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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205052/002, presentata in data 3 ottobre 2012, avente per oggetto: "Lavori di costruzione del quartiere Dora in corso Marche" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) La risposta è un po' articolata. Nel dicembre 2009 è stato approvato, con deliberazione del Consiglio, il PRIN relativo alla zona urbana di trasformazione, di cui all'interpellanza. La scheda normativa di Piano Regolatore disciplinava l'ambito, prevedendo, sinteticamente, su una SLP di 45.035 mq, suddivisi in 30% di residenza libera, 10% di residenza convenzionata, 20% di ASPI e 40% di Euro Torino. Contemporaneamente nella stessa seduta è stata approvata la mozione, a cui si fa riferimento nell'interpellanza, nella quale in particolare si impegnava il Sindaco e la Giunta a procedere ad una revisione del progetto con particolare riferimento alle previsioni insediative collocate a tergo dell'edificazione residenziale preesistente, parzialmente interclusa dal perimetro del Piano Integrato, con il fine di attenuare l'impatto ambientale percettivo su questa edificazione. Nel luglio 2010, la società proponente ha presentato un'istanza per ottenere il permesso a costruire, che è stato rilasciato il 22 ottobre 2011 e gli operatori hanno comunicato che è stato dato inizio ai lavori il 19 giugno 2012. Però a seguito della mozione e in seguito anche a numerosi incontri che ci sono stati presso l'Assessorato e la Direzione, il 3 maggio 2012 i proponenti hanno presentato un'istanza di Variante al Piano Regolatore, in ottemperanza a quanto prescritto dalla mozione. La Variante prevede la modifica della scheda di PRG; quindi, fermo restando che rimarrà invariata la SLP, prevede una diversa distribuzione del mix funzionale, in particolare un abbassamento della destinazione Euro Torino dal 40% al 25%, e un aumento della residenza libera dal 30% al 45%. Quindi, mantenendo invariati i mix funzionali delle altre destinazioni. Venendo alla richiesta degli interpellanti, la nuova soluzione ci sembra individui una conformazione planivolumetrica e funzionale di parte degli edifici interni all'ambito diversa da quella già approvata dal PR.IN. tale da garantire una maggiore distanza e, quindi, un minore impatto della nuova edificazione sulle esistenti costruzioni residenziali limitrofe. L'edilizia residenziale convenzionata, che è prevista nel PR.IN. approvato in 2 edifici, viene accorpata in un fabbricato ad U aperto verso gli edifici preesistenti, frontisti alla via denominata corso Marche interno 356, con un conseguente arretramento delle testate di 12 metri dagli edifici residenziali preesistenti, diminuendo l'impatto dei nuovi volumi. L'area che sarà assoggettata ad uso pubblico che si viene a creare è destinata a verde pubblico contribuendo a rendere più accentuata la percezione del distacco tra gli edifici. La proposta di Variante al P.R.G., che è in fase di istruttoria e di preparazione e che a breve sarà presentata con una deliberazione della Giunta al Consiglio, ci sembra accoglibile in considerazione del fatto che le modifiche assicurano la fattibilità degli interventi, consentendo un equilibrio tra gli obiettivi perseguiti dalla Città ed assicurando la riqualificazione dell'area. In particolare, considerate la funzione della nuova centralità che assumerà corso Marche e le trasformazioni delle zone limitrofe, le aree saranno in realtà ricomprese ed integrate in una nuova porzione di città e permetteranno di contribuire a risolvere alcuni problemi ad esempio di sicurezza pubblica, così come evidenziato anche dal parere della Circoscrizione in sede di approvazione del PR.IN., immettendo dei nuovi servizi pubblici ed inoltre verrà realizzata la trama viaria che interessa l'ambito (ad oggi, particolarmente sconnessa, interrotta in più punti e strozzata), in quanto, attualmente, la viabilità locale rende disagevole l'accessibilità a numerosi servizi pubblici. Quindi, il disegno realizzato della trama viaria sicuramente migliorerà l'accessibilità ai servizi e sarà realizzata a scomputo degli oneri di urbanizzazione, così come stabilito dalla convenzione urbanistica del PR.IN. che all'articolo 12 prevede il fatto che dovranno essere eseguite le opere di urbanizzazione inerenti alle aree destinate a servizi pubblici. Il secondo punto dell'interpellanza chiede contezza rispetto al tema delle polveri e della gestione del cantiere; ho una risposta che è stata predisposta dai Servizi di Tutela Ambientale (che, ovviamente, sono competenti) e che vi leggerò, anche se è molto tecnica, ma credo che possa fornire delle risposte. "Nello specifico sulle modalità di gestione delle terre e rocce da scavo prodotte durante la realizzazione del fabbricato ad uso commerciale prospiciente corso Marche, il Servizio Adempimenti Tecnico-Ambientali informa che le modalità di gestione del predetto materiale di scavo, dello stoccaggio temporaneo presso il medesimo cantiere e del successivo conferimento presso i siti di riutilizzo sono state approvate mediante 2 determinazioni dirigenziali (una del marzo 2012 e l'altra del 2 ottobre 2012); questi atti hanno fatto seguito alla trasmissione al Servizio di un progetto di gestione terre e rocce da scavo e relativa variante, il quale prevedeva che la volumetria di terra e roccia da scavo fosse interamente riutilizzata presso i seguenti siti: Cave Sangone S.r.l. a Rivalta, per la produzione di inerti e per il confezionamento di calcestruzzo, e Area 1 e Area 2 della Z.U.T. dell'Ambito quartiere Dora, per riempimenti e livellamenti nell'ambito della realizzazione delle opere di urbanizzazione previste dal progetto approvato. Durante la fase di scavo era previsto che il materiale fosse stoccato temporaneamente presso il cantiere medesimo, in attesa del conferimento presso i siti di riutilizzo, fermo restando quanto prescritto dal Codice della Strada e dai Regolamenti della Città, al fine di mitigare il più possibile il sollevamento di polveri durante le operazioni di scavo, deposito e carico del materiale di scavo, e nel dispositivo degli atti di determinazione è stato prescritto di umidificare il fronte di scavo per garantire un elevato grado di tutela ambientale e la pulizia delle strade interessate dal passaggio dei mezzi di trasporto. Il 18 ottobre 2012 i tecnici del Servizio Adempimenti Ambientali hanno fatto un sopralluogo presso il cantiere e non hanno rilevato la presenza di polveri, sia internamente che esternamente, ed hanno riscontrato una buona pulizia in corrispondenza delle strade interessate dal passaggio dei mezzi movimento terra. Inoltre, si informa che ad agosto il cantiere è stato oggetto di verifica da parte del Corpo di Polizia Municipale, che non ha comunicato problematiche legate alle polveri derivanti dalle operazioni da scavo". Per quanto riguarda il terzo punto dell'interpellanza relativo alla colonia di lepri selvatiche - non ci facciamo mancare nulla -, la risposta è del Servizio Tutela Animali del Comune, che risponde in questo modo: "Sono state chieste informazioni alla Provincia che ha la competenza sulla tutela della fauna selvatica. L'Ufficio competente della Provincia aveva già ricevuto una segnalazione sulla presenza di una popolazione di mini lepri - c'è anche un nome in latino - ed ha compiuto un sopralluogo. Ha appurato che l'area dove vivono le lepri è solo momentaneamente occupata dalla terra di risulta degli scavi dei terreni. Al termine dei lavori sarà tolta per realizzare un'area verde destinata a parco che occuperà più del 50% del totale del terreno in questione". Quindi, la Provincia ritiene che, ad oggi, l'area non interessata dai lavori sia più che sufficiente per garantire la sussistenza degli animali selvatici presenti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per la risposta dettagliata e piuttosto lunga. Naturalmente, questa è un'operazione di trasformazione urbanistica che è stata decisa dal Consiglio Comunale precedente, quindi su cui noi non abbiamo mai avuto modo di esprimerci. Devo ammettere che, forse, è anche un po' inutile parlarne adesso e discutere se sia utile o meno, però, essendo nato e cresciuto in quella zona, sottolineo che quello era veramente uno degli ultimi angoli verdi di tipo selvatico, cioè prati su cui non si è mai costruito, e c'erano addirittura degli animali selvatici, per cui mi dispiace un po' vederlo finire sotto le ruspe per costruire dei palazzi ed un centro commerciale. Quindi, arrivando a questo punto, anche su sollecitazione degli abitanti della zona, abbiamo chiesto intanto che garanzie vi fossero per la vivibilità di chi abita lì e poi dei chiarimenti su questa vicenda della rimodulazione dei volumi, perché, chiaramente, il primo progetto prevedeva questo palazzo di 9 piani - mi pare - su corso Francia, davanti alle case esistenti, ma, detto che non esiste un diritto per chi è andato ad abitare lì prima di mantenere la vista all'infinito e di non veder mai costruire nulla davanti al suo palazzo, riteniamo che sarebbe stato meglio se si fosse potuto ridurre un po' l'impatto visivo ed estetico di questo intervento. Quando arriverà il nuovo progetto alla Variante al Piano Regolatore valuteremo se sarà migliorativo o peggiorativo e, se avrà un impatto positivo sull'estetica e sulla distribuzione dei volumi della zona, non potremo che essere contenti, anche se, da quello che ho capito, mi sembra che stiamo di nuovo aumentando la percentuale di residenziale, quindi stiamo costruendo un po' più palazzi e un po' meno servizi ed altro. Comunque, valuteremo quando arriverà la nuova Variante. A noi interessa capire che per tutta la durata dei lavori si riesca a garantire la vivibilità della zona per gli abitanti umani ed animali (insomma, tutti quelli che ci sono dentro) e, poi, quando arriverà la nuova Variante valuteremo se continuare la discussione ed esprimere un giudizio un po' più dettagliato. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |