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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201345/002, presentata in data 13 marzo 2012, avente per oggetto: \"Bando pubblico a favore dei giovani\" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Questa interpellanza fa riferimento ad un'iniziativa fatta dal Comune di Collegno, che, così come altri Comuni, sostanzialmente ogni tanto (non solo sul target dei giovani, ma anche sul target di persone più adulte) fa singole iniziative per rispondere ad un'esigenza. In questo caso il Comune di Collegno ha fatto un bando per 17 giovani (12 neodiplomati e 5 neolaureati) residenti in Collegno con un'età compresa tra i 18 ed i 35 anni, nel quale per un certo periodo di tempo mettono a disposizione delle aziende 530,00 Euro mensili, investendo 64.000 Euro. Il nostro tipo di intervento - il Consigliere ha partecipato più volte alla discussione che abbiamo fatto in III Commissione - ha sempre cercato ed ha sempre definito un modello di intervento sull'insieme dei target e delle necessità ed una delle due questioni essenziali per leggere il tipo di intervento è: usiamo la stessa strumentazione, in modo tale da non avere continuamente strumenti che cambiano; in questo modo, usiamo la stessa strumentazione per tutto. Cerchiamo - cosa più volte detta in Commissione - non di avere degli interventi spot, ma di avere degli interventi che proseguono nel tempo, in modo tale da non avere l'effetto, che normalmente è critico verso i bandi (ed è la stessa critica che si fa ai fondi europei), di accendere e spegnere la luce. Abbiamo cercato di mettere insieme le risorse che riusciamo a raccogliere, da tutti gli altri Enti e dalla Provincia arrivando fino a Bruxelles, con l'intervento del Comune per proseguire sostanzialmente nell'attività. Per questa ragione i giovani partecipano all'insieme dei nostri interventi: partecipano sia all'inserimento lavorativo del n. 307, sia, per chi ha certe caratteristiche (sostanzialmente, disabilità), ai cantieri di lavoro, sia al lavoro accessorio fatto per le persone in cassa integrazione, ma anche fatto per giovani fino ai 25 anni, sia ad un progetto chiamato "TOSCA", che è stato realizzato in 5 Paesi europei e per il quale vi sono stati 94 tirocini di giovani sostanzialmente torinesi che sono andati in questi 5 Paesi europei; abbiamo avuto anche 59 giovani under 29 che sono rientrati all'interno dell'inserimento lavorativo presso il Centro Lavoro di Torino. Come si può notare, in realtà non abbiamo un approccio che è fatto a bando con l'intervento, cioè che si fa una volta e poi mai più, ma cerchiamo di utilizzare gli interventi e l'insieme delle possibilità di risorse e di spalmarle sull'insieme degli interventi che facciamo, ovviamente dando sempre anche una possibilità ai giovani (poi il problema è stabilire il limite dell'età, cioè se fino a 29 anni, o a 32 anni o, come dice il Comune di Collegno, a 35 anni), e definendo per ciascuna caratteristica (laddove ovviamente la Legislazione ce lo impedisce) di rientrare nelle indicazioni fornite dalla Legislazione. Questo è il modello, per cui anche noi abbiamo fatto questo. Quanto avevo poi cercato di fare (che ha introdotto un dibattito ed anche delle idee, ma, finora, non mi sento di dire che siamo arrivati ad un punto di qualità accettabile) è che, a fronte della situazione della disoccupazione torinese (che, sostanzialmente, in media è paragonabile a quella a livello nazionale, quindi è molto alta), in realtà sarebbe opportuno, stante il fatto che non siamo in grado di aggiungere risorse, che vi fosse un maggiore coinvolgimento ed una maggiore integrazione tra tutti quelli che fanno interventi; questo non vale solo per i giovani, ma per l'insieme. L'altro giorno c'è stata una discussione su tutti i finanziamenti e la compagnia ha chiamato tutti quelli che si occupano di lavoro e di assistenza attorno ad un Tavolo (prima che sulla ricerca l'ha fatto sulla cultura) per capire che cosa bisogna fare per migliorare l'intervento. Quanto è uscito da quei Tavoli è esattamente la stessa indicazione che io avevo provato a sollevare 2 anni fa, chiamando attorno ad un Tavolo sia i livelli istituzionali che tutte le rappresentanze economico-sociali. In realtà, come abbiamo visto dalla cronaca, ogni tanto esce la notizia che ognuno cerca di mettere in piedi una sua iniziativa e su questa di fare sostanzialmente l'evento, ma non credo che sia questo il modo di intervenire. Credo che in questa situazione, sapendo che non possiamo aggiungere, l'unico modo per migliorare la nostra capacità e la nostra quantità di intervento (e, quindi, di mettere insieme sia la qualità di intervento che la quantità di intervento) sia intrecciare l'insieme degli interventi che si fanno, fatto sul quale abbiamo provato, siamo impegnati e continua ad essere un nostro impegno complessivo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Ho poco da aggiungere, nel senso che prendo atto dell'impostazione data dall'Assessorato. Pensavo potesse essere utile portare anche a Torino l'esempio di Collegno, però, se l'impostazione è diversa, mi rendo conto che, forse, non è opportuno. Però, a livello di comunicazione e di informazione sui giovani, se si fa una sola cosa rivolta e mirata a loro, forse riusciamo ad arrivare più direttamente e dentro tutte le dinamiche giovanili. Nel senso che, se noi facciamo qualcosa di mirato rivolto a loro, tra di loro faranno il passaparola e si verrà a sapere. Invece, facendo tante azioni complessive rivolte a tutti, è difficile che avvenga quel passaparola tra i giovani. Comunque, non è un problema, però penso che il Comune di Collegno abbia fatto bene a fare questo bando pubblico. Forse potremmo cercare di capire come fare una comunicazione diretta ai giovani, per spiegare che il Comune di Torino fa molte iniziative concrete rivolte anche ai giovani, non solo ai giovani. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve precisazione, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Vorrei aggiungere una cosa; sono d'accordo con quanto detto dal Consigliere: è difficile, dentro al nostro quadro, fare un'iniziativa modello, per fortuna l'ha fatta il Comune di Collegno. Invece, per quanto concerne la riflessione più generale, oggi il problema riguarda la questione dei giovani, ma anche l'insieme dei servizi sul mercato del lavoro; in particolare riguarda i giovani, perché hanno una capacità tripla rispetto agli altri - adesso, ovviamente, mi sono inventato tripla - nell'assumere le informazioni. Oggi, il nostro problema è che per rendersi visibili si fanno tanti sportelli, ma mancano le risposte agli sportelli. Se io facessi un bando simile, il problema non sarebbe il fatto di non farlo sapere, ma che per 15 posti mi troverei qualche migliaio di richieste. Non si tratta di un problema che abbiamo solo noi, ma è dell'insieme dei servizi al lavoro. L'idea è, appunto, l'integrazione, in modo tale che ci sia, anche se poco in rapporto alla necessità, un pianoforte, cioè diversi tasti su cui agire a seconda delle situazioni e non solo per la pubblicità di un bando, perché, altrimenti, si accolgono tante domande, ma poi si forniscono risposte di questo tipo. Credo che questo renda ancora più chiare le cose che ci siamo detti. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |