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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Ottobre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2012-04863
"IN ATTESA DELL'ORDINANZA ... IL GIOCO PROSEGUE?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 24 SETTEMBRE 2012.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204863/002, presentata in
data 24 settembre 2012, avente per oggetto:
"In attesa dell'ordinanza... il gioco prosegue?"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Come giustamente citato dal Consigliere nell'interpellanza, è in corso la modifica del
Regolamento Comunale di Polizia Amministrativa per recepire completamente
quanto è stato approvato con la mozione che viene citata nell'interpellanza.
C'è da aggiungere, però, che su questa problematica è intervenuto positivamente -
anche se, secondo me, non abbastanza - il Legislatore con il Decreto Legge 13
settembre 2012 n. 158, che all'articolo 7 dispone che: "Sono vietati messaggi
pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro nel corso di trasmissioni
televisive o radiofoniche e di rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte
prevalentemente ai giovani. Sono altresì vietati messaggi pubblicitari concernenti il
gioco con vincite in denaro su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni
televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via
internet, in cui si evidenzi anche solo uno dei seguenti elementi: incitamento al gioco
ovvero esaltazione della sua pratica; presenza di minori; assenza di formule di
avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco, nonché
dell'indicazione della possibilità sulle probabilità di vincita...", che sono quasi
sempre abbastanza scarse.
Queste medesime forme di avvertimento devono essere applicate sugli apparecchi da
gioco che prevedono vincite in denaro e devono essere riportate su apposite targhe
esposte nelle sale da gioco, esattamente come abbiamo previsto noi nel nostro
Regolamento.
Inoltre - cito sempre il Decreto n. 158 -: "L'Amministrazione Autonoma dei
Monopoli di Stato (...), con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, il Corpo della
Guardia di Finanza, deve pianificare, su base annuale, almeno cinquemila controlli
specificamente destinati al contrasto del gioco minorile, nei confronti degli esercizi
presso i quali sono installati gli apparecchi (...) che prevedono vincite in denaro,
ovvero vengono svolte attività di scommessa su eventi sportivi, anche ippici, e non
sportivi, collocati in prossimità di istituti scolastici primari e secondari, di strutture
sanitarie ed ospedaliere, di luoghi di culto. All'Amministrazione, per le conseguenti
attività, possono essere segnalate, da parte degli agenti di Polizia locale, le violazioni
delle norme in materia di giochi con vincite in denaro, constatate durante le loro
ordinarie attività di controllo previste dalla legislazione vigente, nei luoghi deputati
alla raccolta dei predetti giochi.
L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (...) provvede a pianificare,
tenuto conto degli interessi pubblici di settore, ivi inclusi quelli connessi al
consolidamento del relativo gettito erariale, forme di progressiva ricollocazione dei
punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi (...) che
prevedono vincite in denaro, che risultano territorialmente prossimi ad istituti
scolastici primari e secondari".
Questa non è certamente l'introduzione di un limite, però, se non altro, è
l'introduzione di un minimo di concetto di programmazione e di ricollocazione di
quelle sale giochi che sono attualmente nelle prossimità di ospedali, strutture
sanitarie, piuttosto che scuole.
Tornando, invece, alla nostra interpellanza, relativamente al punto 4, che però era
citato nella mozione, il TAR recentemente ha sollevato una questione di legittimità
costituzionale sulla materia degli orari. Per cui noi stiamo aspettando il
pronunciamento della Corte Costituzionale, dopodiché provvederemo ad
armonizzare quanto richiesto, se però ci verrà consentito.
In riferimento al punto 6, il 31 agosto di quest'anno abbiamo chiesto al Servizio
GAP, Dipartimento di Patologia delle Dipendenze dell'ASL Torino 1, una copia del
materiale informativo sulle strutture pubbliche e private che forniscono assistenza nel
settore delle dipendenze patologiche da gioco, perché potremmo accludere questo al
prospetto che poi presenteremo alle associazioni di categoria.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore delle risposte. Ovviamente lei ha citato le cose positive che
stanno facendo a livello nazionale. Citiamo anche una cosa decisamente negativa,
che sicuramente avrà letto, cioè che a dicembre avremo la fortuna di avere anche
tutte le slot on-line, che è la cosa che, purtroppo, più ci spaventa.
Ad oggi sappiamo che, in realtà, le licenze sono state date on-line solo per quello che
riguarda il poker, invece pare che da dicembre si avrà questa espansione e quindi
anche le macchinette che oggi, di fatto, sono praticamente diffuse solo nei locali,
quindi bisogna recarsi fisicamente per giocare, saranno diffuse anche su internet.
Io temo, anzi sono abbastanza convinta che sarà veramente un massacro, lo dico
proprio in modo plateale, sono molto molto preoccupata, come immagino sia anche
lei, visti gli interventi che ha fatto in materia, più di recente.
Io ritengo che, dove noi possiamo agire (che è quest'ordinanza), si debba cercare di
muoversi. Mi rendo conto che la sentenza, e comunque quanto accaduto a Verbania -
se non ricordo male era proprio Verbania -, abbia, in qualche modo, bloccato
l'attività che il Comune stava portando avanti, però ritengo davvero che ci si debba,
in qualche modo, coordinare (io non so se sia possibile farlo, magari lei ha anche già
provato) con altri Comuni e trovare una soluzione per fare pressione anche a livello
nazionale, eventualmente, perché sappiamo bene che da un lato gli introiti vanno, in
qualche modo, a Roma; dall'altro, invece, i costi rimangono sul territorio.
Quindi, anche dal punto di vista economico, chi si trova poi a dover affrontare i costi
che derivano da queste patologie, al di là della questione umana, della patologia
sociale (quindi vediamolo anche proprio come elemento economico), è il territorio.
Quindi, rivendicare il ruolo importante che ha il territorio in materia - io non so se
questo lei lo può fare, l'avevo già chiesto a suo tempo -, cercando di ottenere,
ovviamente, più discrezionalità per quanto riguarda, ad esempio, un'ordinanza per
modificare gli orari di apertura, penso che sarebbe un passo che, in qualche modo, lei
potrebbe provare a portare avanti.
Ribadisco, mi rendo conto che il Comune di Torino da solo non lo può fare; magari,
tramite ANCI o comunque con collegamenti ad altri territori, si può cercare di
portare avanti quest'istanza, perché se no ho paura che rimarremo bloccati qui. Temo
che la questione Verbania (se mi può dare anche delle tempistiche) sarà abbastanza
lunga, non penso che si risolverà nell'ambito di uno o due mesi.
Magari sollevando le due questioni insieme, si riesce a velocizzare un po' il
processo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il Consigliere Appendino ha ragione a richiamare le mie opinioni, perché in effetti
quello che penso l'ho già espresso in più consessi.
Volevo però precisare che la sentenza a cui mi riferisco non è solo quella di
Verbania, che non ci ha bloccati, ci ha solo rallentati; però, è stata sollevata una
questione di illegittimità costituzionale dal TAR. Quindi, siamo in attesa del
pronunciamento della Corte, che taglierà la testa al toro.
Detto questo, però, avevo già preso contatti a suo tempo con i rappresentanti di
categoria. Ovviamente non ho risultanze positive da quell'incontro, né me le
aspettavo, ma comunque pensavo che avremmo trovato la maniera di andare avanti
lo stesso, se non fosse che è stata sollevata una questione di illegittimità
costituzionale.
Quindi, in questo momento ci siamo fermati solo per questo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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