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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Ottobre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2012-05117
"MENSA DELLE SCUOLE DELL'INFANZIA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE VENTURA IN DATA 8 OTTOBRE 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201205117/002, presentata in
data 8 ottobre 2012, avente per oggetto:
"Mensa delle scuole dell'infanzia"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Ventura per aver posto questo tema, che mi pare sia un tema
centrale, peraltro ricordato anche da Carlin Petrini all'inaugurazione del Salone del
Gusto: la centralità dello spreco delle risorse alimentari, che nel nostro caso - vale a
dire l'Assessorato alle Politiche Educative - si traduce anche in una cattiva
educazione all'alimentazione e, in particolare, all'alimentazione sostenibile, che è un
nostro obiettivo.
Dicevo, ringrazio di questa interpellanza, perché mi dà modo di indicare quali sono
le azioni che già vengono svolte dall'Assessorato proprio allo scopo di ridurre al
minimo gli sprechi dei pasti non distribuiti, del cibo non distribuito, anche per quanto
riguarda i pasti che poi non vengono consumati, e altre iniziative che invece sono
state progettate e sono in corso di progettazione, nonostante - come sappiamo - le
risorse con cui è sempre più difficile confrontarsi, perché ovviamente il recupero dei
pasti non distribuiti, o comunque del cibo non consumato, comporta dei costi.
Quindi è una buona pratica andare a ridurre quegli sprechi comunque, da una parte
perché ovviamente la produzione di quegli alimenti, di quei pasti, significa consumo
di materie prime, la cui produzione va poi ad incidere da un punto di vista
ambientale, ma dall'altra parte, per quanto riguarda l'Amministrazione Comunale,
significa anche spendere due volte, una volta per pagare il pasto all'azienda di
ristorazione e una seconda volta per recuperarlo.
Allora, per quanto riguarda questo progetto della diminuzione degli sprechi in
generale, parlo di diminuzione, perché probabilmente, tolleranza zero verso la
superproduzione di pasti della ristorazione scolastica, credo che sarà impossibile, o
meglio, è un obiettivo di tendenza, ma ci sarà sempre qualche produzione di cibo in
più rispetto a quello che viene consumato.
Allora forse conviene vedere quali sono le azioni possibili: da una parte vi è la
discussione delle grammature delle porzioni, questo perché, come voi sapete, ci sono
dei criteri ben precisi di tipo nutrizionistico, il LARN, per parlarci attraverso una
sigla che sta ad indicare quelli che sono i livelli minimi di alimentazione e di apporto
nutritivo che devono essere rispettati. È in corso tutto un lavoro con l'ASL per
andare a verificare sulla base di quelli che sono anche gli esiti della nostra customer
satisfaction, che pone proprio in risalto come i bimbi e le bimbe alla fine consumino
di meno rispetto a quello che viene e verrebbe indicato a livello teorico come livello
nutrizionale necessario. Quindi un lavoro è quello sulla grammatura.
Un altro lavoro è quello sui menù, cioè verificare quali sono le ricette meno gradite e
quindi andarle a sostituire: ad esempio, l'anno scorso noi proponevamo delle
minestre con legumi, che venivano lasciate pressoché intonse dai bambini. È chiaro
che i ceci piuttosto che le lenticchie magari non sono proprio un tipo di cibo verso
cui i bambini sono orientati.
Dall'altra parte, abbiamo anche verificato come il gradimento del cibo proposto vari
moltissimo a seconda delle aree territoriali della città.
Sicuramente c'è una connessione fra come i bambini mangiano a scuola e come
mangiano a casa; certamente dei bimbi poco educati ad una alimentazione sana,
genuina e nutriente e magari un po' più abituati ad alimentarsi con fritti, per esempio,
o con primi particolarmente succulenti, magari fanno difficoltà ad apprezzare un cibo
che nella ristorazione scolastica cerca di essere il più possibile nutriente, ma anche
digeribile e sano.
Comunque, il lavoro sul menù lo stiamo facendo, l'abbiamo fatto e abbiamo anche
già fatto delle importanti sostituzioni.
L'altro lavoro - la terza linea - è quello sulla porzionatura, perché ovviamente chi
porziona il cibo non deve esagerare rispetto a quella che è la porzione stabilita; su
questo stiamo facendo dei corsi di formazione.
Quindi dobbiamo lavorare su questi tre aspetti: grammatura, menù e gradimento del
menù e porzionatura.
Come ben sappiamo, lo spreco alimentare si distingue in due parti: una parte è quella
del cibo che non viene neppure distribuito, e tra l'altro è l'unica parte di cibo che noi
possiamo recuperare, che però è una minima parte; l'altra parte invece è quella del
cibo che non viene consumato nel vassoio, ed è una quota di cibo che non viene
assolutamente recuperata e non può esserlo per ragioni di sicurezza alimentare.
Abbiamo anche tentato con il canile, però sarebbe maggiore il costo del ricavo;
probabilmente con le colonie feline dovremmo avere miglior successo.
Per quanto riguarda la parte che si può recuperare, attualmente recuperiamo tutto il
pane e tutta la frutta con il progetto del "Buon Samaritano", che ritira ovunque il
pane e la frutta e li consegna ovviamente ad organizzazioni che lavorano a favore
degli indigenti. Inoltre, da qualche anno abbiamo anche un lavoro con il Banco
Alimentare su 5 scuole della Circoscrizione 7, che raccolgono il cibo che viene
destinato agli asili notturni.
Come dicevo prima, però, questo rappresenta una voce di costo, non tanto per la
Città, perché al momento il Banco Alimentare lavora con dei mezzi che mette a
disposizione lo stesso Banco Alimentare, e altre attrezzature, come Gastronorm,
eccetera, cioè tutte quelle che sono adeguate a non interrompere il legame
freddo/caldo, che sono state messe a suo tempo a disposizione dalla Regione.
Abbiamo incontrato il Banco Alimentare proprio l'altra settimana, perché l'idea è
quella di incrementare di qualche scuola questo recupero.
Inoltre, stiamo lavorando con le Circoscrizioni 5 e 6 su un progetto sperimentale di
messa a disposizione del cibo non consumato per le famiglie che ne facciano
richiesta; anche questo lavoro, però, è estremamente complesso e delicato per le
ragioni di sicurezza alimentare che tutti conosciamo.
Aggiungo ancora due concetti e termino, ma credo che l'argomento meritasse una
trattazione un po' più approfondita, visto che non ne avevamo mai discusso.
Noi crediamo che si possa avere un'ulteriore e radicale diminuzione di produzione di
cibo non consumato con la prenotazione puntuale dei pasti, ed è proprio il progetto
verso cui stiamo andando con decisione, ma naturalmente con qualche difficoltà
legata alle risorse, perché avere la prenotazione puntuale significa dotare tutte le
scuole di apparecchiature idonee: la prenotazione, che oggi avviene via telefono,
invece dovrebbe avvenire con dei device elettronici, messi a disposizione, che
comunicano direttamente al centro di cottura.
Naturalmente, quando passeremo a questo, sicuramente vedremo un'ottimizzazione,
oltre che per l'Amministrazione, che pagherà soltanto i pasti effettivamente prodotti
e soprattutto necessari, anche per le famiglie.
Su questo stiamo lavorando. Quest'anno abbiamo già messo a Bilancio delle risorse
per andare in tale direzione.
Un'ultima osservazione. Il capitolato, che è stato pubblicato in queste settimane per
il servizio di ristorazione scolastica, che entrerà in vigore dal settembre 2013,
prevede, al punto n. 42, che l'impresa appaltatrice si faccia carico di collaborare ai
progetti destinati al recupero delle porzioni non distribuite di alimenti e, in
particolare, alla conservazione, da parte delle aziende, proprio di questi alimenti, in
condizioni di sicurezza, sino al ritiro da parte di soggetti terzi autorizzati. Quindi,
come Amministrazione comunale, ci riserviamo di richiedere all'azienda il recupero
delle porzioni non distribuite di alimenti, per un numero massimo di 7 scuole
primarie che vengono selezionate da noi, per ogni lotto (i lotti sono 8).
Quindi, sostanzialmente, abbiamo inserito nel capitolato l'obbligatorietà - perché non
è un requisito premiale, ma è proprio una richiesta - di partecipare ai progetti di
recupero del cibo. Anche questo ci fa dire che nella fase successiva avremo questo
tipo di intervento esteso per tutta la città.
Ad ogni modo, noi dobbiamo agire - politicamente mi pare sia anche più corretto -
proprio per evitare la produzione di cibo non necessario.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ventura.

VENTURA Giovanni
Ringrazio l'Assessore e gli Uffici per il lavoro che state svolgendo al fine di
recuperare il cibo sprecato, che in questo momento credo sia, in alcune famiglie,
ancora essenziale.
Oltre a questo lavoro egregio, che io non discuto e che sicuramente avrà il suo
risultato, io vorrei solo sapere se eventualmente sia possibile, in accordo con
l'Assessore Tisi, che è l'Assessore ai Servizi Essenziali e al Welfare, mandare una
circolare a tutte le Direzioni Didattiche con l'elenco delle Associazioni del proprio
territorio e verificare se le direttrici didattiche possano, in qualche modo, prendere
contatto con queste Associazioni, qualora avanzasse questo cibo, per farle venire a
ritirare il cibo avanzato.
Poco tempo fa avevo parlato con l'Assessore Tisi e mi aveva detto che lei sarebbe
disponibile a preparare un elenco di queste Associazioni sul territorio. Ci sono alcune
scuole che, purtroppo, non hanno alcun riferimento e in questo momento continuano
a buttare il cibo che viene avanzato, non toccato chiaramente. Quello toccato sono
sicuro che non può prendere quella strada.
Se è possibile fare ancora questo tentativo con l'Assessore Tisi, cioè mandare una
circolare alle scuole con un elenco, credo che in questo momento possa essere utile
per le Associazioni del territorio che stanno aiutando le famiglie in difficoltà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia
Consigliere, quello che dicevo prima contiene già, in parte, questa sua richiesta, nel
senso che il ritiro di cibo non distribuito deve, però, avvenire in condizioni di
sicurezza, perché noi non possiamo dare il cibo senza condizioni di sicurezza, né
tanto meno lo possono fare le dirigenti scolastiche o i dirigenti; escludo che si
assumano questa responsabilità, perché in caso di intossicazione alimentare ne
risponderebbero loro.
Proprio per questo, oltre alle iniziative già in atto con il Banco Alimentare, da
settembre 2013, cioè nel momento in cui si farà carico l'impresa appaltante di
prendere questo cibo e di conservarlo in modo che non si interrompa il legame
freddo-caldo, noi pensavamo di riportarlo nei centri di cottura, che sono soltanto 4.
Perché noi abbiamo 320 plessi scolastici e il ritirare il cibo presso le scuole finisce
per avere un costo che davvero facciamo prima a mandare gli indigenti in trattoria,
perché il recupero viene a costare 5-6 Euro a pasto.
Quindi, quello che noi ci proponiamo è, da un lato, il discorso della prenotazione
puntuale, quindi l'eliminazione, quanto più possibile, di pasti fuori luogo; per quelli
che rimarranno, quest'azione delle imprese, delle aziende ristoratrici, a partire del
prossimo anno e, nel frattempo, di estendere il Banco Alimentare e anche - come
dicevo prima - di estendere il servizio alle famiglie che ne fanno richiesta, perché
quello è il modo più semplice. Però stiamo valutando di seguire anche magari la
strada di metterli a disposizione di associazioni, parrocchie, eccetera, che si occupino
anche di andare a ritirarli, in modo che ci siano delle condizioni di riservatezza per le
famiglie.
Sta per partire una lettera a tutti i dirigenti scolastici, nella quale li si invita a
sorvegliare i loro responsabili della prenotazione dei pasti. Non so se il Consigliere è
al corrente della procedura: sostanzialmente, il giorno prima si fa una sorta di pre-
prenotazione, che poi viene confermata il giorno dopo; guarda caso, i due numeri
sono sempre uguali. È evidente che così non può essere. Allora, la lettera è proprio
un invito ai dirigenti scolastici a sorvegliare i loro addetti alle prenotazioni, in modo
che la prenotazione sia quanto più possibile rispondente alla realtà dei bimbi presenti
in classe quel giorno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Auspico anche io che l'intervento dell'Assessore, sollecitato dal Consigliere, possa
produrre gli effetti desiderati, recuperando questo materiale di scarto, che è
comunque un bene comune.
L'interpellanza è discussa.
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