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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202660/002, presentata dai Consiglieri Centillo, Cassiani, Levi, Nomis e Onofri in data 24 maggio 2012, avente per oggetto: \"Convivenze stabili tra persone omosessuali\". della proposta di mozione n. mecc. 201202504/002, presentata Consiglieri Sbriglio, Centillo, Onofri e Nomis in data 17 maggio 2012, avente per oggetto: \"Cerimonie simboliche tra persone dello stesso sesso\". e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201203259/002, presentata dai Consiglieri Viale, Onofri, Grimaldi e Centillo in data 20 giugno 2012, avente per oggetto: \"Matrimonio civile tra persone dello stesso sesso\". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Alla proposta di mozione n. mecc. 201202504/002 sono stati presentati 4 emendamenti e 5 subemendamenti all'emendamento n. 4. Sono state dibattute tutte in Commissione Diritti e Pari Opportunità. Il dibattito è congiunto, a parte l'ultima proposta, che è stata presentata ex articolo 35 e 48 del Regolamento del Consiglio Comunale. La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Non mi dilungo sul dibattito relativo alla mozione di cui sono primo firmatario, perché è stata già ampiamente discussa in Commissione. Chiaramente, il segnale da dare con forza è quello di ritenere Torino laboratorio, quindi una Città che vuole dare dei segnali forti. Questo tema è stato condiviso da tutte le associazioni, devo ringraziare il Presidente Levi per il lavoro che è stato fatto in Commissione. Da questo lavoro sicuramente è emerso un dibattito importante, che può far diventare Torino capitale dei diritti. Quindi, auspico che questa proposta di mozione passi con il più ampio consenso e sia un elemento che guarda al futuro e unisca su questi temi, perché credo che ce ne sia bisogno e credo che Torino possa essere di esempio. Io, naturalmente, ho presentato questo documento volutamente succinto, per fare in modo che il contributo su questo atto fosse il più ampio possibile e, difatti, così è stato. A seguito dei dibattiti in Commissione, tutti si sono adoperati affinché nascesse un documento che, oltre a guardare al futuro, garantisse il più ampio consenso. Presidente, sull'ordine dei lavori, chiedo che gli emendamenti presentati dal Presidente Levi-Montalcini, frutto del lavoro di Commissione, siano assunti direttamente nel provvedimento; poi, eventualmente, li analizzeremo nel merito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'unica cosa che le chiedo è se i 5 subemendamenti presentati sono condizionati agli emendamenti, perché se fosse così, coordinarli insieme sarebbe forse un po' più complicato. SBRIGLIO Giuseppe Era solo per non creare confusione nel dibattito relativo a questo documento, che è già stato ampiamente dibattuto in Commissione. Quindi, credo che Torino possa essere all'avanguardia. Il fatto di poter creare uno strumento nuovo nella nostra Città, che è relativo alle cerimonie simboliche, credo possa dare maggiore speranza e possa essere un elemento forte per le coppie dello stesso sesso che vogliono coronare il loro sogno in un'unione. Quindi, diventa un elemento importante per il futuro, sperando che il futuro possa riconoscere i diritti a tutte le persone che convivono stabilmente e hanno dei sentimenti forti. Credo che questo possa essere un elemento importante. Ritengo che questo documento non debba essere elemento di divisione, anzi di unione. Ringrazio i Colleghi del PD, che hanno sostenuto convintamente e prontamente il segnale che volevamo dare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Innanzitutto, una premessa doverosa. Il Gruppo del Partito Democratico, su questo argomento oggetto di discussione congiunta dei tre documenti, lascia libertà di voto ai propri Consiglieri, secondo le proprie personali sensibilità e attenzioni al tema. Quindi, intervengo in apertura di dibattito esponendo la mia posizione personale come Consigliere Comunale iscritto al PD, anticipando che ci siamo già occupati di questo tema, per chi aveva avuto la fortuna e il privilegio di essere in quest'Aula nel 2010. Nel giugno del 2010 affrontammo il tema in una lunga e ricca discussione, quando questa Città, ben prima di tante altre Città, di Milano e di altre realtà, che poi hanno seguito Torino sul piano della tutela e del riconoscimento dei diritti alle unioni omosessuali, approvando la deliberazione di iniziativa popolare che istituiva il registro delle unioni civili. La discussione, che sono andato a rileggere preparando questo intervento, fu molto ricca, che andò al cuore del problema e che già all'epoca indirizzò i Consiglieri, secondo le proprie personali sensibilità, ad approvare quella deliberazione, che istituì quel registro. Oggi, gli atti che abbiamo in esame sono tutti e tre molto importanti, perché evidentemente riportano all'attenzione del dibattito politico un tema di grande importanza, che credo debba essere, da questo punto di vista, trattato. I tre atti, per come li ho interpretati io, leggendoli e ascoltando l'illustrazione che hanno fatto i proponenti in Commissione, mi pare abbiano tre impostazioni diverse. Il primo è la proposta di ordine del giorno presentato dai Consiglieri del PD Centillo, Cassiani e Levi, che dal punto di vista politico riassumerei nell'affermazione che anche il Partito Democratico ha fatto propria l'esigenza inderogabile di garantire un quadro legislativo certo alle unioni civile tra persone dello stesso sesso, unioni basate su vincolo di natura affettiva. Oggi l'Italia sconta un gravissimo ritardo da questo punto di vista, un ritardo culturale e politico, di cui è colpevole innanzitutto la politica, per non aver saputo, o voluto, dare un quadro di certezza giuridica alle persone dello stesso sesso che convivono e che hanno convivenze stabili, basate su vincoli di natura affettiva. Questa certezza giuridica è quanto mai necessaria e auspichiamo che il prossimo Parlamento - questo, ci pare difficile sia in condizioni di farlo - possa inserire tra i temi prioritari dell'agenda politica (ovviamente, qualora il centrosinistra vincesse le elezioni politiche, sarà compito del Partito Democratico stimolare tutte le altre forze parlamentari), il tema di normare le unioni civili attraverso una legge quadro, dando pieno riconoscimento ai diritti e ai doveri reciproci tra le persone dello stesso sesso che convivono per vincoli di natura affettiva e trovino cittadinanza. Quindi, conseguentemente, annuncio il mio voto favorevole al documento presentato dai Consiglieri Centillo, Levi e Cassiani. Discorso diverso sull'altro ordine del giorno, il cui primo firmatario è il Consigliere Viale, che invece fa un'altra operazione politica, che è quella di stimolare - se ho capito bene, poi sarà il Collega Viale eventualmente a precisare - una omologazione tra l'attuale matrimonio codificato dal nostro Codice Civile, anche ai sensi dell'articolo 29 della Costituzione, e le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Personalmente, ritengo che questa posizione sia sicuramente legittima dal punto di vista politico e anche culturale. Ritengo, però, che la famiglia fondata sul matrimonio tra persone di genere diverso, ai sensi della nostra Costituzione Repubblicana e delle sentenze della Corte Costituzionale, sia un valore ancora da difendere. Ritengo che equiparare oggi le unioni civile tra persone dello stesso sesso in maniera analoga a un regime contrattuale di carattere matrimoniale, sia voler fare "un passo più lungo della gamba", anticipando un'evoluzione del quadro sociale e culturale in maniera eccessiva e di fatto rendendo paradossalmente più ostico il percorso che invece - ribadisco - deve portare all'istituzione di una nuova Legge sulle unioni civili, con una fattispecie differente dal matrimonio ai sensi del Codice Civile e della Costituzione repubblicana. Quindi, anticipo il mio voto contrario sul documento presentato dal Consigliere Viale. Voto contrario che sarà anche sul documento che ha come primo firmatario il Consigliere Sbriglio, perché in mancanza di una definizione del quadro normativo su un argomento così controverso, personalmente ritengo che sia inopportuno costituire, nelle sale auliche del Palazzo di Città, cerimonie che per la loro stessa natura hanno ancora una così forte valenza simbolica e una così forte divisione. Il Palazzo di Città è un luogo in cui tutti i cittadini, considerando le loro sensibilità, devono potersi riconoscere. Per cui, ritengo che l'approvazione di questa mozione, quindi la concessione di spazi aulici alle cerimonie simboliche (ancorché io ritenga utile - ci tengo a sottolinearlo - che da un punto di vista politico le organizzazioni pongano, con grande forza, il tema dell'esigenza di un riconoscimento delle unioni civili), non possa fare altro che incrementare quel livello di tensione che c'è su questo tema, producendo nocumento rispetto a un iter normativo che, invece, ritengo debba svolgersi nella piena e completa serenità. Per questa ragione, annuncio il mio voto contrario al documento che ha come primo firmatario il Consigliere Sbriglio. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia La proposta di ordine del giorno "Convivenze stabili tra persone omosessuali", di cui sono la prima firmataria, è stata presentata - così come la proposta "Cerimonie simboliche", presentata dal Consigliere Sbriglio - a ridosso della Giornata internazionale contro l'omofobia. In realtà, nel nostro Paese abbiamo potuto evidenziare con chiarezza che esiste una situazione di discriminazione pesantissima, forse oggi la più pesante che c'è sul tema dei diritti. Sulla situazione dei diritti nel nostro Paese si è fatta molta strada, ma sulla questione delle coppie omosessuali permane invece un ritardo gravissimo e molto pesante, anche rispetto alle indicazioni europee; non solo, ma anche rispetto alla composizione sociale della nostra popolazione, evidenziata dall'ISTAT, ci sono delle discriminazioni enormi che la legge ancora presenta. Ora, nella nostra Città - mi correggano sia l'Assessore Spinosa, sia il Vicepresidente Levi - negli anni si è fatto un grande lavoro per abbattere le barriere sui diritti presenti nei Regolamenti. Forse si potrebbe ancora fare qualcosa, anzi, ci possiamo lavorare per aggiornare eventualmente i Regolamenti, ma tutto ciò che si poteva fare a livello torinese, io credo sia stato fatto. Personalmente ho scelto di rivolgermi all'argomento "Convivenze stabili tra persone omosessuali", non nego che esiste un tema più ampio sulle unioni civili che mi piacerebbe comunque trattare, ma che per scelta, nonostante le sollecitazioni ricevute da alcune associazioni, abbiamo concordato di non accogliere. Credo però che su questo dovremo eventualmente approfondire. La proposta di ordine del giorno che richiamavo chiede al Parlamento di allineare l'Italia agli altri Paesi dell'Unione Europea, per promuovere uguali diritti e pari opportunità per le coppie omosessuali. La formulazione è volutamente generica, nell'auspicio che su un argomento come questo, indipendentemente dalla collocazione di partito, sia possibile trovare una sintesi e si sani una grossa discriminazione sul tema dei diritti e sulla vita delle persone. Quindi, auspico che su questo ordine del giorno ci possa essere la massima confluenza. Ho anche sottoscritto le altre due proposte, la proposta di mozione e la proposta di ordine del giorno del Consigliere Viale, perché personalmente ritengo che sul tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso sia necessario andare avanti. Quindi, personalmente non ho alcuna difficoltà ad apporre la mia firma su questi documenti e a fare una battaglia che vada nella direzione della piena equiparazione dei diritti tra persone omosessuali e persone eterosessuali, così come avviene in moltissimi Paesi dell'Europa e anche (mi pare lo richiami anche l'ordine del giorno del Consigliere Viale) negli Stati Uniti d'America. Ancora una parola sulla proposta di mozione primo firmatario Sbriglio. Questo documento, secondo me, non può essere considerato né una provocazione e neanche una fuga in avanti. Personalmente mi sono interrogata se firmarlo e perché firmarlo; ritengo, da persona che da anni si batte sul tema dei diritti e delle pari opportunità, che si debba avere il coraggio a volte di fare delle azioni positive. Quindi, è stato detto, mi pare dal mio Capogruppo, che questo è il Palazzo di tutti, in cui tutti si devono riconoscere nelle cose che succedono; però credo che questo sia anche il Palazzo del diritto e della non discriminazione: Quindi, pur in una situazione in cui la Città non può sostituirsi al Parlamento, se serve fare un atto forte per dimostrare che questa Amministrazione è dalla parte di chi è discriminato, io non ho problemi a farlo e non ho problemi a farlo nel modo più uguale possibile a quello che succede per le coppie eterosessuali. Per questo ho firmato il documento, lo voterò e mi auguro che possa essere quanto prima sanata questa situazione, che grava sulla pelle delle persone: abbiamo visto ancora qualche giorno fa un drammatico episodio che ha riguardato due donne con figli. Penso che abbiamo il dovere di mettere al centro le persone e i loro diritti, senza essere schierati su posizioni precostituite. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricordo i tempi: cinque minuti per un presentatore per ogni documento e tre minuti agli altri Consiglieri. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Credo che la mia posizione possa essere condivisa anche dai Colleghi del mio Gruppo; è semplice, non per contraddire - ma di fatto, mi trovo a farlo - il Consigliere Centillo che parte da una visione che non è precostituita, ma è una visione culturale e spirituale della vita e del mondo. È ovvio che, con tutto il rispetto verso le dimensioni private ed affettive di ciascuno (questa non è una premessa di rito, è una premessa convinta e che ha il suo peso), però chiaramente per chi crede in una famiglia naturale fondata sul matrimonio o comunque fondata su un diritto naturale, il fatto di parificare con istituti analoghi invece un unione di persone dello stesso sesso non è semplicemente accettabile da un punto di vista politico e giuridico, ma senza alcuna animosità, cioè con la massima serenità. Voglio ancora sprecare una parola per ognuno di questi atti di indirizzo, perché diciamo che, anche un po' da appassionato della politica in generale, manifestano 3 aspetti, 3 facce e 3 visioni diverse, che, a mio modo di vedere, sottolineano una certa confusione o una pluralità di visioni - se la vogliamo mettere in altri termini - anche tipica dell'area di centrosinistra, perché provengono tutte da lì. Innanzitutto, partendo da quella del Partito Democratico (con il Consigliere Centillo come primo firmatario), vi è la fumosità e la genericità dell'impegnativa, perché si dice che si allinea l'Italia agli altri Paesi dell'Unione Europea nel promuovere uguali diritti, ma oggettivamente ogni Paese europeo ha scelto una sua via, con delle soluzioni anche giuridicamente diverse. Sinceramente, a me sembra anche difficilmente accoglibile nella misura in cui il destinatario di una proposta di ordine del giorno, cioè il Parlamento, non capisce esattamente a che cosa venga sollecitato. Passando, invece, alla proposta di mozione del Consigliere Sbriglio, "Cerimonie simboliche tra persone dello stesso sesso", voglio solo rilevare che il precedente che è stato ricordato, cioè il registro delle unioni civili che era stato dipinto come una conquista epocale, fino ad oggi ha portato in tutta Italia - dove sono stati fatti - meno di 300 richieste di iscrizione e a Torino, qualche mese fa (dunque dopo un anno a mezzo dall'entrata in vigore), se non sbaglio erano una cinquantina. Quindi, o non c'era questa pressione culturale preponderante nel chiedere questo riconoscimento, o, evidentemente, qualcosa non è andato per il verso giusto. Quindi, sinceramente ritengo che delle proposte che vadano solo ad impattare sull'aspetto estetico, provocatorio e mediatico non credo che portino a dei passi avanti anche in questa causa che non condivido, ma che rispetto. Vorrei ricordare che, quando c'è stato il matrimonio simbolico - chiamiamolo così - officiato da Chiamparino, in Parlamento si discuteva normativamente dei PACS e, adesso, con un Governo di larghe intese non si è più parlato dei PACS, quindi non credo che sia servito. Per concludere, chiedo solo una cosa con la massima serenità al Consigliere Viale: se lui chiede di modificare il quadro normativo fino ad arrivare a parlare di matrimonio omosessuale o di adozione, parli di quadro costituzionale, perché si tratta di questo. Per andare ad istituire degli istituti di diritto pubblico che sono completamente impediti dall'attuale conformazione del testo costituzionale, tutto è permesso e c'è il massimo rispetto anche per le proposte più rivoluzionarie, ma abbia il coraggio non solo di lanciare il sasso e di nascondere la mano, perché, se è quella che desidera, si tratta di una riforma costituzionale. In conclusione mi limito a dire che, verosimilmente, non farà un bene a questa causa, perché dimostrerà che, in realtà, nel partito in cui è, seppur da indipendente, su tesi così estreme e radicali si ritroverà molto isolato. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Vorrei rassicurare il Consigliere Marrone sul fatto che mi troverò isolato, però durante l'ultimo pride non ero presente, in quanto ero impegnato altrove, sui carri a sposare, ma vedo molti Consiglieri che si sono offerti di farlo. Credo che, oggi, questo Consiglio Comunale abbia un'occasione storica, che è quella di pronunciarsi ed affrontare, per la prima volta, il tema dei matrimoni omosessuali. Non a caso, la città di Torino sui temi dei diritti civili è sempre stata un passo avanti rispetto alle altre città. Non mi spavento del risultato e non mi spavento di quelle che sono le conseguenze o le iscrizioni, perché sul tema dei diritti non è il numero che conta, ma è la difesa dei diritti individuali. Il primo principio, che è quello della proposta di ordine del giorno presentata dai Consiglieri Centillo, Cassiani e Levi, è: "Promuovere uguali diritti e pari opportunità per le coppie omosessuali"; in senso esteso questo vuol dire anche il matrimonio, perché rientra nei pari diritti e pari opportunità. Per un omosessuale o per una donna omosessuale avere pari diritti vuol dire potersi sposare, separare, divorziare, sbagliare strada e sbagliare partner, esattamente come per le coppie eterosessuali. Negli anni Sessanta, in questa città si cominciò a parlare di divorzio. All'epoca, quando si parlava di divorzio e repubblicani, liberali e radicali erano abbastanza vicini, una proposta di mediazione era quella di dire: "Non parliamo di divorzio subito, proponiamo una legge del divorzio per chi si sposa civilmente e non per i matrimoni religiosi"; in quel periodo i matrimoni civili erano l'1,5% dei matrimoni e uno poteva dire: "Ma sì, facciamolo - infatti, la tesi era questa del gradualismo -, visto che tanto sono quasi nessuno"; per fortuna passò un'altra linea, quella del divorzio. In questo Consiglio Comunale, 50 anni fa, voi dall'altra parte avreste detto le stesse cose sul divorzio e sulla famiglia naturale (cioè che avrebbero portato allo sfascio della famiglia) ed oggi, cinquant'anni dopo, nessuno affronta questo argomento; per fortuna, si affrontò in quei termini e, paradossalmente, oggi i matrimoni civili stanno per superare - se non lo hanno già fatto - i matrimoni religiosi. Questo per dire che questa proposta di ordine del giorno guarda al futuro ed invita il Parlamento ad adeguare la legislazione italiana, che non è costituzionale, in quanto - ma qui non voglio correggere le convinzioni dei Colleghi - la Costituzione non parla in alcun punto di uomini e donne. Per quanto riguarda il dibattito, la vulgata maggiore è quella che la famiglia naturale è costituita da uomo e donna, perché nella Bibbia sono citati Adamo ed Eva; è una fonte sicuramente rispettabile per chi ci crede, ma non lo è in assoluto. La famiglia naturale vuol dire tantissime cose e la storia dell'umanità è piena di società poligame e di altro tipo con varie situazioni, soprattutto in quelle primitive (quelle pre-Bibbia e pre-situazioni cristiane). Non voglio impelagarmi in discussioni, ma vado velocemente alla conclusione per dire che, quando si parla di matrimoni omosessuali, si riconosce un diritto e non si fa proselitismo. Il matrimonio omosessuale non è un diritto per me o per qualcheduno, è un diritto per tutti nel momento in cui vi è una richiesta di poter dividere con una persona dello stesso sesso la propria vita, magari per un certo periodo, e si ha il diritto di avere la pari dignità ed i pari diritti degli altri. Questa posizione è troppo avanzata? Per molti di voi forse sì. Sono certo che tra 20 o 30 anni non sarà così, perché già oggi a me non piace dire: "L'Europa dice"; oggi una decina di Paesi europei prevede il matrimonio omosessuale e un'altra decina prevede formule molto simili, ma non lo sono. Proprio in questi giorni, in Francia il Ministro della Giustizia ha reso pubblico il testo di legge che prevede matrimoni ed adozioni per le coppie omosessuali. In America, che è sempre un punto di riferimento liberale - spesso più per la destra che per la sinistra per tanti aspetti -, Obama ha detto parlato dei matrimoni gay (nonostante il fatto che gli Stati americani che oggi prevedono il matrimonio gay siano 4 o 5, quindi non tantissimi), mentre Romney ha subito detto di no al matrimonio gay, ma ha pronunciato una bestemmia per questo Paese, cioè ha detto sì alle adozioni per le coppie gay. Il tempo sta terminando e non posso entrare nei particolari tra l'una e l'altra questione, cioè matrimonio gay e adozione. Semplicemente, dichiaro che saluterò positivamente il risultato di oggi in questo Consiglio Comunale, qualunque esso sia, perché la cosa peggiore in questo Paese è non discutere dei problemi, considerarli un tabù o considerarli risolti per la storia e per i secoli a venire. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Viale, il tempo a sua disposizione sta per terminare. VIALE Silvio Credo che, se oggi verranno approvati questi provvedimenti, sarà un passo avanti, qualunque sia il numero. Se non passeranno, sarà comunque un passo avanti, perché questo Consiglio Comunale ha avuto il coraggio di discutere - ed è uno tra i primi in Italia - la questione del matrimonio gay e di non fermarsi a dei surrogati ad uno stadio inferiore per opportunismo o per scelta politica. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Intervengo anch'io su questo tema, riprendendo quello che ha detto il Consigliere Marrone. Anch'io interverrò velocemente rispetto ai 3 atti. Innanzitutto, vi è la preoccupazione che si usi uno strumento non adeguato per trattare un problema così importante e questa è la prima percezione che ho. È chiaro che se la prima proposta di ordine del giorno sembra quella più importante, cioè quella che dice: "Chiediamo al Parlamento di legiferare", ho paura - e lo dico ai Consiglieri del PD che, invece, voteranno a favore - che sia un po' un cavallo di Troia, cioè la possibilità di iniziare un percorso che, poi, porterà ad un riconoscimento. Perché, se non fosse un problema legato a quello che noi vogliamo discutere qui oggi… di fatto noi vogliamo discutere della possibilità di dare una chance di riconoscimento di diritti. Il riconoscimento dei diritti si può fare tranquillamente attraverso una riforma del Codice Civile, non c'è bisogno di scomodare la Costituzione e, nello stesso tempo, da quando in questa Città, che è all'avanguardia (ma non è detto che essere all'avanguardia su tutto sia un pregio, oggi in Aula abbiamo visto punti su cui eravamo all'avanguardia non fare un'ottima figura), abbiamo fatto il registro delle unioni civili - lo preciso solo a correzione - i casi, da quando è stato istituito ad oggi, sono stati 148; di questi 148 solo il 30% è stato utilizzato da persone dello stesso sesso e questo vuol dire che non c'è una grande necessità di questo strumento. Nello stesso tempo - parlo personalmente -, il tema dell'adozione, almeno finché sarò in quest'Aula, vedrà la mia contrarietà. Ci sono molte famiglie, formate da un uomo ed una donna, che non possono avere figli e che sono disposti ad adottare dei bambini e, in questo momento, non si riesce a fare, se non a livello di diritto internazionale, con bambini che arrivano da altri Stati. Quindi, da questo punto di vista, mi pare che sia il secondo che il terzo atto siano provocatori; nel momento in cui si vuole utilizzare un simbolo così importante per essere provocatori, non penso che si faccia un favore a chi, invece, chiede di avere dei diritti. Secondo me sul tema dei diritti è necessario aprire un ragionamento, su questo non vi è alcun dubbio, ma non possiamo parificare le stesse cose. Non so che idea di diritto naturale abbia il Consigliere Viale, comunque non si possono parificare due cose che sono diverse. Il matrimonio è un atto giuridico previsto dalla Costituzione dove un uomo ed una donna si prendono delle responsabilità precise di fronte allo Stato italiano; mi pare che si incentivi una non responsabilizzazione della nostra società - e già ve n'è troppa - trovando delle formule per le quali questo rapporto può finire attraverso una raccomandata. Concludo il mio intervento, Presidente, così non rubo minuti all'Aula. Devo dire la verità, sono veramente fiero ed onorato di far parte di un Gruppo e di un Partito, il PdL, che su un tema come questo non ha neanche il problema di porre l'obiezione di coscienza, perché tutti la pensiamo nello stesso modo; per me questo è un conforto nell'attività politica. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Credo che il Comune abbia già dimostrato la manifestazione di interesse con l'istituzione del registro, avvenuta nella scorsa tornata amministrativa. Non penso che ci debbano essere nuove dimostrazioni o l'istituzione di nuove simbologie, che reputo inutili e provocatorie, così come le ha definite prima il Consigliere Magliano. Auguro ai Consiglieri Centillo, Cassiani, Levi, Sbriglio, Onofri, Viale e Grimaldi, che sono i presentatori degli atti che stiamo discutendo, di essere eletti in Parlamento e di occuparsi di questi temi nelle opportune sedi legislative. Siamo Consiglieri Comunali, non parlamentari, e ad ogni sede compete il proprio dibattito. Proprio per questo motivo, esprimo il mio voto negativo relativamente a tutti e 3 gli atti, perché non reputo opportuno un dibattito in questa sede, dove non possiamo fare nulla a livello legislativo. Quindi, il mio voto sarà negativo per quanto riguarda i 3 provvedimenti in discussione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Devo dire la verità, credo che spesso si dica, in qualche modo, che il Consiglio Comunale ha fatto tutto quanto era possibile per far sì che in questa città non vi fossero discriminazioni fra coppie sposate e coppie in qualche modo conviventi, anche dello stesso sesso; devo anche dire che io non mi sento appagato, credo che non si senta appagata la mia parte politica e che non si sentano appagate le tante persone che, ancora oggi, chiedono in questa città dei diritti uguali. Io ho potuto sposarmi perché amo una donna, ma ci sono centinaia e centinaia di persone che, oggi, vorrebbero andare oltre il riconoscimento civile che gli abbiamo dato, anche grazie al nostro Regolamento. Dico sinceramente che durante l'iniziativa "It's wedding time", lanciata da Quore a questo ultimo pride (tra l'altro, non si è trattato di un gay pride, ma di un pride vero dell'amore e, in qualche modo, ha cambiato anche lo scenario politico dei pride in tutta Italia), ho messo volentieri giacca e cravatta perché pensavo che, in qualche modo, si dovesse un po' uscire dal fenomeno pittoresco e folkloristico che si dà a questo tipo di manifestazione. Lo dico perché le persone che si sono presentate lì vorrebbero che, intanto, lo Stato riconoscesse loro gli stessi diritti riconosciuti alle coppie eterosessuali; non credo che vogliano molto di più di quello che dice il Codice Civile, cioè che: "Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia". Sì, i coniugi devono concordare l'indirizzo concordato e, sì - lo dico ai Consiglieri Marrone e Magliano -, ci sono anche i doveri verso i figli nel matrimonio civile. Ma che cosa si dice? Si dice che: "Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli". Tutto questo come se in Italia non fosse già così, come se non ci fossero cittadini omosessuali che hanno figli (perché esistono questi casi) e come se questo obbligo civile non lo rispettassero già davanti alla Legge. Quando diciamo che è bene che la Città apra i suoi luoghi, io l'ho detto che all'inizio ho avuto dei dubbi, perché, come alcuni Consiglieri, non avrei voluto che, in qualche modo, fosse un intento folkloristico per dire che quello che non è possibile oggi lo rendiamo possibile per finta. Lo dico sinceramente: se c'è un rappresentante civile in veste ufficiale della nostra Amministrazione che ha voglia di leggere il senso della Costituzione e dire che quelle persone davanti alla Legge non saranno discriminate per la loro unione, credo che questo rappresenti un passo avanti. Inoltre, se questa Città vuole dire che ha fatto tutto quello che era necessario, ma chiede al Parlamento di legiferare in tal senso, credo che faremo un altro passo avanti. Infine, se, in qualche modo, ci diremo che tutto quello che abbiamo fatto non è stato possibile, non è stato abbastanza, credo che semplicemente staremo rispettando quello che è il nostro mandato, cioè rimuovere ogni ostacolo di ordine e grado perché le persone, davanti alla Legge, si sentano uguali. Credo che quelle persone ci richiedano questo da anni ed è un'anomalia italiana che, spesso, è legata ad altri scenari culturali. C'è chi teme che questo sia un cavallo di Troia, lo ha detto semplicemente ed anche onestamente; non ho alcun timore di dire che non solo sono per il riconoscimento delle coppie di fatto e dei PACS, ma sono favorevole anche ai matrimoni omosessuali e all'adozione. Lo dico semplicemente, non guardate schifati come se fosse un abominio; per voi è un abominio, mentre per me è un abominio che a quelle coppie di fatto non vengano riconosciuti gli stessi diritti. Ma non è questo il punto. Le battaglie culturali si fanno in un Paese in cui le cose già succedono. Le battaglie culturali si fanno e non si fanno una volta per tutte, perché quando noi riconosciamo che non ci devono essere discriminazioni, poi scopriamo, in questo Paese ancora molto omofobo, che le discriminazioni esistono, che le persone vengono picchiate e che le persone non possono neanche baciarsi in pubblico. Diciamo il vero punto di fondo: finché ci saranno questo tipo di discriminazioni e questi pregiudizi, esisteranno anche il razzismo, l'omofobia e la discriminazione di persone dello stesso sesso che vogliono semplicemente amarsi e dire (come succede 3 volte a settimana in questo Comune) che vogliono amarsi, volersi bene, rispettarsi e, magari, custodire il loro amore anche davanti alla Legge. LEVI Marta (Vicepresidente) Siccome ci sono ancora molte persone iscritte a parlare, ricordo che è necessario rispettare i tempi; un Consigliere per Gruppo ha a disposizione 5 minuti, gli altri Consiglieri hanno a disposizione 3 minuti. La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica È sempre un po' difficile intervenire dopo il Consigliere Grimaldi, perché stimola tantissimi pensieri e congiunzioni e 3 minuti forse sono un po' pochi, ma rispetterò l'indicazione del Presidente. Faccio subito la dichiarazione di voto, così non la dimentico: voterò a favore della proposta ordine del giorno presentata dai Consiglieri Centillo, Cassiani e Levi sulle convivenze stabili tra persone omosessuali, perché mi sembra coerente con quanto io stessa ho votato nella scorsa tornata amministrativa per quanto riguarda l'istituzione del registro, che non ha avuto un grande successo, ma è stato letto come l'inizio di un percorso e come una provocazione per attivare un percorso. Io stessa mi sono stupita, perché c'è stato un grande dibattito all'epoca e, adesso, mi sembra che siamo un po' più sullo sterile; forse ci siamo un po' stancati: quel registro, che ci sembrava fosse la chiave che apriva le porte a tante persone di uguale sesso per entrare a pieno diritto nella società torinese, poi non è stato più appetibile, perché dava troppo poco. In realtà, dava quello che la Città dà a tutti ed è chiaro, però, che non dava un riconoscimento di diritti di altro genere che la Città non può assolutamente dare. Quindi, credo che l'invito al Parlamento perché si legiferi in quella direzione sia anche quanto ha chiesto il presidente dell'associazione Equality, non più tardi di un mese fa; andiamo per tappe, andiamo per passi, il che non vuol dire smettere di combattere in modo serio, accanito e permanente contro l'omofobia, perché sono 2 cose diverse. Mi dispiace sempre quando si cerca di insinuare che non consentendo percorsi di diritti uguali per quanto riguarda le unioni o i matrimoni tra persone dello stesso genere si cada subito nel concetto dell'omofobia; sono 2 cose completamente diverse. La lotta contro l'omofobia è importantissima e sacrosanta e deve essere combattuta da tutti; il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso credo che, ancora oggi, richieda un momento di riflessione su quello che è il significato del matrimonio. Un conto è il riconoscimento di diritti, non certo di affettività, ma di diritti materiali e cogenti, perché l'affettività non va legittimata da alcuno, va semplicemente preso atto che esiste, così come esiste chi fa volontariato e così come esistono gli uomini e le donne, fa parte della natura. Non tocca a noi riconoscerne l'esistenza, ma tocca agli amministratori locali e nazionali creare dei percorsi affinché possano essere goduti determinati diritti economici e civili. Questo è il ragionamento fatto seriamente con le associazioni. Quindi, in questa direzione io credo… non tanto perché il Partito a cui sono iscritta consente libertà di voto, perché, anche se non l'avesse consentita, io queste cose le ho dette prima e le continuerei a ripetere. È diversa la proposta di mozione riguardante le cerimonie simboliche, perché la intendo come una provocazione inutile, non produttiva. Perché forzare, quando si cerca, invece, di avvicinarsi… non lentamente e neanche avvicinarsi agli altri Paesi, perché la Francia sta concedendo nei suoi provvedimenti attuali, seppure Hollande non sia Sarkozy, l'adozione di bambini, ma credo che sia molto importante dibattere ancora sotto questo aspetto. Ho sforato i 3 minuti a mia disposizione, però sottolineo che mi piacerebbe che in Commissione riaffrontassimo seriamente il problema, non per il fatto che uno è cattolico e quindi ci sono delle reminiscenze o ci sono dei retropensieri, ma per chiedersi che cosa vuol dire veramente il termine matrimonio, patrimonio, maternità, che non è un diritto e non sarà mai un diritto per nessuno, né per le coppie etero, né per le coppie omo. Quindi, per quanto riguarda gli altri provvedimenti il mio voto sarà contrario. LEVI Marta (Vicepresidente) Ringrazio il Consigliere Genisio soprattutto per lo sforzo quasi riuscito di stare nei tempi. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Non per smentire il Consigliere Genisio, ma anche il nostro Gruppo ha delle visioni che sono totalmente personali. Infatti, anch'io parlo, come ha fatto prima il Capogruppo Lo Russo, a titolo personale e chi avrà altre opinioni potrà esprimerle senza problemi, perché noi non giudichiamo nessuno. Circa 2 anni fa (forse, un po' di più) è stato istituito il registro delle coppie di fatto e, ad oggi, sono 41 le unioni omosessuali. Su più di 100 settimane non credo, Consigliere Grimaldi, che tutti i sabati si vedano più persone che vanno a firmare questo registro (giusto per dare i dati). Quindi, non mi sembra che in questa città si senta la necessità ed il fervore per andare a chiedere questo tipo di cosa, anche perché, altrimenti, anziché essere 41 sarebbero 410. Detto questo, tendenzialmente credo che quello che succede in Europa sia un problema dell'Europa; noi siamo a casa nostra e abbiamo così tanti problemi qui da non dover guardare altrove, soprattutto sui temi che sono strettamente personali e che riguardano la nostra legislatura. Aggiungo anche che il discorso (qualcuno lo definisce problema, qualcun altro non so bene come lo definisca) è che comunque le coppie omosessuali ci sono. Quelle che conosco io non hanno paura, come diceva qualcuno prima, di baciarsi in pubblico o, comunque, non hanno questi timori; queste sono soltanto forzature di alcune forze politiche per tenersi vicina una determinata parte di cittadinanza, ma io non li considero diversi (e prima ho visto qualcuno annuire al termine "diversi"), perché per me sono esattamente persone come le altre. Ed è per questo motivo che non vedo alcun limite a cercare di capire quella che potrebbe essere un'unione, una convivenza stabile; andare a promuovere uguali diritti e pari opportunità per le coppie omosessuali ritengo che sia una cosa di buonsenso e che non ci sia niente di male ad andarlo a pensare. Annuncio che per quanto riguarda la proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202660/002 il mio voto sarà un'astensione, perché ovviamente si poteva arricchire e si poteva anche andare a parlare, magari, di tutte quelle famiglie che stabilmente sono un uomo e quattro donne e che, però, non possono essere formalizzate. Bisognerebbe entrare nel dettaglio ed andare a scorporare tutte quelle che sono le varie situazioni, perché, adesso, andiamo ad analizzare una situazione nello specifico, ma bisognerebbe andare a legiferare in maniera un po'… - ho 5 minuti a disposizione, Vicepresidente - e ad analizzare più a fondo il tema. Ben diverso è il discorso relativo agli altri 2 provvedimenti. Per quanto riguarda la proposta di mozione, dato che non esiste una Legge che consente quei matrimoni, simbolicamente noi che cosa dovremmo andare a fare? Simbolicamente potrei unire i miei 2 pesci rossi in una sala del Comune, ovviamente in maniera assolutamente simbolica, andando a denigrare quello che è il significato della sala aulica. Quindi, ritengo assolutamente inopportuno concedere una sala - esattamente come non viene concessa per determinati tipi di eventi che non sono istituzionali - per un qualcosa che, ad oggi, non ha ancora niente di istituzionale. Quando si porrà la questione torneremo a discuterne e, quindi, il mio voto per quanto riguarda la proposta di mozione presentata dal Consigliere Sbriglio sarà assolutamente negativo. Mentre la proposta di ordine del giorno avente per oggetto: "Matrimonio civile tra persone dello stesso sesso" mi ha incuriosito, perché andiamo a parlare di Stati Uniti e di Europa, ma anche in questo caso dobbiamo pensare ai nostri problemi e, in questo momento, non credo che ci debba interessare che cosa succede nel resto del mondo. Una volta che il Parlamento si impegnerà a parlare di PACS, di convivenze riconosciute o quant'altro (come è già successo una volta, visto che li ha già bocciati), avremo fatto il nostro lavoro di Consiglieri Comunali, perché avremo dato un invito. Ad oggi, soprattutto in assenza di una legislazione, sono assolutamente contrario a modificare il quadro legislativo per introdurre la possibilità di adozione da parte di coppie omosessuali stabili, anche perché andremmo a votare una proposta di ordine del giorno che prevede l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali stabili quando non esiste ancora una normativa per dire che queste coppie omosessuali stabili hanno determinati tipi di coperture. Ritengo quindi che non sia assolutamente opportuno votare un atto di questo tipo e, di conseguenza, il mio voto sarà contrario. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Levi. LEVI Marta Nel preannunciare che, personalmente, voterò a favore di tutti e 3 i documenti che stiamo discutendo, dico che in Italia non sono riconosciute le unioni tra persone dello stesso sesso; ci sono coppie omosessuali, ci sono famiglie omosessuali, ci sono bambini all'interno di queste famiglie omosessuali e la Legge e lo Stato non le riconoscono, per lo Stato non esistono. Credo che oggi ci sia un'inaccettabile discriminazione delle persone omosessuali nel nostro Paese. Queste sono persone - non sono pesci rossi - che chiedono che la loro unione venga riconosciuta dalla società e che chiedono di essere riconosciuti dallo Stato e dalla società, come sono riconosciute le altre unioni e le altre persone. Al mio Capogruppo e, in particolare, ai Consiglieri del mio Partito che differenzieranno il loro voto rispetto ai 3 documenti voglio dire, secondo me, che significato ha la proposta di mozione presentata dal Consigliere Sbriglio. Credo che questa proposta di mozione mostri, con un atto concreto, la vicinanza della Città ai nostri concittadini omosessuali e credo che questo sia un dato importante. In secondo luogo, credo che lanci un appello forte al Parlamento affinché venga finalmente fatta una Legge; è un appello più forte di quello che può rappresentare la proposta di ordine del giorno presentata dal Consigliere Centillo, che, peraltro, ho anche firmato. Come diceva giustamente il Consigliere Ricca (o, forse, il Consigliere Scanderebech) noi non siamo l'Assemblea legislativa, non siamo noi che possiamo legiferare, ma credo che in particolare dai Comuni e dagli Enti Locali (che sono gli Enti più vicini ai cittadini, alle loro istanze e ai problemi che pongono) il grido debba essere il più forte possibile nei confronti del Parlamento. La proposta di mozione del Consigliere Sbriglio, per quanto possa sembrare provocatoria per alcuni aspetti, ha in sé questo valore: lanciare, come Città, un appello ed un grido forte al Parlamento perché venga messa fine ad una discriminazione che, non ricordo chi lo diceva prima, forse è la più grande nei confronti delle persone che ancora esiste nel nostro Paese. Credo che sarà utile, anzi credo che sarà necessario continuare ad assumere atti, ad assumere posizioni e anche a fare gesti dimostrativi fino a che finalmente non verrà approvata una Legge dal Parlamento. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Mi stupisce sempre la difficoltà che ha la politica italiana nel parlare di questi temi e nel prendere una posizione chiara e, in particolare, progressista, per i Partiti che si dicono progressisti. Voteremo favorevolmente, senza dubbio, a tutti e 3 i documenti, anche a quello relativo alle cerimonie simboliche, che può sembrare un approccio un po' sminuente, ma lo prendiamo come un primo passo verso un pieno riconoscimento dei diritti. Questo perché la direzione in cui vanno questi documenti è semplicemente il riconoscimento di diritti che, tra l'altro, riguardano una parte significativa della popolazione (perché, anche solo in questo momento, in questa Sala statisticamente ci sono almeno 2 o 3 persone omosessuali) e riguardano diritti per cui l'Italia, anche a livello internazionale, è stata condannata più volte per il loro mancato riconoscimento; riguardano diritti per cui c'è molta attesa. Il fatto che il registro delle unioni civili non abbia avuto un grande successo quantitativo è legato esclusivamente al fatto che si tratta di un'operazione di superficie, alla quale non sono ancora stati associati dei veri diritti. Per cui, se ci fossero dei veri diritti concreti, associati al registro delle unioni civili, anche questo registro avrebbe molto più successo. Soprattutto, è una mancanza di riconoscimento di diritti che provoca dolore e sofferenza nelle persone e mi stupisce che questo sia uscito fuori molto poco in questo dibattito, solo qualcuno l'ha menzionato. Qui non stiamo parlando di grandi principi filosofici o di visioni generali del mondo, ma stiamo parlando di vite concrete di persone, a cui questa situazione provoca difficoltà concrete e provoca anche una sofferenza e un dolore, spesso molto significativi. Dato che le vie per la felicità sono molto diverse a seconda delle persone, credo che lo Stato abbia il dovere di permettere ad ogni persona di vivere liberamente e nel modo che preferisce e di non frapporre ostacoli alla sua piena realizzazione. Credo che questa sia la parte della Costituzione che, forse, dovremmo tenere a mente nel momento in cui votiamo queste proposte di mozione. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Intervengo per una breve dichiarazione di voto per dichiarare il mio sostegno e il mio voto favorevole alla prima proposta di ordine del giorno, in maniera convinta. Penso che le Istituzioni e chi rappresenta i cittadini nelle Istituzioni debbano battersi sempre affinché vengano promossi uguali diritti e pari opportunità per tutte le persone e quindi, a maggior ragione, per chi oggi non vive in quelle condizioni. Io lo faccio in maniera convinta, perché applico, sul tema dei diritti, un procedimento elementare: se toccasse a me? Se si trattasse di mio figlio o di mia sorella? Bene, io per loro mi batterei come un leone per veder riconosciuti gli stessi diritti che vengono riconosciuti a me e quindi, a maggior ragione, lo faccio per gli altri. Credo che questo debba prescindere rispetto alle scelte che facciamo ciascuno di noi, rispetto alla visione che abbiamo della vita e della nostra fede, anzi proprio in virtù della nostra fede. In virtù della mia fede, mi viene da chiedere che questa proposta di ordine del giorno venga approvata con il più largo consenso possibile, perché non possiamo dividerci quando si tratta di riconoscere diritti. Mentre voterò in maniera contraria sugli altri due atti, proprio perché tendono a dividere, a provocare e a non affrontare il problema dalla parte dei diritti, ma dalla parte delle bandiere. Credo che non ci sia bisogno di gesti simbolici, ma ci sia bisogno di gesti concreti e di impegno diretto, perché i diritti vengano riconosciuti. Quindi, credo che ci sia bisogno di qualcosa di più. A me non interessa ostentare delle bandiere; a me interessa perseguire dei diritti e vederli riconosciuti. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Nomis. NOMIS Fosca Intervengo per una rapida dichiarazione di voto. Vorrei dichiarare il mio voto favorevole a tutti e tre gli atti che sono stati presentati in Aula. Penso che sia un segnale importante quello che diamo sia con questo dibattito sia con la scelta di votare questi atti. È un segnale ulteriore che Torino è una città attenta ai diritti e ai diritti di tutti; attenta ad accogliere e attenta a riconoscere quello che auspico possa essere riconosciuto a livello nazionale, cioè consentire a tutti di potersi sposare e di potersi costruire una famiglia. Una famiglia forse diversa, ma il mondo cambia, la società cambia e la società è cambiata sicuramente più in fretta di quanto noi, forse, non siamo in grado di capire, accogliere e anche normare, il che vuol dire anche tutelare determinate situazioni. Quindi, ringrazio chi ha fatto il lavoro anche di presentare questi atti. Penso che questo sia un segnale importante, perché dà una possibilità a qualcuno e penso che non tolga proprio niente a nessuno. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Credo che dagli interventi che sono stati fatti quest'oggi si evinca come ci sia una gran confusione, soprattutto tra i banchi della maggioranza. Anche se la dichiarazione del Capogruppo Lo Russo lasciava libertà di coscienza e libertà di espressione ai Colleghi Consiglieri, in realtà le dichiarazioni che sono state fatte dimostrano la gran confusione che c'è su questi argomenti. La stessa presentazione dei tre provvedimenti, che dovremmo andare a votare, lo dimostra, sia nel metodo che nel merito. Io dico che, appartenendo al Gruppo del PdL, come hanno detto i Consiglieri Marrone e Magliano, la nostra posizione è chiara: noi non permettiamo e non consentiremo di equiparare la posizione della famiglia naturale, quella fondata sul matrimonio, alle unioni civili omosessuali. La nostra posizione è chiara e decisa. Rispetto a tutti e tre i documenti che dovremmo andare a votare, noi ci esprimeremo con un voto contrario. Anche la seconda proposta di ordine del giorno più che una provocazione mi sembra quasi un'offesa verso coloro che vorrebbero veder riconosciuto un diritto e che, secondo quanto espresso nel documento, dovrebbero accontentarsi di un locale aulico o di una fascia tricolore. Non credo siano questi i punti che devono essere affrontati. Però, non vorrei neanche che quelli che sono un po' dei desideri privati trovassero, poi, un loro fondamento nel diritto pubblico. Quindi, ribadisco la nostra contrarietà a questi tre documenti. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Non esiste un centrodestra omofobo e un centrosinistra omofilo; io credo che esista un'attitudine della società a recepire certe cose, ma tutto quello che è avanguardia - così come dice il centrosinistra -, nella città di Torino, che non è in sintonia e non è un'attitudine della società, diventa disgregazione. Pertanto, Presidente, condividendo quanto ha detto lei e i Consiglieri Ambrogio e Marrone, non dico oltre queste cose, ma aggiungo dei particolari, nel senso che il matrimonio è un atto di responsabilità, sancito dalla Costituzione; sicuramente la Costituzione, sempre all'articolo n. 31, protegge la maternità - e dalle unioni omosessuali la maternità non arriva -, l'infanzia e la gioventù. Quindi, il matrimonio è fatto soprattutto per procreare e per dare al mondo la possibilità di continuare ad esistere con responsabilità. Pertanto, ritengo che sia aberrante - sottolineo "aberrante" - parlare di adozioni omosessuali, tant'è che, con rispetto parlando, io non ho neanche letto le proposte di mozione dei Consiglieri Sbriglio e Viale, perché ritengo che non sia neanche in discussione questo tipo di fatto; un'adozione omosessuale, che sia di due uomini o di due donne, è oggettivamente un atto contro natura che non aiuta sicuramente la protezione della maternità, dell'infanzia e della gioventù. Pertanto, è contro la Costituzione. C'è un fatto reale, che è quello delle coppie omosessuali che condividono un lungo periodo della propria vita e c'è un fatto reale delle copie eterosessuali non sposate che condividono una lunga fetta della loro vita, ma queste cose possono essere tutelate già oggi attraverso il Codice Civile. Pertanto, condividendo quanto hanno detto i miei Colleghi e aggiungendo e ripetendo che tutto ciò che è avanguardia, senza essere però nelle attitudini della società, è disgregazione, voteremo convintamente contro a tutti e tre le proposte di ordine del giorno, alla prima soprattutto, perché - come ritiene giustamente il Consigliere Marrone - è un cavallo di Troia per arrivare poi a creare delle cose che non sono nelle attitudini della nostra società. |