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Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 8 Novembre 2012 ore 15,00
Paragrafo n. 6
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-04750
VARIANTE PARZIALE N. 277 AL P.R.G., AI SENSI DELL'ARTICOLO 17, COMMA 7 DELLA L.U.R., CONCERNENTE L'AMBITO DI RIQUALIFICAZIONE DELLA CONTINASSA. ADOZIONE. REVOCA DELIBERAZIONI NN. MECC. 2010 06132/009, 2011 01436/009 E 2011 01484/009.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201204750/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 18 settembre 2012, avente
per oggetto:
“Variante parziale n. 277 al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della L.U.R.,
concernente l'ambito di riqualificazione della Continassa. Adozione. Revoca
deliberazioni nn. mecc. 201006132/009, 201101436/009 e 201101484/009”.
della proposta di mozione n. mecc. 201205889/002, presentata dai Consiglieri Carretta,
Grimaldi, Cassiani, Berthier, Tronzano, Lo Russo, Curto e Ricca in data 8 novembre
2012, avente per oggetto:
“Accompagnamento a deliberazione (mecc. 201204750/009) 'Variante parziale n. 277
al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della L.U.R. concernente l'Ambito di
riqualificaz. della Continassa’”.
della proposta di mozione n. mecc. 201205901/002, presentata dai Consiglieri
Marrone, D'Amico, Greco Lucchina, Ambrogio, Tronzano, Liardo e Magliano in data 8
novembre 2012, avente per oggetto:
“Accompagnamento a deliberazione (mecc. 201204750/009) 'Variante parziale n. 277
al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della L.U.R., concernente l'Ambito di
riqualificaz. Della Continassa. Adozione.' - Ritiro deleghe ad Urbanistica”.
e della proposta di mozione n. mecc. 201205902/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 8 novembre 2012, avente per oggetto:
“Accompagnamento a deliberazione (mecc. 201204750/009) ‘Variante parziale n. 277
al P.R.G., ai sensi dell’articolo 17, comma 7 della L.U.R. concernente l’Ambito di
riqualificaz. della Continassa. Adozione’”.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 07/11/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Apriamo il dibattito ricordando i tempi: il presentatore ha diritto a 20 minuti, così come
previsto dal Regolamento, dal momento che si tratta di un argomento di Variante al
Piano Regolatore; un Consigliere per Gruppo ha diritto a 20 minuti; gli altri Consiglieri
per Gruppo hanno diritto a 10 minuti; il Presidente di Commissione Consiliare nella
quale è stato dibattuto il provvedimento ha diritto a 10 minuti. Ripeto, i tempi sono stati
già considerati raddoppiati, perché si tratta di Variante al Piano Regolatore.
In chiusura il presentatore ha anche la possibilità di una replica per altri 20 minuti.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Prenderò tutti i 20 minuti, in quanto la vicenda è nota, ma anche molto complessa.
Il provvedimento che stiamo discutendo oggi riguarda il complesso denominato
"Continassa", dal P.R.G. del 1995, destinata a Servizi Pubblici e ascritta tra le "Aree per
verde e servizi con prescrizioni particolari comprese in ambiti di riqualificazione dello
spazio pubblico".
L'area della Continassa è da tempo luogo di nodi irrisolti, una sorta di "finis terrae" che
limita e isola il quartiere Le Vallette, nella quale nei decenni si sono giustapposte
funzioni urbane utili, ma non necessariamente inserite in un disegno organico dell'area
capace di dare dignità di rango urbano ai 260.000 metri quadrati di area pubblica.
Da tempo, quindi, l'Amministrazione Comunale è impegnata a definire un disegno
urbanistico di funzioni e servizi capace di rivitalizzare, rigenerare e migliorare la qualità
urbana complessiva.
In particolare, risulta strategico intervenire per connettere il comprensorio della
Continassa a sud, verso il fronte urbano e il quartiere Le Vallette, in modo da evitare la
creazione di spazi chiusi e introversi, offrendo l'opportunità di aprire connessioni, spazi
pubblici e viabilità, anche ciclopedonale, al territorio e di aumentare la fruizione
pubblica dell'area, ad oggi compromessa da una serie di funzioni affastellate e non
rispondenti ad un disegno organico.
Il processo di riordino dell'area è iniziato nel 2002 e ha progressivamente precisato e
realizzato interventi di riqualificazione.
Tuttavia, oggi la Continassa rappresenta ancora il retro dello stadio e della
riqualificazione attuata dalla Juventus S.p.A. all'interno della Z.U.T. 4.23, che è stata
istituita con la Variante 56 al Piano Regolatore del 2002 - per l'appunto quando è
iniziato il processo - e che si è concretizzata mediante l'approvazione, nel febbraio
2009, di un Programma Integrato, PR.IN, che ha consentito l'avvio della
rivitalizzazione dell'area attraverso un insieme di interventi volti alla realizzazione del
nuovo stadio, di un complesso edilizio dedicato alle attività commerciali e del Museo
sulla storia della Juventus.
Il rischio, connesso alla non attuazione di ulteriori interventi di riqualificazione, è di
aumentare la segregazione spaziale tra il tessuto urbano, rappresentato dal quartiere Le
Vallette, e l'area dello stadio.
Uno scenario che vorremmo superare, migliorandolo, è quello costituito dall'esempio
parigino, avendo più in mente, in realtà, gli inserimenti degli stadi nel contesto urbano
nei Paesi del Nord Europa, in particolare della Gran Bretagna e dell'Olanda.
A Paris Saint Denis, banlieue parigina nota alle cronache per essere ricorsivamente
teatro di rivolte e conflitti, è stato costruito il nuovo stadio di Francia in occasione dei
mondiali: straordinaria opera architettonica, è raggiungibile in sotterranea da una Linea
di metropolitana e da viabilità pubblica e privata; si arriva allo stadio senza
necessariamente passare dall'agglomerato urbano e si entra in un complesso di altissima
qualità scenografica e architettonica.
Per contro, le relazioni urbane con il contesto non sono così accentuate e l'intorno,
costituito da un insieme denso di casermoni e di case popolari costruite all'epoca della
grande urbanizzazione degli anni Cinquanta e Sessanta, è mascherato e non visibile.
L'impatto dell'intervento sulla qualità diffusa nel territorio non pare abbia generato un
miglioramento complessivo della vita dei suoi abitanti, pur rappresentando un evidente
importante processo di trasformazione urbanistica e di investimento pubblico-privato.
L'impatto sulla rigenerazione sociale e urbana del territorio non è ancora evidente.
Cito l'esempio della stadio di Francia a Paris Saint Denis semplicemente per accentuare
l'interesse della Città ad intervenire con un disegno complessivo che migliori la qualità
urbana non solo verso lo stadio e il complesso museale e commerciale, ma anche verso
il tessuto consolidato, in modo da cogliere l'occasione di rigenerare e non solo
trasformare un'area da sempre considerata di servizio e non a servizio del territorio.
Un'area marginale come questa, infatti, è stata occupata negli anni da attività che si
sono sommate l'una all'altra, spesso senza coerenza, portando poco valore aggiunto al
territorio.
La presenza di attività discontinue, slegate e non permeabili, rispetto alla vita sociale del
quartiere Vallette, ha consentito l'inserimento ulteriore di presenze abusive e di attività
illegali, fonte di grande degrado, che - come è stato evidente anche lo scorso anno -
rischiano di esacerbare conflitti e disagio sociale.
È quindi in atto da tempo una progressiva strategia di riorganizzazione complessiva
dell'area, fermo restando la complessità del luogo, delle funzioni già presenti e della
necessaria modulazione in itinere dal processo di riqualificazione.
La Variante parziale n. 83/2002, predisposta in vista delle Olimpiadi Invernali del 2006,
ha introdotto ulteriori destinazioni d'uso rispetto al mix funzionale già previsto e
ammesso sull'area dal Piano Regolatore, subordinando la realizzazione degli interventi
futuri alla predisposizione di uno Studio d'Insieme, che è stato approvato dal Consiglio
Comunale il 20 ottobre 2008. In questo Studio d'Ambito sono state individuate le linee
guida progettuali delle attività previste, con la relativa suddivisione in lotti funzionali.
Veniva anche prevista la cessione a soggetti privati della maggior parte dei lotti
individuati; tuttavia, le ipotesi di sviluppo complessivo che si sono succedute nel tempo
non hanno potuto aver corso, a causa della carenza di risorse pubbliche, nonché a causa
dello scarso interesse dimostrato da parte degli operatori privati.
Nel giugno 2010 la Giunta Comunale ha preso atto della proposta presentata dalla
Società Juventus S.p.A. sull'area della Continassa e ha sottoscritto un Protocollo
d'Intesa. L'obiettivo di questo Protocollo era di consentire lo sviluppo e la
trasformazione unitaria dell'Area, anche attraverso la realizzazione di un'ampia zona a
verde di utilizzo pubblico, di una Soccer School convenzionata con la Città ed il
recupero della struttura "Arena Rock" con fruibilità pubblica.
Si prevedeva, inoltre, il trasferimento della SLP destinata a sede sociale della Società,
già prevista nel PR.IN - approvato nel 2009 -, che riguardava l'area della Stadio,
all'interno del complesso storico della Cascina Continassa e quindi la conseguente
riduzione, per pari superficie, della SLP prevista nell'area dello stadio.
A seguito delle successive interlocuzioni con gli operatori commerciali e con la Città,
che nel frattempo espletava con un apposito bando pubblico la concessione diretta ad
operatori terzi dell'Arena Rock - la pista go-kart, per intenderci -, la Società ha
presentato una nuova proposta progettuale di riqualificazione e valorizzazione dell'area
Continassa, sostenibile sotto il profilo degli investimenti da effettuare.
Questa proposta è stata tradotta in un nuovo Protocollo d'Intesa tra la Città e la Società
Juventus, che è stato approvato dalla Giunta Comunale il 17 luglio 2012 ed è stato
sottoscritto il 24 luglio 2012.
È stata quindi successivamente predisposta una manifestazione di interesse pubblico,
nella quale si dava conto del fatto che era cambiato il Protocollo d'Intesa, per la quale
non è pervenuta alcuna osservazione o proposta alternativa a quella della Società
Juventus F.C. S.p.A..
Il progetto sull'area in questione, la cui attuazione è naturalmente subordinata
all'approvazione dello strumento urbanistico che stiamo discutendo adesso (non è un
contratto, è un Protocollo d'Intesa che definisce un processo delle linee guida ed è
subordinato all'approvazione dello strumento urbanistico), prevede la realizzazione, a
totale cura e spese della Juventus F.C. S.p.A., di interventi volti alla complessiva
riqualificazione, con destinazioni miste, tra loro complementari.
Il 25 settembre 2012 la Società ha sottoposto alla Città un aggiornamento del progetto,
in relazione alla volontà di trasferire nell'area della Continassa tutte le attività della
"Prima squadra". La proposta così aggiornata prevede di consolidare e rafforzare l'idea
progettuale contenuta nel Protocollo, destinando la citata porzione della Città alla
creazione di una "Cittadella dello Sport", integrata da residenze, all'interno della quale
trovano collocazione la realizzazione di un centro di allenamento e media della "Prima
squadra".
Alla luce di questa nuova idea progettuale, la Giunta ha deliberato il 2 ottobre 2012 la
presa d'atto della nuova proposta, quindi ha preso atto dell'aggiornamento della
proposta della Società, dichiarando che la stessa ha rilevante interesse pubblico, tenendo
conto anche del peculiare impegno a trasferire in Città l'operatività della "Prima
squadra", a completamento della sua presenza sull'area ove già insiste l'impianto
sportivo "Juventus Stadium", così da costituire un unicum a livello nazionale di elevata
attrattività per la zona e per la città.
Il Protocollo d'Intesa sottoscritto il 24 luglio 2012 fissava le capacità edificatorie e il
corrispettivo a carico del proponente. A seguito della nuova proposta presentata da
Juventus F.C. S.p.A., in relazione all'opportunità rappresentata per la città di ospitare le
attività della "Prima squadra", si è provveduto a modificare il mix delle destinazioni
d'uso inizialmente previsto, fermo restando il limite complessivo massimo di SLP
realizzabile, che è pari a 33.000 metri quadrati (quindi le variazioni sono all'interno dei
33.000 metri quadrati).
Il Protocollo d'Intesa indica la cifra di 10 milioni e mezzo di Euro per l'acquisto dei
diritti di superficie, proposti dal proponente sulla base di una perizia di base e di
massima, giudicati congrui dal Settore competente del Patrimonio.
È evidente - e questo è anche oggetto di un emendamento che esplicita e rende evidente
questo - che le variazioni delle percentuali delle destinazioni d'uso all'interno della SLP
complessiva potrebbero prevedere una variazione dell'importo.
Quindi, il valore definitivo del diritto di superficie dell'area, individuato sulla base di
una perizia tecnico-estimativa che è attualmente in corso di istruttoria, determinerà,
entro l'approvazione definitiva della Variante, l'effettivo valore di cessione al quale il
proponente potrà aderire, nonché i necessari adeguamenti al Protocollo d'Intesa di cui
sopra.
Il provvedimento che stiamo discutendo è finalizzato a creare una nuova Zona Urbana
di Trasformazione (ZUT), denominata "Ambito 4.25 Continassa".
Le previsioni urbanistiche sono finalizzate a perseguire la ricostruzione di un comparto
organico composto da funzioni in stretta sinergia con il complesso dello stadio e quindi
di ulteriori funzioni di tipo ludico-sportive, di servizio alle persone tra loro integrate.
Con la nuova modulazione di destinazione, all'interno di una SLP massima di 30.000
metri quadrati - come dicevo prima -, si prevedono 12.000 metri quadrati a residenza e
21.000 metri quadrati ad ASPI, più 5.000 metri quadrati trasferiti dalla Z.U.T. dello
Stadio Juventus, a fronte di una prima proposta, ora emendata, di 6.000 residenze e
27.000 metri quadrati di ASPI.
La nuova Z.U.T. è articolata in due porzioni: una a sud, di circa 81.000 metri quadrati,
interamente destinata a verde e servizi pubblici, che resta di proprietà della Città e che
non genera diritti edificatori; l'altra, posta a nord, di circa 180.000 metri quadrati, che
individua la concentrazione edificatoria ed include il complesso storico della Cascina
Continassa in cui è previsto il trasferimento della sede sociale della Società.
In considerazione del rapporto tra superficie edificabile ed estensione complessiva del
nuovo Ambito di trasformazione, le attività saranno ricomprese in ampie aree libere da
trattarsi prevalentemente a verde e urbanizzazioni di connessione con il quartiere e con
il resto della città.
La puntuale ripartizione tra le attività ASPI è demandata allo Strumento Urbanistico
Esecutivo, mentre la relativa Convenzione urbanistica dovrà definire i puntuali accordi
tra la Città e la Società Juventus.
In conclusione, la presente Variante prevede l'individuazione di un nuovo Ambito "4.25
Continassa", con una superficie lorda complessiva di 261.000 metri quadrati circa, con
una capacità edificatoria pari ad un massimo di 33.000 metri quadrati di SLP, oltre ai
5.000 metri quadrati relativi alla sede sociale della Juventus trasferiti dall'Ambito
"Stadio delle Alpi.
Con la Variante urbanistica si provvede a rendere l'area in oggetto compatibile con le
previsioni del progetto di complessiva riqualificazione, a completamento del processo di
recupero e valorizzazione iniziato nel 2002 con la Variante n. 83.
Con tale provvedimento, inoltre, si procede a revocare la deliberazione di adozione della
Variante n. 236, che fu adottata dal Consiglio Comunale nel novembre del 2010, atti
conseguenti alla prima stipula di Protocollo d'Intesa con Juventus, del 2010, in quanto
sono superati dal presente atto.
Io terminerei qui, perché poi la discussione, articolata nelle varie Commissioni che si
sono succedute, ha ulteriormente articolato il testo della deliberazione; naturalmente le
articolazioni sono presenti negli emendamenti, ma prendo atto del fatto che non si
discute degli emendamenti oggi e che se ne discuterà lunedì.
Ho voluto, però, dare conto non solo del percorso del processo, piuttosto complesso, ma
anche di alcuni nodi che sono stati discussi e sui quali ci tenevo a fare chiarezza.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Dichiariamo aperta la discussione rispetto a questo atto.
La parola al Capogruppo Tronzano.

TRONZANO Andrea
Oggi non avrei voluto parlare per primo, avrei preferito ascoltare cosa aveva da
aggiungere il Consigliere Mangone in merito a questa proposta di deliberazione.
Tuttavia - bando alle battute -, signor Sindaco, la discussione è stata positiva. Come
opposizione, abbiamo partecipato a viso aperto, senza infingimenti, a favore della buona
politica e di risposte chiare ai cittadini.
Oggi i cittadini si aspettano da noi delle soluzioni, non delle polemiche strumentali o
sterili. Sicuramente, però, come Consiglieri, abbiamo avuto il merito - e qui devo dare
anche il merito ad alcuni Consiglieri della maggioranza - di aver aperto delle questioni
che si sono rivelate anche positive, perché nel conseguimento di questo dibattito
abbiamo ottenuto, a mio giudizio, dei miglioramenti effettivi.
L'attività amministrativa non è un'attività di parte, è un'attività che deve essere valutata
per quello che è e quindi deve rispondere anche ai principi del diritto amministrativo,
che prevede la trasparenza, la legalità, il buon andamento, la leale collaborazione fra le
parti. Signor Sindaco, noi pensiamo di aver contribuito a dare un ulteriore segnale di
grande responsabilità su questa discussione, tant'è che - ad esclusione, naturalmente, del
Consigliere Angelo D'Amico - non abbiamo presentato emendamenti di merito, perché
il nostro merito l'abbiamo discusso in Commissione.
Noi avevamo dei punti precisi, che adesso riepilogherò, dei paletti chiari da mettere
affinché questa deliberazione fosse resa più fluida e propria rispetto alle esigenze della
Città. Pertanto, avendo partecipato ad una discussione severa, anche con un po' di
asprezza in certi momenti, abbiamo comunque voluto dare il nostro contributo positivo.
La politica è una mediazione fra interessi e valori e noi su questo abbiamo fatto il nostro
ragionamento: abbiamo detto che l'interesse pubblico è principale, tant'è che tutto il
Gruppo del PdL si muove in una cornice positiva, che è quella della riqualificazione
dell'area, che quella parte della città aspetta da decenni, che, a seguito di politiche
scellerate di Amministrazioni precedenti a questa, non ha potuto portare, se non dei
piccoli rattoppi e che oggi, finalmente, arriva a una definizione, anche grazie al
contributo di un privato. E l'interesse del privato è la mediazione giusta che la politica
deve fare, tra valori, che non devono essere in discussione, della nostra parte politica, e
interessi leciti e legittimi del privato. Noi abbiamo il dovere di tutelare anche quegli
interessi.
È certo che, però, prima di tutto questo deve venire l'interesse pubblico:
riqualificazione. Quindi il Gruppo del PdL su questo è chiaro e limpido e si muoverà in
questo senso. Poi è chiaro che al nostro interno abbiamo delle valutazioni diverse
rispetto all'attività amministrativa alla declinazione della deliberazione e questo lo
vedremo nella votazione, però il nostro primo obiettivo era quello della riqualificazione
dell'area.
Siamo certi però - signor Sindaco, qui lo devo dire e lo dica anche ai suoi Colleghi della
Regione - che, se fossimo stati noi al vostro posto, voi non vi sareste comportati così. Su
questo sono certo. Lo vediamo in Regione come si comporta l'opposizione. Noi, invece,
vogliamo dare un segnale di rinnovamento a questo tipo di spirito, perché non si può più
andare avanti così. Verranno a prenderci con i forconi se continuiamo a litigare sulle
cose che le persone percepiscono come inutili.
Su queste cose è opportuno fare presente che un'opposizione responsabile, che non è
pavida, si comporta in questa maniera, partecipando al dibattito senza paura dei titoli sui
giornali: "Il PdL è spaccato". Il PdL non è spaccato, il PdL ha la volontà di riqualificare
l'area. Poi all'interno dell'attività amministrativa può anche avere opinioni diverse, ma
pazienza, ci sta. Fossimo stati noi al vostro posto, forse - anzi, senza il "forse" - non
avremmo trovato lo stesso comportamento.
Signor Sindaco, così come la Città ha gestito bene la fase della vendita, attraverso i
propri dirigenti, i propri direttori, gli Uffici, eccetera, devo dire che gli Uffici, in questo
caso, un po' di confusione l'hanno fatta, hanno un po' complicato la vita di questa
deliberazione. Quindi devo dire che questo è un punto che forse, se fosse stato gestito
diversamente, con più serenità o con più attenzione, forse avrebbe potuto trasformarsi in
una cosa meno complessa. Bisogna prenderne atto e dirlo con chiarezza.
La Circoscrizione più divisa e litigiosa, che è la Circoscrizione 5, all'interno della Città,
ha votato all'unanimità il "sì" a questa deliberazione. È un segnale importante, di cui il
Capogruppo del PdL deve prendere atto.
Io voterò "sì" a questa deliberazione, voterò a favore di questa deliberazione, anche in
omaggio e in rispetto ai miei Consiglieri della Circoscrizione, perché loro sono i sensori
del nostro territorio e se vogliamo che loro siano oggettivamente dei punti cardine,
come vogliamo che siano le Circoscrizioni, dobbiamo tenere in considerazione anche
questo.
Quindi, anche per questo motivo - certo non solo per questo -, io voterò "sì" a questa
deliberazione.
L'evidenza pubblica, signor Sindaco, è stata insufficiente, bisogna dirlo. Ha fatto notare
giustamente il Consigliere Mangone come è stata trattata l'evidenza pubblica all'interno
di questo. C'è stato un trafiletto piccolo su "La Repubblica"; poteva essere trattato
diversamente, era forse opportuno fare un'evidenza pubblica migliore, però la procedura
amministrativa è completa, l'evidenza pubblica c'è stata, la legge è stata rispettata e noi,
come principio di liceità di tutti gli atti amministrativi, prendiamo atto che è stata
rispettata la Legge che prevede l'evidenza pubblica per questo tipo di aree e per questo
tipo di bandi. Certo, poteva essere un po' più corposa e non così insufficiente. Ma
perché dico questo? Perché un Sindaco che non ho mai stimato, che è Castellani, diceva,
a suo tempo, una cosa giusta - di quelle che ricordo io, pochissime -, ovvero che
quell'area è appetibile oggettivamente, perché è di facile collegamento. Da quell'area lì
arrivi facilmente in tutte le parti della Città, con grandi vie di scorrimento e,
conseguentemente, non è che fosse un area da trascurare, come è stato fino ad oggi, ma
era un'area appetibile.
Pertanto è probabile che, all'interno di quell'operazione, forse qualche investitore
straniero avrebbe potuto anche dire: "Ci faccio un pensierino". Fossi stato in lei - lo
dico con molta franchezza, signor Sindaco - al posto suo, probabilmente, io avrei fatto
la stessa cosa, avrei sicuramente avuto un'interlocuzione privilegiata, nell'ambito della
liceità e della legittimità, con la Juventus. Perché questo? Perché con lo stadio nuovo, lo
stadio fantastico che oggi ha la Juventus, insieme a quell'area della Continassa
riqualificata, quel polo diventa un polo sportivo calcistico di livello mondiale. Nessuna
nazione, a mio giudizio, ha una cosa così importante.
Se verrà approvata questa "adozione" - e poi spiegheremo anche perché sottolineo
"adozione" - questo creerà un afflusso turistico che chi non conosce - bontà sua - il
pallone, il calcio, non può immaginare: Barcellona, Manchester, Chelsea, possiamo fare
gli esempi che vogliamo, qualunque esempio che si tiri fuori su questa vicenda, si
verifica come la quantificazione del beneficio di questa operazione si verificherà nei
prossimi anni. Questo è un successivo motivo per il quale io voterò "sì".
Altri motivi sono 200 posti di lavoro, dice la Juventus. 200 posti di lavoro che saranno
anche - spero -, come ha detto anche l'Amministratore Delegato della Juventus in
audizione, dedicati e destinati alla popolazione di quella zona, se naturalmente avrà i
diritti, i criteri, le rispondenze alle necessità della Juventus. E questo è un altro elemento
assolutamente di valore. Io lo sottolineo a verbale, perché poi andremo a verificare
anche i 200 posti che la Juventus dice. E io sono convinto che sia così, perché quell'area
può veramente portare dei benefici, anche e soprattutto occupazionali, di cui oggi -
vivaddio - sappiamo tutti quanto ce ne sia bisogno.
Legittimità degli atti. L'abbiamo sollevata tante volte in queste discussioni di
Commissione; la legittimità degli atti c'è stata, è stata verificata; gli Uffici hanno
firmato gli atti. Cari Consiglieri, cari Colleghi, o ci fidiamo dei nostri dirigenti (tra
parentesi, sempre che non abbiano tessere di Partito in tasca, ma questa è una mia
opinione) e dei nostri direttori, oppure licenziamoli, cambiamogli ruolo. Se hanno
firmato la legittimità di questi atti è perché sono sicuri che gli atti siano legittimi, fino a
prova contraria, ma io non faccio il magistrato, non faccio la Corte dei Conti, faccio
politica. Secondo me questa deliberazione, nella legittimità degli atti, è una buona
deliberazione.
Dopodiché arriviamo allo specifico. Noi avevamo fatto delle richieste precise, che poi
sono state anche mutuate o comunque, sostanzialmente, le abbiamo fatte quasi in
assonanza di tempi con la maggioranza, come, ad esempio, quella del passaggio da
6.000 a 12.000 metri quadrati di residenziale. Questo è un passaggio che è stato tanto
sottolineato. Io non sono un tecnico, quindi non ho competenze specifiche, ma i tecnici
che ho consultato dicono che non sia una cosa determinante per il valore dell'area, però
noi abbiamo voluto che ci fosse, fin da subito, una valutazione attenta della
rivalutazione dell'area: se oggi costa 10 milioni e mezzo con 6.000 metri quadrati,
domani con 12.000 metri quadrati magari varrà qualcosa di più.
Il Piano esecutivo, attraverso la perizia asseverata che verrà fatta, come è giustamente,
per legge, da fare, dimostrerà se noi avevamo ragione e se quindi quest'area sarà
maggiorata e quindi un ulteriore superiore incasso da parte della Città.
12.000 metri quadrati di residenziale. Questa nostra richiesta è stata certificata da un
emendamento che la Giunta ha presentato, di cui non discutiamo oggi, naturalmente,
però, Capogruppo Lo Russo, due erano le soluzioni: o monetizzare e quindi aumentare
il valore dell'area su 12.000 metri quadrati, oppure fare - e lo dico per scavalcare a
sinistra l'ottimo Consigliere Curto - housing sociale. Su un'area, dove l'area costa
sostanzialmente zero, è il momento giusto per dire che lì sopra, magari, facciamo
housing sociale, per dare alle giovani coppie la possibilità di accedere a un affitto
calmierato e fare delle cose. Certo è che non dipende da noi soltanto. Se la Juventus
questa cosa non la riterrà utile, non la farà, però almeno monetizzeremo il passaggio da
6.000 a 12.000 metri quadrati di SLP.
Arena Rock, altro passaggio delicato. Sull'Arena Rock io non voglio discutere,
sicuramente abbiamo speso malamente 5 milioni di Euro. Abbiamo provato a dargli una
nuova destinazione nella scorsa tornata amministrativa; attraverso degli atti -
tecnicamente non voglio definirli, nel senso che non ho contezza e non ho competenza
per fare un ragionamento tecnico-amministrativo - abbiamo concesso temporaneamente
quest'area a una società che fa le corse di go-kart.
Naturalmente, se essi hanno dei diritti, questi diritti devono essere rispettati. Infatti,
questa nostra valutazione è stata inserita all'interno di un successivo emendamento, nel
rispetto delle posizioni giuridiche del predetto soggetto. Credo che sia sufficiente; poi
valuteremo se questo soggetto avrà le carte in regola, ma se ha speso e ha fatto delle
valutazioni, sicuramente non deve essere punito. Soprattutto non si deve creare un
precedente per tutti gli altri impianti sportivi in concessione, perché se avessimo creato
un precedente qui sopra, qualunque situazione si fosse verificata nella Città, sarebbe
stata dannosa per coloro che avevano la concessione.
Quindi, credo sia stato un buon suggerimento da parte nostra e una buona attenzione da
parte della Giunta.
Dopodiché, sempre nell'ottica dell'interesse privato, non bisogna dimenticare di dire
grazie a chi oggi ha la forza di investire. Lo dico senza nessun timore di essere né
smentito né punito da questa dichiarazione, ma è importante che questa Città capisca
che se c'è ancora gente che ha voglia di investire, bisogna che venga aiutata. È chiaro
che chi ha il denaro in mano è più forte rispetto a chi non ce l'ha; però, è anche chiaro
che quell'area è giusto, probabilmente, darla alla Juventus, come previsto da questa
deliberazione.
Inoltre, abbiamo anche chiesto - lo dico proprio per cercare di smitizzare il fatto che
questo provvedimento sia un favore alla Juventus - che nella deliberazione venisse
inserito un piccolo emendamento che desse anche certezza dei tempi della realizzazione
e desse anche la garanzia fidejussoria che la Juventus realizzerà questo tipo di impianto.
Perché questo? Sappiamo che questo avverrà con il Piano Esecutivo, in cui ci sarà tutto
quello che abbiamo scritto e detto, ma nel momento dell'adozione, cioè nel momento
preliminare di tutto ciò, era importante che non si desse la sensazione di voler incassare
10 milioni di Euro e che la Juventus facesse cosa volesse su quell'area: per cui, "l'area
deve essere sgombra da tutto e faccio cosa mi pare; costruisco magari fra diciotto anni,
tanto, chi se ne frega, ci avete dato l'area".
Questo noi non lo vogliamo, per dare la sensazione alla cittadinanza - cosa che nella
deliberazione è molto chiara - che a quell'area spetta una riqualificazione e che questo
provvedimento non è un aiuto alla Juventus. Questo lo abbiamo ottenuto attraverso un
emendamento, che lo stesso Assessore ha presentato.
Quindi avremo congruità dei tempi - giusto suggerimento del Consigliere Mangone -,
perché io pensavo solo alla questione Juventus, ma in realtà c'è anche la questione del
Parco, che deve avere sostanzialmente i medesimi tempi di realizzazione (sia l'aspetto
privato sia l'aspetto del Parco), perché se la continuità tra Vallette e operazione
Juventus è data da questo grande e meraviglioso - credo e spero - Parco, che consentirà
questo collegamento, questo Parco non può essere realizzato dopo le opere che farà la
Juventus, ma la Juventus non può realizzare le proprie opere dopo la realizzazione del
Parco.
Quindi, nella sostanza (chiudo, Presidente, lasciando ancora cinque minuti ai miei
Colleghi), la mia valutazione è positiva. Credo di aver fatto personalmente, con il mio
Gruppo, un lavoro che contribuisce alla dignità della politica e di quest'Aula; per ridare
la consapevolezza che non possiamo sempre e soltanto dire no. Anche se in alcuni
momenti è legittimo e lecito dire di no, questa operazione è stata migliorata come
volevamo noi, quindi abbiamo concesso fiducia a questa Amministrazione, ma anche ai
nostri "stakeholder", cioè ai cittadini della Circoscrizione delle Vallette.
Io credo che sarà una buona operazione, quindi il mio voto sarà sicuramente positivo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Finalmente qualcuno in questa Città si è accorto che nella zona della Continassa c'era
qualcosa che non andava e ha deciso di intervenire. Probabilmente è un'area che da
troppi anni è stata dimenticata e aveva bisogno di un intervento forte come questo,
anche perché la cronaca recente ci ha ricordato che lì dentro c'è un accampamento di
nomadi e nell'area di Via Traves c'è una fortissima prostituzione, in orari diurni e
notturni. Quindi, all'interno del Parco della Continassa c'è un'area di fortissimo
degrado, che finalmente verrà sanata.
Io però voglio ricostruire tutta la questione anche dal mio punto di vista. Questa volta ci
tengo a ringraziare i Consiglieri Mangone e Sbriglio per aver posto all'attenzione del
Consiglio Comunale aspetti che sarebbero stati un po' più difficili da analizzare per chi
non era presente nella precedente tornata amministrativa. Per cui il dibattito che è
venuto fuori dalla Commissione penso che abbia migliorato in maniera sostanziale
questa deliberazione. Anche perché si tratta di una zona che non ha mai avuto una
possibilità di cambiamento: purtroppo le Amministrazioni degli ultimi anni si sono
sempre dimenticate delle periferie; anzi, hanno sempre di più guardato verso il centro,
dimenticandosi di quello che c'era fuori.
Arrivati a questo punto, direi che soltanto un pazzo potrebbe dire di no ad un progetto di
riqualificazione di un'area così vasta e così importante come quella della Continassa. E
probabilmente soltanto quel soggetto - io non ho paura di dire che questa è una Variante
ad hoc - poteva interessarsi di quell'area.
Io penso all'area della Continassa quando doveva intervenire la Virgin per fare una
palestra, un centro; poi è scappata, perché ha visto cosa c'era intorno, e l'asta è andata
deserta. Ricordo che insieme all'Assessore Curti in Commissione discutevamo di una
Variante, poi abbiamo fatto un'asta che è andata deserta. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, ne abbiamo riparlato anche a inizio mandato, Assessore.
Questo vuol dire che l'area è veramente molto difficile, per cui penso che un intervento
di questo tipo sia strutturale e fondamentale per far rinascere questo tipo di periferia.
Forse è la prima e anche l'unica occasione per rilanciare in maniera forte quest'area.
Anche se chiaramente bisogna analizzare le criticità dell'area; noi, per esempio,
abbiamo proposto un subemendamento relativo al dibattito che ha animato la
Commissione di ieri sulla nuova (se possiamo definire nuova) parte di SLP, da 6.000 a
12.000 mq, che deve essere analizzata da un perito. Le cifre stabilite probabilmente non
bastano e non devono bastare, anche perché - ripeto - non dobbiamo regalare niente a
nessuno, ma dobbiamo fare in modo che il prezzo sia congruo al valore dell'area.
Non possiamo permetterci che ci siano sovrapprezzi o deprezzamenti di un'area, anche
perché le nostre condizioni economiche non ci possono e non ci devono consentire né di
svendere, anche se l'unico soggetto interessato è la Juventus, né ci devono obbligare a
fare speculazioni.
Quindi, ripeto, il nostro subemendamento propone di fare un bando per individuare un
soggetto totalmente estraneo per fare la perizia. Per quanto sono convinto che il
Politecnico di Torino ci possa fornire un perito imparziale che possa fare un'indagine, io
voglio andare oltre: ci tengo che questo intervento sia fatto da un soggetto che finora
non ha neanche immaginato di poter prendere parte a questo intervento.
Inoltre, per quanto il nostro Gruppo sia favorevole, ci sono tre punti fondamentali e
imprescindibili per votare questa deliberazione - l'abbiamo detto sin dall'inizio -, che
finora non sono stati sciolti. Il primo punto critico è l'area che adesso è destinata ad
ASPI, ma che il progetto della Juventus vorrebbe trasformare in un cinema.
Come sappiamo, ad oggi c'è una Legge regionale che vincola l'apertura di una multisala
all'acquisto di una licenza di un cinema dell'area vicina; a meno che non cambi la
Legge regionale, noi abbiamo chiesto da subito un piano B, presentando una mozione di
accompagnamento che va in questa direzione, con la quale chiediamo alla Giunta di
impegnarsi affinché tutti i lavoratori dei cinema di Pianezza, di Venaria e di Collegno
non perdano il posto di lavoro in seguito alla realizzazione di questa multisala, che
adottando un marketing diverso ovviamente andrebbe a cannibalizzare il lavoro dei
piccoli cinema di paese. Perché per quanto siano aree discretamente abitate, si tratta
comunque di piccoli cinema di paese, con una, due, massimo tre sale, che ovviamente
non potrebbero competere con un soggetto che fa un investimento così forte all'interno
di un'area così importante. Quindi, uno dei punti fondamentali è il cinema.
Un altro nodo è quello dei nomadi. Questa Giunta ad oggi non è ancora stata in grado di
assicurarci dove verranno sistemate quelle persone. Per noi è fondamentale sapere che
non si creerà un nuovo campo nomadi abusivo, né in quella zona, né in altre zone di
Torino. Per cui vogliamo delle garanzie, prima dell'approvazione della Variante, sulla
ricollocazione di queste persone, perché non possiamo più assistere alle scene che ci ha
consegnato la cronaca locale.
Un altro punto fondamentale è l'Arena Rock. La Giunta Chiamparino aveva speso circa
4 milioni di Euro per la sua costruzione. Una cifra importante; in passato poteva non
essere tale, ma oggi sappiamo quanto pesa ogni centesimo. Quando guardiamo i nostri
Bilanci, signor Sindaco, sappiamo quanto potrebbero essere importanti nelle nostre
casse i 4 milioni di Euro spesi per un'opera mai utilizzata; anzi, riconvertita in
kartodromo, che oggi frutta alla Città circa 30.000,00 Euro l'anno.
L'Assessore ci diceva che per recuperare la cifra spesa - per un'opera mai utilizzata - ci
vorrebbero circa 180 anni. Dal punto di vista del nostro Gruppo Consiliare, potrebbero
addirittura esserci gli estremi per un esposto alla Corte dei Conti.
Questo sicuramente è un altro di quei nodi da sciogliere per avere un voto positivo a
questo tipo di intervento.
Noi siamo entrati nel merito del provvedimento, evitando di fare ostruzionismo, perché
riteniamo necessaria quest'opera, ma non possiamo neanche dare un voto favorevole
finché i nodi che abbiamo posto all'inizio non vengono sciolti.
Da qui all'approvazione passerà del tempo; vedremo come la Giunta si proporrà nei
confronti del Consiglio Comunale su questi punti, che noi riterremo fondamentali, per
capire se ci saranno gli estremi per votare il provvedimento da parte nostra.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Non me ne voglia l'Assessore, però sicuramente è sotto gli occhi di tutti, almeno lo era
ieri, che questa deliberazione è stata affrontata in maniera sicuramente pressappochista,
in cui c'erano veramente tante falle, che spero siano state sanate. Tant'è che in un primo
tempo non avrei voluto votare a favore, anche se avevo una grossa difficoltà, perché non
so se sappiamo cos'è la Continassa, oggi come oggi. Magari cent'anni fa rappresentava
una zona agricola di questa città, oggi come oggi non rappresenta più nulla, perciò ben
venga l'interessamento e l'acquisizione da parte della Juventus, per sanare una zona di
territorio importante proprio vicino a una struttura come lo stadio, che ha già avuto
all'esordio una grossa fortuna, perché c'è stata una ricaduta all'interno del territorio da
quella struttura e sicuramente avrà una ricaduta maggiore quando la Juventus effettuerà
tutti i lavori di bonifica di quell'area.
Mi spiace che nessuno, forse tatticamente, non abbia voluto parlare della maggioranza;
è stato spettacolare ieri l'intervento di Mangone sul fatto che con molta attenzione ha
guardato attraverso le maglie di questa deliberazione. Mi ha perfino stupito, perché gli
ho anche chiesto da quanti anni fosse Consigliere Comunale e ho scoperto addirittura da
tre tornate amministrative. Ironicamente ho detto che se avesse lavorato bene come ha
fatto in questi giorni, ci saremmo evitati degli sprechi in questa Città; non li voglio
neanche citare, perché l'ho già fatto troppe volte in questo Consiglio: comunque, visto
che ci siamo, sottolineiamo l'Arena Rock, così non usciamo fuori dal territorio, ma ne
potrei raccontare... tra l'altro non è neanche una spesa, ma è un'acquisizione economica
che la Città fa, che poi sicuramente sarà sottodimensionata rispetto al valore, però
ritengo che in questo momento sia importante quello.
Soprattutto volevo anche sottolineare la ricaduta dei posti di lavoro nella zona, tant'è
che ho proposto all'amministratore delegato, e pare che l'abbia sottoscritto, così almeno
verbalmente, che i posti di lavoro dovrebbero ricadere proprio in primis, ovviamente chi
ha le caratteristiche professionali, all'interno del territorio della Circoscrizione 5.
Questo l'ho appreso verbalmente, vorrei che l'Assessore lo sottoscrivesse; è importante,
anche perché quella zona ha avuto dei cambiamenti e molte volte non se ne è accorta: il
carcere delle Vallette, c'è stato anche un tentativo di inserire lì il nuovo CPT, per
fortuna non è andato a termine.
Chiudo il mio intervento, Assessore, con una preoccupazione. Non vorrei che questa
operazione diventasse a posteriori una spesa ulteriore per il Comune, perché rimane
sempre - spero sia stata risolta - l'incognita del Parco, l'incognita del kartodromo, lo
spostamento degli spettacoli viaggianti, che potrebbero vanificare l'introito
dell'operazione che oggi il Comune può avere.
Quello è fondamentale, perché il Consiglio Comunale rimarrà, noi non ci saremo, ma i
torinesi e questa Città dovranno continuare ad andare avanti, spero in una situazione
diversa rispetto a oggi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Io ero indeciso se intervenire in questa discussione; alla fine ho pensato che forse era un
mio dovere farlo. Pensavo di non intervenire anche in seguito all'intervento che ha fatto
il Consigliere Tronzano, che ha rappresentato, credo, le posizioni di maggioranza e di
opposizione. Le cose che dirò, però, si scosteranno un po' dall'intervento del
Consigliere Tronzano.
Intervengo anche per un'altra ragione, perché nell'introduzione che ha fatto l'Assessore
mi aspettavo una riflessione rispetto a quello che è avvenuto in questi giorni.
L'Assessore ha fatto una relazione come se in questi giorni non fosse avvenuto
assolutamente nulla. Invece qualcosa è avvenuto in questi giorni. Io, signor Sindaco,
sono stato insultato dai Consiglieri dell'opposizione (ma poi mi hanno ringraziato),
perché io lavoravo sulla deliberazione.
In questo Consiglio Comunale si è creata una forma di consociativismo che pensavo
appartenesse alla storia; invece forse no, forse è l'atmosfera romana che si proietta sulla
città di Torino; questo fa sì che alla fine tutto può essere ricompreso in un ragionamento
della discussione.
Ma al Sindaco questo ovviamente non piace, quindi faccio una domanda molto chiara:
lei ha vinto con una certa maggioranza; le chiedo se vuole continuare con quella
maggioranza o se in questa maggioranza c'è magari qualcuno di troppo.
Premesso questo, Sindaco... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, credo che la
democrazia (il Sindaco sicuramente può insegnarmelo) abbia bisogno tanto della
maggioranza quanto dell'opposizione e non aiuta il fatto che ci sia questo "volemose
bene", perché alla fine spetta ad altri fare il lavoro che avrebbe dovuto fare qualcun
altro.
In questo caso mi sono fatto carico io di fare un certo lavoro, tant'è che è stato
riconosciuto dai Consiglieri che sono intervenuti sino a questo momento.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è anche il Consigliere Sbriglio per altri
versi. Io ho approfondito alcuni aspetti.
Gli aspetti che ho approfondito riguardano il Sindaco, perché traggono tutti origine dal
cosiddetto protocollo d'intesa che il Sindaco ha sottoscritto. Io credo che il Sindaco
abbia sottoscritto questo protocollo senza aver fatto gli approfondimenti dovuti, perché
l'Assessore oggi ce l'ha indicato come un impegno politico. Non è così, Assessore; lei
oggi, ha detto un po' di imprecisioni nella sua relazione, nonostante sia stato oggetto di
discussione più e più volte in Commissione.
Questo è un atto che ha rilevanza anche giuridica. Allora, è stato sottoscritto un atto
attraverso il quale il Sindaco, impegnando la Città, cede alla Juventus un diritto di
superficie, una SLP, e ne fissa il prezzo.
In Commissione ha pensato che il Sindaco evidentemente ha anche esperienza di estimi
catastali; credo di no. Io non li ho e normalmente per valutare le cose mi affido a degli
esperti. Il Sindaco ce l'aveva l'esperto: il dottor Beltramino, che ha firmato un atto
insieme al geometra Petti.
Questo dirigente diceva alcune cose al Sindaco, che sarebbe stato utile avere nel
protocollo d'intesa, perché nel protocollo d'intesa il Sindaco fissa un prezzo: "ti do
questo e mi dai quest'altro". Il dirigente invece diceva ben altro, cioè che la valutazione,
diversamente da quello che ha detto ancora oggi l'Assessore e questo mi meraviglia.
Assessore, sicuramente lei ha letto questo atto e io non so perché ancora oggi lei ha
stabilito in 10,5 milioni di Euro il prezzo dei 6.000 mq; non dico dei 12.000 mq, ma poi
ci arriviamo ai 12.000 mq. Io non so come faccia. O non ha letto questo atto, o se l'ha
letto, mi spieghi perché ancora oggi lei ha sostenuto che c'è una valutazione di
congruità. Questo tecnico dice: "Non è possibile al momento dare alcuna valutazione.
Tuttavia" - se vuole, glielo leggo tutto, Assessore - "si conferma la valutazione minima
che ne dà la Juventus".
Onestamente, è la prima volta che quando uno va a comprare qualcosa, il compratore fa
il prezzo. Dopodiché ognuno a casa sua ovviamente può fare quello che ritiene, ma
questa non è casa nostra. Noi gestiamo il patrimonio dei cittadini torinesi.
Allora non si può far firmare al Sindaco un protocollo d'intesa, stabilendo un prezzo, e
l'Assessore oggi ci viene a ribadire in Aula che il prezzo era quello. Non so in base a
che cosa. Per cortesia, mi smentisca nella sua replica se dico cose non vere. Il
documento del 16 luglio 2012 parla in maniera chiara e non è assolutamente
interpretabile.
Io avevo proposto di rallentare il percorso, Sindaco, perché ieri si è forzata la mano per
liberare la deliberazione per l'approvazione di oggi. Avevo chiesto un approfondimento,
anche se si è creata una situazione nella quale sembra che chi vuole approfondire, vuole
perdere tempo. A me questo clima non piace: l'approfondimento non è una perdita di
tempo, perché se alla fine alcune questioni vengono accolte come questioni importanti,
per cui la Città ne riceve un beneficio, non può considerarsi una perdita di tempo.
Siccome su questa vicenda le questioni non sono state ancora tutte approfondite, io
avevo chiesto di rallentare il percorso. Ci è stato di nuovo ribadito che senza questi
benedettissimi soldi le casse del Comune restano in difficoltà. Non è possibile che
l'azione amministrativa possa essere ogni volta esercitata con una pistola alla tempia: o
si approva la deliberazione, oppure il Comune è in default.
Sindaco, io avevo detto che la procedura doveva essere un'altra; l'avevo detto al mio
Capogruppo e a tutta la Commissione. Rallentiamo, fermiamo i lavori della
Commissione, diamo il tempo agli Uffici, a un consulente esterno, per avere la
documentazione (oggi l'Assessore ci ha detto che c'è una convenzione con il
Politecnico per gli estimi); convochiamo Juventus, gli chiediamo se quel prezzo va
bene, dopodiché procediamo in maniera spedita. Tutto questo non è stato possibile.
Allora, vorrei capire se senza questi 10 milioni di Euro al 31/12 la Città sopravvive o
non sopravvive. Perché dall'interlocuzione informale che ho avuto con l'Assessore
Passoni, non mi sembrava così determinante questa cosa.
Qua è andato tutto di fretta: il 24 luglio il Sindaco firma un protocollo d'intesa e il 30
luglio c'è già quella che viene definita "evidenza pubblica". Complimenti agli Uffici;
l'ho già detto in Commissione e lo ribadisco.
Conoscendo i miei limiti, ho provato a far leggere a qualcun altro questa evidenza
pubblica e mi hanno detto di non averla capita. La leggo, perché è cortissima: "La
società Juventus FC S.p.A. ha presentato una modifica alla proposta di riqualificazione
dell'area Continassa, già approvata con deliberazione Giunta Comunale numero... ; si è
preso atto dell'interesse pubblico della citata proposta, consultabile presso la Direzione
Centrale Ambiente, Sviluppo, Territorio, Lavoro, Via Meucci 4, per la presentazione di
eventuali osservazioni entro il 29/08/2012". Chi ha letto questa evidenza pubblica ha
chiesto su cosa avrebbe dovuto presentare delle osservazioni.
Quindi, l'evidenza pubblica è consistita nel fatto che dovevo andare in Via Meucci,
studiarmi le pratiche, vedere che cosa c'era e poi eventualmente presentare eventuali
osservazioni. Ma l'evidenza pubblica è fatta per le osservazioni o è fatta per verificare
se qualcuno è interessato, come la Juventus, a fare quel tipo di intervento? Vorrei capire
a che cosa serve l'evidenza pubblica. Questa è per eventuali osservazioni. Ma che cosa
devo osservare? Chi deve osservare, cosa?
Assessore, oggi ho riascoltato tutta la Commissione del 24 ottobre e le ribadisco che lei,
nella sua breve esposizione fatta il 24 ottobre, non ha neanche lontanamente accennato
al passaggio da sei a dodici. Glielo confermo e se vuole le consegno il cd della
Commissione.
Il tecnico che ne parla in un passaggio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Aspetti, bisognerebbe riascoltare la Commissione con il senno di poi, perché è sfuggito
anche a me. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, c'ero. Pensavo di non
esserci, ma riconoscendo la mia voce mi sono ricordato che c'ero. Non mi sono perso
nessuna puntata, Assessore.
Il tecnico a un certo punto - richiamando però il protocollo, che ancora non era stato
distribuito, perché anche i tempi sono... dopodiché interviene il Presidente e chiede di
distribuire il protocollo d'intesa - parla di 12.000 mq. Un mezzo passaggio. Anche il
tecnico pone spesso l'accento sul trasferimento dei diritti, che conosciamo, dallo stadio
alla Cascina della Continassa. Mai parlato dei 12.000.
C'è però qualcuno che ne parla, inutilmente: la Consigliera Appendino. La Consigliera
Appendino fa una domanda chiara e chiede che cosa cambia, rispetto al protocollo, tra
6.000 e 12.000 mq di SLP. Non c'è risposta a quella domanda. Siccome è tutto
registrato, possiamo andarlo a verificare quando vogliamo. Non c'è stata alcuna
risposta.
Sindaco, non le pare che forse è opportuno fermare i motori? Rifletterci bene? Non c'è
alcun sospetto, di nessun genere, né sul Sindaco, né sui suoi Assessori; non mi balena
neanche per l'anticamera del cervello, ma non è opportuno forse fermarsi e verificare
che cosa stiamo facendo?
L'ultima verifica l'ho fatta stamattina, Sindaco. L'Ambito genera 50.000 mq di SLP, la
Juventus ne prende 33.000, quindi ho chiesto all'Assessore che fine fanno i 17.000 mq.
L'Assessore mi risponde che vengono cancellati. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, Assessore Curti, "congelati" l'ha aggiunto dopo. Mi devi fare la
cortesia, Assessore, perché siccome c'erano testimoni, io parlo sempre con prove alla
mano. Lei ha risposto (è a verbale anche questo) che quei 17.000 mq vengono eliminati.
Dopodiché, per intervento del Capogruppo Lo Russo, è stato fatto - non se sia stato
presentato - un emendamento. Ma è giusto che il ruolo del Consigliere richieda una
verifica puntuale di tutte le cose. Non possiamo fare questo tipo di lavoro.
Allora, non vorrei ci fossero altre cose da verificare, perché il Sindaco ha giustamente
firmato un protocollo e ha assunto degli impegni, però quel protocollo ha una sola
clausola di salvaguardia che è a favore della Juventus, mentre a favore della Città non
c'è alcuna forma di salvaguardia. Per cui, se la Juventus oggi ci dicesse che i 6.000 mq
in più di cui abbiamo discusso non li vuole, voglio vedere se la Città è in grado di dire
che i 6.000 mq attuali di residenziale non valgono 10 milioni di Euro, ma di più. Voglio
vedere in base a quale norma del protocollo d'intesa il Sindaco è in grado di opporre
un'eccezione.
Allora, evidentemente la procedura giusta da seguire è fermarsi un attimo, attendere,
perché, Sindaco, allo stesso dirigente è stata inviata un'altra nota al 1 ottobre (mentre ai
Consiglieri non è stata posta l'attenzione sul passaggio da 6.000 a 12.000 mq) e oggi, 8
novembre, non c'è ancora risposta. Con questa niota si chiedeva a questo dirigente di
dare la valutazione sulla nuova situazione che si era creata, cioè del passaggio da 6.000
mq a 12.000 mq di residenziale. Questa nota ancora non ce l'abbiamo. Non sappiamo
quanto vale quell'area.
Noi stiamo approvando una adozione di Variante senza conoscere i dati fondamentali.
Come ancora non sappiamo... il Sindaco nel protocollo elenca le presenze, non quelle
senza titolo (nomadi, chioschi abusivi), nei cui confronti è giusto che provveda la Città,
ma quelle di coloro che hanno titolo di stare lì. La prima Commissione, purtroppo, per
colpa del Consigliere Sbriglio, al quale avevo detto di non esagerare su questo
kartodromo, si è svolta praticamente tutta sul kartodromo. Ma oltre al kartodromo c'è
una sfilza di occupanti con titolo, dei quali dobbiamo capire cosa fare, perché non vorrei
che costasse più la risoluzione del problema, che quello che andiamo a incassare. Non
sappiamo nulla. Può darsi che costi 10.000 Euro, come può darsi che costi 1 milione di
Euro mandar via questo signore, che ha titolo.
Allora, vogliamo risolvere questi problemi prima di arrivare all'approvazione di
un'adozione che fa nascere delle aspettative? L'adozione fa nascere delle aspettative,
non è carta straccia, perché in presenza di un protocollo d'intesa e dell'approvazione di
un'adozione, nascono aspettative. Possiamo risolvere prima questi problemi e poi
andiamo spediti verso l'approvazione?
Mi avvio alla conclusione con una sola riflessione sul merito. Con l'amico, compagno
Tronzano, abbiamo discusso della realizzazione della Variante urbanistica, perché noi
oggi stiamo facendo una Variante urbanistica che è distinta dagli aspetti patrimoniali,
anche se il protocollo mette tutto insieme. La realizzazione da parte della Juventus
onestamente non ho dubbi che verrà realizzata, perché se facciamo il conto della serva,
solo per l'SLP residenziale (12.000 mq), a 3.000 Euro al mq, fa 36 milioni di Euro, se la
matematica non m'inganna. Quindi, sono sicuro che la Juventus farà l'operazione.
Assessore, ma lo vuole dire ai cittadini di quel quartiere che quando lei dice che
l'operazione unirà i due territori...

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Mangone, ha ancora quattro minuti.

MANGONE Domenico
So leggere, Vicepresidente.

LEVI Marta (Vicepresidente)
54 secondi.

MANGONE Domenico
So leggere, Vicepresidente. Mi avvisi quando il tempo è scaduto. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, no, ma so leggere, Vicepresidente, stia tranquilla.
L'Assessore vuole dire ai cittadini...

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Mangone, è scaduto il tempo.

MANGONE Domenico
Ma se mi continua a bloccare... mi fa finire la frase?
Vogliamo dire ai cittadini di quel territorio che il Parco, benché previsto dalla Variante
urbanistica, in questo contesto e in queste condizioni, se ci sarà, ci sarà fra 10-15 anni?
Vogliamo parlar chiaro con i cittadini? Perché di questo si tratta, perché se lo dobbiamo
realizzare con le finanze della Città di Torino, i tempi non possono che essere quelli.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Non volevo staccarle il microfono, ma funziona solo un microfono dei due. Potete
mettermi a posto il microfono che non toglie la voce agli altri, grazie.
Allora, stiamo distribuendo la copia di tutti gli emendamenti; quindi, da questo
momento scatta l'ora per la presentazione di eventuali subemendamenti.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Il Consigliere Mangone ha detto molte delle cose che avrei detto io, ma non mancano
comunque diverse altre da dire. Infatti, è molto interessante la seduta di oggi dal punto
di vista del clima politico, nel senso che siamo un po' a un livello di disgregazione:
l'opposizione che dà ragione praticamente in toto alla proposta della maggioranza e
pezzi di maggioranza che invece non sono più allineati, e sono gli unici che hanno la
voglia di tirar fuori i problemi oggettivi di questa deliberazione, che credo ormai siano
noti a chiunque la esamini.
Quindi, questi problemi dovrebbero essere sollevati non soltanto da due Consiglieri,
forse un po' in rotta con la loro maggioranza, ma anche dagli altri Consiglieri di
maggioranza e di opposizione. Invece, addirittura, i Consiglieri di opposizione - tranne
qualcuno - hanno dato ragione alla deliberazione.
Premetto che noi non abbiamo nessun problema se un privato vuole investire, creare
posti di lavoro, realizzare una bellissima iniziativa per riqualificare un'area, anche se,
onestamente, trovo molto triste che l'unica idea di riqualificazione che la Città sia in
grado di mettere in campo, che sia per scelta o per mancanza di mezzi, sia l'idea di
costruire dei palazzi, un cinema, una galleria commerciale, eccetera.
Forse, prima o poi, si dovrebbero fare delle riqualificazioni di altro genere. Però,
prendiamo atto che la situazione è questa, quindi se qualcuno lo vuole fare e ci mette i
suoi soldi, dal nostro punto di vista non è un problema. Il problema, però, è legato
innanzitutto agli aspetti economici di questa proposta, non solo perché sembra di vedere
l'ennesima istanza del processo di cementificazione che è avvenuto in varie aree di
Torino, per cui aree lasciate andare a un degrado di vario genere, che poi casualmente
vengono acquistate da grossi interessi economici, che la riqualificano e ci guadagnano
moltissimo; ma perché bisognerebbe parlare di parità di trattamento, non in senso
sportivo, perché se il Torino presenterà un progetto - cosa che il Torino FC attuale non
ha mai fatto - la Città potrà valutarlo e dimostrare di dare le stesse condizioni alle due
società di calcio.
Qui si parla, invece, di parità di trattamento tra chiunque sia interessato a investire su
quell'area. Da questo punto di vista quello che è successo è molto preoccupante, perché
la Città prima ha fatto un protocollo d'intesa con la Juventus, poi ha fatto questa
evidenza pubblica - permettetemi - un po' ridicola, perché si tratta di un trafiletto
incomprensibile, pubblicato su un quotidiano il 30 luglio; non era il 14 di agosto, però
più o meno, l'evidenza pubblica è durata per il mese di agosto. Poi chiaramente si dice
che non c'è nessun altro interessato. Forse, se avessimo fatto una gara, un bando, un
avviso, un qualcosa di più serio, una vera ricerca, come si è fatto per altre aree,
sarebbero saltate fuori altre proposte e altre idee interessanti.
Veniamo alla valutazione economica, perché la valutazione economica di quest'area,
almeno per lo stato attuale della deliberazione, facendo i conti, è di 0,58 Euro al mq
all'anno; che peraltro non è una novità, perché è lo stesso prezzo fissato per l'area su cui
è stato costituito lo stadio.
Certamente, uno si chiede se veramente 0.58 Euro al mq all'anno sia una valutazione
congrua, soprattutto per un progetto che non fa attività... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ma no, io lo dico, tanto, se la maggioranza non è interessata ad
ascoltare... Qualcuno sta ascoltando. Chi non è interessato, perché ha deciso di non
ascoltare, sapendo che pigerà e voterà "sì" qualunque cosa gli venga detta, fa bene a non
ascoltare.
Comunque, 0,58 Euro... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene. 0,58 Euro
al mq all'anno è alla cifra necessaria per mettere un dehor, meno di qualunque cifra
possa immaginare. Credo che 0,58 Euro al mq all'anno non sia un prezzo congruo, nei
confronti di qualsiasi privato o azienda che volesse costruire ad esempio un albergo o
un centro commerciale in Città.
Questo prezzo è stato mantenuto sia per lo stadio Juventus, sia per questa deliberazione.
Il bello è che nel mezzo la Città ha fatto, come diceva anche l'Assessore, una gara per
dare via il diritto di superficie. Questo è anche un dato interessante; se non interessa a
nessuno in Aula, magari lo diciamo alla Corte dei Conti e vediamo cosa ne pensa.
Cioè la Città, nell'ambito della Variante che è stata citata prima, ha fatto anche delle
gare per dare in gestione un diritto di superficie cinquantennale, per un'area di 14.000
mq situata nell'area in oggetto, per un prezzo di 2,7 milioni di Euro, che fa 3,76 Euro al
mq all'anno, che è già un prezzo decisamente scontato. È vero che quella gara è andata
deserta, quindi mi direte che probabilmente il prezzo era alto, ma comunque stiamo
parlando di sette, otto volte il prezzo che viene praticato alla Juventus.
Semmai c'è da chiedersi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). 3,76 Euro al mq
all'anno. Questo era già un prezzo alto, perché noi dai privati ci facciamo rispettare.
Comunque, alla fine, c'è da chiedersi come mai la Città prima dà un pezzo di quell'area
alla Juventus per 0,58 Euro al mq all'anno, poi fa una gara da 3,76 Euro al mq all'anno
e poi gli dà un altro pezzo dell'area a 0,58 Euro. Ma non c'è un criterio in queste
valutazioni? Finora non sono riuscito a capirlo, anche perché, la risposta a questa
domanda è la lettera che ha letto il Consigliere Mangone...

LEVI Marta (Vicepresidente)
No, veramente, non è tollerabile. O parlate a bassa voce, o andate a parlare fuori. Si può
parlare a bassa voce, non c'è bisogno di urlare. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Perché il rumore arriva di lì. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Ce l'ho con te e con il Consigliere Grimaldi, per la precisione.
Prego, Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
È un po' difficile mantenere il filo del discorso, però la realtà è che la Città ha valutato
quell'area in maniera nettamente diversa, a seconda di chi era non dico il vincitore del
probabile bando, perché in certi casi non si tratta di bandi, ma a seconda di chi era il
soggetto che avrebbe preso l'area.
Va bene che qualcuno investa per costruire, ma tutti ci chiediamo se la Città si stia
facendo pagare adeguatamente queste aree, o le stia sostanzialmente regalando, a fronte
di uno dei poteri forti, forse il potere più forte, della Città?
Per di più ci viene detto che dobbiamo farlo, perché dobbiamo incassare questi soldi per
salvare il Bilancio; io ho anche chiesto se veramente i soldi verranno incassati e iscritti a
Bilancio, ma non ho ricevuto risposta. Comunque, non mi risulta che dopo l'adozione di
una Variante si possano mettere a Bilancio i soldi e incassarli entro il 31 dicembre.
Peraltro, siamo in presenza di una situazione in cui la Juventus, semplicemente
firmando il protocollo, ha già dato 500.000,00 Euro come acconto, che vuol dire che
erano molto fiduciosi sul fatto che tutto sarebbe andato avanti senza intoppi, perché se
io voglio fare un progetto di questo genere, onestamente, prima dell'approvazione del
Consiglio Comunale, eccetera, non tiro fuori i soldi. Comunque, loro sono stati
fiduciosi, probabilmente si aspettano che la fiducia venga ripagata.
Comunque, alla fine, in sostanza, la vera domanda è se è vero l'interesse pubblico che
può esserci, sicuramente, nel riqualificare quest'area? Vale questo prezzo? È giusto in
rapporto alla valutazione dei vantaggi/svantaggi per la Città? Anche perché se uno va a
fare i conti di quello che costerà spostare tutto quello che c'è già, le cifre che sono state
date per spostare il kart, i giostrai, ricostruire, eccetera, alle fine dei 17-18 milioni di
Euro che la Città può incassare tra il versato dalla Juventus e gli oneri di
urbanizzazione, veramente richiamo che non ci rimanga in tasca niente, o forse,
addirittura, ci rimettiamo.
Perché gli oneri di urbanizzazione che si incassano non dovrebbero essere dati al
sociale, come ho letto nella mozione di accompagnamento; gli oneri di urbanizzazione
incassati a fronte di opere di realizzazione per quell'area dovrebbero restare in
quell'area. Perché se si realizzano tutti quegli interventi (un cinema multisala, l'albergo,
il centro allenamenti), ci sarà ben bisogno di costruire strade, fognature, trasporti,
eccetera.
Quindi, se la legge prevede degli oneri di urbanizzazione è perché ci sono delle spese da
sostenere per l'operazione che si sta facendo, non perché i soldi incassati si possono
spendere per qualcos'altro.
Solo che veramente il dubbio è che i soldi vengano incassati adesso, senza fare
l'urbanizzazione per anni; faremo il minimo necessario e lo faremo male, com'è
successo in tantissimi interventi urbanistici in questa Città, e i soldi ce li teniamo. Ma
questo non è interesse pubblico, onestamente.
Restano, poi, tutti i profili di inapplicabilità, irregolarità di questa delibera. Ce ne sono
tanti. Quello del cinema è già stato sollevato, per cui non si capisce come fanno a farci
un cinema. Forse sono fiduciosi che anche la Regione, oltre al Comune, ceda al facile
richiamo e, a fronte di questo bellissimo progetto che arriva dalla Juventus, modifichi la
legge regionale per fargli avere la licenza. Però, al momento attuale il cinema non si può
fare in quell'area; quindi non si capisce che senso abbia questo progetto.
Poi, c'è la vicenda Arena Rock, che ha regalato alcuni dei momenti magici di questa
discussione. Uno è stato quello della mia Collega, che candidamente ha chiesto come
mai nella deliberazione ci sono scritti 6.000 mq di SLP, mentre nella slide sono scritti
12.000 mq. E tutti a cascar dal pero: "Ah, ma sono 12.000... ah, ma allora, forse
dovremmo farci dare dei soldi". Se la Collega non avesse posto questa domanda, mi
chiedo se la deliberazione sarebbe arrivata in fondo così.
Un altro momento magico è stato quando l'Assessore, davanti a tutta la Commissione,
ha detto che il bando dell'Assessore precedente era stato fatto apposta per escludere la
Juventus. Poi, naturalmente, ha precisato che si trattava di un'esclusione politica,
eccetera, e non di un voler favorire, o sfavorire, eccetera. Però, onestamente, che venga
fatta un'affermazione del genere in una seduta di Commissione a verbale... ne è seguito
un litigio abbastanza pesante, giustamente, tra gli Assessori della vecchia Giunta e
quelli della nuova, col particolare che l'Assessore che criticava il bando era anche nella
Giunta che l'aveva approvato, quindi forse doveva criticare se stesso.
Rispetto alla vicenda Arena Rock ho un altro dubbio. In questo caso abbiamo un privato
che ha vinto un bando; tra l'altro, facendoci un favore, perché questa Arena Rock (5
milioni di Euro buttati) non la voleva nessuno: almeno quel privato ne ha fatto qualcosa.
Dopodiché, diciamo: "Abbiamo cambiato idea, ci è arrivato un altro progetto, ci
riprendiamo l'area". Ma quale altro privato parteciperà a un bando, su aree forse non
particolarmente favorevoli, se sa che la Città dopo due anni magari cambia idea, perché
arriva un altro proponente, meglio in vista, con un progetto che piace di più, quindi si
torna indietro.
Anche perché l'indennizzo che ho sentito in Commissione è di 500.000,00/700.000,00
Euro, quando, almeno dai giornali, sembra che abbiano speso almeno 1.200.000 Euro
solo per costruire l'impianto; poi c'è tutto il lucro cessante.
Quindi, se queste sono le vere cifre, onestamente c'è un caso di danno erariale
abbastanza evidente, perché questo verrà a chiedere i danni a noi. Poi, non so se voi
abbiate fonti diverse dalle mie, ma, per le informazioni che ci sono state date, questo è
quanto risulta.
Poi, per quanto riguarda la vicenda della perizia, è un po' ridicolo che adottiamo la
Variante al Piano Regolatore e, poi, faremo una perizia per sapere quanto vale
veramente quest'area a fronte del progetto. La lettera del dirigente è chiarissima nel dire
che la valutazione è stata proposta dalla Juventus, è una valutazione minima e andrà
sicuramente integrata, anche solo nell'ipotesi originaria dei 6.000 metri di SLP, e che
poi si propone di mettere tutto un meccanismo, per cui, alla fine, chiederemo alla
Juventus il saldo positivo a favore della Città. Questo discorso è completamente svanito
e, anche qui, onestamente ci si chiede se stiamo facendo gli interessi della Città.
Infine, la questione che nessuno ha ancora sollevato, ma che è altrettanto importante, è
il fatto che questa, secondo noi, sarebbe una Variante strutturale al Piano Regolatore,
perché è sul confine del Comune vicino ed ha degli effetti che, chiaramente, vanno a
impattare su tutta l'area Nord-Ovest della Città e, quindi, avrebbe dovuto essere trattata
come Variante strutturale o, perlomeno, avere una qualche certificazione per il fatto che
va bene non trattarla come Variante strutturale, come si fa in questi casi, quando si
chiede l'esenzione dal procedimento della VAS.
Invece, manca totalmente anche tutto questo; peraltro, non è una novità, perché il
Comune ha già fatto delle Varianti di questo tipo e, poi, in qualche caso magari si è
andati al TAR ed ha anche avuto torto, però intanto si va avanti così, tanto i costi legali
e gli eventuali danni da ripagare sono a carico delle casse comunali.
Per tutti questi motivi, che sono veramente tanti, credo che non si possa che essere
contrari a questa operazione, ribadendo che il problema non è l'idea che qualcuno
venga, faccia investimenti, crei posti di lavoro, eccetera (questo, ovviamente, va
benissimo), ma il problema è che chi gestisce la Città ed approva atti di questo genere
dovrebbe assicurarsi di fare, al massimo possibile (specialmente in questa situazione di
Bilancio), gli interessi economici della Città e, quindi, farsi pagare le aree e le
prerogative che concede per la costruzione di progetti, che - lo ribadisco - sono in gran
parte strettamente commerciali, perché non parliamo di case popolari, né di impianti per
il quartiere. In questi casi, la Città dovrebbe farsi pagare le aree per quello che valgono,
in funzione del lucro che sicuramente questa società privata a fine di lucro - che è la
Juventus - farà e, quindi, non regalare le aree, che probabilmente valgono molto di più.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Dopo gli interventi che mi hanno preceduto, è quasi superfluo aggiungere altri elementi
a questa vicenda.
È chiaro che per quanto riguarda l'aspetto principale, dopo aver presentato
emendamenti e con l'intenzione di fare attività di ostruzionismo a questa proposta di
deliberazione non mi sottraggo al fatto di mettere in evidenza che lo spirito con il quale
ci è stata presentata questa proposta è molto nobile. Chi sarebbe contrario alla
riqualificazione di un'area depressa, che aspetta da tanti anni un intervento da parte di
questo Comune? Quindi, su questo sono pienamente favorevole. Peccato però che nel
passaggio che c'è stato, nel momento in cui è stato individuato questo atto, fin
dall'inizio l'ho reputato poco trasparente e, soprattutto, poco rispettoso per il bene
pubblico; lo dimostra il fatto che, comunque, fino ad oggi c'è stata una Commissione
nella quale abbiamo discusso gli ultimi emendamenti presentati dalla Giunta,
emendamenti che sono stati presentati soltanto ieri mattina.
Questo la dice lunga su come, secondo me, questa proposta di deliberazione sia stata
trattata in maniera superficiale già dall'inizio.
Mi domando che cosa sarebbe capitato se il Consigliere Mangone, al quale come
opposizione abbiamo dato il compito di fare il lavoro sporco, o il Consigliere Sbriglio
(che hanno letto più attentamente questa proposta di deliberazione) non avessero fatto
delle obiezioni nel merito. Questo provvedimento sarebbe passato sotto traccia e la
Juventus, ancora una volta - lo ribadisco, ancora una volta -, si sarebbe trovata con una
parte in regalo da questa Amministrazione e questo non lo ritengo corretto. Non lo
ritengo corretto perché sono un amministratore; sono un tifoso della Juventus, ma prima
di tutto sono un amministratore pubblico e ciò non deve accadere.
Quindi, chiedo il ritiro di questa proposta di deliberazione. Chiedo proprio il ritiro della
proposta di deliberazione e che venga riformulata, usando criteri che si basino sulla
massima valutazione del bene pubblico e, soprattutto, facendo in modo che ci siano più
soggetti in competizione per l'acquisizione di quest'area.
È chiaro che tutto questo è possibile soltanto se c'è una chiara volontà da parte di questa
Amministrazione di voler riqualificare l'area e trarre il maggior beneficio possibile da
quest'area, anche per quanto riguarda l'aspetto economico.
Quindi, ne chiedo il ritiro e che venga rifatto un bando di evidenza pubblica serio e non
un bando di evidenza pubblica bonsai, così come ci è stato presentato; Consigliere
Mangone, non l'avevo visto, ma in effetti questo non ha nulla del bando di evidenza
pubblica.
Quindi, nasce il sospetto ed il dubbio che tutta questa operazione sia stata fatta non dico
per avvantaggiare una società piuttosto che un'altra, ma che sia stato dato un piccolo
vantaggio alla società della Juventus, che, chiaramente, ringraziamo per l'intervento che
intende fare, ma, secondo me, sarebbe stato più corretto se tutto ciò fosse avvenuto alla
luce del sole.
Il passaggio per magia da 6.000 a 12.000 metri di cubatura per quanto riguarda il
residenziale non è cosa da poco, perché, se un altro imprenditore avesse saputo che la
cubatura all'interno di questo progetto sarebbe stata di 12.000 metri e non di 6.000
metri, magari avrebbe partecipato a questo bando di evidenza pubblica. Che cosa
accadrà se, quando riuscirete a votare questa proposta di deliberazione, qualche
imprenditore impugnerà questo atto perché troverà degli aspetti poco corretti? Chi vota
a favore di questa proposta di deliberazione si è posto questa domanda? Siamo
amministratori pubblici e paghiamo in solido in caso di votazioni errate.
Un aspetto di cui si è parlato molto poco è che questa è una Variante strutturale, non è
una Variante parziale, in quanto è una Variante che non si limita soltanto ad intervenire
su una piccola porzione della Città; ha tutto l'aspetto di una Variante parziale e mi
chiedo che cosa stiano aspettando il Comune limitrofo (in questo caso, Venaria) e la
Provincia ad intervenire. È una domanda che mi pongo e credo che a giorni avrò anche
una risposta.
Per quanto riguarda la valutazione dell'area, in questo caso la trasparenza è stata zero.
Ci rendiamo conto? Come ha ricordato giustamente il Consigliere Bertola, stiamo dando
alla Juventus un terreno allo stesso prezzo per il quale abbiamo affidato per 99 anni il
terreno su cui la Juventus ha edificato lo Juventus Stadium; è una cosa anomala.
Per quanto riguarda l'Arena Rock, al di là del concessionario esistente (non so, poi,
quale sarà la sistemazione, ma la Giunta ha presentato un emendamento nel merito sul
quale io concordo, quindi non voglio entrare nel merito del concessionario), vorrei
entrare nel merito di quella che è la struttura: 4 milioni di soldi pubblici buttati nel
cesso! Queste cose dobbiamo dirle ai cittadini e non dire soltanto: "Facciamo questo,
facciamo questo, facciamo questo" quando siamo in campagna elettorale; facciamo
opere, cattedrali nel deserto, e dopo, oltre a non essere mai utilizzate, le disfiamo a
nostro piacimento, perché tanto i soldi non sono nostri.
Che cosa può accadere nel momento in cui - rischio reale e concreto - qualcuno dei
soggetti coinvolti in questa vicenda ricorre al TAR o impugna questa proposta di
deliberazione? Questo Comune intende spendere per gli avvocati o in spese legali gli
eventuali profitti che spera di trarre da questa operazione? Vi siete posti questa
domanda?
Termino il mio intervento perché credo che ormai tutti i nodi di questo provvedimento
siano già saltati fuori dal pettine. In prima battuta, chiedo il ritiro della proposta di
deliberazione; inoltre, se ciò non accadrà, userò tutti quelli che sono gli strumenti e le
armi che il Regolamento mi concede per bloccarla in Aula il più a lungo possibile e,
credetemi, ci metterò tutto il mio impegno. Quando terminerà questa mia funzione,
chiaramente il mio voto sarà nettamente contrario, a differenza di una parte del mio
Gruppo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Intanto, mi dispiace che in quest'Aula nessuno abbia ricordato che cosa è successo, più
di un anno fa, nell'area di cui parliamo oggi. Lo ricordo perché come Commissione
eravamo andati qualche mese prima e, come ci diciamo ogni tanto con il Presidente
Carretta, c'è il rammarico di non aver fermato quella vicenda; c'è il rammarico di aver
visto delle scene ignobili nel nostro territorio e con quel grido: "Ripuliamo la
Continassa" di fatto sono stati cancellati anni e anni di storia di integrazione di questa
Città, che, in qualche modo, ha gettato nel fango anche un quartiere che, probabilmente,
non si meritava di essere descritto dai media nazionali come xenofobo e razzista.
In qualche modo ci eravamo accorti - ma chi ci abita e chi amministra quella
Circoscrizione ce lo diceva da anni - che erano sbagliati i tentativi di mettere più
funzionalità in un Parco che non è mai stato pubblico e in una zona che non è mai stata
pubblica, ma che il Piano Regolatore definiva come un'area a destinazione d'uso
pubblico; mi dispiace che, negli anni passati - e sottolineo negli anni passati -, la Città
non abbia colto che doveva essere interrotta quella strategia per cui si continuavano a
dare concessioni temporanee in un'area che, invece, aveva bisogno di una visione
d'insieme.
Ad un certo punto è successo questo e, tra l'altro, nel 2008 si è fatto un ragionamento su
quell'ambito. Non pretendo di dare lezioni, Consigliere Mangone (anche se, in questi
mesi, lei ha cercato di darcele), ma credo che gli amministratori e, forse, anche alcuni
dirigenti siano stati un po' superficiali nell'esposizione; di sicuro lo sono stati se non le
hanno fatto capire che il Piano Regolatore non dà degli indici su quell'area. Al massimo
è lo studio unitario del 2008 che dice che su quell'area potrebbero essere costruiti al
massimo 50.000 metri di SLP. Mi dispiace e la polemica che ho sentito oggi è una
baggianata. Abbiamo fatto bene a subemendare e a spiegare che cosa succederà di
questi 17.000; sapete che cosa succederà? Niente, perché chi aveva deciso che erano al
massimo 50.000? Il Consiglio Comunale. Chi decide che invece di 50.000 saranno 33?
Il Consiglio Comunale. Ma di che cosa state parlando!
Qualcuno ha detto: "Se non fosse stato per il Consigliere Appendino non l'avremmo
scoperto"; no, guardate, io stimo il Consigliere Appendino, perché, come sapete, penso
che sia una delle poche che si prepara su gli atti prima delle Commissioni. Ma, forse, è
un po' questo il punto: c'è ancora qualcuno che si prepara prima in questo Consiglio,
mentre c'è chi, invece, scopre le cose alla quarta seduta. Ma sapete che cosa scopre?
Pensate, scopre che la proposta di deliberazione ha 6.000 metri quadrati. Sapete perché
lo scopre allora? Perché non vede che c'è un protocollo di luglio, una deliberazione di
inizio settembre ed un nuovo progetto della Juventus di 20 giorni dopo. Come faceva
quella deliberazione a comprenderne 12.000? Certo, c'è stato un errore, ma non l'ha
detto il Consigliere Appendino, l'ha detto la maggioranza, l'ha detto Sinistra Ecologia
Libertà e l'ha detto il Partito Democratico.
È vero che c'è stato un errore, perché, mentre si presentavano le slide, si sarebbe dovuto
avere già l'emendamento tecnico che diceva che, rispetto a quel progetto della Juventus,
la proposta di deliberazione sarebbe stata modificata. È quello l'errore!
Però mettiamo a posto le cose: gli errori metodologici sono importanti ed abbiamo
fischiato i falli; ma un conto è fischiare i falli, mentre un altro conto è mettere non so
neanche che tipo di fumo o, comunque, una sorta di ombra su tutta l'operazione, come
se in qualche modo si confondesse l'interesse pubblico con degli interessi privatistici.
Inizio ad essere un po' nervoso sugli interessi privatistici, perché sono stato fra i primi a
chiedere alla stessa Juventus di prendere atto del fatto che, a fronte di quella stima
iniziale di 10 milioni e mezzo e a fronte degli oneri di urbanizzazione, non potevamo
permetterci di prenderci carico di tutte le operazioni di rimozione di chi aveva titolo su
quelle aree (lasciamo perdere per un attimo i senza titolo, ma parliamo di chi aveva
titolo). Devo dire la verità, prendiamo le cose nel verso giusto: non mi iscrivo al gruppo
politico di "kartodromo bene comune", non diciamo stupidaggini, per favore! E se
vogliamo dire che dobbiamo riconoscere a quel soggetto quello che è stato fatto, bene,
ma prima si facciano anche le perizie su questo. Facciamo la perizia sui 27.000,00 Euro
dati a fronte del fatto che, probabilmente, avremo, in 120 anni (forse anche qualcosa di
più), ripagato gli sforzi della Continassa. Facciamo anche le perizie su quello che è
avvenuto in questi mesi, perché la concessione non è in essere e sono d'accordo a
riconoscere il dovuto, però, attenzione, vediamo che cosa si è fatto e con quali regole.
Se, poi, la Città dovrà dire che, perché ha un interesse pubblico superiore rappresentato
da una Variante urbanistica… Anche lì, non si tratta di una Variante patrimoniale - lo
dico a chi gioca sui numeri - e bisognerebbe ringraziare invece (non i Presidenti di
Commissione che hanno chiesto ed invocato quell'emendamento) i Consiglieri che da
giorni dicevano: "Scusate, siamo solo all'adozione, ma è possibile che fra l'adozione e
l'approvazione non si riesca a trovare il numero definitivo?". E anche lì è il secondo
errore.
Se vogliamo parlare degli errori veri, l'errore vero è che una nostra funzionaria pubblica
ha detto che il saldo era zero. Il saldo era zero, probabilmente perché in qualche modo
stava parlando di metri e non di soldi, in quanto il saldo è zero se parliamo di metri
quadrati; cioè i 6.000 metri quadrati in più edilizia sono gli stessi sottratti dai 33.000
iniziali, che erano 6.000 in più di ASPI: è quello il saldo zero.
Mi volete dire - questa è la domanda che abbiamo fatto alla dottoressa Virano - che un
saldo zero può produrre la stessa stima? Secondo me, no; anche fossero pari i valori non
sarà 10 milioni e mezzo. Per fortuna le perizie si fanno anche per quello e spero che da
qui all'approvazione avremo una stima di qual è il differenziale, ma anche una stima
dell'intera area.
Arriviamo al merito dell'interesse pubblico: il problema non sono solo i 180.000 metri
quadrati su cui la Juventus farà l'investimento portando la prima squadra; il tema è la
ricucitura con quel Parco. Anche lì ho sentito cose strane: ho sentito membri della
maggioranza dire che quelle cose erano secondarie ed ho sentito membri
dell'opposizione dire: "L'importante è che prima si faccia l'intervento dei privati, poi
quello si farà successivamente". Ho sentito soggetti (lo dico con difficoltà) della nostra
Giunta - non l'Assessore Curti che mi sta facendo un cenno con il dito - dire: "Poi
vedremo con i concessionari che cosa succederà". Anche su questo aspetto dobbiamo
stare attenti ai diritti reali, perché è vero che ci sono contratti in essere, ma c'è anche chi
non ha rispettato quei contratti in essere; ci sono cause in cui la Città è immersa, anzi,
che la Città ha già vinto al TAR e, da anni, stiamo aspettando il giudizio del Consiglio
di Stato, ad esempio sul tema dell'ex PalaStampa.
Noi abbiamo chiesto una cosa semplice nella proposta di mozione e nell'atto di
indirizzo della Variante: chiediamo che, di fatto, la Città faccia di tutto perché il
cronoprogramma dell'area pubblica, degli 81.600 metri quadrati di verde, proceda in
qualche modo con gli stessi tempi e con gli stessi passi dell'area superiore.
Arriviamo al punto ancora più definitivo; intanto, devo ringraziare il Presidente
Carretta, che, probabilmente, è più tranquillo di me e del Consigliere Cassiani...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, perché io ed il Consigliere Cassiani
siamo un po' più agitati del Consigliere Carretta; ringrazio lui per ringraziare tutti quei
Consiglieri che, senza sbraitare tanto e senza alzare i toni ed insultare altri Colleghi (sia
di maggioranza che di opposizione), hanno capito che è un atto di indirizzo giusto nel
suo senso finale (perché non ho sentito ancora nessuno che abbia detto che, alla fine,
questa destinazione urbanistica è sbagliata) e, in queste settimane, hanno cercato di
risolvere i problemi.
Ringrazio chi con me in Conferenza dei Capigruppo ha spiegato con calma al
Vicesindaco - e, Sindaco, arrivo al terzo errore - che sarebbe stato difficile votare una
proposta di deliberazione in cui non vi fossero neanche gli emendamenti che recepivano
un protocollo d'intesa che era stato modificato.
La prossima volta la Giunta, prima di chiedere accelerate, verifichi a che punto è la
discussione in Consiglio, ma anche a che punto sono le proposte di deliberazione,
perché sarebbe stato un errore politico chiedere di votare lunedì un atto che
sostanzialmente non sarebbe stato neanche definito in tutti i suoi ultimi punti.
Abbiamo imparato un po' di cose grazie a questa proposta di deliberazione: prima di
tutto che il Consiglio è un ottimo luogo dove migliorare gli atti di indirizzo e che il
Consiglio è un ottimo luogo dove svolgere quelle funzioni di controllo, ma avremmo
potuto farlo 3 mesi fa; al massimo dobbiamo rammaricarci che le evidenze pubbliche -
su questo sono d'accordo con il Consigliere Mangone - siano fatte in fretta e in modo
che questa discussione pubblica non venga fuori. Vorrei sapere se effettivamente, a
fronte di una proposta come quella dello "Juventus Football Club", ci sono dei privati
interessati, perché se questo dubbio è ancora in campo probabilmente è perché quelle
evidenze pubbliche sono fatte troppo in fretta; su questo sono d'accordo con il
Consigliere Mangone: facciamole più lunghe.
Dall'altra parte, sono sicuro che ne abbiamo visti di progetti urbanistici brutti e quando
dico "progetti urbanistici brutti" intendo dire che su 240.000 metri quadrati di aree di
solito - lo dico a spanne, perché sono stato un po' in Urbanistica - non c'è l'edilizia a
12.000 metri quadrati; io non ne ho visti di progetti così e lo dico a tutti.
Vorrei semplicemente che, alla fine di questa vicenda, pretendessimo quello che
abbiamo ottenuto in Consiglio, perché - ed è la terza funzione - le battaglie culturali si
vincono e si perdono, le battaglie politiche e amministrative si fanno, si cerca di vincerle
e poi si controllano; c'è un'esigibilità del Consiglio Comunale che deve essere sempre
richiesta alla Giunta e agli atti che facciamo. Abbiamo messo un punto dopo l'altro e,
secondo me, con questa discussione abbiamo migliorato dall'inizio alla fine anche la
proposta di deliberazione e credo che anche la Giunta potrà ammetterlo.
Abbiamo più di un mese di tempo per migliorare tutto questo procedimento e per vedere
se effettivamente nel prossimo anno si risolverà la vicenda delicatissima da cui sono
partito (cioè l'emergenza di alcune famiglie che vanno ricollocate in luoghi idonei e
parlo di loro, ma potrei parlare di tanti altri in questa città) e l'esigibilità di un accordo
che ci porta a chiedere alla Juventus un nuovo Parco pubblico che ricucia quel quartiere,
fino a dire che, in qualche modo, quelle perizie andranno fatte.
Se la Juventus, come si dice, vorrà ritrattare questa discussione, noi siamo in campo e,
se non sono interessati, sarebbe un gran peccato per la città, ma, se sono interessati e
credono che anche quella perizia sia la fine di questo percorso, il Consiglio Comunale
durante l'approvazione e poi il PEC metterà tutti i passaggi successivi che in qualche
modo ci porteranno - speriamo per l'ultima volta - alla rigenerazione della Continassa.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Ogni volta che si parla di stadi sono sempre abbastanza attento e ricordo come questo
Consiglio Comunale abbia rischiato di fare molti errori e, in passato, la vicenda è
sempre stata molto controversa e trasversale, come si suol dire, cioè con diverse
posizioni nei vari schieramenti.
Ricordo quando in quest'Aula fui quasi linciato per aver bloccato il Filadelfia - uno dei
pochi momenti di ostruzionismo che funzionò in questo Consiglio - e, oggi, non me lo
rinfaccia più nessuno; anzi, è passato come un merito, nonostante che, all'epoca, il
Sindaco Castellani disse lapidario il giorno dopo rivolto ai tifosi del Toro (che nella
gran parte dei casi sono galantuomini, ma non tutti, come in tutte le tifoserie):
"Prendetevela con Viale".
Lo dico perché è chiaro che qui parliamo di Juventus e lo facciamo a Torino e,
ovviamente, le simpatie che ognuno di noi ha per questa o quell'altra squadra non
vengono messe in campo, ma sono sempre dietro come una specie di macigno. Voglio
soltanto partire dal presupposto che stiamo discutendo di una società privata che decide
di investire a Torino e decide di farlo avendo il suo nome e la sua storia legata a questa
città, ma, in passato, ha più volte minacciato di troncare questa storia e questo rapporto
con la città e di migrare, spostandosi in nome di una... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, anche la Juventus, perché ricordo che, in nome di una
globalizzazione, la Juventus parlava di Modena o di altre città in cui prendeva lo stadio
o in cui spostare la prima squadra spiegandoci come soltanto il 15 o il 20% di chi va
allo stadio viene da Torino, di come la tifoseria juventina sia molto diffusa e in tanti
altri posti nel Nord Italia avrebbe un'affluenza persino maggiore. In effetti, è una delle
poche squadre che, ovunque vada in Italia, riempie gli stadi, a differenza di altre.
Ricordo, solo per fare un po' di storia (perché, altrimenti, rischiamo sempre di perderci,
ma posso sbagliare ed i Consiglieri possono aggiungere altri ricordi), che in quei
frangenti la Juventus chiese il Comunale alla Città; presentò dei progetti con l'idea di
fare lì uno "Juventus Center" - lo chiamo così - con tante altre attività commerciali e la
Città rispose di no, ritenendo che fossero impropri stadi di quelle dimensioni nel centro
della città. Poco dopo, però, era disposta ad accettare che a un chilometro si facesse
quello impropriamente chiamato Filadelfia, ma che, in realtà, non era il Filadelfia, era il
nuovo stadio.
Dopodiché, se ricordo bene, la Juventus ci chiese di comprare l'intera area della
Continassa e - ringrazio l'ex Collega Branciforte che, oggi, era di passaggio in
Consiglio Comunale e me l'ha fatto tornare alla memoria - propose la cifra di 50
miliardi, che riguardavano anche lo stadio (tutto nel complesso). Perché è vero che lo
stadio era costato tantissimo e io ricordo quelle discussioni in cui si era accusati di
svendere uno stadio che era costato 100 miliardi… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, sempre di più. E la risposta era che qualcosa vale per quel che
adesso qualcuno è disposto a comprare, non per quello che storicamente è stato fatto.
Un'auto vecchia può valere molto di più se ha un valore storico, mentre, se porti dal
carrozziere o dal rottamatore un'auto vecchia, te la valuta pochissimo, nel senso che non
ha il suo valore per quello che l'hai pagata solo perché è vecchia; quindi, chiaramente lo
Stadio delle Alpi aveva queste caratteristiche.
Voglio tagliare corto, perché sapete tutti come andò a finire: la Juventus finì a Vinovo,
vi fece il suo centro e, poi, riuscì ad avere lo stadio; oggi ha uno stadio che fa parte… È
la prima squadra italiana o una delle prime che ha un suo impianto societario e
finanziario analogo a quelli che sono i modelli di altre società europee e questo è un
dato di fatto; vi è il fatto che ci chiede ed ha l'interesse di utilizzare quell'area accanto,
che - lo ripeto -, se non la prendesse adesso la Juventus (nonostante i Consiglieri
D'Amico e Mangone abbiano evocato altri scenari), non vi sarebbe nessun altro a farsi
avanti. Non è pensabile che farsi avanti significhi trasformare la Continassa in un'area
puramente residenziale, perché è chiaro che, se concedessimo l'okay per fare costruire
case in tutta quell'area, avremmo sicuramente i costruttori.
Ogni tanto faccio un po' di déjà vu, nel senso che, avendo fatto un'altra esperienza da
Consigliere, con pochissimi dei presenti, oggi, per fortuna - o per sfortuna -, qui dentro
non abbiamo nessuno che costruisce case; mi ricordo che davanti avevo De Giuli,
Rosental, Siniscalco, Cherio, poi dopo Bressan e altri, cioè il Consiglio Comunale
sembrava un'enorme Commissione Edilizia, nel senso che erano tutte persone
competenti che hanno arricchito sicuramente il dibattito, ma per i quali i sospetti che,
oggi, ci sono qui sarebbero stati ingigantiti per mille, perché poi c'era chi davvero
costruiva, faceva e si poteva additare qualche interesse anche non dichiarato.
Oggi mi sembra che ciò non accada, anche se magari non conosco le attività di tutti i
presenti. Quindi, credo che dovremmo prendere l'operazione della Juventus come una
buona operazione che riqualifica e porta lo sviluppo della città; viene sviluppata un'area
che, oggi, non saremmo in grado di sviluppare.
Sostanzialmente, i problemi sono 2: uno è di quelli che adesso sono lì e che sono
risolvibili, perché il Consigliere Grimaldi ha detto che non si aggrega alla logica
"kartodromo bene comune", ma io dico semplicemente che lo sviluppo di un
kartodromo in quella zona è sicuramente fondamentale, ma non è la cosa più strategica
per la città e non è assolutamente comparabile al rinforzo d'immagine e al messaggio al
mondo che avrebbe una società come la Juventus facendo un centro di prim'ordine ed
un punto di riferimento. La stessa cosa vale per le altre questioni che sono risolvibili,
compreso il PalaStampa; sono d'accordo che bisogna dire alla città che questo è il suo
interesse (al di là delle tifoserie, ma poi non è quello il punto) e che il Parco, che è
preventivato, si farà quando si potrà.
Faccio notare che questo Consiglio Comunale decise di pedonalizzare piazza San Carlo
nel 1994-1995 in cambio o, comunque, contestualmente al Valdo Fusi, ma si realizzò
almeno 10 anni dopo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, 8 anni dopo,
però se ne parlava già nel 1993-1994. Quindi, i tempi sono quelli della democrazia e di
quella che è la dinamica consiliare.
Rimane l'aspetto della congruità dell'investimento della Juventus, ma credo che il
provvedimento che approveremo e tutte le cose non siano un punto fisso assoluto; lascia
aperte quelle che sono delle possibilità delle cose e su questo è chiaro che bisogna
convenire con l'unico strumento possibile, che è quello delle perizie e delle stime, ma
che non vengono fatte da chi vuole vendere o da chi vuole comprare, perché, altrimenti,
è chiaro che uno dei due potrebbe guadagnarci sempre, perché magari chi vende ha
fretta di vendere, o chi compra ci tiene tantissimo, oppure approfitta della situazione di
difficoltà. Credo, con molta franchezza, che sia altrettanto chiaro che, per quanto
riguarda le cifre di cui stiamo parlando, aggiungendo alcune cose, non ci discostiamo
tantissimo sull'operazione. Non credo che da 10 si passi a 20 o a 30, oppure che da 10 si
passi a 5; se questi sono i nodi, li si risolva. Chiudo il mio intervento, sottolineando
quanto detto prima dal Consigliere Grimaldi, cioè che nessuno qui vuole bloccare
questa operazione; io non ci credo, nel senso che, se tutti volessimo portare avanti
questa operazione, ci sarebbe un altro clima. È chiaro che nessuno osa dire che è contro
l'operazione, ma, nel momento in cui si pongono questioni, cavilli e si va a leggere tra
le righe di ogni tipo di proposta di deliberazione (quando sappiamo come sono i nostri
documenti), è normale che vi sia il dubbio che invece qualcuno speri che l'operazione
non venga portata avanti per averne in qualche modo un ritorno di immagine.
Ammetto con molta franchezza che, quando bloccai il Filadelfia, dichiarai
espressamente - prima e dopo le riunioni di maggioranza - che era contrario a
quell'operazione e mi comportai di conseguenza. Credo che, oggi, chi è contrario a
questa operazione lo debba dire; ma dire che è favorevole, mentre poi pone tutti gli
ostacoli possibili, perché i tempi e le possibilità di realizzazione siano dilazionati oltre
un limite accettabile, questo è sicuramente... Volevo aggiungere solo un'altra cosa: non
devo difende l'Arena Rock; se fossi stato in Consiglio Comunale, avrei fatto il diavolo a
quattro per bloccare una cosa che era inutile sin dall'inizio.
In una Città che andava a costruire palazzetti e opere per le Olimpiadi ed ha ancora delle
strutture e degli stadi, non mancano aree per fare concerti, ma di tutte le dimensioni di
pubblico possibile. Era demenziale andare a pensare che quella fosse un'opera
strategica, come se Torino fosse paragonabile a Verona o a Modena nel Centro e nel
Nord Italia, che hanno 20 milioni di persone che le raggiungono.
È una pagina passata e fa bene chi accusa gli Assessori, la Giunta ed il Sindaco di
allora, ma continuare ad accusare e a puntare il dito può dare soddisfazioni, ma non
risolve il problema; nel senso che, oggi, siamo di fronte alla realtà attuale e sicuramente
non c'è una vendetta o un qualcosa da pensare e da fare. C'è soltanto da ragionare
nell'interesse della Città e, oggi, l'interesse prioritario della Città è riuscire a creare
un'operazione di sviluppo per quell'area, che è un'area appetibile, perché è ben
raggiunta, è ben servita dal punto di vista viabilistico, è vicina all'aeroporto (e, in
qualche modo, potrà essere raggiunta anche per quanto riguarda gli altri mezzi), ma è
sicuramente questo l'obiettivo prioritario.
È con questo spirito che, a differenza di altre volte, mi appresto a votare questa proposta
di deliberazione e a dare il via all'operazione, con tutti i punti interrogativi che ho
messo e che altri Consiglieri aggiungeranno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Il mio intervento non sarà lungo; la mia posizione è ben chiara, come ho espresso in
sede di Commissione e come è stata ripresa in questi giorni dai vari giornali o
comunque secondo questo dibattito che è stato molto acceso, espresso, ma che è servito.
Ho sempre espresso un giudizio favorevole al principio che l'area della Continassa
venisse riqualificata però nelle zone che richiedono riqualificazione.
È altrettanto importante - è stato già detto, ma tante cose sono state dette e le ripeterò -
che un soggetto che decide di fare un intervento di riqualificazione sia da tenere in
considerazione; quindi, è chiaro che questa situazione nei confronti del privato è
lodevole. Credo che questa vicenda si sarebbe dovuta gestire diversamente, tenendo
presenti le richieste del soggetto privato, ma mantenendo sempre l'interesse pubblico
come guida costante.
Purtroppo questo iter procedimentale è ed è stato confuso ed ha profili - come continuo
a ripetere - di illegittimità (non me ne voglia l'Assessore, ma non è una questione
personale), oltre che aspetti politicamente un po' confusi.
Abbiamo già detto di un protocollo d'intesa sottoscritto in maniera superficiale, con
poca attenzione agli interessi dell'Amministrazione, un valore basato su percezioni
sensoriali che non fanno cenno a perizie (per poi dire in Commissione che le perizie si
faranno, senza sapere i quesiti peritali e le condizioni dei quesiti) e le procedure delle
pubblicazioni inefficaci per i fini che dovrebbero raggiungere. Prima il Consigliere
Viale aveva una sua sensazione, però è chiaro che, non a caso, queste procedure servono
proprio a questo, cioè a sedare questi dubbi. Si fa un'operazione di questa natura
giustificando un interesse pubblico e raddoppiando le cubature delle abitazioni,
giustificando sempre che aumentano le case perché la prima squadra viene a Torino.
Con questa soluzione viene rasata al suolo l'Arena Rock, un'opera che - è già stato detto
- è costata 5 milioni di soldi pubblici, senza nemmeno fare una perizia seria sul valore
dell'area struttura. Magari, prima di buttarla giù, potremmo fare un controllo serio su
un'opera realizzata anni fa per capire se il progetto corrisponde a quanto eseguito; ma
sicuramente avremo tutto il tempo per sollecitare anche questi elementi.
Non si tiene conto dei diritti di chi sta legittimamente su quell'area (pensiamo non
soltanto all'Arena Rock, ma ai giostrai ed al Mazda Palace), dando per scontati accordi
con i privati che non esistono e cifre campate in aria di ipotetiche transazioni. Già il
fatto che, nel concetto di transazione, devono essere d'accordo le 2 parti, diamo per
scontato che prevediamo il futuro sulle transazioni. Le aree di riposizionamento non
sono mai state identificate, perché si dice che risolviamo i problemi ma non si sa dove e,
alla fine, la cinta daziaria di Torino è quella, a meno che non ci siano accordi con altri
Comuni limitrofi.
Era più serio fare un accordo con la Juventus demandando alla società la risoluzione di
questi problemi, invece di accollarci vicende che, molto probabilmente - mi auguro di
no -, potranno anche far fare delle brutte figure alla Città in Tribunale.
Un altro elemento - è stato detto, ma lo ribadisco - è la presenza di multisale; oltre al
fatto che la Città ha dovuto prendere atto della crisi del settore, lo abbiamo già
analizzato in passato (pensiamo alle tristi chiusure dei cinema che ci sono state in
centro). È vero che la concorrenza è sacra, ma, come sottolineato dalla lettera inviata
dalle associazioni di categoria, quell'insediamento sarebbe addirittura un ulteriore
elemento di illegittimità su quell'area, che ci esporrebbe ad ulteriore contenziosi.
In nome del calcio si fa tutto, ma, qualche volta, le cose vanno storte. Questa vicenda mi
porta alla memoria il passato e penso che non tutte queste vicende filino lisce. Pensiamo
alle diverse varianti della Juventus, ai tanti progetti cambiati in nome delle altalenanti
dinamiche del calcio (a seconda di come andava la società), che probabilmente
rallentavano i progetti sullo Stadio delle Alpi; pensiamo alla vicenda dello Stadio
Olimpico, finita con il recupero a spese della Città del manufatto ancora ipotecato e sul
quale non si fanno serie programmazioni per il futuro; pensiamo alle tante imprese in
nome del Filadelfia, con la conclusione che poi sono sempre le speculazioni che
vincono.
Ricordo a tutti la costruzione del supermercato sull'area ex Chinino con la promessa di
ricostruire il Filadelfia e la bocciofila Gabetto. Poi, il Filadelfia non si è fatto e la
bocciofila vive ancora nel prefabbricato, mentre il Bennet è stato costruito subito,
facendo immediatamente incassare, all'epoca, i 9 milioni di Euro a Cimminelli, o alla
Ergom, o al Torino Calcio - non ricordo -, che dovevano essere messi per il Filadelfia.
Tutto questo perché i contratti tra le parti forse non erano stati fatti benissimo e, forse,
non erano stati fatti per tutelare al meglio la Città.
Signor Presidente, non credo che qui dipenda da posizioni critiche di maggioranza ed
opposizione, ma si tratta di usare il buonsenso; stiamo correndo per varie ragioni, un po'
perché lo chiede la Juventus o la FIAT (questo forse non è il tema), ma la gente ci
osserva, commenta queste cose e ci giudica. Il problema è relativo ai soldi da incassare
subito: potevamo incassare i soldi come Città, magari usando maggiore trasparenza nel
percorso e, forse, facendo meno pasticci. Ho detto provocatoriamente che forse era più
serio concedere di fare il terzo grattacielo Rolla-Juventus sulla Continassa, così
avremmo avuto gli oneri di urbanizzazione e qualche mal di pancia in meno;
naturalmente, questa affermazione è ironica.
Mi auguro che questa vicenda si aggiusti. Le Varianti al Piano Regolatore - ribadisco
che questa non dovrebbe essere una Variante parziale, ma una Variante strutturale, a
maggior ragione con l'aumento di queste cubature - hanno più votazioni e si può sempre
rimediare agli errori; pensiamo alla vecchia Variante sul Filadelfia, adottata e poi
riadattata anche per le battaglie che ha fatto il sottoscritto, mentre il Consigliere Viale
ne aveva fatte in precedenza. Se, all'epoca, il sottoscritto non avesse alzato la voce, quel
famoso supermercato l'avremmo costruito sull'area dove sono sicuro che, adesso,
sorgerà l'impianto.
È per queste ragioni che ho sollevato con forza queste perplessità anche dai banchi della
maggioranza; non me ne voglia la Giunta, ma non l'ho fatto per questioni pretestuose o,
come dice qualcuno, per fare ostruzionismo, perché non è sicuramente una mia
abitudine e, infatti, non ho presentato alcun emendamento. Sono semplicemente
contrario e mi auguro che questo atto verrà migliorato nel percorso di quiescenza tra
l'adozione e l'approvazione e dagli emendamenti che ci saranno; non ho ancora avuto
modo di analizzarli, però è questo il mio augurio. Ribadisco che la mia contrarietà a
questo atto non prescinde dal valore di riqualificazione che deve essere fatta, ma con
delle condizioni migliori per l'Amministrazione e per i cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Il mio intervento si incentrerà su una domanda, penso provocatoria, che è stata posta
pochi interventi fa dai banchi della maggioranza: chi è davvero contrario a questa
operazione? Si manifesti chi è contrario a questa operazione.
Credo che nessuno possa davvero affermarlo, anche perché lo stesso Consigliere Viale
ha chiarito che non ci sono neanche ipoteticamente dei conflitti di interesse quantomeno
macroscopici che possano interessare singoli Consiglieri che, in questo momento,
siedono tra i banchi della Sala Rossa; però chi può essere contrario alle finalità di questa
operazione di riqualificazione? Chi può augurarsi il permanere nelle periferie torinesi di
nomadismo, sporcizia e degrado?
Vorrei citare le parole del parere della Circoscrizione 5, presieduta dal Presidente
Bragantini, che incidentalmente è anche il segretario provinciale del Partito
Democratico, perché, secondo me, rendono perfettamente - e io le sottoscriverei - il
giudizio sull'area o, quantomeno, sullo stato attuale dell'area. Lo cito testualmente: "La
presenza di attività discontinue, slegate e non permeabili rispetto alla vita sociale del
quartiere Vallette ha consentito l'inserimento ulteriore di presenze abusive e di attività
illegali fonte di grande degrado". Sono parole come macigni, soprattutto perché
provengono da esponenti della maggioranza che hanno anche responsabilità di Partito
non indifferenti. Una riga ha attirato soprattutto la mia attenzione, quella in cui si arriva
ad auspicare lo sgombero dell'accampamento abusivo tuttora esistente all'interno della
Cascina; si utilizza addirittura il termine tabù dello sgombero, orrore per ciascun
spontaneo e sincero progressista.
Credo che qui nessuno possa ignorare il grido di dolore che si è anche palesato,
esattamente un anno fa, con manifestazioni violente e deprecabili, ma, in un certo senso,
comprensibili se teniamo conto del grave disagio sociale che si vive in quella zona e
che, purtroppo, trova valvola di sfogo nei confronti degli ultimi e non dei reali
responsabili di quello stesso degrado.
Mi chiedo sinceramente chi sia il vero nemico di quest'operazione. Sinceramente, ho
sentito interventi molto variegati: ho sentito il Presidente Grimaldi svolgere il ruolo,
spesso consueto, di pretoriano della Giunta e, quindi, porci le modifiche arrivate a
questa proposta di deliberazione come delle leggere sviste, peraltro preventivate e
corrette secondo un iter del tutto normale e salutare; poi ho sentito l'intervento del
Pubblico Ministero Mangone, che, in assenza di parruccone e toga, devo dire che è stato
all'altezza di questo ruolo istituzionale che non riveste, ma che gli consiglio di
riconsiderare in un eventuale cambio di professione.
Sinceramente, mi chiedo: l'oggetto di queste critiche è il progetto di riqualificazione o è
questo, ovvero questa proposta di deliberazione? Non voglio tornare sui temi critici che
hanno già approfondito tutti: la revisione della valutazione, la conseguente revisione del
protocollo d'intesa e la revisione dei rapporti con il privato che sta utilizzando il go-kart
e che, a questo punto, non si capisce a che titolo lo faccia; ohibò, a che titolo c'è una
pista di go-kart all'interno del kartodromo? Speriamo che, visto che non abbiamo
amministrato a tempi alterni, chi ha amministrato possa spiegarcelo.
Tutti questi punti interrogativi in che cosa si trasformano nei confronti di questa
proposta di deliberazione? Nel fatto che gli emendamenti, segnalati opportunamente in
grassetto, sono maggioritari rispetto al testo della proposta di deliberazione. Rimanendo
sotto un profilo quantitativo (mentre ascoltavo gli interventi ho avuto molto tempo a
disposizione ed ho fatto un leggero calcolo), le righe non grassettate e, quindi, originali
di questa proposta di deliberazione sono 94, mentre le righe frutto di emendamenti in
zona Cesarini, presentati anche questa mattina, di questa proposta di deliberazione sono
232.
Quindi, questa non è la proposta di deliberazione, ma è un emendamento con una
proposta di deliberazione intorno! È un mostro di Frankenstein, gli mancano solo le viti
che escono dai lati del testo!
Sinceramente, allora chi è il nemico di questa riqualificazione? Chi ha redatto questa
proposta di deliberazione, ciascuno con le proprie responsabilità. Ritornando alle
requisitorie dei Consiglieri di maggioranza (peraltro entrambi professionisti del diritto e
che, quindi, sanno di sicuro quello che dicono), hanno denunciato profili di - lo
sottolineo, perché è rimasto a verbale - illegittimità; se è vero - non è il mio lavoro e non
è il nostro lavoro -, di questo ne risponderanno gli Uffici, semmai qualcuno accerterà o
avrà voglia di accertare o avrà modo di accertare queste illegittimità.
Mi attengo alla responsabilità politica, perché, come abbiamo detto tutti, questa
riqualificazione è fondamentale per la città e per le periferie, la vogliamo tutti perché
porta lavoro e toglie degrado e, a meno che non ci sia un matto schizofrenico che
affermi il contrario, direi che su questo siamo tutti d'accordo ed il PdL ci mette la firma
per primo; allora mi chiedo se la proposta di deliberazione, che normalmente come
strumento amministrativo è il veicolo di un'azione politica, in questo caso non sia
invece il peggior nemico di questo progetto politico e non sia, in realtà… Perché sapete
che cosa temo? Di sicuro sono meno titolato dei miei Colleghi di maggioranza,
professionisti del diritto che hanno analizzato questo documento ed hanno sollevato
delle critiche molto pesanti, ad affermare se siano fondate o no le loro critiche, però
certamente dei dubbi me li hanno instillati. Quello che mi chiedo è: non è che sotto tutto
questo grassetto e sotto tutto questo inchiostro si nasconde un campo minato di ricorsi
amministrativi? Magari ricorsi amministrativi con eventuali pericoli di sospensive,
perché direi che la parola "sospensiva" (che, forse, mette più brividi di "sgomberi") è il
caso di pronunciarla nell'ambito di questo dibattito.
Non vorrei che la Sala Rossa, andando convintamente e giustamente a cercare di
promuovere un'azione di riqualificazione, votasse un testo che poi, in realtà, si potrebbe
rivelare la trappola per il progetto di riqualificazione che stiamo promettendo ai
cittadini, perché, se questa classe dirigente cominciasse a mantenerle, le promesse ai
cittadini rappresentano degli impegni attraverso i quali potremmo evitare di alimentare
questo clima di antipolitica galoppante.
Quindi, andando a concludere, nonostante mi rimanga tempo, visto che la discussione è
congiunta, vado anche ad introdurre la proposta di mozione di accompagnamento,
firmata dal sottoscritto e da tanti altri miei Colleghi del Popolo della Libertà, non di
sfiducia, come è stato impropriamente detto, all'Assessore Curti, ma di ritiro delle
deleghe urbanistiche all'Assessore Curti. Sinceramente, stimo l'Assessore Curti per
quello che ho avuto modo di conoscere del suo operato in termini di Giunta e in termini
amministrativi, però, sinceramente - è un mio parere politico, non me ne abbia - credo
che le tematiche dell'integrazione dei nuovi cittadini forse le si addicano maggiormente,
anche a livello di partecipazione emotiva e di interesse concreto, che le tematiche
urbanistiche, che è materia ostica, non mi permetto di dare giudizi, perché credo che
neanche io potrei essere un bravo Assessore alle Politiche Urbanistiche (ma non mi
pongo il problema, perché in maggioranza non ci sono e non ci sono prospettive che ci
sia). Quello che, però, chiedo all'Assessore Curti e al Sindaco Fassino è che, alla luce di
quello che innegabilmente è un percorso travagliato di questa proposta di deliberazione,
perché lo è a livello grafico e lo è a livello politico alla luce del dibattito in quest'Aula,
si assumano, a prescindere da come continuerà questo esito abbastanza scontato di
promozione di approvazione di questa proposta di deliberazione e degli atti
amministrativi successivi, la responsabilità di una rivalutazione delle politiche
urbanistiche di questa Città. Perché l'urbanistica è cosa seria; la rigenerazione delle
periferie è cosa serissima, se teniamo conto di quanto la crisi stia colpendo le periferie
torinesi, come tutte le periferie delle metropoli italiane.
Concludo con un appello. Tenendo il personale fuori, io ho sentito delle critiche molto
pesanti, in particolare - lo voglio dire - dal Consigliere Mangone, dirette proprio in
termini di responsabilità politica correttamente verso l'Assessore Curti. Visto che le
parole sono sempre incisive, ma, senza le conseguenti e coerenti opportune azioni,
rischiano di essere trascinate via dal vento, sinceramente, auspico innanzitutto che -
faccio un appello alla Presidenza -, nella carrellata infinita di voti che avremo lunedì,
chiedo di leggere i titoli, cosa che non è stata fatta nell'introduzione odierna, delle
proposte di mozione di accompagnamento, perché possono anche costituire un richiamo
magari a capire, grossomodo, che cosa si sta votando, ma, oltre questo appello di natura
meramente procedimentale, faccio un appello politico, perché, se qualcuno crede che
questa proposta di deliberazione sia ineccepibile, allora voti "no" a questa proposta di
mozione di accompagnamento, guardandomi negli occhi e col sorriso sulle labbra; se,
invece, però, le critiche sono state poste a verbale, o condivise non a verbale, ma con
occhiate e cenni del capo molto espliciti, allora io mi aspetto - e credo che i torinesi si
aspettino - un voto coerente anche su quella proposta di mozione, perché si tratta di dare
un giudizio non solo su questa operazione - perché quello è il voto della proposta di
deliberazione -, ma sulla gestione delle politiche urbanistiche di questa maggioranza e
di questa Città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Voglio sperare che siano tutti consapevoli di quella che sarà la trasformazione che
interesserà l'area della Continassa. 260.000 metri quadrati mi sembra di averli calpestati
tutti in queste interminabili ore di discussione. Più che altro, spero di non deludere il
richiamo che prima mi ha fatto il Consigliere Grimaldi sulla mia proverbiale
tranquillità, che, comunque, è stata messa a dura prova da ore e ore di discussione in
Commissione, durante le quali sono emersi degli elementi, alcuni che condivido, altri
che condivido un po' meno.
Tra quelli che mi sento di condividere meno ci sono sicuramente alcuni toni che sono
stati utilizzati per sottolineare alcuni passaggi della Variante della proposta di
deliberazione. Io parlo di toni, non entro nel merito delle cose che sono state dette. Mi
riferisco, per esempio, a quanto è stato detto oggi e ribadito in Aula dal Movimento 5
Stelle. Sì, forse prima eravamo distratti dall'intervento del Consigliere Bertola, ma
eravamo distratti perché, in realtà, avevamo già letto quelle che erano le sue
dichiarazioni. Quindi, in realtà, non eravamo noi quelli che non volevano ascoltare, è lui
che non ha voluto ascoltare le nostre ragioni, tant'è vero che l'arringa è stata scritta e
pubblicata su Facebook già da un po' di giorni. Questi sono dei toni e dei metodi che,
comunque, noi non condividiamo.
Per quanto riguarda i miei Colleghi, ho sentito anche parlare di consociativismo. Io non
vedo alcuna forma compromissoria di gestione della discussione sulla Variante.
Semmai, l'unico consociativismo che si è avuto in quest'Aula sono stati alcuni applausi
che sono stati rivolti da una parte della maggioranza e una parte della minoranza, che ha
elogiato quello che è stato il ruolo arringatorio di alcuni.
Poi, ci sono alcuni Colleghi, come il Consigliere Marrone, che ha parlato di
cinepanettone... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, in Commissione. Ma lì è
solo una sensibilità cinematografica. Io dico solo che, grazie all'intervento dei
Consiglieri, abbiamo fatto sì che si trasformasse in un cinepanettone e non in un
cortometraggio e quindi non abbiamo limitato la discussione solo ai titoli di coda.
Però, al di là di tutto, io volevo veramente sottolineare il seguente aspetto: parte dei
Consiglieri della maggioranza ha lavorato non per la Giunta o per fare i pretoriani della
Giunta, ma ha lavorato per portare avanti le ragioni della maggioranza e ha lavorato per
la maggioranza. Questo, forse, è l'aspetto più importante.
Forse, non ci siamo guadagnati i titoli dei giornali o le prime pagine, ma perché
abbiamo agito in quella che era la maniera in cui ci sembrava più logico agire, che era
un po' sottotraccia, un po' nell'ombra, perché, comunque, abbiamo fatto nostre le
questioni che venivano sollevate. A quelle questioni, che abbiamo fatto nostre, abbiamo
anche cercato di dare una caratterizzazione politica diversa da quella che ci era stata
prospettata. L'abbiamo fatto in maniera convinta, accettando anche le critiche, anzi,
condividendo quelle che erano delle critiche.
Anche relativamente all'eccessiva velocità di cui ci accusate, è vero che, prima, era
stato prospettato un percorso diverso e poi si è deciso di mettere qualche marcia in più e
andare più veloce, ma sia a me che al Presidente Grimaldi e al Presidente Cassiani
questa velocità non ha fatto venire le lacrime agli occhi e non abbiamo perso di vista
l'obiettivo, che era quello di portare avanti una discussione che facesse sì che, davvero,
si potesse iniziare a parlare di rigenerazione urbana di un'area che non interessava a
nessuno.
In alcuni momenti, è stato quasi paradossale sentire alcuni discorsi di gente che diceva:
"No, fermiamo tutto, perché c'è la fila". Io questa fila non l'ho vista. L'unica fila che ho
visto è stata di gente che cercava di incendiare dei poveri cristi che abitavano alla
Continassa. Questa è l'unica fila che ho visto di privati, cittadini privati; altre file io non
ne ho viste.
Non mi sembra che l'azione che è stata portata avanti dai Consiglieri della maggioranza
sia stata un'azione per favorire un imprenditore privato. Qui stiamo parlando della
Juventus, di una società che vuol dire qualcosa in questa città e vuol dire qualcosa in
quella particolare area. Ma davvero pensiamo che, messa da parte la Juventus, sarebbe
arrivato il Paris Saint Germain o il Manchester United ad investire per fare
un'operazione di quel tipo? O forse sarebbe arrivato qualcuno a proporre dei palazzi. E
allora, giù critiche sui palazzi! Noi, invece, abbiamo fatto in modo di portare avanti un
progetto in cui crediamo davvero.
Non sottovalutiamo nemmeno la funzione del parco. Abbiamo predisposto anche una
proposta di mozione di accompagnamento, perché crediamo che il parco sia veramente
un elemento di ricucitura con quello che è un tessuto urbano disgregato da anni, a causa
di problemi che si sono inevitabilmente accavallati.
Tante volte, anche le cause più giuste, se portate avanti con una certa veemenza e con
certi toni, rischiano di far perdere di vista quello che è l'obiettivo finale.
Quello che noi abbiamo cercato di fare è stato di non perdere di vista l'obiettivo di
portare avanti una discussione sana su una rigenerazione urbana di una zona dimenticata
da tutti e che in questi giorni è ritornata davvero alle cronache dei giornali.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Il dibattito di oggi è stato molto interessante, sia da parte della maggioranza che della
minoranza.
Io, prima di entrare in quest'Aula, avendo partecipato alle Commissioni e ad altri
dibattiti fuori dal Consiglio, avevo molte certezze e pochi dubbi. Dopo questa giornata,
ho molti dubbi e poche certezze.
Per rispondere al Consigliere Viale - è lui che mi ha invitato ad intervenire -, certo, è
un'opera stupenda, un'idea bellissima, finalmente una grande riqualificazione di quella
zona, la Continassa, spesso trascurata e spesso oggetto anche di critiche per come era
stata urbanizzata. A tal proposito, in riferimento a quanto detto dal Consigliere Carretta,
nessuno voleva mandar via quei poveri cristi, anche se, comunque, bisognerebbe sempre
considerare il fatto che sarebbe necessario anche saper convivere con il resto
dell'organismo urbano.
Comunque, al di là di questo, mi auspico che, dopo che si sono incrementati i miei
dubbi, prima di deliberare lunedì o, al massimo, martedì, si possa ancora cercare di
rivedere alcune parti di questo progetto. Soprattutto, senza nulla togliere alla Juventus,
che, sicuramente, anche solo nella costruzione dello Stadio ha dato dimostrazione di
velocità, capacità, tecnicità, competenza, eccetera, e ha iniziato a riqualificare la zona, al
di là del fatto che, con molto pessimismo, non si è considerata assolutamente l'idea di
creare un bando, ma si è firmato tutto in fretta e furia al 31 luglio, e visto che si ha la
convinzione che a nessun altro possa interessare un'area così vasta e appetibile - se sono
tutti accecati -, chiederei effettivamente di rivalutare e di riprendere il discorso, perché,
a mio avviso, per l'idea di far cassa, stiamo veramente svendendo una zona che, se
fossimo un po' più obiettivi e se lo fosse anche il Sindaco - che adesso non è presente -,
forse valeva la pena valorizzare meglio, quantificando veramente il vero valore di
alcune zone e quindi magari alzare la pretesa di un'eventuale vendita.
Tutto questo non è stato fatto.
Sicuramente, l'altro aspetto che hanno già sollevato alcuni miei Colleghi è quello di
vedere effettivamente quanto sarà facile eludere le realtà che sono presenti. Quindi, in
effetti, smantellare o dire a qualcuno: "Guarda, due anni fa ci facevi comodo, adesso
non ci fai più comodo, quindi puoi anche andare a mettere i go-kart da qualche altra
parte", credo non sarà così semplice.
In effetti, come è già stato detto - non è facile dire cose innovative essendo tra gli ultimi
ad intervenire -, credo che, con la fretta di fare cassa oggi, potremmo trovarci a breve,
non a lungo termine, ma a breve termine, con degli oneri da pagare, che saranno
ampiamente superiori a quelle che saranno le eventuali entrate, senza contare che,
avendo una compartecipazione nella realizzazione di questa nuova area, se qualcosa non
funzionasse, dovremmo pensare a come, in che tempi e dove trovare altri soldi per
investire in quel progetto.
Quindi, da parte mia, non faccio ancora una dichiarazione di voto, perché sicuramente
ho bisogno ancora di tempo per valutare i pro e i contro. Quello che auspico è che né
lunedì né martedì si vada al voto della proposta di deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Onofri.

ONOFRI Laura
Intervengo non tanto per sottolineare quanto è già stato detto da molti relativamente
all'importanza di questa proposta di deliberazione, perché penso non sfugga a nessuno
che ci sarà una rigenerazione di un'area che è stata per molto tempo trascurata. Molte
persone, infatti, non capirebbero il motivo per cui quest'operazione dovrebbe essere
bloccata. Come diceva giustamente il Capogruppo del PdL, Tronzano, questa
deliberazione, attraverso questo Protocollo con la Juventus, porterà lavoro a molte
persone, speriamo anche dell'area, ma questo non importa, comunque è un modo per far
ripartire.
Tutte queste cose sono già state dette, quindi non mi soffermo.
Quello che, invece, vorrei fare è prima di tutto un ringraziamento ai tre Presidenti delle
Commissioni, Carretta, Grimaldi e Cassiani, perché, secondo me, hanno fatto sì che il
ruolo del Consigliere non fosse solo quello di venire in Sala Rossa e schiacciare il
bottone, ma c'è stata veramente una condivisione grazie anche al loro modo di lavorare.
Questo dovrebbe essere tenuto sempre presente, prima, dai Presidenti di Commissione
e, secondo, anche dagli Assessori, che, quando portano delle proposte di deliberazione
in Commissione, dovrebbero avere anche l'umiltà di capire che il Consigliere è lì per
fare un certo lavoro, non per rompere le scatole, e perché, probabilmente, molto spesso,
ha bisogno di approfondimenti e di capire meglio.
Questo percorso ha portato a far sì che una proposta di deliberazione fosse poi
strutturata in questo modo, che sarà anche una serie di emendamenti, ma è il frutto di un
lavoro di molte ore e di molta fatica di molti, quindi un lavoro condiviso.
Volevo sottolineare, fra le tante critiche, l'apprezzamento nei confronti di un lavoro
fatto insieme e in modo trasparente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Il Consigliere Mangone ha utilizzato i venti minuti che il Regolamento consentiva di
utilizzare a un Consigliere del Gruppo del PD, quindi io limiterò il mio intervento,
evidentemente, al tempo regolamentare, cercando di focalizzare le questioni principali.
Partirei dallo scopo di questa proposta di deliberazione, che in alcune fasi è emerso in
maniera chiara, in altre è stato coperto da un dibattito, tutto giocato in punta di diritto, in
punta di questioni di illegittimità, tipicamente con una tradizione italica, che vede, nella
pratica politica ed amministrativa, prevalere il tema formale sul tema sostanziale.
Questo, in realtà, è un problema che noi abbiamo, non solo su queste questioni, ma su
una svariata mole di questioni.
Questo è un Paese che dice, a parole, di voler semplificare, aiutare, sviluppare e, poi, nel
momento deliberativo, a tutti i livelli, di norma, introduce tali e tante complicazioni
giuridico-amministrative che questo scopo generale di sviluppo, in molti casi, non viene
svolto.
Sarebbe utile, e credo che partirei da qui in questa breve riflessione, chiedere che cosa
pensino della riqualificazione della Continassa i cittadini che vivono alle Vallette,
perché, alle volte, io ho la sensazione che il cambio di prospettiva potrebbe essere in
qualche modo condizionante anche l'opinione che si forma anche nell'Istituzione
politica.
Il fatto che il Consiglio di Circoscrizione - veniva citato prima -, che è un organo che,
più di altri, sicuramente più della Sala Rossa, vive i problemi di quello specifico
territorio, abbia deliberato un parere favorevole all'unanimità, credo che sia un fatto
quasi unico sinceramente nella storia amministrativa di quell'Ente e, soprattutto, nella
storia politica di quella zona e credo che sia la più grande prova di qual è la vera e reale
attesa dei cittadini della zona Nord di Torino, che vivono in una zona che, per una
svariata mole di ragioni, è oggettivamente nella condizione di dover essere riqualificata
in fretta.
Alle volte, io ho la sensazione che sia molto comodo fare affermazioni e pontificare
stando al calduccio della Sala Rossa; alle volte, bisognerebbe farsi qualche giro in certe
zone di Torino, prima di poterne parlare, e prendere coscienza di quelli che sono i
problemi quotidiani che le persone che vivono in quella zona hanno e credo che
l'opportunità offerta da questa importante opera di riqualificazione sia un'opportunità
che sarebbe da irresponsabili non cogliere.
Questa premessa, però, ha alcune conseguenze. Io penso - è stato detto molto bene, anzi,
per certi versi, non avrei saputo dirlo meglio - che noi abbiamo fatto il lavoro che
compete al Consiglio Comunale. La Legge demanda al Consiglio Comunale compiti di
indirizzo e controllo e compiti deliberativi.
Noi ci stupiamo di qual è stata l'azione del Consiglio Comunale. L'azione del Consiglio
Comunale su questa proposta di deliberazione è l'azione che la Legge consegna ai
Consigli Comunali, cioè deliberare le proprie deliberazioni. Che poi siano proposte
dalla Giunta o deliberazioni di iniziativa Consiliare, abbiamo fatto quello che deve fare
un'assemblea politica e, secondo me, l'abbiamo fatto bene.
La discussione è stata utile, perché ha messo in evidenza, con chiarezza, quelle che
erano le posizioni politiche. Mi pare che le questioni siano anche emerse nel dibattito di
questa sera e siano sicuramente emerse nel dibattito in Commissione, quindi credo che
abbiano aiutato tutti ad individuare i nodi critici. Li rielenco per titoli, brevemente.
A uno di questi nodi critici è stata data risposta con l'emendamento n. 5, che peraltro è
stato illustrato oggi dall'Assessore, che fissa la procedura con cui la Sala Rossa
affronterà la questione della riqualificazione della Continassa; mi pare che questa sia la
chiave di volta intorno alla quale molte discussioni e molte obiezioni, comprese quelle
che ha citato in uno dei passaggi ancora oggi il Consigliere Mangone, trovano una
risposta. Come l'individuazione della procedura relativa alla verifica peritale dei valori
patrimoniali, nel periodo che intercorre tra l'adozione, l'approvazione e il recepimento
di questa identificazione puntuale dei valori patrimoniali in gioco, all'interno della
futura stesura della deliberazione approvativa sia utile. Qui concordo con i Consiglieri
Mangone e Ventura che hanno fatto bene a porre l'accento sull'esigenza di riadeguare il
Protocollo d'Intesa, che, comunque, andava ugualmente riadeguato, non fosse altro che,
per un problema formale, il Protocollo d'Intesa cita 6.000 metri quadrati di SLP
residenziale.
È del tutto evidente che il riadeguamento del Protocollo d'Intesa costituisce quel titolo
che sgombera il campo da tutta una serie di preoccupazioni giuste che hanno visto, in
prima persona, il Partito Democratico a cercare di costruire i paletti giusti e credo che
questo debba essere un elemento di cui noi dobbiamo essere sicuramente orgogliosi.
Veniva posto il tema dell'onere in capo alla Città relativo all'adempimento formale di
lasciare libere le aree.
Il Consigliere Mangone l'ha fatto in Commissione più volte e l'ha rifatto oggi in Sala
Rossa, cioè ha posto l'accento sulla questione relativa a quanto costi essere coerenti con
quanto scritto nel Protocollo d'Intesa. Detto che il Protocollo andrà, comunque,
modificato.
Questo lasciamolo decidere ai tecnici, dico io. Noi ci siamo tutti concentrati su questa
questione dell'incremento di SLP residenziale da 6.000 a 12.000, dimenticandoci che,
nella valutazione patrimoniale economica di quanto il proponente dovrà versare nelle
casse del Comune di Torino, valuteranno i tecnici la stima dell'onere connesso
all'adempimento contrattuale in essere nel Protocollo d'Intesa, cioè quanto costi fare le
cose che dice il Consigliere Mangone.
Io attendo con fiducia, nei tecnici che verranno individuati dalla Città nelle forme che
sono state dette dall'Assessore Curti, di capire in un'analisi costi/benefici quant'è
l'incremento patrimoniale connesso alla modifica sostanziale della destinazione d'uso
da 6.000 a 12.000 metri quadrati di SLP del residenziale contemperata con la
valutazione patrimoniale di quanto costa fare le cose che diceva il Consigliere
Mangone, cioè quanto costa lasciare libere le aree nella realtà.
Su questo punto, aggiungo un ulteriore elemento, che mi pare sia emerso negli
interventi del Consiglieri D'Amico, Sbriglio e, peraltro, anche nell'intervento del
Consigliere Grimaldi, perché credo che, alla luce di queste questioni, sia anche utile fare
luce e chiarezza su quella che è l'attuale situazione di occupazione dell'Arena Rock, sia
in termini di diritti reali in capo all'attuale occupante, sia soprattutto di verifica puntuale
se l'attuale concessionario ha adempiuto, nelle forme e nei modi, alle previsioni
dell'atto con cui è stata ceduta temporaneamente quell'area, nelle more dell'iter
concessorio.
Quindi, io inviterei gli Uffici e l'Assessore a farsi parte attiva perché possa venire
verificato puntualmente se il concessionario ha eseguito alla lettera quello che era
scritto, credo, nell'atto con cui gli sono state consegnate le aree, affinché questo
elemento possa aiutare nel fare chiarezza rispetto, innanzitutto, alla decisione politica
che abbiamo ribadito più volte come Partito Democratico, cioè quella di tenere
chiaramente separati i piani dell'indennizzo legittimo, giusto ed equo degli attuali
occupanti delle aree, rispetto alla decisione politica di rilocalizzare un'eventuale pista di
go-kart in altra area idonea.
Avete fatto bene, Colleghi Consiglieri, a porre l'attenzione specifica e puntuale su
questa questione e avete fatto bene ad accendere i riflettori politici e amministrativi su
questa questione, ma andiamo avanti e guardiamo come si sono svolte le questioni,
perché - come è stato detto più volte in Commissione dal Consigliere Sbriglio e anche
ribadito dal Consigliere D'Amico sempre in Commissione - questa questione ha dei
parametri giuridici molto chiari, che è giusto che emergano e che vengano fuori alla
luce del sole.
Chiudo in questi 30 secondi che mi rimangono, dicendo un'ultima cosa.
Lunedì procederemo alle votazioni delle proposte emendative della proposta di
deliberazione e delle proposte di mozione di accompagnamento (peraltro, ho sottoscritto
convintamente la proposta di mozione che dice delle cose molto chiare e molto nette
relativamente al cronoprogramma dei lavori sull'area destinata a parco pubblico). Noi
lunedì avremo la responsabilità - penso che lo diremo in dichiarazione di voto - di fare o
non fare una grande operazione strutturale per Torino, per la zona Nord di Torino e per i
cittadini che da tanti, troppi anni attendono che la politica dia risposte ad un problema di
oggettivo degrado di quella zona.
Io auspico che i Consiglieri stiano al merito della questione politica amministrativa;
sicuramente, la natura metodologica con cui si è arrivati alla versione che verrà
deliberata è una questione di metodo, però stiamo attenti a non confondere il metodo, su
cui la discussione - credetemi - è tutta interna al ceto politico e all'Assemblea elettiva
che qui è rappresentata, con la questione di merito finale, su cui invece le risposte vanno
date ai cittadini che sono fuori di qui, che hanno dei problemi e che chiedono alla
politica, alla maggioranza e anche - devo riconoscere in questo senso - alle forze di
minoranza (perché ho molto apprezzato il fatto che su questa questione le forze di
minoranza siano state al merito delle questioni amministrative) di risolvere i loro
problemi.
Credo che i nostri problemi metodologici non debbano essere sovrapposti a questi. I
problemi metodologici li risolva la politica, non scaricandoli sulle spalle dei cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Immagino che lunedì ci sarà il tempo di illustrare gli emendamenti, però volevo
sottolineare alcuni aspetti. Intanto, ringrazio del dibattito e delle questioni.
Sì, le materie urbanistiche sono una questione seria, serissima, e anche quelle della
degenerazione urbana, Consigliere Marrone; lo sono per la Giunta e lo sono per il
Consiglio, e la Legge definisce materia urbanistica una delle competenze del Consiglio
Comunale. Quindi, il Consiglio Comunale concorre alla definizione degli indirizzi di
trasformazione urbanistica su proposta o non della Giunta.
Quindi, il fatto che ci sia un approfondimento e una discussione articolata, anche aspra
in alcuni tratti, che affronta i temi e che affronta i nodi e che poi arriva a delle soluzioni,
sta nell'ambito delle prerogative che ha il Consiglio Comunale nella relazione con la
Giunta.
Quindi, ringrazio anche i Presidenti delle tre Commissioni e molti Consiglieri, con cui si
è condiviso un percorso che ha permesso di chiarire alcuni aspetti che, ammetto, forse
nella prima stesura della proposta di deliberazione sono stati dati per scontati.
Il numero di righe degli emendamenti è nella narrativa, non nel dispositivo, perché, in
realtà, nella narrativa si è provveduto a chiarire, articolare, non rimandare
esclusivamente ad atti approvati, ma a spiegare che cos'erano quegli atti approvati, in
modo da rendere più chiaro, più esplicito e più trasparente questo atto.
Molti dei nodi che sono stati affrontati in queste settimane, in realtà, riguardano lo stato
patrimoniale delle aree. Io voglio ricordare - ed è stata fatta una scelta, da questo punto
di vista, che poi nel frattempo si è modificata - che noi stiamo approvando una Variante
urbanistica, cioè uno strumento urbanistico, e non uno strumento patrimoniale connesso
ad una Variante urbanistica.
Certo, per trasparenza, ma anche per ragionevolezza, per buonsenso e per strategia
politica, si richiama al fatto che questa Variante è connessa ad una proposta della
Juventus e ad un Protocollo d'Intesa, ma questa Variante è una Variante urbanistica erga
omnes, non è una Variante urbanistica di tipo patrimoniale, che quindi mette nell'atto
deliberativo in vendita delle aree. E c'è stata una scelta di prevedere una Variante
urbanistica che, in qualche modo, non affrontasse i nodi patrimoniali, rimandandoli a
dopo.
Poi, giustamente, con la necessaria esigenza di chiarezza e la discussione, abbiamo,
anche attraverso degli emendamenti condivisi, concordati e discussi con la
Commissione devo dire anche con un atteggiamento bipartisan, che non è
consociativismo, è la dialettica, il senso di responsabilità che io credo un Consiglio
Comunale abbia ed eserciti nella correttezza delle sue prerogative, sono stati inseriti
degli elementi che permettono di fissare dei paletti, cioè di fissare dei requisiti che
tendenzialmente sono dei requisiti che stanno al diritto amministrativo.
Come ha giustamente spiegato ieri, se non erro, in Commissione l'Assessore Passoni
per la sua delega al Patrimonio, quando c'è cessione di diritti o cessione di aree c'è
sempre una perizia asseverata. Sta nella procedura amministrativa. Quindi, si sarebbe
fatta anche in questo caso a prescindere.
Giustamente, però, visto che questo era uno degli elementi anche di discussione e di
dubbio, è stato inserito un emendamento nel quale si dice che tra l'adozione e
l'approvazione sarà presentata una perizia asseverata, che è in corso di istruttoria,
proprio perché non ci siano dubbi. In ogni caso, la Variante non è immediatamente un
elemento che definisce i titoli di proprietà delle aree, perché dopo è necessario fare degli
altri atti.
In ogni caso, è stato inserito, giustamente, il fatto che il valore definitivo del diritto di
superficie determinerà, entro l'approvazione definitiva, l'effettivo valore di cessione, al
quale il proponente ovviamente potrà aderire, perché è una forma contrattuale, e quindi i
necessari adeguamenti al Protocollo d'Intesa.
Faccio una breve precisazione, perché ho sentito delle cifre che non capisco da dove
vengano fuori. Come succede quando un proponente privato fa una proposta
all'Amministrazione, fa una perizia di parte che è qui allegata - l'abbiamo vista ieri in
Commissione, Consigliere Bertola, mi spiace lei non ci fosse -. In realtà, i 10 milioni e
mezzo sono relativi ai 33.000 metri quadrati; non so sulla base di che cosa il conto è
quello dello 0,50 centesimi, 0,56 centesimi. In realtà, la media proposta dalla Juventus
di acquisto delle aree è di 380,00 Euro a metro quadrato, non 0,56, perché è sui 33.000
metri quadrati.
Questa è la proposta alla quale seguirà la perizia asseverata, che definirà se il prezzo è
congruo e, sulla base di quello, verrà poi stabilito il nuovo Protocollo d'Intesa che
definirà la cifra.
Il fatto che abbiano pagato un anticipo è una tutela dell'interesse pubblico, perché,
quando un privato propone un intervento che prevede anche delle varianti e degli atti
deliberativi e un lavoro di istruttoria degli Uffici, è norma, a tutela dell'interesse
pubblico, in qualche modo, chiedere una sorta di cauzione o caparra - chiamatela come
volete - a dimostrazione della reale intenzione di sviluppare un progetto.
Questo succede sempre, tutte le volte che una richiesta di Variante è fatta sulla base
anche di una proposta da parte dei privati, proprio per evitare che, poi, in qualche modo,
si metta in moto un meccanismo che non preveda un impegno o un'assunzione di
responsabilità da parte del privato che decide di investire. Quindi, non è né un favore né
un regalo che viene fatto all'Amministrazione, ma è una tutela dell'interesse pubblico.
Ci sono alcuni elementi che vorrei sottolineare. Le preesistenze. Si è discusso molto
delle preesistenze, della parte patrimoniale, dei diritti, eccetera; mi sembra ci sia una
sostanziale condivisione del disegno urbanistico e del fatto che quello sia uno strumento
anche di rivitalizzazione, rigenerazione e sviluppo di quell'area, perché nel merito delle
scelte di tipo urbanistico mi sembra che ci sia una condivisione, perché non se ne è
discusso tantissimo. Piuttosto, si è discusso di tutti gli altri elementi, che hanno poi dato
seguito ad una serie di emendamenti, che consentono di sciogliere i nodi e di rendere
esplicita una linearità che, se pure ha avuto degli elementi di superficialità - come li
avete chiamati, può darsi -, ha sicuramente avuto elementi di complessità a mettere
insieme una proposta che è arrivata a luglio ed è cambiata a settembre, perché, guardate,
il mondo va più veloce tendenzialmente delle procedure amministrative. Succede.
Succede che a luglio si faccia una proposta che dà seguito ad un Protocollo d'Intesa e
poi le valutazioni cambino e cambino a settembre. Nel frattempo, è stata adottata una
deliberazione di Giunta proposta al Consiglio Comunale con una Variante urbanistica.
Succede.
In realtà, il cambiamento di ruolo delle Pubbliche Amministrazioni nel governare e
nell'essere regia dello sviluppo implica anche il fatto che si trovino poi le strade più
condivise per ribadire l'interesse pubblico e in qualche modo cambiare in itinere.
Per cui, è vero che la deliberazione di Giunta proposta al Consiglio è precedente al 25
settembre, quando è stata presentata la nuova proposta di Giunta, proprio per questo,
essendo già adottata, è stata emendata anche nella sua parte più significativa, in
particolare relativamente al tema dei 6.000/12.000. Cioè, all'interno dei 33.000 metri
quadrati un cambiamento delle proporzioni della destinazione d'uso che, rammento, è
stato uno degli oggetti presenti negli allegati discussi nelle Commissioni.
Mi spiace che si debbano esibire dischetti per dimostrare che cosa è stato detto, in ogni
caso può darsi che sia stato accennato, è stato uno dei primi elementi importanti il fatto
che la Variante prevedeva all'interno dei 33.000 metri quadrati una diversa destinazione
delle funzioni d'uso. E che quindi c'era meno ASPI e più residenza.
Vorrei sottolineare un ultimo elemento, che è il tema delle preesistenze. Noi abbiamo
discusso a lungo di questo tema. Nell'emendamento n. 4 si dice che: "È all'esame della
Civica Amministrazione la modalità più idonea per liberare l'area e consentire la
realizzazione dell'intervento nel rispetto della posizione giuridica del predetto
soggetto". Molti degli emendamenti sono anche il frutto della discussione con la
necessaria umiltà della Giunta - Consigliere Onofri - di accogliere le osservazioni del
Consiglio.
Quindi, c'è stato un lavoro di condivisione, là dove le questioni venivano poste e si
prevedeva che ci potessero essere delle formulazioni migliori di quanto già previsto, è
stato accolto, perché tendenzialmente sempre si rispettano le posizioni giuridiche dei
soggetti che hanno titolo, fa parte dell'ABC del Diritto Amministrativo, però è giusto
ribadirlo. È giusto risottolineare il fatto che la liberazione delle aree avverrà nel rispetto
della posizione giuridica dei soggetti predetti. Sarebbe grave se non fosse così.
È indispensabile fare una stima di quanto speso effettivamente, di quanto ammortizzato
nel frattempo e, poi, sulla base di quello, si capirà quali saranno gli elementi da risarcire
eventualmente o sicuramente. In ogni caso, non c'è alcuna volontà di non rispettare le
posizioni giuridiche di chi è li.
In altri casi, soprattutto nella parte pubblica, le situazioni sono diverse. L'area dei
giostrai è su un'area pubblica, ricordo, attrezzata temporaneamente durante le Olimpiadi
per permettere l'intervento di riqualificazione di Piazza d'Armi, quindi non è una
destinazione che è stata scelta sulla base di scelte strategiche, ma è una scelta che è stata
fatta per poter permettere la riqualificazione dell'area Sud della città. Mi chiedo se
l'area Sud e l'area Nord hanno diritto agli stessi strumenti di riqualificazione, oppure
c'è qualche area che può diventare lo sgabuzzino di servizio, che così ne riqualifichiamo
altre. Questo vorrei solo ricordarlo, perché l'area giostrai non è nata lì, è nata per
riqualificare un altro pezzo fondamentale della città, che in questi anni ha beneficiato
degli interventi di trasformazione urbana.
Detto questo, naturalmente, è nostro interesse, visto che le città hanno bisogno anche
delle aree giostrai, trovare la forma condivisa per consentire un'allocazione al minor
costo possibile che rispetti dei diritti acquisiti.
Sul Mazda Palace la questione è ancora più complessa e non la sto a ribadire, però
l'approfondimento e la volontà di cercare soluzioni e non semplicemente di trasmettere
carte bollate, vorrei che fosse chiaro che è assolutamente nella responsabilità
dell'Amministrazione sia dal punto di vista tecnico-amministrativo sia dal punto di vista
politico.
Però, ci sono alcune valutazioni sulla legittimità amministrativa e sulle perizie tecnico
estimative che, come dice la Legge Bassanini, sono compito dei Dirigenti e del livello
amministrativo, non del livello politico. Noi abbiamo il compito di vegliare, controllare
e governare.
Spero di aver chiarito che non c'è alcuna intenzione, così come non c'è stata, di fare
trucchi o di non raccontare. Quando c'è complessità, però, non si può neanche chiedere
di poter sintetizzare in un minuto quello che c'è da sapere, perché le situazioni
complesse hanno anche bisogno di tempo per essere spiegate.
Ci sono state cinque Commissioni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma
io condivido assolutamente.
C'è bisogno di tempo, di attenzione, di concentrazione e c'è anche bisogno di un po' di
studio preventivo rispetto agli atti che si ricevono prima delle Commissioni, perché,
altrimenti, diventa poi complicato, anche nella comunicazione verbale, riuscire ad
essere precisi, chiari, esaustivi e non dare adito a nessun tipo di sospetto o di ombra
possibile.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Credo che le risposte di merito siano state già fornite dall'intervento dell'Assessore e da
alcuni interventi dei Consiglieri di maggioranza, mi riferisco in particolare agli
interventi dei Consiglieri Carretta, Grimaldi e Lo Russo, che hanno consentito di
interloquire con gli interrogativi o con le questioni aperte che sono state sollevate nel
dibattito.
Intanto, anch'io desidero ringraziare tutti i Gruppi del Consiglio Comunale per la
discussione che non è stata né formale né scontata, perché tutti, nel lungo iter che ha
avuto questa proposta di deliberazione, in Commissione e poi in Consiglio, ci siamo
sforzati di approfondire tutti gli elementi, anche di dettaglio, di un investimento e di un
intervento di trasformazione urbana molto importante, consapevoli che, in ogni caso,
stiamo discutendo di un intervento che tende a riqualificare un'area che attualmente è in
uno stato di grave degrado.
Io penso che non si possa eludere questo nodo, perché parliamo di un'area nella quale
sono stati nel passato realizzati interventi, su cui ovviamente non voglio e non spetta a
me esprimere valutazioni, ma che certamente a consuntivo appaiono essere interventi
disorganici, cioè non figli di una valutazione di un impianto organico su quell'area,
interventi che, per molti aspetti, risultano, per ragioni varie, incompiuti, dal che è
derivata una condizione di degrado, di cui gli episodi drammatici dell'anno scorso, che
sono stati richiamati dal Consigliere Grimaldi, sono una spia che non possiamo
assolutamente ignorare.
Per cui, noi stiamo discutendo qui di fare un intervento che punta a riqualificare un'area
importante per la città, significativa dal punto di vista urbanistico, collocata - come ha
ricordato il Consigliere Tronzano - in un comprensorio segnato da grandi infrastrutture
di viabilità e di mobilità, che rendono quell'area importante e significativa, e credo che
dobbiamo partire dal dato che questo investimento, di cui questo intervento che si sta
discutendo, ha come obiettivo quello di restituire a quella parte della città una dignità
che oggi non c'è.
Si punta a realizzare un polo sportivo - è già stato richiamato - di valenza nazionale e
internazionale, e credo che questo sia un dato che arricchisce la nostra città; si punta a
riqualificare un'area periferica dal punto di vista dell'assetto della nostra città con
funzioni di eccellenza, in coerenza con un disegno di riqualificazione della città che non
investa soltanto le aree di pregio o il centro storico, ma cerchi di investire l'intero
territorio cittadino; si propone un intervento che ricuce e restituisce dignità e qualità a
un'area della città che da sempre soffre una condizione di marginalità e da questo trae
condizioni anche di minore opportunità nella qualità della vita. Mi riferisco in
particolare al quartiere delle Vallette, che da sempre denuncia nei confronti delle
Amministrazioni di questa città, di qualsiasi colore, di essere considerata periferica, di
essere trascurata, di essere marginalizzata.
Noi mettiamo in campo un intervento che, rispetto a quella parte della città, consente
una riqualificazione non solo dell'area specifica su cui si farà l'intervento, ma di un
comprensorio territoriale più ampio che ridà una diversa qualità anche a quel grande
insediamento popolare che è il quartiere delle Vallette.
Ed è significativo - come ha ricordato il Consigliere Lo Russo - che questo intervento
sia sostenuto in modo unanime dal Consiglio di Circoscrizione, dove tutte le forze
politiche che hanno la responsabilità di governare quel territorio, quale che sia la loro
collocazione di maggioranza o di opposizione, considerano che quel territorio ha
bisogno di un intervento di riqualificazione e lo sostengono unanimemente. Credo che
abbiamo il dovere di tenere conto anche di questo dato.
Dopodiché - come è già stato ampiamente richiamato -, le cubature di cui si discute
sono cubature che derivano tutte da decisioni autonome ed esclusive del Consiglio
Comunale, sia quelle in origine sia quelle successive.
Le valutazioni finanziarie sono, in ogni caso subordinate, nella formulazione ultima
della proposta di deliberazione, con l'emendamento discusso in Commissione, a una
perizia per tutti gli eventuali aggiornamenti da cui deriveranno le valutazioni e le scelte
definitive, non solo dell'Amministrazione, ma anche di chi debba investire.
Mi pare che, quindi, ci siamo messi nella condizione di fare un intervento di forte
riqualificazione di un territorio degradato, collocando lì delle funzioni di eccellenza
importanti per la qualificazione della città, sulla base di interventi di natura urbanistica e
finanziaria che stanno tutti nelle nostre disponibilità e che possono essere quindi gestiti
in assoluta sovranità da parte del Consiglio Comunale e dell'Amministrazione. Non
capisco, francamente, altri elementi di valutazione o addirittura fattori di polemica, che
pure non sono mancati, ma che, sulla base di tutte le spiegazioni che sono state date e di
tutti gli elementi correttivi che sono stati apportati alla proposta di deliberazione, non
hanno più ragione di essere.
Per questo io penso che si possa passare all'approvazione della proposta di
deliberazione, come sappiamo tutti, sulla base delle decisioni assunte in sede di
Capigruppo, non in questo Consiglio ma nel prossimo Consiglio, e penso che il
Consiglio Comunale, anche nelle settimane successive, abbia tutte le possibilità e gli
strumenti, sulla base della perizia che sarà fatta, per mettere in campo gli interventi a
tutela dell'interesse della città e al tempo stesso utili a fare in modo che l'investimento
possa realizzarsi, perché, qualora l'intervento e gli investimenti relativi dovessero
cadere, gli unici a soffrirne sarebbero la città e i cittadini, in particolare i cittadini che
vivono in quella parte di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La discussione sull'argomento si è conclusa. Ricordo che, intanto, sono scaduti i termini
per la consegna di eventuali subemendamenti. Lunedì prossimo si potranno discutere gli
emendamenti e i subemendamenti e si voteranno con la proposta di deliberazione.
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