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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201203897/002, presentata in data 16 luglio 2012, avente per oggetto: "Lavoratori ex ThyssenKrupp, anni di promesse mai mantenute" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Ci vorrebbe molto tempo per ricostruire la questione Thyssen, però credo di poterlo fare raggruppando la situazione in 3 parti. Il sottoscritto ha seguito la situazione Thyssen da molti anni a questa parte e, in particolare, dal momento in cui si è posto il problema della chiusura. È un accordo che - come dicono giustamente gli interpellanti - è stato fatto nel 2008, non perché su questo non ci sia stata disponibilità (perché, più volte, c'è stata una trattativa anche in sede ministeriale), ma non c'è stato modo di trovare una soluzione con Thyssen; la richiesta sindacale e anche da parte dell'Istituzione locale era di un mantenimento, anche diverso dai laminatoi, nel territorio torinese o nella nostra area. Per cui, possiamo dire che è essenzialmente un accordo di carattere sociale. Da questo punto di vista, l'accordo era sicuramente tra i migliori; infatti, è difficile trovare altri accordi che, dal punto di vista dell'accompagnamento sociale a fronte della chiusura di un'azienda, mettano in campo una serie di azioni. La prima delle due azioni era verso il centro logistico nell'area lombarda, milanese in particolare, mentre l'altra, molto più significativa, era verso Terni, dove si collocano i laminatoi e in cui era previsto l'accompagnamento, sia dal punto di vista della casa che dell'incentivo, ovviamente per chi poteva trasferirsi in zona; inoltre, prevedeva l'assunzione da parte dell'azienda stessa della responsabilità della ricollocazione dei lavoratori che, per ragioni diverse, fossero impossibilitati o che comunque non accettassero il trasferimento a Terni. Sostanzialmente, con il 2010 si prevedeva di chiudere l'intero pacchetto. In realtà, fino alle ferie del 2009, le ricollocazioni sono andate molto bene; cioè erano seguite da due o tre società di ricollocazione presenti sul nostro territorio e sono andate effettivamente bene. Dopo le ferie, è rimasto, invece, un gruppo di 35-40 persone e lì le cose hanno cominciato a diventare difficili. Per questa ragione, siamo riusciti ad avere un anno in più di quanto previsto dall'accordo (questione sollecitata dalle Organizzazioni, ma anche da parte della Città e motivata da questo) nel proseguimento di cassa, che comunque significava mantenere a Torino un insediamento per seguire questa situazione. Anche la ricollocazione (ovviamente, pagata dall'azienda), al posto di finire con il 2010, si è protratta anche per il 2011 e, poi, siamo riusciti ad avere i primi 6 mesi del 2011. Il problema che si pone è che, ovviamente, dalla metà del 2011 è scattata la mobilità. Come ben sappiamo, secondo la regola prevista dalla Legge n. 223, in realtà per le persone al di sotto dei 40 anni, sostanzialmente con il finire della metà di quest'anno, non vi è più un accompagnamento; per chi, invece, è tra i 40 ed i 50 anni vi è ancora la possibilità del secondo anno e per chi è sopra dei 3. Nel fare un'operazione anche di aiuto alla ricollocazione, la Città, a partire dal Sindaco e anche dal sottoscritto, ha svolto un lavoro un po' di - nonostante la responsabilità fosse dell'azienda e che le aziende per la ricollocazione fossero pagate da loro - interlocuzione con il mondo industriale, chiedendo che se ne facessero carico nel limite del possibile. I risultati ottenuti - se paragonati ad altre situazioni - sono ad un livello assolutamente positivo, perché dai 350 con i quali siamo partiti, oggi siamo a poco più di 10 persone che hanno il problema di non aver ancora trovato una ricollocazione. Se penso ad altre situazioni (ad esempio, alla Tecumseh o alla Flexider, per citare alcune di quelle che stiamo seguendo), oggettivamente non abbiamo ottenuto questi risultati. Sulla base di questo, non è vero che - né prima, né dopo - gli si è garantito che il Comune avrebbe potuto assumerli all'interno delle sue partecipate. Alcune sono avvenute, però più all'inizio dello scorso anno che non in questo periodo, perché - come tutti sapete -, in realtà, c'è il blocco del turnover in quasi tutte le aziende partecipate dal Comune di Torino (in particolare, in AMIAT e GTT), che poi sono quelle che potrebbero dare un maggiore contributo. Sono state pochissime le unità prese dalle nostre aziende e, ovviamente, sia per le nostre aziende, che per le altre, per quanto riguarda quello che è stato fatto, è sbagliato dire che non sono stati presi in considerazione quelli che si sono costituiti parte civile nel processo. In primo luogo, perché non è dato sapere, nel senso che non sono stati presi i curriculum in rapporto a chi si era costituito parte civile; infatti, non è dato sapere neanche alle altre aziende, ma la cosa è smentita dal fatto che (non ho i dati, ma se ricordo bene, avendo assistito la sera in cui c'è stato il pronunciamento della sentenza) i lavoratori che si sono costituiti parte civile erano 50 o 60 e quelli oggi rimasti sono una decina. Per cui, non c'è - o almeno io non l'ho riscontrato nelle nostre, ma anche nel mondo, per dirla esattamente com'è - una particolare attenzione e credo che non si siano fatti sostanzialmente questo problema. Li ho incontrati recentemente. Devo dire che la stragrande maggioranza di loro è molto attiva sul mercato del lavoro, alcuni hanno anche seguito corsi di formazione; sostanzialmente, gli ho detto che l'impegno che ho assunto è che (avendo svolto la gara per il Centro Lavoro per i servizi di ricollocazione), nel dopo ferie, quelli che sono rimasti e che non hanno avuto questa possibilità proveremo a prenderli in carico dal punto di vista della nostra ricollocazione. Tengo solo a precisare che, finora, non abbiamo mai preso in considerazione la ricollocazione al Centro Lavoro dei lavoratori provenienti dalla Legge n. 223, bensì quelli provenienti dalla Legge n. 236, nel senso che offriamo la ricollocazione ai lavoratori che sono senza indennità; ovviamente, ciò è per spingere le aziende a farsene loro carico, come è stato in carico alla Thyssen il pagamento della ricollocazione. Ovviamente, essendo che qui è cessato l'insieme, proviamo a fare questa cosa che è l'unica vera azione seria che la Città può mettere in campo per cercare di dare ancora una mano a questi 10 lavoratori che sono rimasti (dei 400 iniziali e dei 350 al momento dell'accordo), che necessariamente hanno bisogno di un posto di lavoro. Il problema è molto condizionato dall'attuale situazione di crisi e non possiamo fare un caso a sé (ad esempio, ho citato altri due casi su cui siamo impegnati e che recentemente ho anche incontrato). Quello che possiamo fare è proseguire questo livello di attenzione e - cosa che, fino ad ora, non abbiamo fatto - farcene carico; del resto è rimasta ancora una parte da ricollocare e noi non ci siamo mai posti questo problema, nel senso che ce lo siamo sempre posti riguardo alla Legge n. 236, proprio anche per l'emblematicità che ha assunto la questione Thyssen nel nostro territorio dopo l'incidente del 2007; sostanzialmente, questa è la vera ed unica azione che possiamo offrire dal punto di vista della Città. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio il Vicesindaco per la risposta anche piuttosto dettagliata e tecnica, che ha ricostruito questa storia. La nostra interpellanza viene a seguito di un appello che questi lavoratori hanno lanciato pubblicamente a tutte le forze politiche; quindi, noi l'abbiamo raccolto, ma magari ci saranno anche altre forze politiche che vorranno partecipare per sollevare il problema di questi 16 (da quanto mi risulta) lavoratori ex ThyssenKrupp, che, dopo 4 anni, sono rimasti senza lavoro. Innanzitutto, vorrei premettere che non si chiede alcun tipo di trattamento speciale, non si può fare un accenno alla guerra tra poveri e non si può neanche fare la guerra fra tragedie e dire che chi arriva da quella terribile tragedia debba avere solo per questo fatto un trattamento migliore degli altri, ma qui si tratta invece di rispettare un accordo che comunque fu firmato nel 2008, con cui la ThyssenKrupp, all'atto di chiudere lo stabilimento e di trasferire alcuni lavoratori a Terni, si era presa comunque l'impegno di ricollocarli tutti con gli Enti Locali. Quindi, questo impegno che era in carico alla ThyssenKrupp, in qualche modo, deve essere rispettato. Non credo sia accettabile, neanche per gli Enti Locali, dire: "È passato tanto tempo, li abbiamo ricollocati quasi tutti, ne sono avanzati 16 su 350 - se questo è il numero -, per cui lasciamo perdere". Con quell'accordo, questi lavoratori hanno acquisito un diritto perlomeno a cercare di essere ricollocati, finché non si riesce in qualche modo a trovare una soluzione. Quindi, credo che non sia accettabile dire: "Chiudiamola qui, bene o male li abbiamo sistemati quasi tutti, peccato per chi non è stato sistemato". In particolare, credo che la situazione si sia complicata a livello politico per la Città quando, un anno fa, il Sindaco, in occasione della fine della cassa e del passaggio in mobilità, ha fatto su tutti i giornali e davanti alle telecamere questa dichiarazione in cui si impegnava a favorire la ricollocazione di questi lavoratori. Tra l'altro, non ho avuto risposta alla domanda se sia vero che era stata ipotizzata, promessa o ventilata (non so a che livello di pour parler fosse stato detto nell'incontro con questi lavoratori e anche con un sindacalista della Fiom) la ricollocazione come controllori della Linea 4. Quindi, vorrei capire se sia vero o meno che è stata veramente un'ipotesi o una promessa fatta a questi lavoratori, perché, nel momento in cui il Sindaco si impegna pubblicamente a ricollocarli, allora ci si aspetta che questo impegno venga mantenuto e che non venga fatto soltanto come spot di un giorno davanti alle telecamere per poi lasciare perdere. Quindi, se ho ben capito, adesso è positiva l'intenzione di affidare al Centro Lavoro anche la ricollocazione di questi lavoratori, sperando che però possa servire, cioè che non si tratti semplicemente di uno spostamento di carte che, poi, non produrrà niente. Su questo non potremo che, eventualmente, rivederci in futuro e capire qual è stata l'efficacia. Però, l'ultimo punto è quello relativo alla costituzione di parte civile; credo anch'io che nel curriculum non ci fosse scritto se il lavoratore si è costituito o meno come parte civile, però, chiaramente, nel momento in cui - e questo credo sia confermato - su 350, di cui soltanto 50 o 60 sono quelli che si erano costituiti parte civile, dopo anni si arriva alla fine del processo di ricollocazione ed i 16 che restano fuori rientrano tra quei 50 - quindi, una percentuale minore - che si erano costituiti parte civile, chiaramente la coincidenza statistica lascia adito a qualche dubbio, senza voler richiamare la situazione di Pomigliano, Fiom, FIAT, eccetera. Chiaramente, questo genere di coincidenze statistiche lascia qualche dubbio in chi lo osserva. Credo che le aziende che, magari, cercavano di assumere questi lavoratori non abbiano fatto delle valutazioni sulla costituzione come parte civile o meno, però sta di fatto che la situazione è questa. E la trovo ancora più preoccupante, perché comunque questi sono dei lavoratori che hanno avuto il coraggio di mettersi in mezzo contro una grande multinazionale che ha fatto quello che ha fatto ed è stata ritenuta anche colpevole di una tragedia che ha colpito tutta la città; invece di essere in qualche modo se non premiati - perché hanno fatto il loro dovere di cittadini -, però comunque aiutati anche per il coraggio che hanno dimostrato, si trovano ad essere gli ultimi nella fila della ricollocazione e, sostanzialmente, a rimanere in mezzo ad una strada dopo 4 anni abbondanti dall'impegno a ricollocarli della Thyssen e degli Enti Locali. Abbiamo voluto sollevare questa questione e chiedere conto delle promesse che sono state fatte; credo che sia opportuno rimandare questa interpellanza in Commissione e, magari (tra un po' di tempo, dando modo all'Amministrazione di lavorare ad ulteriori ipotesi, contando che c'è l'estate di mezzo), fare il punto su questa situazione, per non dimenticarla tra qualche settimana (una volta passata l'interpellanza). Credo che questa sia una situazione su cui la Città ha il dovere di tenere viva l'attenzione, perché ritengo che queste persone se lo meritino. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Vorrei fare una brevissima replica per dire che, in primo luogo, per quanto riguarda la questione della costituzione come parte civile, non parlavo solo per le nostre aziende, ma facevo riferimento anche alle agenzie di ricollocazione. Infatti, relativamente alle agenzie di ricollocazione che hanno avuto questo indirizzo, abbiamo appurato e ci hanno anche dato le indicazioni di come e dei problemi che hanno avuto nella ricollocazione. Devo dire che nessuno mi ha detto: "Noi abbiamo avuto una indicazione", anzi, a richiesta è stato detto il contrario. D'altra parte, credo che i numeri siano tali per cui lo si dimostrino. Per quanto riguarda la seconda questione, cioè sostanzialmente ai fini dei controlli dei biglietti sulla Linea 4, in realtà era stato fatto un esempio dal Sindaco, come per dire: "Vediamo anche se abbiamo opportunità"; in realtà, come ben sappiamo, GTT ha fatto una gara, ma adesso quella gara si sta superando, perché si risponderà con personale interno a GTT. Inoltre, sono disponibile a parlarne in Commissione, ma non credo sia utile mandare questa interpellanza in Commissione, in quanto noi non la dimentichiamo; anche perché ho detto che è stato appena collocato, si definisce con la nuova gara che era in corso fino ad ora (devo informarmi a che punto è la mia Divisione su questo), ma sostanzialmente al rientro, una volta deciso questo, noi li facciamo convocare dal Centro Lavoro e li prendiamo in carico per un progetto di ricollocazione ovviamente all'interno delle risorse che la Città ci ha messo a disposizione. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Bertola, lei ha chiesto che questa interpellanza venga rinviata in Commissione per un approfondimento? Perché, se è discussa, è discussa, ma se è per tenere la memoria... Se c'è da fare un approfondimento, si rinvia in Commissione, se c'è da... La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio A fronte dell'impegno a ridiscuterne in Commissione fra, magari, 2 o 3 mesi, quando sarà avviata questa procedura, per me va anche bene dichiararla discussa. L'importante è che vi sia l'impegno a parlarne Commissione a settembre o ad ottobre. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |