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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 15 Ottobre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 23
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE 2012-03549
TUTELA DELLE AREE AGRICOLE PERIURBANE E NUOVI INDIRIZZI PER LA REALIZZAZIONE DI ORTI URBANI NELLA CITTA' DI TORINO.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione di iniziativa popolare
n. mecc. 201203549/002, presentata in data …, avente per oggetto:
"Tutela delle aree agricole periurbane e nuovi indirizzi
per la realizzazione di orti urbani nella Città di Torino"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 11/10/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati ritirati i 26 emendamenti presentati dal Gruppo Lega Nord-Bossi.
Rimane, però, l'emendamento presentato dal Consigliere Grimaldi.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Sarebbe bello - e invito la Conferenza dei Capigruppo e la Presidenza -
regolamentare anche questo procedimento, nel senso che... (INTERVENTI FUORI
MICROFONO). Posso Presidente? Dicevo che sarebbe giusto regolamentare anche
questo tipo di procedimento, nel senso che questa è un'iniziativa di... (INTERVENTI
FUORI MICROFONO. Presidente, non riesco a parlare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Prego, Consigliere.

GRIMALDI Marco
Dicevo che questa è un'iniziativa popolare, quindi ci sono tantissimi cittadini che
circa un anno fa hanno iniziato con questa attività.
Noi, come Commissione Ambiente, abbiamo sin da subito programmato dei lavori
nella nostra attività: prima di tutto una revisione, una verifica del Piano Regolatore,
abbiamo rivisto pian piano, anche con tanti sopralluoghi, con tante audizioni...
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Presidente, non sento la mia voce e chiedo
ai Consiglieri Cassiani e Paolino di stare zitti, altrimenti non continuo su
un'iniziativa che non è neanche mia. Posso Consiglieri?
Dicevo che purtroppo non sono presenti i cittadini che in questo anno hanno raccolto
le firme per portare questa proposta di deliberazione.
Noi, come Consiglio Comunale, come Giunta, come sapete, abbiamo sin da subito
avviato i lavori per fare prima di tutto una ricognizione, che ci ha portato spesso
anche alle stesse considerazioni di questi nostri concittadini, cioè che nel Piano
Regolatore degli anni Novanta non era prevista una destinazione d'uso agricola.
Condividiamo nello spirito e nell'essenza quello che abbiamo detto anche nella
proposta di deliberazione "Torino, Città da coltivare", cioè che sono cambiati gli
scenari culturali in cui si muoveva, per esempio, il Regolamento del 1986, che di
fatto destinava un po' come propagazione o prolungamento della casa popolare
anche gli orti di fatto a destinazione sociale.
Cosa dice questa proposta di deliberazione di iniziativa popolare? Si unisce a quella
fotografia che già TOC ci aveva fatto, cioè di descrivere quei 2 milioni di metri
quadrati, già oggi, in qualche modo, destinabili ad agricoltura; ci chiede che,
soprattutto nelle aree periurbane, si faccia un'analisi della differenza tra un'area
parco e un'area verde; ci chiede sostanzialmente di mettere nel Piano Regolatore
delle nuove destinazioni d'uso anche sui sub-ambiti. Perché dei sub-ambiti? (E ne
parleremo fra qualche mese, anche quando arriverà il nuovo Regolamento degli orti
urbani). Perché è possibile oggi, più di allora, pensare che anche un parco abbia una
parte di destinazione agricola, che addirittura questa quota parte possa servire ad
innescare dei processi virtuosi - come dice questa proposta di deliberazione -, anche
di tutela di quelle aree parco.
Ma non solo. In questo anno abbiamo analizzato anche altre vicende. È chiaro che
questa si unisce ad una campagna che, come Consiglio Comunale, abbiamo
sottoscritto; abbiamo chiesto alla Giunta che se ne faccia, di fatto, primo promotore
delle grandi Città italiane, cioè quella di salvare e tutelare il paesaggio.
Salvare e tutelare il paesaggio che cosa vuol dire? Vuol dire che in questi anni tante
aree verdi sono state, in qualche modo, scambiate, ridisegnate e magari fatte, in
qualche modo, a saldo.
Se sul verde è stato possibile, sulle aree agricole no. Cioè, se avessimo sbagliato un
anno fa, quando anche la Giunta aveva proposto a questo Consiglio una nuova area
campeggio in un'area agricola e quell'area agricola fosse stata compromessa, magari
con degli edifici nuovi, con un'implementazione di quell'area che avrebbe
inevitabilmente deturpato non solo quell'ambiente, ma anche tutta la parte della
composizione pedologica, in qualche modo della parte più chimica anche del terreno,
lì avremmo commesso un errore irreparabile.
Io credo che in questo anno, come ci chiede questa deliberazione, abbiamo evitato
vicende del genere.
Guardate, i cittadini ci dicevano Barca e Bertolla. Probabilmente, se avessimo fatto
prima l'analisi del terreno, l'analisi agraria, avremmo scoperto che il Piano
Regolatore voleva costruire sull'area agricola e non sulle aree verdi lì dietro. Quindi,
anche lì, io credo che, una volta per tutte, servirebbe a tutti dirci quali sono queste
aree agricole, qual è la composizione anche di questa destinazione d'uso e dirci che
soprattutto quei Comuni limitrofi… perché qui non vorrei che confondessimo, poi, i
2 milioni di terreni già oggi coltivabili da quell'immenso patrimonio incredibile che
abbiamo vicino alla Città. Noi abbiamo Comuni come Nichelino - lo dicevo l'altro
giorno -, perché secondo me con orgoglio dobbiamo dirci...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

GRIMALDI Marco
Sono quattro minuti e mezzo, Presidente, mi hanno interrotto tre volte.
Abbiamo Comuni come Nichelino che hanno, per esempio, nelle stesse aree parco,
vicino alle aree di Mirafiori, la stessa possibilità di destinare ad aree agricole questo
tipo di attività.
Allora perché, insieme a loro, nell'ambito della Città Metropolitana, non pensiamo a
un nuovo rilancio di attività agricola?
Questa deliberazione ci chiede - e noi voteremo favorevolmente - di cambiare anche
il Regolamento degli orti urbani. Ma faremo di più, come diceva il progetto "Torino,
Città da coltivare", cercheremo di ridare una missione strategica all'agricoltura, nelle
zone periurbane, nella zona della città, nelle cascine che sono lasciate in disuso e
soprattutto cercheremo di cambiare una mentalità, sottolineando che l'orto non è più
solo una destinazione sociale, una questione privata, ma è anche una questione
collettiva, di aggregazione, di restituzione sociale.
Ma, come ci diceva il progetto "Smart School in Smart City", è anche un modo di
dire che con questo tipo di agricoltura si fa educazione, si riavvicinano i nostri
ragazzi alla terra e si spiega anche cos'è il tempo di quella terra, che è l'unica che ci
rimette in contatto con i nostri stili di vita, che ci spiega che cosa vuol dire
consumare, riciclare, riusare e ridurre. Perché ogni volta che questi slogan vengono
detti senza il vero contatto con le stagioni, con i tempi della vita, spesso quando non
facciamo questi collegamenti, sembrano solo slogan degli ecologisti più estremisti.
Invece, quando entriamo nelle nostre scuole, capiamo che quel tipo di educazione è
quella che rimane di più nel tempo, come abbiamo visto a Cascina Falchera e in tante
attività del territorio uscite dallo schema del 1986, che hanno ridisegnato anche un
pezzo di riorganizzazione della nostra Città.
Nelle prossime settimane credo che, insieme alle Circoscrizioni, sapremo ridefinire
questa missione e - come dicevamo qualche mese fa, durante i giorni del Smart City
festival - crediamo di poter dare una vocazione anche dei nostri cittadini per il ritorno
alla terra. Credo sia un obiettivo da potenziare (come tra l'altro ci dicono gli Stati
Uniti, dove in una università, a una domanda in merito alla prospettiva di fare
l'agricoltore, più di due persone su dieci hanno risposto "sì"), perché l'agricoltura,
accanto all'artigianato, rappresenta un pezzo di storia di questo Paese e speriamo
anche del suo futuro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Prego, Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Voglio intanto esprimere la mia contentezza perché, finalmente, una deliberazione di
iniziativa popolare arriva in Consiglio Comunale, credo sia la seconda della tornata
amministrativa. Penso che sia sempre positivo quando i cittadini si attivano e fanno
un lavoro, tra l'altro difficile, di raccolta firme, per arrivare in Consiglio con una loro
proposta, che merita ovviamente tutta la nostra attenzione.
Nello specifico, credo sia anche una proposta meritevole; noi ovviamente voteremo a
favore, perché pone conforto al tema della tutela delle poche aree agricole ancora
rimasta nella nostra Città. Tra l'altro, questa deliberazione contiene tredici proposte
concrete, molto precise, che possono mettere un po' di concretezza in questa
discussione, che più volte abbiamo avuto.
C'è già stata anche una deliberazione di indirizzo, però forse mancava un piano di
lavoro di azioni concrete da implementare. Crediamo che i suggerimenti contenuti in
questa deliberazione, sperando che venga approvata da tutti, possano essere una
buona guida per questo lavoro.
Certamente bisognerà cercare di essere coerenti tra quello che si fa quando si votano
questo genere di deliberazioni e quello che si fa quando si votano le Varianti al Piano
Regolatore, proprio perché, come abbiamo già citato due settimane fa, è stato
approvata - certamente non con il nostro voto, ma con quello della maggioranza - la
cementificazione dei terreni agricoli in zona Bertola; ma ci sono altre zone: in questi
mesi sono partiti i cantieri nel quartiere Dora, tra corso Marche e corso Francia. Le
poche zone rimaste ancora valide dal punto di vista agricolo, e vergini dal punto di
vista costruttivo, stanno per essere irrimediabilmente perdute e distrutte per la
costruzione di nuove case, che peraltro non servono a nessuno.
Quindi, ben venga questa deliberazione. Siamo molto contenti di votare a favore,
speriamo possa essere adottata all'unanimità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Io ho apprezzato molto il discorso del Consigliere Grimaldi; penso che parlasse in
qualità di Presidente della Commissione Ambiente, la VI Commissione. A me
piacerebbe che la sua Commissione iniziasse a pensare un po' di più all'ambiente, in
questi termini, anche quando si votano Varianti al Piano Regolatore che prevedono la
cementificazione di aree verdi di questa città.
Sarebbe bello se vi fosse una linea in questo Consiglio Comunale, almeno da parte di
quel Gruppo Consiliare che ha una linea per le Varianti e una per l'ambiente; perché
è intollerabile per quest'Aula che, quando si tratta di Varianti al Piano Regolatore, si
schiacci "sì", riempiendo la città di cemento, e poi si venga a parlare di ecologia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi degli emendamenti.
Comunico che gli emendamenti dal n. 1 al n. 26 sono ritirati.
L'emendamento n. 16bis, presentato dal Consigliere Grimaldi, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n.
16bis:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Presenti 27, favorevoli 27.
L'emendamento n. 16bis è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Presidente, non lo dico assolutamente in tono polemico, però a volte ci sono delle
deliberazioni per le quali ci troviamo, le commentiamo, ma molte volte, magari
confrontandoci con altri Gruppi, emergono delle situazioni diverse.
Ci siamo trovati un attimo impreparati, perché la volontà del Gruppo era di votare in
maniera favorevole, però non siamo riusciti e non ci è stata data neanche la
possibilità di fare alcune domande all'Assessore, perché i tempi sono sempre
estremamente rapidi. Noi ci tenevamo a dare anche un voto favorevole a questa
deliberazione, però purtroppo c'è stato un punto che non siamo riusciti a chiarire con
l'Assessore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Faccio presente che l'Assessore competente non è l'Assessore Lavolta, ma
l'Assessore Curti, che è assente, per la quale è stato richiesto l'articolo 61 comma 4,
per cui in teoria era esente dall'essere presente. Detto questo, c'è stato pure un
dibattito in Commissione abbastanza ampio.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Se il Presidente lo consente, chiederemmo un chiarimento all'Assessore su un punto
specifico, per modificare eventualmente il nostro voto. Mi riferisco al punto n. 10
"dare spazio, all'interno del nuovo Regolamento, alla nascente realtà degli "orti
collettivi", che veda prioritariamente lo sviluppo di forme associative nella gestione
degli orti urbani (gruppi di vicinato, centri di incontro, eccetera)".
Vorremmo capire se anche i singoli agricoltori possono essere inseriti, perché
purtroppo la deliberazione non lo specifica. Vorremmo un chiarimento definitivo, per
valutare come votare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Avendo avuto modo di seguire in parte l'iter di questa deliberazione, e trovandola
particolarmente coerente con la deliberazione che questa Amministrazione ha già
proposto al Consiglio Comunale, deliberazione dall'acronimo TOC (Torino città da
coltivare), posso rispondere alla richiesta di chiarimenti del Capogruppo Tronzano.
In realtà, il punto n. 10, così come gli altri, rappresenta un indirizzo che viene fornito
a questa Amministrazione e, in quanto tale, viene rimandata a una successiva
regolamentazione la possibilità di disciplinare la concessione anche di ogni singola
porzione di territorio per i cosiddetti "orti urbani".
Quindi, l'approvazione di questa deliberazione, così come è stata emendata e così
com'è stata sottoposta al Consiglio Comunale, mette nelle condizioni il Consiglio
Comunale, attraverso una regolamentazione ad hoc in fase di definizione, su proposta
dello stesso Consiglio Comunale, di poterne disciplinare le singole concessioni.
Quindi, per rispondere alla domanda, questa deliberazione non è in contraddizione
con la deliberazione "Torino città da coltivare" e mette in condizione il Consiglio
Comunale di disciplinare in modo compiuto e preciso la concessione di ogni singolo
orto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Assessore, il Consigliere Tronzano chiedeva se c'è un'apertura anche nei confronti
delle singole persone.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Assolutamente sì. Come i Consiglieri sanno, in questo momento vige nella Città di
Torino un Regolamento che disciplina la concessione degli orti urbani, che risale al
1986. Questo Regolamento prevede che i singoli cittadini, rivolgendosi alle
Circoscrizioni, possano chiedere la concessione di una superficie compresa tra i
cinquanta e i cento metri quadrati a uso di orto urbano.
La modifica del Regolamento, richiesta da questa deliberazione, non prevede la
possibilità che ci sia una preclusione verso il singolo cittadino. È facoltà del
Consiglio Comunale, e solo del Consiglio Comunale, di disporre diversamente.
Ad oggi, anche con l'approvazione di questa deliberazione, questo non verrebbe
meno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
A questo punto, il Gruppo del PDL si asterrà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 30, astenuti 4, favorevoli 26.
La proposta di deliberazione è approvata.
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