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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Ottobre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni del Sindaco su "Incarichi ed affidamenti".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo a pagina 10 del 2° Supplemento per trattare le comunicazioni del Sindaco
relative a: "Incarichi ed affidamenti".
In Conferenza dei Capigruppo si è definito che i tempi per i Gruppi Consiliari
vengano raddoppiati per permettere una discussione più ampia, quindi da 5 passano a
10 minuti per Gruppo. Inoltre, si è concordato che il Sindaco intervenga all'inizio,
con le comunicazioni, e abbia la facoltà, poi, di concludere il dibattito.
Considerato che questo dibattito ha coinvolto anche la mia persona, lascio, per
questo argomento, la mia sedia di Presidente e chiedo al Vicepresidente di
sostituirmi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per le comunicazioni, al Sindaco.

SINDACO
È stato richiesto, nei giorni scorsi, dalla Commissione Consiliare di Controllo di
Gestione, di poter disporre di tutti i dati relativi agli affidamenti, con particolare
riferimento a quelli sotto soglia. Dati, peraltro - è bene ricordarlo -, tutti pubblici,
reperibili sul sito dell'Amministrazione Comunale e ottenibili, in ogni caso, dai
singoli Consiglieri esercitando il diritto di accesso.
In ogni caso, l'Assessore Spinosa ha tempestivamente fornito al Presidente della
Commissione, al Consigliere Carbonero, in supporto informatico, i dati relativi a tutti
gli affidamenti assegnati dalla nostra Amministrazione tra il 2006 e il 2012.
Il Presidente Ferraris ne ha disposto la distribuzione a tutti i Capigruppo, il che ha
consentito ad ogni Consigliere, attraverso il proprio Gruppo Consiliare, di poter
disporre di ogni informazione.
Desidero sottolineare come da parte dell'Amministrazione si sia operato da subito
per la massima trasparenza.
Alcuni Consiglieri hanno ritenuto di dover inoltrare agli organi di informazione i dati
ottenuti, chiedendo alla Giunta di rendere conto.
Ancorché io e l'attuale Giunta si sia in carica dal giugno 2011, ho ritenuto, in ogni
caso, doveroso non eludere il confronto in Consiglio Comunale, con l'intento di
offrire a tutti i Consiglieri e ai cittadini ogni elemento di informazione e valutazione
che consenta di fugare equivoci o dubbi sulla correttezza della nostra
Amministrazione.
Per una discussione corretta, è utile partire dal quadro normativo che regola la
materia. Come è noto, la Legge prevede che per acquisti di beni e servizi le
Amministrazioni pubbliche debbano ricorrere a procedura di evidenza pubblica,
scegliendo tra tre diverse modalità: procedure aperte, procedure ristrette e procedure
negoziate. Ed è quello che regolarmente attua la nostra Amministrazione.
La Legge prevede altresì che sino ad una cifra pari a 200.000,00 Euro si possa fare
ricorso a procedure semplificate di gara, ricorrendo ai cosiddetti affidamenti in
economia, che consentono di risparmiare tempi e risorse.
Il Codice dei contratti pubblici, adottato con decreto legislativo n. 163/2006, prevede
inoltre che per importi superiori ai 40.000,00 Euro fino a 200.000,00 l'affidamento in
economia avvenga con una procedura che prevede la consultazione di almeno cinque
operatori tra i quali scegliere l'affidatario.
Per importi inferiori ai 40.000,00 Euro, infine, lo stesso Codice dei contratti pubblici
consente l'affidamento diretto da parte del dirigente responsabile del procedimento
senza ulteriori precisazioni procedurali.
Al fine di rendere del tutto trasparente e corretta anche tale procedura, il
Regolamento Comunale sulla disciplina dei contratti adottato dalla Città di Torino
prevede l'affidamento diretto per cifre non superiori ai 20.000,00 Euro - anziché i
40.000,00 di legge - prevedendo altresì che l'affidamento avvenga previa
consultazione di un numero di operatori adeguato alla specificità del caso.
Tutte le forme di affidamento diretto, in ogni caso, devono comunque garantire il
rispetto dei principi generali: imparzialità, correttezza, buona fede, logicità e
coerenza di motivazione.
Ad un primo riscontro dell'insieme degli affidamenti sotto soglia assegnati tra il
2006 e il 2012, che sono migliaia, non sono risultati elementi che possano inficiare la
trasparenza delle procedure e la regolarità della loro applicazione.
L'attenzione di qualche Consigliere si è in particolare concentrata su alcune
determinazioni adottate nel periodo 2008-2009 da Settori Amministrativi guidati
dalla dottoressa Martina.
Trattasi di sei determinazioni per complessivi 48.972,00 Euro; cinque di queste
determinazioni per importi compresi tra i 2.000,00 e i 6.000,00 Euro e una per
27.000,00 Euro, tutte adottate seguendo le procedure previste. In particolare, la
determinazione di 27.000,00 Euro è stata assunta scegliendo l'affidatario tra tre
proposte in alternativa.
Tutte le determinazioni avevano come oggetto l'acquisto da parte della Città di
Torino di materiali audiovisivi finalizzati alle attività culturali e di promozione della
città.
Di queste determinazioni è risultata affidataria la società Punto Rec Studios con sede
a Torino in via Gressoney, 29/b. Il ricorso a questa Società è stato motivato con la
competenza e la professionalità specifiche del soggetto affidatario in materia
audiovisiva.
Le prestazioni previste dalle determinazioni sono state regolarmente erogate e i nostri
Uffici ne hanno riscontrato la congruità qualitativa. Sotto il profilo oggettivo,
dunque, le determinazioni risultano aver corrisposto agli obblighi di legge: adozione
con affidamento diretto, stante la modesta dimensione di impegno di spesa, e le
prestazioni risultano essere state erogate con regolarità e secondo gli standard
previsti dalle determinazioni stesse.
È tuttavia emerso un profilo di natura soggettiva, stante che il socio della società
Punto Rec Studios risulta essere il dottor Marco Barberis, figlio della dottoressa
Anna Martina, firmataria di una determinazione del 9 agosto 2008 per 6.120,00 Euro
e cofirmataria di un'altra del 13 ottobre 2009 per 6.012,00 Euro.
Il Codice di comportamento che regola le attività dei dipendenti pubblici prevede,
infatti, all'articolo n. 6 che il dipendente debba astenersi dal partecipare all'adozione
di decisioni o attività che possano coinvolgere interessi propri ovvero di suoi parenti
entro il quarto grado.
Per questa ragione, ho chiesto al Direttore Generale, ingegner Vaciago, di
approfondire la materia, di verificare l'eventuale sussistenza di profili di
responsabilità soggettiva e, in tal caso, di sapere quali provvedimenti debba adottare
l'Amministrazione.
Detto questo, ribadita la volontà di addivenire alla massima chiarezza su questi atti,
onestà intellettuale e rispetto delle persone vogliono che si ricordi che la dottoressa
Martina opera da anni con competenza e dedizione, ampiamente riconosciute, nella
nostra Amministrazione, contribuendo in misura rilevante al successo delle
Olimpiadi 2006 e delle celebrazioni del Centocinquantesimo anniversario dell'Unità
d'Italia e, negli incarichi di Direzione di cui ha avuto responsabilità, è stata chiamata
a gestire scelte operative finanziarie rilevanti, onorate sempre con efficacia.
Nell'esame dei dati forniti è emerso anche che il Presidente Ferraris negli anni 2004-
2005 ottenne, peraltro con regolarità di procedura, l'affidamento di alcuni incarichi
professionali.
Essendo in quel momento il Presidente Ferraris Consigliere di Circoscrizione,
l'ottenimento di quegli affidamenti avrebbe dovuto comportare o la remissione del
suo mandato di Consigliere di Circoscrizione o la rinuncia dell'affidamento ottenuto.
Il che non avvenne, perché, a quanto il Presidente Ferraris ha avuto modo di
dichiarare, ignorava quella condizione di incompatibilità.
In ogni caso, trattasi di vicenda lontana nel tempo, che peraltro - si è potuto
riscontrare - non ebbe alcun rilievo nell'erogazione delle prestazioni professionali
dell'ingegner Ferraris.
Infine, in questi giorni, sono stati sollevati interrogativi sull'affidamento diretto che
l'Assessorato alla Cultura ha assegnato alla Rai, attraverso la sua concessionaria di
pubblicità, per alcuni spot televisivi relativi ad iniziative culturali della nostra città.
Sono interrogativi che non hanno ragione di sussistere, stante che - come
abbondantemente noto e come un Consigliere Comunale avrebbe il dovere almeno di
sapere - la pubblicità nei canali radiotelevisivi della Rai può essere realizzata soltanto
stipulando un contratto con la concessionaria Sipra, che opera in regime di esclusiva,
esattamente come se si vuole pubblicare un'inserzione su La Stampa ci si può
rivolgere soltanto a Publikompass o se si vuole promuovere le proprie iniziative sui
canali Mediaset lo si può fare solamente rivolgendosi a Publitalia.
In conclusione, desidero qui ribadire che anche questa vicenda dimostra come la
macchina amministrativa della nostra città sia caratterizzata nei suoi comportamenti
quotidiani da assoluto rispetto delle Leggi, dei Regolamenti e da piena trasparenza
degli atti.
I singoli episodi di segno eventualmente diverso, su cui è doveroso condurre ogni
accertamento, non inficiano la serietà, la credibilità e la correttezza delle nostre
strutture.
Per questo spiace che, invece, approfittando di un clima politico segnato da episodi
di ben diverso segno e che giustamente hanno suscitato scalpore nell'opinione
pubblica, si vogliano gettare ombre sulla nostra Amministrazione, ombre che
rappresentano prima di tutto un danno per la Città e suonano offensive per i
tantissimi nostri dipendenti e dirigenti che, con scrupolo, dedizione e competenza,
operano ogni giorno nell'interesse di Torino e dei torinesi.
Comunque, ribadisco qui il pieno impegno di questa Amministrazione e mio
personale, perché l'attività amministrativa della Città di Torino sia ispirata sempre
dal pieno rispetto dei principi di legalità, imparzialità, trasparenza e correttezza. Vi
ringrazio.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Ricordo ai Consiglieri che, come abbiamo stabilito in Conferenza dei Capigruppo, vi
sono 10 minuti a Gruppo per intervenire sulla materia.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Innanzitutto, mi preme ringraziare il Sindaco per aver voluto comunicare di sua
sponte questa vicenda in Consiglio Comunale; l'avremmo fatto sicuramente anche
noi, ma, venendo da lui, credo che sia doveroso ringraziarlo, perché si è dimostrato
Capo dell'Amministrazione come egli dev'essere.
Fatte queste premesse, è chiaro che all'interno di questo percorso, Sindaco, esistono
delle lacune, a mio giudizio, evidenti.
Innanzitutto, partiamo da un concetto. Il PdL non vuole contribuire al gioco al
massacro contro le persone, contro le Istituzioni, contro la politica, ma vuole
assolutamente fare chiarezza per modificare, nel caso in cui esso fosse malato, il
sistema che regola la filiera di potere all'interno della Città di Torino.
Questo caso non ha nulla a che fare con Fiorito e company. Fiorito ha rubato.
All'interno di Torino è chiaro che noi dobbiamo guardare alla legittimità e alla liceità
dei procedimenti che regolano le funzioni di gestione, che sono una cosa ben diversa
rispetto alle funzioni di Governo.
La Legge Bassanini ha portato a questo tipo di situazione. Non dobbiamo
approfittarne e noi, però, dobbiamo assolutamente cercare di raggiungere l'obiettivo,
perché in molti casi è molto più grave quello che succede con le funzioni di gestione,
piuttosto che quello che succede con la politica.
Quindi, non dobbiamo trincerarci dietro il fatto che Fiorito abbia rubato e quindi ci
sono fatti ben più gravi. Altrettanto gravi sono i fatti che sono legati alle funzioni di
gestione, anzi molto più gravi, perché i dirigenti restano nel tempo, i politici passano.
E questo dev'essere un ragionamento assolutamente chiaro.
Quindi, noi faremo da pungolo e non da condanna per cambiare il sistema.
A mio giudizio, da queste cifre, Sindaco, non emerge granché, nel senso che
emergono delle evidenti ed eclatanti situazioni, come può essere quella del
Presidente Ferraris, che nulla ha fatto di illecito, o come quella che riguarda la
Contacta.
Però, il vero punto di svolta, per noi, saranno i dati che abbiamo chiesto al Dirigente
Ferrari in Commissione e che arriveranno non questo giovedì, ma il prossimo ancora.
Noi abbiamo il dovere, con un lavoro certosino, perché sarà un lavoro lungo e
complicato, di verificare soprattutto le soglie dai 20.000 ai 200.000 Euro per il
Comune di Torino; le cinque ditte invitate; quali sono state escluse a priori, prima
della gara, e quali sono state escluse durante la gara, perché è da lì che capiremo se
esiste una filiera di potere vera ed è lì che noi, dal punto di vista politico, non
giudiziario, cercheremo di fare chiarezza.
Altrettanta attenzione porremo sotto i 20.000 Euro. Occorrerà controllare se il
materiale e le forniture siano state realmente consegnate; questo è un altro dato molto
importante, che noi cercheremo di verificare voce per voce, secondo quello che è il
resoconto dell'affidatario e voce per voce andremo a vedere, Sindaco, se le cifre
corrispondano ai prezzi di mercato da una parte e se i materiali siano stati concessi e
siano stati realmente utilizzati dall'altra. Questo è un altro aspetto che ci tengo a
sottolineare.
Arriviamo poi alla questione dei profili di opportunità, perché, secondo me, è qui che
dobbiamo agire, se vogliamo essere politici responsabili ed avere oggettivamente
qualcosa da dire nei confronti dei cittadini per migliorare questo sistema.
Prima, Sindaco - l'ho già detto in Conferenza dei Capigruppo e anche sugli organi di
stampa -, la Città deve impegnarsi nel codice etico ad evitare che i dirigenti abbiano
tessere di partito. Non si può, probabilmente, obbligare un dirigente a non fare
politica, anzi la può fare sicuramente, ma, visto che il codice etico è stato stilato,
credo che sia necessario specifichi che il dirigente di un Comune, grande come
quello di Torino, non può avere tessera di partito. A me non interessa se oggi
esistono dei dirigenti con tessera di partito; a me interessa da qui in avanti. Perché è
lì che scoviamo realmente e cerchiamo di eliminare un vulnus che, a mio giudizio,
può dimostrarsi e si è sicuramente dimostrato nel tempo grave.
Poi, bisognerebbe non esagerare con i \\\"Bassanini\\\", Sindaco, nel senso che,
chiaramente, i \\\"Bassanini\\\" sono previsti dalle funzioni di gestione della legge che lo
stesso Ministro fece alla fine degli anni Novanta e questo ha creato, oggettivamente,
un potere enorme all'interno di questa situazione, tant'è che oggi abbiamo il
Direttore Generale che guadagna 350.000 Euro, tre volte in più di quello che
guadagna il Sindaco, e questo non è accettabile. Il Sindaco è il Presidente
dell'Azienda, non il Direttore Generale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Tre volte quello che guadagna lei e quindicimila volte quello che guadagniamo noi.
Conseguentemente, all'interno di questo ragionamento, dovremmo cercare, quando
sarà scaduto il mandato dell'attuale Direttore Generale di fare una valutazione. Non è
pensabile che un direttore generale possa guadagnare più di quello che guadagna il
Sindaco, se noi vogliamo tenere il Direttore Generale.
Quindi, sostanzialmente, cito ancora il suo discorso sul fatto che il Presidente
Ferraris non conoscesse la Legge: ignorantia legis non excusat. Sicuramente, non ci
sono illegittimità, non ci sono profili di illiceità, però dobbiamo conoscere la Legge
se ci approcciamo, come professionisti, all'interno di un percorso amministrativo.
Questo almeno diciamolo, senza accusare nessuno, però ignorantia legis non excusat,
questo vale per il PdL, ma vale anche per il PD o i suoi alleati.
Sindaco, sostanzialmente questo è quello che volevamo dirle: verifica attenta di
quello che succederà con i dati che avremo e no tessere di partito ai dirigenti
all'interno del codice etico.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Io, effettivamente, non ho capito le sfumature del discorso del Primo Cittadino,
perché, comunque, da una parte cercava di essere estremamente rigido sui fatti che
sono accaduti, dall'altra parte elogiava la professionalità della persona in questione.
Tra l'altro, non guarderei i suoi guadagni, dico solo che il Dirigente chiamato in
questione dal mio Capogruppo guadagna il doppio del suo equivalente a Milano, così
facciamo subito dei calcoli ben precisi.
Comunque, io sono anni - mi differenzio un po' dal mio Capogruppo - che denuncio
un sistema Torino, che è un sottobosco di potere fatto di legami e conoscenze, che
hanno prodotto affidamenti d'oro, che alcune società del Settore della
Comunicazione hanno ottenuto al tempo delle Olimpiadi e non solo.
Tra i tantissimi affidamenti ne saltano all'occhio tre o cinque, quelli alla Punto Rec
Studios - sapete di che cosa sto parlando -, per passare alla SetUp, società superman,
così l'ho definita ieri, leggendo e documentandomi su alcune determinazioni e
deliberazioni, perché proprio il suo Presidente, Giulio Muttoni, ha dichiarato che lui,
inevitabilmente, vinceva la concorrenza su tutti e, di conseguenza, non può essere
che denominata tale.
Chiamparino taglia corto e afferma: "Sono cose che rientrano nella facoltà e
responsabilità dei dirigenti". Ma, in dieci anni, chi li ha nominati i dirigenti?
Qualcuno li avrà nominati. E aggiungo: la si smetta di nominare dirigenti, come
diceva il mio Capogruppo, con la tessera di partito in tasca, perché questo avviene e
lo sapete anche voi della maggioranza. Potete serenamente ammetterlo.
Viene rabbia a leggere tutte queste notizie di questi giorni e viene ulteriore rabbia a
vedere che per i tagli all'Assistenza alcune associazioni ricorrono al TAR e che i
buoni taxi sono stati tolti in parte ai disabili. Poi, c'è la solita litania, ma io voglio
ripeterla: biglietto del pullman raddoppiato, ricorso alle privatizzazioni di asili, tagli
in ogni Settore e aumenti che il Comune ha dovuto effettuare per mancanza di
risorse, per poi spendere 450.000 Euro, se non sono male informato, per Torino Jazz
Festival.
Tra l'altro, oggi, lo Spiffero ci ha fornito un bel filmato dove il figlio della signora in
questione, del Comune, era il primo attore di questo filmato di Torino Jazz Festival.
Andatelo a vedere.
Io spero che il vaso di Pandora in questa Città si stia scoperchiando dopo anni di
silenzi e che chi ha sbagliato inizi a pagare.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Ai fini del calcolo, è rimasto un minuto per il Consigliere Marrone. Ho provato a
segnalarlo. In quest'Aula abbiamo sdoganato ogni fonte di informazione possibile e
immaginabile con oggi.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Intervengo solo per sottolineare che delude - almeno, delude il sottoscritto - il fatto
che di fronte, in particolare, al caso Martina, questa Amministrazione e il Primo
Cittadino abbia deciso, sostanzialmente, di fare quadrato.
Mentre sugli altri casi possiamo anche andare ad approfondire - quello della Rai, per
carità, in esclusiva, e quello di alcuni Consiglieri in fase in cui il loro impegno
politico era marginale o addirittura ancora non presente -, il caso, invece, di un
funzionario che approfitta, oggettivamente, di un suo potere discrezionale che la
Legge gli attribuisce per affidare (quindi non in gara, ma approfittando della soglia
bassa) lavori in esclusiva alla Società del figlio, io sinceramente non mi sento di
definirlo altro, cioè nepotismo - mi assumo la responsabilità di quello che dico -.
Però, se devo essere sincero, il motivo per cui mi delude è perché il clima di
antipolitica effettivamente è preoccupante; non credo che sia autoalimentato, è
alimentato dalla difesa di casi come questo.
Per cui, è sbagliato cercare il capro espiatorio, qualcuno che paghi per tutti o per un
intero sistema, come è altrettanto sbagliato, di fronte al caso che emerge in tutta la
sua importanza, cercare di negarlo e di difendere l'indifendibile.
Io mi limito solo a sottolineare questo ulteriore aspetto, cioè le modalità con cui tutti
questi episodi stanno venendo fuori, in un clima di quasi invito alla voce, allo
spiffero e, in certi casi, magari anche alla delazione. Questo succede, perché avviene
rispetto a dati che non sono ancora chiari, che sono stati divulgati in modo parziale e
non ordinato; dati che, analizzandoli, io non so neanche quanto siano fondati nel
merito, perché ho fatto un calcolo di quello che sarebbe stato affidato senza gara alle
cooperative in sei anni e risulta 1 miliardo e 700.000,00 Euro. Penso che siano dati
errati, perché mi sembrano addirittura incompatibili con i Bilanci che sono stati
approvati.
Quindi, posto che un percorso di autorisanamento della politica
dell'Amministrazione dovrebbe procedere con meno schizofrenia e maggiore serietà,
io l'unica cosa che veramente auspico è che, nel timore o auspicio che in realtà
continui questo stillicidio mediatico per cui salti fuori di fatto un caso al giorno, ci
sia una specie di outing di chi sa, perché si sa e salterà fuori, di trovarsi in condizioni
di conflitto di interessi rispetto a decisioni amministrative prese negli anni passati.
Quello che mi auguro è che si fissi il principio per cui tutti i casi possano essere
approfonditi uno ad uno, ed è giusto farlo, ma solo se c'è un'autoanalisi e non se si
viene beccati dai media o da qualche Consigliere particolarmente scrupoloso.
Quello che mi auguro è che questa Amministrazioni fissi un termine temporale entro
il quale chi sa di aver sbagliato e di trovarsi in una situazione se non illecita
quantomeno di inopportunità amministrativa e politica vada ad autodenunciare
questa situazione, spiegandola, se c'è una spiegazione, o semplicemente chiedendo
scusa, se è indifendibile, come il caso Martina.
Mi auguro anche che, superato questo termine, chi venga invece beccato con le mani
nella marmellata abbia semplicemente la decenza di dare le proprie dimissioni o in
tal caso, visto che quella è una scelta politica, di essere tolto da quegli specifici
incarichi che gli hanno consentito di aggirare una regola di tutela della concorrenza
dell'economia torinese.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Ricordo, a beneficio delle persone in Aula, che la registrazione in Aula in questo
momento non è consentita, se non ai giornalisti e al sistema di registrazione interna.
Lo dico solo a beneficio dei presenti e anche dei dipendenti comunali in Aula.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio il Sindaco che autonomamente si è mosso e ha dato l'opportunità di aprire
questo dibattito, a cui io tengo particolarmente, perché si vanno a toccare delle
questioni che da tanto tempo sono state invocate sia da dentro quest'Aula, da vari
Gruppi Consiliari nel passato, sia da fuori, anche da movimenti assolutamente
autonomi.
Io parlo in una sfera di garantismo al 110%, in quanto voglio, pretendo la garanzia al
110% finché non viene fatto chiaro qualsiasi tipo di questione, perché così deve
essere per tutti e a tutti deve essere data la possibilità di non finire nel tritacarne
mediatico, all'interno del quale, purtroppo, siamo tutti i giorni e di cui alcune
persone vivono e si nutrono costantemente.
Per uscire da questo tipo di impasse (così lo vorrei definire), a lei, signor Sindaco,
porgo un invito, in quanto, per gli incarichi che ha ricoperto in passato, la ritengo una
persona autorevole. L'ho già detto prima. Lei è stato Ministro della Giustizia, anche
se per poco tempo, e mi auguro che adesso si possa muovere con mano ferma per
aprire una questione morale, perché il vero e proprio problema di questa
Amministrazione è aprire una questione morale ed etica su tutta una serie di
questioni che oggi purtroppo si sono andate a scoprire.
Io sono contento che lei mi abbia rassicurato sul fatto che è tutto regolare. Ci
mancherebbe altro che non fosse tutto regolare! Sarebbe davvero catastrofico il
contrario, cioè sapere che in questa Amministrazione vengono firmati degli atti
pubblici, messi on-line, resi pubblici per un accesso agli atti, e sapere che poi questi
atti non sono legali!
Però il problema vero e proprio è un problema di opportunità, perché io non credo
che un genitore che fa il dirigente possa concedere dei soldi, in affidamento diretto,
ad una società parzialmente detenuta dal figlio. È possibile, è legale ma non è
opportuno, signor Sindaco. Io adesso non voglio entrare nel merito della persona o
della società, perché non mi interessa oggi parlare di una persona o della società, ma
mi interessa entrare nel merito di una questione che io ritengo importante. Non è
opportuno che questa cosa in questa Città si possa fare. Se io fossi un dirigente di
questa Città e mio figlio avesse un'azienda, io potrei dargli degli affidamenti diretti
sottosoglia, perché questa Città me lo consente.
Senza entrare nel merito di quanto ha detto lei, signor Sindaco, del Presidente
Ferraris, è tutto legale, ma io vorrei che in questa Città nessun eletto, nessun facente
parte della cosa pubblica, dal livello più basso, che è il Consiglio di Circoscrizione,
al livello più alto, che può essere la Giunta, possa entrare in contatto con sistemi di
affidamenti diretti o di gare, perché, dal mio punto di vista, è eticamente sbagliato.
Ripeto, qui ci muoviamo sempre nel limite del legale, e siamo d'accordo, lo
ribadisco, ma la domanda che dobbiamo porci è: si può fare eticamente? È giusto che
qualcuno possa utilizzare la propria posizione per?
È su questo che vorrei invitare tutti quanti ad una riflessione e, secondo me, è molto
più importante di quelli che sono poi i dati legali che abbiamo analizzato adesso,
perché se noi avessimo il coraggio di infrangere un sistema, noi potremmo davvero
cambiare questa Città.
Secondo me, questa situazione in questa Città si è creata, forse, per delle cattive
gestioni che ha avuto prima. Io non c'ero, non ero Consigliere Comunale, non ero
amministratore, quindi non posso entrare nel merito della questione e parzialmente
me ne voglio anche tirare fuori, perché voglio analizzare le cose da fuori, così forse
mi rendo un pochino più oggettivo, esattamente come sono oggettivo nell'analizzare
i dati contenuti in quel famoso CD di atti pubblici.
Quello che si deve fare, però, è un profondo risanamento di tutto quello che è il
Settore dirigenziale, secondo me, perché - come è stato detto prima, giustamente -
non può esistere, non deve esistere, per una questione etica, perché anche qui
purtroppo non credo che esista una norma che vieti a dirigenti o a funzionari di avere
una tessera del partito in tasca, secondo me è sbagliato, perché ovviamente poi si
trovano nella condizione di andare a favorire, in maniera anche inconscia, come
potrebbe essere, situazioni che, secondo me, dovrebbero essere assolutamente
oggettive.
Io la invito a fare una profonda pulizia. Io sono iscritto ad un Gruppo Consiliare, il
cui partito ha avuto, soprattutto recentemente, una storia abbastanza convulsa in
questioni poco chiare ed è stato capace di fare pulizia al suo interno. Io, allo stesso
modo, con la stessa forza con cui invocavo la pulizia all'interno del mio partito,
quando è stato il momento, la invito adesso ad aprire un'indagine all'interno degli
Uffici dell'Amministrazione Comunale, un'indagine importante che possa entrare in
questioni di questo tipo e fare pulizia, affinché le mele marce, qualora ce ne fossero,
possano essere allontanate e affinché, qualora ce ne fosse la necessità, questi tipi di
situazioni si possano fermare o comunque non si possano più creare in futuro.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero. Le ricordo che al suo Gruppo sono rimasti 4
minuti.

CARBONERO Roberto
Innanzitutto voglio esordire condividendo appieno un passaggio importante che il
Sindaco ha fatto e che mi ha visto tantissimo sotto pressione la scorsa settimana, cioè
quello di evitare quella che poteva essere la gogna pubblica e la corsa e la rincorsa
allo scoop e quello che comunque tutti i giornali ci chiedevano.
Ci sono riuscito fino ad un certo punto, poi purtroppo, per un meccanismo strano, che
comunque anche in questo caso la politica consente, tutto quello che poteva essere la
diffusione all'interno di una Commissione, invece purtroppo si è fatto in modo che
fosse possibile renderla pubblica almeno con 24 ore di anticipo. Questo mi è
dispiaciuto molto, perché comunque credo che la lealtà delle persone e le parole date
debbano essere rispettate da chiunque fino alla fine. Nonostante i miei appelli,
invece, questo non è stato assolutamente rispettato e questo me lo porterò dietro per
lungo tempo, perché, ripeto, questa situazione mi ha segnato parecchio la scorsa
settimana.
Dopodiché, tolta la rincorsa facile, i tre dati, le tre ditte, le tre aziende, il nome che
coincide tirato fuori, c'è da analizzare migliaia e migliaia di dati. È una ricerca che
va fatta con estrema attenzione, per evitare di cadere di nuovo in questo errore, che
non è un errore, che ha portato alla luce una situazione che però potrebbe essere solo
quella o come la punta di un iceberg ben più grande.
Io, però, in questo voglio veramente difendere la politica, che in questo momento è
assolutamente sotto accusa da tutti i punti di vista. La gente non ci guarda neanche
più in faccia e, se potesse, in tutti i momenti ci sputerebbe. Attenzione, perché questa
è la dimostrazione che forse il sistema politico ha un cancro interno, che è proprio
formato dalla mancanza di scrupolo di alcuni dirigenti all'interno delle Istituzioni;
persone che credo che poi, ad un certo punto, scattino in un delirio di onnipotenza e
si sentano in diritto e nella possibilità di fare tutto quello che vogliono proprio sulle
spalle dei politici, soprattutto di quelli che ingenuamente, un po' per mancanza di
tempo, un po' forse a volte per leggerezza, fanno in modo che siano loro poi a
condurre delle parti importanti che possono essere, appunto, l'affidamento di
incarichi o appalti.
Solo un passaggio velocissimo. È vero che Sipra è esclusivista di Rai, come è vero
che Publitalia è esclusivista di Mediaset; la domanda è una sola però: perché la scelta
solo di Sipra e non si è chiesto a Publitalia e Sipra di avere un paragone di preventivo
e scegliere quello che ci sarebbe costato di meno? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Spot radiofonici, perfetto. Bastava anche solo dire questo, perché
comunque in queste determine questi passaggi non ci sono e credo che sia importante
che chi va a leggere pubblicamente queste determine possa anche scoprire
dettagliatamente che le cose stanno così. Perché, nelle ultime che sto andando a
visionare, è scritto che non ci sono competenze e non ci sono funzionari all'interno
del Comune che non hanno la capacità tecnica e professionale per eseguire
determinate mansioni o lavori e l'ho visto scritto tante volte. Adesso verificheremo
nelle prossime determine che tireremo fuori e che andremo ad analizzare. Ho trovato
veramente troppe volte scritto che, purtroppo, magari un appalto o un incarico che
dura tre o quattro anni, viene affidato esternamente perché all'interno del Comune
non ci sono professionalità tali che possano svolgere al meglio quella funzione.
Questa è un'altra di quelle domande da farci, perché forse ci costerebbe tanto di
meno.
Quindi credo che questa sia la possibilità di aprire il più possibile la discussione, ma
sicuramente anche di far vedere che non sempre, come si vuol far vedere, la politica
è sporca.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Ringrazio il Consigliere per aver rispettato i tempi.
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio il Sindaco per aver relazionato qui oggi di sua spontanea volontà.
Tutti abbiamo finalmente potuto vedere il contenuto di questo famoso CD e
dobbiamo ancora comprenderne bene il contenuto, come hanno detto bene alcuni
Consiglieri prima di me: effettivamente ci sono dei dati strani che stiamo cercando di
analizzare e spero che potremo continuare ad analizzarli nella Commissione
competente.
Solo in questi giorni, però, si inizia a vedere alla luce questo complicato sistema che
vede nella Città il proprio nucleo, almeno noi la pensiamo così.
Alcuni dei casi più evidenti sono finiti sulle prime pagine dei giornali cittadini e su
qualche giornale nazionale oggi. Quindi, signor Sindaco, non credo che si possa
tacere, minimizzare o banalizzare tutto ciò.
Signor Sindaco, non è assolutamente irrilevante ciò che abbiamo appreso, né per
l'importo, né per l'importanza.
Abbiamo constatato, purtroppo, che un alto dirigente di questa Amministrazione, una
persona non di carriera - e questo lo voglio sottolineare, non di carriera -, che non ha
mai vinto un concorso pubblico, almeno qui, ma che ricopre il proprio ruolo in forza
della fiducia che il Sindaco le ha concordato (perché di nomina ex articolo 110
stiamo parlando, quindi una nomina fiduciaria), ha affidato direttamente ad una
società un lavoro e questa società è in parte proprietà del proprio figlio.
Abbiamo constatato che questi incarichi non sono avvenuti mediante una gara di
appalto, ma, poiché erano sotto la soglia minima, sono stati dati direttamente dai
dirigenti della Città di Torino al figlio di quest'alta dirigente. Nulla di illegale, ma,
mi sento di dire, è evidentemente - e lo sottolineo due volte, evidentemente -
inopportuno.
Noi abbiamo la sensazione che questi casi rappresentino però solo le prime
avanguardie di verità molto più profonde e diffuse, che, iniziate con le Giunte
Castellani e Chiamparino, perdurano oggi con questa Giunta.
L'idea tipo, per fare un esempio di quello che sta succedendo oggi, è rappresentato
dal Festival Jazz, voluto da lei, signor Sindaco, e dal suo Assessore Braccialarghe.
Anche in questo caso, com'è stato anche detto precedentemente dal Consigliere
Liardo, è stato affidato alla società Punto Rec l'incarico di registrare tutti i concerti
della rassegna. Non è un segreto. Il video nel quale la società Punto Rec si fa
pubblicità è disponibile e pubblico su Youtube.
Chi ha dunque affidato quell'incarico? Quanto è costato? Quali soldi sono stati
utilizzati? Quali dei criteri di trasparenza sono stati utilizzati?
Caro signor Sindaco, mi rivolgo a lei e vorrei che lei mi ascoltasse in questo
momento. Queste domande sono ripetibili all'infinito nelle migliaia di affidamenti
dati alle fondazioni dagli Enti partecipati dalla Città di Torino, come ad esempio il
Comitato Italia 150.
Il sistema Torino, a nostro avviso, è ormai una prassi e per questa ragione le
coscienze, ormai avvezze, tra cui anche la mia, non riescono più a distinguere il
buono dal cattivo, il giusto dall'ingiusto.
Il nostro Gruppo ha chiesto già di accedere alla contabilità di alcuni di questi Enti e
noi andremo fino in fondo. Abbiamo chiesto ai cittadini, tramite la rete, di inviarci le
loro segnalazioni e i loro commenti e ne stanno arrivando molti. Tutto deve essere
più pubblico, più pubblico di quello che c'è già. Tutto deve essere a disposizione
degli elettori, perché, caro signor Sindaco, si ricordi che lei, come noi, è solo qui di
passaggio, mentre Torino, la nostra Città, ci sarà ancora dopo di lei e dopo di noi.
Lei dovrebbe essere solamente un buon amministratore, come noi, dei soldi, che con
tanta fatica i torinesi correttamente le danno attraverso la fiscalità locale e generale,
attraverso i biglietti del trasporto pubblico, che sono aumentati, attraverso le rette
delle mense che sono raddoppiate, attraverso l'IMU e l'elenco potrebbe essere
ancora molto lungo.
Dopo una campagna elettorale all'insegna della continuità e dopo aver confermato
molti collaboratori e dirigenti a contratto delle passate Giunte - Castellani e
Chiamparino - da lei non potevamo aspettarci altro se non una difesa ad oltranza di
questo di sistema, cosa che ha fatto oggi.
Noi, però, come lei sa, siamo stati eletti per esercitare il nostro ruolo di controllo e
perché i cittadini sappiano tutto, conoscano tutto e capiscano tutto.
Questo faremo nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, anche nei prossimi anni, se
così fosse, rendendo ancora più pubblico, com'è avvenuto con questo CD, tutto ciò
che scopriremo. E lei, signor Sindaco, sarà controllato dai suoi stessi cittadini.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Presidente, signor Sindaco, penso che in questa tornata amministrativa si siano fatti
molti passi avanti, e mi riferisco in particolare al Regolamento sulle nomine,
fortemente voluto da Alberto Musy e da altri esponenti della Sala Rossa.
Il dibattito di oggi deve far riflettere sulla reale opportunità di stilare, a partire da
domani, un Regolamento che contenga un reale codice etico, perché a parer mio qui
non stiamo parlando di scandali, ma stiamo parlando di una buona etica, che sarebbe
opportuno seguire a partire da oggi.
Io sono contenta che questo dibattito sia arrivato in Sala Rossa e che nei prossimi
giorni si possa capire che cosa c'è dentro questo famoso CD, che ancora a me è
abbastanza oscuro, perché ci sono troppi codici incomprensibili e, purtroppo, non ho
le doti informatiche per capirne i reali contenuti.
Mi auguro che non emergano scandali, ma ne sono sicura, perché sono sicura di
quanto quest'Amministrazione negli scorsi anni abbia lavorato bene a livello legale.
Io, però, voglio sottolineare il fatto che davvero deve nascere una riflessione da
questo dibattito e da domani bisogna tutti quanti (anche noi, come Capigruppo)
impegnarci nello stilare un reale codice etico sugli affidamenti, così come abbiamo
iniziato a fare con quel famoso Regolamento sulle nomine.
Quindi io mi auguro che si esca da una successiva Conferenza dei Capigruppo con
un documento unico, unitario, che dica che cosa noi, come forze politiche, vogliamo
che si faccia come buona etica nella nostra Città.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola. Le ricordo che dispone di 6 minuti.

BERTOLA Vittorio
Sarò breve e cercherò di aggiungere solo qualche considerazione che mi è venuta
ascoltando anche la discussione e l'esposizione del Sindaco.
Intanto, sapete tutti che noi abbiamo pubblicato questi dati su internet. Non li
abbiamo dati ai giornalisti, perché a quello ci ha pensato un Gruppo della
maggioranza, ma noi, invece, abbiamo ritenuto opportuno pubblicarli su internet
perché crediamo che il Comune non debba avere alcun tipo di segreto quando si
tratta di spendere i soldi dei cittadini.
Tra l'altro, la cosa buffa, se volete, in questa situazione piuttosto seria, è che
l'abbiamo pubblicata in un formato libero, in ossequio al fatto che crediamo nel
software libero, nei formati aperti, e ci hanno segnalato che oggi c'è un picco di
domande per farsi installare OpenOffice sul proprio PC da parte di dipendenti
dirigenti comunali. Quindi abbiamo fatto anche una buona azione nel diffondere
software libero.
Comunque, dopo che abbiamo pubblicato questi dati, siamo stati letteralmente
sommersi di segnalazioni, di commenti, di indicazioni, ma veramente a decine,
alcuni in privato, alcuni in pubblico, alcuni sotto forma di commento, alcuni sono
leggibili a tutti come commenti sul nostro blog, segnalazioni riguardo ovviamente ad
alcune delle vicende che sono uscite sui giornali, ma riguardo anche a tante altre di
cui magari ci occuperemo in futuro, adesso vedremo di verificare. Naturalmente si
tratta di segnalazioni che non sappiamo se siano vere o false, al momento valgono
quello che valgono, però ci ha colpito il fatto che ci sia stata veramente una corsa a
segnalarci degli episodi, anche in particolare episodi che riguardavano la dottoressa
Martina e l'Assessorato alla Cultura, ma comunque tutta questa gestione dei soldi
comunali.
La sensazione è quella di assistere ad una sorta di epifania di segreti di Pulcinella, nel
senso che tutte queste cose sono ampiamente pubbliche e chiunque segua magari un
po' da vicino l'Amministrazione le sapeva in gran parte già prima. Forse non si
conosceva il dettaglio dell'affidamento alla società del figlio, ma che ci fossero
problemi di questo genere, che il dubbio perlomeno ci fosse a questo riguardo era
cosa ampiamente nota.
Quindi tutti sanno che esiste una specie di "sistema Torino", come qualcuno l'ha
chiamato. Il problema è che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo apertamente.
Questo sistema, forse non illegale, nel senso che non so se ci siano dei reati o no -
non lo posso dire - è però senz'altro inopportuno, è un sistema inefficiente, è un
sistema che soffoca la Città. È un sistema che è stato definito "una marmellata", non
da me, ma da Maurizio Pagliassotti che ha scritto un libro che si chiama "Chi
comanda Torino", che è nella hit parade dei libri più venduti fortunatamente negli
ultimi mesi.
Questi aneddoti sono veramente preoccupanti e adesso li andremo a verificare. So già
che la risposta sarà: "Se c'è qualcosa che vi sembra illegale, andate in Procura". E io
spero veramente che la Procura potrà valutare se ci siano dei reati in quanto emerso.
Cioè me lo auguro che la Procura possa indagare non soltanto su chi manifesta in Val
di Susa con una bandiera No-TAV, ma magari anche su questo tipo di fatti per
chiarire a tutti se esistono dei reati o non esistono dei reati e non dare la sensazione
che ci sia più attenzione a certi potenziali reati rispetto ad altri potenziali reati.
Però, al di là della questione dei reati in sé, resta il giudizio politico, resta quello che
è stato detto, non so se dirlo, lo posso leggere: "Non tutto quello che facciamo può
essere ordinato da leggi scritte, ma dobbiamo sapere ciò che è bene e ciò che è male,
e tutti in realtà lo sappiamo". Questo non l'ho detto io, bensì Suor Giuliana Galli
oggi su Repubblica, ed è una cosa evidente a chiunque abbia un minimo di coscienza
e di buonsenso.
Il problema è che per queste vicende, al di là di quello che può accadere in Tribunale,
è la Città che già ha condannato l'Amministrazione del Sindaco, perché chiunque
abbia letto queste vicende oggi sui giornali, piuttosto che ieri e in questi giorni, si è
scandalizzato e ha già dato un giudizio.
Quindi, secondo noi, il dato politico è questo. Veniamo spesso accusati di fomentare
l'antipolitica segnalando queste cose e montando dei casi, ma chi sta affondando lo
Stato, chi sta affondando la democrazia, siete voi, siete voi che amministrate in
questo modo, che magari non ha nulla di illegale, però è ampiamente inopportuno.
Tant'è vero che, chiunque legga la descrizione di queste vicende, concorda sul fatto
che è inopportuno. Vogliamo chiamarlo "inopportuno" per non rischiare querele.
Evidentemente io sono molto deluso della risposta del Sindaco e del fatto che
sostanzialmente neghi che ci sia un problema particolare, "Verificheremo, diremo al
Direttore Generale di valutare se c'è qualche provvedimento che forse potremo
prendere" e qualcosa del genere.
Io spero che nella maggioranza ci siano persone non solo oneste, perché
sicuramente..., ma anche un pochino più lungimiranti, politicamente più preveggenti
del Sindaco, che si rendano conto che questo è il momento in cui o si agisce, e quindi
si dà ai cittadini la certezza che, di fronte a queste situazioni di inopportunità, si
interviene proprio perché non le si condivide e si vuole sradicarle il più possibile,
oppure, se non si interviene, domani si sarà ritenuti complici.
Quindi credo che, in questo momento, specialmente chi amministra la Città debba
prendersi una grossa responsabilità per il suo futuro.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io invece credo che la discussione di oggi sia una discussione importante, una
discussione che - devo dire - abbiamo sollecitato, una discussione che probabilmente
è orfana della verità, non perché qualcuno la voglia sottacere, ma perché per certi
versi non abbiamo gli strumenti per la verità.
La verità è che non abbiamo i dati e chi dice che i dati sono a disposizione, non sa
cosa è successo.
Noi abbiamo un CD in un formato proprietario, che non è apribile e che è stato
aperto da chi era in grado di farlo. Ma tanto in Commissione, quanto ai Capigruppo è
stato consegnato un CD che non è nella disponibilità libera dei Consiglieri Comunali.
Io credo che da questo gap di percezione, che è doveroso chiarire, ci stia anche un
po' lo sforzo che l'Amministrazione deve fare. Ed è uno sforzo che io, però, trovo
nelle parole del Sindaco, nella sua scelta di aver fatto le comunicazioni oggi e anche
in alcuni degli accenti che ho potuto riscontrare e che spero di ritrovare nella replica.
Però diciamo che non basta, lo vogliamo dire con chiarezza in questo Consiglio
Comunale, perché se il controllato, l'Amministrazione, si palesa (voglio ricordare
che, se pur con degli errori, magari un po' goffamente, la Giunta ha messo a
disposizione del Consiglio il materiale), dall'altra parte il controllore deve capire che
cosa chiede.
Il primo controllore - su questo ha ragione la Collega Appendino - è questo Consiglio
Comunale, che rappresenta la città, di cui è il cuore pulsante, il cuore democratico.
Allora, io vorrei cominciare con il dire che spero di sentire le parole del Presidente
del Consiglio Comunale, perché in questo paradosso che abbiamo vissuto in queste
settimane, in cui la discussione veniva spesso anticipata dai giornali, lo diciamo
senza problemi, i dati che avevamo a disposizione non sono esatti, non sono dati
ufficiali della Città di Torino, perché ci siamo dovuti inventare un database. Ha
ragione il Collega Marrone quando dice che sono dati paradossali, perché se fossero
veri, vorrebbero dire che abbiamo dato 1 miliardo e 800 milioni di affidamenti
diretti. Ma non è così. Ci sono linee ripetute, eccetera.
Quei dati, ovviamente, per quanto è stato possibile, li abbiamo resi pubblici, perché
siamo convinti che vadano resi pubblici. Però io vorrei sentire le parole del
Presidente del Consiglio Comunale, perché ho letto le sue dichiarazioni e non credo
che sussista un problema politico per fatti del 2004, del 2005, non credo sussista un
problema legale; lo ha chiarito prima il Sindaco, almeno l'ho intuito. Però esiste un
problema istituzionale, che dobbiamo fugare.
Cioè, può il Presidente del Consiglio Comunale, possiamo noi non sapere cosa è
inopportuno, cosa non è legale nella relazione fra noi, il nostro mandato, la Città e il
potere che ci viene assegnato? Possiamo usare la seduta di oggi per tracciare una
linea che sia una linea chiara?
Qualcuno l'ha chiamato uno stillicidio; io invece lo voglio definire diversamente;
spero che la Commissione riprenda il suo ruolo, che è quello del bisogno di
chiarezza. In questo bisogno di chiarezza possiamo stabilire ora una linea in modo
che a quello che è improprio mostriamo il cartellino rosso?
Spero che il Consiglio Comunale, e chi è chiamato a presiederlo, si assuma questo
diritto/dovere, si responsabilizzi; quindi, spero di sentire le parole del nostro
Presidente.
Secondo me, quello è un caso, o almeno spero sia un caso, perché è proprio quello
che differenzia una situazione particolare da un sistema. Io non credo che esista un
sistema Torino. O meglio, credo ci sia stato un sistema in questi anni, magari
contraddittorio, penso ai 450 milioni di investimenti in conto capitale messi
all'interno del sistema cultura, ma prezioso, che ha cambiato il volto di questa città in
Italia e nel mondo.
Credo però che in un momento in cui il debito pubblico è sottoposto a così tanta
pressione, noi abbiamo l'assoluto dovere di capire come quel debito è stato contratto,
per quali ragioni. Se è stato un investimento per la collettività, cosa di cui sono
sicuro, e se magari questo ha generato delle sacche di privilegio, per andarle ad
individuare, anche solo per un senso non di opportunità o inopportunità, come diceva
qualcuno prima, non di legalità o di illegalità, ma banalmente di giustizia sociale,
intesa nel senso più allargato possibile.
Allora, lo voglio dire con chiarezza: il caso della dirigente (faceva bene qualcuno a
ricordarlo prima) a contratto, quindi di una persona che ha la fiducia della passata
Amministrazione e di questa, è un caso che non può vederci tentennare. Quella
fiducia o c'è o non c'è. E questo non dipende da fatti legali, questo dipende proprio
da quel passaggio di fiducia.
Per quanto ci riguarda, se i fatti fossero confermati, quel rapporto fiduciario per noi è
venuto meno. Non spetta al Consiglio Comunale, non spetta ai Gruppi di
maggioranza e opposizione, ma per quanto ci riguarda lo diciamo con chiarezza: la
difesa del nostro sistema istituzionale passa dalla capacità di distinguere per non
confondere.
Io sono molto preoccupato dalla reazione, che è chiaramente innescata dalla
relazione con le persone, con il consenso, di cui la politica si nutre. Ai casi Fiorito si
risponde non individuando le mele marce, ma restringendo il cesto, restringendo gli
spazi e l'agibilità democratica. Non è questo il caso di Torino. Ma, ripeto, se ci sono
state sacche di privilegio, quelle sacche vanno individuate, isolate, eliminate, proprio
per salvare il cesto, perché è il nostro cesto prezioso, è la nostra Città.
C'è un episodio che altri Colleghi mi hanno raccontato e che voglio consegnare al
verbale di questo Consiglio Comunale. Era l'ottobre del 2010, quando la polemica
pubblica impazzava sul tema della mostra "Fare gli Italiani"; la dirigente in questione
- perché ogni tanto stupisce il fatto che in questa macchina Comunale non ci siano le
competenze, ma io penso invece che le competenze ci siano per svolgere quei lavori
preziosi - svolgeva contemporaneamente il ruolo di dirigente di questa
Amministrazione e di dirigente nel Comitato Italia 150.
Anticipo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). "Questa", inteso la precedente,
Sindaco, perdoni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Di questa
Amministrazione. Questa è la ragione per cui facciamo formale richiesta di accesso
agli atti su tutti gli affidamenti semplificati e sotto soglia che sono stati svolti dal
Comitato Italia 150. Almeno abbiamo una percezione complessiva di quello che è
successo, cioè della differenza che esiste, a nostro parere, fra casi isolati e un
sistema.
In quei giorni impazzava la polemica pubblica per il fatto che la mostra "Fare gli
Italiani" venisse affidata al consorte della dirigente in questione. Insomma, stiamo
parlando di una famiglia di supereroi. Per quanto riguarda l'unica competenza in
grado di gestire quel Comitato, la migliore competenza in grado di gestire
quell'esposizione, in una Commissione, a domanda precisa, l'Assessore competente
rispondeva che la dirigente in questione non aveva mai dato a suoi familiari
affidamenti diretti.
Proprio in quei giorni - le date credo che siano profondamente significative -
avveniva l'affidamento di cui discutiamo oggi. Ebbene, io credo che questo sia
l'elemento che differenzia il tema della legalità, dell'opportunità dal tema che mi sta
invece a cuore, che è quello della giustizia.
Sono convinto che in un momento come questo la città percepisca come ingiusto un
comportamento come questo. Ed è per questo - lo ripeto - che per quanto ci riguarda,
se i comportamenti venissero confermati, è difficile mantenere il rapporto fiduciario,
nonostante il Sindaco (così l'ho inteso) l'abbia detto con eleganza. Al Consiglio
Comunale spetta un ruolo di maggior presenza, quindi - lo dico con chiarezza - ci
aspettiamo un passo indietro.
Arriviamo al nostro ruolo. Viviamo in tempi straordinari, una crisi economica
difficile, una situazione del Paese spesso drammatica e siamo convinti che ci sia un
problema (lo abbiamo detto tante volte) di percezione del nostro ruolo, anche di
fatica, per molti di noi, giovani, entrati in questo Consiglio Comunale, o che già
c'erano. Spesso ci incontriamo in corridoio e ci guardiamo dicendo: "Ma chi ce l'ha
fatto fare".
C'è una dimensione in cui uno perde anche un po' il senso delle cose che si fanno,
perché ci si rende conto che il ruolo fra rappresentanti e rappresentati sta saltando,
che la gente ci chiede cosa che noi non siamo in grado di ottenere, e questo genera
frustrazioni, o altrimenti ci giudica per cose che non abbiamo fatto, e questo genera
ulteriori frustrazioni.
Ma non dobbiamo mai delegare la nostra centralità. Questo è il nostro ruolo. Ed è per
questo che credo che, così come abbiamo fatto sul Regolamento nomine, dobbiamo
rilanciare il tema della trasparenza, ancora di più. Ha ragione il Sindaco quando dice
che abbiamo già regole avanzate, ma possiamo migliorarle.
Sotto la frase che dice: "Il Comune di Torino come una casa di vetro", per esempio,
potremmo cominciare a pubblicare sul nostro sito quei dati che, ancora oggi, non
sono accessibili neanche a Consiglieri comunali della Città di Torino; dati che non
sono intelligibili e non sono ancora chiari, ma che invece sono pubblicati sui giornali
di questa città.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Cercherò di essere breve, in maniera tale da consentire ai Colleghi del Gruppo del
PD che volessero integrare queste brevi considerazioni, di poterlo fare.
Il dibattito di oggi è stato utile e interessante, però credo che sia utile puntualizzare
alcune questioni.
Parto da una rivendicazione a questa maggioranza, che, da quando si è insediata, a
sostegno del Sindaco Fassino, ha lavorato con unico faro che l'ha illuminata, che era
quello di consentire la maggior trasparenza possibile nei processi amministrativi.
L'ha già evocato il Consigliere Scanderebech, l'ha ribadito il Collega Curto, ci terrei
a far rilevare, ai signori presenti in Aula, che è di iniziativa consiliare il nuovo
Regolamento delle nomine, che rende completamente trasparente il processo
decisionale in ordine a una delle prerogative che la legge demanda al Sindaco, che è
quella dell'individuazione dei rappresentanti della Città negli Enti partecipati.
Da questo punto di vista, rivendico che questa maggioranza (credo che i Colleghi
Capigruppo mi possano dare atto), in particolar modo il Partito Democratico, ha
lavorato perché fossero sempre e in ogni sede garantite le prerogative dei compiti di
sindacato ispettivo del Consiglio Comunale. Non c'è mai stata un'occasione - sfido
in questo senso a smentirmi - in cui questa maggioranza e il Partito Democratico si
siano opposti a richieste di approfondimenti, di accesso agli atti e di ulteriori
verifiche sui singoli casi.
Terzo elemento, e arrivo a uno degli oggetti delle questioni di cui stiamo discutendo.
Faccio rilevare che è proprio su iniziativa del Partito Democratico che in data 21
maggio 2012, questo Consiglio, alla sostanziale unanimità, ha approvato la mozione
n. 40, dal titolo: \"Adozione di un codice di comportamento per i dirigenti del
Comune di Torino\".
Tracciare un'immagine in cui qui c'è qualcuno - mi riferisco all'intervento del
Collega Liardo - che è \"reticente\", \"garantisce un sistema\" (cito le sue parole), mi
pare quantomeno ingeneroso.
Credo che abbiamo fatto bene a fare tutte queste cose, ma ci sia consentito
rivendicare questo ruolo, perché i compiti di sindacato ispettivo di questo Consiglio,
insieme a quelli di indirizzo, che sono i compiti che ci consegna la Legge dello Stato,
sono compiti che noi abbiamo difeso, salvaguardato e, mi si consenta, anche
valorizzato in questi termini.
Penso che il Collega Carbonero, nella conduzione della Commissione Controllo di
Gestione, possa darmi atto che i Consiglieri del Partito Democratico iscritti a quella
Commissione hanno lavorato in maniera fattiva ai compiti che sono propri della
Commissione Controllo di Gestione; non solo non hanno impedito che il Consigliere
Carbonero, in qualità di Presidente, svolgesse il suo compito, ma anzi hanno
collaborato proprio in ordine alla maggior chiarezza possibile.
Questo va detto per sgombrare il campo rispetto ad alcune affermazioni che sono
state fatte in quest'Aula e che io credo debbano essere valorizzate.
Noi siamo per la completa trasparenza. Abbiamo iniziato un lavoro in Commissione
Controllo di Gestione; dobbiamo andare avanti su quel lavoro, mettendo in evidenza,
se ce ne sono, tutti i profili di carattere politico e amministrativo che dovessero
emergere in maniera anomala.
Quindi, bene abbiamo fatto, bene ha fatto il collega Carbonero a procedere con
questa verifica e bene farà la Commissione Controllo di Gestione a continuare a
esplorare le dinamiche di questa Città, in questi anni, ovviamente, per quanto
riguarda il mandato amministrativo che noi ci onoriamo di ricoprire, ma anche, se è
necessario, negli anni passati, come è oggetto della questione di cui stiamo
discutendo, in particolar modo le due questioni citate, quella del Presidente Ferraris e
quella della dottoressa Martina.
Non mi sottraggo ai due argomenti della discussione. Per quanto riguarda la
fattispecie giuridico-amministrativa, mi pare che l'intervento di risposta del Sindaco
sia stato estremamente chiaro; esistono profili differenti tra i due casi che sono stati
citati. Se il Presidente Ferraris vorrà integrare sulla base di quello che ha chiesto il
Collega Curto, ovviamente lo farà lui. Io credo che per quanto ci riguarda l'episodio
è assolutamente chiaro, così com'è assolutamente chiaro l'episodio contestato alla
dottoressa Martina.
È talmente chiaro che il Sindaco nella sua replica ha citato addirittura l'articolo del
Codice di disciplina che potrebbe essere stato violato dalla dirigente in questione,
demandando - mi è parso di cogliere così da parte del Sindaco - ai provvedimenti che
sono in capo alla Struttura Amministrativa, cioè al Direttore Generale, eventuali
sanzioni.
Bene Sindaco, ha tutto il nostro appoggio, è giusto fare così e bisogna fare così.
Crediamo altresì che sia importante andare a fondo di questa come di tutte le
questioni che attengono gli affidamenti diretti o a gara. Nel Regolamento contratti
abbiamo fatto bene a mettere, ad esempio, il fatto che occorre filmare le gare;
abbiamo fatto tutta una serie di azioni che vanno esattamente in questa direzione.
Sarà compito del partito di maggioranza relativa supportare l'Amministrazione in
tutte quelle che sono le azioni che vanno nell'ordine della chiarezza.
Se qualcuno ha sbagliato, ha violato le norme, è giusto che, in virtù di quelle norme,
subisca una sanzione. Mi pare un principio lapalissiano, non solo del diritto
amministrativo, ma del normale buonsenso.
Non c'è alcuna intenzione di nascondere alcunché, noi saremo assolutamente in
prima linea nel mettere in evidenza qualunque tipo di anomalia, qualora queste
anomalie si venissero a verificare. E bene abbiamo fatto ad avviare questo mandato,
grazie all'iniziativa del Consigliere Musy, proprio sul tema delle nomine, che sono
uno degli altri grandi temi. Ricordo che la mozione che citavo faceva riferimento al
tema degli incarichi ultronei e di volta in volta ce ne possono essere altri.
Noi ci siamo, siamo disponibili, anzi, siamo totalmente d'accordo nel dire che i
tempi che viviamo oggi chiedono ai politici di non essere reticenti, di non essere
ambigui e di essere estremamente chiari, perché noi rappresentiamo i cittadini e i
cittadini hanno il diritto e la giusta pretesa di avere chiarezza nei comportamenti.
Credo che sia opportuno a questo punto procedere senza indugio anche agli atti
amministrativi, per cui pregherei il Sindaco di sollecitare l'Assessore al Personale,
Passoni, nella predisposizione del Codice di comportamento che questo Consiglio ha
richiesto di predisporre alla Giunta Comunale. Noi non ci sottraiamo certamente a
questo tipo di lavoro.
Una cosa, però, va detta. Noi non vogliamo neanche essere parte e correi di una
politica che gioca a sfasciare, perché questa Città ha fatto tante cose; i nostri
dirigenti, nella stragrande maggioranza, si comportano in maniera impeccabile e noi
ci sottraiamo a chi pensa di fare di tutta l'erba un fascio, buttando al macero venti,
trent'anni di lavoro di persone perbene, che lavorano per bene nel rispetto delle
Leggi, dei Regolamenti e anche del normale buonsenso.
Non occorre un Codice di deontologia per capire che la vicenda della dottoressa
Martina è stata mal gestita e malfatta, basta il normale buonsenso. Noi siamo
convinti che su tale questione, come peraltro ha detto il Sindaco, che si fa garante da
questo punto di vista di perseguire eventuali comportamenti non corretti, la strada
che abbiamo iniziato a intraprendere ad avvio di mandato sia giusta e vada
nell'interesse di Torino e dei torinesi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Signor Sindaco, pochi minuti; quindi non c'è modo di approfondire tutta la vicenda.
Premetto che il Sindaco non è tenuto a rispondere per quello che è successo nel
passato. Il Sindaco però oggi è lei e nella sua relazione, che ho apprezzato, trovo
però un vuoto che con questo mio intervento la stimolo a riempire. Cioè dica con
chiarezza, nella sua replica, che queste cose non si fanno.
Noi non siamo né una Commissione disciplinare che decide le responsabilità
amministrative della dottoressa Martina, né siamo la Procura. Stiamo affrontando un
dibattito politico e politicamente dobbiamo dare un messaggio chiaro all'opinione
pubblica. Queste cose non si fanno. Dopodiché tutto quello che avverrà nelle altre
sedi, le valuteremo quando verranno realizzate.
Era solo questo che mi premeva dire al Sindaco, perché su tutte le altre questioni,
sulle quali non mi dilungo, sono d'accordo con quanto hanno detto i Consiglieri
Curto, Bertola e tanti altri. Le riflessioni sono state fatte, però mi premeva stimolare
il Sindaco in questo senso.
Mi auguro che nella replica del Sindaco questo mio intervento possa trovare
soddisfazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Sicuramente mi ritengo fortunato di far parte di questa tornata amministrativa, visto
quello che è successo nel passato, che ho sempre seguito e di cui ho sempre avuto
molti dubbi e poche certezze. Sono altresì felice di far parte di questa tornata
amministrativa perché sicuramente avremo il tempo per correggere il tiro su certi
atteggiamenti, che spesso e volentieri sono risultati scontati.
È indubbio, come diceva il Consigliere Scanderebech, che nella precedente tornata
amministrativa, di cui lei ha avuto la fortuna di far parte, è sempre stato fatto tutto
nella massima legalità. Purtroppo quando uno conosce molto bene la Legge impara
anche a raggirarla. Quindi, il grande sospetto è che se questo CD, di cui poco è stato
possibile interpretare fino ad oggi, ha già fatto emergere delle grosse responsabilità,
chissà cosa non verrà fuori quando avremo la padronanza di tutto il CD.
D'altronde, come altri miei Colleghi hanno già espresso, se questo Comune, nelle
varie tornate amministrative di Chiamparino e Castellani, che non le competono, se
non indirettamente, ha portato a un deficit così alto, a una situazione così precaria di
questa Città, evidentemente qualche leggerezza è stata fatta.
Il Sindaco Fassino sicuramente ha tutto l'interesse a ridare fiducia ai cittadini, anche
perché in questo momento i cittadini non fanno molta distinzione. Per loro, tutti i
politici rubano, per cui si fa di un'erba un fascio e quindi siamo tutti colpevolizzati.
Quindi, auspico che tutti insieme si riesca a collaborare per fare luce, non limitandoci
a dire che questo non succederà più, ma reprimendo questo malcostume e prendendo
i provvedimenti necessari per cambiare la situazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero. Ricordo che il Gruppo Lega Nord ha parlato per
9 minuti e 20 secondi. Quindi lei ha pochi secondi per intervenire.

CARBONERO Roberto
In merito all'intervento del Consigliere Mangone, per correttezza istituzionale è
chiaro che la Commissione Controllo di Gestione si deve occupare solo del periodo
che va dal mese di giugno 2011 fino ad oggi. Propongo a tutti i Consiglieri, quindi, di
creare una Commissione ad hoc, proprio per continuare insieme questo percorso di
assoluta ricerca e trasparenza che salvaguardi tutti.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Innanzitutto, tengo a evidenziare che la questione sollevata sul mio conto, relativa a
pagamenti effettuati dall'Amministrazione Comunale nell'anno 2007, risale ad
attività relative a gare, a cui ho partecipato quasi dieci anni fa, ovvero negli anni dal
2002 al 2005 con l'ultima determinazione, per prestazioni professionali da me
esperite in qualità di ingegnere, iscritto a un ordine professionale, a seguito di
partecipazione a regolari inviti pubblici, comparsi, come qualunque altra gara di
evidenza pubblica, sul sito del Comune di Torino.
Quindi, in relazione a valutazioni curriculari e professionali effettuate da parte dei
soggetti preposti e competenti, che non mi erano noti, sono stato selezionato per
alcuni incarichi.
In quel tempo ero Consigliere di Circoscrizione, eletto nelle liste di Forza Italia;
peraltro, rimarco, uno schieramento politico opposto all'attuale maggioranza, ma
anche all'allora maggioranza. Tengo a precisare, inoltre, che in tutti i miei profili
curriculari sono sempre stati indicati e aggiornati anche tutti gli incarichi pubblici
avuti nel corso della mia vita, proprio a voler testimoniare l'onore che ho sempre
vissuto nell'esercitare tale attività, nell'ottica dello spirito di servizio che mi ha
sempre animato per il bene comune.
In quel periodo ricordo di aver partecipato a diverse decine di bandi pubblici, come a
quello in questione, in quanto sia l'Amministrazione Comunale, che altre
Amministrazioni, svolgevano molti interventi che richiedevano una prestazione
professionale tecnica.
Quindi, tutti gli incarichi professionali che mi hanno assegnato - ribadisco - sono
avvenuti nella massima trasparenza e sulla sola base delle regole contenute su bandi
e non sulla base di favori o simpatie che potrebbero aver penalizzato altri
professionisti o qualsivoglia altra persona.
Ricordo, inoltre, di non aver mai firmato, all'atto degli incarichi, specifiche
dichiarazioni che riportassero riferimenti normativi inerenti a conflitti di interessi o
incompatibilità di sorta in relazione agli stessi. Se avessi saputo di normative a
riguardo, non avrei certamente partecipato a queste gare.
A 10 anni da allora, emergerebbe una tesi secondo la quale, in quanto Consigliere di
Circoscrizione, non avrei potuto o dovuto ricevere questi incarichi, o avrei dovuto,
come ribadiva il Sindaco, dimettermi. In quegli anni mai nessuno mi ha sollevato
questa obiezione, né prima, né durante, né dopo lo svolgimento dei lavori, che, in
aggiunta, non mi sono mai stati contestati, né per i quali ho avuto da discutere con la
stazione appaltante per eventuali anomalie o errori di sorta.
In sintesi, anche in quei casi ritengo di aver semplicemente lavorato come
professionista nel campo della mia attività di ingegnere, che svolgo da circa 20 anni e
che mi permette di mantenere con dignità la mia persona e la mia famiglia.
Ovviamente, mi è chiaro come, nel clima politico che stiamo vivendo in Italia, anche
lo svolgere onestamente e correttamente il proprio lavoro ed il proprio mestiere possa
diventare oggetto di scandalo o di sospetto, ma invito tutti noi a valutare bene che
cosa significhi comparire sul banco degli imputati, benché anche solo di natura
politica, ed essere messo nel tritacarne della caccia alle streghe, con il serio rischio di
danno alla mia famiglia ed ai miei figli, prima ancora di aver fatto chiarezza.
Una riflessione che mi viene spontanea è quella di pensarmi come genitore (ancor
prima di figlio, fratello, lavoratore o politico) e in questi giorni, come credo altre
persone, mi sono domandato, dopo aver sentito nella voce preoccupata di mia madre
e di mio padre, oltre che quella dei miei fratelli, che cosa potrebbe provare un
genitore che legge quanto riportato su qualche organo di stampa o guarda un servizio
televisivo che insinua un dubbio sull'onestà del proprio figlio: quali emozioni di
sofferenza e patimento, senza spiegazioni di sorta, e quale dolore nel sapere che il
proprio figlio (che ha sempre fatto del suo impegno politico e civico una vera
missione per il bene comune, aiutando molte persone, dedicando la maggior parte del
suo tempo al servizio della comunità locale, dove ha sempre sostenuto, con i propri
mezzi, ogni battaglia ed impegno, nella lealtà, serietà e trasparenza più totali) rischia
di venire gettato nel discredito.
Se capitasse a me, mi chiedo come potrei reagire e comprendere. Ed è proprio per
questi motivi che, benché avessi programmato da mesi un pellegrinaggio di 3 giorni
(per il quale avevo previsto la mia assenza anche oggi), per senso di responsabilità ho
ritenuto di rimanere a Torino, nella città a cui ho dedicato 30 anni di servizio, e di
presentarmi alla Conferenza dei Capigruppo di venerdì scorso, sebbene forse abbia
sortito per qualcuno un imbarazzo, come riportato sabato scorso nella cronaca locale
di un quotidiano.
Quindi, per quanto mi riguarda non ho nulla da nascondere, né ho nulla di cui
vergognarmi. Non ho sollecitato ed obbligato nessuno ad affidarmi quei lavori, ma
ho solo partecipato a dei bandi pubblici ed ho semplicemente svolto con serietà la
mia professione.
Se qualcuno pensa che io volessi nascondere questa vicenda, gli domando come mai,
a discapito degli attacchi politici di alcuni Consiglieri che mi hanno raggiunto in
questi giorni giudicandomi senza coraggio, proprio io, in qualità di Presidente, ho
consegnato a tutti i Capigruppo, con la solita solerzia che credo e spero
contraddistingua il mio operato in questo Palazzo, a garanzia dell'efficienza e della
tutela della democrazia il CD tanto ricercato entro le 24 ore dalla richiesta di un mio
intervento ricevuta in sede di Conferenza dei Capigruppo e richiamo altresì il fatto
non minimale che, personalmente, quel CD non l'ho mai visto, aperto, o letto e che la
copia a me destinata la conserva ancora oggi il dirigente del Servizio Centrale del
Consiglio Comunale, come da mia espressa volontà.
Se il problema è stato che l'Amministrazione ha pagato le mie prestazioni a distanza
di diversi anni, allora mi chiedo se non si poteva fare a meno di pensare male.
Sempre a proposito di trasparenza, leggo inoltre che sul sito del nostro Comune alla
voce "Anagrafe degli eletti" compare scritta la mia indennità di funzione di
Presidente, pari a 4.100 e rotti Euro, al lordo delle ritenute. Sarebbe bene e quanto
mai opportuno riportare, a scanso di futuri equivoci, anche la cifra netta che mi viene
effettivamente retribuita, pari a 2.200 Euro; alla fine dell'anno, questa cifra potrà
ancora essere oggetto, in relazione all'aliquota definita che emergerà dalle mie
dichiarazioni dei redditi, di un'eventuale ulteriore tassazione.
Nei suoi scritti Aristotele ricordava che la retorica si può suddividere in 3 modalità
interpretative: quella del passato, ovvero delle colpe, dove mi pare ci siamo fermati;
quella del presente, ovvero dei valori, del "io sono così e tu cosà", che certo non ci
aiuta ad uscire dall'impasse di oggi; e quella cosiddetta deliberativa, ovvero del
futuro, del "cosa dobbiamo e possiamo fare insieme" per il bene della nostra Città,
della nostra Patria, per il bene comune dei nostri cittadini, dei nostri lavoratori, delle
nostre famiglie, delle persone più in difficoltà, ma anche dei nostri figli e del nostro
futuro come popolo, per sopravvivere con dignità, coraggio e determinazione a
questo difficile momento che rischia di farci soccombere.
Ebbene, anche ora il mio invito - e mi avvio alle conclusioni - è proprio quello di
ritornare a dibattere con questa retorica deliberativa, affinché tutti noi insieme, al di
là delle nostre rispettate e necessarie differenze di visione, possiamo ancora essere
ritenuti degni del ruolo che ci onora ricoprire e le speranze per un futuro più roseo
non vengano mai meno per la nostra amata e viva comunità.
Infine, nel merito di quanto sollecitato dal Capogruppo Curto, che ringrazio, ritengo
che per esercitare il bene comune sopra richiamato sia fondamentale che io
intervenga, ma anche che interveniamo noi tutti con un metodo di lavoro che
garantisca certezza di trasparenza, di coerenza e di rispetto delle regole, ma anche
con modalità di comunicazione che permettano la loro conoscenza e la certezza della
loro applicazione.
Se il Consiglio lo ritiene, sono pronto a terminare ora la mia carriera; lo farò, se
quella è la richiesta che mi verrà fatta, chiarendo che lo faccio nel rispetto del mio
mandato e della democrazia, che è sempre sovrana.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Ringrazio anche io tutti i Consiglieri. Vorrei aggiungere alcune considerazioni che
interloquiscono con il dibattito, non dovendo ritornare su ciò che ho già espresso
nell'introduzione.
La prima cosa che vorrei che fosse chiara a noi e anche agli amici dell'informazione
che ci seguono è che si è stabilito un nesso che non c'è tra le cose di cui si è discusso
in questi giorni e che discutiamo qui ed altre vicende che hanno investito il sistema
politico ed istituzionale e che hanno scosso l'opinione pubblica; trovo molto grave
che, invece, non si chiarisca che questo nesso non c'è.
Qui non stiamo discutendo di soldi che sono stati distribuiti a singoli Consiglieri o a
Gruppi Consiliari, di cui non si sa quale sia la giustificazione; qui non stiamo
discutendo di denaro pubblico che è stato sperperato, né di diritti della Pubblica
Amministrazione e dei cittadini che sono stati lesi; qui non stiamo discutendo delle
cose di cui sono piene le cronache dei giornali, però questo nesso è stato stabilito
nell'informazione ai cittadini.
Ritengo che si sia fatta una cosa grave, intanto perché si è lesa la verità e si è stabilito
un nesso falso e, stabilendo questo nesso falso, si è trasmessa un'idea ai cittadini che
non corrisponde al funzionamento della nostra Amministrazione, alla sua correttezza
ed alla sua trasparenza e credo che ci sia anche una nostra responsabilità.
Vi ritornerò ancora, rivolgendomi direttamente agli amici del Movimento 5 Stelle,
ma penso che il modo in cui loro hanno affrontato questa questione porti a questa
responsabilità; nell'aver accreditato, tra l'altro con un utilizzo abbondante della rete,
un'idea del funzionamento dell'Amministrazione di questa Città che non è vero e
nell'aver fatto credere che l'attività di questa Città e della sua Amministrazione sia
percorsa da una pratica di illiceità, di illegalità e di corruttela che non c'è. Rivendico
questo fatto e chiedo che tutti siano così responsabili da attenersi alle cose vere e non
alle cose non vere.
Per quanto riguarda la seconda questione, quel CD contiene le informazioni su una
grande quantità di atti amministrativi compiuti in un arco temporale lungo, 6 anni, di
una macchina amministrativa che è fatta di 12.000 dipendenti, che deve gestire un
Bilancio di 1.300.000.000 di Euro all'anno e che vive ogni giorno di atti
amministrativi assunti da decine e decine di dirigenti e da centinaia di funzionari;
questa è una macchina complessa che in primo luogo richiede rispetto e che è
regolata da Leggi, procedure e Regolamenti. Vi è anche l'idea che noi trasmettiamo
l'idea che un'Amministrazione spende i suoi soldi come vuole, mentre qui dentro
non c'è nessuno che spende i suoi soldi come vuole, perché le Leggi lo impediscono.
Intanto stabiliamo il principio che nessun Assessore può decidere una deliberazione
senza che sia controfirmata dai suoi funzionari e che i funzionari, siccome hanno una
responsabilità personale, giustamente non firmano qualsiasi cosa, ma lo fanno
quando sono certi della regolarità degli atti.
Ritengo che abbiamo il dovere di rispettare tutti i nostri dirigenti, i nostri funzionari
ed i nostri dipendenti, i quali sono consapevoli della delicatezza delle funzioni che
svolgono e lo fanno con il massimo scrupolo, applicando procedure che le Leggi ed i
Regolamenti definiscono e che sono state adottate anche nelle vicende che abbiamo
qui discusso.
Vorrei ricordare, come ho già richiamato (ma è passato come fosse ovvio), che, sulla
base delle Leggi, l'affidamento diretto può essere fatto per impegni di spesa fino a
40.000,00 Euro e questa Amministrazione ha deciso che siano possibili soltanto fino
a 20.000,00 Euro; ci siamo dati una regola che è più stringente della Legge. A rigor
di Legge, se avessimo fatto affidamenti fino a 40.000,00 Euro, nessuno ci diceva
niente e nessuno ci può dire nulla. Abbiamo assunto una misura più restrittiva
proprio perché consapevoli che bisogna ancorare ogni provvedimento al massimo di
trasparenza e che, siccome nell'affidamento diretto c'è una dose di discrezionalità,
quella dose di discrezionalità va ulteriormente ridotta a dimensioni di spesa più
contenute possibili.
Ricordo che la possibilità di assegnare affidamenti od operare acquisti di beni e
servizi da 40.000,00 a 200.000,00 Euro con procedura semplificata non è una norma
soltanto della Legge italiana, ma corrisponde ad una norma comunitaria, che si è data
l'Europa.
Ricordo, inoltre, che c'è un organo di tutela dell'interesse pubblico collettivo in sede
giurisdizionale che si chiama Corte dei Conti e che sottopone al vaglio ogni atto di
ogni Amministrazione. Segnalo anche che la Corte dei Conti di Torino è tra le più
scrupolose e rigorose sezioni di Corte dei Conti che ci siano in Italia; anzi, se mi
permettete una battuta, se anche nelle altre città italiane ci fossero sezioni di Corte
dei Conti così rigorose come quella di Torino, forse si sarebbero evitati certi guai in
altre città. Questo è un elemento che ci tutela tutti e, a maggior ragione, è un
elemento che dovrebbe garantirci tutti di più.
Quindi, non c'è alcun "sistema Torino", non inventiamoci formule propagandistiche
che vanno bene per fare un titolo di giornale, o vanno bene per sputtanare una città, o
vanno bene per trasmettere un'idea che è tutto un rubarizio, perché sono tutte cose
che non funzionano e che non esistono.
Dopodiché, dentro una macchina così complessa ci possono essere errori,
comportamenti inopportuni e sottovalutazioni nell'applicazione delle Leggi o ci
possono essere anche delle slealtà o delle infedeltà, è ovvio; in una macchina di
12.000 persone volete che non ci siano? È normale. Quindi, è giusto sottoporre a
controllo tutto ciò che va sottoposto a controllo, ma dire che occorre costantemente
sottoporre a controllo ogni atto non può voler dire che, se allora si sottopongono al
controllo degli atti sulla base di una cultura del sospetto, è perché certamente c'è
qualcosa che è stato fatto di illecito o di illegale. Questo nesso è sbagliato e penso
che tutti dobbiamo liberarci di questa cultura del sospetto, partendo dall'idea
sempre... Non sono di quelli che trova un bel proverbio quello che spesso va per la
maggiore in Italia: "A pensar male non si sbaglia". No, penso che a pensar male si
sbaglia quando non ci sono ragioni per pensar male.
Credo che abbiamo tutti il dovere della responsabilità, tanto più quando siamo
investiti di una responsabilità così delicata come quella che ci hanno affidato gli
elettori. Proprio perché penso le cose che sto dicendo, non ho avuto alcuna reticenza
nell'affrontare qui il caso della dottoressa Martina. Ho letto e rileggo: "È emerso un
profilo di natura soggettiva, stante che socio della società Punto Rec Studios risulta
essere il dottor Marco Barberis, figlio della dottoressa Anna Martina, firmataria di
una determina del 9 settembre 2008 per 6.120 Euro e co-firmataria di un'altra del 13
ottobre 2009 per 6.012 Euro.
Il codice di comportamento che regola le attività dei dipendenti pubblici prevede,
all'articolo 6, che il dipendente debba astenersi dal partecipare all'adozione di
decisioni o attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti
entro il quarto grado. È quindi evidente qual è il mio giudizio nel momento in cui
cito questo, Consigliere Mangone.
La conclusione è che per questa ragione ho chiesto al Direttore Generale di
approfondire tale materia, di accertare la sussistenza di profili di responsabilità
soggettiva e di indicare quali provvedimenti debba adottare l'Amministrazione. Non
vi è alcuna reticenza. Dopodiché, siccome penso che le persone vanno rispettate
anche quando commettono degli errori, ho sentito il dovere morale di ricordare che la
dottoressa Martina non ha firmato, in 8 anni, soltanto quelle 2 delibere, che sono
probabilmente inopportune e che probabilmente porteranno ad un provvedimento; in
8 anni ha anche dato a questa Città tutto quello che sapeva in termini di
professionalità e di competenza, concorrendo a far sì che questa Città gestisse eventi
come le Olimpiadi ed il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia con il successo che
sappiamo.
Tra le due cose non c'è contraddizione; si può essere dediti, pieni di passione, fare
bene per le cose della propria Città e anche, ad un certo punto, compiere delle scelte
che invece non sono condivisibili od opportune, perché la vita di ciascuno di noi è
fatta di tante cose molto complesse. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma
chi l'ha detto questo? (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Liardo, per favore!

SINDACO
Che non venisse pagata? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Insomma, io
parlo in italiano e non so se lei è in grado di intenderlo sulla base di quello che sta
dicendo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

LEVI Marta (Vicepresidente)
Per cortesia!

SINDACO
Ma andiamo! Che cosa dice? Ma cosa dice? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Liardo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

SINDACO
Ma non ho detto questo? Che cosa mi attribuisce? Ma lasciamo perdere!

LEVI Marta (Vicepresidente)
Per favore!

SINDACO
Penso che tutti dobbiamo liberarci di una cultura del sospetto ed è espressione di
questa cultura del sospetto il piccolissimo e marginale episodio del Festival del Jazz.
Si dice: "Siccome Braccialarghe è un dipendente della Rai, sai che c'è? Ha fatto un
favore alla Rai", perché questo è quello che si è trasmesso all'opinione pubblica
attraverso i giornali. No, l'Assessore alla Cultura, avendo promosso il Festival del
Jazz ed avendo deciso che, se promuoviamo un'iniziativa, si deve mettere in campo
una campagna di comunicazione relativa, ha deciso che questa campagna di
comunicazione doveva essere affidata a messaggi radiofonici. La radiofonia in Italia
ce l'hanno la Rai ed una serie di reti private di carattere nazionale e locale e tutte
sono state destinatarie dei nostri spot, perché non soltanto la Rai ha fatto contratti per
gli spot del Festival del Jazz, ma anche Radio Capital, Radio 24, che, se non ricordo
male, è proprietà de "Il Sole 24 Ore", Radio MonteCarlo ed una quantità di radio
locali di cui Braccialarghe può fornire l'elenco.
Non è colpa di nessuno se il gruppo Mediaset non possiede radio, ma soltanto
televisioni; se ne avesse avute, si facevano anche lì. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). L'idea che si possa non vedere il fatto nella sua obiettività, ma che
si cerchi subito l'esistenza di un interesse privato losco è una cosa che non mi
appartiene culturalmente e sono sempre sconcertato quando accade. Questo è il
secondo appello che faccio a tutti noi e, in particolare, ai Consiglieri del Movimento
5 Stelle: ciascuno di noi giustamente chiede per sé rispetto, perché ciascuno di noi è
geloso della propria dignità. Bene, ciascuno di noi faccia questo esercizio: riconosca
agli altri lo stesso rispetto che chiede per sé, che è fondamentale, perché non si può
pensare di essere uno su cui non si può sospettare ed avere invece il diritto di
sospettare di chiunque. C'è qualcosa che non funziona.
Quindi, se ciascuno di noi ha verso ogni altra persona lo stesso rispetto che chiede
per sé, già si parte con una base un po' più prudente. Poi, è giusto fare tutto ciò che è
necessario per tutelare gli interessi collettivi e gli interessi pubblici e, se ci sono delle
cose che non funzionano, capire perché.
Anche per quanto riguarda il tema che è stato evocato quando si dice: "Si ricorre ad
affidamenti esterni, ma non sarebbe meglio fare tutto dentro?", intanto
un'Amministrazione non ha tutto dentro, ma vi segnalo che negli ultimi 10 anni il
dibattito sul rapporto pubblico-privato è passato, tra i tanti argomenti, anche dalla
consapevolezza che non si poteva avere delle Pubbliche Amministrazioni che fossero
così autarchiche da avere dentro di sé tutte le funzioni di cui hanno necessità. Questa
sera scopriamo di colpo che invece va bene il contrario; quindi, anche su questo forse
bisognerebbe avere un po' più di coerenza.
In ogni caso, l'azione di verifica sui dati che sono stati forniti prosegue nella sede
giusta, che è la Commissione presieduta dal Consigliere Carbonero. I dati sono
disponibili. Se è necessario che i nostri Uffici forniscano alla Commissione ed ai
Consiglieri ulteriori elementi di conoscenza e di informazione, dico subito che non vi
è alcuna difficoltà a fornirli, perché è dovere dell'Amministrazione rendere
trasparente ogni suo atto; quindi, se ci sono ulteriori informazioni che servono per
rendere trasparente ogni atto, lo si faccia. Così come sono d'accordo con la
sollecitazione che è venuta dal Capogruppo Lo Russo: penso che sia tempo di portare
all'esame del Consiglio, da parte della Giunta - e sarà mia cura farlo -, un
provvedimento che regoli in modo più chiaro e preciso gli incarichi ultronei, che è
l'oggetto di quel provvedimento che è stato approvato qualche mese fa.
In conclusione, penso che tutti abbiamo il dovere di garantire che l'Amministrazione
della nostra Città sia caratterizzata da imparzialità, da trasparenza, da correttezza, dal
rispetto delle Leggi e non solo, ma anche dal rispetto di regole etiche e di codici
deontologici. Quindi, convengo con questa sollecitazione che è venuta da tutti e
credo che tutti abbiamo il dovere di operare perché sia così. Dopodiché, facciamolo
però con la responsabilità di chi ogni giorno, dovendo governare una città, sa quanto
è complessa l'azione di governo e, soprattutto, facciamolo con la certezza che
governiamo questa città grazie alla passione, alla generosità ed alla dedizione di
migliaia e migliaia di dipendenti, che abbiamo il dovere di tutelare e dobbiamo fare
in modo che non siano rappresentati agli occhi dei cittadini in modo diverso da
quello che sono.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Dichiaro terminate le comunicazioni.
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