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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201205538/002, presentata dai Consiglieri Curto, Bertola, Viale, Ventura, Grimaldi, Levi, Tricarico, Ricca e Tronzano in data 24 ottobre 2012, avente per oggetto: "Lo svuotamento della pista di bob di Cesana Pariol". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Questa interpellanza è già stata illustrata nella Conferenza dei Capigruppo. La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) L'interpellanza generale si articola in dieci domande più una serie di considerazioni. Prima di rispondere puntualmente alle dieci domande, ritengo necessario fare tre premesse che sono la linea di fondo e la bussola con le quali, sostanzialmente, le volontà di Comune, Provincia, Regione e CONI si sono espresse nel tempo olimpico e nel post olimpico dal punto di vista della sua gestione. Ricordo a tutti che, per la prima volta, dal punto di vista delle Olimpiadi, si decide di mettere assieme siti montani, quindi la montagna, con una città; che la promozione di tutto l'insieme delle Olimpiadi viene fatta in questo modo; che si prova, durante il periodo di progettazione e nel momento in cui si fa la costruzione sia dei villaggi che dei siti olimpici, stante le esperienze precedenti (qui avevamo Italia '61 e tutti su questo all'unanimità dicevamo che non possiamo ripetere Italia '61), ad avere in testa quale potrebbe essere l'utilizzo futuro per rispondere alle esigenze della città. In questo senso, c'è stata una lunga discussione ad esempio sui villaggi, in modo tale da non fare un villaggio solo e, in questo modo, abbiamo risposto alle esigenze delle residenze universitarie: abbiamo ristrutturato il BIT, l'ILO - per intenderci per chi lo conosce con quel nome -, dando una risposta significativa, che oggi, purtroppo, comincia a mancare, dal punto di vista degli alloggi di edilizia popolare. Si era posto un problema, nel senso che tutte le Istituzioni piemontesi, con il Comitato costituito, erano d'accordo sul cercare di evitare quei siti che si usano pochissimo, che hanno un grande costo e che sono difficilmente utilizzabili dopo. Ad esempio, la pista del bob era una di queste. In realtà, il CIO, il Comitato Internazionale Olimpico, ma anche il CONI, ci hanno invece imposto a livello locale di farlo. Per cui, già allora, coloro che se ne occupavano, non particolarmente il sottoscritto, erano coscienti del fatto che sarebbe stato più un problema che non una soluzione ad un tema. L'altro tema che è bene ricordare in premessa è che, avendo giocato le Olimpiadi in questo modo, ci siamo presi l'impegno di fare anche il post olimpico insieme. Questo che cosa vuol dire? Il fatto di mettere a disposizione, per chi gestiva o per chi si candidava a gestire il post olimpico, non solo la parte presente nella città, che ovviamente è quella che può dare maggiori frutti dal punto di vista economico, ma anche quella della montagna che crea problemi, bob e trampolino per intenderci, oltre ad altri problemi, che, adesso, stante il tempo, evito di elencare. Arrivo, quindi, alle domande esplicite. "Quale Autorità ha deciso lo svuotamento dell'impianto di bob". Lo svuotamento dell'impianto di bob è previsto dal piano industriale adottato da Parcolimpico, in seguito all'aggiudicazione della gara per la gestione dei siti. L'offerta, così presentata, è stata accettata dalla Fondazione, che aveva previsto nel bando la possibilità di offerta in variante per il sito del bob, dopo che la prima gara è andata deserta. In data 22 dicembre 2008 il Consiglio d'Amministrazione della Fondazione ha indetto la procedura aperta per l'affidamento dell'esternalizzazione della gestione dei siti e della cessione del 70% delle partecipazioni di Parcolimpico. Nel senso che quello che si è ceduto, cioè quello che viene messo in gara, non è la gestione in sé, ma il fatto che era stata affidata in house al Parcolimpico, da parte della Fondazione, la gestione dell'insieme dei siti e si cedeva il 70% della quota. L'aggiudicazione doveva effettuarsi mediante il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi, previa presentazione, dell'offerta tecnica e dell'offerta economica. Come abbiamo discusso più volte in Consiglio, sappiamo di che cosa si tratta: la parte di progetto vale di più della parte economica. Alla scadenza del termine di presentazione dell'offerta, perveniva una sola offerta di "Live Nation" che era riconducibile, dal punto di vista del contenuto, ad una manifestazione di interesse e non ad una vera offerta come previsto dalla gara indetta. Pertanto, in quel momento, la gara era dichiarata deserta. A seguito di quanto sopra, la Fondazione disponeva di avviare una procedura negoziata, ai sensi dell'articolo n. 30, comma 4, e della Legge n. 163/2006. La nuova procedura riprendeva chiarimenti ed interpretazioni rispetto alle condizioni della precedente gara, fra cui, ad esempio, la possibilità di individuare modalità gestionali alternative per il sito della pista di bob e del sito relativo al salto dal trampolino in considerazione degli altissimi costi fissi di gestione. In quella procedura negoziata, l'articolo n. 4 ammetteva su questo punto una variante. Alla procedura negoziata si presentava un solo concorrente, costituenda da un'ATI di "Live Nation" e da "Set Up" denominata "Get Live 2 S.r.l." e a seguito del completamento della procedura di gara in data 16 novembre 2009 veniva disposta l'aggiudicazione definitiva. Ricordo, perché è utile poi per le altre situazioni, qual è il contesto. Il contesto è relativo al fatto che la società in house, che gestisce l'insieme dei siti, in realtà ha un deficit annuale nella gestione dell'insieme dei siti all'incirca di 6 milioni l'anno. Per cui, la base di gara parte da questo fatto. La seconda questione riguarda il fatto che il costo della tenuta dell'impianto di ammoniaca viene valutato attorno ai 150-200.000 Euro costo/mese. Già oggi, e solo in presenza ancora del Bilancio dell'anno scorso di Parcolimpico, in realtà il deficit di Parcolimpico non è solo creato da questo, ma molto dalla gestione del bob, perché il bob da solo sostanzialmente vale all'incirca 1,4 milioni. Per questa ragione, si pone il problema riguardante il fatto che, prima, si fa una gara dicendo gestisci tutto; poi, in realtà, c'è una manifestazione di interesse, ma non è considerata valida, perché non c'è un'offerta definitiva; infine, si consente di prendere in considerazione una variante su quel tema che, sostanzialmente, dice che entro il 31 gennaio 2010, cioè finito il periodo invernale 2010, Parcolimpico può ovviamente liberarsi dell'ammoniaca sull'impianto bob. D'altra parte, come voi ricorderete, la campagna 2010-2011 si salva con un intervento, richiesto, in particolare, dai Comuni della montagna, sostenuto dalla Fondazione e da Parcolimpico, in cui la Regione, in particolare l'Assessorato allo Sport, si impegna per un milione e mezzo - poi credo che abbia effettivamente dato 1,4 milioni, ma la cifra non cambia di molto - per fare una gara di campionato mondiale di slittino. Questo è stato il costo per tenerla in piedi ancora tra il 2010 e il 2011. La seconda domanda è: la decisione è stata concordata con gli Enti proprietari? Bando di gara, ho già risposto. Non doveva essere concordata, era già stata concordata prima, nel senso che, ovviamente, i soci fondatori - tengo a precisare, non solo Regione, Comune e Provincia, ma anche CONI -, in realtà, avevano consentito questa cosa, per cui, certo, hanno deliberato su questa possibilità. Viene poi chiesto: "Se non rilevano l'assoluta inopportunità della richiesta effettuata - secondo quanto riferito da rappresentanti della società "Eventi Valle Susa" - dalla società Parcolimpico di una garanzia fideiussoria di 650.000 da consegnare in 24 ore". Ci sembra, ovviamente, corretto il percorso instradato, nel senso di chiedere preventivamente una cauzione, in quanto la tutela adottata da Parcolimpico diventa anche tutela per l'adempimento degli obblighi che Parcolimpico ha assunto nei rapporti con la Fondazione. La consegna in 24 ore non risulta, stante che Parcolimpico, ancora con una sua nota del 25/10/2012, dava come termine ultimo il 29. La quantificazione della garanzia fideiussoria e la conseguente richiesta erano formalizzate da Parcolimpico già in data 8 ottobre, ma già in una riunione presso la Provincia di Torino era stata esplicitata questa richiesta al 31 maggio di quest'anno. Su tale tema, in realtà, c'è un susseguirsi di riunioni tra sia il 2011 che il 2012 - per brevità di tempo, non posso elencarle tutte -, che ha interessato il Consiglio d'Amministrazione della Fondazione, i rapporti con i Comuni in particolare interessati dell'Alta Valle, il rapporto con i soci fondatori che si riuniscono continuamente, cioè Comune, Provincia, Regione e CONI, in cui sostanzialmente si è detto: o voi della montagna siete in grado, con gli albergatori, di prendervi l'impegno a sostenere i costi, oppure i costi non possono essere certo sostenuti dalla Fondazione e Parcolimpico non ha la possibilità di sostenerli. D'altra parte, era già concordato nel modo con cui ho detto da parte della gara stessa. Arriviamo, per farla breve, al 14 settembre, data in cui tutti i soci fondatori, riuniti sotto la Presidenza della Provincia (perché cambia ogni due anni, per cui alla prima riunione in cui la Presidenza non è più il Sindaco di Torino, ma è della Provincia di Torino, poi ritoccherà alla Regione come lo è stato in tutto il periodo precedente), dicono che o la questione viene risolta entro 15 giorni, oppure non hanno più spazio, anche perché nel frattempo va avanti l'insieme delle procedure. Per cui, il 24 settembre la Fondazione riunisce l'insieme e viene detta questa cosa. Tutti ne sono coscienti, anche perché in Consiglio d'Amministrazione della Fondazione siedono 2-3 Sindaci dell'area interessata, per cui diciamo che, alla fine, siamo sempre le stesse persone. In realtà, loro avevano fatto una lettera a luglio dicendo che 200.000 Euro li avrebbe messi l'Associazione, che poi erano gli albergatori; che 200.000 Euro venivano messi dal Comune di Cesana, sostenuto anche dal Sindaco di Sestriere; che 200.000 Euro avrebbe dovuto metterli il CONI, ma non abbiamo mai avuto una lettera che confermasse ciò; che 200.000 Euro li avrebbe messi anche Parcolimpico, ma Parcolimpico non aveva mai garantito che li avrebbe messi. In ogni caso, eravamo ben inferiori al costo globale dell'insieme dell'impianto. Però, a queste condizioni, se c'era l'insieme di questi contributi e c'era la fideiussione, ovviamente Parcolimpico avrebbe rivisto la sua posizione. Si chiede poi con quale procedura la ditta Tazzetti è stata individuata per lo svuotamento. Anzi, prima viene chiesto l'intero onere delle operazioni. L'intero onere delle operazioni di svuotamento è a carico di Parcolimpico. Qui c'è una confusione giornalistica. Nel senso che, molto spesso, viene detto che lo svuotamento è a carico invece della Fondazione. No, è a carico della Fondazione se non si fa lo svuotamento, per cui noi imponiamo a Parcolimpico una clausola contrattuale diversa da quella che è stata pattuita. Altrimenti, ovviamente, non c'è sostegno, perché, essendo previsto dalla clausola contrattuale, ovviamente è un costo che deve sostenere Parcolimpico. Ricordo sempre che, se c'è un deficit di Parcolimpico, pur avendo comprato il 70%, il recupero del deficit, quindi la ricapitalizzazione - come si dice - è al 90% a carico della società privata "Get Live 2" e il 10% a carico della Fondazione. Ma anche il 10% a carico della Fondazione è un problema serio. Poi, viene chiesto con quale procedura è stata incaricata la ditta Tazzetti. La ditta Tazzetti è stata individuata da Parcolimpico tra un novero ristrettissimo di aziende abilitate ad effettuare procedure di una siffatta complessità, dal punto di vista della specificità e della sicurezza. Nel senso che le aziende sono pochissime; si può discutere se è la numero 1 o la numero 2, ma non c'è ombra di dubbio che sia tra le pochissime aziende di quel tipo. "Se esiste un Piano di manutenzione degli impianti olimpici". Ovviamente, la risposta è sì, tale documento è stato posto a gara, per cui è fissato dalle regole sia della trattativa che del contratto. Mi si chiede poi se l'impianto in questione, che tratta ammoniaca ed è quindi soggetto a normativa CE, risulta in possesso del Libretto di manutenzione. È previsto, nel senso che il progetto è previsto sia dal bando di gara che dal contratto medesimo che è stato firmato e in cui sono state accettate le condizioni, salvo dove c'è stata variante del bando di gara stesso, in cui si fa carico ovviamente dei livelli di manutenzione a Parcolimpico stesso, essendo che Parcolimpico - ho detto prima - aveva già in house sostanzialmente questa gestione. Cioè, non è cambiato da questo punto di vista. Per quanto riguarda, invece, "soggetto a normativa CE". Fino a quando l'impianto è stato mantenuto in attività, era stato individuato come soggetto terzo gestore - nei casi in cui abbiamo problemi grossi di sicurezza c'è sempre un terzo gestore - Cofely che, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente in materia, aveva la responsabilità della conduzione e del mantenimento dell'impianto. Successivamente, con l'impianto a riposo, la conduzione dell'impianto in sicurezza e relativa responsabilità sono state demandate prima alla società "Longo Frigo" e poi, dal momento in cui si è iniziata la procedura per lo svuotamento, alla ditta Tazzetti. Si ricorda che l'impianto è stato collaudato da "Agenzia Torino 2006". Tutti i documenti di riferimento sono stati consegnati da Parcolimpico alla Procura nell'ambito di accertamenti che la Procura ha voluto condurre in merito a quali erano le procedure che si seguivano rispetto allo svuotamento dell'impianto e anche al suo eventuale mantenimento, se si fosse mantenuto. Viene poi chiesto quando è stato prodotto il documento sopraccitato. È stato prodotto dal costruttore "Agenzia Torino 2006" ed è stato successivamente mantenuto dai soggetti intervenuti nella gestione come terzo responsabile. Infine, viene chiesto se la Città di Torino ha partecipato alla riunione in Prefettura del 23 ultimo scorso e, in caso affermativo, quale sia stato l'ordine del giorno. La Città di Torino non è stata convocata alla riunione, pertanto non era presente. Ho, però, recuperato la lettera in cui era stata convocata. In realtà, sono state convocate le Direzioni Regionali e Provinciali, la Polizia Stradale, il Comando Provinciale, la Direzione [...], la Commissione Provinciale Gas Tossici oltre che, l'unico delle Istituzioni, il Sindaco di Cesana. In realtà, si capisce perché sono stati invitati questi e non altri, perché l'oggetto della riunione era il seguente: "È convocata una riunione - dice l'ordine del giorno - in data odierna alle ore 18.00 presso questa Prefettura concernente le operazioni di svuotamento in sicurezza dei serbatoi di ammoniaca siti in Cesana Torinese, frazione Pariol". È stata una riunione fatta dalla Prefettura con tutti i responsabili delle Direzioni Ambientali, Sicurezza e Protezione Civile per la procedura che, nel frattempo, era stata vista anche dai PM, dalla Procura di Torino ai fini dello svuotamento. La questione si può dire sostanzialmente conclusa, nel senso che io non vi leggo tutta la lettera, ma il Sindaco di Cesana, il 29 ottobre, dice: "A parte quanto rilevato in precedenza, si fa presente che ormai sono sostanzialmente venute meno le condizioni per l'assunzione della gestione dell'impianto in capo alla Società costituita da un gruppo di albergatori locali, in quanto l'apertura dell'impianto per i primi giorni di novembre come programmato, anche in relazione alla programmazione degli eventi sportivi che erano stati assegnati, nei prossimi mesi risulta del tutto impossibile. A maggior ragione considerando l'abbondante nevicata di ieri, 50 centimetri circa, che non può che rendere più difficoltosa qualsiasi operazione di manutenzione e verifica delle condizioni di sicurezza degli impianti". Per cui, siamo di fronte al fatto che anche il Sindaco si è reso conto che non ci sono le condizioni generali per riuscire a mantenere l'impianto di bob in quanto tale. Nel senso che l'impianto di bob, ovviamente, senza ammoniaca può essere utilizzato e anche ripensato poi con i fondi della n. 65 nel periodo estivo. Teniamo conto che, anche nel periodo estivo, pur avendolo tenuto aperto, in realtà non si è realizzato moltissimo, perché c'è stato un utilizzo per due settimane. Si possono tirare, ovviamente, diverse conclusioni, però credo che la conclusione sia questa. Per carità, tutto fa turismo, come tutto fa spettacolo, però, dal punto di vista di una valutazione costi/benefici, in realtà, è veramente un costo forse superiore a quello che oggi il territorio nel suo insieme, compreso il territorio interessato, è in grado di sostenere per i benefici che ha, nel senso che, alla fine, purtroppo, parliamo di uno sport che non è praticato da migliaia di persone. Io non ho mai seguito questa cosa, però, avendo partecipato, non so se per fortuna o purtroppo, all'insieme di questi incontri, in realtà, sono riuscito a comprenderla. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ringrazio molto il Vicesindaco per la puntuale serie di risposte che è stata data a questa interpellanza, che è diventata interpellanza generale grazie al sostegno di molti Colleghi. Serie di risposte di cui sicuramente mi dichiaro soddisfatto, perché il quadro che viene presentato è un quadro complessivo e completo allo stato dei fatti. Credo, però, che questa interpellanza ci porti ad una riflessione un po' più generale e doverosa, credo, anche da parte di questo Consiglio Comunale e da parte dell'Ente Comune di Torino della situazione sulla gestione delle strutture olimpiche. Come ha fatto il Vicesindaco, che ha contestualizzato la situazione della pista di bob e di skeleton, mi piacerebbe fare la stessa cosa rispetto alla situazione in generale del post olimpico. Leggendo le schede delle opere olimpiche e i costi di realizzazione si arriva ad un computo più o meno, perché è difficile individuare, fra i 600 e i 700 milioni di Euro. Questo è il valore della realizzazione di quelle opere complessivamente. In quella che è una progressiva piramide, quelle opere vengono concesse per un periodo molto lungo di tempo, dai tre Enti (Regione, Provincia e Comune), fra i 30 e i 50 anni; va contestualizzato il fatto che il piano vita di quelle opere, inserito nelle schede di produzione è più o meno quello, quindi sostanzialmente viene trasferita l'opera per intero e il valore che viene attribuito a quelle opere nell'iscrizione a Bilancio della "Fondazione 20 Marzo" scende dai costi di costruzione di cui prima a 267 milioni di Euro. Questo dice il Bilancio 2011, credo, della "Fondazione 20 Marzo". Cioè, c'è stata una perdita di valore netto di oltre il 50%. Non solo. Ad un certo punto, i tre Enti, attraverso la Fondazione, decidono di concedere in gestione l'utilizzo di quelle strutture e lo fanno per un periodo lungo di tempo, sostanzialmente riprendente ancora una volta il ciclo vita di quelle strutture e dando ancora un ulteriore punto a quella piramide. Sostanzialmente, le strutture vengono concesse per un periodo di trent'anni, conferendone l'uso ad una società pubblico-privata che è, appunto, Parcolimpico. Dopo una procedura precisa in cui i soci fondatori il 3 dicembre 2008 deliberano di: "Autorizzare la cessione della quota del 70% di partecipazione del capitale sociale a Parcolimpico S.r.l." e dopo una consulenza di una società che è la "Bain & Company", in collaborazione con un gruppo di lavoro comprendente il Comitato esecutivo della Fondazione stessa, si decide di dare a quella Società un valore di 3 milioni di Euro. In altri termini, strutture che ci sono costate fra i 600 e i 700 milioni di Euro e che abbiamo patrimonializzato per 267 milioni di Euro vengono concesse per trent'anni per un valore sostanzialmente di 3 milioni di Euro. Cioè il valore... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vent'anni? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). 2 milioni, perché poi - e questo è il passaggio successivo - il modello organizzativo pubblico/privato che si individua, che è il modello appunto a società mista pubblico/privata, è un accordo che sostanzialmente prevede l'acquisizione da parte del privato del 70% delle quote secondo il criterio del PPPI, cioè un criterio mutuato dal diritto europeo, cioè un partenariato pubblico/privato in cui il privato ha il compito della gestione industriale e il pubblico ha il compito sostanzialmente del controllo. È chiaro che questa piramide è una piramide violenta. Adesso, è difficile da parte delle nuove generazioni dire che cosa avremmo fatto al posto di chi c'era, ma è sicuro che un investimento di 700 milioni di Euro, che vale poi diciamo 3 milioni di Euro, è un investimento che ha fatto delle scelte precise e che ha visto una secca perdita di valore. Allora, come si stabiliva, come si sostanziava quel patto mutuativo fra pubblico e privato? Lo si sostanziava con due interessi pubblici precisi. Un interesse pubblico era quello alla manutenzione di quel patrimonio, un patrimonio di carattere pubblico. Non a caso, il bando di concessione è un bando estremamente preciso e dettagliato, che individua nella manutenzione delle opere un capitolato dettagliatissimo di interventi, capitolato che però viene sostanzialmente meno, perché - il Vicesindaco su questo non ci ha risposto, io credo che sarebbe necessario un approfondimento - è vero che è preciso l'intervento di manutenzione che va fatto, però, Vicesindaco, ad anni di distanza, a mesi di distanza dalla presa in carico delle strutture, che è arrivata dopo anni dalla procedura, quali sono le opere di manutenzione veramente messe in atto? Esiste un piano delle manutenzioni operative da parte di Parcolimpico? Soprattutto, la Commissione di controllo sulla manutenzione, che veniva nominata in fase di individuazione del partner privato, ha prodotto le relazioni che erano previste rispetto alla fase di concessione? E ancora, proprio nel bando di concessione si prevedono tre modalità di controllo sulla concessione: modalità di controllo diretto, di verifica sul campo; acquisizione di documenti da parte del socio Parcolimpico; nomina di una struttura dipendente, oltre all'organismo di controllo della Fondazione e oltre al ruolo di controllo che ha nel Consiglio d'Amministrazione di Parcolimpico uno dei due rappresentanti del Pubblico. Questo soggetto esterno, questa agenzia esterna è stata individuata? E che report ci dà questa agenzia esterna? Perché è chiaro che, se una piramide, che ha scaricato così tanti investimenti pubblici in un punto unico, cioè ha fatto stare 700 milioni di investimento su 2.200.000,00 Euro di costo di gestione, poi fa venire meno uno di questi due interessi molto forti, cioè la manutenzione dei siti, questa è una riflessione che dobbiamo fare. La seconda riflessione fa riferimento, invece, all'altro interesse pubblico: l'utilizzabilità delle strutture. Per esempio, per la pista di skeleton, la pista da slittino, la pista da bob, il bando originale, è vero, poi c'è stata una trattativa in sede di bando, ma, rispetto alle scelte politiche delle assemblee democratiche, questa è una discussione che purtroppo non abbiamo potuto fare. Ma che cosa prevedeva il bando per quella struttura? Prevedeva, per i primi 5 anni, 120 giorni di apertura, di cui 90 in configurazione ghiaccio per la stagione invernale del sito, dal 1° novembre al 31 marzo, e prevedeva l'organizzazione di un evento sportivo all'anno, cioè sostanzialmente il mantenimento attivo di quella struttura. Mantenimento che abbiamo capito è venuto meno, questo per una questione di costi. Quindi rischia di venire meno l'altro grande interesse pubblico su cui era orientato quel bando, cioè la difesa dell'utilizzabilità di quei siti e rischia di venir meno - anche legittimamente - questo interesse pubblico sul fatto che i conti di Parcolimpico non tornano. E allora andiamo ai conti di Parcolimpico: io credo che sarebbe necessario fare un approfondimento sul piano industriale di Parcolimpico - e mi rivolgo al Vicesindaco -, cioè capire perché Parcolimpico, come dice lei, perde 6 milioni di Euro all'anno, se ho capito bene... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì. Comunque, ha una perdita secca. Bisognerebbe capire quali rami di attività Parcolimpico sta mettendo in campo, se non sta rinunciando ad altri rami di attività, se non sta remunerando adeguatamente alcune attività, se sta seguendo, per esempio, quelle procedure che sono state previste dalla fase di bando. Concludo dicendo che io, in particolare, vorrei spezzare una questione: nelle scorse settimane abbiamo tanto parlato su come si affidano gli incarichi rispetto a lavori importanti. Lei oggi ci dice che la ditta Tazzetti, se ho capito bene, è stata scelta con una procedura diretta, in virtù delle competenze che questa ditta ha in un compito particolarmente delicato. Premesso che i patti parasociali, per essere preciso, Vicesindaco, articolo1, punto e), dicono: "Tra i membri designati dal socio Pubblico sarà nominato il consigliere delegato, cui sarà attribuito l'incarico di presiedere il Comitato per il controllo interno". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. CURTO Michele Sì, finisco, Presidente. Inoltre, all'articolo 4 si dice: "Il socio Pubblico, avvalendosi delle procedure definite dal Comitato per il Controllo interno, di cui all'articolo 20, comma 7, dovrà controllare e verificare che il socio privato, cui spetta la gestione della società, rispetti le normative di Diritto comunitario e di Diritto italiano in materia di affidamenti". In altri termini, ma il socio privato, nell'individuazione della ditta Tazzetti, ha seguito le procedure ad evidenza pubblica che sono previste? E il nostro rappresentante nel Consiglio di Amministrazione ha verificato che queste procedure venissero seguite? E questo vale per lo svuotamento della pista da bob, che è oggettivamente fatto delicato, ma più in generale andrebbe valutato, in virtù del piano industriale, di un piano industriale che purtroppo sta generando debito, anche sulle altre attività imprenditoriali di Parcolimpico. Per esempio, la gestione dei parcheggi pertinenziali alle strutture site in città, che probabilmente hanno un'attrattività commerciale differente rispetto ad una pista da bob e quindi anche la possibilità di sostenere diversamente quei due interessi pubblici su cui già abbiamo scaricato tante e importanti aspettative, è stata affidata con procedure ad evidenza pubblica? E, al di là delle procedure di evidenza pubblica, sta generando quel margine d'impresa che noi ci aspetteremmo? Per tutte queste ragioni, ringraziando moltissimo il Vicesindaco per le risposte che mi ha dato in questi 10 giorni e anche per la tempestività con cui sono state date, Presidente, chiederei un approfondimento della materia in seno alle Commissioni competenti per valutare le cose di cui ho parlato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non ho registrato altri interventi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, se vuole chiedere la parola, ha facoltà di farlo, alzando la mano, e io le do la parola. La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Sarò molto rapido. Ne avevamo già discusso anche con il Vicesindaco: se ci sono le condizioni e si ritiene utilizzabile la data del 20 novembre, avevamo in calendario di organizzare un'audizione dei vertici della Fondazione, però evidentemente dipende anche da quelle che saranno le decisioni rispetto a quel Consiglio e da quali saranno le persone che lo guideranno, perché questa era la vicenda della quale discutevamo, in attesa che ci fossero delle delucidazioni da parte del Vicesindaco, che è qui, quindi possiamo chiedergliele in diretta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Vorrei solo dire questo in rapporto alle diverse considerazioni. Ovviamente, come credo i Consiglieri abbiano ovviamente compreso, io ho risposto alle domande che mi sono state presentate e anche adesso io non ho gli elementi per rispondere ad ulteriori domande, che giustamente il Consigliere, nonché Capogruppo, Curto faceva in questo momento. Tengo solo a precisare un punto. In realtà, per quanto riguarda l'affidamento, sostanzialmente la procedura parte nel 2008 e avviene sostanzialmente al 1° dicembre 2009, per cui abbiamo un periodo quasi simile sia per la procedura in house che non. Ovviamente tutto deve essere valutato. Il Consiglio di Amministrazione è totalmente in carica; in questo momento la Presidenza la svolge il dottor Mora, anche perché c'era da approfondire una serie di elementi molto tecnici. Stiamo vedendo anche di definire insieme agli altri soci; mentre l'insieme dei quattro componenti del Consiglio, sostanzialmente, è definito in via - credo - definitiva, rimane ancora da definire questo punto, che ovviamente, come abbiamo sempre fatto, deve trovare il consenso di Provincia, Regione e CONI, oltre che della Città. Vorrei, però, dire questo. In realtà, affrontato questo argomento nel suo insieme, io credo che - mi rivolgo soprattutto al Consigliere Curto - dovrete rivalutare questo rapporto tra il livello di investimento (a cui io non ho sottratto la premessa, è per questo che ho fatto la premessa) e il suo valore. Solo l'altro ieri abbiamo approvato il Bilancio di quest'anno con qualche mese di ritardo, perché uno dei punti in discussione è stato se i beni e i siti avessero o meno un valore ai fini patrimoniali. Alla fine, tra i tecnici, ha vinto la linea che non hanno valore patrimoniale, essendo solo stati dati in diritto di concessione, perché in realtà ciò che effettivamente vale e viene sempre preso in considerazione, dal punto di vista della gestione, non è il valore patrimoniale, ancorché dato in diritto di concessione, per cui secondo i tecnici non vale nulla (io avevo qualche perplessità al riguardo, però, non essendo in diritto di superficie, alla fine ho detto: "Va bene"), bensì è il rapporto tra i benefici sostanzialmente economici, cioè qual è sostanzialmente il livello di introito che dà una società dal punto di vista di gestione, e i suoi costi, e non il valore patrimoniale che lo sottintende, soprattutto in casi come questi. Infatti ci sarebbe stata una serie di problemi - ma non voglio dilungarmi -, dal punto di vista fiscale, se avessimo dovuto affittarle e si era scelta questa strada anche perché altrimenti si rischiava di rimanere con questa situazione in mano, che avrebbe solo creato deficit per noi. Diciamoci le cose come stanno. Oggi, in realtà, tolte due o tre società al mondo, non ci sono altri che sono in grado di gestire questo insieme e, nonostante questo, senza affrontare in particolare i temi della montagna e qualche problema a livello locale, si fatica a stare in piedi. Poi è giusto fare l'approfondimento. Ai fini dell'approfondimento, dico però al Consigliere Cassiani che, al di là del fatto che ci sia o meno il cambio della Presidenza e che avvenga nei tempi della Commissione, nel momento in cui la Commissione ci chiama per approfondire l'insieme delle questioni, ovviamente il Consiglio di Amministrazione è, come sempre, a disposizione della Commissione, oltre che del sottoscritto e dell'Assessore allo Sport Gallo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, possiamo chiamare Parcolimpico. Tra l'altro la presidenza è espressa da noi, ma, oltre alla presidenza, credo che, se gli chiediamo, non ci siano problemi. Poi la Commissione è autonoma. Tuttavia credo che sia giusto che, se prima vogliamo fare un approfondimento per capire come fa la Fondazione a controllare, nel rapporto con Parcolimpico, e poi a Parcolimpico, al limite, facciamo venire solo la parte che è rappresentata da noi, possiamo farlo. Poi, il giorno che si vuole anche audire la parte privata per sentire la sua opinione, è cosa buona e giusta, però non mettiamoci a discutere del modo con cui il Pubblico controlla il privato senza esserci prima chiariti tra noi, Pubblico, perché poi, ovviamente, si generano solo situazioni di disagio per tutti. CURTO Michele (Intervento fuori microfono). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non c'è diritto di replica. CURTO Michele Solo sull'ordine delle cose dette dal Vicesindaco. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La ringrazio, però, non essendo previsto il diritto di replica... CURTO Michele Ma non è un diritto di replica, Presidente. Siccome il Vicesindaco ha fatto una proposta, posso però rispondere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sì, io la ritengo... CURTO Michele Io l'unica precisazione che farei rispetto alla proposta del Vicesindaco, avendo... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Io la ringrazio, però vuole una precisazione o vuole fare un intervento? Perché non è previsto l'intervento. CURTO Michele Il Vicesindaco ha fatto una proposta, ha detto: "Approfondiamo in Commissione invitando la Fondazione 20 Marzo". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sì, la proposta l'ha fatta il Vicesindaco, non viene chiesto... CURTO Michele Ma l'ha fatta all'interpellante, Presidente, abbia pazienza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non viene previsto dal Regolamento che lei possa replicare. Quindi io la lascio intervenire, però... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bene, va in Commissione. La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Grazie, Presidente. L'unica precisazione che mi interessava, in virtù delle cose dette dal Vicesindaco, è che io chiamerei proprio la parte Pubblica di Parcolimpico, proprio in virtù delle cose su cui sollecitavo il Vicesindaco prima, cioè sostanzialmente in merito al controllo sulle manutenzioni, sul ruolo, peraltro statutario, previsto da Parcolimpico. Questa era l'unica precisazione. La ringrazio, Presidente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Bene, allora abbiamo chiarito che sarà approfondita in sede di Commissione Consiliare. |