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NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204432/002, presentata in data 20 agosto 2012, avente per oggetto: "IREN brucia il portafoglio dei parmigiani - E quello dei torinesi?" NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il tema riguarda IREN e il termovalorizzatore a Parma. Premesso che l'accordo di merger tra IRIDE ed ENIA si basava, tra l'altro, sui contenuti dei rispettivi piani economici e finanziari, nel piano economico finanziario di ENIA era contenuto il progetto del Polo Ambientale Integrato a Parma. Ovviamente c'era un equilibrio complessivo, questo è quanto era a conoscenza dell'Amministrazione, nella valutazione del Piano discusso anche in questa Sala; noi, la centrale di cogenerazione a Nord, quella che vediamo in corso Regina, il termovalorizzatore di Livorno e l'inceneritore - o termovalorizzatore che dir si voglia - di Parma. Quindi, non si trattava di avallare scelte ed orientamenti, ma di valutarli accettandoli o meno, nel loro complesso. A tal fine, specie in riferimento ad un settore in cui IRIDE non era presente, ci si è avvalsi del contributo di qualificati advisor legali, societari e finanziari, i quali, analizzati i documenti, nulla ebbero da eccepire. Preciso una serie di questioni. Il Polo Ambientale Integrato di Parma, in corso di realizzazione, comprende un sistema di trattamento meccanico dei rifiuti urbani residui della raccolta differenziata, un termovalorizzatore cogenerativo per lo smaltimento della frazione residua, che produrrà energia termica per teleriscaldamento ed energia elettrica, ovviamente da mettere in circuito, e un impianto di trattamento e recupero di rifiuti speciali, raccolta differenziata e multimateriale. Come riportato anche nella documentazione inerente la Conferenza dei Servizi, nel 2008 l'allora ENIA, in assenza delle deliberazioni da parte dell'ATO-R sulla tariffa di smaltimento, assunse l'impegno di realizzare il sistema impiantistico P.A.I., tenendo conto degli investimenti previsti e stabilizzando la tariffa in vigore al 2008 a 155 Euro a tonnellata, al netto dell'inflazione e dei costi accessori da definire, quali le mitigazioni ambientali. Applicando il 70% dell'indice ISTAT dei prezzi per la rivalutazione monetaria, la tariffa di smaltimento aggiornata risulterebbe pari a 168,10 Euro a tonnellata, valore che comprende anche i costi relativi alle suddette mitigazioni ambientali, pari a 12,28 Euro. A proposito della tariffa di smaltimento di 168 Euro, va ricordato che essa rappresenta ancora un valore stimato, in quanto ad oggi la nuova autorità - che si chiama ATERSIR - non ha deliberato le tariffe di smaltimento, che sono di sua competenza; di conseguenza, lo stesso piano economico, che si basa sulle stime degli impegni derivanti da ENIA nel 2008, potrà essere definito e delineato solo in presenza di un quadro certo e complessivo degli elementi fondanti, tra i quali necessariamente la tariffa di smaltimento deliberata dall'Autorità d'Ambito. Questo significa che anche per loro - ma anche per noi - ovviamente deve essere valutato il costo del finanziamento, il piano industriale ad esso collegato; sulla base di questo, però, chi decide la tariffa, è l'ATO-R. Cioè riguarda ovviamente sia Parma che la nostra situazione. A titolo esemplificativo, il recentissimo affidamento per la realizzazione del termovalorizzatore di Firenze, dimensionalmente identico a quello di Parma - poi sono più piccoli di quello nostro - prevede una tariffa di smaltimento pari a 164 Euro, comprensiva di 7 Euro per i ristorni ambientali, quindi in linea con l'ipotesi fatta per Parma. Peraltro, l'impianto di Firenze, che tratterà rifiuto indifferenziato, non avrà i sistemi di preselezione del rifiuto secco/umido presenti in quel di Parma, e non sarà dotato dello scambiatore termico che consentirà la produzione di calore per il teleriscaldamento. Ovviamente, per quanto riguarda la Città, questa è una discussione che riguarda essenzialmente IREN, nella sua parte ambientale, IREN in quanto tale nel rapporto con l'ATO-R, di cui fanno parte tutti i Comuni, la Regione e la Provincia, così come è stato definito in quel dell'Emilia. Per quanto attiene i costi di comunicazione connessi alla realizzazione, pari a 633.000 Euro complessivi, investiti in un arco temporale che va dal 2005 ad oggi, essi comprendono numerose attività di informazione e comunicazione, fra cui i rapporti con gli stakeholders e i media locali, le iniziative di educazione ambientale rivolte al mondo scolastico parmense, che hanno portato al coinvolgimento di oltre 13.000 studenti, e in particolare le campagne di comunicazione a sostegno delle raccolte differenziate, per incrementare le percentuali di materiale avviato a recupero. Queste ultime hanno visto un investimento pari a 450.000 Euro. Dal punto di vista nostro, ovviamente, il nostro termovalorizzatore ha un prezzo ad oggi stabilito (anche per noi vale, ovviamente, il fatto che deve essere aggiornato in rapporto all'inflazione), ha alcune caratteristiche diverse in termini di quantità, in termini tecnici e anche rispetto al suo funzionamento complessivo. Quindi, oggi da parte nostra non c'è alcun intervento su tale materia, perché non è di nostra assoluta competenza, nel senso che la competenza ovviamente è di IREN, in rapporto con l'ATO-R e con la Città di Parma, e non solo la Città di Parma. Ovviamente, essendo lì, c'è una parte che riguarda i sistemi autorizzativi, che devono essere ancora completati da parte della Città. C'è, invece, questa decisione ultimativa, che l'ATO-R ancora deve prendere sul tema, tenendo conto di quanto dicevo relativamente alle caratteristiche della tariffa, e ovviamente questo è di competenza dell'Autorità d'Ambito emiliana. NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio il Vicesindaco per la risposta. Non so se c'è una relazione che magari possiamo acquisire, perché alcuni elementi di questa vicenda sono effettivamente ancora un po' da capire. Mi sembra di aver capito che, siccome l'inceneritore di Parma è un progetto di ENIA, prima della fusione tra ENIA e IRIDE, noi ce lo siamo un po' trovato, compreso di piano industriale finanziario, quindi questa tariffa ce la siamo trovata. Però ho sentito anche un'assunzione di responsabilità, mi pare, in cui comunque, come sempre accade quando ci sono le fusioni, dato che c'è poi anche un manager torinese alla testa di questa nuova azienda, l'abbiamo anche accettato. Quindi, il senso della nostra domanda era capire se e perché l'Amministrazione abbia avallato una cosa del genere, su cui peraltro indaga la Magistratura. Per cui a questo punto forse aspetteremo anche di vedere cosa accadrà. Sono contento di aver sentito delle giustificazioni sul motivo per cui questo prezzo è così alto (arriva praticamente a 170 Euro), quando, va bene l'inceneritore di Firenze, ma il prezzo di mercato in tutta Italia è attorno ai 100 Euro a tonnellata; anzi, addirittura ha fatto scalpore il caso dei Comuni della Provincia di Bergamo, che negli ultimi mesi hanno scaricato il loro inceneritore di Dalmine, perché mi sembra che costasse 112 Euro a tonnellata, e hanno iniziato a portare i rifiuti all'inceneritore di Brescia, che gli faceva 92 Euro. Per cui, la concorrenza di mercato viaggia su questo genere di prezzi, attorno ai 100 Euro e non certo sui 160-170 Euro. Poi andrò a studiarmi anche le carte dell'inceneritore di Firenze. Questo per quanto riguarda l'inceneritore di Parma; ci sta lavorando la Magistratura e quindi vedremo cosa viene fuori. A noi interessava, però, il problema dal punto di vista politico, di come mai i nostri manager dentro IREN, quando hanno visto questo piano industriale, non abbiano alzato il sopracciglio, come hanno fatto tutti a Parma - come tutta la Città - quando ha scoperto che il prezzo che avrebbero dovuto pagare era decisamente più alto del prezzo di mercato. Sui costi di comunicazione, in realtà, ho sentito le spiegazioni su come sono stati spesi, ma non ho sentito la risposta alla domanda su a chi sono stati dati, quindi chi è stato finanziato con questi costi. Questo, secondo noi, è un dato interessante da capire, anche per controllare la politica di spesa di questi fondi per la comunicazione, che sono comunque una cifra ingente, perché parliamo di più di 600.000,00 Euro. Anche se è vero che sono spalmati magari su sei, sette anni. A maggior ragione è significativo, nel momento in cui si cerca di vendere ad una Città un progetto che ha questo aspetto economico piuttosto peculiare. Però forse la domanda più importante di tutte per noi amministratori di Torino è che cosa rischia di succedere al nostro inceneritore. Quando abbiamo scritto l'interpellanza era solo una voce, adesso è anche messo nero su bianco: IREN è uno dei candidati ad acquisire il nostro inceneritore del Gerbido, pare in coppia con il Fondo F2I, ma già con un'opzione poi per diventarne l'intero proprietario fra un paio d'anni, quando entrerà in funzione definitivamente. Noi finora, parlando con l'amministratore delegato di TRN, abbiamo sempre sentito parlare comunque di prezzi ipotizzati nel raggio di mercato, quindi sempre intorno ai 100 Euro a tonnellata da parte del Comune. Il fatto che vada in mano a una azienda che dice che per far funzionare l'inceneritore deve prendere 170 Euro a tonnellata, quindi il 70% in più, chiaramente è una preoccupazione significativa, perché se il fatto di dare l'inceneritore in mano ad IREN dovesse comportare un prezzo finale di questo genere, o anche magari non del 70% più alto del previsto, ma anche solo del 20-30% più alto del previsto, sarebbe un grosso problema per le casse della Città e per anche gli altri Comuni che devono conferire in quell'inceneritore e si sono anche già impegnati a farlo. Per cui, il senso della domanda era che garanzie possiamo avere in questa procedura di vendita che stiamo mettendo in piedi, sul fatto che poi il prezzo non venga aumentato. Accetto anche l'osservazione che poi c'è di mezzo l'ATO-R, però comunque in qualche modo suggerirei che la Città si dotasse di garanzie, in modo che chiunque sia che acquista, a maggior ragione visto il caso di Parma, ci siano delle garanzie concrete sul prezzo e non ci sia la possibilità in futuro, per chi acquista l'inceneritore, una volta che ha di fatto conquistato un monopolio sul territorio (è vero che uno può dire "porto i mie rifiuti a Brescia o in Germania, o dove voglio"), di far viaggiare i rifiuti per mezzo mondo. Per cui, almeno ci siano delle garanzie su questo procedimento. Detto che noi speriamo sempre di far chiudere quest'opera, perché siamo contrari all'inceneritore, ma almeno, se si deve portare lì e si deve pagare, ci sia la garanzia di non venire spennati da chi comunque lo gestirà. NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) In merito alla domanda su quanto si è speso, come si è speso e a chi sono stati dati i finanziati, è vero che manca la risposta, per cui farò avere un'integrazione, se riesco ovviamente a recuperare i dati. Ma mi impegno. Noi non corriamo nessun pericolo di veder cambiare la tariffa, perché in realtà la tariffa è decisa dall'ATO-R, ed è decisa sulla base di parametri di valutazione; esattamente come a Firenze, questo contratto dipende dal contratto di finanziamento. Se noi avessimo fatto il contratto di finanziamento due anni dopo, come hanno fatto loro, quasi sicuramente saremmo a quel livello. Nel senso che se dovessimo farlo a breve, rispetto al contratto di finanziamento, non andremmo a quel livello, ma necessariamente non sarebbe tanto più basso. Teniamo conto che ovviamente, accanto al costo del denaro, ovviamente dipende dal livello di conferimento che uno fa e dalla quantità di cose che devono essere fatte. E ovviamente - come abbiamo visto - c'è anche la preselezione, oltre che il fatto che gli viene addebitato il costo sul trattamento termico. Adesso non so se sia previsto il tubo, esattamente come da noi; nel senso che anche da noi si ferma lì, ma il fatto che il termovalorizzatore deve essere dotato sia della capacità di produrre energia, sia di produrre teleriscaldamento, è uguale. Però ai fini della tariffa quello che conta, sono quelle tre condizioni: le quantità, il costo del finanziamento e la quantità di lavoro che tu affidi. In realtà è così, a fronte del fatto che c'è la certezza dei conferimenti. Nel senso che anche noi, nel momento in cui abbiamo sottoscritto il contratto, abbiamo sottoscritto sia uno che l'altro; cioè senza di questo, per nessuno è possibile ovviamente fare i termovalorizzatori. Per cui, da questo punto di vista, io mi sento assolutamente di dire di stare tranquilli. Noi non abbiamo questo problema, ma neanche loro. Al di là del fatto se si ritiene congruo o no, che è una questione che dovranno approfondire, una volta definito quello, diventa necessariamente quello che è previsto. Ovviamente vi darò il testo relativo all'integrazione. NOMIS Fosca (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa. |