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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204863/002, presentata in data 24 settembre 2012, avente per oggetto: "In attesa dell'ordinanza... il gioco prosegue?" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Come giustamente citato dal Consigliere nell'interpellanza, è in corso la modifica del Regolamento Comunale di Polizia Amministrativa per recepire completamente quanto è stato approvato con la mozione che viene citata nell'interpellanza. C'è da aggiungere, però, che su questa problematica è intervenuto positivamente - anche se, secondo me, non abbastanza - il Legislatore con il Decreto Legge 13 settembre 2012 n. 158, che all'articolo 7 dispone che: "Sono vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche e di rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte prevalentemente ai giovani. Sono altresì vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via internet, in cui si evidenzi anche solo uno dei seguenti elementi: incitamento al gioco ovvero esaltazione della sua pratica; presenza di minori; assenza di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco, nonché dell'indicazione della possibilità sulle probabilità di vincita...", che sono quasi sempre abbastanza scarse. Queste medesime forme di avvertimento devono essere applicate sugli apparecchi da gioco che prevedono vincite in denaro e devono essere riportate su apposite targhe esposte nelle sale da gioco, esattamente come abbiamo previsto noi nel nostro Regolamento. Inoltre - cito sempre il Decreto n. 158 -: "L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (...), con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, il Corpo della Guardia di Finanza, deve pianificare, su base annuale, almeno cinquemila controlli specificamente destinati al contrasto del gioco minorile, nei confronti degli esercizi presso i quali sono installati gli apparecchi (...) che prevedono vincite in denaro, ovvero vengono svolte attività di scommessa su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, collocati in prossimità di istituti scolastici primari e secondari, di strutture sanitarie ed ospedaliere, di luoghi di culto. All'Amministrazione, per le conseguenti attività, possono essere segnalate, da parte degli agenti di Polizia locale, le violazioni delle norme in materia di giochi con vincite in denaro, constatate durante le loro ordinarie attività di controllo previste dalla legislazione vigente, nei luoghi deputati alla raccolta dei predetti giochi. L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (...) provvede a pianificare, tenuto conto degli interessi pubblici di settore, ivi inclusi quelli connessi al consolidamento del relativo gettito erariale, forme di progressiva ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi (...) che prevedono vincite in denaro, che risultano territorialmente prossimi ad istituti scolastici primari e secondari". Questa non è certamente l'introduzione di un limite, però, se non altro, è l'introduzione di un minimo di concetto di programmazione e di ricollocazione di quelle sale giochi che sono attualmente nelle prossimità di ospedali, strutture sanitarie, piuttosto che scuole. Tornando, invece, alla nostra interpellanza, relativamente al punto 4, che però era citato nella mozione, il TAR recentemente ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla materia degli orari. Per cui noi stiamo aspettando il pronunciamento della Corte Costituzionale, dopodiché provvederemo ad armonizzare quanto richiesto, se però ci verrà consentito. In riferimento al punto 6, il 31 agosto di quest'anno abbiamo chiesto al Servizio GAP, Dipartimento di Patologia delle Dipendenze dell'ASL Torino 1, una copia del materiale informativo sulle strutture pubbliche e private che forniscono assistenza nel settore delle dipendenze patologiche da gioco, perché potremmo accludere questo al prospetto che poi presenteremo alle associazioni di categoria. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore delle risposte. Ovviamente lei ha citato le cose positive che stanno facendo a livello nazionale. Citiamo anche una cosa decisamente negativa, che sicuramente avrà letto, cioè che a dicembre avremo la fortuna di avere anche tutte le slot on-line, che è la cosa che, purtroppo, più ci spaventa. Ad oggi sappiamo che, in realtà, le licenze sono state date on-line solo per quello che riguarda il poker, invece pare che da dicembre si avrà questa espansione e quindi anche le macchinette che oggi, di fatto, sono praticamente diffuse solo nei locali, quindi bisogna recarsi fisicamente per giocare, saranno diffuse anche su internet. Io temo, anzi sono abbastanza convinta che sarà veramente un massacro, lo dico proprio in modo plateale, sono molto molto preoccupata, come immagino sia anche lei, visti gli interventi che ha fatto in materia, più di recente. Io ritengo che, dove noi possiamo agire (che è quest'ordinanza), si debba cercare di muoversi. Mi rendo conto che la sentenza, e comunque quanto accaduto a Verbania - se non ricordo male era proprio Verbania -, abbia, in qualche modo, bloccato l'attività che il Comune stava portando avanti, però ritengo davvero che ci si debba, in qualche modo, coordinare (io non so se sia possibile farlo, magari lei ha anche già provato) con altri Comuni e trovare una soluzione per fare pressione anche a livello nazionale, eventualmente, perché sappiamo bene che da un lato gli introiti vanno, in qualche modo, a Roma; dall'altro, invece, i costi rimangono sul territorio. Quindi, anche dal punto di vista economico, chi si trova poi a dover affrontare i costi che derivano da queste patologie, al di là della questione umana, della patologia sociale (quindi vediamolo anche proprio come elemento economico), è il territorio. Quindi, rivendicare il ruolo importante che ha il territorio in materia - io non so se questo lei lo può fare, l'avevo già chiesto a suo tempo -, cercando di ottenere, ovviamente, più discrezionalità per quanto riguarda, ad esempio, un'ordinanza per modificare gli orari di apertura, penso che sarebbe un passo che, in qualche modo, lei potrebbe provare a portare avanti. Ribadisco, mi rendo conto che il Comune di Torino da solo non lo può fare; magari, tramite ANCI o comunque con collegamenti ad altri territori, si può cercare di portare avanti quest'istanza, perché se no ho paura che rimarremo bloccati qui. Temo che la questione Verbania (se mi può dare anche delle tempistiche) sarà abbastanza lunga, non penso che si risolverà nell'ambito di uno o due mesi. Magari sollevando le due questioni insieme, si riesce a velocizzare un po' il processo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Il Consigliere Appendino ha ragione a richiamare le mie opinioni, perché in effetti quello che penso l'ho già espresso in più consessi. Volevo però precisare che la sentenza a cui mi riferisco non è solo quella di Verbania, che non ci ha bloccati, ci ha solo rallentati; però, è stata sollevata una questione di illegittimità costituzionale dal TAR. Quindi, siamo in attesa del pronunciamento della Corte, che taglierà la testa al toro. Detto questo, però, avevo già preso contatti a suo tempo con i rappresentanti di categoria. Ovviamente non ho risultanze positive da quell'incontro, né me le aspettavo, ma comunque pensavo che avremmo trovato la maniera di andare avanti lo stesso, se non fosse che è stata sollevata una questione di illegittimità costituzionale. Quindi, in questo momento ci siamo fermati solo per questo. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |