Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Ottobre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2012-04975
"L'INVASIONE DEI SAMBUCHI ED I RIMBORSI ALLEGRI DEI CONSIGLIERI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 28 SETTEMBRE 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204975/002, presentata in
data 28 settembre 2012, avente per oggetto:
"L'invasione dei sambuchi ed i rimborsi allegri dei Consiglieri"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Risponderò io a questa interpellanza, in quanto l'Assessore Spinosa non è presente
per motivi familiari, ma ha mandato una comunicazione in data odierna.
Rispondo sulla base dei dati che mi sono stati forniti dalla Vicedirezione Generale
Servizi Amministrativi. "Per quanto riguarda il punto 1 dell'interpellanza: 'Quanti
Consiglieri Comunali richiedano rimborsi ex articolo 84 comma 3 del T.U.E.L. e
quale sia l'ammontare totale a loro versato dall'inizio della consiliatura', il comma 3
dell'articolo 84 del Testo Unico recita: 'Agli amministratori che risiedono fuori dal
capoluogo del Comune ove ha sede il rispettivo Ente spetta il rimborso per le sole
spese di viaggio effettivamente sostenute per la partecipazione ad ognuna delle
sedute dei rispettivi organi assembleari o esecutivi, nonché per la presenza necessaria
presso la sede degli Uffici per lo svolgimento delle funzioni proprie o delegate'. I
Consiglieri Comunali che richiedono i rimborsi di cui al citato comma sono
complessivamente 5.
Il totale dei rimborsi corrisposti dal mese di giugno 2011 al mese di luglio 2012 è
pari a 12.234,13 Euro, per un totale di 39.104 chilometri percorsi.
La domanda posta al punto 2 è la seguente: 'Quanti Consiglieri Circoscrizionali
richiedano rimborsi ex articolo 84 comma 3 del T.U.E.L. e quale sia l'ammontare
totale a loro versato dall'inizio della consiliatura'; i Consiglieri Circoscrizionali che
richiedono i rimborsi di cui al citato comma sono 9, per un ammontare complessivo,
ad oggi, pari a 30.510 Euro (sempre nel periodo da giugno 2011 a luglio 2012).
Relativamente al punto 3: 'Quali siano i controlli operati dall'Amministrazione per
verificare che le spese di viaggio rimborsate siano state effettivamente sostenute e
che la presenza del Consigliere presso la sede istituzionale fosse effettivamente
necessaria', per quanto concerne i Consiglieri Comunali il rimborso è effettuato con
determinazione dirigenziale di liquidazione, previa presentazione di
autocertificazione del Consigliere redatta su apposito modulo, disponibile presso le
Segreterie dei Gruppi Consiliari e scaricabile dalla modulistica presente sul sito
Intracom del Consiglio Comunale; nell'autocertificazione vengono elencate, con
l'indicazione della data e dei chilometri percorsi, le sedute dei Consigli Comunali e
delle Commissioni per partecipare alle quali il Consigliere ha compiuto il viaggio.
L'Ufficio del Servizio Centrale Consiglio Comunale competente, alla stesura del
provvedimento di liquidazione, verifica l'effettiva presenza alle sedute elencate nel
modulo e per le quali il Consigliere chiede il rimborso e calcola l'importo da
rimborsare.
La misura del rimborso è pari ad un quinto del prezzo medio mensile per litro della
benzina per chilometro percorso, come previsto dall'articolo 77 bis comma 13 del
Decreto Legge 25 giugno 2012 n. 112, convertito in Legge il 6 agosto 2008 con
Legge n. 133, e dal Regolamento Comunale per le trasferte degli amministratori. Il
costo della benzina è rilevato dalle tabelle pubblicate settimanalmente sul sito
dell'ACI (dati del Ministero dello Sviluppo Economico).
Per quanto concerne i Consiglieri Circoscrizionali, il rimborso su base chilometrica
viene liquidato periodicamente, in genere ogni 2 mesi, con determinazioni
dirigenziali, tenendo conto delle autocertificazioni prodotte dai richiedenti in ordine
al chilometraggio effettuato e previo rigoroso controllo del luogo di residenza con
l'acquisizione del certificato da parte del Comune presso cui il Consigliere è
residente o con altre idonee attestazioni.
Inoltre, viene rigorosamente verificato dagli Uffici se alle date indicate nelle
autocertificazioni le sedute degli Organi si siano effettivamente svolte e risulti
attestata alle stesse la presenza dei Consiglieri richiedenti il rimborso.
Riassumendo, in generale i controlli sono effettuati attraverso verifica della residenza
ai sensi del comma 3 dell'articolo 84 del T.U.E.L.; il Consigliere autocertifica i
chilometri percorsi, la data di effettuazione e il motivo del viaggio e la
Circoscrizione verifica l'effettiva partecipazione del Consigliere all'attività
istituzionale, comprovata altresì dal foglio firma, che viene liquidato attraverso la
procedura informatizzata del programma Winnie. La presenza alle Commissioni ed
ai Consigli è necessaria e disciplinata dai Regolamenti interni delle Circoscrizioni.
Per quanto riguarda il punto 4: 'Se non ritengano che l'Amministrazione abbia il
diritto ed il dovere di rifiutarsi di corrispondere questi rimborsi qualora il Consigliere
non sia in grado di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che queste spese sono
state effettivamente sostenute e che la sua presenza era necessaria', la norma di
Legge sopra citata sancisce il diritto dell'amministratore che risiede fuori del
capoluogo del Comune sede dell'Ente al rimborso delle spese di viaggio sostenute
per partecipare alle sedute degli Organi assembleari, nonché per la presenza
necessaria presso gli Uffici per lo svolgimento di funzioni proprie o delegate.
Pertanto, l'Amministrazione, sulla base dell'autocertificazione dell'amministratore,
effettua i controlli volti ad accertare l'effettiva presenza alle sedute di Consiglio e di
Commissione dichiarata dallo stesso e, solo successivamente all'esito positivo di tali
controlli, procede alla liquidazione delle spettanze.
In merito alla presenza necessaria - come da lei indicato - si seguono le direttive del
Ministero dell'Interno che, con diversi pareri, ha chiarito che si deve intendere quella
riconducibile ad oggettive esigenze connesse allo svolgimento del mandato (che si
contrappone alla presenza facoltativa, o discrezionale, comunque rimessa
all'apprezzamento soggettivo dell'interessato) ed è qualificata dalla preesistenza di
un obbligo giuridico che elimina nel soggetto qualsiasi facoltà di una scelta diversa
per l'esercizio della funzione.
A proposito del punto 5: 'Se non ritengano opportuno e possibile, in base alle
disposizioni di Legge, regolamentare questi rimborsi limitandoli ai costi per l'uso
regolare (abbonamento) dei mezzi pubblici che collegano il Comune di residenza con
Torino', la norma prevede che agli amministratori spetti il rimborso per le sole spese
di viaggio effettivamente sostenute. La disposizione è ripresa dal Regolamento della
Città in materia; naturalmente è in potere del Consiglio Comunale, nell'esercizio
della propria autonomia, stabilire criteri diversi di rimborso mediante integrazioni e
modifiche del già citato Regolamento vigente per le trasferte degli amministratori.
Per quanto concerne il punto 6: 'Se non ritengano opportuno e possibile, così come
già avviene per i gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali, pubblicare
regolarmente sul sito Web della Città tutte le cifre percepite da ciascun Consigliere
Comunale e Circoscrizionale, divise per mese e per titolo di spettanza, tra cui quanto
percepito a titolo di rimborso ex articolo 84 comma 3 del T.U.E.L., permettendo ad
ogni cittadino di chiederne conto a ciascun Consigliere', è nella facoltà del Consiglio
Comunale stabilire modalità e criteri di pubblicazione sul sito Web della Città dei
rimborsi percepiti dagli amministratori, integrando quanto già previsto nella
deliberazione istitutiva dell'Anagrafe degli eletti.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Intanto ringrazio il Presidente, oltre che per aver atteso la possibilità di aprire questa
seduta (visto che noi eravamo impegnati in un'altra Commissione che doveva finire
prima), anche per essersi fatto carico di rispondere per la parte di competenza
dell'Assessore Spinosa, che, purtroppo, invece non si è presentata. Naturalmente
avrà avuto le sue ragioni, però mi dispiace che, tra l'altro di fronte ad un tema che ha
richiamato anche l'attenzione dell'opinione pubblica, l'Assessore Spinosa non si sia
presentata.
Devo dire che una parte della risposta è positiva, nel senso che accolgo con piacere la
conferma da parte dell'Amministrazione che come Consiglio Comunale possiamo
stabilire dei nuovi criteri per questi rimborsi. Quello che abbiamo suggerito
nell'interpellanza è che il rimborso sia limitato alle spese per spostarsi con il mezzo
pubblico dal luogo di residenza alla Città; infatti, non si capisce perché, se uno vuole
andare a vivere così lontano… in effetti, onestamente, se io accetto un ruolo elettivo,
che dovrebbe essere un lavoro per i cittadini in una certa città o quartiere, non si
capisce perché mi debbano pagare le spese per venire, dato che sono stato io a
scegliere di accettare di candidarmi per un ruolo in quella città. Comunque, ammesso
che sia giusto pagare queste spese, bisogna almeno limitarle alla spesa del trasporto
pubblico. Così come l'integrazione dell'Anagrafe degli eletti, che è un argomento su
cui noi peraltro abbiamo già presentato una proposta di deliberazione che è in itinere,
potremmo anche semplicemente aggiungere questa parte alla proposta che viene
valutata dalle Commissioni competenti.
Mi dispiace non essere d'accordo sull'interpretazione che è stata data della Legge,
nel senso che la Legge parla di rimborso delle spese effettivamente sostenute e,
secondo noi (ma non solo secondo noi, perché nell'interpellanza è citato un parere
del Segretario Comunale della Città di Roma che va proprio in questo senso), questa
indicazione della Legge vuol dire che ci deve essere una prova che queste spese sono
state effettivamente sostenute. Cioè non basta, come avviene adesso, oltre a ricevere
l'autocertificazione del Consigliere, controllare che il Consigliere abiti veramente in
quel posto e che sia veramente venuto quel giorno ad una seduta, ma bisognerebbe
che il Consigliere producesse prova del fatto che ha realmente sostenuto le spese di
benzina, di autostrada o di quant'altro per arrivare in città, perché quel giorno lui
potrebbe essersi benissimo svegliato a Torino a casa di un amico e in quel caso lì,
secondo la Legge e secondo noi, non avrebbe diritto ad alcun rimborso. Attualmente,
è sufficiente che dichiari di aver sostenuto quelle spese e viene rimborsato per quel
giorno, anche se, magari, in realtà non ha effettivamente sostenuto nessuna delle
spese per cui riceve il rimborso.
Quindi, credo che, da parte dell'Amministrazione, sarebbe da valutare la possibilità
di richiedere prova di queste spese. Capisco che l'uso della propria auto sia difficile
da confermare in altro modo che con un'autocertificazione, però, ad esempio, per
distanze così elevate (Comuni in altre province, a 150 o 200 chilometri) mi sembra
difficile pensare che queste persone vengano qui e non prendano l'autostrada e,
quindi, non vi sia una traccia del passaggio in autostrada (ovviamente, utilizzando il
mezzo proprio).
Ritengo che si potrebbe fare qualcosa di più; capisco la difficoltà
dell'Amministrazione, specie di fronte ad un'autocertificazione, ma, per esempio,
anche queste autocertificazioni potrebbero essere controllate in qualche modo a
campione e si potrebbe cercare di capire se, come Amministrazione, abbiamo la
possibilità di fermare questi comportamenti. Anche se fosse tutto perfettamente a
norma con quello che è stato fatto, certamente sentire di Consiglieri di
Circoscrizione, casualmente tutti dello stesso Gruppo politico, che prendono tutti la
residenza nello stesso Comune in provincia di Cuneo (Sambuco è in provincia di
Cuneo) e la ottengono (tra l'altro il Sindaco era della stessa forza politica ed era
l'unico Comune in cui aveva fatto il Sindaco) e poi tutti chiedono - alcuni non
l'hanno chiesto, ma magari lo chiederanno, perché fino alla fine dei 5 anni hanno il
diritto di chiedere tutti gli arretrati - il rimborso per il tragitto tutti i giorni in cui c'è
una seduta da questo Comune a Torino e ritorno per partecipare ad un Consiglio di
Circoscrizione, producendo, tra l'altro, un rimborso che è di diverse centinaia di Euro
al mese, in alcuni casi anche superiore ai 1.000 Euro al mese, ci sembra una
situazione totalmente inaccettabile in questo momento, ma anche in generale. Non è
un buon modo di spendere i soldi pubblici.
Se volete, possiamo discutere se sia corretto il compenso dei gettoni di presenza di
un Consigliere Circoscrizionale, ma non possiamo permettere che i Consiglieri
Circoscrizionali sommino un compenso, che è molte volte superiore a quello dei
gettoni di presenza, semplicemente prendendo la residenza a questa distanza da
Torino.
Naturalmente, al momento non abbiamo motivo di ritenere che queste persone non
abitino veramente lì, però crediamo che, potendo, l'Amministrazione dovrebbe
cercare di fare dei controlli per capire se, oltre ad avere la residenza lì, queste
persone, nei giorni che dichiarano, prendono l'auto privata e vengono a Torino
oppure no; crediamo che la Legge dia la possibilità di farlo.
A parte questo e a parte il fatto che secondo noi ci vorrebbe un intervento legislativo
a livello nazionale per eliminare del tutto questi rimborsi, però ritengo che, nel
frattempo, come Consiglio Comunale potremmo applicare quello che proponevamo,
cioè ridurre l'importo all'uso dei mezzi pubblici e pubblicare sul Web tutti questi
dati.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Credo che le Circoscrizioni abbiano avviato un approfondimento su questo
argomento. Come le dicevo, in ogni caso è nell'autonomia del Consiglio Comunale
proporre diversamente, in attesa di una normativa diversa di riferimento.
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)