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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201204423/002, presentata in data 14 agosto 2012, avente per oggetto: "Servizio ferroviario metropolitano, corso Grosseto e corso Principe Oddone: siamo sicuri di spendere bene i nostri soldi?" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Il sistema ferroviario metropolitano rappresenta, per la Città di Torino, una svolta epocale rispetto alla mobilità per la città, perché dà la possibilità a enne mila persone, utilizzando i mezzi pubblici e in particolare il treno, di entrare dentro la città, di attraversarla totalmente e di utilizzare la rete superficiale solo per tratte brevi, per spostamenti locali. Per cui l'utilizzo veloce di questi treni per attraversare la città rappresenterà una svolta veramente importante per l'intera mobilità della nostra Città e, se posso dire, per l'intero ambito metropolitano. Forse questa è la prima opera che inaugura la vera Città Metropolitana; come si sta studiando dal punto di vista dell'architettura istituzionale e dal punto di vista del contenuto e delle competenze, questa dei trasporti è forse quella sulla quale sarà più facile esercitarsi a fare Città Metropolitana e a farlo grazie anche a un'opera come questa. Questa è un'opera che ha visto la Città impegnata sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista dell'impatto di un cantiere così importante, che ha impegnato e diviso anche alcuni quartieri per enne anni e che, per fortuna, sta vedendo la sua fine. La fine dei lavori è prevista per fine anno, quindi entro fine anno le Ferrovie (non ho notizie di ritardi, o di ulteriori ritardi delle consegne dei lavori) dovrebbero consegnare alla città la possibilità di utilizzare le tracce e le linee ferroviarie che hanno costruito in sotterranea. Quindi, potremo mettere in servizio queste famose cinque linee di ferrovia metropolitana, con treni cadenzati ogni trenta minuti per tutto l'arco della giornata. Funzioneranno un po' da interscambio con la rete superficiale, che diventerà invece una rete di distribuzione locale. Gli interpellanti chiedono se siamo sicuri di spendere bene i nostri soldi. Penso di poter rispondere affermativamente a questa domanda, in particolare anche per l'opera di corso Grosseto, perché l'oggetto dell'interpellanza, in particolare, è corso Grosseto; però ho voluto introdurre la risposta con il servizio ferroviario metropolitano perché l'opera di corso Grosseto, da sola, forse avrebbe una un'utilità marginale, ma non è così per il fatto che arriva subito dopo la costruzione del servizio ferroviario metropolitano e del Passante Ferroviario. Quindi, la Città ha continuato a spingere nella direzione della partenza dei lavori di corso Grosseto. L'avvio del cantiere è previsto per la metà del prossimo anno; la società regionale che farà da stazione appaltante sta preparando la procedura di gara per individuare il soggetto attuatore. In questo caso l'opera metterà a servizio un collegamento diretto con tutta l'area della zona nord della Città, ma in particolare servirà l'aeroporto, offrendo anche in questo caso un servizio che la città aspetta da molti anni. I cittadini torinesi oggi non hanno un collegamento rapido per arrivare all'aeroporto con un mezzo pubblico. In particolare, quel servizio vedrà la luce anche grazie a un co-finanziamento: sono circa 167 milioni di Euro, finanziati per 20 milioni dalla Legge Obiettivo (che devono essere deliberate dal CIPE a giorni, se non è stato fatto nella scorsa settimana, ma non ho l'aggiornamento) e dai Fondi FAS della Regione Piemonte, che ha confermato la propria volontà di finanziamento con una deliberazione regionale e con il mandato alla società di cui vi parlavo per preparare la gara e individuare il soggetto attuatore. Arrivo verso la conclusione. C'è anche una domanda rispetto ai finanziamenti che sono disponibili, invece, per la copertura superficiale del Passante. Su questo voglio dire che abbiamo continuato a stimolare una lunga e complessa trattativa tra la Città (in particolare il Settore Urbanistica, non un Settore di mia competenza, ma è bene che i Consiglieri abbiano questa informazione) e RFI, per comprendere se ci sono degli spazi e delle aree della città che RFI ha in questo momento in proprietà, da interscambiare con la Città, eventualmente da valorizzare con la Città, per poter poi proseguire il cantiere, senza smontarlo, lasciandolo esattamente com'è in questo momento, anche per la sistemazione superficiale. Il Settore Viabilità, di mia competenza, ha già lavorato e ci siamo impegnati per trovare comunque risorse per iniziare il cantiere. La scorsa settimana, nella giornata di mercoledì, alla Circoscrizione 5 e giovedì alla Circoscrizione 6 è stato presentato il progetto definitivo di una prima sistemazione superficiale da 1.200.000 Euro circa; quindi, una primissima parte, però il segnale è che si comincia da qualche parte. L'opera di sistemazione superficiale si aggira intorno ai 30 milioni di Euro, quindi è veramente soltanto un pezzo. Questo verrà fatto, invece, con risorse già disponibili, che la Città ha ritrovato con economie di mutuo. Quindi, cominciamo comunque il percorso della sistemazione superficiale. Abbiamo presentato alle due Circoscrizioni interessate il primo progetto, nella speranza, anzi nella certezza che l'Assessore Curti concluderà questa trattativa con RFI per proseguire con la sistemazione superficiale delle aree che sono, invece, interessate da tutto il cantiere. Penso e spero di aver risposto alle quattro domande previste dagli interpellanti. Se non fosse così, ovviamente, sono a vostra disposizione. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per la risposta. Noi condividiamo il progetto del servizio ferroviario metropolitano, anche se abbiamo un po' paura che poi diventi una cattedrale nel deserto, per cui bisogna vedere di correlarlo a tutto il resto del sistema dei trasporti cittadino, ma comunque è un'ottima idea. Però, sappiamo che ci sono difficoltà a reperire i fondi, per cui è vero che a breve, a fine anno, dovrebbero partire le cinque linee del servizio, utilizzando l'infrastruttura esistente, però mi risulta che non siano stati fatti ordinativi di treni. Quindi, non so bene con quali treni partirà questo servizio e se ce ne saranno abbastanza per fare veramente un orario cadenzato ogni mezz'ora, ogni quarto d'ora, come si diceva nel progetto, o se le frequenze saranno ridotte per mancanza di treni. Poi, mi risulta che non ci siano i soldi per sistemare le due stazioni di Dora e di Zappata, quindi il sistema parte in realtà abbastanza zoppo, fermando a Stura, Rebaudengo, Porta Susa e poi al Lingotto. Quindi, dato che le due stazioni Dora e Zappata sono le due stazioni più centrali di tutto il Passante, a parte Porta Susa, chiaramente si perde un po' della potenziale utilità, perché chi scende in quelle zone, che sono dense di uffici e di altri attrattori di traffico, non può in realtà utilizzare il Passante. Quindi, è una partenza un po' monca. A questo punto, proprio perché crediamo nel progetto, ci siamo chiesti se nell'attuale situazione di Bilancio generale del Comune, dello Stato, eccetera, ha ancora senso fare quest'opera da 167 milioni di Euro sotto corso Grosseto. Sicuramente sarebbe utile, perché noi, per primi, abbiamo sempre detto che uno dei problemi dell'aeroporto di Caselle è che non è collegato direttamente col centro, è collegato male con i mezzi pubblici, quindi sicuramente serve un rilancio. Però, forse, nella situazione attuale sarebbe più utile poter aprire le altre stazioni per mettere in piedi un sistema ferroviario metropolitano veramente all'altezza, invece di aggiungere quel tunnel di corso Grosseto, perché (questo non l'abbiamo mai approfondito in Commissione, magari lo approfondiremo) ci sono anche delle alternative. Secondo noi si può realizzare un collegamento con l'aeroporto senza per forza dover scavare sotto corso Grosseto. Che sia una soluzione ultraminimale, che prevede di cambiare treno alla stazione Dora, che non è ottimale, però è una soluzione che, con treni frequenti e ben organizzati, si potrebbe anche fare, o che sia una soluzione intermedia, creando un collegamento in superficie, lungo la superstrada, lungo la Stura, ci sono varie possibilità, che costerebbe sicuramente molto meno di una soluzione interrata sotto corso Grosseto. Secondo noi, si poteva risparmiare qualche soldo su quest'opera, trovando lo stesso il modo di fare il collegamento e ricavando anche i fondi per tutto il resto. Perché, oltre ai fondi per le stazioni di Dora e Zappata, per i treni che mancano, eccetera, ci risultano mancare (abbiamo avuto la conferma) anche i fondi per la copertura superficiale. Sono contento di sentire che è stato trovato 1.200.000 Euro. Non so cosa si riuscirà a fare con 1.200.000 Euro, forse a mettere un po' di asfalto e aprire un pezzo al transito. L'Assessore ce lo potrà dire, ma non credo che sarà possibile fare una sistemazione di tutto il tratto da corso Vittorio Emanuele fino a Rebaudengo e oltre, arrivando alla conclusione del progetto. Per cui, dato che i soldi non ci sono più, capisco che l'idea era di farseli dare come oneri di urbanizzazione, nell'ambito di operazioni immobiliari con le Ferrovie. Visto il chiaro di luna delle operazioni immobiliari, anch'io spero che l'Assessore Curti possa arrivare a una soluzione, anche se poi voglio vedere cosa dobbiamo dare in cambio; perché se in cambio dobbiamo ricevere un'altra ondata di palazzi, potrebbe anche non essere una buona soluzione. Comunque, anche volendo procedere in questa direzione, non so quanto sia facile riuscire, con questi chiari di luna, a concludere un'operazione immobiliare che generi 30 milioni di Euro di oneri di urbanizzazione. Per cui, forse era meglio ripensare all'opera di corso Grosseto, ricavando un po' di fondi per completare, invece, la copertura di corso Principe Oddone, arrivando ad avere un'opera immediatamente fruibile, invece di prolungare questi trent'anni di cantiere. Anche perché ribadiamo che l'opera di corso Grosseto, oltre ad essere, secondo noi, troppo costosa rispetto all'utilità, genera numerosi problemi: chiudere, per qualche anno, corso Grosseto per fare il cantiere sarà sicuramente un problema; dobbiamo buttar via tutto il tunnel costruito solo vent'anni fa sotto via Stradella che, a quel punto, diventa inutile e non se ne può fare più sostanzialmente niente; dobbiamo demolire la sopraelevata di corso Potenza e, anche qui, vista l'esperienza di corso Mortara, francamente, ci penserei un attimo per capire esattamente cosa succede. Corso Mortara, che già era un'asse dove comunque il traffico era inferiore rispetto all'asse corso Potenza-corso Grosseto, è stato chiuso per un anno; non c'è stato il tunnel, adesso c'è il tunnel, però con una deviazione. Quindi, il traffico ancora non si è sistemato e, di fatto, il traffico che una volta percorreva quell'asse è stato spostato proprio su corso Grosseto. Per cui, il rischio è che abbattendo anche la sopraelevata di corso Potenza si crei un ingorgo galattico, che poi la Città non sa come gestire, perché non ha i fondi per offrire sistemazioni alternative, che siano sottopassi, rotonde, eccetera. Forse una domanda a cui non abbiamo avuto risposta è se siamo ancora in tempo a tornare indietro, quali sarebbero le penali, eccetera. Capisco che l'Amministrazione non abbia nessuna intenzione di percorrere questa via, però, magari in separata sede, anche semplicemente con un accesso agli atti (non so che tipo di convenzione e contratti ci siano dietro quest'opera tra la Città, la Regione, la società committente, eccetera), ci piacerebbe capirne un pochino di più, per riuscire magari a presentare anche una proposta alternativa un pochino più fattibile rispetto a quest'opera. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |