| Interventi |
LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205053/002, presentata in data 3 ottobre 2012, avente per oggetto: "Cadaveri in mostra, un nuovo business in Città" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Gallo. GALLO Stefano (Assessore) Il Consigliere Bertola chiede informazioni in merito al conferimento di un patrocinio alla mostra "Human Body"; sostanzialmente chiede se abbiamo chiesto informazioni rispetto al contenuto della mostra, prima di concedere il patrocinio. Intanto questa è una mostra organizzata completamente da Parcolimpico, come organizzatore. Per quanto riguarda le cose che sono state fatte prima di concedere il patrocinio, essendo ovviamente un tema che poteva prestarsi a delle polemiche, io ho chiesto un certificato, firmato da parte degli organizzatori, sulla regolarità rispetto alle normative che regolano questo tipo di manifestazione. Se il Consigliere lo desidera, posso dargli una copia del documento. Invece, per quanto riguarda la seconda parte, cioè la motivazione per il conferimento del patrocinio, essendo una mostra che comunque - mi hanno segnalato gli organizzatori - ha avuto picchi di 2.250 persone provenienti da tutto il Piemonte, le motivazioni sono state le ricadute economiche che potevano esserci in Città, in base al flusso di persone che arrivavano da tutto il Piemonte per assistere all'evento, e la visibilità della Città grazie alla trasmissione "La Macchina del Tempo", che è andata in onda. Queste sono state le motivazioni. Ripeto, io consegnerei copia di questo certificato degli organizzatori, in modo che il Consigliere possa prendere visione della richiesta che ho fatto ovviamente prima di concedere un patrocinio, per essere sicuro che tutto fosse a norma rispetto alle leggi vigenti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ho deciso di presentare questa interpellanza per sensibilità personale rispetto al tema, ma anche perché diversi cittadini si sono rivolti a me, segnalando perplessità, per non dire scandalo, di fronte a queste grandi foto di cadaveri scuoiati (mi dispiace esprimermi così, perché meriterebbero più rispetto), sparsi per la Città per pubblicizzare questa mostra. Al di là dell'impatto di queste immagini, eccetera, in Italia l'esposizione dei cadaveri è una cosa limitata ad alcuni casi, in quanto l'utilizzo dei cadaveri oltre le normali pratiche che si fanno quando qualcuno muore (interramento e cremazione), è concesso soltanto per scopi scientifici, soltanto per un tempo determinato e soltanto all'interno di attività che si svolgono dentro un ambito scientifico. Sia per fini didattici rivolti ai giovani medici, sia per dimostrazioni scientifiche è possibile fare i musei di anatomia, però questi musei di solito sono dentro le Università, nell'ambito delle Istituzioni scientifiche riconosciute e non sono attività per fini di lucro, che viaggiano esponendo i cadaveri. Esaminerò volentieri il certificato, perché ho dei dubbi da dove vengono questi cadaveri; siamo sicuri che siano persone che avevano dato il consenso ad essere utilizzate in questo modo dopo la loro morte? Leggendo la legge ci sono dei dubbi sulla legalità non tanto della Città, quanto dell'operato degli organizzatori; tanto è vero che al di là dei Paesi europei, come la Francia, che hanno bandito questa mostra, solo nelle ultime settimane ci sono stati due casi più o meno simili. Uno del Tribunale che ha condannato il Museo Lombroso a restituire il cranio del cosiddetto "bandito Villella" al comune di nascita del bandito, affinché sia seppellito; l'altro riguarda addirittura la direttrice del Museo Egizio, secondo la quale le mummie devono essere rimosse, proprio per rispettare la dignità delle persone. Allora, se arriviamo a pensare questo di persone morte tremila anni fa, per le quali l'aspetto umano forse è stato un po' superato dal valore storico, però comunque restano corpi umani, a maggior ragione esporre persone che sono decedute da poco, che probabilmente hanno ancora dei parenti, degli amici in vita, anche se probabilmente non sanno che fine hanno fatto, solleva qualche interrogativo etico, secondo me, e personalmente avrei preferito che questa mostra non venisse a Torino. Dopodiché prendo atto che la mostra ha riscosso grande successo, tantissime persone, diversamente da me e da altri, pensano che sia un'ottima idea; quindi a questo punto scendiamo dal campo dell'etica e delle motivazioni personali. Comunque adesso prenderò copia del documento e vedremo che conclusioni trarne. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |