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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Febbraio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 15
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-00741
APPROVAZIONE PROTOCOLLO DI INTESA TRA LA CITT? DI TORINO E LA JUVENTUS F.C. S.P.A. RIGUARDANTE LA REVISIONE DEGLI IMPEGNI RELATIVI ALLA RISTRUTTURAZIONE DELLO STADIO DELLE ALPI NELLA ZONA URBANA DI TRASFORMAZIONE ?AMBITO 4.23 STADIO DELLE ALPI?.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200700741/09, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 febbraio 2007, avente per oggetto:
"Approvazione Protocollo d'Intesa tra la Città di Torino e la Juventus FC S.p.A. riguardante la revisione degli impegni relativi alla ristrutturazione dello Stadio delle Alpi nella Zona Urbana di Trasformazione 'Ambito 4.23 Stadio delle Alpi'"
della proposta di mozione n. mecc. 200700841/02, presentata dai Consiglieri Ghiglia, Ventriglia, Lonero, Galasso e Ravello in data 12 febbraio 2007, avente per oggetto:
"Deliberazione n. mecc. 200700741/09: Approvazione Protocollo d'Intesa tra la Città di Torino e la Juventus FC S.p.A. riguardante la revisione degli impegni relativi alla ristrutturazione dello Stadio delle Alpi nella Zona Urbana di Trasformazione 'Ambito 4.23 Stadio delle Alpi'"
e della proposta di mozione n. mecc. 200700842/02, presentata dai Consiglieri Zanolini e Domenico Gallo in data 12 febbraio 2007, avente per oggetto:
"Deliberazione n. mecc. 200700741/09: proposta per un 'Ecostadio' delle Alpi".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 9/02/2007 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula.
Sono stati presentati un emendamento, più due mozioni collegate.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Nelle comunicazioni, dieci giorni fa, abbiamo avviato l'esame di questo tema; venerdì scorso abbiamo condotto il primo esame del Protocollo d'Intesa, poi la deliberazione è stata esaminata in Commissione e, stamani, nella riunione dei Capigruppo, vi è stata l'audizione della Juventus, quindi, l'atto deliberativo perviene in Aula.
Lo richiamo, naturalmente in termini molto sintetici, proprio perché abbiamo già avuto ampiamente modo d'illustrarlo e di discuterne; sostanzialmente, si tratta di un Protocollo d'Intesa, attraverso il quale si rende possibile candidare lo Stadio delle Alpi ad ospitare i Campionati Europei del 2012, sempre che la candidatura italiana ad ospitare i Campionati Europei abbia esito positivo.
Come sapete, la Juventus è titolare dell'impianto, poiché, nel 2003 (comunque, nella deliberazione sono richiamati tutti gli atti), la Città ha concesso l'area in diritto di superficie (e, quindi, l'impianto sovrastante) alla Juventus; peraltro, tale diritto di superficie prescrive la conservazione dell'attuale impianto.
L'interlocuzione con la UEFA ha fatto emergere una necessità da parte della Juventus, la quale, in quanto titolare del diritto di superficie, ha appunto avviato quest'interlocuzione (stamani, peraltro, ci è stato diffusamente riferito), che, per consentire all'impianto rinnovato di ospitare i 40.000 spettatori netti (prescritti dalla UEFA per poter accogliere incontri fino ai quarti di finale), ha condotto ad ipotizzare, nel progetto avanzato nello scorso mese di gennaio, di realizzare un intervento di ristrutturazione radicale.
La chiamo ancora "ristrutturazione", perché utilizza parte dell'attuale struttura, ma interviene in modo significativo con una rimozione ed una sostituzione. Si tratta, in realtà, di una ristrutturazione radicale dell'impianto attuale, che prevede la rimozione dell'intera tensostruttura (e, quindi, delle gradinate attuali e delle relative coperture) e la realizzazione di un nuovo anello di gradinate coperte, in aderenza al campo da gioco, per una capienza di 40.000 spettatori.
Per attuare l'intervento, occorre superare la prescrizione di conservazione integrale dello Stadio, contenuta negli atti fin qui compiuti di concessione del diritto di superficie e di variante urbanistica.
Il protocollo è volto a realizzare una nuova intesa con Juventus, motivata da Juventus con l'esigenza di realizzare un impianto adeguato ai requisiti UEFA che, al contempo, consenta di realizzare una struttura che corrisponda agli standard contemporanei di fruizione del gioco del calcio, quindi con un'elevata visibilità ed elevati standard di sicurezza. La Juventus, per realizzare il progetto che ci ha illustrato (in questa fase, si tratta del progetto di massima) e per sottoscrivere l'impegno con la UEFA, chiede di avere il via libera da parte dell'Amministrazione, ove vada in porto la candidatura, a realizzare l'intervento nei termini proposti, quindi con la rimozione dell'attuale tensostruttura e la ricostruzione ex novo, nei termini previsti dal nuovo progetto.
Come ribadito a più riprese, l'onere della realizzazione della nuova struttura, così come della demolizione, è a totale carico della Juventus, che prevede di finanziare l'operazione attraverso il credito (non necessariamente sportivo), fidando su una assicurazione del Governo che, d'intesa con la Federazione Italiana Gioco Calcio, si è impegnato a stanziare le risorse necessarie ad assumere, a carico del bilancio dello Stato, gli interessi di questo indebitamento.
Naturalmente, Juventus dovrà restituire integralmente l'ammontare del finanziamento concesso (ma sarà liberato degli oneri di interesse), tramite una restituzione rateale di 20 anni. Gli interessi sulla diluizione nel tempo della restituzione sono assunti a carico del Governo, sulla base dei suoi impegni attuali.
Come detto stamani, il protocollo d'intesa rimane efficace, ove si determinino tutte le altre condizioni, in particolare, appunto, l'assegnazione dei Campionati Europei e l'intesa, che sarà in discussione in questi giorni, tra Governo e Federazione Italiana Gioco Calcio per quanto riguarda il consolidamento delle garanzie offerte sull'assunzione, a carico dello Stato, di questa parte di onere.
Per quanto riguarda il merito del protocollo, mi pare che sia tutto.
Oltre alle sei città titolari di altri impianti, la Juventus è l'unico soggetto, a livello nazionale, che interloquisce dirittamente con UEFA, in forza della concessione del diritto di superficie a suo tempo concessole e in attuazione dell'orientamento su cui ultimamente, come tutti voi sapete, si sono espressi, a più riprese, anche Governo e Parlamento, ovvero di porre in carico alle squadre - e quindi ai club - la titolarità e la gestione dei vari impianti e quindi facendosi carico anche dell'onere di garantire l'ordine pubblico, oltre che la manutenzione.
Noi abbiamo anticipato questo orientamento, attuando la concessione del diritto di superficie; quindi ora, per consentire a Juventus di attuare questo intervento radicale, dobbiamo impegnarci a provvedere all'adeguamento dei vari documenti (concessione del diritto di superficie e disciplina urbanistica), ove si realizzano le due condizioni, (garanzie del Governo e assegnazione dei Campionati Europei all'Italia).
Nella sostanza, questo è il contenuto del protocollo che la deliberazione richiama per grandi linee.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo che a questa proposta di deliberazione sono collegate due proposte di mozione, una presentata dai Consiglieri Gallo e Zanolini ed una dai Consiglieri di Alleanza Nazionale.
Il dibattito, essendo congiunto, verte sulla deliberazione e su entrambe le mozioni.
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Mi pare di poter dire - mi rivolgo soprattutto al Consigliere Giorgis - che, a distanza di una settimana, la posizione assunta dieci giorni fa da Forza Italia e dall'opposizione sia stata produttiva: si diceva addirittura che eravamo venuti in Consiglio Comunale a perdere tempo! A me pare che non sia così: penso che questa settimana sia stata importante per capire - entrerò poi nel merito -, ma penso anche sia stata un'ottima dimostrazione di come un'opposizione può e deve, secondo me, svolgere il suo ruolo. Non dev'essere, cioè, un'opposizione precostituita o a priori, ma dev'essere un'opposizione che vuole confrontarsi sul piano amministrativo.
Mi pare, però, signor Sindaco, che oggi siamo su un livello anche politico e che così non si possa dire della sua maggioranza, perché, se il voto andrà come si sente dire nei corridoi (certamente qualcuno della sua maggioranza è più legato a posizioni ideologiche che non ai legami nei confronti della Città, come pensiamo, invece, di essere noi), probabilmente, qualche problema di verifica si pone nella sua maggioranza. Questo è un problema che tocca soprattutto lei, ma che tocca a noi evidenziare.
Penso che l'atteggiamento che assumeremo oggi sia serio, anche perché le eccezioni da noi fatte in sede di Conferenza dei Capigruppo, dieci giorni fa, erano soprattutto relative a quel passaggio del protocollo d'intesa, che non era chiaro, sull'impegno economico dell'Amministrazione. Di fatto, adesso, il protocollo d'intesa dice - cito le parole esatte - che non c'è nessun onere diretto o indiretto a carico della Città. Secondo noi, si tratta di un passaggio importante.
Peraltro, è stata importante l'audizione della Juventus, perché, la settimana scorsa, sembrava quasi che fosse lesa maestà: infatti mi sono permesso di dire che c'era, quasi, un senso di sudditanza e il Sindaco, giustamente, mi ha risposto: "Ben venga, se la sudditanza nei confronti di questo mondo è la ripresa della FIAT". Il nostro è stato un simpatico scambio di polemiche, che, secondo me, serviva a chiarire meglio l'operazione, molto importante per la Città.
Ritengo anche importante dire che, con questo protocollo d'intesa, si va a radere al suolo un manufatto che ha soltanto 17 anni e che, nel protocollo stesso, viene definito opera architettonica di indubbio valore.
Penso, quindi, che la Città debba avere, nei confronti di questa operazione, un certo riguardo, perché si tratta di un'operazione che - ricordo - non risponde al protocollo d'intesa del 2003, in cui si parlava di ristrutturazione e, addirittura, di mantenimento della tensostruttura.
Finalmente, Sindaco, questa settimana è stato chiarito (ma non voglio attribuire responsabilità) che non si tratta di ristrutturazione, ma si tratta di allestire un nuovo stadio: ritengo importante sapere questo e sapere che la Juventus vuole giocare la sua scommessa con grande convinzione.
Inoltre, non per consolarci, però mi pare di poter dire che l'abbattimento sia effettivamente a raso suolo, ma conservando delle parti importanti del vecchio stadio, anche se certamente non saranno le più evidenti e quelle di maggiore valenza architettonica.
Rimane aperto un problema, che ho riportato anche questa mattina e che rimane valido sia nel caso in cui venga assegnato il Campionato Europeo di Calcio a Torino sia nel caso contrario: il Torino Calcio. Come giustamente diceva il Consigliere Bonino in Conferenza dei Capigruppo, adesso non dobbiamo pensare al dopo 18 aprile, perché tutti dobbiamo tifare affinché gli Europei arrivino in città, però, se ci verranno aggiudicati, la Juventus costruirà uno stadio di proprietà nel quale mi pare difficile che possa giocare anche il Torino, perché tutti sappiamo che in uno stadio di proprietà c'è la club-house, il marchio, eccetera e mi pare improponibile chiedere alla Juventus di farvi giocare il Torino e altrettanto improponibile chiedere al Toro di giocare in uno stadio marchiato Juventus; questo sempre se sarà veramente uno stadio di proprietà e se la Juventus sarà coerente con quanto ci ha detto oggi.
Ritengo che sia giusto che la Juventus abbia uno stadio di proprietà. In tutta Europa si sta andando in questa direzione, e in questo senso concordo appieno con il Sindaco e la Giunta sul fatto che non ci servono strutture pubbliche, che rappresentano solo un peso per la collettività, però rimane il problema del Torino Calcio. Non so se fondatamente o meno, ma penso sia opportuno che quest'Aula ne prenda atto: lo Stadio Olimpico non è sufficiente. Qualcuno sostiene che sia possibile raddoppiare i posti sulla struttura esistente; questo io non lo so, ma pongo delle riflessioni che ritengo debbano essere accolte da tutto il Consiglio Comunale, perché in ogni caso, con o senza il Campionato Europeo di Calcio, avremo il problema del Piano degli Stadi, perché, oggi, la Juventus ci ha confermato debolmente che, se non ci saranno gli Europei, probabilmente farà una ristrutturazione da 18-20 milioni, ma ha anche aggiunto che, in questo caso, chiederà un altro incontro con noi per fare una verifica. La Juventus ha detto apertamente che per problemi economici ha dovuto rinunciare al piano di ristrutturazione da 40 milioni, quindi eravamo tutti certi che potesse aderire a quello da 18-20 milioni, mentre, oggi, se non ho capito male, ha detto che potrebbe far fronte a questa ristrutturazione parziale, ma vorrebbe ancora parlarne. Quindi, ritornerebbe il problema della Juventus che non ha potuto fare il nuovo stadio e del Torino Calcio che continuerà a dire che lo stadio non è capiente.
Noi voteremo favorevolmente a questa proposta di deliberazione, ma credo che, oggi, la nostra adesione si possa considerare condizionata ad una riflessione sulla situazione stadi. Chiederemo che, passato il 18 aprile (fino ad allora si deve remare tutti nella stessa direzione), si audisca nuovamente la Juventus per capire, nel caso in cui gli Europei non siano assegnati all'Italia, che cosa intenda fare, perché, Assessore Viano, vorremmo capire che cosa rientri esattamente negli interventi per 18-20 milioni di Euro (anche se ci è già stato un po' spiegato) e, comunque, se la società bianconera sia in grado di realizzare una ristrutturazione da 18-20 milioni. Penso che questo sia importante, perché vorrei ricordare che lo Stadio delle Alpi è vuoto da circa un anno e, dopo il 18 aprile, non potremo permetterci di nuovo di ragionare; con la Juventus aspettiamo questa data, che sarebbe risolutiva se ci fosse l'aggiudicazione.
Con il Torino Calcio chiedo un'audizione per capire quali siano le sue esigenze. Penso che sia giusto ed equilibrato saperlo direttamente dalla società granata e non tramite organi di informazione, soprattutto di fronte ad un atteggiamento positivo che la Città ha dimostrato nei confronti della Juventus e che credo possa avere anche nei confronti del Torino Calcio, sempre con un approccio che dovrebbe essere "laico" e non a priori, da parte del Sindaco, della Giunta e del Consiglio. Penso che ognuno di noi - parlo di Forza Italia - si sia spogliato del proprio tifo calcistico (che poco interessa quando si è amministratori) e del proprio ruolo dai banchi dell'opposizione per cercare di fare gli interessi della città, ritenendo che non si potesse perdere la possibilità di avere il Campionato Europeo di Calcio e che fosse giusto che la Juventus avesse uno stadio di proprietà; però dobbiamo fare altrettanto per il Torino Calcio, perché dobbiamo ricordarci, ma penso che non sfugga a nessuno (soprattutto al Sindaco, che condivide con me la stessa fede calcistica), che in questa città c'è un'altra importante squadra di calcio e insieme ad essa dobbiamo capire quali siano le sue esigenze.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
D'accordo con il Consigliere Angeleri, do prima la parola al Consigliere Ghiglia.
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Ringrazio il Consigliere Angeleri per avermi consentito di intervenire prima di lui.
Il mio Gruppo voterà a favore di questa proposta di deliberazione, però ci sarebbe piaciuto che l'Assessore Viano ringraziasse l'opposizione per il contributo che ha dato alla stesura del Protocollo d'intesa, consentendogli quelle limature letterarie e stilistiche che nella prima versione lasciavano aperto il dubbio che la Città potesse intervenire non solo come ruolo di garanzia.
Abbiamo detto ripetutamente, e continuiamo a sostenere, che in questa città manca un sistema stadi. Il problema "stadi torinesi" non è risolto e non soltanto per colpa dell'Amministrazione, magari lo è per colpa delle società, in ogni caso, a fine anno, ci potremmo trovare con dei problemi irrisolti. A questo punto, costruire un nuovo stadio che porti Torino ai Campionati Europei di Calcio non risolve il problema dell'altra squadra cittadina e neanche quello degli spazi, ma rende uno di questi due spazi uno spazio esclusivo. Questa mattina ho chiesto provocatoriamente alla Juventus se, qualora il Torino Calcio non trovasse l'accordo, sarebbe stata disposta a farlo giocare nel suo stadio e, ovviamente, la risposta, che era retorica quanto la domanda, non c'è stata.
Rischiamo di trovarci con uno stadio nuovo, per il quale la Città garantisce comunque un prestito di 120 milioni di Euro, e con una società che ritiene l'attuale allocazione inadeguata. Quindi, visto che un'Amministrazione si deve porre i problemi nel suo complesso e non deve soltanto cavalcare l'attualità, riteniamo che questo rimanga un problema aperto, che deve essere affrontato non sempre a babbo morto, ma con la celerità che queste situazioni implicano.
Abbiamo presentato una proposta di mozione in cui si chiede che il Sindaco e la Giunta concordino con la società bianconera adeguate misure di sostegno all'associazionismo e alla promozione sportiva del territorio torinese (è una richiesta che abbiamo fatto questa mattina alla Juventus), perché, grazie alla Città di Torino, alle garanzie di accompagnamento e grazie alla moral suasion della Città di Torino, la Juventus riuscirà ad avere un prestito minimo di 120 milioni di Euro a tasso zero dal Credito Sportivo e questo farà in modo che una società privata come tante altre avrà, anche solo per questo motivo, un notevole risparmio di denaro e quindi un guadagno di diverse decine di milioni di Euro.
Nel votare a favore di questa proposta di deliberazione, vorremmo che la Juventus, attraverso l'opera persuasiva del Sindaco, portasse concretamente sul territorio non soltanto tanti successi, coppe, traguardi nuovi - da tifoso juventino, me lo auguro -, ma desse, restituisse qualcosa di concreto in termini di risorse al tessuto sportivo, anche minore, di questa città.
Non so in che termini, infatti, abbiamo talmente tanta fiducia in questa Amministrazione Comunale, che demandiamo al Sindaco, e agli Assessori competenti, di trovare i modi e i tempi.
Visto che la società bianconera è, per questa città, non soltanto un emblema, ma anche, crediamo, una risorsa, vorremmo che, una volta tanto, dimostrasse alla Città di Torino, concretamente, economicamente (se non fosse abbastanza chiaro il "concretamente"), la propria gratitudine nei confronti di questa Città che l'ha supportata in un momento anche particolare, e difficile, della sua storia.
Diciamocelo chiaramente: da quanto ci hanno detto stamattina i portavoce della Società, senza la garanzia di questa Amministrazione, non soltanto non ci sarebbe il nuovo stadio, ma neanche sarebbe possibile la ristrutturazione da 40 milioni di Euro; ci sarebbe qualche "taccun" da 18.500.000 Euro.
Allora, visto che noi consentiamo non soltanto i rattoppi, ma la costruzione di uno stadio nuovo, con tutte le riserve di chi ha detto che 17 anni fa ne abbiamo edificato uno che, credo, sia costato sui 220 miliardi di lire dell'epoca, vorremmo venisse espressa, in maniera evidente e sostanziale, anche la gratitudine della Società verso una Città che, in questo momento, sta dimostrando di fare tanto per conservare un pezzo importante della propria storia sportiva.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Signor Presidente, Venerdì, in Commissione, ho chiesto (é poi stato ratificato dalla Conferenza dei Capigruppo) che i vertici della Juventus venissero in Commissione, e alla Conferenza dei Capigruppo, per spiegare questa operazione.
Per quale motivo avevo chiesto la loro convocazione? Perché avevo (e avevamo) dei dubbi che, malgrado l'audizione di oggi, rimangono tutti (e spiego il perché). Innanzitutto, perché dall'audizione odierna durante la Conferenza dei Capigruppo, abbiamo capito, sostanzialmente, due cose; la prima: il favore che si sta facendo alla Juventus, non lo fa il Comune, ma il Governo (non era una cosa ben chiara, adesso l'abbiamo capita). Seconda cosa...(INTERVENTO FUORI MICROFONO) Questo non è un aspetto di poco conto. E' stata, comunque, utile l'audizione che abbiamo richiesto. Seconda cosa: la Juventus è una società povera, perché questo ha detto più volte, il Presidente Blanc, in Commissione...

MAURO Massimo
(Intervento fuori microfono)

ANGELERI Antonello
Consigliere Mauro, capisco che lei sia infervorato...

MAURO Massimo
(Intervento fuori microfono)

ANGELERI Antonello
....l'Amministratore Delegato, chiedo scusa. Vede, questo dipende dal fatto che io mi occupi poco di calcio e ne capisco poco di tutte le cariche. Sta di fatto che l'Amministratore Delegato ci ha spiegato che la Juventus è una società povera e, essendo tale, ha deciso, insieme a tutto il Consiglio di Amministrazione, che, nel momento forse meno adatto (così, testualmente, ha detto l'Amministratore Delegato Blanc), si è deciso di attuare questo intervento pesante per la Società (il Consiglio di Amministrazione, ovviamente, ha votato a favore).
Posso fare un conto veloce (il famoso conto dell'oste)? 120 milioni di Euro per almeno venti anni, a tasso zero, significano un cadeau nei confronti di una società privata, di circa 60 milioni di Euro. Per l'esattezza, al 4%, sono 62.300.000 Euro (questo è il cadeau che il Governo fa alla Juventus).
Va benissimo.
Il problema non lo vogliamo scaricare sulla Società; tuttavia, esiste uno Stadio (lo Stadio Delle Alpi, appunto), costruito 17 anni fa, costato, come ricordava il collega Ghiglia, intervenuto poco fa, più di 200 miliardi delle vecchie lire. Soprattutto, la cosa che a noi non è piaciuta è che l'Assessore Viano, pur conoscendo questa situazione dal mese di dicembre (così come ci ha riferito oggi, sempre l'Amministratore Delegato della Juventus), è venuto ad illustrarci questa soluzione solamente una settimana fa.
Per carità, poi, va tutto bene! Noi, nell'arco di una settimana, abbiamo dovuto affrontare una questione dalla portata non indifferente, perché si sta parlando di abbattere uno stadio costruito 17 anni fa, commissionato dall'Amministrazione Pubblica della Città di Torino, per costruirne uno ex novo.
Penso che, in tutto questo, alcuni dubbi debbano essere richiamati in quest'Aula. Il primo: la Juventus, sempre a detta dei vertici della Società, ci ha spiegato che aveva prodotto un Progetto nel settembre scorso, che ammontava a 18.500.000 Euro. Un progetto che la UEFA, sempre a detta dei vertici della Juventus, non era stato giudicato idoneo. Ora, da settembre ad oggi, la situazione è profondamente cambiata. Sappiamo (non sto a ripetere tutte le cose che sono state dette oggi, durante l'audizione) che c'è una lievitazione nella richiesta di un nuovo progetto che passa dai 18.500.000 milioni, inadeguati, ai 120 di oggi.
Nel progetto che ci è stato presentato, degli 84.000 metri quadrati, previsti nell'area dello stadio, 37.000 sono relativi a palestre, spogliatoi, bar, ristorazione e stampa e ben 47.000 sono destinati a commercio interno, commercio esterno ed Uffici.
La riflessione che vogliamo sottoporre all'attenzione di questo Consiglio Comunale è questa: noi non ce l'abbiamo con la Juventus (la quale, peraltro, ha portato sempre lustro a questa città); riteniamo che sia importante vivere la questione non come un fatto personale nei confronti di questa Società; ma come un problema di equità.
Bisogna comprendere se la Città non avesse potuto, per esempio, assumersi questa responsabilità, come le altre 7 città. Voglio ricordare che le altre 7 città sono le candidate agli Europei. Per quanto ci riguarda, Torino non è tra queste; esiste la Juventus, che è una S.p.A. Ci tenevamo a sottolineare, in questa sede, l'unica nostra preoccupazione, perché, in quanto Amministratori Pubblici, penso si debba prestare attenzione a tutte le proposte di deliberazione che giungono in quest'Aula (Protocolli d'Intesa compresi). Visto che in questo Protocollo d'Intesa è indicata la cifra di 120 milioni di Euro, da corrispondere per vent'anni, a tasso zero, nei confronti di una società privata, ci viene un altro dubbio: il credito sportivo (e comprendo adesso la correzione che l'Assessore ha fatto, prima ai Capigruppo, e poi, oggi, in Consiglio), o meglio, questi 120 milioni (per tutte le altre città sono, mi pare, 800 milioni di Euro) li avrà a disposizione per finanziare gli Europei, vista la situazione nazionale?
Pongo questa domanda, perché non conosco la risposta. Ma è una domanda che scaturisce da alcune segnalazioni che ci sembrano far capire che il credito sportivo non sia così ingente.
Pongo, quindi, questa domanda al Sindaco e aspetterò la sua risposta, dopo che avrà accertato la situazione. Come già detto, il nostro Partito, rispetto a questa proposta di deliberazione, con grande senso di responsabilità voterà a favore, anche se rimangono queste perplessità e ci dispiace che, in quest'Aula, non si sia potuto dibattere con più attenzione di un progetto tanto importante. Mi auguro che, in futuro, vi sia una maggiore attenzione da parte della Giunta nei confronti del Consiglio Comunale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Devo ammettere che, mai, una deliberazione mi ha creato così tanti problemi. Ho vissuto un forte dilemma (ma, naturalmente, non voglio drammatizzare la situazione): scegliere tra il mio tifo calcistico - juventino - o gli ideali per cui sono entrato in politica? Sicuramente, alla fine di tutto il mio discorso, sarebbe stato più semplice dichiarare che sono d'accordo e che voterò favorevolmente, ma non me la sento per tutta una serie di motivi che cercherò di spiegare.
Effettivamente, da un punto di vista calcistico, il progetto di questo stadio è sicuramente bello, ma non sono d'accordo con il resto; non mi va bene tutto il sistema stadi, quel sistema di intreccio politico e di finanza - e di quant'altro - sulla città di Torino. E questo è solamente uno degli ultimi risultati.
È stato veramente uno strano destino quello dello Stadio delle Alpi: nato nel 1990 (mi pare che fosse l'ultima Giunta pentapartito), doveva rappresentare un validissimo investimento per la città, ma non lo è mai stato. Non ho mai capito bene il motivo, ma forse l'unico aspetto effettivamente valido è stato che, almeno in parte, ha iniziato a riqualificare buona parte della zona della Cascina Continassa.
Sicuramente sarebbe più facile votare a favore di questa proposta di deliberazione; mi è stato detto, in diversi modi, che questi soldi non saranno a carico della Città di Torino, ma ricadranno su Torino e che la Juventus avrà un nuovo stadio, per cui ci sarebbe la possibilità di non lasciare fallire la politica delle "due squadre, due stadi", che, attualmente è fallita, ma spero non debba accadere del tutto.
Questa mattina, ho sentito una bella frase dell'Amministratore Delegato Blanc, secondo il quale il rinnovamento del calcio può partire da Torino. Si tratta di concetti molto interessanti (come il modello inglese, le famiglie che tornano allo stadio), sui quali mi trovo d'accordo, ma ci sono alcuni aspetti che non mi convincono e mi impediscono di avallare con il mio voto questa proposta di deliberazione. Il mio impegno in politica è iniziato per cercare di contrastare questo modo di fare politica e affari ed il mio Partito, la Lega Nord, è nato, tanti anni fa, proprio per cambiare questo modo di agire e di mischiare politica e affari.
Sono entrato in politica per cercare di combattere, anche da solo, questo sistema, che è nato nel 1993 (grazie all'ex Sindaco Castellani, a Salza ed altri) e che, dopo tutti questi anni, continua a - mi permetto di dire - imperversare su questa città con lei, Sindaco. Sono contrario e non mi basta sapere che non si tratta di soldi della Città di Torino, perché con questa politica abbiamo mandato a rotoli l'Italia! Infatti, questi sono soldi dello Stato Italiano, sono soldi nostri e, agendo così, abbiamo mandato migliaia di miliardi ai mafiosi in Meridione, senza riuscire a risollevare il Meridione!
Seguendo questa logica, abbiamo ospitato i mondiali di Italia '90, evento che ha rappresentato uno spreco enorme; al termine delle Olimpiadi di Torino 2006, ci ritroviamo con 6 o 7 "cassoni" (la cui manutenzione dovremo pagarla noi e i nostri figli) che non sappiamo come utilizzare!
Cercherò sempre di combattere contro questo "sistema Torino" e mi fa anche un po' ridere (non c'è alcuna acrimonia personale, si tratta di politica) notare che certi Partiti cerchino di lavarsi la coscienza presentando dei provvedimenti per uno stadio eco-compatibile. Questi Partiti dovrebbero spiegarmi quanto si può fare per l'ecologia, in Italia, con 800 milioni di Euro o, comunque, con quanto stanzierà il Credito Sportivo per questi nuovi stadi. Infatti, è di questa mattina la notizia che al Credito Sportivo sono già arrivate richieste per 800 milioni di Euro. Questi Partiti devono spiegarmi questo e non cercare di lavarsi la coscienza; altri, invece, devono spiegarmi perché, pur di apparire sui giornali, prima si schierano contro questo Stadio e, poi, forse perché richiamati da chi di dovere (mi riferisco al Sindaco), decidono di non votare più contro questa deliberazione, che rappresenta veramente la ciliegina sulla torta di tutto il sistema che avete portato avanti da 15 anni a questa parte.
Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso se mi sono dilungato, in fondo bastava che dicessi: "Basta con le ruberie di Stato".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Buquicchio.

BUQUICCHIO Andrea
Questo argomento, come abbiamo visto in questi giorni, ha risvegliato un po' gli animi. Ho apprezzato molto gli interventi dei Gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC, che, pur manifestando alcuni dubbi ed alcune perplessità (che, peraltro, si è avuto tutto il tempo e l'occasione, in questi giorni, di dipanare, in quanto non sono mancate, nell'ambito dell'iter seguito, i momenti di chiarimento e di possibili risposte ai quesiti posti), hanno dichiarato la loro disponibilità al voto favorevole a questa proposta di deliberazione; si è trattato di una dichiarazione di responsabilità nei confronti della città.
Indubbiamente, hanno palesato ancora alcuni dubbi, sui quali mi permetterei di intervenire molto brevemente. Ad esempio, qualcuno ha insistito sulle garanzie della Città; da quanto ci ha riferito l'Assessore (ed è stato, più volte, chiarito), non mi sembra che la Città dia garanzie di alcun genere, mentre, due anni fa, la Città ha fornito garanzie per risolvere il Lodo Petrucci. Quindi, è facile dire che vi è stata una disparità di trattamento, ma, sino a questo punto, non mi sembra sia effettivamente così.
Si è parlato della costruzione ex novo di uno stadio, ma, anche in questo caso, l'Assessore mi sembra abbia chiarito che si tratta di una ristrutturazione più o meno integrale, che, comunque, salva alcune parti e, quindi, giustifica anche, Consigliere Angeleri, quella differenza di costi.
Il terzo punto è che si continua ancora a dire (ma mi pare che sia stato chiarito ampiamente), che con l'investimento a tasso zero di 120 milioni non si provvede solo alla costruzione di un nuovo stadio, ma la Juventus provvede ad investire nel cosiddetto settore commerciale. Ma non mi pare che sia così, perché quello sarà un investimento che la Juventus avrà tutto l'interesse a fare e che discenderà da atti precedenti su cui non mi sembra che si debba oggi ritornare a discutere.
Sull'altro dubbio, e cioè se ci siano o meno a livello governativo, gli 800 milioni, penso che in questo momento non spetti né al Sindaco, né all'Amministrazione e neanche a noi Consiglieri appurare questo punto.
Allora rimarrebbe, proprio per onestà intellettuale, soltanto una domanda, alla quale mi permetto di dare molto modestamente una risposta: trattandosi di società per azioni, un così massiccio investimento a tasso zero non va a determinare (tra virgolette) una "turbativa" nell'ambito del mercato azionario? E non considero la competizione dal punto di vista calcistico.
La risposta è che, in un momento in cui l'economia (sappiamo tutti che si debba riacquisire il vero significato del liberalismo, che non ha niente a che vedere col liberismo) è il limite (anche la democrazia ha un limite) e questo può essere un limite del libero mercato, quindi è un limite che dobbiamo accettare, perché se ci volessimo mettere di traverso di fronte a questo, avremmo sull'altro piatto della bilancia il grave nocumento che determineremmo alla città, in termini di sviluppo, di occupazione e di tutte quelle opportunità di riqualificazione di quel quartiere che si sta degradando. Quindi ritengo che se su un piatto della bilancia vediamo propendere tutti questi vantaggi, è responsabilità di tutti, oltre che della Giunta, assumersi, così come voi dai vostri banchi state facendo, una responsabilità fino in fondo.
Quindi, il voto del partito che modestamente rappresento non può che essere favorevole.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Questa è stata una settimana travagliata e abbiamo discusso con intensità; abbiamo recuperato credo quel deficit di informazione con i Colleghi dell'opposizione, perché abbiamo discusso parecchio. Forse, sarebbe stato necessario più tempo, ma credo che lo spazio per una discussione seria ci sia stato, fino a questa mattina, con un incontro molto produttivo e molto importante con la dirigenza della Juventus.
Esordisco rammaricandomi del fatto che il foto che si delineerà questa sera non sarà un voto che vede la maggioranza compatta; questo è il primo appunto politico che mi sento di fare: avrei preferito che da questo voto - lo auspico - uscisse una maggioranza compatta.
C'é una parte della maggioranza che si differenzia legittimamente sul voto e io ne prendo atto, anche se, francamente, credevo si potesse giungere ad una decisione unanime con l'approvazione della deliberazione. Ne prendiamo atto, anche se una piccola forza come la nostra più volte si è trovata di fronte a casi di dissenso e ha ricevuto critiche dall'altra parte della coalizione.
In ogni caso, credo che sia legittimo che una forza politica possa astenersi, votare o essere contraria rispetto al resto della coalizione, ma questo apre una questione su cui dovremmo fare chiarezza al nostro interno con serietà, con tranquillità e con serenità.
Quella che è in discussione questa sera è una deliberazione importante dal mio punto di vista e la sua approvazione è la "conditio sine qua non" affinché la città possa ospitare gli Europei di calcio del 2012, se gli stessi, ovviamente, saranno assegnati all'Italia.
La Città e la Juventus credo abbiano due obiettivi rilevanti: la Città mira a centrare l'obiettivo per una questione d'immagine, per ribadire la sua capacità di ospitare grandi eventi che si rivelano interessanti, sia sul piano economico che sociale; e la Juventus, al fine di avanzare la candidatura ad ospitare gli Europei di calcio, ovviamente, coglie l'occasione (perché ha degli interessi, ovviamente) per poter modificare la progettualità che era oggi in vigore sullo stadio.
Detto questo, voglio subito dire e ribadire che non vediamo in quest'operazione alcun intento, da parte della Città, di favorire la Juventus, perché se così fosse, se solo avessimo odorato l'idea che l'obiettivo principe era quello di favorire la Juventus, il nostro Gruppo sarebbe andato veramente fino in fondo, con un voto contrario. Questo non è nelle cose, questo non è nei contenuti, questo non è venuto dal dibattito che ci ha coinvolti. Per questo mi rammarico per le cose che dicevo all'inizio.
Il nostro Gruppo è stato tra i primi (non l'unico, perché lo hanno fatto anche gli altri Colleghi della maggioranza) a porre alcune questioni con molta determinazione e delle condizioni. Primo: che tutta l'operazione fosse assolutamente a costo zero per la Città e io ringrazio gli Assessori Viano e Montabone che hanno gestito questa fase e che hanno accolto questa idea di mettere questo paletto importante.
Seconda condizione che abbiamo posto è che gli impegni oggetto del protocollo fossero condizionati all'effettiva assegnazione dei Campionati Europei di calcio, altrimenti, come sappiamo e come abbiamo ribadito tutti, la deliberazione sarà inefficace, sarà un atto nullo che non produrrà effetti. A mio avviso, queste due condizioni eliminano il dubbio che la Città abbia siglato un protocollo d'intesa per favorire la Juventus: sono queste le due condizioni.
Credo anche che stia sbagliando chi sfrutta (non mi riferisco ai compagni di Rifondazione Comunista) l'effetto tifo su questa questione, cioè le tifoserie, per porre i tifosi del Toro contro questa operazione. Mi rivolgo ai tifosi del Toro dicendo che avremmo assunto la stessa posizione se fosse stato il Toro protagonista di questa operazione; poi i fatti hanno voluto che fosse la Juve, perché è concessionaria di uno stadio che per 99 anni sarà suo, almeno per quanto riguarda i diritti di superficie.
Credo, però, che l'obiettivo principale a cui mira la Città sia quello di avere questo grande evento nella città. È chiaro che un voto contrario a questa operazione, un voto di forte dissenso a questa operazione metta in discussione questo evento, seppure riconosca al Consigliere Cassano il fatto di aver più volte ribadito, invece, che si tratta di un evento sul quale concordano, perché comunque è un evento straordinario sia sul piano sportivo che su quello sociale.
Credo che tutto questo nasca dalla famigerata scelta che nel 1990 ha portato alla realizzazione di uno stadio che ha voluto una maggioranza, come diceva il Consigliere Carossa, forse l'ultimo pentapartito che abbiamo avuto. Ricordo che in quell'occasione i voti contrari erano venuti dal Partito Comunista Italiano, dalla Sinistra Indipendente e dal Consigliere Gaiotti, perché contestavano quella scelta, ritenendo lo stadio non indispensabile e che bastava ristrutturare il Comunale per avere uno stadio adeguato alle necessità della città. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non c'era nell'elenco, ho letto i dati e non c'era. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Era Assessore, ma io sto facendo i nomi dei Consiglieri che hanno votato. Non so come fosse allora; io ho letto l'elenco dei partiti che hanno votato contro e quelli che hanno votato a favore di quell'operazione.
Comunque, oggi siamo di fronte ad una situazione paradossale: in città ci sono due stadi, uno troppo piccolo e uno troppo grande. Questa operazione potrebbe essere la soluzione ad un annoso problema ed io non disdegno l'ipotesi che possa anche mettere in discussione lo scenario, fino ad oggi, stabilito dalla Città: due stadi, due squadre.
Credo che la situazione possa evolversi nel senso che anche il Toro possa giocare nello stadio della Juventus; questo lo dico come considerazione, poi la Città ha assunto un impegno che sicuramente porterà avanti, però perché non riflettere su questa eventualità?
Tornando al presunto favore alla Juventus, francamente non voglio essere etichettato, prima come persona, poi come Consigliere dei Comunisti Italiani che vota per fare un favore alla Juventus. Ci tengo che la mia dignità venga tutelata. Nessuno può smentire che la Juventus colga un'occasione per soddisfare i suoi interessi di squadra di calcio, né tantomeno lo smentiamo noi. La Juventus è una società per azioni, ha un suo progetto, persegue interessi privati, questo è evidente. E' evidente che Calciopoli e i Campionati Europei di calcio spingano la Juventus a fare un'altra operazione e, piaccia o non piaccia, è un'operazione legittima, anche se può suscitare perplessità.
La richiesta al Credito Sportivo di 120 milioni di Euro, io non la vedo in sé come uno scandalo. Ciò che mi provoca disagio, sul piano politico e sociale, è il costo zero sugli interessi. Questo è un aspetto che, francamente, non condividiamo. Non parlo solo per la Juventus; parlo anche del trattamento che le altre società, le altre città avranno su questo problema. Il tasso zero è una offesa al cittadino che va in banca a contrarre un mutuo e paga il 7-8-9-10% di interessi. Capisco che il paragone non sia proprio omogeneo, ma sta di fatto che un cittadino che chiede un mutuo paga molto di più in interessi rispetto alla Juventus. Non capisco perché avremmo dovuto ostacolare una richiesta della Juventus al Credito Sportivo. Semmai avrebbe dovuto farlo il Governo, e qui mi rivolgo ai colleghi di Rifondazione Comunista, perché il Governo che attualmente amministra il Paese è un Governo di cui fanno parte sia il partito di Rifondazione Comunista che il mio partito. Da quanto oggi ci ha detto la Juventus, è stato il Credito Sportivo, attraverso le parole del sottosegretario Lolli e della FIGC, a proporre il tasso zero. Credo che noi dovremmo rivolgere le critiche a quell'"asse" che ha assunto questa decisione, semmai! Questa è la parte, secondo me, più stonata dell'intera operazione.
Spero che l'operazione che si sta portando avanti, alla fine, produca dei risultati per la città. La questione stadi è una grossa questione e penso che questa operazione possa, in qualche modo, portarla a soluzione. Tutti i partiti della maggioranza, come anche l'opposizione, hanno posto delle questioni serie su questa deliberazione e su questo Protocollo d'Intesa: il costo zero per la Città e il fatto che i Campionati Europei siano un evento importante per Torino, sono due aspetti che dovrebbero, perlomeno, portare ad una decisione condivisa.
Qui non ci sono i furbi che non vogliono fare un favore alla Juventus e gli imbecilli che fanno un favore alla Juventus. Io non sono tra gli imbecilli che fanno un favore alla Juventus - questo lo voglio dire perché resti a verbale -, ma credo che tutti i Consiglieri che voteranno questa sera non voteranno per fare un favore alla Juventus, perché se così fosse, veramente la dignità di tutti andrebbe messa a repentaglio. Per quanto mi riguarda, voglio salvaguardare la dignità, quindi, il mio voto non sarà per fare un favore alla Juventus, ma per sostenere un'operazione che credo sia positiva per la città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Tralascerò le polemiche politiche, come ha fatto il Consigliere Gallo, riferite all'ipotetica mancanza di compattezza della coalizione, anche se avremmo assolutamente il diritto di farlo. Dopo attenta considerazione, ritengo che ci si debba attenere al significato della deliberazione: di compatire, di avere, cioè, passione con un'azienda che sta cercando di ottenere finanziamenti solo per una parte di tipo pubblico, per un progetto di riqualificazione e ricostruzione di uno stadio, situato in una zona della città discretamente, se non completamente, degradata. Compatire non significa compartecipare, dividere, con finanziamenti o con impegni economici dell'opera da parte della Città, come è chiaramente scritto nella deliberazione e nel Protocollo d'Intesa.
La Città di Torino assume, dunque, una funzione di supporto nei confronti di un'operazione che riteniamo utile per lo sviluppo e la visibilità della città. A questo proposito, facciamo notare che non ci sono spese per la Città. Le garanzie non prevedono una fideiussione, come invece c'è stata per il Torino, a quanto mi risulta. Il finanziamento è coperto solo per la percentuale dell'interesse ed è coperto, come diceva il collega, dal Governo, dallo Stato e dal sottosegretario Lolli, che si è dichiarato favorevole. Inoltre, ha una ricaduta, fra virgolette, "democratica", perché non è un finanziamento solo per la Juventus, ma per molte altre squadre del Nord, del Centro e del Sud.
Il finanziamento riguarda esclusivamente le opere che interessano il calcio e non riguardano le altre opere di contorno dello Stadio, sulle quali, quando ci sarà un rimodellamento del PEC, il Consiglio Comunale troverà gli escamotage per rendere la cosa la più cristallina e la più facile da accettare per la città.
Detto questo, proprio perché stiamo seguendo un percorso che non è fatto solo di proteste, ma anche di proposte e che prescinde da posizioni avventuristiche e sovente dettate da esigenze di visibilità, più che da reali contenuti ideali, noi Verdi, oltre a votare a favore di questa proposta di deliberazione, vogliamo suggerire al Sindaco e alla Giunta - e su questo vigileremo - i seguenti punti:
1. Si dovrà iniziare a dialogare (ciò che fino ad ora mi risulta non essere stato fatto) con la contigua Città di Venaria Reale, affinché, con lo strumento della conferenza dei servizi si risolva il problema della viabilità al confine tra Torino e Venaria, che attualmente è estremamente critica e foriera di forte inquinamento, oltre che rischiosa per la gente.
2. Si dovrà considerare, in concerto coi progettisti del nuovo stadio, la possibilità di accesso ciclabile allo stadio, con piste ciclabili da Venaria allo stadio - e questo sarà oggetto della conferenza dei servizi con Venaria - che dallo stadio al centro città e la possibilità di praticare l'uso della bicicletta. Siamo noi i primi a volere che le famiglie frequentino gli stadi e vorremmo che le famiglie potessero arrivare agli stadi anche con la bicicletta.
3. Si dovranno attuare, da parte della Città, politiche di concertazione e di "moral suasion" con i progettisti del nuovo stadio delle Alpi, affinché, come dice la mozione di accompagnamento, anche attraverso l'accesso ai finanziamenti dedicati che il Ministero dell'Ambiente di questo Governo ha stanziato in Finanziaria, si realizzino progetti di risparmio energetico nello stadio e si utilizzino energie alternative (fotovoltaico, solare termico) nello stadio. Vorremmo che il nuovo Stadio Delle Alpi assumesse le caratteristiche di uno stadio ecocompatibile o "Ecostadio", che possa diventare modello ed esempio per tutta l'Europa e che sia un ulteriore motivo di orgoglio per la nostra città, oltre ad avere garanzie di sicurezza, di decoro e di funzionalità.
Non vogliamo lavarci l'anima proponendo un "Ecostadio", caro Consigliere Carossa - se il Presidente mi permette di rivolgermi direttamente -, perché queste cose le diciamo perché ci crediamo e noi non siamo il partito che cede agli affari, perché non siamo coloro che hanno stretto alleanze con un Presidente del Consiglio che, per antonomasia, è il Presidente del Consiglio e degli affari. Noi non accettiamo queste critiche dal Consigliere Carossa - mi permetto di affermarlo perché vorrei che rimanesse a verbale -, perché noi siamo cristallini. Noi crediamo in queste cose, le dichiariamo e vogliamo che l'Amministrazione ci ascolti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Ho seguito con attenzione, nei giorni scorsi, tutta la vicenda legata alla ristrutturazione dello Stadio delle Alpi.
Ebbene, ho fatto e faccio veramente fatica a capire certe motivazioni, portate avanti sinora, sul fatto che dobbiamo essere contrari o su un certo populismo emerso al riguardo.
Da qualche anno a questa parte, soprattutto con le Olimpiadi, la nostra città ha cercato una svolta nuova (che credo sia riuscita) per diventare una vetrina, non soltanto in Italia, ma anche in Europa e nel mondo, e ritengo che si debbano compiere tutti gli sforzi possibili per cercare di portare a Torino un gran numero di avvenimenti, poiché, indubbiamente, essa ha voltato pagina rispetto al passato.
È importante per la città, perciò fatico tuttora a capire i motivi per cui ci si dovrebbe opporre a questo.
Non vedo perché una Società importante della nostra città (ovviamente, non è l'unica, ma ne esistono molte altre) non debba riuscire, anche con il finanziamento del Credito Sportivo, che, peraltro, dovrà restituire, ancorché a tasso zero... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Però, stamani, anche durante l'audizione della Juventus, in seguito ad una mia precisa domanda, è stato chiarito che il tasso zero non viene concesso unicamente alla Juventus, ma a tutte quelle città e soggetti, i quali si siano candidati, in Italia, presso l'UEFA, per ospitare i Campionati Europei del 2012.
Quindi, mi auguro veramente che l'Italia sia prescelta per ospitare i Campionati Europei del 2012, che i quarti di finale (se ho capito bene) di questa competizione si giochino a Torino, che lo Stadio delle Alpi venga ristrutturato (ancorché con finanziamenti del Credito Sportivo, che, comunque, saranno restituiti) e che, finalmente, anche a Torino esista uno stadio importante, seppure sia della Juventus.
È stato ribadito, in diverse occasioni, che il finanziamento agevolato concesso per ristrutturare lo stadio non investe la parte commerciale, e credo che ciò debba essere sottolineato.
Quindi, la Società riceve del denaro (lo deve restituire, ancorché a tasso zero, ma questo vale per tutti) e questo serve a finanziare la ristrutturazione dello Stadio, come ci è stato anche detto, ma ritengo opportuno ribadire che non sarà raso al suolo, come qualcuno cerca di dire, bensì fortemente e radicalmente ristrutturato.
Perciò, a fronte di queste motivazioni, diventa veramente difficile capire il motivo per cui non si dovrebbe votare a favore della deliberazione, a meno che non esista un motivo politico o di visibilità che qualcuno vorrebbe acquisire, ma non lo ritengo assolutamente nell'interesse della nostra città e del lavoro che ci proponiamo di fare per il suo stesso futuro.
Non cambio opinione, rispetto a quanto abbiamo fatto negli scorsi anni (a partire dall'Amministrazione Castellani fino al compimento con la prima Amministrazione Chiamparino), cioè ritengo che "due squadre, due stadi" sia la soluzione da perseguire e sulla quale dobbiamo continuare a lavorare.
Peraltro, in sede di Conferenza dei Capigruppo, come qualcuno ha ricordato prima, ho detto che si può anche discutere sul fatto che, entro il 18 aprile, la UEFA annuncerà la nazione prescelta per ospitare i Campionati Europei. Poi, se l'Italia sarà prescelta, seguiremo attentamente i lavori che la Juventus dovrà portare avanti, per gli impegni che dobbiamo assumere; ma, soltanto nel caso in cui l'Italia non dovesse risultare prescelta per ospitare l'avvenimento - e soltanto allora -, si potrà iniziare una discussione sul futuro degli stadi, sulla riorganizzazione e quant'altro.
Penso che questo sia un modo corretto, se vogliamo molto terra terra, ma pragmatico, per seguire tali avvenimenti.
Peraltro, credo che nessuno di noi, perlomeno io, abbia mai pensato che si favorisca la Juventus.
Se ci lasciamo prendere (magari, anche in modo scherzoso) dalla discussione sul fatto di essere tifosi della Juventus o del Toro, non renderemo un buon servizio alla nostra città, tant'è che non dichiaro - penso che nessuno lo sappia - per quale squadra faccio il tifo.
Poi, la ristrutturazione dello Stadio delle Alpi non favorisce soltanto la rivitalizzazione di un'area che, in questo momento, è marginale rispetto alla nostra città, ma è anche un'opportunità di lavoro e quant'altro.
Infine, vorrei dire al Consigliere Carossa che mi ha dato un po' fastidio la sua affermazione sulla politica e gli affari, anche perché voterò a favore di questa deliberazione e non mi sento assolutamente strumento di una politica di affari o quant'altro; talvolta, lei ha anche un modo simpatico di esprimersi, ma certe affermazioni hanno un loro peso.
Certamente, vedo quanto succede a Torino, però, vorrei ricordare al Consigliere Carossa che, per cinque anni, il suo partito ha fatto parte di una maggioranza governata dall'Onorevole Berlusconi, e non aggiungo altro!

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Carossa, se desidera intervenire per fatto personale ne ha la facoltà, ma spero di no. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ha la coscienza a posto? Bene.
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Ringrazio i Consiglieri della maggioranza per la premura espressa negli interventi, rispetto alle osservazioni di questi giorni.
Posso sgombrare il campo dai dubbi e dalle perplessità circa il convincimento che il nostro partito ha assunto, in questi giorni, sull'operazione oggi in votazione: l'audizione della Juventus di questa mattina non è servita, per quanto ci riguarda, a chiarire i dubbi espressi negli ultimi giorni.
Abbiamo ascoltato con attenzione le osservazioni dell'Amministratore Delegato Blanc e del portavoce della Juventus, i quali, però, non hanno risposto ad alcune domande fondamentali, da noi poste nel corso dell'audizione.
Partirò dalla cronologia dei fatti che, stamattina, è stata enunciata dall'Amministratore Delegato e che, da settembre ad oggi, sembrerebbe non escludere l'ipotesi che il Protocollo d'Intesa o il progetto per il nuovo Stadio delle Alpi fosse noto già in precedenza alla Città, almeno da quando sono iniziati gli incontri del Governo e della FIGC con le città candidate ad ospitare le partite dell'Europeo.
Quindi, il Consiglio Comunale si è trovato nella spiacevole condizione di dover discutere ed approfondire, in appena una settimana, l'annosa quanto delicata vicenda legata agli stadi.
Avremmo voluto sentire dai dirigenti juventini (che, peraltro, dovranno presentarlo al Credito Sportivo e alla FIGC) il piano finanziario dell'opera che, oggi, ci apprestiamo a votare, perché - lo sottolineo - si tratta soprattutto di un'operazione economica, di tipo industriale.
Evidentemente, un'operazione di questo tipo, per essere finanziata, necessita di una stima dei costi e degli introiti previsti, cioè di una serie di informazioni che questa mattina abbiamo chiesto alla dirigenza juventina, ma che non ci sono state fornite. Ad esempio, avremmo voluto sapere da cosa è composta la cifra dei noti 120 milioni di Euro (che, poi, potrebbero anche essere di più) richiesta al Credito Sportivo.
Un'Amministrazione attenta come la nostra dovrebbe, seppur in via istruttoria, approfondire in maniera più dettagliata i costi, perché non riteniamo che il fatto che questi soldi non provengano dall'Amministrazione Comunale non debba indurre noi tutti ad approfondire la composizione della cifra.
Anche perché, poche settimane fa, intorno al 10 gennaio, lo stesso Presidente della Juventus Cobolli Gilli aveva dichiarato che il costo del progetto si sarebbe attestato sui 90 milioni di Euro. A noi piacerebbe capire che cosa, nel giro di venti giorni, ha fatto lievitare il progetto di 30 milioni di Euro. Questa mattina non ci è stato risposto.
L'interesse della Città, secondo noi, è secondario rispetto a quello di una società privata quotata in Borsa, che realizza sicuramente l'indubbio risultato economico di vedersi abbattuti almeno 40 milioni di Euro (non credo fossero 60 milioni) di interessi sulla cifra inserita a mutuo.
Nel contempo, la Città non risolve la questione degli stadi e rimanda la discussione a dopo gli esiti dell'UEFA.
L'altra questione che ci fa specie riguarda la necessità di un tasso così basso per un tempo così prolungato, perché, considerando anche le altre città d'Italia, emerge in maniera lampante un dato. Intanto, che le altre sono Città e quindi Enti pubblici, mentre la Juventus è una società quotata in Borsa, quindi un soggetto privato.
Dal nostro punto di vista, la bontà di un progetto industriale come questo verrebbe inficiata dall'intervento dello Stato.
Se si ritiene di dover investire quelle cifre, credo che avrebbe più senso non intaccare i soldi pubblici, ma rivolgersi ad un pool di banche, come aleggiato anche questa mattina. Proprio per questo motivo riteniamo che escludere in sé oneri economici per la Città non basti, perché siamo sì amministratori, ma siamo anche cittadini italiani.
Al di là delle accuse di demagogia e populismo, la Finanziaria 2007 ha stanziato, nel triennio fino al 2009, 20 milioni di Euro che saranno utilizzati, in parte, anche per queste operazioni economico-finanziarie (quando lo sport in Italia necessiterebbe anche di investimenti altri). Tutto questo avviene senza prevedere investimenti reali sulla città, perché non abbiamo letto e non abbiamo sentito di servizi e di strutture in grado di essere utilizzate dalla collettività. Penso, ad esempio, all'ipotesi di costruire impianti per lo sport di base, per le palestre e le piscine, anche in virtù del fatto che lo Stadio - non a detta dei dirigenti juventini - non potrà essere utilizzato per manifestazioni diverse da quelle calcistiche.
Pensiamo ai ragionamenti che si stanno sviluppando in altre città, pensiamo al valore che un'operazione simile riveste in territori come quello della Città di Napoli, che, come diceva l'Assessore Montabone, ha votato una deliberazione che prevede la costruzione di un nuovo stadio ipotizzandolo nella zona di Scampia e pensiamo al valore che questa stessa ipotesi assume per la riqualificazione di un contesto sociale quanto meno difficile.
Nel nostro caso, non vediamo tanto i contorni di un'operazione sociale, quanto un'occasione legittima e ghiotta per il club torinese di salire sul treno, irripetibile ed eccezionale, degli Europei, perché, evidentemente, una volta archiviati i Mondiali di Italia '90 e la candidatura del 2012, difficilmente si ripresenterà un'occasione di questo tipo (se gli Europei non saranno assegnati all'Italia, ci vorranno almeno altri quattro anni per avere nuovamente l'opportunità).
Per quanto riguarda le previste ricadute in termini di investimenti, francamente non vedo quali ricadute possa avere un progetto di questo tipo sulla Città nel suo complesso e sulle aree limitrofe, in particolare sul Comune di Venaria.
Tornando all'intervento del Credito Sportivo, la specificità del caso torinese rispetto alle altre sette città richiede - ed anche l'Amministratore Blanc ce lo ha comunicato stamattina - l'assunzione di un atto particolare che domani, a seguito della nostra votazione di oggi, sarà sottoscritto in sede FIGC. Ci teniamo a ricordare la specificità del caso torinese, nell'accesso al Credito Sportivo, proprio per il fatto che gli altri sono Enti pubblici; poi, si può discutere o meno delle opportunità che gli Enti pubblici continuino a gestire gli stadi, ma sono comunque Enti pubblici e non hanno un interesse prioritariamente privato.
Voglio ricordare che i tassi applicati per la realizzazione di opere sportive a Torino (basta leggere alcune deliberazione della Giunta e del Consiglio) si aggirano intorno al 2,5%, cioè su cifre decisamente più modeste. Penso a bocciofile, a impianti sportivi, a sale polivalenti.
Quindi, fa bene il Governo a chiarire che i mutui saranno concessi alle altre città per zone altre e non per quelle strettamente legate allo stadio, ma le dichiarazioni di questa mattina, per quel che ci riguarda, non escludono che il Credito Sportivo possa includere la parte commerciale del progetto fin qui discusso nel finanziamento. D'altronde, nel nostro protocollo d'intesa e nella nostra deliberazione, non c'è un solo riferimento all'intervento del finanziamento del Credito Sportivo per la sola parte impiantistica.
E' evidente l'intervento dello Stato, indipendentemente dal fatto che il Credito Sportivo finanzi o meno la parte commerciale ed è evidente che l'intervento dello Stato e del Credito Sportivo consentano alla Juventus di ripartire con un progetto commerciale decisamente ambizioso, che, però, di sportivo ha ben poco e che consentirà alla Juventus di ripagarsi l'eventuale investimento sullo Stadio decisamente prima dei 20 anni.
Ci felicitiamo, d'altronde, che, come cita l'ultima parte del protocollo d'intesa, gli impegni del protocollo d'intesa siano condizionati all'effettiva assegnazione all'Italia e alla Juventus - anche qui è emblematico - dell'organizzazione degli Europei. Ci piacerebbe discutere con altrettanta chiarezza degli impegni precedentemente assunti dalla Juventus e, fino ad oggi, non rispettati, anche alla luce di quanto comunicatoci stamattina.
Troviamo singolare che una Società come la Juventus sia disponibile e sia pronta a farsi carico di un mutuo da 120 milioni di Euro, che corrisponde a rate semestrali di circa 3,5-4 milioni di Euro, e che annunci, fin da oggi, nel caso in cui gli Europei non fossero assegnati all'Italia, di non poter tener fede agli impegni precedentemente assunti con l'Amministrazione Comunale.
Abbiamo ascoltato sia le considerazioni degli Consiglieri di maggioranza, sia quelle del Consigliere Carossa: posso assicurare che le obiezioni mosse in questi giorni sono nate dalla valutazione dell'interesse preminente della Città. Non vogliamo fare i primi della classe, abbiamo, però, dubbi reali ed effettivi che credo i fatti delle prossime settimane potranno fugare definitivamente, come l'assegnazione o meno degli Europei all'Italia e la migliore definizione, da parte del Consiglio d'Amministrazione del Credito Sportivo (perché va chiarito che riguarda il Consiglio d'Amministrazione e non il Governo), del finanziamento per il quale si riconoscerà la possibilità di dilazionare il mutuo alla Juventus.
Gli impegni della nostra Città non si limitano alla votazione di oggi, perché le votazioni delle Varianti, che affronteremo tra qualche mese, avverranno in un contesto più chiaro per tutti noi sia sulla definizione delle parti finanziabili dal Credito Sportivo sia sulle reali intenzioni della Juventus, nell'ipotesi - per noi sciagurata - che gli Europei non vengano assegnati all'Italia.
Per quel che riguarda le proposte di mozione non entro nel merito, perché introdurre l'elemento dell'ecocompatibilità per il nostro stadio, forse, è un pugno in un occhio: dopo gli sprechi ed i consumi di Italia '90, lo Stadio delle Alpi è già sufficientemente impattante dal punto di vista ambientale, se pensiamo di doverlo ricostruire.
Concludo dicendo che, per tutte queste considerazioni, il nostro Gruppo non voterà a favore di questa proposta di deliberazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Sono trascorsi nove giorni da quando, per la prima volta in Conferenza dei Capigruppo, abbiamo iniziato a discutere della proposta di deliberazione che oggi ci accingiamo a votare e in nove giorni alcuni Gruppi Consiliari, inizialmente perplessi ed ostili, si sono scoperti convinti sostenitori di questa proposta di deliberazione, mentre altri hanno ironizzato sul favore che il Governo farebbe alla Juventus e sul risparmio che la società bianconera ne avrebbe (circa 60 milioni di Euro), svolgendo anche considerazioni su una Città troppo remissiva di fronte alla Juventus e poi hanno dichiarato il loro voto favorevole, ma questo fa parte delle giravolte alle quali, in quest'Aula, abbiamo sovente occasione di assistere.
Su questo argomento abbiamo anche svolto diversi approfondimenti (due volte in Commissione e quest'oggi di nuovo con la dirigenza della Juventus) e in queste occasioni abbiamo sempre sentito ripetere le stesse rassicurazioni e le stesse puntualizzazioni che l'Assessore Viano fece per la prima volta in Conferenza dei Capigruppo nove giorni fa, quando ci disse che la Città di Torino era chiamata a non impedire l'investimento di un soggetto privato, perché dal punto di vista finanziario la Città di Torino non si assumeva alcun onere, né diretto né indiretto.
Vorrei ricordare che l'Assessore Viano, in quell'ora e mezza di Conferenza dei Capigruppo, dichiarò la disponibilità ad integrare e a meglio esplicitare, nel Protocollo d'intesa e nella deliberazione, l'assoluta mancanza di oneri diretti ed indiretti per la Città; se questo, oggi, a seguito dell'audizione della Juventus, ha convinto altre forze politiche a votare a favore, ben venga, a volte, repetita iuvant, però, per onore e correttezza nei confronti dell'Assessore, bisogna dire che queste rassicurazioni furono ben chiare fin dall'inizio.
Nove giorni non sono bastati, invece, al Gruppo di Rifondazione Comunista per superare le perplessità che in un primo tempo non espresse, e qui si apre una considerazione di carattere politico più generale, perché se l'elogio della lentezza, nell'ambito enogastronomico, è probabilmente un valore che va perseguito, l'elogio della lentezza, nel governo della cosa pubblica, probabilmente non è altrettanto da perseguire. Forse, c'è stato uno sfasamento di tempi, perché ad una prima disponibilità è seguito un voto contrario o un'opzione contraria non più recuperabile e di questo me ne dispiaccio, in quanto, dalle considerazioni ascoltate questa sera, non riesco a capire per davvero quali sarebbero le ragioni di interesse pubblico che dovrebbero spingere i Consiglieri di quest'Aula a non consentire ad un soggetto privato di operare un investimento.
È stato detto che se non fosse un soggetto privato come la Juventus, ma se fosse la Città a chiedere l'accesso agevolato al Credito Sportivo, sarebbe altra cosa; sicuramente sarebbe diverso, ma per la nostra Città sarebbe molto peggio, perché vorrebbe dire che non saremmo riusciti a risolvere il delicato tema degli oneri e della gestione degli stadi, neanche nei confronti di una squadra. Vorrebbe dire che Torino, da questo punto di vista, sarebbe esattamente nella stessa situazione in cui si trovano le altre città, con patrimoni immobiliari costosi ed onerosi, di difficile trasferimento a soggetti privati, che non hanno altra possibilità che ricorrere a questi benefici-spot che il Governo è, in qualche misura, obbligato a mettere in campo, se vuole consentire che il sistema degli stadi italiano si ammoderni e diventi tale da consentire lo svolgimento di competizioni calcistiche di livello internazionale quali gli Europei.
Da questo punto di vista, la Città di Torino è per metà avanti rispetto ad altre Città, perché si trova ad essere già, nei confronti della Juventus, in questa situazione (auspicabile anche nei confronti del Torino Calcio), quindi, la teoria secondo la quale la Città di Torino, dopo aver realizzato un obiettivo condivisibile, dovrebbe impedire che il soggetto che si è accollato lo stadio possa fare un investimento, la trovo un po' difficile da comprendere.
Qui si apre un'altra considerazione di carattere politico, che va di pari passo con quella dell'elogio della lentezza, perché le solite obiezioni "non c'è stato il tempo per riflettere", "non c'è stato il tempo per approfondire", "non abbiamo avuto modo di sviscerare fino in fondo il problema", si accompagnano con il tema più generale del significato che ha per un amministratore pubblico sostenere lo sviluppo e attrarre gli investimenti, perché, paradossalmente, ci troviamo di fronte non alla necessità di attrarre investimenti, ma di consentire che questi vengano realizzati. È un problema di carattere più complessivo che a me preoccupa, perché, dal punto di vista numerico, la maggioranza, indipendentemente dalla disponibilità maturata nelle ultime ore da parte dell'opposizione, avrebbe assicurato senza nessuna difficoltà l'approvazione di questa proposta di deliberazione; sono grato che ci siano dei Consiglieri che, nonostante gli schieramenti, abbiano capito che era talmente clamoroso non votare a favore che, all'ultimo, hanno deciso di sostenere questa deliberazione, però, dal punto di vista politico, voglio ribadire che questa maggioranza è del tutto autosufficiente e che questa proposta di deliberazione potrebbe essere approvata con i soli voti delle forze politiche collegate al Sindaco.
Invece, che Rifondazione Comunista decida di astenersi è un problema non tanto amministrativo legato all'atto specifico, che può essere approvato ugualmente, ma è un problema di visione più complessiva del ruolo di questa Amministrazione nei confronti del governo della Città, perché dopo questa vicenda occorrerà aprire un confronto tutto politico, legato alla visione che abbiamo del ruolo che compete al Consiglio Comunale e alla Giunta; pertanto, è una questione più seria di quanto lo sia la proposta di deliberazione in oggetto.
Dal punto di vista del merito, la questione non è assolutamente preoccupante, tant'è che mi sarei aspettato fin dall'inizio che di questa proposta di deliberazione non si discutesse particolarmente, se non per quelle fisiologiche scaramucce tra chi deve dimostrare di essere più attento e sensibile degli altri alle ragioni dell'interesse pubblico, ma superate queste fisiologiche scaramucce, mi sarei aspettato che questa sera ci concentrassimo maggiormente su altri temi; invece, si è posta una questione politica di carattere generale, che (sono fiducioso) riusciremo ad affrontare e, magari, come sovente capita, da un'incomprensione, da una mancata attenzione al contesto fattuale, alla fine si scopre che questa maggioranza, nel suo insieme, ha una strategia ed una visione dell'interesse pubblico molto più simile di quanto possa sembrare ai nostri cittadini questa sera.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
A nome dei Colleghi della Casa delle Libertà e dei Gruppi di opposizione, che pure hanno espresso orientamenti articolati, devo dire che provo una spiacevole sensazione, anche piuttosto nuova, perché credo sia piuttosto raro che un esponente di maggioranza, il Capogruppo di maggioranza quasi autosufficiente (l'Ulivo, in termini di Consiglieri eletti, ha quasi la maggioranza assoluta in quest'Aula), per la prima volta, invece di rivendicare come risultato positivo il fatto di raccogliere un consenso diffuso intorno alla proposta dell'Amministrazione, ironizzi e lanci provocazioni di basso profilo, non so se cercando di spingere l'opposizione a manifestare quella che lui definisce "l'autosufficienza della maggioranza".
Un nostro maestro, che era il grande e indimenticato Pinuccio Tatarella, ci insegnava che, in politica, non bisogna vincere, ma bisogna convincere.
In questo caso, non si cerca di convincere, si cerca di vincere, o, forse, di stravincere. Questo, in politica, mi hanno insegnato, è spesso sinonimo di ùbris.
Forse sarebbe utile cercare di sottolineare il risultato positivo di un voto quasi unanime, al di là della questione politica aperta da Rifondazione Comunista (obiettivamente, insieme alla maggioranza), o al di là del fatto che alcuni Colleghi del Gruppo dei Verdi, o dei Comunisti Italiani (ma non è la prima volta che succede), cerchino di dare un contributo più originale, per distinguersi dagli altri, all'interno del proprio schieramento.
Al posto del Capogruppo del Gruppo di maggioranza relativa, a sostegno del Sindaco, riterrei, questo, un risultato politico di grande valore. È da rivendicare il fatto che il Consiglio Comunale approvi a larga maggioranza, non deve essere un'occasione per fare qualche battuta sull'opposizione. In merito alle rassicurazioni che ci sono state fornite, mi sarebbe facile ribattere punto per punto; basterebbe pensare all'affaire Sanpaolo-Intesa. Noi abbiamo partecipato, collega Giorgis, credo a dieci riunioni di Commissione su questi istituti bancari e, ogni volta, sui giornali, abbiamo letto regolari smentite delle rassicurazioni che ci venivano date, non soltanto dai vertici della Banca, ma anche da autorevoli esponenti politici.
Veniamo all'elogio della lentezza: va bene la provocazione, capisco tutto, però ammetterà il Consigliere, che ha una certa esperienza di deliberazioni che hanno stazionato in questa Aula per un anno e mezzo (a volte anche due anni), che c'è un certo disorientamento nei confronti di una strategia sempre uguale a se stessa (due squadre, due stadi).
Come ha sottolineato bene il Capogruppo Cantore, per quanto riguarda la squadra del Torino, non si sa bene che cosa succederà dopo questa pace armata conseguita alla fine dell'anno scorso; non si sa se lo Stadio sarà da ristrutturare pesantemente, o soltanto parzialmente, di chi sarà, né che cosa ne faremo.
In meno di dieci giorni, chiudiamo un'operazione che, per quanto non comporti in senso stretto, un impegno di spesa pubblica, certamente, ha una posizione di preminenza, credo, tra gli atti amministrativi di questa consiliatura.
E, quanto al sollievo di liberarsi di strutture che, invece, costerebbero al pubblico, caro Consigliere Giorgis, posso dirle che, sia in senso materiale sia in senso immateriale, noi di strutture continuiamo ad accollarcene, a parte quelle olimpiche (ci fa piacere che questa Fondazione abbia già un Presidente in pectore, prima ancora di avere un Consiglio di Amministrazione nella sua pienezza di poteri), ma, ancora, dobbiamo vedere se e come renderanno questi impianti.
Non più tardi di questa sera, abbiamo posto le basi per un altro carrozzone pubblico: Expo 2000, che rischia di assorbire nuove risorse con ricatto: se no, dovremmo chiuderlo, magari tra un paio di anni.
Proviamo come un senso di sorpresa rispetto a quella che pensavamo essere una legittima rivendicazione, da parte della maggioranza, di avere, se non altro, non dico convinto, ma di avere portato l'opposizione, a fare un ragionamento che teneva in conto, come prevalenti, di alcuni interessi generali della Città, rispetto ad alcune perplessità sull'insieme delle operazioni, stanti anche i precedenti. Così non è. Io, però, prego il Capogruppo, il Collega a cui faccio riferimento, di fare attenzione, perché, a forza di definirsi autosufficienti a perdere pezzi e a respingere il consiglio di quest'Aula dove siamo eletti (glielo ricordo - lui che è un costituzionalista, fine e senza vincolo di mandato), succede che, un giorno, si scopre che qualcuno non è più tanto autosufficiente. E i non autosufficienti, come noto, vanno, di solito, in strutture dove c'è qualcuno che li aiuta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Sindaco, per una replica.

SINDACO
Ringrazio il Consiglio Comunale per la direzione in cui è stato incanalato il dibattito; non si è accondisceso alla forte tentazione, non perché ognuno di noi (quasi tutti) sia tifoso, ma perché si tende a fare un'equazione: "tifo = consenso". e, di conseguenza, a comportarsi da tifosi. Invece, così non è stato.
Questo, secondo me, è positivo. Per quanto mi riguarda, nell'estate 2005, ho ricevuto moltissime e-mail da parte dei tifosi juventini i quali mi accusavano di avere tenuto le parti del Toro (allora, in effetti, ponemmo un certo impegno patrimoniale della Città, per consentire il Lodo Petrucci, senza il quale, probabilmente, il Torino non sarebbe rimasto tra i professionisti).
Adesso ricevo, ho ricevuto (e riceverò) le e-mail dai tifosi del Toro e vuol dire che va bene, è un po' come sull'Ambiente. Riprenderò questo tema di sfondo più politico, alla fine del mio intervento.
Vorrei rispondere subito al Consigliere Ventriglia: credo sia stata utile la discussione di questa settimana. Sarebbe utilissimo un voto, che mi augurerei unanime, anche se temo non sarà così, comunque, il più vasto possibile da parte del Consiglio; soprattutto, per ragioni politiche che tradirebbero la mia vocazione un po' ecumenica che il Consigliere Ventriglia denuncia spesso. Questo, per una ragione fatuale, perché, rispetto all'obiettivo che ci si prospetta con questa proposta di deliberazione, che ha zero contenuti amministrativi, ma solo politici che riguardano l'accompagnamento di un privato, quanto più ampia è la maggioranza che si manifesta in questa sede, tanto più forte è il messaggio che arriva al Governo e alle agenzie governative.
Per questo, augurerei un voto unanime e, comunque, il più ampio possibile; se non altro, un voto di sostegno da parte delle forze fondamentali, non soltanto di questo Consiglio Comunale, ma dell'intero Parlamento italiano.
Poche risposte di merito, non quelle che non sono in grado di dare. Per esempio, in merito al Credito Sportivo (mi riferisco al Consigliere Angeleri), non so se i soldi li abbia. Se fossi il Ministro dello Sport, prima di assumere impegni con Società e Amministrazioni, verificherei che ci sia un'adeguata capienza; se questa viene a mancare, gli impegni, poi, non possono essere rispettati.
Né penso che vi possa essere una banca, o un consorzio di banche, in grado di applicare le stesse condizioni del Credito Sportivo che, come noto, rastrella i finanziamenti con modalità di raccolta diversa, a costi inferiori rispetto a quelli del credito ordinario. A questa domanda, quindi, non sono in grado di rispondere; sono, invece, in grado di rispondere, in modo molto rapido, ad alcune altre domande. Sicuramente concordo con le mozioni di accompagnamento; sommessamente, sia con quella ciclo-ambientalista presentata dal Consigliere Zanolini sia con quella presentata dal Consigliere Ghiglia sull'impegno a favore dell'associazionismo sportivo.
Ricordo che, già negli accordi presi tre o quattro anni fa con la Juventus, vi era un impegno esplicito a favore dell'associazionismo delle società sportive calcistiche, in particolare, della Circoscrizione 5 che, giustamente, va richiamato e reiterato.
Nessun onere per la Città: questo era già chiaro. Mi ero permesso di anticipare nella risposta di una settimana fa, il fatto che sia chiarito ulteriormente e, soprattutto, che sia ribadito anche dalla Juventus (questo lo capisco). Un conto è quello che può dire un Sindaco o un Assessore, che, comunque, esprimono una Giunta di cui non ci si sente parte, un conto è quello che dice il soggetto interessato. Capisco che questo possa aver contribuito al chiarimento.
Vorrei dire una cosa: non mi aspettavo (e non mi sono mai aspettato) dei ringraziamenti; però, quanto dice il Consigliere Cassano, ovvero, che "là sono le città e qui c'é una squadra", è segno che noi siamo più avanti rispetto ad altre città nell'affrontare in modo sempre più moderno il problema degli stadi del calcio che, alla luce di quanto è successo in questi giorni, significa sicuro, tranquillo, sereno e socialmente pulito. Vuol solo dire quello.
Mentre nelle altre città si traffica, si cerca, si studia, si richiede agli Assessori Viano e Montabone l'invio dei protocolli e delle convenzioni con le società, si organizzano i convegni, però, poi, non si riesce a procedere, noi abbiamo impostato e risolto per metà il problema (poi tornerò sulla parte che riguarda il Torino), affidando lo stadio ad un soggetto privato e puntando sul fatto che questo investa, ricavandone - se riesce - i giusti profitti. Quindi, guai a tornare indietro!
Non condivido quanto affermato dal Consigliere Ghiglia, cioè che manchi un sistema stadi: lo abbiamo, almeno per metà, e guai a tornare indietro da quello!
Per quanto riguarda la parte commerciale, se è parte integrante della legittima necessità di un'impresa di realizzare i propri investimenti ed anche il proprio giusto profitto, è del tutto ovvio che non ci sia alcuna commistione (e il Credito Sportivo non lo potrebbe neanche fare) fra gli investimenti per la parte sportiva, cioè i 120 milioni, e gli investimenti sul commerciale. Ribadisco che il Credito Sportivo non lo potrebbe fare e non penserete mica che le banche siano degli enti di beneficenza? Se, ad esempio, finanziano un supermercato, non lo finanziano al tasso con cui, eventualmente, potrebbero finanziare un impianto sportivo garantito dallo Stato. Insomma, bisogna avere po' più di fiducia nel mercato, che, spesso, è un regolatore migliore dell'Amministrazione. Quindi, su questo non ci sono problemi di sorta, perché non c'è alcun rischio di commistione: è la parte che riguarda lo sport quella interessata dagli investimenti del Credito Sportivo.
Per quanto riguarda la questione del Torino Calcio, da parte di alcuni è stata avanzata una grossa accusa, mentre il Consigliere Cantore ha proposto un invito, che non ho difficoltà ad accogliere, per cui sono d'accordo per l'audizione. Vorrei, però, ricordare che, nell'estate 2005 - non so se casualmente o meno -, la questione degli stadi fu centrale per risolvere anche la questione del futuro del Torino Calcio. Infatti, fu centrale per respingere le offerte che provenivano da ambienti che si dicevano vicini all'attuale Presidente della Lazio e ritengo che la potenzialità della questione stadi contribuì in modo significativo anche nella scelta operata da quello che è divenuto il Presidente del Torino, Cairo, nel cimentarsi con la questione Toro.
Perché ho voluto sottolineare questo aspetto? È molto semplice: per quanto ci riguarda, "braccia e porte aperte", cioè, dato che abbiamo affrontato questo problema per metà con la Juventus, non vediamo l'ora di sederci ad un tavolo per discuterne l'altra metà. Lo Stadio Olimpico, con le modifiche del Decreto Pisanu, al momento può ospitare 30.000 spettatori (se si escludono i settori per gli ospiti). Si vogliono effettuare altri interventi? Così come la Juventus si impegna a portare avanti il suo progetto, il Torino, magari cogliendo altre occasioni di finanziamento agevolato, può intervenire, se lo ritiene, per adeguare ulteriormente lo Stadio Olimpico. Si tratta, comunque, di sue valutazioni. Tutta l'area dell'Olimpico, gli spazi commerciali - che sono noti e arcinoti - attorno al commerciale (e che potrebbero essere anche, eventualmente, attorno ad altre aree) sono argomenti che non vediamo l'ora di affrontare. Il problema è che, dopo l'estate 2005, non abbiamo avuto il minimo segnale di interesse strutturale da parte del Presidente Cairo. Questi fatti sono noti e verificabili dai giornali.
È per questo motivo che consiglierei a quei gruppi di tifosi che, allo stadio, distribuiscono i volantini fornendo i numeri della mia segreteria e di quelle degli Assessori Montabone e Viano... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ecco, se siete presenti, ve lo dico: probabilmente dovreste inserire anche il numero della Presidenza della società ed, eventualmente, quello del Presidente Cairo, perché tutte le richieste riportate su quei volantini, vanno rivolte, prima di tutto, al Presidente del Torino, magari ricordandogli - anche come post scriptum - che noi siamo pronti a discutere, a condizione che lo si voglia fare nella logica di una concessione di diritto di superficie degli impianti che sono disponibili al Torino, che, comunque, erano disponibili allora e sono disponibili adesso. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Vi ricordo che voi non potete parlare, se volete parlare fate un'assemblea! (INTERVENTI FUORI MICROFONO)...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per favore, non potete intervenire, altrimenti sarò costretto a chiedere ai Vigili Urbani di farvi uscire dall'Aula! (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Per favore!

SINDACO
No, sono loro che hanno alzato la mano. (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per favore, Consigliere Carossa.

SINDACO
Vorrei anche ricordare che lo Stadio Olimpico, a proposito del quale siamo stati accusati di aver ridotto i posti, ha permesso alla città di Torino di continuare a giocare a porte aperte... (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per favore, alla prossima interruzione dovrò chiedere ai Vigili Urbani di allontanarvi dall'Aula. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Per favore, accompagnateli fuori!

SINDACO
Vai, vai. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Tanto non mi servono più.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prego, Sindaco, continui il suo intervento.

SINDACO
Quindi, noi siamo pronti ad affrontare questa discussione, però anche la società del Torino Calcio deve dimostrare di avere questa volontà. Per cui, su questo argomento, non mi sembra che, al momento, ci sia altro da aggiungere.
Ribadisco, però, che lo Stadio Olimpico è l'unico stadio in Italia che sia, effettivamente, a norma del Decreto Pisanu e vorrei aggiungere un elemento sulla questione della violenza, che ritengo sia ora di dire: invece di fare prediche (come ho nuovamente sentito, ieri sera, nel corso di trasmissioni sportive) perché, durante il minuto di silenzio per l'Ispettore Raciti, a Roma e a Torino (e in altre città) si sono elevati ululati e fischi, secondo me, in quel caso, bisognerebbe intervenire con durezza, sospendere la partita e farla ripetere a porte chiuse. Se non si stronca questa commistione impropria e perversa fra le società e i gruppi di tifosi, il problema della moralità del calcio non si risolverà mai e continueremo a fare prediche fino a quando non accadrà un altro episodio come quello di Catania!
Quindi, anche se vado fuori tema, secondo...

CAROSSA Mario
(Intervento fuori microfono).

SINDACO
No, finché gli ultras...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Carossa, se vuole uscire dall'Aula, per favore, lo faccia da solo!

SINDACO
Consigliere Carossa, finché gli ultras hanno protestato qui sotto, non hanno spaccato nulla, hanno cominciato quando sono andati via, tanto perché sia chiaro!
Ho già avuto modo di esprimere quanto sia importante, da un punto di vista amministrativo, che il Consiglio Comunale esprima un voto il più ampio possibile.
Dal punto di vista politico vale quanto ha detto il Consigliere Giorgis; non voglio drammatizzare, però è del tutto evidente che, anche per le argomentazioni che sono state portate, dico al Consigliere Cassano che se, paradossalmente, potessi fare avere finanziamenti a basso o a bassissimo tasso di interesse a una società privata, all'interno di un protocollo come questo, lo farei con tutte le società private della città di Torino! Ovviamente, ciò è paradossale, però è per evocare uno spirito!
Il nostro compito è quello di aiutare i privati che vogliono investire e non quello di penalizzarli, mettere loro i bastoni fra le ruote o i granellini nei meccanismi di accumulazione (come qualcuno diceva molto tempo fa). Noi dobbiamo aiutare. Anche se in questo caso specifico il discorso riguarda il calcio, tuttavia questo è il messaggio in generale.
Per questo motivo mi dispiace che non ci sia una convergenza con Rifondazione Comunista, con la quale (come ho avuto modo di riconoscerlo) abbiamo lavorato bene in questo primo anno.
Sinceramente, soprattutto alla luce delle dichiarazioni che ho letto sui giornali in cui, alle questioni come TAV, inceneritore o termovalorizzatore (che non sono cose da poco per la politica di questa Amministrazione), si aggiunge una questione come questa, che riguarda lo sviluppo, come ha detto il Consigliere Giorgis e come ho cercato di evocare, vorrei dire con serenità (vorrei che con altrettanta serenità lo valutassero i Consiglieri di Rifondazione Comunista) di riflettere, perché si potrebbe incrinare un rapporto o uno spirito di maggioranza. Questo può non creare nessun problema, ma può anche mettere in moto meccanismi in grado di aprire a scenari imprevedibili.
Per dirla in termini meno politichesi, vedo il rischio che si applichi una certa logica per la quale qualcuno possa avere diritto più di un altro di praticare alleanze a geometria variabile. Nessuno ha questo diritto. Questo è chiaro.
Su questa strada si potrebbero anche non incontrare nessun problema, perché si è bravi a gestire la questione, oppure si potrebbe incontrare, prima o poi, magari al di là delle proprie volontà, ostacoli che nessuno di noi vorrebbe incontrare.
Abbiamo qui addirittura il caso di alcuni esponenti dell'opposizione che, pur con qualche dubbio e problematicità, dichiarano di votare a favore; mi auguro che sul merito ci possa essere ancora lo spazio per un supplemento di riflessione. Se questo spazio non c'è, ripeto, non è un dramma, ma si dà un segnale che apre una strada che, magari, potrebbe andare in una direzione che non è quella che io (e credo anche tutta la maggioranza) vorrei si prendesse.
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