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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Novembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-03137
FONDAZIONE PER LE ATTIVITA' MUSICALI. MODIFICHE IN FONDAZIONE PER LA CULTURA ONLUS. STATUTO. MODIFICHE. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201203137/045,
presentata dalla Giunta Comunale in data 19 giugno 2012, avente per oggetto:
"Fondazione per le attività musicali. Statuto. Modifiche. Approvazione".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 30/10/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Com'è noto, negli ultimi anni, la nostra Città ha prodotto uno sforzo importante sul
piano degli avvenimenti culturali che, credo, sia sotto gli occhi di tutti e ha portato
Torino a salire nel ranking delle città anche più visitate dal punto di vista turistico,
con l'indubbio ritorno anche sul suo settore economico.
È altresì vero che, ovviamente, l'investimento in cultura, che è stato fortemente
sostenuto da un'iniziativa pubblica, risente - come peraltro credo sia noto a tutto il
Consiglio - di una difficile congiuntura di carattere economico, che non consente,
ovviamente, di immaginare che da parte delle Pubbliche Amministrazioni si possa,
con continuità, trovare tutte le risorse necessarie affinché questo sforzo possa
proseguire nel tempo ed essere ulteriormente consolidato.
Per questo motivo, noi abbiamo ragionato, fin dall'inizio del nostro mandato, sulla
necessità di dover trovare uno strumento che nella trasparenza e nell'equilibrio
dovuto tra la ricerca di partner di natura privata, ci consenta un concorso di risorse
tra le finanze pubbliche e dei proventi da parte delle aziende in modo particolare.
Ovviamente, abbiamo molto pensato a quale potesse essere lo strumento. Abbiamo
ritenuto anche che fosse inutile immaginare di creare un'ulteriore struttura,
istituzione, deputata a questo compito e, alla fine, abbiamo pensato che fosse utile
riformare una fondazione, quella per le attività musicali, già presente nel nostro
ordinamento, cercando di rivederne lo Statuto e cercando di affidare,
sostanzialmente, a questa Fondazione riformata, tre tipi di attività.
La prima, coadiuvare l'Amministrazione pubblica nell'organizzazione degli eventi
culturali, la seconda cercare di incontrare ovviamente più soggetti possibili sul
mercato, parlo di aziende, per cercare ovviamente di fidelizzarle alle nostre rispettive
culturali e di cercare di realizzare delle vere e proprie partnership che ci consentano
ovviamente di raggiungere l'obiettivo da cui sono partito.
La terza gamba di attività di cui si dovrebbe occupare questa nuova Fondazione,
invece, grazie alla sua caratteristica anche di Onlus, quella di avviare anche degli
strumenti che la legislazione attuale consente di adottare, per la ricerca ovviamente
anche di finanziamenti da privati cittadini, quello che normalmente viene definito il
mecenatismo individuale.
Questo insieme di attività hanno portato a sviluppare ovviamente un dibattito, io
vorrei qui ringraziare anche pubblicamente quanti di voi hanno partecipato alle
sedute, tanto della I quanto della V Commissione a svolgere, credo, un lavoro molto
attento sul testo che oggi è alla vostra osservazione per tentare costruttivamente di
dotarci di questo strumento.
Molte delle osservazioni che i Consiglieri hanno voluto porre all'attenzione, sono
state fatte proprie dalla Giunta, che li ha assunti come punti nodali proprio nel
tentativo di costruire una casa di vetro, perché obiettivamente noi dobbiamo cercare
di essere, a maggior ragione nel momento in cui andiamo ad innescare un rapporto
anche con aziende, dobbiamo cercare di mantenere ovviamente un impianto di
assoluta trasparenza, che io mi auguro possa farci perseguire nella chiarezza di
obiettivi da cui siamo partiti.
Per questo motivo, abbiamo cercato fino a poche ore fa di armonizzare ovviamente le
rispettive posizioni e credo che siamo arrivati ad un lavoro di sintesi grazie a questo
lavoro e a questo colloquio che ben può rappresentare l'equilibrio necessario tra
l'esigenza che Torino ha di avere, anche da parte della ricerca di sponsor e di
mecenatismo individuale, risorse aggiuntive per continuare a sostenere lo slancio
della nostra città e, io mi auguro, a prefigurare anche nei prossimi anni in questo
modo le risorse necessarie a sostenere quella che è diventata di fatto una delle leve
principali del successo della nostra città.
Proprio oggi, come avrete modo di constatare nei prossimi giorni, abbiamo avuto
informazioni anche di ricerche recenti, che indicano la nostra città nel ranking delle
città europee come le città che stanno registrando una nuova e importante
valutazione dal punto di vista turistico. E questo ovviamente va a merito di quanto
l'Amministrazione ha fatto nelle Amministrazioni precedenti, di quanto noi abbiamo
intenzione di continuare a fare perché questo può effettivamente rappresentare uno
degli elementi di speranza della nostra Città anche nella sua riqualificazione.
Per questo motivo - ripeto - ringrazio tutti coloro che finora hanno partecipato
attivamente a questo dibattito e mi auguro che l'Aula possa deliberare, mettendosi
nella condizione di poter strutturare bene questa ricerca, ripeto, garantendo la
massima trasparenza possibile, come è giusto che sia.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Possiamo aprire il dibattito sulla proposta di deliberazione. Ricordo i tempi di
intervento, un Consigliere per Gruppo 10 minuti, gli altri 5 minuti.
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Faccio una piccola premessa. Visto che durante il mio intervento farò riferimento a
dei documenti, dico solo ai Consiglieri che sono interessati a leggerli che sono lì al
primo banco.
Oggi siamo chiamati, Assessore, apparentemente ad approvare delle semplici
modifiche allo Statuto di una Fondazione già esistente da anni, la Fondazione per le
Attività Musicali che organizza ogni anno "MiTo settembre musica".
Sì, ha capito bene Assessore, apparentemente, e ci tengo a puntualizzarlo, questo
passaggio di Aula infatti è ben di più e ha una centralità decisiva nella vita di questa
Giunta e del nostro Comune.
Nemmeno sei mesi fa lei, Sindaco, e lei, caro Assessore - mi rivolgo ad entrambi -
avete presentato a quest'Aula un Bilancio Previsionale per l'anno in corso e la
maggioranza di quest'Aula ve l'ha approvato, indicando delle linee guida ben precise
che avreste seguito. Tali linee sono espresse per l'attività di competenza
dell'Assessore Braccialarghe dal Capitolo di Bilancio del Settore della Cultura ed in
particolare dalla marcata impronta che lei, Assessore, ha voluto dare ad esso.
Esiste infatti un capitolo, che lei sicuramente conosce bene, 19900 articolo 2, che lei
ha voluto incrementare in modo spropositato, portandolo a ben 4 milioni e mezzo di
Euro.
Sì, Sindaco e Assessore, voi avete stimato che, secondo i principi di unità, annualità,
universalità, integrità, veridicità e attendibilità, la Città di Torino introitasse per
l'anno 2012 ben 4 milioni e mezzo di Euro da parte di soggetti privati che volessero
sponsorizzare manifestazioni, attività culturali, artistiche e musicali. Così recita
infatti la descrizione del Capitolo di Bilancio citato, che lei, e voi, sicuramente
conoscete bene.
Ebbene, e mi rivolgo ai Consiglieri, siamo a novembre e credo che sappiate quanto è
stato accertato su quel capitolo. Nulla. E quanto verrà accertato su questa voce di
entrata per la fine dell'anno? Probabilmente nulla.
Qualcosa non torna. Sappiamo tutti infatti che queste risorse sono arrivate, famosi
sponsor privati hanno versato laute somme, e questi soldi dove sono finiti, a fronte di
un capitolo di entrata che rimane tristemente a zero?
Come un puzzle che lentamente prende forma, abbiamo riletto in questa luce un
articolo apparso su "Il Giornale del Piemonte" il 10 ottobre scorso in cui veniva detto
che vi sarebbero delle lettere firmate dall'Assessore Braccialarghe - e forse qualcuna
anche dal Sindaco, non lo so - con le quali veniva esplicitamente chiesto agli sponsor
di versare questi soldi non nelle casse comunali, ma direttamente alla FAM.
Allora le previsioni di Bilancio erano corrette, effettivamente queste risorse esistono.
Perché dunque il Capitolo di Bilancio creato apposta è vuoto? Perché queste risorse
sono state dirottate su indicazione dell'Assessore - se mi confermerà, non lo so, ho
letto dai giornali - dalle casse pubbliche al conto corrente di un soggetto privato? A
che titolo lei Assessore, a nome della Città, decide autonomamente di non far
transitare queste risorse dalla Città, come peraltro previsto a Bilancio, almeno da
quello che è stato approvato dal Consiglio Comunale?
Lo sappiamo che le spese sono vincolate alla realizzazione delle entrate, per cui
l'effetto sul Bilancio - lo dico già io - in termini di saldo è pari a zero. Ma perché non
introitarli come Città e poi, tramite le voci di spesa collegata al Capitolo di entrata,
utilizzarle per l'organizzazione di eventi? Iter che sarebbe stato quello corretto, a mio
avviso, in linea con quanto sempre fatto e con quanto previsto a Bilancio. I due
Capitoli di spesa sono, infatti, indicati a Bilancio ovviamente coerentemente con la
voce di entrata.
Tento di formulare un'ipotesi. Perché l'erogazione del contributo del soggetto
pubblico, Comune di Torino, al soggetto privato FAM avrebbe obbligato al rispetto
di quelle regole di trasparenza, che invece non diventano obbligatorie nel caso in cui
l'erogazione avvenga dal soggetto privato Fondazione? Con la sua scelta
consapevole - e ci tengo a precisarlo, Assessore - questo soggetto, la FAM, di cui voi
oggi volete che quest'Aula modifichi lo Statuto, li ha poi spesi per iniziative della
Città di Torino creando di fatto, a mio avviso, una contabilità parallela.
Sempre dagli organi di stampa abbiamo appreso che il "Festival Jazz" per
quell'evento, evento voluto da lei, Assessore, è stata incaricata l'ormai celebre
"Punto Rec" per la registrazione dei concerti, pagata con quei fondi che, per sua
scelta, non sono passati dal Comune.
È già la seconda volta, Assessore, che le chiediamo spiegazioni su come sia avvenuto
quell'affidamento, in base a quali criteri di trasparenza e a quanto ammontasse la
commessa. Ad oggi non è pervenuta risposta.
La dottoressa Martina ha commesso, se così possiamo dire, la leggerezza di firmare
una determina a favore di suo figlio, ma lei a mio avviso ha fatto ben di peggio, ha
impedito che questi soldi entrassero nel capitolo del Comune eliminando all'origine,
in modo più o meno consapevole - non sto parlando ovviamente di malafede - tutta
una serie di controlli pubblici.
Assessore, si rende conto - almeno io la penso così - che questa operazione di certo
non si distingue per trasparenza, chiarezza, e che getta a mio avviso un'ulteriore
ombra su come questa Amministrazione vuole gestire gli affidamenti della Cultura?
E mi auguro sinceramente che questa volontà sia esclusivamente sua, Assessore.
Ritengo sarebbe di una gravità inaudita, come accennavano alcuni giornali, trovare
oltre alla firma dell'Assessore Braccialarghe, anche quella del Sindaco in fondo a
qualcuna di queste famose lettere. Questo dimostrerebbe la piena intenzionalità da
parte vostra nel perseguire questa condotta.
Ma non è finita qui, c'è ben di più. Lei, Assessore Braccialarghe... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Io non l'ho interrotta, non la interrompo mentre parla,
chiedo alla Presidenza di lasciarmi intervenire, finire il mio intervento con
tranquillità. Grazie.
Ma non è finita qui, c'è ben di più. Lei, Assessore Braccialarghe, ha dichiarato su
"La Repubblica" del 10 ottobre scorso che: "È la FAM che ha organizzato gli eventi,
che ha preso le risorse per farlo da privati". A mio avviso, non ce la racconta giusta.
Queste risorse non sono state cercate dalla FAM, ma da lei, ed erano destinate alla
Città di Torino. E queste risorse, caro Assessore, sono state gestite dal suo
Assessorato e non dalla FAM. E non sono io a dirlo, ma il notaio Chianale - lo vedete
nei documenti che vi ho lasciato - che nella sua lettera di dimissioni del 24 ottobre
scrive testualmente: "Confesso che le varie altre nuove attività già assunte dalla
FAM quali 'Torino Jazz Festival', 'Biennale per la democrazia', 'City young', 'Oltre
i limiti', diverse da 'MiTo settembre musica', mi pongono e pongono anche agli altri
Consiglieri qualche difficoltà, non avendo contezza diretta delle fasi organizzative,
pur egregiamente svolte dall'Assessorato, la FAM non ha un ruolo effettivo in esse".
Vi rendete conto che non sono parole mie, Chiara Appendino, un Consigliere di
opposizione, ma del suo ex Presidente? Che di fatto sta gestendo e dicendo
chiaramente che la FAM è un paravento.
Voi oggi chiamate quest'Aula non a modificare uno Statuto, come vorreste far
pensare, ma a legittimare tutte le operazioni che ad oggi la FAM hanno svolto senza
averne titolo, e noi dovremmo essere complici delle vostre azioni finalizzate a
privare l'Ente Comune di Torino di circa 4 milioni di Euro? No, noi a questo gioco
non ci stiamo.
Signor Sindaco, signor Assessore, non sono in grado di dirvi se i fatti costituiscano
illecito, lo farà chi di dovere, quello che è certo, però, è che dopo le dimissioni di
Anna Martina, non solo io, ma tutti i torinesi si sarebbero aspettati un segno di
discontinuità sulla gestione dei soldi pubblici e invece, come se nulla fosse,
continuate a passo spedito sulla vostra strada e se ne ha il coraggio, Assessore, ci
dica che è pura casualità che la "Punto Rec" abbia lavorato per il "Jazz Festival",
come dimostra quel video, o magari dovremmo iniziare a credere all'ex Sindaco ed
ex Presidente del TOROC, Castellani, che ha dichiarato che a Torino lavorano
sempre gli amici degli amici, perché la città non è grandissima?
Concludo augurandomi che i Colleghi Consiglieri, ascoltate queste parole, vi
chiedano indipendentemente dalla propria appartenenza politica, con voce unanime,
di sospendere la discussione in merito a questa deliberazione.
A lei, Assessore, invece, propongo una riflessione, dirottare fondi destinati al
Comune a soggetti esterni è davvero il meglio che ha da offrire questa città?

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassiani. Come Presidente della V Commissione ha 5
minuti.

CASSIANI Luca
Grazie Presidente, grazie Assessore. Io, a differenza del Consigliere Appendino, ho
una valutazione diversa e credo che anche il Consigliere Appendino debba dare atto
del percorso che abbiamo fatto in Commissione, di cui parlava prima l'Assessore.
Anche questa delibera, come capitato in quella precedente, ha subito un lungo iter di
discussione, che parte addirittura dall'aprile di quest'anno, nella quale la delibera
viene in qualche modo discussa e presentata in preventiva alla Commissione, poi a
causa della vicenda riguardante la spending review, viene sospesa nelle more
dell'estate, per poi essere di nuovo portata all'attenzione della Commissione durante
il periodo da settembre in poi e giunge oggi alla discussione dell'Aula.
Come vedete, la delibera ha subito un iter importante che ha visto i Consiglieri
protagonisti, tra i quali anche il Consigliere Appendino, e io la vicenda della
complicità significa che in qualche modo c'è qualche vicenda che non va, perché
essere complici di qualcosa, significa in qualche modo presupporre che ci sia un
reato.
Ora, io ritengo che non ci sia nessuna complicità in un reato, ma ci sia una volontà
comune espressa in questa Commissione da parte di tutti, maggioranza e
opposizione, di dare all'Assessore che ha recepito moltissime delle questioni poste,
una serie di strumenti per migliorare il testo della delibera. E non soltanto il testo
della delibera, ma anche il testo dello Statuto, perché per la prima volta noi non
soltanto abbiamo discusso di modificare la delibera nelle sue caratteristiche
fondamentali nella narrativa, ma siamo entrati nel merito specifico dello Statuto.
A questo proposito, il ringraziamento, non è un ringraziamento formale e non va
soltanto agli amici e Colleghi del mio Gruppo, in particolare ricordo, e voglio citarli
per l'impegno che hanno profuso, il Consigliere Paolino e il Consigliere Ventura, ma
va anche a tanti altri Consiglieri, a partire dal Consigliere Grimaldi, Consigliere
Sbriglio, Consigliere Levi-Montalcini, che hanno apportato modifiche non soltanto
emendative, ma anche nella discussione.
Ora, Consigliere Appendino, io ritengo questo, glielo dico, ma voglio proprio che
questa cosa qui rimanga a verbale, ma nella chiarezza con la quale lei ha tirato fuori e
ha detto delle cose, secondo me, anche un po' improvvide, che sia meglio questa
definizione che il Consiglio si appresta a votare rispetto a quella precedente, perché
la FAM aveva, e la questione possiamo, guardi, se avessi tempo, le racconterei come
è nata la FAM, in quali occasioni, con quali contrasti da parte dell'allora
maggioranza, il Consigliere Grimaldi mi è testimone, nella quale mettevamo assieme
l'Amministrazione Comunale, una banca, una Fondazione, la vecchia Unione
musicale che tirammo fuori all'ultimo momento, perché in qualche modo rischiava di
scomparire. Ci sarebbe un lungo iter di discussione da fare su questo tema.
Ovviamente, la discussione è stata fatta in discussione, spero che lei possa rivedere i
verbali.
Io credo che, invece, una fondazione Onlus, che possa, in modo trasparente, avere la
disponibilità di ricevere fondi, donazioni, sponsorizzazioni e abbia il diritto di essere
presente sul mercato, ma in modo trasparente e dia il diritto a tutti i Consiglieri
Comunali, alle Commissioni, di avere in Preventiva, ogni anno, il Bilancio di questa
fondazione, cosa che non avviene per altre fondazioni partecipate della Città, il
Bilancio Preventivo, il tipo di sponsorizzazioni che vengono presentate, chi le
presenta, per che cosa e quanto, queste, rappresentano in termini economici, sia un
passo avanti nei confronti della trasparenza di cui lei parlava.
Per cui, credo che rispetto a prima noi si sia fatto un grande passo avanti. Io spero
che di questo lei, non so se nella dichiarazione di voto, ma per onestà intellettuale
deve darne atto, perché la vicenda della FAM rispetto alla fondazione per le attività
culturali Onlus che andiamo ad approvare, ha una natura completamente diversa,
molto più trasparente e gli emendamenti che la Giunta, ma anche i Consiglieri, hanno
presentato, fanno sì che questa fondazione sia una fondazione di cristallo, nella quale
il Consiglio Comunale, le Commissioni competenti - l'abbiamo emendato, l'abbiamo
chiesto - possano, in qualsiasi momento, intervenire, chiedere documentazione, far
venire l'Assessore che ci racconta, in Preventiva l'anno precedente presentare il
Bilancio di quello successivo, il Consuntivo e avere ogni informazione su qualsiasi
attività culturale.
Io non credo che ci siano altre fondazioni culturali, e non, partecipate della Città, con
questo grado di trasparenza. Se lei, poi, mi dice che dovremmo estendere questo tipo
di Statuto anche a quelle, io le dico: "Bene, partiamo da oggi". Ma guardi che le gare
d'appalto, le evidenze pubbliche che noi possiamo controllare direttamente, con
questo Statuto emendato, come verrà emendato e come lei potrà vedere, non ha
riscontro nella nostra Amministrazione.
Quindi io credo che se si poteva criticare, in qualche misura, la FAM, infatti il
Presidente, quando dice che la trasparenza non c'era, in qualche modo fa un
riferimento importante. Credo che attualmente, con questo Statuto che andiamo ad
emendare, tutti avranno la possibilità, indipendentemente dalle posizioni politiche,
lei avrà una posizione che le consentirà di criticare le scelte dell'Amministrazione,
ma nella piena legittimità dello strumento che ci siamo dati, una fondazione Onlus,
che lei mi insegna avere un tipo di caratteristiche e controlli da parte dell'Agenzia
delle Entrate sicuramente più stringenti di quelle del passato. E questa è una cosa che
in questo momento, io credo, soprattutto nel campo culturale, è molto importante per
il Consiglio Comunale, per la Città e credo che questo sarà un modello che molti
seguiranno.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Questa proposta di deliberazione, come è già stato ricordato dal Presidente Cassiani,
che ringrazio anch'io, perché con grande passione cerca di mettere insieme il lavoro
e il contributo di tutti i Consiglieri che frequentano con attenzione i lavori della V
Commissione, è ben diversa rispetto a quella che ci è stata presentata molti mesi fa in
Commissione, in preventiva, che - secondo me, ho avuto già occasione di dirlo -
forse allora, un po' frettolosamente, era stata subito approvata dalla Giunta, senza
tener conto, o comunque mettendo giù un testo che, già da subito, avevamo inteso
poter modificare in maniera significativa.
Vede, Consigliere Appendino, lei ci dice le cifre messe nel Bilancio di quest'anno;
sappiamo le cifre dei bilanci in consuntivo negli anni precedenti. Con quel sistema lì,
non arrivano sponsorizzazioni alle iniziative della Città. Allora, c'è bisogno di uno
strumento agile, adeguato alle normative, adeguato ai tempi, perché ci sia un
contributo, da parte dei privati, alle iniziative culturali che noi vogliamo realizzare
nella città.
Però, perché questo avvenga, deve esserci quella che l'Assessore Braccialarghe
chiamava casa di vetro, cioè ci vuole una trasparenza tale, perché noi gestiamo soldi
per conto della Città e per conto dei cittadini, gestiamo soldi pubblici e, in quel caso,
anche soldi privati, che devono essere gestiti con la massima trasparenza e dando
anche la possibilità al Consiglio di esercitare, in tutto e per tutto, il proprio ruolo di
indirizzo e controllo, anche se su uno strumento esterno alla macchina comunale nel
suo insieme.
Noi avevamo proposto - e ci fa piacere che siano stati accolti - una serie di
emendamenti, che sostanzialmente dicevano tre cose: la prima era che l'indirizzo
rimane in capo al Consiglio. È il Consiglio Comunale che, una volta all'anno, nel
lavoro di Commissione, definisce, insieme alla Giunta e insieme a tutti i protagonisti,
qual è l'indirizzo delle attività culturali che la Fondazione che andiamo a modificare
deve realizzare e sul quale deve trovare delle partnership e delle sponsorizzazioni.
Il controllo deve poter essere esercitato come se si trattasse esattamente del Comune,
con una possibilità di accesso agli atti e una serie di informazioni e abbiamo chiesto
che queste informazioni vengano date preventivamente, senza che qualche
Consigliere le debba richiedere.
Le altre due norme, che avevamo già proposto ad aprile (quindi prima che si aprisse
tutta la vicenda del cosiddetto CD), erano che, per quanto riguarda le assunzioni, si
debba prima verificare se all'interno della macchina comunale ci siano figure
professionali che possano andare a ricoprire determinati ruoli, oppure, se queste
figure non ci sono all'interno della macchina comunale, che ci siano degli atti di
evidenza pubblica. Non è possibile chiamare direttamente persone, senza che gli altri
l'abbiano saputo.
Non è attraverso la conoscenza di qualcuno che si va a lavorare per le fondazioni che
esercitano competenze in nome e per conto del Consiglio Comunale, ma sulla base
delle capacità che le persone hanno e che gli vengono riconosciute.
Questa era per noi una norma molto importante ed è stata riconosciuta.
La terza questione è legata alle forniture di beni e servizi. Per le forniture di beni e
servizi di una fondazione, anche se la Legge glielo consente, si applicano, in ogni
caso, le stesse norme che applica il Comune di Torino.
Io credo che questo fosse, in qualche modo, già nella testa di chi ha definito questa
deliberazione, ma noi abbiamo voluto metterlo per iscritto e l'abbiamo detto molto
tempo prima che ci fossero altre vicende, perché queste sono le linee alle quali ci
ispiriamo.
Noi facciamo questo sforzo perché pensiamo che non si debbano spegnere le luci
dell'offerta culturale che, in questi anni, la Città di Torino ha saputo dare su livelli
molto alti, crediamo che lo si debba fare con strumenti adeguati e che lo si possa
fare, in questo caso, senza togliere risorse, o senza scatenare una guerra tra poveri, se
dobbiamo spendere sul welfare o dobbiamo spendere sulla cultura. La cultura ha le
potenzialità per trovare le risorse.
Con queste regole, che - ci fa piacere - sono state accolte, possiamo continuare a dare
un alto livello di offerta culturale, ma mantenendo quello che è il modo di essere di
un'Amministrazione Pubblica, con grande trasparenza e con grande disponibilità al
confronto all'interno del Consiglio Comunale.
Un'ultima cosa. So che il Sindaco è molto sensibile ed è molto disponibile su questo
tema; noi oggi lo facciamo sostanzialmente per una nuova fondazione, che, per una
serie di ragioni, è la trasformazione di FAM, ma si va a configurare come una nuova
fondazione. Io sono certo che la Giunta si farà portavoce presso le fondazioni in
essere (per esempio Parco Olimpico, Torino Musei, Fiera del Libro), perché queste
norme, queste tre regolette molto semplici, molto chiare e molto qualificanti,
vengano, in qualche modo, tenute in considerazione anche dalle fondazioni in essere.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io ci tengo a partire sull'onda di una metafora che ha già trovato fortuna in due
interventi della maggioranza, ovvero la Fondazione casa di cristallo, casa di vetro. È
una metafora affascinante, però i vetri o li si tiene belli puliti o, se li teniamo in
stanze polverose, rischiano di diventare opachi in fretta.
Io ammetto di non aver avuto modo di approfondire bene la questione in
Commissione, per cui non pretendo di dare giudizi, rispetto ad altri temi sui quali
normalmente sono preparato. Tuttavia, anche solo basandomi sull'intervento
dell'Assessore che l'ha illustrata e su quello del Presidente della Commissione
competente, da quanto ho capito, qui si tratta di un'operazione sostanziale di
esternalizzazione, quantomeno di certe funzioni.
Non riuscirete mai a convincermi del fatto che un processo che avviene all'interno
della macchina comunale, in modo virtuoso o meno virtuoso (perché su questo si
potrebbe anche aprire un dibattito interessante e senza dogmi), sia meno soggetto a
controlli di esponenti democraticamente eletti di quest'Aula - e quindi il contributo
di rappresentanza popolare democratica all'interno della macchina burocratica o che
si relaziona con la macchina burocratica - rispetto, invece, all'esternalizzazione ad un
Ente che è esterno.
Per cui, mi si possono ricordare - e mi fa piacere - tutti gli elementi che da Statuto, o
anche da Statuto del Consiglio, consentono i controlli, però se io mi devo basare
sulla mia esperienza finora maturata sul rapporto di controllo e di indirizzo del
Consiglio Comunale e delle sue Commissioni verso Enti esterni, io sinceramente,
senza muovere rimproveri a nessuno, perché vale per tutte le Commissioni, e se ci
fossi io a quelle Presidenze non credo di poter garantire esiti diversi, ma
oggettivamente è sempre stato puramente formale, perché di fatto nella migliore
delle ipotesi sui controlli preventivi ci facciamo illustrare programmi già decisi a
scatola chiusa con le brochure già stampate, spesso nei giorni successivi alle
presentazioni ai media in conferenza stampa, quindi il controllo preventivo pressoché
assente.
Per quanto riguarda il controllo successivo, se va bene convochiamo i vertici di
questi Enti e, quando si cerca di entrare troppo addentro alle questioni contabili,
spesso prima o poi da qualche esponente della maggioranza scatta l'allarme al
processo, perché non bisogna processare le associazioni, le fondazioni e le società.
Allora, vedete, mi spiace, ma non mi convincerete mai - parlo a titolo personale - del
fatto che mettere al di fuori del Comune favorisca la trasparenza e la partecipazione
al ruolo del controllo, perché secondo me, purtroppo, questa considerazione fa a
pugni con la logica semplicemente, prescinde dalla politica.
Concludendo, voglio però fare un passaggio su quanto affermato dal Consigliere
Appendino, ma per un semplice fatto: dopo una serie di critiche così incisive e anche
pesanti, mi aspettavo una levata di scudi furibonda dalla maggioranza, invece sento
un po' di freddo, sento un po' di titubanza.
Allora sinceramente, posto che penso che magari poi saranno il Sindaco (che vedo,
invece, più caldo) e l'Assessore Braccialarghe a replicare su questi passaggi, io dico
solo una cosa: se è vero - perché poi chiaramente le cose vanno dimostrate - che ci
sono stati degli atti di impulso, da parte di membri della Giunta o dal capo della
Giunta, a stornare dei finanziamenti ipoteticamente diretti al Comune a soggetti
esterni, allora qui non si sta più parlando dello Statuto di FAM...

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

MARRONE Maurizio
Io ho detto "se".

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

MARRONE Maurizio
Allora, posto che ringrazio il Presidente se impedirà al Sindaco di minacciarmi di
misure legali...

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

LEVI Marta (Vicepresidente)
No, per cortesia...

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

MARRONE Maurizio
Sì, ma se ha sentito il mio intervento, signor Sindaco, io ho detto: "Se venisse
provato, perché va provato...", perché i periodi ipotetici hanno questa particolarità di
avere anche il "se", allora...

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

LEVI Marta (Vicepresidente)
Per cortesia, Sindaco, poi le do la parola.

MARRONE Maurizio
Non so. C'è una direzione di questi lavori? Non lo so.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Sì, c'è.

MARRONE Maurizio
Mi farebbe piacere che ci fosse, sinceramente, se no continuiamo questo ping-pong
con il Sindaco, se si controlla.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Preferirei di no.

MARRONE Maurizio
Quello che dico è che è stato detto non da chicchessia, ma da un Consigliere eletto,
che incidentalmente è anche Vicepresidente della Commissione Bilancio, perché è
anche così (perché poi facciamo queste aperture alle opposizioni, i ruoli poi ci sono),
bene o male, si tratta di accuse ben precise.
Ora, sinceramente io non sono a conoscenza di queste accuse, ma non posso fare a
meno di dire che non è stata fatta alcuna replica dai banchi della maggioranza su
questo.
Ora, visto che sono accuse talmente gravi - cosa che non auspico -, o queste accuse
vengono smentite, magari addirittura, come minacciava fuori verbale il Sindaco, in
sede legale, allora lì si accerterà l'esistenza o l'inesistenza di queste pressioni, o se
no sinceramente io mantengo le mie preoccupazioni, perché allora altro che
trasparenza!
Quindi, io sinceramente intervengo apposta per sollecitare un chiarimento - visto che
poi tutti parliamo a verbale e scripta manent - rispetto a quanto è stato detto, perché è
stato detto qualcosa di molto grave, tra l'altro sotto il profilo contabile, non stiamo
neanche più parlando di politiche culturali, di strategie di politiche culturali.
Quindi, io sinceramente auspico veramente che, al di là del nervosismo, legittimo o
meno, ci siano delle risposte di merito su quello che è stato detto da parte della
Giunta, perché, se invece si girerà intorno e non ci sarà una secca smentita, allora
sinceramente io mantengo una grande preoccupazione non sulla modifica dello
Statuto, ma in generale sulla gestione di tutte le politiche culturali di questa Città,
perché si mette in discussione, ho sentito mettere in discussione l'esistenza e la
funzionalità stessa dell'Assessorato alla Cultura.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Comunque, va da sé che la Giunta replica alla fine e anche il Sindaco, quindi viene
complicato pensare che la replica sulle affermazioni fatte dal Consigliere Appendino
venga fatta prima della conclusione degli interventi da parte dei Consiglieri.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Devo dire la verità, sono un po' allibito sia dai toni che dall'oggetto della
discussione.
Mi darà atto chi era in Consiglio in precedenza - lo ricordava il Consigliere Cassiani,
lo potrebbero dire il Consigliere Levi-Montalcini e il Consigliere Centillo - che non
ho condiviso dalla nascita il senso di questa Fondazione; pensavo che fosse
l'ennesimo gesto di politica culturale non organizzata per quelle che dovevano essere
le finalità dell'Assessorato alla Cultura, cioè era la classica Fondazione che nasceva
ad hoc per costruire, anzi, per organizzare e progettare un evento culturale.
Allora, secondo me così è stato per la FAM - sto parlando della FAM esistente, non
di quella che ci stiamo accingendo a modificare -, tra l'altro con un errore, secondo
me, tecnico e politico di chiedere ad uno sponsor di venire dentro un Consiglio
d'Amministrazione, quindi bloccando, tra l'altro, la possibilità di altri sponsor di
sostenere questo tipo di opera.
È qui che entra un po' in cortocircuito quello che ho sentito dire anche dal
Consigliere Appendino. Io chiedo formalmente al Consigliere Appendino, ma anche
al Presidente Cassiani e al Presidente Carbonero, che non è in Aula, di verificare in
Controllo di Gestione più V se ci fossero delle negligenze da parte di questo Ente.
Cosa diversa è, se ci sono state delle cose che non vanno nella trasparenza,
nell'efficienza, nella produttività di questa Fondazione, dire che l'importante è
sospendere questo atto. No! L'importante è entrare nel merito di questo atto ed
entrare nel merito di quello che non ha funzionato in quella Fondazione, perché il
principio è proprio sbagliato: le Fondazioni devono servire come collettore di
energie, risorse, professionalità, competenze e, come è successo per il Museo del
Cinema, devono organizzare, in termini intelligenti e razionali, le attività culturali,
senza togliere il meccanismo di evidenza pubblica, senza togliere la direzione
artistica a chi di dovere.
Pensate al Museo del Cinema: ha tanti festival sotto di sé, eppure ognuno ha la sua
direzione artistica ed hanno razionalizzato la parte organizzativa e la parte di
comunicazione.
Ecco, se la FAM servisse anche solo a ricevere fondi da privati, Consigliere
Appendino, non che andrebbero al Comune di Torino, perché, se vanno al Comune
di Torino, facciamo male a darli alla FAM. Se sono privati che vogliono sostenere le
iniziative della Città di Torino, allora facciamo male a darli alla FAM.
Ed è lì l'altra discussione che abbiamo avuto con l'Assessore Braccialarghe - e
ringrazio ovviamente i Consiglieri Paolino, Ventura e ovviamente il Presidente
Cassiani e i Consiglieri Sbriglio e Levi-Montalcini -, il punto è il perimetro.
Guardate che la percezione più sbagliata è l'idea che noi facciamo una Fondazione
per sostenere i nostri festival. Capiamoci, che cosa sono i nostri festival? Quelli fatti
da noi sono i nostri festival e quelli fatti dall'Associazione sono i festival degli altri?
Allora, il perimetro è l'intero palinsesto della Città di Torino e io credo che su questo
ci siamo chiariti.
In un momento di difficoltà economica, in cui è più difficile dare contributi diretti
alle associazioni, agli Enti, eccetera, che organizzano il nostro palinsesto culturale
(uso palinsesto, ovviamente, citando l'Assessore), è per loro che noi dobbiamo
organizzare una Fondazione che fa fundraising, è per loro che dobbiamo organizzare
una Fondazione che sappia unire gli strumenti che ci sono nel privato e che il
Pubblico non ha, con i soldi che nel privato ci sono e che il Pubblico non ha.
Allora, per questo io dico al Consigliere Appendino: guardate, se c'è stato un uso
improprio di questa Fondazione in questi mesi, sarà bene sospendere. Se questa
Fondazione ha iniziato a fare cose che dovrebbe fare in futuro, senza avere quegli
strumenti, è forse il caso di accelerare su questo cambiamento.
Allora lì arrivo al merito dei nostri emendamenti. Guardate, in un subemendamento
(poi chiariremo quando li discuteremo uno ad uno) c'era un distinguo: la richiesta di
professionalità la facciamo, ma la facciamo non per i professionisti. No, guardate, la
richiesta di professionalità interna facciamola per tutti, poi è chiaro che non ci
saranno il responsabile dei benchmark della cultura o del fundraising, magari non lo
troveremo dentro il Comune e a quel punto, viste le normative attuali, la Fondazione
farà quello che deve fare, dopo che la stazione appaltante/la Città di Torino, in
qualche modo, farà la sua ricerca di professionalità interna.
Se ci capiamo, forse questo è uno strumento utile per capire se - lo diceva prima il
Consigliere Cassiani - anche nel altre Fondazioni funzionano esattamente così.
Sarà ben venuto il momento di registrare alcune Fondazioni o forse riorganizzarle,
accorparle, anche perché forse alcuni hanno pensato di avere una Fondazione giusto
per il loro evento e non per la funzione pubblica che devono svolgere verso il
territorio?
Non sono stati tutti così bravi come il Museo del Cinema, come dicevo prima. Non
sono stati tutti così. Andiamo a vedere un po' di Fondazioni culturali, andiamo a
riorganizzarle, riformarle e ripensarle, così come abbiamo fatto in questi mesi.
Per quanto riguarda la vicenda dell'evidenza pubblica, guardate, lo dicevamo proprio
qualche mese fa, lo diceva bene il Consigliere Paolino, l'abbiamo tirata fuori un po'
prima che venisse fuori quel CD.
Allora, io credo che lo possa fare una Fondazione, così come lo può fare il Comune;
certo che ci sono degli affidamenti sotto soglia, infatti abbiamo chiesto non solo di
rispettare la normativa, ma di rispettare le nostre regole, quelle che ci siamo dati,
quelle che vedono 20.000,00 Euro sotto la soglia imposta dallo Stato, piuttosto che
dire che questa sarà la prima Fondazione che metterà, magari on-line, non solo quelli
a cui ha dato affidamento diretto, ma anche quelli che magari sono stati esclusi,
magari il preventivo che era più alto.
Io credo che queste sono opzioni politiche, oltre che amministrative, che noi
dobbiamo mettere in campo, lo dobbiamo fare per trasparenza, lo dobbiamo dire
perché non ci sono case di cristallo un po' più di cristallo. O la Pubblica
Amministrazione diventa così, o se no la gente e le Istituzioni in qualche modo
continueranno a divergere, continuerà ad allontanarsi.
Un'ultima cosa, se no rubo troppo tempo. Io credo che di professionisti lì fuori ce ne
siano tanti, però non vorrei che si dicesse che chi ha fatto bene il lavoro dentro la
cultura..., io ho in mente due o tre funzionari che in questi anni hanno svolto la
"Biennale della democrazia", per intenderci. Non sottovalutiamo il fatto che è vero
che le professionalità che mancano le potremmo trovare fuori, ma qui in questi anni
di crisi - perché la crisi c'è già da qualche anno, non so se ve ne siete accorti nel
mondo della cultura - c'è qualcuno, qualche funzionario pubblico che gli eventi se li
è fatti in casa. Quello che chiede a noi, amministratori, è di far sì che le loro
competenze possano essere messe nella condizione di poter agire. E io credo che il
distinguo sia chiaro.
Noi abbiamo detto che la stazione appaltante Città di Torino deve fare un Protocollo
d'intesa, di fatto (poi lo spiegherà meglio l'Assessore Braccialarghe), con questa
Fondazione per mettere le migliori pratiche, soprattutto se noi sappiamo ad inizio
anno che cosa vogliamo: 5 palchi, 8 mini stage, quella cosa lì si può fare prima.
Su tutto il resto ci vuole più rapidità. Io ve lo dico, io l'ho visto: per un funzionario
pubblico, dalla Città di Torino prenotare gli alberghi, il catering, eccetera, non è poi
così facile.
Allora, questa è la sfida culturale che lancio al Consigliere Appendino: vogliamo
rendere l'Amministrazione Comunale, in qualche modo, in grado di poter fare da
dentro? Sì, dobbiamo farlo. Non è che basta scaricare queste responsabilità su Enti
esterni! Non è che vogliamo Enti meno trasparenti, perché così quei funzionari
saranno più liberi di compiere scelte dirette. No! Entrambe le sfide vanno colte, sia
l'una che l'altra, però attenzione a non fare demagogia, perché un conto è dire che le
Fondazioni sono state poco trasparenti, un conto è dire che i funzionari che ci sono
stati dentro, in qualche modo, non hanno svolto appieno le loro funzioni.
Quindi io spero e auspico - e lo dico come ultima cosa - che l'Assessore
Braccialarghe si presenti in V Commissione a rivedere il punto iniziale che abbiamo
lanciato insieme, come maggioranza, cioè che all'inizio dell'anno, nel Bilancio
Preventivo, queste Fondazioni ci dicano il loro mandato. Questo sarà anche più
difficile, perché saranno poi i privati a decidere che cosa finanziare, ma noi il
palinsesto lo vogliamo vedere ad inizio anno per dire che i privati potranno scegliere:
potranno scegliere che cosa sostenere e che cosa no, ma ricordandoci che il pubblico
dovrà sostenere quello che magari i privati non sostengono, perché non tutto è
commercializzabile, non tutto è sponsorizzabile. E c'è un pezzo di cultura che la
paga due volte questa crisi, perché le politiche giovanili, che hanno fatto emergere
quella cultura nei punti più bui della nostra Città, non l'hanno fatto con le
sponsorizzazioni della Kinder Délice o della FIAT Group. Non funziona così!
Se la FAM serviva per prendere i soldi di Intesa Sanpaolo e di IREN, allora quella
Fondazione non serviva a niente e non servirà a niente. Se, invece, questa
Fondazione serve a finanziare non il palinsesto del sabato e della domenica, ma dal
lunedì, il martedì, il mercoledì pomeriggio, il giovedì pomeriggio, allora se questa
metafora è giusta, in termini televisivi, allora stiamo andando verso la direzione
giusta.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Io non entro in tutto il dibattito che c'è stato in Commissione, né sono
particolarmente interessato, perlomeno non in questa sede. Forse l'intervento del
Consigliere Appendino poteva essere un elemento di confronto in Commissione.
Chiaramente, avere questi interventi prima della votazione non rasserena il clima.
A me spiace che a quest'ora ci si innervosisca, perché poi questo danneggia la bontà
del dibattito.
Io l'ho espresso all'Assessore: sicuramente non sono mai stato così entusiasta di
questa Fondazione e non gliel'ho mai nascosto, sono sempre rimasto convinto del
fatto che queste funzioni potessero essere espresse direttamente dalla Città.
È stato un dibattito che ha avuto delle difficoltà iniziali, io ricordo un po' tutto l'iter
di questa Fondazione, però, sia per ragioni esterne, sia, forse, per qualche forzatura,
ha dato comunque un metodo importante e tutte le proposte che sono pervenute, in
questo caso, hanno comunque migliorato l'atto.
Indipendentemente dall'aspetto in sé e dalle competenze di questa Fondazione, credo
che comunque questo atto riporti sempre ai temi della trasparenza, ancora prima che
succedessero i fatti del famoso CD. Credo che la Commissione e il Consiglio
Comunale, su questi temi, abbiano espresso sempre valutazioni importanti, prima
ancora che poi ci fossero le situazioni che - ripeto - a me non hanno mai
entusiasmato, ma è giusto che ci sia la dovuta trasparenza.
Io in questo dibattito, grazie anche a tutti i Consiglieri, ho provato ad esprimere delle
proposte; l'ho fatto sotto forma di emendamento, ma, prima ancora di essere un
emendamento, sono stati elementi importanti e sostanziali che potevano avere una
valenza per modificare l'atto.
Mi spiace che, nell'accorpamento, siano stati accorpati anche i miei emendamenti,
perché potevano essere un elemento di discussione, soprattutto quando forse
discernere i vari emendamenti, perché sono di merito, l'accorpamento... ricordo che
la mozione di accorpamento nasce per evitare l'ostruzionismo e, in questo caso,
sicuramente non era ostruzionismo, anzi, erano elementi che credo la Giunta abbia
recepito in parte.
Io rimango ancora perplesso su alcuni aspetti (ne ho parlato anche con il Presidente
della Commissione), ritengo siano stati effettivamente recepiti dei principi
importanti, però su alcune tematiche si poteva fare uno sforzo maggiore. Uno sforzo
maggiore che non va nella direzione di offuscare questo cristallo. Poi, a me queste
metafore ricordano molto i gianduiotti che erano in piazza Solferino e quando c'è
troppo vetro aumentano i costi per lavarli. Quindi forse bisognerebbe trovare delle
funzioni che siano autopulenti.
Indipendentemente dalle battute, Assessore, per andare al dunque, io focalizzerei su
tre elementi sui quali credo non sia stato fatto ancora uno sforzo e mi auguro che
alcuni degli elementi che ho dato io siano poi zittiti dai fatti che ci saranno di questa
Fondazione.
Per quanto riguarda i dipendenti del Comune di Torino da recepire, anche in
funzione di una mozione del Consiglio Comunale sulle esternalizzazioni, io credo
che un conto è dire alla Fondazione che si rivolge all'Amministrazione Comunale, si
rivolge al Direttore del personale e dice: "Guarda, mi servono delle figure", queste
figure ci sono e magari troviamo gli Uffici del personale a dover... Questo è successo
un po' in molti casi, non mi rivolgo a questo Ente, ma un po' in giro per l'Italia:
quando si fa la cosiddetta "consulenza esterna", poi si scrive che non è stato possibile
reperire le risorse interne; poi magari si scopre che queste risorse interne ci sono.
Io non so se alcuni emendamenti sono stati modificati e sono stati recepiti, però
credo che mettere in chiare lettere che esiste un bando, che magari ha una durata di
15-20 giorni, in cui si sa, è preciso ed è scritto nello Statuto, consente anche di avere
quella certezza.
Nel provvedimento precedente si discuteva dell'evidenza pubblica. È vero, poi
magari non si presenta nessuno, però noi comunque siamo sereni e abbiamo fatto il
nostro dovere, in questo caso, nei confronti dei dipendenti comunali.
Lo ricordavo in sede di Commissione. All'interno dell'Amministrazione ci sono
delle risorse importanti, poi magari non tutte sono idonee per svolgere questi ruoli.
L'Assessore parlava di persone che comunque devono essere veri e propri
procacciatori, quindi devono svolgere delle attività importanti, però non è detto che,
oltre a queste persone, alcuni dipendenti comunali non possano svolgere delle
attività.
Io ricordo che molte volte mi sono stupito, magari incontrando dei dipendenti del
Comune che sapevano diverse lingue e magari avevano competenze che nessuno si
immaginava.
Sull'accesso agli atti - forse ne aveva parlato il Consigliere Cassiani, non ricordo, ad
ogni modo chi è intervenuto prima di me -, un conto è avere la Fondazione che
relaziona tutti gli anni in Commissione, un conto è avere la certezza (e comunque è
scritto nei documenti) che ci sia un accesso agli atti importante. Poi magari
scopriamo che la Fondazione non si tirerà indietro di fronte ad alcun accesso agli atti
del Consiglio Comunale, però credo che sia importante scriverlo.
Per quanto riguarda le procedure di evidenza pubblica, io ho visto che sono stati
recepiti tutti gli elementi importanti che danno garanzia di trasparenza e sicuramente
mettono in evidenza come lo sforzo sia stato importante, però io credo che avere
scritto in chiare lettere che il Comune può essere stazione appaltante di questa
Fondazione poteva essere un elemento a maggior ragione.
Io non ho seguito gli ultimi dibattiti e il Consigliere Cassiani si è fatto promotore di
trovare tutte le soluzioni importanti, però mi è stato anche detto che forse il Comune,
o magari il Settore Appalti, non è in grado, forse per la mole di lavoro. La Città di
Torino ha gestito, come stazione appaltante, cose molto importanti e credo che
sicuramente le funzioni della Fondazione non possano spaventare.
Credo che questi siano gli elementi. Poi non voglio entrare nella polemica con alcuni
Colleghi che hanno sicuramente acceso il clima in quest'Aula.
Credo che la collaborazione possa essere effettivamente utile per fare ulteriori
indagini, ma non in questa sede; credo che la sede di approvazione sia quella per
analizzare un po' i pro e i contro ed, eventualmente, per capire quale sarà il
prosieguo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Anche alla luce delle affermazioni del Consigliere Appendino, io le chiedo - e
firmerò con lei la richiesta - di affrontare il tema in Commissione Controllo di
Gestione, scrivendo formalmente al Presidente Carbonero, per andare esattamente
nella direzione in cui diceva prima il Consigliere Grimaldi, ovvero di andare ad
approfondire e a verificare tutto quello che è stato detto nella Commissione
competente, che è la Commissione Controllo di Gestione.
Sicuramente, se in tale sede ci saranno delle cose da far uscire, verranno fuori. Chi
vorrà parlare, potrà farlo in assoluta libertà, perché è la Commissione deputata ad
andare ad analizzare.
Quindi, se il Consigliere Appendino vorrà, mi troverà a co-firmare con lei la richiesta
per il Presidente Carbonero.
Io invito il Consigliere Grimaldi a fare lo stesso, perché mi sembra che anche da
parte sua ci sia stato questo tipo di indicazione.
Io penso che sia anche un bel segnale rispetto a tutta la trasparenza che è emersa
questa sera, all'interno di questo dibattito su questo tema. C'è bisogno di trasparenza.
Bene, facciamo in modo che non rimangano parole, che diventino fatti e quella della
Commissione Controllo di Gestione è sicuramente la soluzione migliore.
Entrando nel particolare, sicuramente le criticità sono tante ed è per questo che io
ritengo sia fondamentale andarle ad analizzare una per una, affinché, se qualcuno ha
dei dubbi, se li vada a togliere. Questo è il modo in cui ritengo sia opportuno fare
chiarezza: mettere tutti i Consiglieri nella possibilità di togliersi i dubbi.
Quello che questa modifica, secondo me, ci consente di fare in maniera positiva è
andare (se si può utilizzare questo termine) ad eludere quello che è il Patto di
Stabilità, che ad oggi, comunque, mette in difficoltà l'Amministrazione su temi a
livello culturale. Io ritengo che questo possa essere un sistema che ci mette nelle
condizioni di poter fare un po' di più.
È chiaro che non è soltanto questo il punto, perché rischiamo - ed è una criticità che è
emersa anche in altri interventi - che non ci sia più tutto quel controllo del Consiglio
Comunale, ed è per questo che io chiedo all'Assessore delle garanzie certe per far sì
che il Consiglio Comunale rimanga comunque perno fondamentale del controllo
dell'Amministrazione.
Ed è per questo che poi, per dare un parere favorevole, negativo o di astensione alla
deliberazione, io aspetto l'esito di tutti gli emendamenti e che l'Assessore mi dia
delle rassicurazioni in merito, perché - come è stato invocato prima - ripeto, c'è
bisogno di trasparenza, c'è bisogno di controllo e c'è bisogno che questo Consiglio
Comunale, nonostante quasi un'esternalizzazione delle competenze, rimanga il perno
fondamentale di controllo e comunque anche di indicazione per una Fondazione che
sicuramente può fare bene, ma, se utilizzata male, può anche creare seri problemi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Vorrei dire poche cose, ma spero molto chiare.
La prima questione: le aziende non danno dei soldi alla Città di Torino, le aziende
decidono se dare o sostenere, con un rapporto di partnership, delle iniziative culturali
specifiche.
Seconda questione fondamentale: la Città di Torino si è sempre avvalsa di
Fondazioni partecipate per organizzare delle manifestazioni. La Fondazione per le
Attività Musicali - è stato citato dal Consigliere Appendino - si occupa di MITO;
MITO ha sempre avuto dei partner finanziari, oltre ovviamente alle dotazioni del
Comune, e quei partner hanno dato ovviamente il finanziamento per MITO alla
FAM.
La Fondazione per le Attività Musicali attuale svolge non solo questo lavoro per
"Settembre Musica", ricordo al Consiglio che nell'anno passato ha sostenuto le spese
per le "Lodi Pascalis", altra manifestazione organizzata dalla FAM, così come è stato
l'Ente organizzatore, per quanto riguarda la Città di Torino, di "Europa Cantat", il
Festival che abbiamo ospitato di cori provenienti da tutta Europa. E io credo che
giustamente, nel momento in cui abbiamo ritenuto di dover fare il "Festival Jazz",
manifestazione ovviamente musicale, la competenza fosse della FAM.
E se abbiamo trovato degli sponsor che non hanno dato i soldi a Maurizio
Braccialarghe o alla Città di Torino, ma li hanno dati credendo nel progetto del
"Festival Jazz", quei soldi ovviamente andavano alla FAM.
Terza questione che vorrei che fosse chiara: tutti questi atti, tutti (così come spero si
voglia fare chiarezza, perché sono disponibile ovviamente al massimo della chiarezza
nelle sedi che riterrete opportune), sono stati tutti firmati dal Presidente della FAM, il
notaio Chianale. Tutti, uno per uno.
E se il notaio Chianale, visto che è stata diffusa la sua lettera, aveva qualcosa da
eccepire rispetto ai compiti che l'Assessorato gli chiedeva di svolgere, non capisco
per quale motivo non l'abbia manifestato nel momento in cui riceveva dalla Città
l'incarico di occuparsi di attività in coerenza con il proprio Statuto, con lo Statuto
attuale della FAM. Ma proprio per questi motivi io continuo a ribadire, e quindi
sottolineo per l'ennesima volta l'esigenza di avere un atteggiamento trasparente.
Guardate, organizzare le manifestazioni culturali, non quelle del sabato e della
domenica, quelle di tutto il palinsesto, richiede ovviamente un'attività di carattere
programmatorio e richiede la necessità di valorizzare queste iniziative in termini di
marketing e di andarle a proporre, se è possibile, a tutte le aziende potenzialmente
interessate. Questo richiede avere un'organizzazione e avere una struttura che se ne
occupi, perché se noi vogliamo effettivamente cercare di dare una mano a tutti i
soggetti che concorrono alla realizzazione del nostro palinsesto, noi dobbiamo anche
dotarci delle strutture necessarie per farlo.
Vorrei sottolineare, come ultimo aspetto - ma poi lo vedremo esaminando lo Statuto -
, che, per esempio, una delle cose che io mi auguro possa strutturalmente essere
fornita da questa nuova Fondazione, è un aiuto a tutte le associazioni culturali, anche
in vista delle necessità di concorrere a dei bandi europei, perché noi dobbiamo in
qualche maniera studiare tutte le modalità che ci consentono di fare delle buone
iniziative culturali, ma di finanziarle, al di là del denaro pubblico, anche con altre
forme di sovvenzione, perché se no non saremo in grado di sostenere la strada che
abbiamo cercato di praticare finora.
Dette queste cose, vorrei che fossero chiare almeno le tre questioni che ho teso a
chiarire. Sono disponibile, in qualsiasi sede lo si voglia, a fornire ulteriore
documentazione di quanto avvenuto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per le conclusioni, al Sindaco.

SINDACO
Io credo che anche su questo tema, come sul provvedimento precedente, sia giusto
fare una discussione approfondita, come è stata fatta qui e come è stata fatta in
Commissione, e voglio dire con grande chiarezza che io sono assolutamente
consapevole, non da oggi, che il ruolo del Consiglio Comunale non è soltanto di
indirizzo, ma è anche di controllo sugli atti dell'Amministrazione Comunale e quindi
è giusto che, in relazione a questa funzione, il Consiglio Comunale chieda conto alla
Giunta delle sue scelte e dei suoi comportamenti.
Quello che con grande chiarezza voglio, però, dire è che non si può far credere cose
che non hanno alcun fondamento, ricorrendo anche ad espressioni che sono offensive
dell'onorabilità e dell'onestà delle persone, perché io sono disposto ad accettare
tutto, ma non sono disposto, Consigliere Appendino, a farmi dire che io distraggo dei
fondi, come lei ha detto.
Faccio politica da 40 anni e non ho mai distratto nessun fondo, in nessuna
responsabilità che ho ricoperto in tutta la mia vita politica.
Lei è una persona onesta e pretende che la sua onestà e la sua dignità sia rispettata; le
chiedo di rispettare l'onestà e la dignità degli altri, esattamente come lei chiede che
sia rispettata la sua.
In questa discussione io voglio partire da un dato che non è stato evocato, ma che
forse va evocato, perché è da lì che deve partire la riflessione anche sul
provvedimento che stiamo per assumere.
Si è chiusa ieri un'edizione di "Artissima", che ha fatto registrare uno straordinario
successo, come sappiamo. Nei giorni precedenti analogo successo aveva conosciuto
il "Salone del Gusto" e "Terra Madre", battendo ogni record di partecipazione a
questa iniziativa, rispetto alle iniziative precedenti. È in corso un'esposizione di
grande valore, "Le opere di Degas", che ha fatto registrare nei primi 20 giorni più di
30.000 visitatori.
In questo momento la Città offre a chiunque, torinese e non torinese, voglia
accogliere l'offerta culturale, un'offerta culturale che non ha pari in nessuna Città
italiana. Soltanto per quello che riguarda le mostre, ricordo che contemporaneamente
abbiamo: a Palazzo Madama Bob Wilson, alla Promotrice Degas, alla Galleria d'Arte
Moderna Scarpitta, al Castello di Rivoli un'altra mostra di arte contemporanea di
grande valore, Fabergé e la quadreria del Re a Venaria, per non parlare di Pomodoro
nei Giardini di Palazzo Reale, per non parlare di "Artissima" e di tutto ciò che
intorno ad "Artissima", per l'arte contemporanea, è stato esposto in queste settimane.
Ricordo che da settembre ad oggi, se uno soltanto guarda la sequenza degli
interventi, è un'impressionante sequenza di eventi culturali, tutti di valore nazionale
e internazionale, coronati da un successo straordinario: MITO ha registrato il 10% in
più di partecipazione rispetto all'edizione precedente; "Torino Spiritualità" ha
conosciuto un successo superiore ad ogni altra edizione precedente; "Portici di
Carta" l'abbiamo visto tutti in quei due giorni cosa ha rappresentato come
coinvolgimento della città. Tra qualche giorno ci sarà "Torino Film Festival" e sarà
un altro grande evento culturale. Torino è ormai una grande capitale di cultura,
riconosciuta come tale.
Allora, io credo che bisogna partire da lì. La cultura per questa Città non è soltanto
più una delle tante attività, sta diventando una cifra dell'identità della città,
riconosciuta internazionalmente.
Io vorrei che foste stati con me, per esempio, alla serata finale dell'Assemblea
mondiale che hanno fatto i 500 dirigenti di "Relais & Chateaux" a Torino, a cui ho
partecipato, che si è conclusa con una serata di gala a Venaria. Coloro che dirigono
"Relais & Chateaux" non sono gli ultimi sprovveduti del mondo; per il lavoro che
fanno e per il livello a cui lo fanno, è gente che il mondo lo conosce.
Vi potrei portare qui - ma non voglio farvi perdere tempo - la testimonianza di tutti
quelli che erano lì, che sono venuti da me (perché ero lì come Sindaco), uno dopo
l'altro, a dirmi le cose più straordinarie di questa città.
Vogliamo partire da questo dato o no? Vogliamo partire dal dato che questa Città in
questi anni (non solo questa Amministrazione, anche quella precedente), ha investito
in cultura, facendo diventare la cultura una cifra fondamentale dell'identità di una
nuova Torino e che questa identità sta segnando l'immagine della città nel mondo?!
Vi anticipo che il Musée d'Orsay, straordinariamente felice di come sta andando
l'esposizione delle opere di Degas, ci sta già proponendo altre esposizioni della
stessa intensità e della stessa qualità.
Vi segnalo un ultimo episodio, che è significativo più di ogni altro. Tutti sapete cosa
rappresenta il Festival Internazionale di Musica di Salisburgo: la più grande rassegna
mondiale di musica classica. Quest'anno il Festival di Salisburgo (Festival che in 5
settimane ha venduto 28 milioni di Euro di biglietti per la prossima edizione, per dire
che cos'è questo Festival) ha deciso di promuovere il Festival presentandolo in una
serie in città europee e non solo europee. Le Città scelte sono state: New York,
Berlino, Parigi, Londra, Tokyo, Abu Dhabi, Qatar e, in Italia, Torino, non un'altra
città in cui si poteva legittimamente andare. Si poteva scegliere la capitale del Paese,
come si sono scelte le capitali degli altri Paesi. Si poteva scegliere, per una
presentazione di un evento musicale, Milano, c'è la Scala. No, si è scelto Torino.
Vorrà pur dire qualcosa.
Lo dico così e lo dico non per me, per tutti noi. Siamo orgogliosi di tutto questo?
Cogliamo che c'è una cosa straordinaria, nella vita di questa città, che ha la necessità
di essere valorizzata al massimo, consolidata al massimo e sviluppata al massimo,
perché offre potenzialità straordinarie?
Ma provate a parlare con l'Associazione degli Albergatori o con l'Associazione
Commercianti, i quali riconoscono che, grazie a questa cosa qui, c'è ormai
un'economia che ruota intorno alla cultura e al turismo, che rappresenta una parte
della vita economica e sociale di questa città.
Allora, tutto questo lo consideriamo importante o no? E, se lo consideriamo
importante, come lo sosteniamo? Perché è da lì che noi siamo partiti per decidere di
trasformare la FAM in una Fondazione per la cultura che si occupi non solo di
musica, ma anche di altre attività culturali. Perché la cultura è ormai una cifra
fondamentale della vita di questa città, strutturalmente, è un motore di sviluppo per
questa città e, se non vogliamo che questo motore di sviluppo si inceppi, ha bisogno
di essere alimentato da risorse adeguate e, per ragioni evidenti, le risorse pubbliche
da sole non sono sufficienti ad alimentare questo motore di sviluppo. Anzi, siamo
riusciti a fare tutte queste cose grazie al fatto che abbiamo allargato il perimetro delle
risorse finanziarie disponibili, aggiungendo le risorse pubbliche, che sono meno degli
esercizi precedenti per ovvie ragioni di tagli che gli Enti Locali hanno subito,
abbiamo compensato questo unendo alle risorse pubbliche un più ampio ricorso alle
risorse private, con una disponibilità di fondazioni, banche, imprese, di mecenatismo
civico e sociale straordinario (anche questa è una risorsa di questa città), che ci
consente di reggere e di tenere un'offerta alta di qualità, che rappresenta un elemento
fondamentale per la vita della città.
Per fare questo, bisogna dotarsi di strumenti adeguati. Non tutti i soggetti con cui noi
interloquiamo, di natura privata, hanno, nel loro Statuto e nelle loro regole, la
possibilità di erogare finanziamenti per iniziative culturali direttamente a
un'Istituzione come un Ente Locale.
Quasi tutti i soggetti con cui noi interloquiamo chiedono di poter concorrere al
sostegno delle attività culturali attraverso strumenti di fondazioni culturali, perché
essi stessi se ne sono dotati.
Se, per esempio, la Telecom deve dare una sponsorizzazione, non la dà Telecom
come società, la dà la Fondazione Telecom, che ha uno Statuto particolare e
interloquisce con fondazioni di analogo livello, e via di questo passo.
Questa è la ragione. Non c'è nessuno che vuole distrarre fondi, perché poi, scusate, la
Fondazione è costituita dalla Città e serve a finanziare iniziative della Città, sulla
base di una serie di procedure che sono tutte trasparenti, pubbliche, verificabili e
controllabili.
Per questo io mi sono permesso di interrompere il Consigliere Appendino, perché il
Consigliere Appendino non può pensare che i soldi che sono andati alla FAM se li è
messi in tasca qualcuno di noi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). E come?!
Quando si distraggono dei fondi... Ehilà! Le parole hanno un significato, eh!
I soldi che la FAM ha introitato, di sponsorizzazioni o di rapporti con privati, sono
serviti a MITO, a Europa Cantat, al Festival del Jazz, eccetera, quindi alle attività
culturali della Città e vogliamo che sia sempre più così.
Dopodiché, vorrei far notare che su questa strada si stanno mettendo tutte le Città
italiane, e non da oggi.
Per quello che riguarda la promozione e la divulgazione di MITO, a Torino se ne
occupa la FAM; siccome si fa in collaborazione con Milano, Milano ha la sua FAM,
cioè un soggetto apposito, dedicato alle attività musicali, che si chiama, se non
ricordo male, Associazione per la Musica, che è l'equivalente della FAM.
Se voi andate a Bologna, tutta l'attività museale è gestita da Bononiae - nome latino
di quella Città -, che gestisce tutti i musei ed è una fondazione. E se voi andate a
Roma, una serie di attività culturali di quella Città sono esercitate attraverso
fondazioni, ma perché c'è una ragione strutturale. E lo stesso potete constatare se
andate in giro per il mondo: la famosa Tate Gallery di Londra è gestita da una
fondazione; il Musée d'Orsay è gestito da una fondazione. L'altro giorno, che è
venuto qui il Festival di Salisburgo a presentarsi, è venuta la Presidente della
Fondazione del Festival di Salisburgo.
In tutto il mondo l'organizzazione culturale avviene attraverso questo strumento, non
è che ci siamo inventati una gabola per nascondere qualcosa o per sottrarre delle
risorse a qualcuno, ma c'è una modalità - piaccia o non piaccia - che viene praticata
nel settore culturale da tutte le Città, da tutte le Istituzioni, che è uno strumento che
consente maggiore flessibilità ed elasticità nel rapporto con i soggetti privati con cui
si vuole interloquire e definire un apporto di risorse.
Dopodiché, sono il primo ad essere d'accordo sul fatto che tutto questo debba
avvenire nella trasparenza assoluta, trasparenza per quanto riguarda le attività della
Fondazione, le sue finalità, i suoi obiettivi, le procedure che adotta e gli strumenti di
cui si avvale.
Proprio perché non ci fossero dubbi, mi pare che l'Assessore Braccialarghe, nel
confronto con la Commissione, abbia accolto una serie di proposte che vanno in
questa direzione, perché siamo i primi ad avere interesse a che tutto sia trasparente.
Per cui, io vorrei dire: badate che lo stato di diritto è fondato sulla presunzione di
innocenza, non sulla presunzione di colpevolezza. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, ma a parte che c'è la Procura, caro Consigliere Marrone...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, scusi un attimo, mi lasci dire. Ma non
è che, se io dico che lei si è appropriato di qualche cosa, poi lei mi deve dimostrare
che non è vero. Sono io, che lancio l'accusa, che devo dimostrare che è vero.
Cerchiamo di non perdere il senso della ragione nelle cose! O no?! Perché se no io
posso inventarmi qualsiasi cosa e poi dire: "Adesso me lo dimostri!", ma lei mi dice:
"Ma è mica matto!? Ha fatto l'accusa, me lo dimostri lei!". Voglio dire, cerchiamo
anche di ricondurci a delle regole che abbiano un senso nei nostri rapporti.
Quindi, io credo che la deliberazione che noi stiamo approvando ci consente di avere
uno strumento per gestire meglio un forte investimento culturale, che, ripeto, ormai è
un patrimonio di questa Città, è una cifra di questa Città, e abbiamo il dovere, tutti
insieme, di valorizzare al massimo questo patrimonio, perché offre grandi
opportunità alla Città. Facciamolo - e su questo, ripeto, siamo assolutamente
d'accordo - definendo con grande chiarezza tutti gli elementi di procedura e di
funzionamento che assicurino la piena trasparenza, che assicurano il controllo da
parte del Consiglio, che assicurino tutto ciò che va assicurato, perché abbiamo tutti
interesse a fare le cose nel modo più pulito, trasparente e chiaro possibile. Ma,
appunto, liberiamoci da sospetti infondati che non hanno nessuna ragione di essere.
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