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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204421/002, presentata in data 14 agosto 2012, avente per oggetto: "Via Doria, arriva la movida invernale" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Ho un po' di promemoria. L'attività di cui si parla nell'interpellanza è stata attivata con un'autorizzazione emessa il 30 novembre 2011, in quanto c'è stato un cambio di titolarità nell'attività già esistente in quella sede dal 1986. L'orario di esercizio che è autorizzato è il seguente: dal lunedì alla domenica dalle ore 21.00 alle ore 3.00 del giorno successivo e fino alle ore 4.00 per il giovedì, il venerdì ed il sabato. Tra le prescrizioni generali ne è stata inserita una riferita a questo locale, cioè: "È fatto obbligo al titolare di vigilare affinché all'uscita del locale i frequentatori evitino comportamenti dai quali possa derivare pregiudizio alla quiete pubblica e privata e di adottare tutte le misure atte ad evitare il formarsi di gruppetti di frequentatori davanti all'ingresso del locale"; eventualmente, posso anche produrre la copia di questa autorizzazione. Per quanto riguarda, invece, la possibilità di anticipare gli orari di chiusura, tutto questo è possibile nell'ambito di un eventuale procedimento sanzionatorio. Ho ricevuto anche la seguente nota dal Settore Edilizia ed Urbanistica: "A seguito di segnalazione di soggetto privato su presunto abuso edilizio, pervenuta con nota del 23 settembre 2011, è stato effettuato dal Nucleo Tecnico del Servizio Edilizia un sopralluogo di verifica il 12 dicembre - dello stesso anno -, da cui è risultata la sostituzione di una porta di sicurezza con un'altra più idonea a permettere l'esodo dalla via di fuga, in ottemperanza a quanto richiesto dalla Prefettura di Torino". Questo intervento è classificabile come manutenzione ordinaria, quindi non è soggetto al rilascio di titolo abilitativo. Poiché non ci sono irregolarità edilizie, l'esposto che era stato presentato verrà archiviato, previo riscontro all'esponente in merito all'esito delle verifiche. Come dicevo prima, chiaramente l'Amministrazione, in conseguenza di accertamenti di violazioni varie che generano un degrado della vivibilità urbana, può ridurre l'orario di apertura dell'attività (questo l'abbiamo dibattuto nel corso di numerose Commissioni e anche a seguito di numerose interpellanze), con tutti i rischi che questo comporta di fronte ad un Tribunale amministrativo, e può revocare in qualsiasi momento l'autorizzazione senza che il titolare abbia diritto ad un'indennità. In merito al punto 2), il Nucleo di Polizia Amministrativa della Polizia Municipale ha ricevuto l'esposto nel marzo 2012 - come citato nell'interpellanza - ed ha provveduto ad assumere a verbale una ventina dei firmatari, che sono tutti residenti nelle zone limitrofe alla discoteca; poi è stato raccolto e stilato l'elenco dei numerosi interventi richiesti alla Centrale Operativa da parte di tutti i residenti, che lamentavano schiamazzi, degrado e soste irregolari nell'area pedonale nel periodo compreso tra dicembre 2011 e marzo 2012. Abbiamo trasmesso tutti gli atti di questa indagine, perché c'è anche l'articolo n. 659 del Codice Penale, per disturbo alla quiete pubblica alla Procura della Repubblica per tutte le valutazioni di competenza. È molto interessante il punto 3) che viene richiamato nell'interpellanza; in orario notturno abbiamo accertato per sosta irregolare in via Andrea Doria e sia nella via che in piazza Carlo Alberto 411 infrazioni nel 2011 e, fino a questo momento (il promemoria è della fine di agosto), 539 nel 2012. Per quanto riguarda il punto 4), durante i controlli non sono state accertate occupazioni abusive. Relativamente al punto 5), presso il locale è intervenuto il personale della Sezione 1 per verificare l'esecuzione di opere edili ed ha accertato che la manutenzione in corso rientrava nella categoria di quelle considerate ordinarie, cioè smantellamento dei pavimenti, rifacimento dei decori murali e rinnovo dei controsoffitti. Nel settembre 2011, in orario serale una nostra pattuglia ha accertato che venivano eseguite delle opere edili in orario notturno senza averne l'autorizzazione. Queste opere edili riguardavano la sostituzione della porta che aveva originato l'esposto; ovviamente, il responsabile del locale è stato sanzionato, ai sensi dell'articolo 43, comma 1, del Regolamento di Polizia Urbana. Avevamo posizionato anche una telecamera, che però è stata rimossa su richiesta della Questura (quindi, in questo caso la richiesta proveniva da Ente superiore). Il titolo mi suggerisce che, avvicinandosi l'inverno, probabilmente dovremo aumentare i controlli in quella zona. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore. Siamo venuti a conoscenza di questa vicenda perché, anche dopo il clamore che c'è stato quest'estate sul tema della movida estiva, siamo stati contattati dal Comitato dei residenti che ci ha avvertiti che c'è anche quella invernale. Effettivamente, ascoltando i racconti delle persone che abitano lì, è una situazione molto pesante. Molte delle persone che abitano lì, specialmente nel fine settimana (che, ovviamente, è il momento di maggior afflusso), vanno da qualche altra parte, perché non riescono più a dormire nella loro casa. Le attività dovrebbero chiudere alle ore 3.00 e non so se riusciamo a verificare se chiudono effettivamente alle 3.00 o se vanno avanti fino alle 5.00 o alle 6.00; immagino che magari si può anche verificare, però il risultato è che comunque fino all'alba lì davanti c'è una marea di persone e dicono anche che sia in quantità ampiamente superiore alla capienza del locale. Inoltre, se l'afflusso è così elevato, c'è poi da capire se esiste un potenziale problema di sicurezza lì dentro; la conseguenza è un gran numero di automobili lasciate sui marciapiedi, nell'isola pedonale e in tutte le aree e, quindi, anche una serie di problemi per tutto il quartiere. Alla fine, devo ammettere di essere contento di aver sentito della serie di interventi, di multe e di sanzioni sia per le automobili che per gli interventi edilizi. Una parte del problema credo che sia anche una possibilità di dialogo tra l'Amministrazione, questo Comitato ed i residenti, perché, invece, i residenti hanno un'esperienza di telefonate al centralino della Polizia Municipale, che poi tipicamente risponde di non poter intervenire dicendo che più di tanto non possono fare perché sono impegnati e, alla fine, non arriva nessuno. Quindi, credo che parte del problema della movida sia anche proprio il fatto che il cittadino si sente abbandonato ed in balia di questa situazione di caos inaccettabile; forse, riuscendo anche a dare qualche risposta su quello che l'Amministrazione ha fatto, qualcosa può migliorare. Resta il fatto che la sostanza del problema è questa quantità di rumore generato dalla presenza di un'attività così impattante all'interno di un quartiere che non è neanche la zona tradizionale della movida; infatti (anche se non bisognerebbe dirlo), non è piazza Vittorio, dove si sa che c'è, ma, andando ad abitare in via Carlo Alberto o in via Andrea Doria, non ci si aspetta di trovare sotto casa la marea della vita notturna. Quindi, c'è anche un problema più generale che riguarda il fatto che, purtroppo, non possiamo imporre la localizzazione di questi locali, però, chiaramente, quello è l'ultimo posto dove si dovrebbe aprire una discoteca che richiama centinaia di persone ogni sera. Credo che però sia importante, proprio in vista della stagione invernale e della riapertura di questo locale, cercare di capire che cosa possiamo fare per garantire un po' più di convivenza civile. Secondo me, quella della riduzione degli orari è inevitabilmente l'unica cosa che può avere senso, perché non trovo comunque corretto che, 7 giorni alla settimana (quindi, anche durante la settimana), questi possano andare avanti fino alle 3.00 o alle 4.00 del mattino impedendo di dormire a tutto il quartiere. Va bene la vita notturna, non è che io voglia chiudere la città ed impedire alle persone di divertirsi, però con il rispetto di chi abita in questi luoghi. A questo punto, non so se valga la pena di rimandare l'interpellanza in Commissione e, eventualmente, sentire il Comitato o, magari, avere anche semplicemente dei contatti con il Comitato. Non so se l'Assessore li ha mai incontrati o se ha mai avuto l'opportunità di discutere con loro, perché, magari, potrebbe essere una strada anche per capire la situazione con loro e tranquillizzarli. L'ultima cosa che vorrei dire è proprio legata a questo episodio della telecamera, che effettivamente io ho riportato. È veramente incredibile che la Polizia Municipale metta una telecamera e, dopo qualche ora, arrivi la Polizia e gli dica di togliere quella telecamera; se ho capito bene è per incomprensibili motivi di privacy, visto che riprendeva la strada davanti per vedere se c'erano effettivamente delle macchine e qual era l'afflusso, quindi per capire che cosa succede di notte in quella strada. È effettivamente un episodio un po' inquietante e, quindi, per certi versi sono contento di averlo sentito confermare (era talmente incredibile); però sono poco contento che si verifichino situazioni del genere. In questo caso, purtroppo non è competenza comunale, ma bisognerebbe capire come mai l'Amministrazione, quando esiste un problema evidente, non riesce neanche a sorvegliare il proprio territorio su richiesta di un Comitato, in quanto interviene subito la Questura che fa rimuovere la telecamera. LEVI Marta (Vicepresidente) Il Consigliere Bertola può richiedere l'audizione del Comitato in una Commissione competente, ma eviterei di lasciare sospesa l'interpellanza. L'interpellanza è discussa. |