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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205117/002, presentata in data 8 ottobre 2012, avente per oggetto: "Mensa delle scuole dell'infanzia" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Ringrazio il Consigliere Ventura per aver posto questo tema, che mi pare sia un tema centrale, peraltro ricordato anche da Carlin Petrini all'inaugurazione del Salone del Gusto: la centralità dello spreco delle risorse alimentari, che nel nostro caso - vale a dire l'Assessorato alle Politiche Educative - si traduce anche in una cattiva educazione all'alimentazione e, in particolare, all'alimentazione sostenibile, che è un nostro obiettivo. Dicevo, ringrazio di questa interpellanza, perché mi dà modo di indicare quali sono le azioni che già vengono svolte dall'Assessorato proprio allo scopo di ridurre al minimo gli sprechi dei pasti non distribuiti, del cibo non distribuito, anche per quanto riguarda i pasti che poi non vengono consumati, e altre iniziative che invece sono state progettate e sono in corso di progettazione, nonostante - come sappiamo - le risorse con cui è sempre più difficile confrontarsi, perché ovviamente il recupero dei pasti non distribuiti, o comunque del cibo non consumato, comporta dei costi. Quindi è una buona pratica andare a ridurre quegli sprechi comunque, da una parte perché ovviamente la produzione di quegli alimenti, di quei pasti, significa consumo di materie prime, la cui produzione va poi ad incidere da un punto di vista ambientale, ma dall'altra parte, per quanto riguarda l'Amministrazione Comunale, significa anche spendere due volte, una volta per pagare il pasto all'azienda di ristorazione e una seconda volta per recuperarlo. Allora, per quanto riguarda questo progetto della diminuzione degli sprechi in generale, parlo di diminuzione, perché probabilmente, tolleranza zero verso la superproduzione di pasti della ristorazione scolastica, credo che sarà impossibile, o meglio, è un obiettivo di tendenza, ma ci sarà sempre qualche produzione di cibo in più rispetto a quello che viene consumato. Allora forse conviene vedere quali sono le azioni possibili: da una parte vi è la discussione delle grammature delle porzioni, questo perché, come voi sapete, ci sono dei criteri ben precisi di tipo nutrizionistico, il LARN, per parlarci attraverso una sigla che sta ad indicare quelli che sono i livelli minimi di alimentazione e di apporto nutritivo che devono essere rispettati. È in corso tutto un lavoro con l'ASL per andare a verificare sulla base di quelli che sono anche gli esiti della nostra customer satisfaction, che pone proprio in risalto come i bimbi e le bimbe alla fine consumino di meno rispetto a quello che viene e verrebbe indicato a livello teorico come livello nutrizionale necessario. Quindi un lavoro è quello sulla grammatura. Un altro lavoro è quello sui menù, cioè verificare quali sono le ricette meno gradite e quindi andarle a sostituire: ad esempio, l'anno scorso noi proponevamo delle minestre con legumi, che venivano lasciate pressoché intonse dai bambini. È chiaro che i ceci piuttosto che le lenticchie magari non sono proprio un tipo di cibo verso cui i bambini sono orientati. Dall'altra parte, abbiamo anche verificato come il gradimento del cibo proposto vari moltissimo a seconda delle aree territoriali della città. Sicuramente c'è una connessione fra come i bambini mangiano a scuola e come mangiano a casa; certamente dei bimbi poco educati ad una alimentazione sana, genuina e nutriente e magari un po' più abituati ad alimentarsi con fritti, per esempio, o con primi particolarmente succulenti, magari fanno difficoltà ad apprezzare un cibo che nella ristorazione scolastica cerca di essere il più possibile nutriente, ma anche digeribile e sano. Comunque, il lavoro sul menù lo stiamo facendo, l'abbiamo fatto e abbiamo anche già fatto delle importanti sostituzioni. L'altro lavoro - la terza linea - è quello sulla porzionatura, perché ovviamente chi porziona il cibo non deve esagerare rispetto a quella che è la porzione stabilita; su questo stiamo facendo dei corsi di formazione. Quindi dobbiamo lavorare su questi tre aspetti: grammatura, menù e gradimento del menù e porzionatura. Come ben sappiamo, lo spreco alimentare si distingue in due parti: una parte è quella del cibo che non viene neppure distribuito, e tra l'altro è l'unica parte di cibo che noi possiamo recuperare, che però è una minima parte; l'altra parte invece è quella del cibo che non viene consumato nel vassoio, ed è una quota di cibo che non viene assolutamente recuperata e non può esserlo per ragioni di sicurezza alimentare. Abbiamo anche tentato con il canile, però sarebbe maggiore il costo del ricavo; probabilmente con le colonie feline dovremmo avere miglior successo. Per quanto riguarda la parte che si può recuperare, attualmente recuperiamo tutto il pane e tutta la frutta con il progetto del "Buon Samaritano", che ritira ovunque il pane e la frutta e li consegna ovviamente ad organizzazioni che lavorano a favore degli indigenti. Inoltre, da qualche anno abbiamo anche un lavoro con il Banco Alimentare su 5 scuole della Circoscrizione 7, che raccolgono il cibo che viene destinato agli asili notturni. Come dicevo prima, però, questo rappresenta una voce di costo, non tanto per la Città, perché al momento il Banco Alimentare lavora con dei mezzi che mette a disposizione lo stesso Banco Alimentare, e altre attrezzature, come Gastronorm, eccetera, cioè tutte quelle che sono adeguate a non interrompere il legame freddo/caldo, che sono state messe a suo tempo a disposizione dalla Regione. Abbiamo incontrato il Banco Alimentare proprio l'altra settimana, perché l'idea è quella di incrementare di qualche scuola questo recupero. Inoltre, stiamo lavorando con le Circoscrizioni 5 e 6 su un progetto sperimentale di messa a disposizione del cibo non consumato per le famiglie che ne facciano richiesta; anche questo lavoro, però, è estremamente complesso e delicato per le ragioni di sicurezza alimentare che tutti conosciamo. Aggiungo ancora due concetti e termino, ma credo che l'argomento meritasse una trattazione un po' più approfondita, visto che non ne avevamo mai discusso. Noi crediamo che si possa avere un'ulteriore e radicale diminuzione di produzione di cibo non consumato con la prenotazione puntuale dei pasti, ed è proprio il progetto verso cui stiamo andando con decisione, ma naturalmente con qualche difficoltà legata alle risorse, perché avere la prenotazione puntuale significa dotare tutte le scuole di apparecchiature idonee: la prenotazione, che oggi avviene via telefono, invece dovrebbe avvenire con dei device elettronici, messi a disposizione, che comunicano direttamente al centro di cottura. Naturalmente, quando passeremo a questo, sicuramente vedremo un'ottimizzazione, oltre che per l'Amministrazione, che pagherà soltanto i pasti effettivamente prodotti e soprattutto necessari, anche per le famiglie. Su questo stiamo lavorando. Quest'anno abbiamo già messo a Bilancio delle risorse per andare in tale direzione. Un'ultima osservazione. Il capitolato, che è stato pubblicato in queste settimane per il servizio di ristorazione scolastica, che entrerà in vigore dal settembre 2013, prevede, al punto n. 42, che l'impresa appaltatrice si faccia carico di collaborare ai progetti destinati al recupero delle porzioni non distribuite di alimenti e, in particolare, alla conservazione, da parte delle aziende, proprio di questi alimenti, in condizioni di sicurezza, sino al ritiro da parte di soggetti terzi autorizzati. Quindi, come Amministrazione comunale, ci riserviamo di richiedere all'azienda il recupero delle porzioni non distribuite di alimenti, per un numero massimo di 7 scuole primarie che vengono selezionate da noi, per ogni lotto (i lotti sono 8). Quindi, sostanzialmente, abbiamo inserito nel capitolato l'obbligatorietà - perché non è un requisito premiale, ma è proprio una richiesta - di partecipare ai progetti di recupero del cibo. Anche questo ci fa dire che nella fase successiva avremo questo tipo di intervento esteso per tutta la città. Ad ogni modo, noi dobbiamo agire - politicamente mi pare sia anche più corretto - proprio per evitare la produzione di cibo non necessario. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ventura. VENTURA Giovanni Ringrazio l'Assessore e gli Uffici per il lavoro che state svolgendo al fine di recuperare il cibo sprecato, che in questo momento credo sia, in alcune famiglie, ancora essenziale. Oltre a questo lavoro egregio, che io non discuto e che sicuramente avrà il suo risultato, io vorrei solo sapere se eventualmente sia possibile, in accordo con l'Assessore Tisi, che è l'Assessore ai Servizi Essenziali e al Welfare, mandare una circolare a tutte le Direzioni Didattiche con l'elenco delle Associazioni del proprio territorio e verificare se le direttrici didattiche possano, in qualche modo, prendere contatto con queste Associazioni, qualora avanzasse questo cibo, per farle venire a ritirare il cibo avanzato. Poco tempo fa avevo parlato con l'Assessore Tisi e mi aveva detto che lei sarebbe disponibile a preparare un elenco di queste Associazioni sul territorio. Ci sono alcune scuole che, purtroppo, non hanno alcun riferimento e in questo momento continuano a buttare il cibo che viene avanzato, non toccato chiaramente. Quello toccato sono sicuro che non può prendere quella strada. Se è possibile fare ancora questo tentativo con l'Assessore Tisi, cioè mandare una circolare alle scuole con un elenco, credo che in questo momento possa essere utile per le Associazioni del territorio che stanno aiutando le famiglie in difficoltà. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia Consigliere, quello che dicevo prima contiene già, in parte, questa sua richiesta, nel senso che il ritiro di cibo non distribuito deve, però, avvenire in condizioni di sicurezza, perché noi non possiamo dare il cibo senza condizioni di sicurezza, né tanto meno lo possono fare le dirigenti scolastiche o i dirigenti; escludo che si assumano questa responsabilità, perché in caso di intossicazione alimentare ne risponderebbero loro. Proprio per questo, oltre alle iniziative già in atto con il Banco Alimentare, da settembre 2013, cioè nel momento in cui si farà carico l'impresa appaltante di prendere questo cibo e di conservarlo in modo che non si interrompa il legame freddo-caldo, noi pensavamo di riportarlo nei centri di cottura, che sono soltanto 4. Perché noi abbiamo 320 plessi scolastici e il ritirare il cibo presso le scuole finisce per avere un costo che davvero facciamo prima a mandare gli indigenti in trattoria, perché il recupero viene a costare 5-6 Euro a pasto. Quindi, quello che noi ci proponiamo è, da un lato, il discorso della prenotazione puntuale, quindi l'eliminazione, quanto più possibile, di pasti fuori luogo; per quelli che rimarranno, quest'azione delle imprese, delle aziende ristoratrici, a partire del prossimo anno e, nel frattempo, di estendere il Banco Alimentare e anche - come dicevo prima - di estendere il servizio alle famiglie che ne fanno richiesta, perché quello è il modo più semplice. Però stiamo valutando di seguire anche magari la strada di metterli a disposizione di associazioni, parrocchie, eccetera, che si occupino anche di andare a ritirarli, in modo che ci siano delle condizioni di riservatezza per le famiglie. Sta per partire una lettera a tutti i dirigenti scolastici, nella quale li si invita a sorvegliare i loro responsabili della prenotazione dei pasti. Non so se il Consigliere è al corrente della procedura: sostanzialmente, il giorno prima si fa una sorta di pre- prenotazione, che poi viene confermata il giorno dopo; guarda caso, i due numeri sono sempre uguali. È evidente che così non può essere. Allora, la lettera è proprio un invito ai dirigenti scolastici a sorvegliare i loro addetti alle prenotazioni, in modo che la prenotazione sia quanto più possibile rispondente alla realtà dei bimbi presenti in classe quel giorno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Auspico anche io che l'intervento dell'Assessore, sollecitato dal Consigliere, possa produrre gli effetti desiderati, recuperando questo materiale di scarto, che è comunque un bene comune. L'interpellanza è discussa. |