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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204395/002, presentata in data 9 agosto 2012, avente per oggetto: "Risparmiamo sull'acquisto dei buoni pasto?" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Spinosa. SPINOSA Maria Cristina (Assessore) L'affidamento dei buoni pasto avrà durata triennale, per il periodo dal 1° gennaio 2009 - ovvero dalla data di aggiudicazione - al 31 dicembre 2011. L'importo annuale presunto a base di gara ammonta ad Euro 11.076.923,00, IVA esclusa, corrispondente a circa 1.600.000 pasti all'anno, l'importo complessivo per il triennio ammonta pertanto a 33.230.769,24, IVA esclusa. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 57, comma 5, lettera b) del Decreto Legislativo n. 163/06 - che è il Codice Unico sugli Appalti -, l'importo complessivo stimato dei servizi successivi è pari ad Euro 22.153.846,16, che concorrono alla determinazione del valore globale del contratto. Il numero dei pasti è da intendersi presunto e non costituisce impegno per la Civica Amministrazione, che si riserva la facoltà, nel corso dell'appalto, di apportarvi variazioni in aumento o in diminuzione, in virtù delle reali fruizioni, senza che l'aggiudicatario abbia nulla a pretendere. Nel prezzo dei pasti si considerano interamente compensati tutti i servizi, le prestazioni, le spese ed ogni altro onere espresso e non dal presente capitolato inerente i servizi oggetto dell'appalto. Con questa premessa dell'articolo 6 del capitolato speciale, possiamo dire che l'attuale affidamento, effettuato con gara pubblica europea, prevedeva espressamente, nell'articolo che ho citato del capitolato d'appalto, la possibilità di prosecuzione del servizio per un ulteriore biennio dopo il 31/12/2011. La prosecuzione del servizio oltre tale data era prevista tra le condizioni di gara ed era nota ai concorrenti, che su tale presupposto hanno formulato l'offerta. L'inserimento di tale clausola è espressamente consentita dalle Direttive Europee e non costituisce una proroga. Le motivazioni di tale previsione vanno ricondotte, oltre alla citata possibilità di ottenere offerte vantaggiose dagli imprenditori, all'opportunità offerta all'Amministrazione di interrompere il rapporto in caso di prestazione non del tutto soddisfacente da parte dell'appaltatore, così da incentivare una perfetta esecuzione delle prestazioni (e cito ancora gli articoli 5 e 6 dell'estratto del capitolato). La durata pluriennale del contratto si giustifica, nel caso di specie, con l'impegnativo investimento iniziale richiesto all'appaltatore, consistente nella realizzazione del sistema informatico di gestione del servizio, che prevede la rilevazione delle presenze. Il contratto rinegoziato dalla Città per il biennio 2012-2013 è, pertanto, frutto non di una proroga, ma dell'attivazione dell'opzione già prevista nell'affidamento originario, la cosiddetta "formula 3 più 2". Il servizio mensa del Comune di Torino ha per oggetto l'utilizzo del buono elettronico, definito card, e non del tradizionale buono pasto cartaceo. Il dipendente comunale non riceve buoni cartacei, ma una tessera magnetica collegata al sistema di controllo delle presenze, che consente di verificarne il corretto utilizzo (ad esempio non nei giorni di ferie o di malattia). Tale sistema semplifica enormemente le operazioni di contabilizzazione e pagamento, consentendo al Comune di Torino di risparmiare tempo e personale e ai fornitori di fatturare e incassare più celermente. Si consideri, inoltre, che la tessera magnetica è utilizzata anche per la rilevazione delle presenze e che presso le scuole tale rilevazione è effettuata con lettore e software della ditta, con ulteriori vantaggi anche nella gestione del relativo personale. Quindi, in 140 scuole sono stati messi, da parte della ditta, dei POS per la rilevazione delle presenze. Tutte queste funzionalità si intendono ricomprese e remunerate nel prezzo del pasto. L'utilizzo del badge elettronico presenta quindi i seguenti vantaggi: è finalizzato al controllo dei pasti e, conseguentemente, della spesa sostenuta dalla Città; il sistema informativo di supporto consente, infatti, la lettura incrociata dei dati relativi alla rilevazione delle presenze in servizio dei dipendenti e di quelli relativi alla fruizione. Tale verifica incide, contenendolo, nel numero dei pasti erogati e costituisce un ulteriore fattore di economia gestionale. Inoltre, consente di non effettuare trattenute ai dipendenti sul valore del pasto. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Agenzia delle Entrate, infatti, con risoluzione n. 63/E del 17 maggio 2005, hanno stabilito che le prestazioni rese esclusivamente attraverso la card elettronica non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, a prescindere dal superamento o meno del limite di 5,29 Euro, di cui all'articolo 51, comma 2, lettera c9) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Inoltre, consente di contenere il costo unitario del pasto a parità di qualità e le serrate negli anni indette dai ristoratori contro la svalutazione dei buoni cartacei non hanno mai messo in crisi l'utilizzo del badge elettronico da parte dei dipendenti comunali, che hanno fruito regolarmente del servizio mensa anche quando i colleghi di altre Amministrazioni si sono visti rifiutare i buoni mensa. La ditta attualmente affidataria, A.T.I. Buonchef, non solo ha rinunciato all'adeguamento ISTAT del prezzo (sul punto si rileva che il prezzo di aggiudicazione risale al 1° febbraio 2009 e non è mai stato oggetto di revisione), ma, anzi, ha offerto, per il biennio 2012-2013, il ribasso del 7,60% sul valore nominale di 7,20 Euro, corrispondente al prezzo unitario a pasto di Euro 6,66 IVA inclusa, anziché 6,79 Euro in vigore fino al 31/12/2011. Ciò comporta un risparmio annuo per la Città di circa 220.000,00 Euro. È vero che l'Università di Torino ha aggiudicato la gara con un ribasso pari al 16,95%, IVA esclusa (e la società aggiudicataria è CIR Food), ma è importante sottolineare l'incomparabilità dei due appalti. Il valore facciale del buono pasto elettronico dell'Università di Torino è pari a 10,00 Euro (valore nominale della maggior parte delle transazioni), mentre quello del Comune di Torino è pari a 7,20 Euro. L'Università utilizza il servizio di buono pasto elettronico sulle proprie card già esistenti e già in possesso dei dipendenti, senza costi per l'appaltatore (ad esempio, per l'approvvigionamento, la personalizzazione, la distribuzione ed il riordino per successive necessità). Il Comune ha, invece, richiesto l'emissione di card per il Comune stesso, che, nell'ambito delle tipologie esistenti, sono le più costose. Ad oggi ne sono state emesse già circa 18.000, corrispondenti ad un costo a carico dell'ATI di circa 218.000,00 Euro. Sono 400 i locali con POS richiesti dall'Università ed è un numero nettamente inferiore a quello offerto al Comune, per il quale sono oltre 2.000. Le attività di convenzionamento hanno quindi avuto un impatto non significativo in termini di costo. C'è inoltre da notare che il servizio per il Comune è a pasto parametrale, cioè per 7,20 Euro deve essere garantito un pasto composto secondo un prefissato menù per tutta la durata del contratto. L'Università ha concesso ai dipendenti una prestazione a valore, non collegata ad alcuna convenzione particolare. Il servizio erogato a favore della Città comprende anche lo sviluppo del software richiesto per la rilevazione delle presenze; questo tipo di servizio ha un valore di circa 250.000,00 Euro, quindi molto oneroso, mentre l'Università non ha richiesto questo sistema. Quindi, in risposta all'interpellanza, vorrei dire che la Legge n. 135/2012 prevede 2 norme vincolanti in materia di appalti di servizi: l'obbligo di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip, pena la nullità degli affidamenti stessi, e l'adeguamento del valore nominale dei buoni pasto ad Euro 7,00 a decorrere dal 1° ottobre 2012. Rispetto al primo obbligo, si rileva che è impossibile aderire alla convenzione Consip per due motivi: il lotto 1, cioè quello rivolto alle Amministrazioni del Piemonte, è esaurito; la nuova convenzione potrebbe essere operativa nel 2013. La gara è stata pubblicata sul portale Consip in data 8 agosto 2012 e la scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 1° ottobre 2012. In ogni caso, la convenzione Consip ha per oggetto esclusivamente la fornitura di buoni cartacei. Si evidenzia inoltre che la Città, già nelle more della conversione in Legge del Decreto n. 95/2012, ha formulato una richiesta di rinegoziazione dei termini economici dell'affidamento a fronte del nuovo valore nominale di Euro 7,00. Ad oggi - arrivo al punto -, siamo in attesa del formale impegno ed accettazione da parte del fornitore, che ha rassicurato gli Uffici, ma sta rinegoziando con i 2.000 ristoratori la differenza di prezzo; quindi, gli Uffici mi hanno informata che nel giro di pochi giorni arriverà la conferma formale da parte dell'azienda in questione. Quello che posso dire è che, non appena avrò la conferma formale da parte dell'azienda, sarà mia premura farla avere ai presentatori dell'interpellanza in questione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Vorrei ricordare che il Regolamento prevede che siano orientativamente 5 i minuti a disposizione sia per la risposta all'interpellanza, che per le repliche. La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore della risposta. Vorrei fare una precisazione: è sicuramente vero che i 2 appalti non sono direttamente… o, meglio, in generale sono difficilmente paragonabili, ma è anche vero, almeno a me risulta così (ho qui il bando dell'Università di Torino), che comunque nell'offerta economica non si trattava solo di valori nominali del buono pasto da 10,00 Euro, ma anche da 7,50 Euro; quindi, il buono da 7,50 Euro è più facilmente riconducibile al buono da 7,20 Euro, che viene acquistato dalla Città di Torino. Senza voler ricostruire tutta la storia, vorrei solo precisare le motivazioni per cui siamo arrivati a questa interpellanza (c'era già stata una discussione in merito, che non voglio neanche ricapitolare in questa sede): a nostro avviso, dall'analisi che avevamo fatto, per l'Amministrazione c'era spazio per poter negoziare ed ottenere un prezzo migliore. Noi ritenevamo che (a fronte della situazione economica che è mutata, dei Decreti che abbiamo citato e anche del fatto che comunque il buono pasto deve essere portato a 7,00 Euro) questa fosse l'occasione giusta per rinegoziare il valore di acquisto del buono con il fornitore. In conclusione, mi sembra di aver capito dall'Assessore che gli Uffici stanno facendo questo lavoro. Non ho compreso se state lavorando sul definire come portare il buono pasto da 7,20 Euro a 7,00 Euro o se state anche rinegoziando lo sconto con cui noi acquistiamo (per cui ci sarebbe effettivamente un vantaggio per la Città, al di là del passaggio da 7,20 Euro a 7,00 Euro, anche sullo sconto, quindi sulla nostra capacità di negoziare con il fornitore); questo non mi è chiaro dalla risposta dell'Assessore e vorrei sapere se è possibile avere una precisazione. Se effettivamente state lavorando per acquistare meglio (quindi, al di là del passaggio da 7,20 Euro a 7,00 Euro) e se quel buono pasto da 7,00 Euro avrà uno sconto maggiore rispetto al buono pasto da 7,20 Euro, ovviamente mi ritengo soddisfatta. Attendo di avere una nota dagli Uffici - e non chiederò l'approfondimento in Commissione - per sapere effettivamente come si è conclusa la negoziazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve precisazione, all'Assessore Spinosa. SPINOSA Maria Cristina (Assessore) Noi auspichiamo che venga accolta la richiesta di sconto, però, dato che siamo solo in via informale, come ho già detto aspettiamo di ricevere questa offerta per iscritto (cioè la conferma di quello che si è andato a negoziare). È chiaro che il fulcro di tutta la questione è anche sul tipo di badge, perché il fatto di avere un badge elettronico, che ci permette una rilevazione delle presenze e ci permette anche di risparmiare su quella che è l'organizzazione della rilevazione delle presenze all'interno dell'Ente, è un fatto dirimente a cui l'Amministrazione è molto interessata. Ad ogni modo, come ho già detto, farò in modo di fornire un'ulteriore risposta, non appena riceveremo la conferma formale da parte della ditta appaltatrice. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |