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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Settembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2012-04432
"IREN BRUCIA IL PORTAFOGLIO DEI PARMIGIANI - E QUELLO DEI TORINESI?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 20 AGOSTO 2012.
Interventi

NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204432/002, presentata in
data 20 agosto 2012, avente per oggetto:
"IREN brucia il portafoglio dei parmigiani - E quello dei torinesi?"

NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il tema riguarda IREN e il termovalorizzatore a Parma. Premesso che l'accordo di
merger tra IRIDE ed ENIA si basava, tra l'altro, sui contenuti dei rispettivi piani
economici e finanziari, nel piano economico finanziario di ENIA era contenuto il
progetto del Polo Ambientale Integrato a Parma.
Ovviamente c'era un equilibrio complessivo, questo è quanto era a conoscenza
dell'Amministrazione, nella valutazione del Piano discusso anche in questa Sala; noi,
la centrale di cogenerazione a Nord, quella che vediamo in corso Regina, il
termovalorizzatore di Livorno e l'inceneritore - o termovalorizzatore che dir si voglia
- di Parma.
Quindi, non si trattava di avallare scelte ed orientamenti, ma di valutarli accettandoli
o meno, nel loro complesso. A tal fine, specie in riferimento ad un settore in cui
IRIDE non era presente, ci si è avvalsi del contributo di qualificati advisor legali,
societari e finanziari, i quali, analizzati i documenti, nulla ebbero da eccepire.
Preciso una serie di questioni.
Il Polo Ambientale Integrato di Parma, in corso di realizzazione, comprende un
sistema di trattamento meccanico dei rifiuti urbani residui della raccolta
differenziata, un termovalorizzatore cogenerativo per lo smaltimento della frazione
residua, che produrrà energia termica per teleriscaldamento ed energia elettrica,
ovviamente da mettere in circuito, e un impianto di trattamento e recupero di rifiuti
speciali, raccolta differenziata e multimateriale.
Come riportato anche nella documentazione inerente la Conferenza dei Servizi, nel
2008 l'allora ENIA, in assenza delle deliberazioni da parte dell'ATO-R sulla tariffa
di smaltimento, assunse l'impegno di realizzare il sistema impiantistico P.A.I.,
tenendo conto degli investimenti previsti e stabilizzando la tariffa in vigore al 2008 a
155 Euro a tonnellata, al netto dell'inflazione e dei costi accessori da definire, quali
le mitigazioni ambientali. Applicando il 70% dell'indice ISTAT dei prezzi per la
rivalutazione monetaria, la tariffa di smaltimento aggiornata risulterebbe pari a
168,10 Euro a tonnellata, valore che comprende anche i costi relativi alle suddette
mitigazioni ambientali, pari a 12,28 Euro.
A proposito della tariffa di smaltimento di 168 Euro, va ricordato che essa
rappresenta ancora un valore stimato, in quanto ad oggi la nuova autorità - che si
chiama ATERSIR - non ha deliberato le tariffe di smaltimento, che sono di sua
competenza; di conseguenza, lo stesso piano economico, che si basa sulle stime degli
impegni derivanti da ENIA nel 2008, potrà essere definito e delineato solo in
presenza di un quadro certo e complessivo degli elementi fondanti, tra i quali
necessariamente la tariffa di smaltimento deliberata dall'Autorità d'Ambito. Questo
significa che anche per loro - ma anche per noi - ovviamente deve essere valutato il
costo del finanziamento, il piano industriale ad esso collegato; sulla base di questo,
però, chi decide la tariffa, è l'ATO-R. Cioè riguarda ovviamente sia Parma che la
nostra situazione.
A titolo esemplificativo, il recentissimo affidamento per la realizzazione del
termovalorizzatore di Firenze, dimensionalmente identico a quello di Parma - poi
sono più piccoli di quello nostro - prevede una tariffa di smaltimento pari a 164 Euro,
comprensiva di 7 Euro per i ristorni ambientali, quindi in linea con l'ipotesi fatta per
Parma.
Peraltro, l'impianto di Firenze, che tratterà rifiuto indifferenziato, non avrà i sistemi
di preselezione del rifiuto secco/umido presenti in quel di Parma, e non sarà dotato
dello scambiatore termico che consentirà la produzione di calore per il
teleriscaldamento.
Ovviamente, per quanto riguarda la Città, questa è una discussione che
riguarda essenzialmente IREN, nella sua parte ambientale, IREN in quanto tale nel
rapporto con l'ATO-R, di cui fanno parte tutti i Comuni, la Regione e la Provincia,
così come è stato definito in quel dell'Emilia.
Per quanto attiene i costi di comunicazione connessi alla realizzazione, pari a
633.000 Euro complessivi, investiti in un arco temporale che va dal 2005 ad oggi,
essi comprendono numerose attività di informazione e comunicazione, fra cui i
rapporti con gli stakeholders e i media locali, le iniziative di educazione ambientale
rivolte al mondo scolastico parmense, che hanno portato al coinvolgimento di oltre
13.000 studenti, e in particolare le campagne di comunicazione a sostegno delle
raccolte differenziate, per incrementare le percentuali di materiale avviato a
recupero. Queste ultime hanno visto un investimento pari a 450.000 Euro.
Dal punto di vista nostro, ovviamente, il nostro termovalorizzatore ha un prezzo ad
oggi stabilito (anche per noi vale, ovviamente, il fatto che deve essere aggiornato in
rapporto all'inflazione), ha alcune caratteristiche diverse in termini di quantità, in
termini tecnici e anche rispetto al suo funzionamento complessivo.
Quindi, oggi da parte nostra non c'è alcun intervento su tale materia, perché non è di
nostra assoluta competenza, nel senso che la competenza ovviamente è di IREN, in
rapporto con l'ATO-R e con la Città di Parma, e non solo la Città di Parma.
Ovviamente, essendo lì, c'è una parte che riguarda i sistemi autorizzativi, che devono
essere ancora completati da parte della Città.
C'è, invece, questa decisione ultimativa, che l'ATO-R ancora deve prendere sul
tema, tenendo conto di quanto dicevo relativamente alle caratteristiche della tariffa, e
ovviamente questo è di competenza dell'Autorità d'Ambito emiliana.

NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio il Vicesindaco per la risposta. Non so se c'è una relazione che magari
possiamo acquisire, perché alcuni elementi di questa vicenda sono effettivamente
ancora un po' da capire.
Mi sembra di aver capito che, siccome l'inceneritore di Parma è un progetto di
ENIA, prima della fusione tra ENIA e IRIDE, noi ce lo siamo un po' trovato,
compreso di piano industriale finanziario, quindi questa tariffa ce la siamo trovata.
Però ho sentito anche un'assunzione di responsabilità, mi pare, in cui comunque,
come sempre accade quando ci sono le fusioni, dato che c'è poi anche un manager
torinese alla testa di questa nuova azienda, l'abbiamo anche accettato.
Quindi, il senso della nostra domanda era capire se e perché l'Amministrazione abbia
avallato una cosa del genere, su cui peraltro indaga la Magistratura. Per cui a questo
punto forse aspetteremo anche di vedere cosa accadrà.
Sono contento di aver sentito delle giustificazioni sul motivo per cui questo prezzo è
così alto (arriva praticamente a 170 Euro), quando, va bene l'inceneritore di Firenze,
ma il prezzo di mercato in tutta Italia è attorno ai 100 Euro a tonnellata; anzi,
addirittura ha fatto scalpore il caso dei Comuni della Provincia di Bergamo, che negli
ultimi mesi hanno scaricato il loro inceneritore di Dalmine, perché mi sembra che
costasse 112 Euro a tonnellata, e hanno iniziato a portare i rifiuti all'inceneritore di
Brescia, che gli faceva 92 Euro.
Per cui, la concorrenza di mercato viaggia su questo genere di prezzi, attorno ai 100
Euro e non certo sui 160-170 Euro. Poi andrò a studiarmi anche le carte
dell'inceneritore di Firenze. Questo per quanto riguarda l'inceneritore di Parma; ci
sta lavorando la Magistratura e quindi vedremo cosa viene fuori.
A noi interessava, però, il problema dal punto di vista politico, di come mai i nostri
manager dentro IREN, quando hanno visto questo piano industriale, non abbiano
alzato il sopracciglio, come hanno fatto tutti a Parma - come tutta la Città - quando
ha scoperto che il prezzo che avrebbero dovuto pagare era decisamente più alto del
prezzo di mercato.
Sui costi di comunicazione, in realtà, ho sentito le spiegazioni su come sono stati
spesi, ma non ho sentito la risposta alla domanda su a chi sono stati dati, quindi chi è
stato finanziato con questi costi. Questo, secondo noi, è un dato interessante da
capire, anche per controllare la politica di spesa di questi fondi per la comunicazione,
che sono comunque una cifra ingente, perché parliamo di più di 600.000,00 Euro.
Anche se è vero che sono spalmati magari su sei, sette anni.
A maggior ragione è significativo, nel momento in cui si cerca di vendere ad una
Città un progetto che ha questo aspetto economico piuttosto peculiare. Però forse la
domanda più importante di tutte per noi amministratori di Torino è che cosa rischia
di succedere al nostro inceneritore.
Quando abbiamo scritto l'interpellanza era solo una voce, adesso è anche messo nero
su bianco: IREN è uno dei candidati ad acquisire il nostro inceneritore del Gerbido,
pare in coppia con il Fondo F2I, ma già con un'opzione poi per diventarne l'intero
proprietario fra un paio d'anni, quando entrerà in funzione definitivamente.
Noi finora, parlando con l'amministratore delegato di TRN, abbiamo sempre sentito
parlare comunque di prezzi ipotizzati nel raggio di mercato, quindi sempre intorno ai
100 Euro a tonnellata da parte del Comune. Il fatto che vada in mano a una azienda
che dice che per far funzionare l'inceneritore deve prendere 170 Euro a tonnellata,
quindi il 70% in più, chiaramente è una preoccupazione significativa, perché se il
fatto di dare l'inceneritore in mano ad IREN dovesse comportare un prezzo finale di
questo genere, o anche magari non del 70% più alto del previsto, ma anche solo del
20-30% più alto del previsto, sarebbe un grosso problema per le casse della Città e
per anche gli altri Comuni che devono conferire in quell'inceneritore e si sono anche
già impegnati a farlo.
Per cui, il senso della domanda era che garanzie possiamo avere in questa procedura
di vendita che stiamo mettendo in piedi, sul fatto che poi il prezzo non venga
aumentato.
Accetto anche l'osservazione che poi c'è di mezzo l'ATO-R, però comunque in
qualche modo suggerirei che la Città si dotasse di garanzie, in modo che chiunque sia
che acquista, a maggior ragione visto il caso di Parma, ci siano delle garanzie
concrete sul prezzo e non ci sia la possibilità in futuro, per chi acquista l'inceneritore,
una volta che ha di fatto conquistato un monopolio sul territorio (è vero che uno può
dire "porto i mie rifiuti a Brescia o in Germania, o dove voglio"), di far viaggiare i
rifiuti per mezzo mondo. Per cui, almeno ci siano delle garanzie su questo
procedimento. Detto che noi speriamo sempre di far chiudere quest'opera, perché
siamo contrari all'inceneritore, ma almeno, se si deve portare lì e si deve pagare, ci
sia la garanzia di non venire spennati da chi comunque lo gestirà.

NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
In merito alla domanda su quanto si è speso, come si è speso e a chi sono stati dati i
finanziati, è vero che manca la risposta, per cui farò avere un'integrazione, se riesco
ovviamente a recuperare i dati. Ma mi impegno.
Noi non corriamo nessun pericolo di veder cambiare la tariffa, perché in realtà la
tariffa è decisa dall'ATO-R, ed è decisa sulla base di parametri di valutazione;
esattamente come a Firenze, questo contratto dipende dal contratto di finanziamento.
Se noi avessimo fatto il contratto di finanziamento due anni dopo, come hanno fatto
loro, quasi sicuramente saremmo a quel livello. Nel senso che se dovessimo farlo a
breve, rispetto al contratto di finanziamento, non andremmo a quel livello, ma
necessariamente non sarebbe tanto più basso.
Teniamo conto che ovviamente, accanto al costo del denaro, ovviamente dipende dal
livello di conferimento che uno fa e dalla quantità di cose che devono essere fatte. E
ovviamente - come abbiamo visto - c'è anche la preselezione, oltre che il fatto che gli
viene addebitato il costo sul trattamento termico.
Adesso non so se sia previsto il tubo, esattamente come da noi; nel senso che anche
da noi si ferma lì, ma il fatto che il termovalorizzatore deve essere dotato sia della
capacità di produrre energia, sia di produrre teleriscaldamento, è uguale. Però ai fini
della tariffa quello che conta, sono quelle tre condizioni: le quantità, il costo del
finanziamento e la quantità di lavoro che tu affidi.
In realtà è così, a fronte del fatto che c'è la certezza dei conferimenti. Nel senso che
anche noi, nel momento in cui abbiamo sottoscritto il contratto, abbiamo sottoscritto
sia uno che l'altro; cioè senza di questo, per nessuno è possibile ovviamente fare i
termovalorizzatori. Per cui, da questo punto di vista, io mi sento assolutamente di
dire di stare tranquilli. Noi non abbiamo questo problema, ma neanche loro. Al di là
del fatto se si ritiene congruo o no, che è una questione che dovranno approfondire,
una volta definito quello, diventa necessariamente quello che è previsto.
Ovviamente vi darò il testo relativo all'integrazione.

NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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