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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204304/002, presentata in data 2 agosto 2012, avente per oggetto: \"Torino sparisce dall'evento MiTo?\" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Ovviamente, nel rispondere a questa interpellanza, mi corre l'obbligo di tornare un attimo sui tratti fondamentali che regolamentano l'accordo tra la Città di Milano e la Città di Torino, relativo al Festival MITO Settembre Musica. Questi elementi strutturali della collaborazione sono ovviamente indispensabili per fornire anche una risposta ai quesiti proposti dai Consiglieri. Com'è noto, la Città di Torino e la Città di Milano hanno deciso, ormai sei anni fa - perché l'ultima è stata la VI edizione - di mettere insieme la loro esperienza per dar vita a questo Festival, che trae origini dal fortunato percorso, svolto in particolare nella nostra Città, di Settembre Musica, tant'è vero che la nuova manifestazione, che si definisce con l'acronimo "MITO", è poi seguita da Settembre Musica, proprio per ricordare la prosecuzione anche di questa esperienza. Perché le due Città si sono messe insieme per realizzare questo Festival? Innanzitutto per avere, in termini di capacità competitiva, tanto in termini di informazione, quanto in termini di sostegno economico, quanto in termini di capacità di trattativa economica-commerciale con tutte le grandi orchestre e i grandi protagonisti che servono per fare un Festival importante. Ovviamente, mettere insieme due territori così vicini, ma anche così importanti, come quello della Città di Milano e quello della Città di Torino, è stato, è e permane un valore di indiscutibile forza. D'altra parte, basta vedere anche la recente e felice conclusione dell'ultima edizione del Festival MITO per rendersi conto di come, in termini di capacità di allestire un programma particolarmente intenso per numero di occasioni e qualità degli eventi, ma soprattutto anche per il risalto mediatico che questo Festival ha ormai raggiunto, lo porta - lo dico non perché di parte, ma per oggettiva considerazione - ad essere considerato oggi, credo, uno dei festival internazionali europei più famosi nel genere, sicuramente dopo quello che caratterizza Salisburgo e quello di Losanna. Oggi MITO viene annoverato tra i principali festival europei di questo genere musicale. Ovviamente, la struttura di MITO prevede un'assoluta convergenza (tant'è che ricordo il direttore artistico, tanto per la programmazione di Milano quanto per quella di Torino, è attualmente il dottor Restagno), prevede un cartellone principale, che viene discusso con il direttore artistico e che propone, spesso e volentieri, grandissimi complessi internazionali, grandi strumentisti, grandi solisti e che, sostanzialmente, viene equilibrato nell'offerta tra le due Città. Poi, prevede che ogni Città mantenga una sua specifica autonomia nel costruire, al di là del cartellone principale, delle iniziative relative a MITO per la propria Città, perché ovviamente il Festival è concepito non solo con un cartellone principale, ma con la possibilità di articolare una presenza molto più diffusa anche all'interno delle due Città. Tant'è vero che al cartellone principale di MITO si affianca poi, per la nostra Città, per esempio, questa iniziativa che noi denominiamo "MITO per la Città", che si caratterizza sempre di più con una serie di occasioni, di incontri, di concerti in tutta la Città, in tutte le Circoscrizioni: quest'anno, al di là del cartellone principale, sono stati oltre 150 gli appuntamenti che hanno caratterizzato l'azione nella Città. Quindi, anche in termini di comunicazione, l'accordo tra le due Città è che vi è un sito unico (che ovviamente parla tanto del cartellone principale quanto della programmazione degli eventi collaterali che ricordavo prima) e, al di là di quella che è la promozione del Festival MITO, complessivamente inteso a livello media, a livello di promozione, a livello di illustrazione, prevede anche, inevitabilmente, che ogni Città possa, su quel sito, esercitare una serie di approfondimenti, di inviti, eccetera, legati anche alle attività che si svolgono a Milano per Milano e a Torino per Torino. Questo nel tempo ha determinato che, così com'è avvenuto storicamente, fin dalla prima edizione, Torino potesse caratterizzare, anche con proprie autonome iniziative, il programma di MITO per la Città e anche la promozione di MITO stesso. Voglio fare un esempio, che credo sia facilmente comprensibile: visto che quest'anno la Città di Torino è diventata, in qualche maniera, solidale con la Città di Mirandola, colpita dal terremoto, noi abbiamo deciso di caratterizzare, per esempio, la biglietteria di MITO, nell'acquisto dei biglietti, per chi lo voleva, con un extracosto di 1 Euro, che poi andava a sostenere lo sforzo per la Città di Mirandola, così come abbiamo deciso, autonomamente, di caratterizzare tutti i concerti a pagamento mettendo un'urna, facendo anticipare gli spettacoli a pagamento anche da un nostro autonomo invito agli spettatori, appunto, se lo desideravano, a dare un proprio contributo economico, mettendolo nell'urna. Ripeto, è un'iniziativa che Torino ha deciso in maniera autonoma, ovviamente, stando alle proprie prerogative e alle proprie scelte, che abbiamo pubblicizzato sul sito in maniera autonoma come Città di Torino. Il fatto a cui ci si riferisce è stato quello che, nell'imminenza della partenza del Festival, la Città di Milano, avendo ottenuto la possibilità, da parte di Jovanotti, di poter fruire gratuitamente della musica di una delle sue principali canzoni, abbia deciso di editare, a proprie spese, un filmato che tende soprattutto a far capire, ai cittadini di Milano innanzitutto, ma a tutti coloro che partecipano alla visione di questo sito, quale sforzo organizzativo Milano avesse intorno al tema di MITO; quindi, vedendo questo video, è possibile rendersi conto di quanti giovani, di quanti volontari caratterizzino l'attività di MITO per la Città di Milano. Ripeto, questa è la posizione ufficiale della Città di Milano, rientra in quelle prerogative delle singole Città che possono connotare l'evento con particolari riferimenti all'attività propria che si svolge nella Città. È ovvio che, davanti ad un tema così importante, come poteva essere l'occasione fornita dalle musiche di Jovanotti, dall'idea di trasferire questo sentiment di una grande manifestazione che vive dentro la città, è ovvio che noi avremmo gradito che questo tema fosse stato condiviso in anticipo anche con la Città di Torino, perché ovviamente ci sarebbe piaciuto che le stesse immagini potessero anche riprendere gli sforzi organizzativi del nostro sistema a sostegno di MITO, ma potessero anche riprendere delle immagini dei nostri teatri e delle nostre piazze, che si animano al pari di Milano in questa iniziativa. Proprio per questo motivo, come ricordato, io ho immediatamente inviato una lettera, tanto all'Assessore alla Cultura del Comune di Milano quanto al Vicepresidente di MITO, il dottor Micheli. Il dottor Micheli è al pari del dottor Chianale ed è il referente milanese dell'Associazione che si occupa di MITO; noi abbiamo la FAM, e quindi il nostro Presidente della Fondazione, il notaio Chianale, e loro hanno il dottor Francesco Micheli. Il contenuto della lettera è presto detto: abbiamo visto questo bel filmato, ci congratuliamo ovviamente con la modalità con la quale è stato realizzato, tuttavia non possiamo non segnalare che una simile occasione sarebbe stata necessario condividerla e inserirla in quelle tecniche di promozione dell'evento anche per la Città di Torino. Diciamo che le risposte sono state sostanzialmente due. Una da parte del Comune di Torino e del collega Assessore che ha sostanzialmente condiviso questa impostazione; ovviamente si è scusato di quanto avvenuto e si ripropone ovviamente di valutare se iniziative di questo genere nel futuro debbano invece rientrare nella parte di comunicazione condivisa. L'altra invece da parte del Vicepresidente, professor Francesco Micheli, il quale ha ribadito che ovviamente quella era da intendersi come una delle tante cose, che le due Città coltivano in maniera diretta, pur apponendoli come inevitabili sull'unico sito di tutta la manifestazione. A questo proposito, il professor Francesco Micheli ha citato (devo dire anche correttamente) una serie di iniziative autonome assunte, nella logica che cercavo di spiegare al Comune di Torino, che hanno caratterizzato in questi sei anni anche l'autonoma decisione da parte del Comune di Torino e della struttura di MiTo per Torino di proporre contenuti, sottolineare degli aspetti, eccetera. È evidente che questo tema, tra virgolette, è "molto delicato", perché è chiaro che su una grande manifestazione di questo genere c'è un livello di carattere generale di presentazione del Festival, di metodologie di costruzione del cartellone principale, di equilibrio nella proposta tanto economica quanto qualitativa tra le due Città e di comunicare questi valori, che è già un fattore comune. Vi sono, viceversa, probabilmente da registrare - reciprocamente, mi viene da dire - anche quelle iniziative assunte singolarmente dalle due Amministrazioni, o dai due Enti promotori, che invece tendono a sottolineare gli aspetti specifici di ogni Città. È evidente che qui il discrimine è molto sottile, che meriterebbe probabilmente - questo è quello che ci siamo detti in conclusione di questo scambio di lettere - che comunque anche su iniziative assunte dalla singola Città vi sia comunque una precedente condivisione, magari per affermare che quell'iniziativa è giusto che la porti avanti il Comune di Milano piuttosto che la sua associazione, così come il Comune di Torino piuttosto che la FAM. È evidente che invece là dove, anche nel futuro, si ravvedano iniziative che possano dar "lustro", tra virgolette, alle due Città, queste debbano rientrare nel piano di comunicazione di attività dell'intero Festival che - ripeto - è strutturalmente condiviso. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appennino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore delle risposte, mi ritengo soddisfatta. La ringrazio anche di aver ricordato un po' la vicenda, visto che tra l'altro ormai l'interpellanza è un po' datata, non per colpa sua, ma per colpa nostra che l'abbiamo chiamata un po' in ritardo, quindi ci tengo a dirlo a verbale. Sono soddisfatta, però devo dire che mi chiedo come si possa intervenire per evitare, come è successo anche in altri casi, che queste cose avvengono nuovamente. Io mi rendo conto che la linea è sottile e capisco che sia difficile un accordo del genere, dove ci sono due grandi Città coinvolte in un grande evento; però è evidente che quel video pubblicizza l'organizzazione, l'ha detto anche lei. Quindi, mi sembra impensabile che una Città come Milano, e chi per essa era coinvolto nell'organizzazione dell'evento, non abbia pensato che avrebbe potuto, uno, infastidire la Città di Torino, nel senso infastidire lei o il Comune, perché evidentemente era una pubblicità che promuoveva l'evento in quanto tale e non gli eventi specifici di Milano. Due, comunque sono riusciti, per loro merito, a coinvolgere un personaggio come Jovanotti, che evidentemente si sapeva che avrebbe dato grande visibilità al video, tant'è che il video ad oggi non so quante visualizzazioni abbia fatto, però ricordo, quando ho scritto l'interpellanza, che comunque stava girando moltissimo su internet, è stata una grande fonte di pubblicità. Quindi, mi chiedo come sia possibile (lo chiedo a lei, ma so che non è la persona giusta che mi può rispondere) che Milano si accorga solo dopo una sua lettera (la ringrazio anche di averla fatta; io l'ho appreso dalla stampa) che sarebbe stato opportuno informare la Città di Torino a fare il video in modo condiviso. Mi sembra un po' un discorso del tipo "Noi facciamo, poi se qualcuno si lamenta, vedremo". Io ho veramente paura che una situazione del genere possa riaccadere; non per sfiducia nei suoi confronti, ma proprio perché se in un caso così evidente una Città non ha pensato che avrebbe infastidito Torino, che sarebbe stato opportuno condividere un video del genere, totalmente organizzativo, con l'altra Città che è un elemento portante... per carità, le lettere vanno bene, ma mi auguro che questa cosa non ricapiti, perché la linea è davvero sottile, ma a mio avviso Milano l'ha passata, ma proprio evidentemente. Quindi, mi auguro che per il futuro da questa occasione si possa imparare, evitando che queste vicende si ripetano. Mi rendo conto che non sia semplice, però mi sento di dire che - forse lei non l'ha detto in modo così chiaro nella risposta all'interpellanza - che a mio avviso è evidente che hanno passato il limite. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Voglio solo dire che l'unico modo in cui, secondo me, si possono evitare incidenti di questo genere, credo sia l'interesse tanto di Milano quanto di Torino, è che a partire dall'anno prossimo anche quella parte auto-gestita venga resa preventivamente a conoscenza delle due Città. Questo vuol dire - forse non l'ho detto chiaramente al termine dell'illustrazione - che l'anno prossimo quando penseremo, per esempio, al caso Mirandola, preventivamente sentiremo i Colleghi di Milano, ai quali diremo: "Noi abbiamo questa esigenza, la volete condividere o volete che la rappresentiamo da soli?". Questo credo che sia l'unico modo per cercare di evitare che fatti come questi abbiano a ripetersi. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |