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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 15 Ottobre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2012-04056
"QUALI LE PROSPETTIVE FUTURE DI AMIAT?" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SCANDEREBECH IN DATA 20 LUGLIO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204056/002, presentata in
data 20 luglio 2012, avente per oggetto:
"Quali le prospettive future di AMIAT?"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il tema è stato largamente discusso con la deliberazione sia di novembre dello scorso
anno, sia con la deliberazione di luglio, che ha messo in gara la cosiddetta "filiera
ambientale" posseduta dalla Città di Torino, intendendo per "filiera ambientale" sia
TRM che AMIAT.
Non c'è ombra di dubbio, come dice giustamente l'interpellanza, che a fronte della
chiusura dell'impianto di Basse di Stura si siano ridotti gli utili di AMIAT; per
fortuna non si sono, finora, azzerati. AMIAT ha sia il contratto di pulizia, raccolta e
smaltimento, sia altri contratti minori, il più importante è la neve, che svolge per
conto della Città di Torino.
In realtà, AMIAT è una società strutturata, che è in grado di affrontare l'intero tema
del ciclo dei rifiuti, sia dal punto di vista della raccolta, sia dello spazzamento, che
del suo conferimento e gestione.
Non solo per questa ragione, ma sicuramente anche per questa ragione è stata messa
in gara assieme a TRM, in modo tale che il soggetto che assume AMIAT e TRM sia
lo stesso soggetto e non sia un soggetto diverso. Sotto questo aspetto (detto che la
Legge Regionale n. 24 aveva separate le due aziende) in realtà noi ci ritroviamo due
società, consegnate dalla situazione precedente.
Per riuscire a recuperare un'idea di ciclo integrato dei rifiuti si mette in gara
l'insieme delle due società. La possibilità di una fusione tra AMIAT e TRM oggi non
è possibile, sia perché la Legge non ce lo permette, sia perché tutto è impostato in
modo assolutamente separato.
Il contratto di finanziamento che accompagna la costruzione del termovalorizzatore
non permette, assolutamente, di inserire all'interno di TRM qualsiasi altro tipo di
attività.
Salvo modificazioni, difficilmente costruibili, che, stante la discussione che si è fatta,
non ritengono accettabile, in realtà credo che questa situazione perdurerà per tutto il
periodo del contratto di finanziamento che è di 21 anni.
Non avendo la possibilità di fare la fusione, l'unica possibilità che avevamo era
quella di mettere assieme le due realtà e che nella gara fosse chiaro e condizione
imprescindibile il fatto che chi fa una proposta per una, deve fare una proposta per
l'altra. Poi, ovviamente, ci sarà un riequilibrio secondo il punteggio di gara definito.
Per cui, non solo per IREN, ma per l'insieme delle società che stanno partecipando
alla gara, che è tuttora in corso, non hanno la possibilità, ovviamente, di separare
TRM da AMIAT, o AMIAT da TRM.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Ringrazio l'Assessore. Visto che questa interpellanza è stata calendarizzata da
tempo, sinceramente mi aspettavo un approfondimento maggiore, perché i dati
esposti oggi dall'Assessore sono in nostro possesso da mesi.
Io sono preoccupata, perché intanto è vero che c'è una gara, ma prevedo già che
questa gara la possa vincere IREN e che IREN inglobi anche AMIAT e TRM. Per
cui, vorrei capire come i lavoratori AMIAT possono essere garantiti all'interno di
una procedura simile e nel futuro. Perché se noi inglobiamo AMIAT con TRM e poi,
successivamente, con altre realtà, io voglio capire come viene tutelato l'insieme, se il
Comune di Torino può intervenire per dare delle garanzie di stabilità e tranquillità ai
lavoratori, ad esempio, dell'AMIAT, visto che sono numericamente superiori rispetto
a TRM.
Io vorrei capire se c'è un'ottica verso il futuro su cosa poter fare di queste società
partecipate, oppure se stiamo facendo dei tasselli alla volta, senza avere una visione
complessiva e globale per il futuro.
Io sono preoccupata, perché se siamo arrivati a dover mettere insieme AMIAT e
TRM, perché AMIAT non ha introiti, mentre TRM ogni 421.000 tonnellate all'ora
permette di guadagnare circa 2 Euro a chi lo detiene. Quindi, mentre TRM ha degli
introiti sicuri certi, che non possono diminuire, AMIAT non può avere, attualmente,
degli introiti fissi.
Quindi, sono preoccupata, perché non vorrei che queste eccellenze della Città fossero
regalate e messe in mano ad altri, senza che l'Amministrazione riesca a dare la
sicurezza e la stabilità a tutti quei lavoratori che hanno sempre lavorato per la nostra
Città.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Premesso che rispetto all'interpellanza mi sembrava di essere stato rotondo, dal
punto di vista delle garanzie per quanto riguarda la qualità del servizio che AMIAT
deve prestare, come ben sappiamo, in gara c'è anche il contratto di servizio.
Ovviamente, c'è la possibilità di revisione, il che vuol dire che dipenderà anche dalle
risorse a disposizione del Comune di Torino al riguardo.
Per quanto riguarda i lavoratori, si trattava di porre l'azienda AMIAT in condizioni
di poter essere partecipata da un altro soggetto. Per cui, in questi anni, si è svolto un
lavoro in questo senso; di conseguenza AMIAT è cambiata significativamente, cioè
siamo passati da oltre 2.100 persone a meno 1.900 entro l'anno.
Per cui, in realtà, AMIAT ha subito e sta subendo tuttora una riorganizzazione, un
risparmio e così via. Questo ci ha consentito di mettere una clausola sociale per i
dipendenti di AMIAT, perché riteniamo che il numero delle persone che oggi sono
dentro sia equilibrato con il corrispettivo che il contratto di servizio deve garantire.
Che io sappia, non ci sono molte altre situazioni che siano riuscite a fare di più, da
questo punto di vista, perché se questo lavoro non fosse stato fatto precedentemente,
sarebbe stato difficile scrivere quella clausola. Invece, nel momento in cui è stato
fatto quel lavoro, si è inserita quella clausola, che ha un suo livello di pregnanza, di
serietà. Per cui, da questo punto di vista, mi sento di fugare la preoccupazione.
La cosa di cui, invece, bisogna essere preoccupati è che la Città sia in grado di
garantire un adeguato contratto di servizio, di richieste sostanzialmente dal punto di
vista del lavoro e del livello di pulizia della città, e che sia in grado di corrispondere
un corrispettivo ovviamente pari al tipo di lavoro che viene richiesto.
Credo che la messa insieme delle due, anche dal punto di vista delle competenze e
del cosiddetto know-how delle aziende, sia interessante, perché, che sia IREN o
meno, non c'è ombra di dubbio che chi ha la possibilità di partecipare a TRM deve
avere un'esperienza nel campo della termovalorizzazione; dall'altra parte, non c'è
ombra di dubbio che, per quanto riguarda invece la raccolta, la gestione dei rifiuti e
lo spazzamento, AMIAT è una tra le migliori aziende che vi sono.
Per cui non mettiamo insieme due situazioni deboli, ma due situazioni che,
oggettivamente, possono candidarsi - ovviamente, se il gruppo che la parteciperà sarà
interessato - a partecipare a delle gare. Questo è riconosciuto, basta vedere qual è
oggi la richiesta quando ci sono delle gare verso AMIAT di altre aziende che
chiedono se sia possibile avere l'avvalimento da parte di AMIAT stessa.
In questo senso, a me sembra che quello che era ragionevolmente possibile fare sia
stato fatto e non sia il frutto di un'invenzione dell'ultimo momento, ma di un lavoro
di questi ultimi anni.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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