| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204358/002, presentata in data 6 agosto 2012, avente per oggetto: "In tempo di crisi è opportuno favorire il mercato del lavoro" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Leggerò la nota che hanno preparato gli Uffici, perché ovviamente è una questione molto tecnica. "Il 28 gennaio 2011 veniva rilasciato il permesso di costruire n. 25/2011 per l'esecuzione di opere in corso Regina Margherita n. 242 consistenti in realizzazione di fabbricato ad uso residenziale mediante cambio d'uso a favore della residenza per la parte di fabbricato caratterizzante e sostituzione edilizia per la porzione di fabbricato non interessata dal vincolo del Piano Regolatore, per le quali era stato determinato un contributo di costruzione di 453.470,00 Euro. A fronte della rateazione del pagamento del contributo dovuto, la società richiedente, quindi la Alma S.r.l., versava puntualmente le prime 2 rate. Relativamente alla terza rata, che era scaduta il 28 gennaio 2012 (giornata lavorativa di sabato), la Alma S.r.l. disponeva un ordine di bonifico in data 27 gennaio 2012, dandone segnalazione ai competenti Uffici comunali a mezzo fax nella stessa giornata. A distanza di qualche giorno i competenti Uffici del Servizio Sportello per l'Edilizia e l'Urbanistica, a seguito dell'emissione di quietanza da parte della Tesoreria comunale, richiedevano a quest'ultima di svolgere verifiche in ordine ai dati del bonifico. La Tesoreria riscontrava quanto segue: ordine di bonifico del 27 gennaio, esecuzione dello stesso e valuta di accredito a favore dell'Ente in data 31 gennaio (giornata lavorativa di martedì). Ai sensi della vigente normativa in materia, trattandosi di pagamento tardivo, disciplinato nella materia specifica dall'articolo 42 del D.P.R. n. 380/01 e ripreso dall'articolo 35 del Regolamento Comunale in materia di disciplina del contributo di costruzione, l'Ufficio Cassa segnalava la sopravvenuta sanzione amministrativa pari a 11.000,00 Euro, ovvero al 10% dell'importo della rata del contributo di costruzione in scadenza, all'Ufficio amministrativo del Servizio Permessi di Costruire ed Attività Edilizia, che ne richiedeva la corresponsione all'Alma S.r.l.. A seguito della contestazione dell'applicazione della sanzione da parte della società, si fornivano alla stessa, sia telefonicamente che a mezzo nota a firma dei dirigenti dei Servizi coinvolti, più puntuali chiarimenti, esponendo nel dettaglio le risultanze delle verifiche svolte e conseguenti determinazioni a conferma di quanto precedentemente comunicato". È però indispensabile precisare che gli Uffici comunali in questione, quindi quelli dell'Urbanistica e dell'Edilizia, non hanno alcuna discrezionalità in materia di irregolarità contabile, che è disciplinata dal Regolamento, in quanto recepisce norme contenute nel Decreto n. 380, a cui facevo riferimento poc'anzi. Quindi, è un atto d'obbligo procedere così come previsto dal Decreto e così come recepito dal Regolamento del Consiglio Comunale, cioè gli Uffici non possono applicare alcuna discrezionalità relativamente ad una segnalazione di chi invece ha competenza contabile rispetto ad una discrasia di date e di pagamenti tardivi; non hanno alcun potere discrezionale di non assolvere ai compiti previsti dalla normativa. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Non sono sicura di aver capito bene qual è l'esito della risposta dell'Assessore. La risposta è: non spetta a voi la discrezionalità rispetto a questo provvedimento, rispetto a questa mora e, quindi, ci sono altri Uffici competenti a cui chiedere chiarimenti? O si ferma a questo punto la risposta degli Uffici comunali? LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve precisazione, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Siccome il pagamento tardivo è disciplinato dal Decreto n. 380/01, che definisce le modalità anche di sanzione rispetto al pagamento tardivo, abbiamo l'obbligo e non vi è discrezionalità nell'applicarlo. In questo caso, c'è stato un pagamento tardivo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Avevo bisogno di questo chiarimento per terminare l'intervento. Quindi, prendiamo atto della risposta che ci viene data e che la situazione è questa; la mora rimarrà e l'impresa verrà penalizzata. Quanto mi lascia esterrefatta, Assessore… capisco che la faccia ridere questa cosa, ma qui c'è un'impresa che deve pagare il 10% degli interessi, cioè deve pagare il 10% degli oneri, pari a 11.336,00 Euro. Lei dice: "Bastava che pagassero in tempo", ma invece non bastava che pagassero in tempo. È necessario un altro passaggio: forse gli Uffici competenti, quando il titolare dell'impresa - o chi per esso - telefona per avere chiarimenti sulle modalità del pagamento e sui termini di scadenza, dicano, sì, che il termine della rata è il 28 gennaio e quindi il pagamento va effettuato entro il 28 gennaio, ma che potrebbero volerci un paio di giorni affinché il beneficiario abbia valida la data di valuta (che poi è passata al 31 gennaio). Forse, gli Uffici Tecnici potrebbero fare questo passaggio, forse potrebbero avvisare che la scadenza è il 28 gennaio, ma che ci vogliono un paio di giorni per il ricevimento della valuta e, quindi, l'effettiva scadenza diventa poi il 31 gennaio. Le faccio notare un altro piccolo particolare: ultimamente in Sala Rossa, durante i Consigli Comunali e durante le Commissioni, siamo addirittura passati sopra a certe situazioni in cui si poteva sottolineare il fatto che la Legge non ammette ignoranza. Ho notato come l'opposizione non abbia affondato il coltello nella piaga e abbiamo accettato certe risposte che sono state: "Non sapevo". Mi chiedo: la Legge non ammette ignoranza sempre o la Legge non ammette ignoranza solo per gli eletti? Costa tanto agli Uffici Tecnici puntualizzare il fatto che quei 2 giorni di ritardo sono dovuti solo per il ricevimento della valuta, non per un mancato pagamento, non perché qualcuno voleva essere insolvente, non per un atteggiamento di illegalità, ma unicamente perché non era stata sottolineata l'importanza di quei 2 giorni? Chiediamo che, d'ora in poi, gli Uffici Tecnici siano addestrati affinché questo ulteriore elemento, che considero significativo, venga inserito. Rispetto al fatto che lei risponda: "È così, non c'è niente da fare" e che, quindi, la mora di 11.336,00 Euro rimarrà valida (e io lo riferirò), rimango ulteriormente esterrefatta, perché è abbastanza legato ad un'interpretazione il fatto che la scadenza sia il 28 gennaio o il 31 gennaio. Cioè qual è il termine, qual è il passaggio tecnico, a livello di narrativa nel Regolamento, in cui si definisce che effettivamente la scadenza è quella dei 2 giorni successivi alla data di scadenza (data la validità della valuta a 2 giorni successivi)? Qual è questo passaggio? Andiamo ad approfondirlo, perché, se davvero è lasciato all'interpretazione e l'interpretazione è stata fatta dagli Uffici che hanno a capo lei Assessore, mi chiedo se non vi sentite responsabili di un gesto del genere e di un'interpretazione così restrittiva in un momento economicamente così difficile in cui quello che è l'interesse di un'impresa (che lavora, che riesce ancora ad avere dei dipendenti, a dare lavoro e a pagare gli oneri in tempo) non va di pari passo con quello che è l'interesse del Comune di fare cassa. Mi chiedo se, in un momento così difficile, non sia meglio stare vicino e favorire le nostre imprese, magari con delle interpretazioni meno rigide (che, poi, sono le stesse interpretazioni poco rigide che vengono attuate in vari Settori di questo Comune). Chiedo se in questo caso non era possibile o non è possibile - perché ci spero ancora - rivedere una posizione o avere un'interpretazione un po' meno rigida, dato il momento economico particolarmente difficile e che le imprese vanno aiutate e non vanno messe in difficoltà, in modo direi anche un po' subdolo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Vorrei replicare, perché si sta mettendo insieme un po' troppa roba e anche alludendo ed usando degli aggettivi che francamente rifiuto: "subdolo", eccetera. Esiste la Legge, esistono le procedure ed esistono i luoghi nei quali i contenziosi pubblico-privato vengono risolti e sicuramente non sono le interpellanze in Consiglio Comunale. Se c'è materia di ricorso, lo possono fare; come sa qualsiasi cittadino che magari non conosce qualcuno in Sala Rossa, quando c'è una scadenza - ho avuto la partita IVA per molti anni -, se si paga dopo c'è il ravvedimento operoso, che è definito per Legge. I termini della discrezionalità sono dei termini anche un po' pericolosi, perché possono far sì che si sia discrezionali con qualcuno e non lo si sia con altri e questo significherebbe non mettere in condizioni di parità tutti i cittadini e tutte le imprese. Vi assicuro che, dal mio punto di vista, l'idea di gravare in termini di costi su un'impresa non è affatto piacevole, quindi non rido e non sono sprezzante rispetto ad un tema che ritengo serissimo; detto questo, ci sono i luoghi in cui presentare istanza e se c'è il margine, la possibilità o una cattiva interpretazione da parte degli Uffici, sicuramente la società avrà ragione e, avendo ragione, non le sarà applicata la mora. Però ciò deve avvenire all'interno di un percorso di trasparenza e di pari opportunità per tutti, perché, altrimenti, a qualcuno si applica la discrezionalità e a qualcun altro no, perché magari il suo caso non viene conosciuto a sufficienza e quindi si è all'interno delle procedure e delle norme. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |