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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201202837/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 1° giugno 2012, avente per oggetto: "Variante parziale n. 228 al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17, comma 7, della L.U.R., concernente gli immobili compresi tra strada San Mauro, borgata Bertolla, canale derivatore AEM. Approvazione" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 06/09/2012 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Questa proposta di deliberazione di approvazione della Variante n. 228 è stata oggetto di un lungo lavoro e di una discussione anche molto approfondita in Commissione; sono state tre le Commissioni, sia di II che di VI, che l'hanno analizzata e ci sono state anche audizioni dei Comitati. La Variante n. 228 è stata adottata dalla precedente tornata amministrativa. Per arrivare a questo atto e all'approvazione, nel corso di quest'anno c'è stato un lavoro che ha visto alcune modifiche fondamentali, che vorrei richiamare brevemente; da un lato, hanno tenuto conto del parere della Circoscrizione 6, che aveva espresso un parere positivo ma condizionato ad una serie di elementi che sono stati ripresi, e, dall'altro lato, hanno tenuto conto anche del lavoro che è stato promosso dal mio Assessorato e dalla Circoscrizione 6, che ha visto riunirsi un Tavolo urbanistica per le trasformazioni di Barca Bertolla che ha coinvolto le Associazioni, i Comitati e le risorse del territorio, con i quali si sono approfonditi ed analizzati gli elementi di criticità ed opportunità contenuti in questa Variante. Giusto per ricordarlo ai Consiglieri, il Piano Regolatore approvato nel 1995 prevedeva l'edificazione nell'area di Barca Bertolla concentrandone i diritti in un'area, quindi immaginando una concentrazione in verticale delle cubature, che definivano un'area che poteva anche avere un'altezza di dieci piani fuori terra. L'alluvione del 1994-1995 congelò quell'area, così come altre della Città, in attesa di un approfondito studio idrogeologico condotto dalla Regione (il P.A.I.), che poi è stato approvato dalla Regione e recepito con la Variante n. 100 dalla Città, che quindi ha recepito le prescrizioni previste dal Piano Idrogeologico regionale. Sulla base di questo, la Variante n. 228 si innesta esattamente in questo percorso: vale a dire, in seguito alle indicazioni ed ai requisiti previsti dal P.A.I. regionale, si è rimodulato l'intervento urbanistico di Barca Bertolla. Non cambiano gli indici di edificazione, nel senso che gli indici rimangono esattamente quelli, in conformità al Piano Regolatore del 1995, ma vengono diversamente distribuiti. Le modifiche che sono state condotte dall'adozione ad oggi (quindi, all'approvazione) riguardano alcuni elementi fondamentali. In primo luogo, la deliberazione, così come adottata, prevedeva congiuntamente di approvare dei Piani Esecutivi - dei P.E.C. - diretti, cioè la deliberazione prevedeva già che venissero individuati gli strumenti urbanistici esecutivi. In realtà, nella deliberazione che adesso andiamo ad approvare è stata stralciata la possibilità di intervenire in modo diretto, rimandando invece alla definizione di Piani Esecutivi successivi. Quindi, oggi la Variante si limita a definire le aree di concentrazione e di destinazione d'uso, senza darne ancora un disegno morfologico ed un disegno urbanistico-architettonico, proprio perché poi saranno gli strumenti esecutivi che entreranno nel merito. Alla luce delle modifiche legislative che ci sono state, i P.E.C. sono di competenza della Giunta, ma - come ho più volte richiamato anche presso la II Commissione - è impegno dell'Amministrazione e della Giunta portare e condividere con il Consiglio, ma anche con la Circoscrizione e con il territorio, la definizione progettuale che sarà contenuta nei Piani Esecutivi Convenzionati. Tenendo anche conto delle esigenze del territorio, altri elementi fondamentali sono stati quelli di evitare una definizione delle urbanizzazioni a lotti, quanto piuttosto di avere una visione complessiva dello sviluppo e della trasformazione di quell'area, in modo che tutte le urbanizzazioni possano essere coerenti e, in qualche modo, armonizzate in una visione complessiva, anche dal punto di vista morfologico, del quartiere; per quanto riguarda la viabilità, la possibilità di avere una mobilità ciclopedonale più consona e non interrotta come è adesso, dotare quel territorio di servizi di cui vi è carenza e che questo strumento può consentire di avviare, preservare le aree verdi concentrandole in una grande area a parco limitrofa alle sponde del fiume. Visto che nella deliberazione così come era stata adottata nella Variante c'era una certa ambiguità sul numero dei piani, viene definita l'altezza prevista; infatti, si dice che i piani non possono essere più di 4 compreso il primo, che è quello per i garage e le autorimesse (quindi, 1 fuori terra più 3 e non di più). Inoltre, siccome la Variante mette in gioco anche dei diritti edificatori della Città, che nella deliberazione adottata erano previsti in 9.500 metri quadrati di SLP, sono stati tolti 1.000 metri quadrati di SLP anche per alleggerire e distribuire i diritti edificatori della Città in modo più uniforme e meno concentrato. Questi sono i paletti principali sui quali si è lavorato e per i quali vi chiedo l'approvazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Mi dispiace che non sia presente il Sindaco, perché insieme a lui avrei voluto condividere una nuova delega dell'Assessore Curti in questa Giunta, che ormai è diventata l'Assessore al cemento; in questo anno e mezzo abbiamo versato così tante tonnellate di cemento su questa città che, secondo me, merita questa delega. In una Variante così importante si va a pensare esclusivamente al soldo ed agli 8 milioni di Euro di oneri di urbanizzazione che portiamo a casa; sono parecchi soldi e sicuramente fanno comodo a casse disastrate come quelle di questa Amministrazione, così come faranno comodo i soldi delle dismissioni che andremo a votare più tardi. Qualsiasi centesimo possiamo andare a raccogliere, stiamo dimostrando di andarlo a raccogliere nel peggior modo possibile, perché stiamo facendo tanta quantità e davvero poca qualità. Andiamo a riempire i prati di cemento; è l'ennesima volta che costruiamo dei palazzi sui prati. Ad un anno e mezzo dall'inizio della tornata amministrativa, è diventato davvero un numero esagerato; ci troviamo nuovamente a votare Varianti al Piano Regolatore. Se questo Piano Regolatore non ci piace più, cambiamolo, visto che siamo alla Variante n. 228; evidentemente, chi l'ha fatto nel 1995 non è stato in grado di fare un Piano Regolatore come si deve, se, pochi anni dopo, siamo costretti ad intervenire in maniera così massiccia. Detto questo, siamo di nuovo nella condizione di costruire palazzi che non verranno abitati o, se lo saranno, chissà quando accadrà. Ci tengo a ricordare i 50.000 alloggi sfitti in questa città; non so chi, in un periodo di recessione così forte, andrà ad acquistare alloggi a prezzi sicuramente elevati, perché quella non è una zona popolare. Adesso bisogna aprire una questione: chi comprerà tutte queste case e, soprattutto, perché non ci viene consegnato un piano con il quale capire che cosa vuole andare a costruire l'Amministrazione da qui ai prossimi anni. Abbiamo fatto una discussione in Commissione sul Piano Regolatore e su quello che può dare a questa Città, ma non è stato preventivato e non è stato chiarito niente relativamente a quello che sarà il futuro. Questo è davvero preoccupante, perché continuiamo a coprire di cemento qualsiasi triangolino verde che vediamo in giro per la città e, secondo me, è assolutamente scandaloso. Sono curioso di vedere se potremo cambiare anche il nome al Gruppo Consiliare SEL in PC, cioè "Partito del Cemento", perché, fuori da quest'Aula, ci sono alcuni Gruppi Consiliari che parlano di ecologia, dell'importanza del verde e di quanto è bello l'ambiente e poi, quando qui dentro si parla di cemento, schiacciano il pulsante del "sì" tutte le volte. Ribadisco che questo è assolutamente scandaloso, così come è stata scandalosa la marchetta che è stata fatta a scapito dei Comitati nell'ultima Commissione, che ritengo davvero di pessima fattura, perché l'audizione doveva essere fatta prima, dato che è un anno che seguiamo questa Variante. Questa audizione, che magari poteva darci dei consigli positivi, è stata assolutamente inutile perché sono stati bloccati i termini per la presentazione degli emendamenti. Non credo che questa audizione andrà neanche a cambiare la sensibilità dei Consiglieri che hanno votato questo atto. Ritengo che questa Variante sia un assoluto abominio per quella zona, che non ha bisogno di nuovi palazzi, ma di servizi; sono contento di aver firmato la mozione di accompagnamento presentata dal Presidente della II Commissione, che almeno pone una piccolissima pezza a questa "Variante abominio". Si tratta di una piccolissima pezza, ma concederò il mio voto positivo - avendola firmata - alla mozione di accompagnamento, mentre il nostro voto su questa Variante sarà assolutamente contrario, come lo è stato fin dal primo giorno in cui ci è stata presentata. Sono veramente dispiaciuto che in questa tornata amministrativa non si pensi alla qualità degli interventi che vengono fatti al Piano Regolatore, ma esclusivamente a quanti soldi si possono raccogliere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Intanto mi piacerebbe che anche le opposizioni riconoscessero che cosa è successo, nel senso che nella scorsa tornata amministrativa la gran parte delle opposizioni ha votato una Variante di adozione, che molti avevano già criticato nella scorsa tornata amministrativa, e, all'inizio di questo mandato, la Commissione Urbanistica e la Commissione Ambiente hanno semplicemente chiesto all'Assessore Curti di sospendere quell'adozione, che poi sarebbe diventata questa approvazione. Perché l'abbiamo fatto? Intanto perché credevamo che l'Assessorato all'Urbanistica e la Circoscrizione dovessero in qualche modo riprendere un dialogo con quei cittadini, in quanto c'erano tante cose non vere e mi dispiace che il Consigliere Ricca, anche se è un giovane eletto, dica così tante inesattezze in un unico intervento. Da una parte, probabilmente in quegli anni i Consiglieri hanno fatto un grave danno a quel territorio, raccontando storie un po' strane e un po' false, e, dall'altra parte, non hanno ascoltato abbastanza che cosa dicevano quei cittadini. Intanto bisogna parlare di che cos'è il Piano Regolatore della Città. Si tratta di un Piano Regolatore che nel 1995, probabilmente sbagliando - lo dico sinceramente -, prevedeva in un'area a parco una trasformazione che, in qualche modo, doveva avvenire, ma che non c'entrava niente con l'edificato lì intorno. A me dispiace che la Lega Nord si svegli adesso - negli ultimi dieci giorni disponibili - per discutere di questa cosa, ma, un anno fa, noi siamo andati a vedere esattamente quello e a chiedere a quei cittadini: "Conviene non fare una Variante e lasciare il Piano Regolatore così com'è in quell'area?". Che cosa comportava lasciare il Piano Regolatore così com'è in quell'area? Occupare una parte vicino al canale e all'area fluviale per fare dell'edificato in una zona che doveva essere considerata a parco. Abbiamo evitato questo? Sì, ma lo evitava anche l'adozione precedente, peccato che, di fatto, spalmava tutto quell'edificato nella parte limitrofa, senza ridisegnare il contorno di un borgo. Sono contento di aver presentato con il Presidente Carretta questa proposta di mozione, che sento che verrà votata anche dagli stessi oppositori della Variante; devo dire la verità, le due cose sono estremamente collegate. Nel senso che questa occasione ci porta sostanzialmente tre cose: la prima è di destinare parte degli oneri di urbanizzazione derivanti da questa Variante alla progettazione e realizzazione dei servizi, fra cui alcuni spazi pubblici, la parte di gioco e sport, ma soprattutto anche tutta la parte ciclopedonale, che attualmente viene interrotta da una centrale di IREN. Inoltre, permette di ripensare la viabilità, non con gli oneri di urbanizzazione, ma attraverso le opere a scomputo e la realizzazione da parte dei privati di un Piano Esecutivo che metta subito a disposizione una nuova viabilità, una nuova illuminazione ed un nuovo disegno del quartiere. Dall'altra, secondo me però questo è il classico esempio su cui la Città dovrebbe ingegnarsi per trovare dei pareri esterni, perché una delle discussioni che abbiamo fatto lo scorso anno, quando è avvenuto il primo sopralluogo di questa tornata amministrativa, riguardava l'esondabilità. Credo che i cittadini abbiano ragione ad essere in qualche modo intimoriti, nel senso che il Piano Regolatore del 1995 di fatto bloccava parte di questa destinazione futura per la possibile esondabilità, mentre poi la Variante n. 100 in qualche modo ha ridefinito tutto quello che, invece, era considerato a rischio e, in questo senso, risvincolava quest'area, ridandole la destinazione originaria. Di fatto, da allora, oltre a quello dell'ARPA, non c'è stato un giudizio terzo dei nostri geologi o di una scheda alternativa della Città, in quanto ovviamente ci fidiamo di quello che dicono la Regione e l'ARPA; certo è che - lo dico, visto che poi è la Regione che dà il giudizio terzo - di fatto è un giudizio. Secondo me non sarebbe sbagliato se, come Città, vi fosse la possibilità di avere in qualche modo dentro le nostre competenze anche un ufficio che si occupa di questo. A quel punto, noi l'abbiamo anche colto nella parte dell'edificato, nel senso che, per esempio, abbiamo detto che non ci devono essere box interrati, proprio perché quello è un luogo che aveva delle bialere storiche e, visto che è esondato più volte (più per i fiumi e più che altro per l'uscita di alcune falde), abbiamo evitato di fare quel tipo di inserimento. Ovviamente, i cittadini ci dicono: "Ma non è che il nuovo edificato non avrà questi problemi ed il vecchio sì?". Per questo motivo noi chiediamo di approfondire il profilo geomorfologico ed idraulico, prevedendo, in conformità con la deliberazione della Provincia di Torino, la stesura di un'idonea relazione geologico-tecnica ed idraulica che analizzi lo stato di fatto, compresa la funzionalità delle bialere presenti nella zona interessata dalla Variante n. 228. Inoltre, i cittadini ci chiedevano già allora di evitare della comunicazione un po' eco- friendly e di fare quello che è stato fatto in altre parti non di questa Variante, ma in alcune zone che già oggi sono in trasformazione. Infatti, anche nella proposta di mozione noi chiediamo - ma mi pare che da parte della Giunta ci sia un indirizzo positivo anche per il futuro P.E.C. - di prevedere nella relazione sull'ecosostenibilità (cioè quella relazione che verrà comunque, come è scritto oggi nella proposta di deliberazione, messa a fianco a questo Piano Esecutivo) l'adozione delle migliori tecnologie della green and clean technology atte ad ottenere un consistente risparmio energetico ed un miglior inserimento nel paesaggio. Per questo motivo chiediamo che l'edificato non superi i tre piani più uno, cioè i quattro piani di cui parlavamo, chiediamo che l'adozione di questa scelta serva a migliorare il microclima e che, quindi, venga anche utilizzata tutta una parte di tecnologie che può essere rappresentata dalla diffusissima esperienza delle tecnologie dei tetti verdi e del verde verticale e, in qualche modo, chiediamo che vi sia una ricucitura con il borgo esistente. Non so - mi rivolgo al Consigliere Ricca - se abbiamo fatto tutto; forse avreste potuto lavorare con noi su un'ultima ipotesi che abbiamo scritto nella proposta di mozione e che spero che anche l'Assessore Passoni possa, in qualche modo, favorire e facilitare: avremmo certamente potuto mandare avanti tutta la parte privata di questa Variante ed i diritti edificatori dei privati, sospendendo la parte pubblica; avremmo potuto fare questo. Infatti, ad un certo punto diciamo di valutare almeno la possibilità, in sede di strumento urbanistico esecutivo, di ridefinire le aree a viabilità pubblica e, poi, chiediamo che vengano preservate tutte le aree verdi ed i terreni vergini ancora presenti nella Variante. Che cosa intendo? Forse, se invece di fare il TOC, avessimo cambiato il Piano Regolatore, probabilmente avremmo scoperto che alcune aree verdi non erano sostituibili. Per intenderci, con questa Variante salviamo un'area a parco, ma ci spostiamo in un'area che viene considerata gerbido e che era, però, un'area a servizi. Se quell'area del nostro Piano Regolatore fosse stata definita area agricola, non ci sarebbe stata questa possibilità. Chiediamo semplicemente che questi 8.000 metri quadrati possano essere spostati in aree limitrofe, cioè in aree non vergini e non verdi, e che, anche se viene considerata, tra virgolette, "gerbido" dalla Città, in qualche modo i cittadini le hanno sempre considerate aree adibite a verde. Per questo motivo chiediamo, se è possibile, all'Assessore al Patrimonio di verificare se almeno quegli 8.000 metri quadrati pubblici possano essere trasferiti, in qualche modo, in un'area limitrofa. Non so se abbiamo fatto tutto. Credo che la Presidenza del Consiglio - l'abbiamo già detto - in questo modo non abbia facilitato la discussione, nel senso che la richiesta è arrivata a luglio e noi abbiamo fatto oggi il diritto di tribuna. Io ed il Presidente Carretta abbiamo chiesto, la scorsa settimana - all'ultimo ed in extremis -, di poterla inserire, anche se quella richiesta non era arrivata nelle nostre Commissioni, ed abbiamo cercato di raccogliere tutto quello che era lo sforzo della nostra elaborazione, ma soprattutto quelle che erano le tante critiche del territorio. Oggi la vicenda potrebbe finire qui, ma non finirà qui, perché, in qualche modo, le nostre Commissioni si sono già candidate a seguirla passo per passo. Chiedo all'Assessore, insieme alla Circoscrizione, di continuare a tenere aperto quel tavolo, che non deve essere chiuso, e credo che le nostre attività di Commissioni Consiliari possano continuare ad essere un corretto strumento democratico, come abbiamo cercato di svolgere al pieno delle nostre funzioni quest'anno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei fare alcune considerazioni di carattere personale. Durante l'audizione dell'Assessore per giustificare la Variante n. 228 ci sono state molte affermazioni non veritiere e direi anche contraddittorie; ne vorrei citare alcune. È stato detto che non c'è aumento di cubatura rispetto a quella prevista dal vecchio PRG, nascondendo così gli 8.500 metri quadrati di Superficie Lorda Pavimentabile (SLP) che il Comune cede ai privati. Tra l'altro, questi terreni pubblici derivano dalla cessione di altri privati in cambio di permessi di costruire. Si tratta, insomma, di un riuso dei terreni; prima si sono tolti a dei privati per, poi, ridarli ad altri e ricavarne soldi. Inoltre, è falsa l'affermazione che la Provincia non ha espresso valutazioni negative; nella deliberazione del 17/05/2011 la Provincia ha ribadito la necessità di approfondimenti dal punto di vista del carico antropico e idrogeomorfologico, chiedendo anche l'effettuazione della valutazione di incidenza ai sensi della Direttiva UE 79/409 sulla tutela della ZPS. È stato affermato che con il vecchio PRG si sarebbero potuti costruire palazzi di 8 piani, ma ciò è falso, in quanto non sarebbe stato possibile per i vincoli derivati dalla tutela dell'habitat della zona speciale di protezione dell'Isolone di Bertolla, ZPS inserita nella EU 2000 per prescrizione dell'Ente Parco del Po. Si è parlato di un'occasione per la riqualificazione del borgo Bertolla, ma nella Variante n. 228 non c'è una riga di impegno sull'utilizzo di parte degli oneri di urbanizzazione a favore della riqualificazione dell'area e, inoltre, si è banalizzato il rischio idrogeologico. Però, nei fatti e negli atti ufficiali si subordinano gli interventi alla sottoscrizione da parte del soggetto attuatore e concessionario di un atto liberatorio che escluda ogni responsabilità dell'Amministrazione Pubblica in ordine ad eventuali futuri danni a cose e persone derivanti dal dissesto segnalato (Variante n. 100, annesso B, articolo 8). Infine - questa è una considerazione estremamente personale -, molti di quelli che approveranno questa Variante, come diceva giustamente il Consigliere Ricca, si dichiarano pubblicamente contro la caccia, l'inquinamento, eccetera, per poi permettere il male maggiore, ovvero coprire i pochi terreni vergini (o agricoli o urbani) con il cemento per costruire case in zone classificate come aree parzialmente inondate e attualmente inondabili (definizione della Variante n. 100 al PRG per l'area di Bertolla). Spero che queste contraddizioni emergano anche tra i Colleghi durante la votazione. Mi rivolgo direttamente all'Assessore, dicendo che non sono per il "no" su tutte le situazioni, tant'è che per esempio nel caso della Variante che interessava via Botticelli si trattava di una cosa che bisognava realizzare ex novo ed è evidentemente giusto andare anche in quella direzione, perché sono aree abbastanza depresse. Lo stesso dicasi per la zona ex Michelin, in quanto anche quella è una zona da rivedere in maniera totale. Però, qui ho paura che vi sia una rievocazione di quanto accaduto, come dicevo in Commissione, nella zona antica di Venaria, che non è a Venaria ma a Torino, cioè la zona che comprende via Sansovino e tutta l'area che è a ridosso (prima di entrare in Venaria); anche in quel caso c'è stata una trasformazione, potete andarla a vedere perché è sotto gli occhi di tutti: dei bassi fabbricati, che erano armoniosi in quell'ambiente, sono stati rovinati da casermoni di 8 o 9 piani, tra l'altro costruiti in maniera errata, vicino alla ferrovia, tant'è che quando passa il treno tutte le palazzine hanno delle vibrazioni fortissime. In quest'area si rischia di commettere lo stesso errore, per cui spero che, durante la votazione, i Colleghi della maggioranza, che continuano a fare gli uomini di governo e di piazza, la smettano e si passino la mano sulla coscienza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Questa mattina ho assistito al diritto di tribuna, che c'è stato alle ore 11.00 e che giustamente è stato convocato prima di questa votazione, e, con la solita - credo - onestà intellettuale, ho cercato di valutare le ragioni di questi cittadini, perché sulle Varianti non abbiamo mai un concetto pregiudiziale, in quanto ragioniamo pragmaticamente e cerchiamo di capire quelle che, secondo noi, sono valide e quelle che, a nostro giudizio, possono creare nocumento. In questo caso, i cittadini hanno oggettivamente proposto una serie di slide interessanti - a questa riunione era presente anche il Consigliere Grimaldi - che credo mettano in evidenza alcuni punti che il Consigliere Liardo ha, giustamente e propriamente, citato nell'intervento che mi ha preceduto. Secondo me, ha ragione il Consigliere Liardo quando si riferisce alle sue imprecisioni. Adesso, sentiremo la replica dell'Assessore e vedremo se è veramente così. Però, io punterei il dito con grande attenzione su due elementi. Però, prima di arrivare lì, l'adozione che noi abbiamo fatto il 7 marzo 2011, in piena campagna elettorale - lo ricordo al Consigliere Grimaldi, si è votato a maggio 2011 -, non ci ha visti presenti a quella votazione e, sicuramente, avremmo votato contro; non ci sono dubbi. È chiaro, però, che un'adozione di quel genere, così come un'altra adozione avvenuta alla fine della scorsa consiliatura, è oggettivamente un po' fuori tempo, visto il periodo in cui sono state fatte delle Varianti anche importanti, tra cui questa. I temi che io voglio citare, anche a beneficio dei Consiglieri di maggioranza e, in particolare, del Capogruppo del PD, ma anche del Capogruppo di SEL (che voterà probabilmente sì, vista la proposta di mozione che hanno presentato a questa proposta di deliberazione), sono due. Il primo è ricordare i fatti di Genova, relativi all'esondazione, nel senso che l'esondazione di Genova è avvenuta in un posto in cui non si pensava potesse avvenire, anche se era borderline e anche se era idrologicamente a rischio; invece, improvvisamente, quell'esondazione è avvenuta e ha provocato danni ingenti e morti e io non vorrei - lo dico a verbale, perché ognuno si deve assumere le proprie responsabilità - che su quell'area succedesse la stessa cosa. Questo è il primo aspetto che sottolineo all'Assessore, perché, dalle slide che hanno presentato i cittadini, si vede chiaramente dov'è posizionato il terreno e si vede che, a fianco di questo terreno, ci sono altri due insediamenti, di cui uno già in corso di costruzione e quindi penso non sia adeguato costruire, in un momento come questo, a ridosso di un fiume. Il secondo aspetto è relativo alla firma della liberatoria (che io voglio sottolineare con la biro ideale rossa) che i singoli costruttori devono dare al Comune, in modo da sgravare l'Amministrazione delle proprie responsabilità. Anche questa mi sembra un'incongruenza oggettiva ed è incomprensibile per chi non è un tecnico, come il sottoscritto. Quindi, credo i Consiglieri della maggioranza debbano assolutamente valutare questo aspetto. Terzo aspetto. È chiaro che, nonostante il fatto che noi incasseremo oneri di urbanizzazione da questo tipo di operazione - e, tutto sommato, ci può stare dal punto di vista amministrativo, come Giunta, nel caso in cui io fossi lì a ragionare con l'Assessore, probabilmente questo dato lo ragionerei -, questo è un momento di grave crisi. Io non so - e lo dico a beneficio dei Consiglieri Grimaldi e Carretta - se chi andrà a costruire lì sopra abbia ancora voglia di attivare un'operazione di quel genere, perché, da quello che ho capito, si tratta più o meno di 500 appartamenti, oltre agli altri che già si stanno costruendo. In totale, saranno 1.500 appartamenti, per circa 5.000 persone all'interno di quest'area. Pertanto, io non so chi vorrà andare a fare un'operazione di quel genere, perché sarà sicuramente un'operazione in perdita, in un momento storico difficilissimo per l'edilizia, dove lo stesso Presidente del Collegio Costruttori, recentemente, in un'intervista ha detto di non concedere nuove aree da edificare, perché tanto il mercato non ha la forza di assorbirle. Quindi, in questo caso - a mio giudizio, naturalmente - c'è un doppio danno, uno è quello idrogeologico, Variante 100, e l'altro quello del mercato. Il terzo danno è, appunto, la firma della liberatoria. Oltretutto, i cittadini fanno notare che lì siamo nella zona di Ponte Amedeo, loro la chiamano la dogana, per le code. Fanno notare che, in quella zona, le case sono tutte basse; invece, nonostante la proposta di mozione del Consigliere Grimaldi, che credo mitigherà questo aspetto, noi consentiamo la costruzione di palazzi (adesso lo dico in termine tecnico un po' volgare, ma è per rendere l'idea). Quindi, cambia completamente l'assetto morfologico di quella zona. In più, sempre i cittadini riferiscono che è una zona dove, addirittura, circolare con le macchine è difficile, nel senso che, per transitare in una via stretta di Bertolla, molte volte, si aspetta che l'autista dell'altra auto transiti con buon senso civico e si cerca di trovare la giusta mediazione per passare. Quindi, io chiedo veramente al Presidente Carretta (ma lo dico con la solita - credo - onestà intellettuale, senza alcun pregiudizio ideologico su queste Varianti, che noi votiamo sempre con grande attenzione amministrativa), al Consigliere Grimaldi nonostante la proposta di mozione e all'Assessore stesso, se questa Variante valga i milioni di Euro che il Comune incasserà. Io capisco le difficoltà di Bilancio; probabilmente, sono assolutamente impellenti. Abbiamo, però, la vendita delle partecipate, abbiamo una serie di cose importanti; abbiamo fatto una spending review e, venerdì in Commissione, arriverà il Bilancio sull'assestamento. Quindi, non penso che sia così urgente dal punto di vista delle casse, se lo stesso Assessore Lubatti, ad esempio, ha detto che sulle strisce blu sospende per il 2012, visto che non c'è impellenza di cassa per la Città di Torino, per fortuna. Pertanto, sulla stessa cosa, io chiedo al Presidente Carretta, al Consigliere Grimaldi e all'Assessore stesso di valutare con grande attenzione questa proposta di deliberazione, perché credo che i cittadini, in questo caso, non abbiano assolutamente torto e si possa fare un danno, più che un beneficio, alla Città di Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carretta. CARRETTA Domenico Intervengo con la stessa onestà intellettuale del Consigliere Tronzano, il quale ricordava i fatti di Genova legati all'alluvione. Io ho abitato per anni, per lavoro, a 200 metri da via Fereggiano. Effettivamente, capisco che ognuno debba giustificare, o meno, anche con esempi più o meno forti, quelle che sono le proprie posizioni, in questo caso sulla Variante 228. Io considero i due casi estremamente diversi. Lì si tratta di tombature e di una speculazione edilizia che, forse, per il fatto di non aver adottato provvedimenti come questo, ha generato, poi, dei disastri come quelli dello scorso dicembre. Io, comunque, sono un inguaribile ottimista, al di là di tutto. Penso che il percorso che ci ha portato a discutere oggi in Aula la Variante 228 sia estremamente indicativo per quanto riguarda la condivisione e la partecipazione che c'è stata alla discussione intorno alla proposta di deliberazione in oggetto. Si parlava di un sopralluogo, poi tre sedute e un'audizione, tra l'altro particolare, perché, in realtà, non era stata richiesta, ma arriva in un secondo momento, in quanto siamo stati noi - io e il Presidente Grimaldi - che, in extremis, abbiamo voluto comunque convocare quei cittadini. Sia chiaro, quei cittadini non è che sono venuti qui per la prima volta ad esprimere le proprie ragioni, lo ricordava benissimo l'Assessore Curti; sono stati qui e hanno partecipato a dei Tavoli con la Circoscrizione. Io, davvero, cercavo di seguire anche i lavori paralleli rispetto ai lavori della Commissione. Io so quello che è stato il lavoro fatto dall'Assessore e so quello che è stato il lavoro portato avanti in Commissione; un lavoro che ha portato a delle modifiche sostanziali, che non starò qui a ripetere. Però, dicevo, sono un ottimista, quindi penso che anche la posizione espressa dal Consigliere Ricca, in realtà, sia mitigata anche dalla sua partecipazione, per cui ringrazio anche il Gruppo della Lega Nord per aver partecipato alla nostra proposta di mozione di accompagnamento, che è un ulteriore tassello a quel percorso che dicevo prima di condivisione. Abbiamo raccolto delle problematiche emerse durante i lavori di Commissione, per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione da destinare al mantenimento e al rifacimento del manto stradale. Poi, altri elementi ricordati dal Consigliere Grimaldi, a cui era sfuggito, forse, ricordare anche che, nella nostra proposta di mozione di accompagnamento, abbiamo messo anche l'impegno a preservare, con l'attuazione della Variante, i terreni vergini e le aree agricole, che è un provvedimento da inserire all'interno di quelli che erano i disposti contenuti nel Piano d'Area del Parco fluviale del Po. Quindi, alla fine, considero quanto è stato svolto dalla maggioranza e anche dalla minoranza un lavoro degno di nota. Permettetemi un'ultima annotazione: io non considero la proposta di mozione di accompagnamento una pezza, com'era stata indicata dal Consigliere Ricca, ma più che altro un segnale dell'ottimo lavoro svolto in Commissione e anche in sede di Giunta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Io sono un po' in difficoltà nel commentare l'ennesima Variante cementificatoria. Questa volta andiamo ad intervenire su 220.000 metri quadrati, che sono una discreta cifra di terreno, prevalentemente agricolo ancora oggi. Ci viene detto che questa, però, è una Variante per migliorare la situazione del Piano Regolatore esistente, che era persino peggiore, per cui bisogna intervenire, in qualche modo, per gestirla. Però, io vorrei far notare che, intanto, quest'intervento trasforma un'area che era destinata a servizi in una Zona Urbana di Trasformazione, quindi a destinazione prevalentemente residenziale; che, in tutta questa partita, noi aggiungiamo le cubature della Città, questi 8.500 metri quadrati (che prima erano 9.500, poi sono stati ridotti a 8.500), peraltro generate da aree che, precedentemente, la Città ha acquisito come verde (parco giochi, aree a servizi), che adesso, però, generano dei diritti edificatori che vengono inseriti in questa cementificazione. Poi, si dice che questa Variante è un'occasione per riqualificare il Borgo di Bertolla, però non si capisce in pratica cosa voglia dire, visto che gli abitanti del Borgo sono contrari e che non è previsto, sostanzialmente, nessun intervento. Quindi, pare che riqualificare significhi essenzialmente tirare una colata di cemento sui prati. In più, questa Variante ha tutta una serie di problemi idrogeologici, che anche altri hanno ricordato; è in un'area sensibile, soggetta ad alluvioni, dove si dovrà costruire in alto e dove, però, nessuno ha valutato veramente qual è l'impatto di ricoprire di cemento gran parte dei terreni, non magari sulle case che costruiamo adesso, a norma, sopraelevate, eccetera, ma su tutte quelle che stanno attorno e che sono state costruite in precedenza. Così come nessuno pare aver tenuto in conto i problemi paesaggistici, addirittura non è stata fatta la V.A.S., perché si è detto che non è necessaria - anche se su questo ci sarebbe da discutere -, ma quest'area è esattamente accanto all'Isolone Bertolla, che è un'area protetta, di grande importanza ecologica e non c'è, sostanzialmente, una vera valutazione di quale impatto potrà avere il cambiamento dell'ecosistema di fronte, dall'altro lato del canale, rispetto a quello che sta protetto dall'altra parte. In più, c'è la questione fondamentale che riguarda il consumo di territorio, perché noi, ancora una volta, andiamo a prendere una delle pochissime aree rimaste di territorio agricolo, di grandi dimensioni e di pregio, e andiamo a costruirci sopra delle case. Tra l'altro, non qualche casa, ma stiamo parlando, dai progetti che ci hanno fatto vedere in Commissione, di un'ipotesi di una cinquantina di palazzine di 4-5 piani, una dimensione di questo genere. Quindi, una significativa quantità di case su questi terreni verdi. Allora, la domanda è: una Variante al Piano Regolatore, che per legge deve avvenire nel pubblico interesse, in questo caso a quale pubblico interesse risponde? Perché non credo che ci sia un pubblico interesse nel costruire nuove case, visto che a Torino abbiamo più di 50.000 alloggi sfitti e che anche i quartieri recentemente costruiti, oltre quelli che già abbiamo autorizzato e saranno costruiti nei prossimi anni, sono per buona parte vuoti. Anche per quanto riguarda il patrimonio più vecchio, ci sono interi quartieri dove non si riescono più a vendere le case e ce ne sono parecchie tenute vuote, senza speranza né di affittarle né di venderle. Onestamente, l'unico interesse che si vede in questa operazione è quello per le casse comunali di questa Amministrazione di incassare questi 8 milioni di Euro. Devo dire che questo filone dei soldi è stato l'unico che, poi, è stato portato avanti durante tutta la discussione in Commissione. Io ho anche apprezzato la sincerità con cui, quando sono stati tolti questi 1.000 metri quadrati di diritti alla Città, ci è stato detto che era un sacrificio di 700.000 Euro; è vero, però questo rende bene come l'unica motivazione di questa operazione, cioè quella economica per le casse della Città. A questo punto, mi chiedo che senso abbia la politica urbanistica che stiamo portando avanti, perché sembra veramente una prostituzione del territorio rimasto disponibile, pur di riuscire ad incassare un po' di soldi e tappare qualche buco nel nostro Bilancio. Per favore, io chiederei anche di non essere preso in giro dalle proposte di mozione di accompagnamento, perché questa è tanto bella, ma se si legge, sostanzialmente, non dice quasi nulla; infatti, dice: "di valutare la possibilità di destinare parte degli oneri di urbanizzazione a rifare il manto stradale", così, se vorremo; "di preservare con l'attuazione della Variante in oggetto i terreni vergini e le aree agricole", che non so che cosa voglia dire, perché sull'area agricola costruiamo i palazzi; "di prevedere, nella relazione sull'eco-sostenibilità, l'adozione delle migliori tecnologie della green and clean technology, atte ad ottenere un consistente risparmio energetico ed un migliore inserimento nel paesaggio", che onestamente non ho capito cosa voglia dire, non so, forse vuol dire dare la vernice trasparente sui palazzi, in modo che non si vedano, perché, chiaramente, l'inserimento sul paesaggio di 50 palazzine non so come possa essere migliorato. Quindi, onestamente, mi sembra che non solo vogliamo costruire queste case, ma vogliamo anche prendere in giro i cittadini che si sono riuniti, hanno protestato, si sono organizzati e hanno chiesto di rivedere questa Variante. I modi c'erano; c'era la possibilità di spostare alcune di queste cubature su altre aree, su strada San Mauro, su altre zone, dove magari non sarebbero stati in un contesto di pregio, paesaggisticamente ed ecologicamente importante. Invece, sostanzialmente, non è stato fatto nulla, se non grandi parole. Allora, onestamente, mi sembra che si voglia anche prendere un po' in giro la gente. Però, io chiederei veramente una riflessione, perché forse non tutti sanno che un terreno agricolo impiega migliaia di anni a formarsi e a diventare a un grado di fertilità come quello necessario per far crescere bene i nostri raccolti, quindi, quando si costruisce su un terreno agricolo, non è che poi si può togliere la casa, ripristinare il terreno e dall'anno dopo ricominciare a coltivare. Noi siamo veramente in una situazione in cui potremmo trovarci, anche abbastanza a breve, in grande difficoltà a mantenere le importazioni di cibo e di prodotti agricoli che attualmente reggono la sostenibilità alimentare del nostro Paese. Quindi, continuare in questa politica di costruire case inutili, peraltro che non servono a nessuno, sui prati è veramente una follia. E io credo proprio che verranno i nostri figli e i nostri nipoti, molto presto, tra qualche anno, a chiedercene conto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Quest'area è oggetto di discussione in Commissione ormai da moltissimi anni. Vorrei ricordare che il 24 febbraio 2003 il Consiglio Comunale ha votato il nuovo PAI voluto dalla Regione per la definizione dell'assetto idrogeologico e che nel mese di settembre 2004 l'Amministrazione aveva firmato una convenzione con l'Ascom, poichè, l'allora Presidente dell'Ascom, dottor De Maria, voleva costruire in questa zona una scuola e un centro per le attività sportive. Mi ricordo che in una prima Commissione, che è poi stata riconvocata poco dopo, in quanto erano state chieste delle sostanziali modifiche al progetto presentato, si era discusso fino all'inverosimile sull'opportunità o meno di costruire in una zona che era definita esondabile. Erano emerse parecchie preoccupazioni. È vero che l'area è classificata in classe C, ma anche la classe C è soggetta alla possibilità di essere allagata ed alluvionata: questo aveva portato a un lunghissimo dibattito su tutta la tematica. Del progetto della Ascom poi non se n'è fatto più nulla - sto parlando del 2004, quindi ancora prima delle Olimpiadi. Successivamente, nel 2010, la Provincia ha varato una sua deliberazione in cui esorta a limitare il consumo di suolo ancora incontaminato. A marzo del 2011 è arrivata velocissimamente in Commissione (eravamo a fine tornata amministrativa) la proposta di adozione di questa Variante 228. Abbiamo avuto quindi poco tempo per parlare, per discutere e poco tempo per capire che cosa andavamo a votare; suppongo anche che, probabilmente, l'interlocuzione con i privati risalga a prima dell'entrata in vigore della deliberazione della Provincia, per cui il fatto di consentire l'uso di suolo ancora libero era una prassi che il Comune non contrastava. Poco prima dell'adozione della Variante 228, era arrivata in Consiglio una Variante che riguardava la Tecumseh e anche lì si parlava di costruire su un terreno ancora libero. Con un lavoro di Commissione molto stringato e molto pressante, siamo riusciti ad ottenere che si trasferisse tutta la SLP sull'area che già era stata contaminata dall'attività industriale. Bisogna dire che in quell'occasione avevamo una cosa a nostro favore, cioè che le costruzioni limitrofe erano tutte sufficientemente alte da permettere l'inserimento di costruzioni di uguale altezza tali da "assorbire" tutta la SLP concessa, senza avere delle discrasie ottiche di volumetrie. In questo caso, invece, ci troviamo in una condizione tutta diversa. Io ero arrivata persino a proporre, trascurando il consumo di suolo e considerando che la Città non ha più denaro per la manutenzione delle aree comuni, di fare una Variante di Piano per cui non si concedesse più di fare delle costruzioni di 4 piani, ma di costruire delle case basse con giardino, così com'è tutta l'area circostante. Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che, quando noi votiamo una Variante, che noi variamo in un modo o in un altro, approviamo pur sempre una Variante, quindi ci allontaniamo da quello che il Piano Regolatore prevede nell'ottica di proporre delle soluzioni che dovrebbero essere migliorative. Questa proposta non è neanche stata presa in considerazione. Probabilmente perché, da un punto di vista costruttivo, non è sufficientemente redditizio costruire delle case piccole con giardino rispetto a edificare dei condomini. Questo mi dispiace un po', dato che Barca-Bertolla è in effetti una zona particolare nell'area torinese e temo che, considerando anche le costruzioni che già stanno sorgendo poco lontano, che sono state oggetto di due diversi atti amministrativi e che sono, se non erro, tutte opera di un unico progettista, l'architetto Picco, si vadano così a creare ulteriori difficoltà in una zona che è già oggi problematica. Auspico che avremo ancora modo di ridiscutere questa Variante, sperando l'Assessore abbia intenzione di tenere attivo il Tavolo di consultazione con i cittadini e l'interlocuzione con i costruttori. Non è detto che questa Variante debba essere automaticamente quella definitiva, anche se mi rendo conto che i privati che vogliono costruire qui hanno il diritto di sapere con certezza che cosa possono fare, però mi auguro che ci sia ancora lo spazio per una variante di questa Variante. Speriamo che l'Assessore voglia seguire questa strada. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Molte delle questioni poste dai Consiglieri sono state anche discusse e analizzate in Commissione, con tanto di carte, tavole di Piani Regolatori, eccetera. Quindi, scusatemi se sarò sintetica. Intanto vorrei dire una cosa, perché, talvolta, si usano le cifre in modo un po' generale, a seconda del punto di vista che si vuole affermare. Questa Città, in questi 15 anni circa, ha trasformato 7 milioni di metri quadrati di aree di brownfield, come si dice in Urbanistica, cioè di suolo occupato e da bonificare, e su questi 7 milioni di metri quadrati di brownfield ne ha restituiti tre milioni di area verde a parco e di servizi. La media di consumo di suolo della città di Torino per abitante negli ultimi 10 anni è di 4 metri ad abitante, mentre la media della provincia di Torino di consumo di suolo ad abitante è di 80 metri quadrati ad abitante. In alcuni Comuni della Bassa Val di Susa si è raggiunta la cifra di 125 metri quadrati ad abitante di consumo di suolo libero. Recuperare queste cifre, forse, ci permette anche di dire che non stiamo cementificando la città, ma in alcuni casi la stiamo decementificando, perché questa è una città cementificata da decenni e che, in realtà, con molta fatica, sta anche riuscendo ad essere decementificata, sapendo che intervenire sul brownfield, sul suolo occupato, è molto più complesso, costoso, articolato e complicato di quanto non sia costruire su suolo libero. Questo in generale. Per quanto riguarda la Variante n. 228, vorrei ricordare questo. In realtà, la Variante n. 100 - come ho richiamato precedentemente -, approvata dalla Regione Piemonte, ha suddiviso il territorio in classi e sottoclassi di pericolosità geomorfologica. L'area interessata dalla Variante n. 228 è classificata all'interno della classe 3, sottoclasse 3b2b, che la definisce in questo modo: "Area collocata all'esterno e all'interno del centro abitato compresa nei territori di fascia C, a modesta pericolosità, edificabili con limitazioni nella tipologia costruttiva adottando accorgimenti tecnici finalizzati alla salvaguardia dei manufatti e della popolazione insediata. Sono ammessi tutti gli interventi previsti dal Piano Regolatore per le singole zone e aree normative, nel rispetto di alcune condizioni", che sono quelle che diventano scheda normativa della Variante n. 228. Consigliere Liardo, capisco che sia dialettica richiamare le catastrofi naturali, però, in realtà, si rischia anche di non analizzare in maniera obiettiva. Non stiamo tombando un fiume e non stiamo costruendo su un fiume tombato, ma stiamo intervenendo in aree classificate a modesta pericolosità. Anzi, non pericolose, se si seguono delle prescrizioni. Queste prescrizioni sono contenute nella Variante n. 100 in seguito all'adozione del P.A.I. regionale e sono contenute nel parere espresso dalla Provincia, la quale ha detto che queste prescrizioni dovranno essere valutate negli strumenti urbanistici esecutivi. Vorrei richiamare il fatto che, rispetto alla Variante adottata dalla scorsa consiliatura, oggi noi approviamo un atto di variante che toglie il Piano Esecutivo diretto. Nel senso che abbiamo eliminato una facilitazione, perché, approvando così com'era la Variante n. 228, avremmo saltato il passaggio del Piano Esecutivo, cioè dell'adozione di strumenti urbanistici esecutivi, ma saremmo andati direttamente al permesso a costruire. In questo modo, togliendo questa possibilità, noi abbiamo lo strumento per intervenire sulla morfologia, sulla qualità dell'architettura, sulla qualità delle urbanizzazioni, sulle modalità di disegnare gli interventi previsti in quell'area, che, in realtà, vengono concentrati non lungo il fiume - come richiamavo precedentemente -, ma vengono concentrati dove c'è già il tessuto abitato, dove c'è già il tessuto urbanizzato dell'area di Barca-Bertolla, anche liberando un'area, che è quella che diventerà un'area a parco. Gli abitanti teorici previsti, rispetto alla SLP che viene messa in gioco, non sono 5.000, ma sono meno di 1.500, nel senso che la superficie totale è di circa 52.000 metri quadrati di SLP con un indice territoriale che è di 0,7 terzi a metro quadrato e che, quindi, genera dal calcolo circa un po' meno di 1.500 nuovi abitanti. Anche per quanto riguarda il fatto che si continua a ripetere che non c'è la procedura di V.A.S., gli approfondimenti tecnici e quindi anche le indagini geomorfologiche sono da allegare agli strumenti urbanistici esecutivi, per cui non ci sono oggi Piani di incidenza, perché diventano dei documenti prescrittivi nell'approvazione dei Piani Esecutivi Convenzionati, quindi in una fase successiva. Quindi, non è che non ci sono; ci sono in una fase successiva del provvedimento, che è quella dell'approvazione dei Piani Esecutivi Convenzionati. L'ultima cosa che voglio dire, poi avremo modo di approfondire quando ci saranno appunto i Piani Esecutivi (che - ricordo - sono competenza di Giunta, ma, vista la delicatezza e la complessità dell'intervento, io ho dichiarato e dichiaro qui a verbale la disponibilità, l'intenzione, l'impegno della Giunta, dell'Amministrazione e mio di portare in Commissione gli strumenti urbanistici che verranno discussi e di mantenere aperto il Tavolo Urbanistica della Circoscrizione 6), è che il disegnare Barca-Bertolla come un territorio idilliaco, però, non tiene conto di una serie di criticità che ha quel territorio. Io ricordo soltanto - ed è diventato parte integrante della Variante Urbanistica - che nel 2008 la Città di Torino ha presentato alla Regione Piemonte, in seguito ad un bando che poi è stato eliminato (perché sono state tolte le risorse dalla Regione Piemonte poi nel 2010), un progetto di contratto di quartiere per rigenerare il territorio di Barca-Bertolla, che ha carenze di servizi pubblici, di urbanizzazioni, di viabilità e di qualità, che vengono espresse da tempo anche dai suoi abitanti e dalle associazioni del territorio. Quel processo partecipato con il territorio, che ha portato ad uno studio di fattibilità presentato alla Regione Piemonte e che, quindi, ha consentito di ascoltare, valutare ed interloquire con il territorio per capire quali fossero i servizi necessari e quali fossero gli indispensabili interventi per una riqualificazione e urbanizzazione migliore di quel territorio, sono diventati oggi uno degli elementi qualitativi della Variante n. 228. Abbiamo tutta l'intenzione di proseguire questo lavoro, proprio perché la trasformazione di quel territorio possa diventare un'opportunità di riqualificazione e non un elemento di ulteriore difficoltà, perché quello è un territorio in carenza: è un territorio in carenza per le persone anziane che non hanno le automobili, è un territorio in carenza, perché, in realtà, c'è poco commercio di prossimità, eccetera. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) C'è un intervento in appendice del Consigliere Tronzano. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Intervengo per aggiungere agli atti del mio intervento anche questa serie di slide di valutazioni. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 11. Qual è il parere della Giunta? CURTI Ilda (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 11: presenti 25, astenuti 1, contrari 24. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 11 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 11, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 12 al n. 26 compreso. Qual è il parere della Giunta? CURTI Ilda (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Chiedo poi di verificare se per caso ci siano stati degli errori di votazione. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 12 al n. 26: presenti 23, astenuti 1, contrari 22. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 12 al n. 26 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, gli emendamenti originali, dal n. 12 al n. 26, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per dichiarazioni di voto, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Giusto per fare il punto, in dichiarazione di voto, su determinate cose che sono state attribuite a questo Gruppo Consiliare e che io ritengo assolutamente non vere. Io sono sicuro che l'Assessore Curti avrebbe piacere di fare più qualità e meno cemento. Quindi, la sfida che io le lancio è quella di dare un tono qualitativo a quelli che sono gli interventi edilizi da qui alla fine del mandato, perché sicuramente possiamo metterci nella condizione di fare Torino più bella. Ricordo che Torino ha più abitanti che la provincia, percentualmente, in base a quella che è la sua area. Quindi, quei metri che prima ci indicava, se noi li paragoniamo a quelle che sono le aree ancora edificabili, probabilmente è un numero davvero altissimo. Detto questo, noi siamo contrari. La coerenza a noi, sicuramente, almeno in quest'Aula, non manca. Siamo contrari dal primo giorno agli interventi di pura cementificazione e lo saremo fino alla fine, tanto che il nostro ostruzionismo è anche su questa proposta di deliberazione e su quelle che dovevano essere discusse oggi e che non saranno discusse perché abbiamo fatto ostruzionismo, perché noi siamo contro il cemento e non lo siamo soltanto qui dentro, ma lo siamo anche fuori, non come alcuni Gruppi Consiliari - adesso vedremo come sarà la votazione - che vanno qui fuori a fare gli ecologisti e a dare lezioni di moralismo e poi che cosa fanno? Schiacciano "sì"; si piegano al padrone. Quindi, sono curioso di vedere come andrà questa votazione e con quale faccia, poi, le persone che fuori fanno i moralisti andranno dai cittadini a dirgli: "Sì, io ho votato il cemento a Bertolla". Il nostro voto è assolutamente negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Voteremo no a questa proposta di deliberazione. Non entro più nel tecnico, ma do solo due valutazioni politiche. Secondo me, nel suo livore contro-informatore, l'Assessore ha sostanzialmente accusato le precedenti Amministrazioni di aver cementificato la città. Di questo ne prendiamo atto e naturalmente voteremo contro a questa proposta di deliberazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intervengo per ribadire il nostro no più assoluto a questa Variante. Voteremo in maniera contraria e crediamo che poi i "sì" dovranno anche dare delle risposte ai cittadini che avevano chiesto un'opzione diversa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando La mia dichiarazione di voto sarà contraria, anche perché questa zona è già stata ipercementificata e quindi non ha bisogno di strutture diverse e nuove, anzi bisognerebbe rivedere quello che è già stato costruito e come. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: presenti 36, astenuti 2, favorevoli 22, contrari 12. La proposta di deliberazione è approvata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 25, favorevoli 24, contrari 1. L'immediata eseguibilità è concessa. |