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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204975/002, presentata in data 28 settembre 2012, avente per oggetto: "L'invasione dei sambuchi ed i rimborsi allegri dei Consiglieri" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Risponderò io a questa interpellanza, in quanto l'Assessore Spinosa non è presente per motivi familiari, ma ha mandato una comunicazione in data odierna. Rispondo sulla base dei dati che mi sono stati forniti dalla Vicedirezione Generale Servizi Amministrativi. "Per quanto riguarda il punto 1 dell'interpellanza: 'Quanti Consiglieri Comunali richiedano rimborsi ex articolo 84 comma 3 del T.U.E.L. e quale sia l'ammontare totale a loro versato dall'inizio della consiliatura', il comma 3 dell'articolo 84 del Testo Unico recita: 'Agli amministratori che risiedono fuori dal capoluogo del Comune ove ha sede il rispettivo Ente spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute per la partecipazione ad ognuna delle sedute dei rispettivi organi assembleari o esecutivi, nonché per la presenza necessaria presso la sede degli Uffici per lo svolgimento delle funzioni proprie o delegate'. I Consiglieri Comunali che richiedono i rimborsi di cui al citato comma sono complessivamente 5. Il totale dei rimborsi corrisposti dal mese di giugno 2011 al mese di luglio 2012 è pari a 12.234,13 Euro, per un totale di 39.104 chilometri percorsi. La domanda posta al punto 2 è la seguente: 'Quanti Consiglieri Circoscrizionali richiedano rimborsi ex articolo 84 comma 3 del T.U.E.L. e quale sia l'ammontare totale a loro versato dall'inizio della consiliatura'; i Consiglieri Circoscrizionali che richiedono i rimborsi di cui al citato comma sono 9, per un ammontare complessivo, ad oggi, pari a 30.510 Euro (sempre nel periodo da giugno 2011 a luglio 2012). Relativamente al punto 3: 'Quali siano i controlli operati dall'Amministrazione per verificare che le spese di viaggio rimborsate siano state effettivamente sostenute e che la presenza del Consigliere presso la sede istituzionale fosse effettivamente necessaria', per quanto concerne i Consiglieri Comunali il rimborso è effettuato con determinazione dirigenziale di liquidazione, previa presentazione di autocertificazione del Consigliere redatta su apposito modulo, disponibile presso le Segreterie dei Gruppi Consiliari e scaricabile dalla modulistica presente sul sito Intracom del Consiglio Comunale; nell'autocertificazione vengono elencate, con l'indicazione della data e dei chilometri percorsi, le sedute dei Consigli Comunali e delle Commissioni per partecipare alle quali il Consigliere ha compiuto il viaggio. L'Ufficio del Servizio Centrale Consiglio Comunale competente, alla stesura del provvedimento di liquidazione, verifica l'effettiva presenza alle sedute elencate nel modulo e per le quali il Consigliere chiede il rimborso e calcola l'importo da rimborsare. La misura del rimborso è pari ad un quinto del prezzo medio mensile per litro della benzina per chilometro percorso, come previsto dall'articolo 77 bis comma 13 del Decreto Legge 25 giugno 2012 n. 112, convertito in Legge il 6 agosto 2008 con Legge n. 133, e dal Regolamento Comunale per le trasferte degli amministratori. Il costo della benzina è rilevato dalle tabelle pubblicate settimanalmente sul sito dell'ACI (dati del Ministero dello Sviluppo Economico). Per quanto concerne i Consiglieri Circoscrizionali, il rimborso su base chilometrica viene liquidato periodicamente, in genere ogni 2 mesi, con determinazioni dirigenziali, tenendo conto delle autocertificazioni prodotte dai richiedenti in ordine al chilometraggio effettuato e previo rigoroso controllo del luogo di residenza con l'acquisizione del certificato da parte del Comune presso cui il Consigliere è residente o con altre idonee attestazioni. Inoltre, viene rigorosamente verificato dagli Uffici se alle date indicate nelle autocertificazioni le sedute degli Organi si siano effettivamente svolte e risulti attestata alle stesse la presenza dei Consiglieri richiedenti il rimborso. Riassumendo, in generale i controlli sono effettuati attraverso verifica della residenza ai sensi del comma 3 dell'articolo 84 del T.U.E.L.; il Consigliere autocertifica i chilometri percorsi, la data di effettuazione e il motivo del viaggio e la Circoscrizione verifica l'effettiva partecipazione del Consigliere all'attività istituzionale, comprovata altresì dal foglio firma, che viene liquidato attraverso la procedura informatizzata del programma Winnie. La presenza alle Commissioni ed ai Consigli è necessaria e disciplinata dai Regolamenti interni delle Circoscrizioni. Per quanto riguarda il punto 4: 'Se non ritengano che l'Amministrazione abbia il diritto ed il dovere di rifiutarsi di corrispondere questi rimborsi qualora il Consigliere non sia in grado di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che queste spese sono state effettivamente sostenute e che la sua presenza era necessaria', la norma di Legge sopra citata sancisce il diritto dell'amministratore che risiede fuori del capoluogo del Comune sede dell'Ente al rimborso delle spese di viaggio sostenute per partecipare alle sedute degli Organi assembleari, nonché per la presenza necessaria presso gli Uffici per lo svolgimento di funzioni proprie o delegate. Pertanto, l'Amministrazione, sulla base dell'autocertificazione dell'amministratore, effettua i controlli volti ad accertare l'effettiva presenza alle sedute di Consiglio e di Commissione dichiarata dallo stesso e, solo successivamente all'esito positivo di tali controlli, procede alla liquidazione delle spettanze. In merito alla presenza necessaria - come da lei indicato - si seguono le direttive del Ministero dell'Interno che, con diversi pareri, ha chiarito che si deve intendere quella riconducibile ad oggettive esigenze connesse allo svolgimento del mandato (che si contrappone alla presenza facoltativa, o discrezionale, comunque rimessa all'apprezzamento soggettivo dell'interessato) ed è qualificata dalla preesistenza di un obbligo giuridico che elimina nel soggetto qualsiasi facoltà di una scelta diversa per l'esercizio della funzione. A proposito del punto 5: 'Se non ritengano opportuno e possibile, in base alle disposizioni di Legge, regolamentare questi rimborsi limitandoli ai costi per l'uso regolare (abbonamento) dei mezzi pubblici che collegano il Comune di residenza con Torino', la norma prevede che agli amministratori spetti il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute. La disposizione è ripresa dal Regolamento della Città in materia; naturalmente è in potere del Consiglio Comunale, nell'esercizio della propria autonomia, stabilire criteri diversi di rimborso mediante integrazioni e modifiche del già citato Regolamento vigente per le trasferte degli amministratori. Per quanto concerne il punto 6: 'Se non ritengano opportuno e possibile, così come già avviene per i gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali, pubblicare regolarmente sul sito Web della Città tutte le cifre percepite da ciascun Consigliere Comunale e Circoscrizionale, divise per mese e per titolo di spettanza, tra cui quanto percepito a titolo di rimborso ex articolo 84 comma 3 del T.U.E.L., permettendo ad ogni cittadino di chiederne conto a ciascun Consigliere', è nella facoltà del Consiglio Comunale stabilire modalità e criteri di pubblicazione sul sito Web della Città dei rimborsi percepiti dagli amministratori, integrando quanto già previsto nella deliberazione istitutiva dell'Anagrafe degli eletti. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intanto ringrazio il Presidente, oltre che per aver atteso la possibilità di aprire questa seduta (visto che noi eravamo impegnati in un'altra Commissione che doveva finire prima), anche per essersi fatto carico di rispondere per la parte di competenza dell'Assessore Spinosa, che, purtroppo, invece non si è presentata. Naturalmente avrà avuto le sue ragioni, però mi dispiace che, tra l'altro di fronte ad un tema che ha richiamato anche l'attenzione dell'opinione pubblica, l'Assessore Spinosa non si sia presentata. Devo dire che una parte della risposta è positiva, nel senso che accolgo con piacere la conferma da parte dell'Amministrazione che come Consiglio Comunale possiamo stabilire dei nuovi criteri per questi rimborsi. Quello che abbiamo suggerito nell'interpellanza è che il rimborso sia limitato alle spese per spostarsi con il mezzo pubblico dal luogo di residenza alla Città; infatti, non si capisce perché, se uno vuole andare a vivere così lontano… in effetti, onestamente, se io accetto un ruolo elettivo, che dovrebbe essere un lavoro per i cittadini in una certa città o quartiere, non si capisce perché mi debbano pagare le spese per venire, dato che sono stato io a scegliere di accettare di candidarmi per un ruolo in quella città. Comunque, ammesso che sia giusto pagare queste spese, bisogna almeno limitarle alla spesa del trasporto pubblico. Così come l'integrazione dell'Anagrafe degli eletti, che è un argomento su cui noi peraltro abbiamo già presentato una proposta di deliberazione che è in itinere, potremmo anche semplicemente aggiungere questa parte alla proposta che viene valutata dalle Commissioni competenti. Mi dispiace non essere d'accordo sull'interpretazione che è stata data della Legge, nel senso che la Legge parla di rimborso delle spese effettivamente sostenute e, secondo noi (ma non solo secondo noi, perché nell'interpellanza è citato un parere del Segretario Comunale della Città di Roma che va proprio in questo senso), questa indicazione della Legge vuol dire che ci deve essere una prova che queste spese sono state effettivamente sostenute. Cioè non basta, come avviene adesso, oltre a ricevere l'autocertificazione del Consigliere, controllare che il Consigliere abiti veramente in quel posto e che sia veramente venuto quel giorno ad una seduta, ma bisognerebbe che il Consigliere producesse prova del fatto che ha realmente sostenuto le spese di benzina, di autostrada o di quant'altro per arrivare in città, perché quel giorno lui potrebbe essersi benissimo svegliato a Torino a casa di un amico e in quel caso lì, secondo la Legge e secondo noi, non avrebbe diritto ad alcun rimborso. Attualmente, è sufficiente che dichiari di aver sostenuto quelle spese e viene rimborsato per quel giorno, anche se, magari, in realtà non ha effettivamente sostenuto nessuna delle spese per cui riceve il rimborso. Quindi, credo che, da parte dell'Amministrazione, sarebbe da valutare la possibilità di richiedere prova di queste spese. Capisco che l'uso della propria auto sia difficile da confermare in altro modo che con un'autocertificazione, però, ad esempio, per distanze così elevate (Comuni in altre province, a 150 o 200 chilometri) mi sembra difficile pensare che queste persone vengano qui e non prendano l'autostrada e, quindi, non vi sia una traccia del passaggio in autostrada (ovviamente, utilizzando il mezzo proprio). Ritengo che si potrebbe fare qualcosa di più; capisco la difficoltà dell'Amministrazione, specie di fronte ad un'autocertificazione, ma, per esempio, anche queste autocertificazioni potrebbero essere controllate in qualche modo a campione e si potrebbe cercare di capire se, come Amministrazione, abbiamo la possibilità di fermare questi comportamenti. Anche se fosse tutto perfettamente a norma con quello che è stato fatto, certamente sentire di Consiglieri di Circoscrizione, casualmente tutti dello stesso Gruppo politico, che prendono tutti la residenza nello stesso Comune in provincia di Cuneo (Sambuco è in provincia di Cuneo) e la ottengono (tra l'altro il Sindaco era della stessa forza politica ed era l'unico Comune in cui aveva fatto il Sindaco) e poi tutti chiedono - alcuni non l'hanno chiesto, ma magari lo chiederanno, perché fino alla fine dei 5 anni hanno il diritto di chiedere tutti gli arretrati - il rimborso per il tragitto tutti i giorni in cui c'è una seduta da questo Comune a Torino e ritorno per partecipare ad un Consiglio di Circoscrizione, producendo, tra l'altro, un rimborso che è di diverse centinaia di Euro al mese, in alcuni casi anche superiore ai 1.000 Euro al mese, ci sembra una situazione totalmente inaccettabile in questo momento, ma anche in generale. Non è un buon modo di spendere i soldi pubblici. Se volete, possiamo discutere se sia corretto il compenso dei gettoni di presenza di un Consigliere Circoscrizionale, ma non possiamo permettere che i Consiglieri Circoscrizionali sommino un compenso, che è molte volte superiore a quello dei gettoni di presenza, semplicemente prendendo la residenza a questa distanza da Torino. Naturalmente, al momento non abbiamo motivo di ritenere che queste persone non abitino veramente lì, però crediamo che, potendo, l'Amministrazione dovrebbe cercare di fare dei controlli per capire se, oltre ad avere la residenza lì, queste persone, nei giorni che dichiarano, prendono l'auto privata e vengono a Torino oppure no; crediamo che la Legge dia la possibilità di farlo. A parte questo e a parte il fatto che secondo noi ci vorrebbe un intervento legislativo a livello nazionale per eliminare del tutto questi rimborsi, però ritengo che, nel frattempo, come Consiglio Comunale potremmo applicare quello che proponevamo, cioè ridurre l'importo all'uso dei mezzi pubblici e pubblicare sul Web tutti questi dati. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Credo che le Circoscrizioni abbiano avviato un approfondimento su questo argomento. Come le dicevo, in ogni caso è nell'autonomia del Consiglio Comunale proporre diversamente, in attesa di una normativa diversa di riferimento. L'interpellanza è discussa. |