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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione di iniziativa popolare n. mecc. 201203549/002, presentata in data …, avente per oggetto: "Tutela delle aree agricole periurbane e nuovi indirizzi per la realizzazione di orti urbani nella Città di Torino" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 11/10/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati ritirati i 26 emendamenti presentati dal Gruppo Lega Nord-Bossi. Rimane, però, l'emendamento presentato dal Consigliere Grimaldi. La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Sarebbe bello - e invito la Conferenza dei Capigruppo e la Presidenza - regolamentare anche questo procedimento, nel senso che... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Posso Presidente? Dicevo che sarebbe giusto regolamentare anche questo tipo di procedimento, nel senso che questa è un'iniziativa di... (INTERVENTI FUORI MICROFONO. Presidente, non riesco a parlare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prego, Consigliere. GRIMALDI Marco Dicevo che questa è un'iniziativa popolare, quindi ci sono tantissimi cittadini che circa un anno fa hanno iniziato con questa attività. Noi, come Commissione Ambiente, abbiamo sin da subito programmato dei lavori nella nostra attività: prima di tutto una revisione, una verifica del Piano Regolatore, abbiamo rivisto pian piano, anche con tanti sopralluoghi, con tante audizioni... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Presidente, non sento la mia voce e chiedo ai Consiglieri Cassiani e Paolino di stare zitti, altrimenti non continuo su un'iniziativa che non è neanche mia. Posso Consiglieri? Dicevo che purtroppo non sono presenti i cittadini che in questo anno hanno raccolto le firme per portare questa proposta di deliberazione. Noi, come Consiglio Comunale, come Giunta, come sapete, abbiamo sin da subito avviato i lavori per fare prima di tutto una ricognizione, che ci ha portato spesso anche alle stesse considerazioni di questi nostri concittadini, cioè che nel Piano Regolatore degli anni Novanta non era prevista una destinazione d'uso agricola. Condividiamo nello spirito e nell'essenza quello che abbiamo detto anche nella proposta di deliberazione "Torino, Città da coltivare", cioè che sono cambiati gli scenari culturali in cui si muoveva, per esempio, il Regolamento del 1986, che di fatto destinava un po' come propagazione o prolungamento della casa popolare anche gli orti di fatto a destinazione sociale. Cosa dice questa proposta di deliberazione di iniziativa popolare? Si unisce a quella fotografia che già TOC ci aveva fatto, cioè di descrivere quei 2 milioni di metri quadrati, già oggi, in qualche modo, destinabili ad agricoltura; ci chiede che, soprattutto nelle aree periurbane, si faccia un'analisi della differenza tra un'area parco e un'area verde; ci chiede sostanzialmente di mettere nel Piano Regolatore delle nuove destinazioni d'uso anche sui sub-ambiti. Perché dei sub-ambiti? (E ne parleremo fra qualche mese, anche quando arriverà il nuovo Regolamento degli orti urbani). Perché è possibile oggi, più di allora, pensare che anche un parco abbia una parte di destinazione agricola, che addirittura questa quota parte possa servire ad innescare dei processi virtuosi - come dice questa proposta di deliberazione -, anche di tutela di quelle aree parco. Ma non solo. In questo anno abbiamo analizzato anche altre vicende. È chiaro che questa si unisce ad una campagna che, come Consiglio Comunale, abbiamo sottoscritto; abbiamo chiesto alla Giunta che se ne faccia, di fatto, primo promotore delle grandi Città italiane, cioè quella di salvare e tutelare il paesaggio. Salvare e tutelare il paesaggio che cosa vuol dire? Vuol dire che in questi anni tante aree verdi sono state, in qualche modo, scambiate, ridisegnate e magari fatte, in qualche modo, a saldo. Se sul verde è stato possibile, sulle aree agricole no. Cioè, se avessimo sbagliato un anno fa, quando anche la Giunta aveva proposto a questo Consiglio una nuova area campeggio in un'area agricola e quell'area agricola fosse stata compromessa, magari con degli edifici nuovi, con un'implementazione di quell'area che avrebbe inevitabilmente deturpato non solo quell'ambiente, ma anche tutta la parte della composizione pedologica, in qualche modo della parte più chimica anche del terreno, lì avremmo commesso un errore irreparabile. Io credo che in questo anno, come ci chiede questa deliberazione, abbiamo evitato vicende del genere. Guardate, i cittadini ci dicevano Barca e Bertolla. Probabilmente, se avessimo fatto prima l'analisi del terreno, l'analisi agraria, avremmo scoperto che il Piano Regolatore voleva costruire sull'area agricola e non sulle aree verdi lì dietro. Quindi, anche lì, io credo che, una volta per tutte, servirebbe a tutti dirci quali sono queste aree agricole, qual è la composizione anche di questa destinazione d'uso e dirci che soprattutto quei Comuni limitrofi… perché qui non vorrei che confondessimo, poi, i 2 milioni di terreni già oggi coltivabili da quell'immenso patrimonio incredibile che abbiamo vicino alla Città. Noi abbiamo Comuni come Nichelino - lo dicevo l'altro giorno -, perché secondo me con orgoglio dobbiamo dirci... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. GRIMALDI Marco Sono quattro minuti e mezzo, Presidente, mi hanno interrotto tre volte. Abbiamo Comuni come Nichelino che hanno, per esempio, nelle stesse aree parco, vicino alle aree di Mirafiori, la stessa possibilità di destinare ad aree agricole questo tipo di attività. Allora perché, insieme a loro, nell'ambito della Città Metropolitana, non pensiamo a un nuovo rilancio di attività agricola? Questa deliberazione ci chiede - e noi voteremo favorevolmente - di cambiare anche il Regolamento degli orti urbani. Ma faremo di più, come diceva il progetto "Torino, Città da coltivare", cercheremo di ridare una missione strategica all'agricoltura, nelle zone periurbane, nella zona della città, nelle cascine che sono lasciate in disuso e soprattutto cercheremo di cambiare una mentalità, sottolineando che l'orto non è più solo una destinazione sociale, una questione privata, ma è anche una questione collettiva, di aggregazione, di restituzione sociale. Ma, come ci diceva il progetto "Smart School in Smart City", è anche un modo di dire che con questo tipo di agricoltura si fa educazione, si riavvicinano i nostri ragazzi alla terra e si spiega anche cos'è il tempo di quella terra, che è l'unica che ci rimette in contatto con i nostri stili di vita, che ci spiega che cosa vuol dire consumare, riciclare, riusare e ridurre. Perché ogni volta che questi slogan vengono detti senza il vero contatto con le stagioni, con i tempi della vita, spesso quando non facciamo questi collegamenti, sembrano solo slogan degli ecologisti più estremisti. Invece, quando entriamo nelle nostre scuole, capiamo che quel tipo di educazione è quella che rimane di più nel tempo, come abbiamo visto a Cascina Falchera e in tante attività del territorio uscite dallo schema del 1986, che hanno ridisegnato anche un pezzo di riorganizzazione della nostra Città. Nelle prossime settimane credo che, insieme alle Circoscrizioni, sapremo ridefinire questa missione e - come dicevamo qualche mese fa, durante i giorni del Smart City festival - crediamo di poter dare una vocazione anche dei nostri cittadini per il ritorno alla terra. Credo sia un obiettivo da potenziare (come tra l'altro ci dicono gli Stati Uniti, dove in una università, a una domanda in merito alla prospettiva di fare l'agricoltore, più di due persone su dieci hanno risposto "sì"), perché l'agricoltura, accanto all'artigianato, rappresenta un pezzo di storia di questo Paese e speriamo anche del suo futuro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prego, Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Voglio intanto esprimere la mia contentezza perché, finalmente, una deliberazione di iniziativa popolare arriva in Consiglio Comunale, credo sia la seconda della tornata amministrativa. Penso che sia sempre positivo quando i cittadini si attivano e fanno un lavoro, tra l'altro difficile, di raccolta firme, per arrivare in Consiglio con una loro proposta, che merita ovviamente tutta la nostra attenzione. Nello specifico, credo sia anche una proposta meritevole; noi ovviamente voteremo a favore, perché pone conforto al tema della tutela delle poche aree agricole ancora rimasta nella nostra Città. Tra l'altro, questa deliberazione contiene tredici proposte concrete, molto precise, che possono mettere un po' di concretezza in questa discussione, che più volte abbiamo avuto. C'è già stata anche una deliberazione di indirizzo, però forse mancava un piano di lavoro di azioni concrete da implementare. Crediamo che i suggerimenti contenuti in questa deliberazione, sperando che venga approvata da tutti, possano essere una buona guida per questo lavoro. Certamente bisognerà cercare di essere coerenti tra quello che si fa quando si votano questo genere di deliberazioni e quello che si fa quando si votano le Varianti al Piano Regolatore, proprio perché, come abbiamo già citato due settimane fa, è stato approvata - certamente non con il nostro voto, ma con quello della maggioranza - la cementificazione dei terreni agricoli in zona Bertola; ma ci sono altre zone: in questi mesi sono partiti i cantieri nel quartiere Dora, tra corso Marche e corso Francia. Le poche zone rimaste ancora valide dal punto di vista agricolo, e vergini dal punto di vista costruttivo, stanno per essere irrimediabilmente perdute e distrutte per la costruzione di nuove case, che peraltro non servono a nessuno. Quindi, ben venga questa deliberazione. Siamo molto contenti di votare a favore, speriamo possa essere adottata all'unanimità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io ho apprezzato molto il discorso del Consigliere Grimaldi; penso che parlasse in qualità di Presidente della Commissione Ambiente, la VI Commissione. A me piacerebbe che la sua Commissione iniziasse a pensare un po' di più all'ambiente, in questi termini, anche quando si votano Varianti al Piano Regolatore che prevedono la cementificazione di aree verdi di questa città. Sarebbe bello se vi fosse una linea in questo Consiglio Comunale, almeno da parte di quel Gruppo Consiliare che ha una linea per le Varianti e una per l'ambiente; perché è intollerabile per quest'Aula che, quando si tratta di Varianti al Piano Regolatore, si schiacci "sì", riempiendo la città di cemento, e poi si venga a parlare di ecologia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi degli emendamenti. Comunico che gli emendamenti dal n. 1 al n. 26 sono ritirati. L'emendamento n. 16bis, presentato dal Consigliere Grimaldi, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 16bis: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Presenti 27, favorevoli 27. L'emendamento n. 16bis è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Presidente, non lo dico assolutamente in tono polemico, però a volte ci sono delle deliberazioni per le quali ci troviamo, le commentiamo, ma molte volte, magari confrontandoci con altri Gruppi, emergono delle situazioni diverse. Ci siamo trovati un attimo impreparati, perché la volontà del Gruppo era di votare in maniera favorevole, però non siamo riusciti e non ci è stata data neanche la possibilità di fare alcune domande all'Assessore, perché i tempi sono sempre estremamente rapidi. Noi ci tenevamo a dare anche un voto favorevole a questa deliberazione, però purtroppo c'è stato un punto che non siamo riusciti a chiarire con l'Assessore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Faccio presente che l'Assessore competente non è l'Assessore Lavolta, ma l'Assessore Curti, che è assente, per la quale è stato richiesto l'articolo 61 comma 4, per cui in teoria era esente dall'essere presente. Detto questo, c'è stato pure un dibattito in Commissione abbastanza ampio. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Se il Presidente lo consente, chiederemmo un chiarimento all'Assessore su un punto specifico, per modificare eventualmente il nostro voto. Mi riferisco al punto n. 10 "dare spazio, all'interno del nuovo Regolamento, alla nascente realtà degli "orti collettivi", che veda prioritariamente lo sviluppo di forme associative nella gestione degli orti urbani (gruppi di vicinato, centri di incontro, eccetera)". Vorremmo capire se anche i singoli agricoltori possono essere inseriti, perché purtroppo la deliberazione non lo specifica. Vorremmo un chiarimento definitivo, per valutare come votare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Avendo avuto modo di seguire in parte l'iter di questa deliberazione, e trovandola particolarmente coerente con la deliberazione che questa Amministrazione ha già proposto al Consiglio Comunale, deliberazione dall'acronimo TOC (Torino città da coltivare), posso rispondere alla richiesta di chiarimenti del Capogruppo Tronzano. In realtà, il punto n. 10, così come gli altri, rappresenta un indirizzo che viene fornito a questa Amministrazione e, in quanto tale, viene rimandata a una successiva regolamentazione la possibilità di disciplinare la concessione anche di ogni singola porzione di territorio per i cosiddetti "orti urbani". Quindi, l'approvazione di questa deliberazione, così come è stata emendata e così com'è stata sottoposta al Consiglio Comunale, mette nelle condizioni il Consiglio Comunale, attraverso una regolamentazione ad hoc in fase di definizione, su proposta dello stesso Consiglio Comunale, di poterne disciplinare le singole concessioni. Quindi, per rispondere alla domanda, questa deliberazione non è in contraddizione con la deliberazione "Torino città da coltivare" e mette in condizione il Consiglio Comunale di disciplinare in modo compiuto e preciso la concessione di ogni singolo orto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Assessore, il Consigliere Tronzano chiedeva se c'è un'apertura anche nei confronti delle singole persone. LAVOLTA Enzo (Assessore) Assolutamente sì. Come i Consiglieri sanno, in questo momento vige nella Città di Torino un Regolamento che disciplina la concessione degli orti urbani, che risale al 1986. Questo Regolamento prevede che i singoli cittadini, rivolgendosi alle Circoscrizioni, possano chiedere la concessione di una superficie compresa tra i cinquanta e i cento metri quadrati a uso di orto urbano. La modifica del Regolamento, richiesta da questa deliberazione, non prevede la possibilità che ci sia una preclusione verso il singolo cittadino. È facoltà del Consiglio Comunale, e solo del Consiglio Comunale, di disporre diversamente. Ad oggi, anche con l'approvazione di questa deliberazione, questo non verrebbe meno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo A questo punto, il Gruppo del PDL si asterrà. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 30, astenuti 4, favorevoli 26. La proposta di deliberazione è approvata. |