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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Vorrei saper dal Presidente e dal Segretario Generale (gradirei una risposta a verbale) se gli emendamenti presentati da me questa mattina, dal punto di vista del Regolamento del Consiglio Comunale di Torino, potevano essere presentati e se, regolari, potevano essere accettati. Il parere del Segretario Generale non a caso usa il condizionale; dice che: "il Regolamento del Consiglio Comunale non affronta espressamente la questione". Di fatto gli emendamenti presentati questa mattina sono degli emendamenti normalissimi, presentati a una mozione che, a mio parere logico, non richiede la firma di altri 21 Consiglieri, perché la mozione di accorpamento è un atto amministrativo che deve passare al vaglio del Consiglio Comunale; quindi deve essere votata da tutti i Consiglieri. E come qualsiasi atto amministrativo, a meno che non ci si trovi a Cuba, si deve poter emendare eventualmente. Quindi, chiedo a verbale che mi si dica se gli emendamenti non sono stati accettati, perché la logica dice così, o se, in maniera differente, come penso io, non essendo normata la possibilità di impedire la presentazione di emendamenti a una mozione, la decisione di non accettare questi emendamenti è una palese violazione all'autonomia consiliare ovvero al Regolamento del Consiglio Comunale. Dopodiché, se il Consiglio intende seguire questa direzione, chiedo al Presidente del Consiglio che questo Consiglio possa osservare un minuto di silenzio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Forse non è stato sentito, ma quanto ho relazionato poco fa è esattamente la risposta alla sua domanda, Consigliere D'Amico. Se vuole le rileggo la lettera che ho ricevuto, peraltro consegnata a tutti i Consiglieri. Le ricordo che non c'è un dibattito. È facoltà del Presidente, sentito il Segretario Generale, proprio nella logica che gli accorpamenti servono per permettere una funzionalità dei lavori di questa Assemblea, poter accettare o meno degli emendamenti in relazione al fatto che gli accorpamenti di norma aiutano ad agevolare le attività del Consiglio proprio avendo gli stessi un significato di accelerazione del dibattito. È ovviamente facoltà dei Consiglieri emendare le deliberazioni, così come è stato fatto, ed è facoltà definire nella Conferenza dei Capigruppo dei termini, eventualmente anche rivederli in fase di trattazione delle deliberazioni prima della discussione. Non essendo regolamentata così a fondo la materia delle mozioni di accorpamento, l'interpretazione del Segretario Generale è certamente la massima a cui possiamo accedere in questa Assise. Quindi, demando a questa interpretazione le decisioni che poi assumo. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Intervengo per difendere l'operato del Consigliere D'Amico che, a mio giudizio, ha le prerogative per fare questa cosa. Ossia, se il Regolamento prevede la mozione di accorpamento, perché giustamente è una tutela della maggioranza per evitare tempi infiniti al dibattito, analogamente è giusto che un Consigliere dell'opposizione abbia lo strumento per potersi, tra virgolette, "difendere" nei confronti di una deliberazione che non apprezza o non vuole votare. Pertanto, visto che la questione non è normata nella sua definizione precisa nel Regolamento, manifesto la mia contrarietà rispetto alla sua decisione e spero che prima o poi si possa provvedere a regolamentarla meglio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Io ho posto una domanda puntuale. Voglio solo sapere dalla Presidenza e dal Segretario Generale se gli emendamenti presentati stamattina potevano essere presentati, cioè se c'è un articolo del Regolamento che vieta la presentazione di questi emendamenti. Voglio che mi venga data risposta a verbale a questa domanda: il Regolamento prevede o no la presentazione di questi emendamenti? È una domanda puntuale. La logica della questione non mi riguarda, io sono un amministratore pubblico. Chiedo soltanto la risposta puntuale a questa domanda. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ribadisco quello che ho letto ed è a verbale, Consigliere D'Amico. Il Regolamento non disciplina questa materia, perché la mozione di accorpamento è un'attività di natura speciale che si permette al Consiglio, proprio con lo scopo di accelerare le attività del Consiglio, lasciando sempre la sovranità al Consiglio delle decisioni che assume. Questa è la risposta, Consigliere D'Amico. Procediamo quindi con... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma gliel'ho già detto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non lo disciplina, quindi non prevede gli emendamenti alla mozione di accorpamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non li disciplina. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La mozione di accompagnamento è una funzione speciale. La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Presidente, abbiamo già discusso della questione in Conferenza dei Capigruppo. In questo momento credo che il Segretario Generale abbia dato un'interpretazione analogica, che mi sembra sia utilizzata solo in materia penale. Quindi, in questi casi, credo che dipenda dall'interpretazione degli Uffici e del Presidente. È anche vero, Presidente, come le ho ribadito in Conferenza dei Capigruppo, che quando troviamo dei vuoti normativi, come in questo caso, sarebbe opportuno colmare questi vuoti in sede di modifica di Regolamenti, perché altrimenti si creano queste difficoltà in sede di approvazione dei provvedimenti in Aula. Quindi, nelle prossime Conferenze dei Capigruppo invito ad analizzare tutte queste difficoltà, affinché siano inserite nella regolamentazione dell'Amministrazione e soprattutto del funzionamento del Consiglio Comunale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio La domanda del Consigliere D'Amico sull'ammissibilità degli emendamenti merita una risposta. Io la ribalterei: non c'è nessun punto del Regolamento che dice che le mozioni di accorpamento sono emendabili; anzi, quando il Regolamento parla di emendamenti fa sempre riferimento alle delibere in Consiglio e in Commissione. Siccome le mozioni di accorpamenti non vanno in Commissione, di fatto non è prevista l'emendabilità. Mi sembra abbastanza chiara la risposta. Nel senso che il nostro Regolamento, che nessuno ha mai contestato, prevede gli emendamenti solo per le deliberazioni in Consiglio, che vanno quindi in Commissione. Questa non è una deliberazione che va in Commissione, ma è uno strumento tecnico di funzionalità del Consiglio. Questo per chiarire le idee a me stesso e non cadere in tentazione in futuro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La ringrazio per questo suo importante chiarimento sull'ordine dei lavori. |