito, perché so che c'è un ricorso davanti al Giudice
del Lavoro di queste tre insegnanti, quindi vedremo se il Giudice del Lavoro sarà
favorevole alla tesi che noi proponiamo o se, invece, aderirà alle tesi e
all'interpretazione normativa portata da queste insegnanti.
Tuttavia, questo sistema, che va avanti dal 2007, cioè da 5 anni, prevede che ogni
anno le insegnanti vengano assegnate dal Comune; ciò significa che, di fatto, non
sono titolari di posto, di cattedra, così come invece viene detto anche
nell'interpellanza, perché, appunto, ogni anno venivano assegnate.
Ricordo a me stessa che il Comune, proprio assolvendo a quelli che sono i suoi
compiti istituzionali, mette in atto interventi ed azioni plurime per l'assistenza
specialistica, che valgono circa 300.000 Euro, oltre che altre attività di arte e terapia.
Naturalmente - qui lo dico e lo annuncio -, a fronte del ritiro progressivo graduale di
questi insegnanti di sostegno e a fronte degli accordi sindacali (quest'anno noi ne
abbiamo ritirate 25, ma ne rimangono ancora 85), è chiaro che non rimarrà il nulla,
ma la Città si farà carico di incrementare le ore di assistenza specialistica attraverso
un apposito bando, che andrà a compensare il venir meno dell'attività svolta dalle
insegnanti di sostegno.
D'altra parte, ripeto, sono ancora in forza 85 insegnanti, che la Città presta al
sostegno nelle scuole dello Stato, al netto delle 25 che abbiamo ritirato. Ma queste 25
che abbiamo ritirato, d'altra parte, vanno a svolgere dei compiti, questi sì, essenziali
che riguardano le disabilità delle bimbe e dei bimbi che sono nelle nostre scuole (nidi
e scuole dell'infanzia), rispetto ai quali, come sapete, la Città ha, proprio come suo
compito istituzionale (il nido è considerato tra i servizi essenziali affidato alla Città)
il compito di provvedere, quindi anche con insegnanti, per sostenere le disabilità
delle centinaia di bimbi che sono ospiti nei nostri servizi per l'infanzia.
Quindi, come dicevo prima, è un provvedimento che è stato reso necessario proprio
perché era un compito in cui la Città suppliva allo Stato e che oggi non è più in
condizione di svolgere, a fronte della ristrettezza delle risorse e anche, dall'altra
parte, delle norme, dei vincoli stringenti in materia di turnover del personale.
Quindi abbiamo bisogno di queste insegnanti di sostegno nei servizi dell'infanzia,
che rappresentano - come dicevo prima - uno dei servizi essenziali che la Città,
questa volta sì, è obbligata a rendere.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Prendo atto di quanto detto dall'Assessore e mi auguro che, in qualche modo, anche
questa vicenda possa far capire (come giustamente sosteneva l'Assessore) quanto
l'onnipotenza dell'Ente Locale ha portato l'Ente Locale a spendere e spandere, per
cui oggi noi ci troviamo nelle condizioni che spesso affrontiamo in quest'Aula.
Io ho presentato l'interpellanza, poi sono venuto a conoscenza dell'esistenza di
questa causa di fronte al Giudice del Lavoro; quindi, anche alla luce di quello che
verrà poi deciso, mi rimetterei alla decisione di un organo competente in materia, che
evidentemente nulla ha a che fare con le questioni politiche.
Detto questo, mi auguro che quanto riportato dall'Assessore in Aula possa aver fatto
chiarezza, anche rispetto alle persone che si sono impegnate a fronte di questo
annoso problema.
Dopodiché ravviso anche che in sede di una Commissione, in cui era presente anche
l'Assessore, mi pare che il dirigente avesse dato la disponibilità ad incontrare tutte le
insegnanti (che, peraltro, erano convinte che non fosse stato seguito un certo tipo di
graduatoria) per capire quale fosse il problema e ad oggi - ho parlato con il dirigente
la scorsa settimana - non c'è ancora stata una richiesta di colloquio. Quindi, da
questo punto di vista, se chi ha un diritto da vantare, giustamente, ha la possibilità di
interlocuzione con l'Amministrazione, è anche giusto che lo possa fare in tempi
veloci.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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