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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Settembre 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2012-04395
"RISPARMIAMO SULL'ACQUISTO DEI BUONI PASTO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 9 AGOSTO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201204395/002, presentata in
data 9 agosto 2012, avente per oggetto:
"Risparmiamo sull'acquisto dei buoni pasto?"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
L'affidamento dei buoni pasto avrà durata triennale, per il periodo dal 1° gennaio
2009 - ovvero dalla data di aggiudicazione - al 31 dicembre 2011. L'importo annuale
presunto a base di gara ammonta ad Euro 11.076.923,00, IVA esclusa,
corrispondente a circa 1.600.000 pasti all'anno, l'importo complessivo per il triennio
ammonta pertanto a 33.230.769,24, IVA esclusa.
Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 57, comma 5, lettera b) del Decreto Legislativo
n. 163/06 - che è il Codice Unico sugli Appalti -, l'importo complessivo stimato dei
servizi successivi è pari ad Euro 22.153.846,16, che concorrono alla determinazione
del valore globale del contratto.
Il numero dei pasti è da intendersi presunto e non costituisce impegno per la Civica
Amministrazione, che si riserva la facoltà, nel corso dell'appalto, di apportarvi
variazioni in aumento o in diminuzione, in virtù delle reali fruizioni, senza che
l'aggiudicatario abbia nulla a pretendere.
Nel prezzo dei pasti si considerano interamente compensati tutti i servizi, le
prestazioni, le spese ed ogni altro onere espresso e non dal presente capitolato
inerente i servizi oggetto dell'appalto.
Con questa premessa dell'articolo 6 del capitolato speciale, possiamo dire che
l'attuale affidamento, effettuato con gara pubblica europea, prevedeva
espressamente, nell'articolo che ho citato del capitolato d'appalto, la possibilità di
prosecuzione del servizio per un ulteriore biennio dopo il 31/12/2011. La
prosecuzione del servizio oltre tale data era prevista tra le condizioni di gara ed era
nota ai concorrenti, che su tale presupposto hanno formulato l'offerta.
L'inserimento di tale clausola è espressamente consentita dalle Direttive Europee e
non costituisce una proroga. Le motivazioni di tale previsione vanno ricondotte, oltre
alla citata possibilità di ottenere offerte vantaggiose dagli imprenditori,
all'opportunità offerta all'Amministrazione di interrompere il rapporto in caso di
prestazione non del tutto soddisfacente da parte dell'appaltatore, così da incentivare
una perfetta esecuzione delle prestazioni (e cito ancora gli articoli 5 e 6 dell'estratto
del capitolato).
La durata pluriennale del contratto si giustifica, nel caso di specie, con l'impegnativo
investimento iniziale richiesto all'appaltatore, consistente nella realizzazione del
sistema informatico di gestione del servizio, che prevede la rilevazione delle
presenze.
Il contratto rinegoziato dalla Città per il biennio 2012-2013 è, pertanto, frutto non di
una proroga, ma dell'attivazione dell'opzione già prevista nell'affidamento
originario, la cosiddetta "formula 3 più 2".
Il servizio mensa del Comune di Torino ha per oggetto l'utilizzo del buono
elettronico, definito card, e non del tradizionale buono pasto cartaceo. Il dipendente
comunale non riceve buoni cartacei, ma una tessera magnetica collegata al sistema di
controllo delle presenze, che consente di verificarne il corretto utilizzo (ad esempio
non nei giorni di ferie o di malattia). Tale sistema semplifica enormemente le
operazioni di contabilizzazione e pagamento, consentendo al Comune di Torino di
risparmiare tempo e personale e ai fornitori di fatturare e incassare più celermente.
Si consideri, inoltre, che la tessera magnetica è utilizzata anche per la rilevazione
delle presenze e che presso le scuole tale rilevazione è effettuata con lettore e
software della ditta, con ulteriori vantaggi anche nella gestione del relativo personale.
Quindi, in 140 scuole sono stati messi, da parte della ditta, dei POS per la rilevazione
delle presenze. Tutte queste funzionalità si intendono ricomprese e remunerate nel
prezzo del pasto.
L'utilizzo del badge elettronico presenta quindi i seguenti vantaggi: è finalizzato al
controllo dei pasti e, conseguentemente, della spesa sostenuta dalla Città; il sistema
informativo di supporto consente, infatti, la lettura incrociata dei dati relativi alla
rilevazione delle presenze in servizio dei dipendenti e di quelli relativi alla fruizione.
Tale verifica incide, contenendolo, nel numero dei pasti erogati e costituisce un
ulteriore fattore di economia gestionale. Inoltre, consente di non effettuare trattenute
ai dipendenti sul valore del pasto.
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Agenzia delle Entrate, infatti, con
risoluzione n. 63/E del 17 maggio 2005, hanno stabilito che le prestazioni rese
esclusivamente attraverso la card elettronica non concorrono alla formazione del
reddito di lavoro dipendente, a prescindere dal superamento o meno del limite di 5,29
Euro, di cui all'articolo 51, comma 2, lettera c9) del Testo Unico delle Imposte sui
Redditi. Inoltre, consente di contenere il costo unitario del pasto a parità di qualità e
le serrate negli anni indette dai ristoratori contro la svalutazione dei buoni cartacei
non hanno mai messo in crisi l'utilizzo del badge elettronico da parte dei dipendenti
comunali, che hanno fruito regolarmente del servizio mensa anche quando i colleghi
di altre Amministrazioni si sono visti rifiutare i buoni mensa.
La ditta attualmente affidataria, A.T.I. Buonchef, non solo ha rinunciato
all'adeguamento ISTAT del prezzo (sul punto si rileva che il prezzo di
aggiudicazione risale al 1° febbraio 2009 e non è mai stato oggetto di revisione), ma,
anzi, ha offerto, per il biennio 2012-2013, il ribasso del 7,60% sul valore nominale di
7,20 Euro, corrispondente al prezzo unitario a pasto di Euro 6,66 IVA inclusa,
anziché 6,79 Euro in vigore fino al 31/12/2011. Ciò comporta un risparmio annuo per
la Città di circa 220.000,00 Euro.
È vero che l'Università di Torino ha aggiudicato la gara con un ribasso pari al
16,95%, IVA esclusa (e la società aggiudicataria è CIR Food), ma è importante
sottolineare l'incomparabilità dei due appalti. Il valore facciale del buono pasto
elettronico dell'Università di Torino è pari a 10,00 Euro (valore nominale della
maggior parte delle transazioni), mentre quello del Comune di Torino è pari a 7,20
Euro. L'Università utilizza il servizio di buono pasto elettronico sulle proprie card
già esistenti e già in possesso dei dipendenti, senza costi per l'appaltatore (ad
esempio, per l'approvvigionamento, la personalizzazione, la distribuzione ed il
riordino per successive necessità).
Il Comune ha, invece, richiesto l'emissione di card per il Comune stesso, che,
nell'ambito delle tipologie esistenti, sono le più costose. Ad oggi ne sono state
emesse già circa 18.000, corrispondenti ad un costo a carico dell'ATI di circa
218.000,00 Euro.
Sono 400 i locali con POS richiesti dall'Università ed è un numero nettamente
inferiore a quello offerto al Comune, per il quale sono oltre 2.000. Le attività di
convenzionamento hanno quindi avuto un impatto non significativo in termini di
costo.
C'è inoltre da notare che il servizio per il Comune è a pasto parametrale, cioè per
7,20 Euro deve essere garantito un pasto composto secondo un prefissato menù per
tutta la durata del contratto. L'Università ha concesso ai dipendenti una prestazione a
valore, non collegata ad alcuna convenzione particolare.
Il servizio erogato a favore della Città comprende anche lo sviluppo del software
richiesto per la rilevazione delle presenze; questo tipo di servizio ha un valore di
circa 250.000,00 Euro, quindi molto oneroso, mentre l'Università non ha richiesto
questo sistema.
Quindi, in risposta all'interpellanza, vorrei dire che la Legge n. 135/2012 prevede 2
norme vincolanti in materia di appalti di servizi: l'obbligo di approvvigionarsi
attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip, pena la nullità
degli affidamenti stessi, e l'adeguamento del valore nominale dei buoni pasto ad
Euro 7,00 a decorrere dal 1° ottobre 2012.
Rispetto al primo obbligo, si rileva che è impossibile aderire alla convenzione Consip
per due motivi: il lotto 1, cioè quello rivolto alle Amministrazioni del Piemonte, è
esaurito; la nuova convenzione potrebbe essere operativa nel 2013. La gara è stata
pubblicata sul portale Consip in data 8 agosto 2012 e la scadenza per la
presentazione delle offerte è fissata al 1° ottobre 2012. In ogni caso, la convenzione
Consip ha per oggetto esclusivamente la fornitura di buoni cartacei.
Si evidenzia inoltre che la Città, già nelle more della conversione in Legge del
Decreto n. 95/2012, ha formulato una richiesta di rinegoziazione dei termini
economici dell'affidamento a fronte del nuovo valore nominale di Euro 7,00.
Ad oggi - arrivo al punto -, siamo in attesa del formale impegno ed accettazione da
parte del fornitore, che ha rassicurato gli Uffici, ma sta rinegoziando con i 2.000
ristoratori la differenza di prezzo; quindi, gli Uffici mi hanno informata che nel giro
di pochi giorni arriverà la conferma formale da parte dell'azienda in questione.
Quello che posso dire è che, non appena avrò la conferma formale da parte
dell'azienda, sarà mia premura farla avere ai presentatori dell'interpellanza in
questione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vorrei ricordare che il Regolamento prevede che siano orientativamente 5 i minuti a
disposizione sia per la risposta all'interpellanza, che per le repliche.
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore della risposta.
Vorrei fare una precisazione: è sicuramente vero che i 2 appalti non sono
direttamente… o, meglio, in generale sono difficilmente paragonabili, ma è anche
vero, almeno a me risulta così (ho qui il bando dell'Università di Torino), che
comunque nell'offerta economica non si trattava solo di valori nominali del buono
pasto da 10,00 Euro, ma anche da 7,50 Euro; quindi, il buono da 7,50 Euro è più
facilmente riconducibile al buono da 7,20 Euro, che viene acquistato dalla Città di
Torino.
Senza voler ricostruire tutta la storia, vorrei solo precisare le motivazioni per cui
siamo arrivati a questa interpellanza (c'era già stata una discussione in merito, che
non voglio neanche ricapitolare in questa sede): a nostro avviso, dall'analisi che
avevamo fatto, per l'Amministrazione c'era spazio per poter negoziare ed ottenere un
prezzo migliore. Noi ritenevamo che (a fronte della situazione economica che è
mutata, dei Decreti che abbiamo citato e anche del fatto che comunque il buono pasto
deve essere portato a 7,00 Euro) questa fosse l'occasione giusta per rinegoziare il
valore di acquisto del buono con il fornitore. In conclusione, mi sembra di aver
capito dall'Assessore che gli Uffici stanno facendo questo lavoro.
Non ho compreso se state lavorando sul definire come portare il buono pasto da 7,20
Euro a 7,00 Euro o se state anche rinegoziando lo sconto con cui noi acquistiamo
(per cui ci sarebbe effettivamente un vantaggio per la Città, al di là del passaggio da
7,20 Euro a 7,00 Euro, anche sullo sconto, quindi sulla nostra capacità di negoziare
con il fornitore); questo non mi è chiaro dalla risposta dell'Assessore e vorrei sapere
se è possibile avere una precisazione.
Se effettivamente state lavorando per acquistare meglio (quindi, al di là del passaggio
da 7,20 Euro a 7,00 Euro) e se quel buono pasto da 7,00 Euro avrà uno sconto
maggiore rispetto al buono pasto da 7,20 Euro, ovviamente mi ritengo soddisfatta.
Attendo di avere una nota dagli Uffici - e non chiederò l'approfondimento in
Commissione - per sapere effettivamente come si è conclusa la negoziazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve precisazione, all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
Noi auspichiamo che venga accolta la richiesta di sconto, però, dato che siamo solo
in via informale, come ho già detto aspettiamo di ricevere questa offerta per iscritto
(cioè la conferma di quello che si è andato a negoziare).
È chiaro che il fulcro di tutta la questione è anche sul tipo di badge, perché il fatto di
avere un badge elettronico, che ci permette una rilevazione delle presenze e ci
permette anche di risparmiare su quella che è l'organizzazione della rilevazione delle
presenze all'interno dell'Ente, è un fatto dirimente a cui l'Amministrazione è molto
interessata.
Ad ogni modo, come ho già detto, farò in modo di fornire un'ulteriore risposta, non
appena riceveremo la conferma formale da parte della ditta appaltatrice.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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