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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 25 Luglio 2012 ore 15,00
Paragrafo n. 11
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-03374
FILIERA AMBIENTALE. MODIFICAZIONI STATUTO AMIAT E TRM. INDIRIZZI DI GARA COSIDDETTA A DOPPIO OGGETTO E RELATIVI ATTI. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201203374/064,
presentata dalla Giunta Comunale in data 26 giugno 2012, avente per oggetto:
\"Filiera ambientale. Modificazioni Statuto AMIAT e TRM. Indirizzi di gara cosiddetta a
doppio oggetto e relativi atti. Approvazione\"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 23/07/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Possiamo procedere con la trattazione dei subemendamenti.
Ricordo che, per gli emendamenti, il presentatore ha a disposizione tre minuti per
intervenire, mentre il singolo Consigliere ha due minuti. Per quanto riguarda i
subemendamenti, per il presentatore ha due minuti e il singolo Consigliere un minuto.
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 al subemendamento n. 1
all'emendamento n. 1.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Nel presentare questo subemendamento, che io ritengo fondamentale per quello che sarà
poi l'esito del nostro voto alla proposta di deliberazione, mi appello a tutte quelle forze
che, quando sono andate a raccogliere le firme per il referendum, si sono spese e si sono
spese anche mettendoci la faccia.
Perché? Perché questo emendamento chiede che l'80% diventi 49% e che il Comune
possa tornare ad avere una completa gestione pubblica.
So perfettamente - e ne abbiamo parlato più volte in Commissione - che noi facciamo
questa vendita per rientrare nel Patto di Stabilità; sappiamo perfettamente che servono
determinate coperture finanziarie, però io ritengo fondamentale che un Comune come
Torino, su TRM, detenga il 51% delle quote.
Questo emendamento chiede espressamente che il Comune di Torino possa trattenere il
51% delle quote, per poter rimanere azionista pubblico di maggioranza con il 51%.
Ritengo questo, perché secondo me è giusto inserire dei capitali misti all'interno delle
aziende, o comunque dei capitali privati, perché il privato non può che dare un beneficio
nella gestione dell'azienda stessa. Però, il Comune, il pubblico deve trattenere il 51%.
Per quale motivo? Perché nel momento in cui noi andremo a perdere il controllo, anche
soltanto dell'1% - in questo caso, la percentuale sarà del 31 -, questo non potrà portare
che danno al Comune stesso, perché poi non sapremo più controllare quella che è
un'azienda fondamentale per quello che sarà il ciclo dei rifiuti.
Esattamente come noi tratteniamo il 49% di AMIAT, sapendo che è un'azienda in
difficoltà, sapendo quali sono tutte le caratteristiche di AMIAT; noi mettiamo una base
solida, perché la raccolta dei rifiuti possa rimanere così come oggi noi la conosciamo,
nonostante ci sia un ingresso del privato.
Io ritengo che sia fondamentale fare la stessa cosa per la gestione del trattamento dei
rifiuti al momento dell'incenerimento.
Lo ritengo ancora più importante perché noi ci siamo spesi, io in prima persona - perché
sono favorevole al termovalorizzatore - mi sono speso in questi anni della mia attività
politica per far sì che tutti potessero sapere che il termovalorizzatore non è un problema,
ma è una risorsa. Ma potrà rimanere una risorsa esclusivamente solo se sarà pubblica,
almeno per il 51%.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

RICCA Fabrizio
Io non so poi voi con che faccia andrete dai cittadini a dire: "Tranquilli, abbiamo in
mano la situazione. Tranquilli, quell'inceneritore non darà mai problemi di salute a
livello pubblico".
È per questo che io vi invito a votare questo subemendamento, per mettere
l'Amministrazione Comunale nella condizione di trattenere il 51% delle quote e per
dare ai cittadini che sono al di fuori da queste mura la tranquillità che questa operazione
possa essere un vantaggio per la città, anche se in termini economici non paga.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Intervengo per dire che voteremo a favore di questo emendamento. Ovviamente non è
quello che volevamo noi, nel senso che noi non avremmo voluto assolutamente nessun
tipo di vendita, però ovviamente il 49% è il minimo indispensabile per poter
quantomeno mantenere il controllo.
Approfitto di questo emendamento per ricordare all'Aula, soprattutto ai Consiglieri di
maggioranza, visto che sono loro che hanno votato, e al Sindaco che ha proposto queste
linee programmatiche, che abbiamo votato circa un anno fa, cosa dicono a pagina 15:
"Nella ridefinizione del quadro economico patrimoniale del Bilancio consolidato del
Gruppo Città di Torino, si valuterà l'utilizzo degli asset delle partecipate, tenendo in
ogni caso conto di due vincoli: il mantenimento del controllo della società da parte del
Comune e il nuovo quadro politico normativo determinato dall'esito del referendum del
12-13 giugno".
Questo non l'ho scritto io. Queste sono le linee guida che ha scritto il Sindaco e che la
maggioranza ha proposto e ha votato. Quindi, io ve le volevo ricordare, perché penso
che siano rilevanti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Sostanzialmente, ovviamente, il Gruppo della Lega lo sa, come lo sa tutta l'Aula e tutte
le Commissioni, noi abbiamo lavorato fino all'ultimo minuto disponibile per far sì che
le dismissioni non fossero oltre il 49%.
Sostanzialmente, non siamo sfavorevoli a questo emendamento, ma di fatto questo
emendamento non riassume la vostra proposta.
Lo dico, perché, facendo così, in realtà, mettereste in cortocircuito l'intera
deliberazione. Lo dico, perché, se aveste voluto fare un emendamento coerente, auto
accorpandolo con altri emendamenti, come abbiamo fatto in Commissione, avreste
dovuto mettere uno Statuto diverso, perché paradossalmente voi mettereste al 49% di
TRM, il 51% rimane pubblico, e praticamente noi saremmo minoranza avendo le azioni
di maggioranza e saremmo, in qualche modo, in una condizione paradossale rispetto ad
AMIAT e al 49%.
Quindi, lo dico solo perché è un tecnicismo, ma vorrei che la Lega non male
interpretasse, lo dice bene, credo, la dottoressa Delli Colli.
Leggo qui, anche la dottoressa Delli Colli dice: "In quanto la sostituzione della
percentuale non è coerente con la governance e le clausole stesse".
Lo dico per non iniziare una polemica, noi discuteremo di questo nel subemendamento
1, emendamento A della Giunta.
Quindi, come sapete, non ci siamo mai tirati indietro su questa discussione. Abbiamo
aperto tante alternative in queste settimane. Alcune sono state chiuse; noi riteniamo che
altre siano ancora aperte.
Intanto, ho preso la parola per dire che ci asterremo su questo emendamento, anche
essendo ovviamente favorevoli nella linea di indirizzo generale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Per rispondere al Consigliere Grimaldi. Io lo ringrazio del parere favorevole, anche se
non voterà e chiedo se poi la Presidenza concederà di poter sub subemendare insieme
questo emendamento, per poter arrivare ad un voto positivo dell'emendamento da parte
del Gruppo di SEL, che si è speso moltissimo in queste sedute di Commissione per far
sì che si possa arrivare ad un 49% reale.
Io ho visto le forti battaglie che ha fatto il Gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà e
chiedo che, se ha voglia di fare un passaggio di questo tipo, noi siamo assolutamente a
disposizione a sub subemendare il subemendamento insieme, co-firmandolo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
La posizione politica del Partito Democratico non sarebbe ostile a poter ridurre le quote
di partecipazione della società TRM che vengono messe a gara. Ovviamente,
l'emendamento presentato dal Collega Ricca fa parte di un pacchetto di emendamenti
che fondamentalmente - come è stato già detto - sarebbero politicamente condivisibili.
È altrettanto stato detto che noi oggi ci troviamo a votare una proposta di deliberazione
di alienazione di quote che ha una finalità ben precisa. E la finalità ben precisa è quella
di provare a rientrare nel Patto di Stabilità entro il 31/12/2012. Per fare
quest'operazione, occorre incassare denari dalla vendita delle aziende partecipate e a noi
è stato chiesto - e da questo punto di vista il PD si fa garante di questa richiesta da parte
del Sindaco e della Giunta - di consentire la vendita dell'80% delle quote.
Pertanto, per queste ragioni il Gruppo del Partito Democratico, pur condividendo lo
spirito della proposta del Consigliere Ricca e assumendo le condizioni di contorno,
voterà contro questo emendamento, perché ovviamente questo emendamento
renderebbe del tutto inutile il prosieguo della deliberazione e soprattutto vanificherebbe
lo sforzo fatto dall'Amministrazione di poter valorizzare il più possibile le quote per
raggiungere il più alto obiettivo che ci siamo dati, che è quello del rientro nel Patto di
Stabilità entro la fine dell'anno.
Siccome noi abbiamo già fatto la discussione congiunta della deliberazione e anche
delle mozioni, anticipo in questo senso il senso di un emendamento, che ho firmato e
depositato poc'anzi, ad una mozione di accompagnamento che riguarda il medesimo
oggetto e che, se approvata nel testo depositato originale, ovviamente sarebbe in
contraddizione palese con quanto ho poc'anzi detto.
Pertanto, questo è il senso - anticipo - del combinato disposto di questi due
ragionamenti: il voto contrario a questo emendamento a firma Lega Nord e il deposito
di un emendamento alla mozione di accompagnamento, che seguirà la votazione della
proposta di deliberazione, avente ad oggetto la soppressione della parte in cui si discute
dell'eventuale ridefinizione della percentuale di TRM che la Giunta è autorizzata, dopo
la votazione della proposta di deliberazione, a mettere a gara.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo i tempi: il presentatore ha due minuti; un Consigliere per Gruppo, tre minuti;
gli altri, uno.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Io mi aggancio velocemente a quanto detto adesso dal Capogruppo Lo Russo. È chiara
la volontà da parte di tutti, credo anche del Sindaco compreso: l'intenzione sarebbe
quella di voler vendere solo il 49% e non l'80%.
Vorrei, però, un attimo ritornare al discorso di lunedì del Sindaco, quando si è parlato e
ha un po', in qualche modo, attaccato il Consigliere Ricca sul discorso della richiesta
anche da parte della Città di Torino di "prestito" - chiamiamolo così, tra virgolette - al
Capo dello Stato, in funzione di quanto era successo con la Regione Sicilia.
Io sono torinese da cinquant'anni, ne sono fiero e mi ha fatto venire i brividi quando lei
parlava della nostra tenacia, della nostra voglia di fare e di non mollare mai ed è proprio
per questo che io avrei voluto che lei si esponesse e chiedesse questo al Capo dello
Stato, semplicemente perché noi, a differenza della Regione Sicilia e di quante
nefandezze riuscirà ad andare a fare con i 400 milioni prestati dallo Stato, invece
saremmo stati capaci, avremmo dimostrato, con grande tenacia e caparbietà, di saper
onorare i nostri debiti.
Quindi noi, non solo avremmo onorato abbondantemente i debiti nel caso il Governo ci
avesse prestato dei soldi, ma questo ci avrebbe messo in condizione di non dover
vendere l'80% di TRM e forse di diminuire le quote in vendita anche di altre
partecipate.
Ecco qual era la nostra obiezione in tal senso. Intanto, se non l'avessero accettato,
l'avremmo considerato un trattamento disparitario rispetto non dico alla Sicilia, in
quanto Sud, ma sicuramente di fronte ad una Regione in grosse difficoltà non per grossi
investimenti, ma per grossi sprechi. E su questo lei conviene con me, Sindaco, e sa che
è esattamente così.
Sono felicissimo che non sia stata commissariata, perché avremmo pagato tutti
indistintamente e senza ritorno di niente, invece così almeno loro hanno l'impegno di
dover pagare; però, sono ancora convinto adesso che se il Sindaco Fassino avesse
chiesto al Capo dello Stato un prestito, esattamente com'è stato fatto per la Sicilia, i
torinesi lo avrebbero pagato e onorato fino all'ultimo centesimo e ci avrebbe permesso
di non svendere le nostre partecipate.
Questo ci tengo a dirlo, perché credo che sia un passaggio importante di risposta a
quanto affermato dal Sindaco l'altro giorno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Amareggia ancora di più quello che sta avvenendo oggi per quanto riguarda la vendita
di TRM, proprio in base alle dichiarazioni che il Capogruppo ha poc'anzi fatto.
Si tratta di un impianto che avrebbe dovuto portare dei benefici economici anche e
soprattutto al Comune di Torino, tant'è che è stato localizzato proprio all'interno del
territorio torinese, seppur in estremità, proprio per averne dei benefici.
Noi stiamo andando a vendere una cosa che ancora non ha iniziato a produrre né
energia, né tantomeno benefici. Benefici non per quanto concerne la salute pubblica,
perché, al contrario di quello che diceva il Consigliere della Lega Nord, io ho ancora
molte riserve e penso che rimarranno sempre per quanto riguarda il discorso della salute
pubblica.
Proprio per questo motivo, questo sarebbe dovuto essere un impianto controllato non
dal privato, ma dal pubblico, proprio perché avrebbe avuto sicuramente una maggiore
attenzione per quanto riguarda anche la sostituzione dei filtri, che sono poi determinanti
per la non emissione di diossina.
Tutto questo amareggia, proprio perché la situazione in cui ci troviamo e le vendite che
verranno effettuate saranno fatte in emergenza e, sicuramente, difficilmente porteranno
dei benefici di natura economica, bensì saranno solo dei buchi che si cercheranno di
tappare.
Io voglio solo sottolineare questo aspetto e mi piacerebbe anche un'ammissione da parte
della maggioranza che questa è una situazione in cui non bisognava trovarsi e che delle
responsabilità ci sono. Come avevo detto qualche mese fa per quanto riguarda situazioni
analoghe di vendita, spero che ci sia un cambio di rotta da parte di questa maggioranza,
da parte di questa Giunta, per quanto concerne gli sprechi che sono stati fatti e che
continuano ad essere fatti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Ci sono, caro Sindaco. Sindaco, non sono quegli sprechi che intende lei, ma sono
piccoli sprechi che messi uno sull'altro fanno delle grandissime cifre. Tant'è che io
invito anche tutta la minoranza ad andare nei quartieri a guardare tutte le strutture che
comunque producono spese, ma producono voti, caro Sindaco.
Comunque, io le presenterò tante interpellanze, anche in riferimento a tanti centri - non
dico il centro di incontro dei poveri quattro vecchietti, ma circoli importanti a Torino -
dove non si capisce chi paga la luce, eccetera; questo cercherò di capirlo nei prossimi
mesi. Sono quelle piccole spese che, messe tutte assieme, Sindaco, in un sistema che
ormai si è instaurato qui a Torino, diventano veramente pericolose. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, ma io lo dico per aiutarla, Sindaco, non per darle addosso.
Perciò, vediamole; sono sicuro che cambiando l'interlocutore, come Sindaco, potrò
trovare terreno fertile da parte sua, perché questo è un sistema che da troppi anni viaggia
a Torino, per non parlare poi di certi stipendi che vengono elargiti da questo Comune.
Se partiamo da questo presupposto, sicuramente anch'io personalmente e molti della
minoranza potranno essere più costruttivi anche nella prosecuzione dei lavori di questo
Consiglio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento della Lega Nord, io rilevo due
dati politici importanti, perché poi in realtà questo è il punto nodale del dibattito su
questa proposta di deliberazione. Il primo è il fatto che i Consiglieri della Lega - visto
che sono i presentatori - dimostrano di condividere l'importanza fondamentale del tema
politico del mantenimento del controllo pubblico su una società così importante
nell'erogazione di un servizio delicatissimo, come quello della realizzazione della
gestione di un inceneritore, ma, soprattutto, il secondo dato importante è che il PD, pur
avendo annunciato un voto negativo, dimostra, tramite il suo Capogruppo, un'onestà
intellettuale che io apprezzo e che va, però, a dichiarare che la cessione dell'80% delle
quote di TRM non è in realtà motivata da alcuna strategia di rilancio del servizio, da
alcuna strategia di abbassamento delle tariffe, da alcuna strategia nell'interesse dei
consumatori, o meglio, da alcuna strategia, punto, bensì dalla necessità pura e semplice
di fare cassa.
Questo ci conforta del fatto che, in realtà, non ci saranno scuse nel dire che è
un'operazione fatta nell'interesse dei cittadini per quel che riguarda il servizio stesso.
Almeno abbiamo evitato di dirci fandonie su questo.
È chiaro che qui si parla di soldi, di reperire soldi, del fatto che una maggioranza ritiene
che i fondi vadano reperiti dismettendo le poche quote veramente di valore delle poche
partecipate ancora di valore possedute dalla Città di Torino, a prescindere dal
mantenimento o meno del controllo del servizio pubblico, che non può - io lo anticipo,
ne parleremo anche in seguito - essere garantito esclusivamente da un contratto di
servizio, di cui peraltro ne è anche prevista la revisione annuale, quindi ha una
vincolatività veramente minima.
Tolto quello, ci mette nella condizione di essere chiari: si tratta di un dibattito che si
sposta da una strategia di riassetto delle partecipate ad una di reperimento di risorse.
Allora, su questo credo che sarà un dibattito franco, perché, parlando a titolo personale,
penso anche a nome del PdL, si ritiene che si possano reperire risorse da tante altre
parti, da tanti altri versanti, prima di andare ad intaccare i pochi gioielli di famiglia
rimasti. Ma almeno devo dire che, se anche non verrà approvato, il dibattito che stiamo
affrontando e che andremo a votare ci mette nella condizione di essere subito molto
intellettualmente onesti.
Io di questo voglio rendere merito alla maggioranza, perché non si parla di un rilancio
del servizio, non si parla di un riassetto della filiera, nonostante il titolo della proposta di
deliberazione sia questo, ma si parla di una dismissione per reperire risorse e niente di
più.
Almeno sarà tutto più chiaro agli occhi dei cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Voglio dire che la prima onestà intellettuale è fare i conti con i problemi che il nostro
Comune ha.
Inviterei ad essere un po' più prudenti ad usare l'espressione "fare cassa" in termini
dispregiativi, perché un Comune che non abbia risorse chiude: non paga gli stipendi ai
suoi dipendenti, chiude i servizi pubblici che eroga ai cittadini, dismette le sue
partecipazioni e non onora le finalità per le quali è stato costituito.
Cosa vuol dire fare cassa? Significa avere le risorse per garantire che il Comune onori le
finalità che la legge gli propone.
Voglio ripetere l'intervento con cui ho concluso il dibattito generale l'altra sera, noi
abbiamo una precisa strategia che è finalizzata a dare a questo Comune una condizione
di stabilità e di solidità finanziaria che oggi non ha e senza la quale nessuna delle cose
che oggi noi garantiamo ai nostri cittadini sarà in futuro garantita.
Vedete, il medico pietoso è quello che porta il suo paziente alla morte prima. Il medico,
se vuole essere capace di curare, dev'essere impietoso. Ha da essere capace di prendere
anche decisioni difficili e complesse, se è convinto - naturalmente, poi, ciascuno su
questo ha la sua opinione - che siano funzionali ad un obiettivo giusto e da perseguire.
Io penso che garantire che la Città di Torino, entro la fine di quest'anno, rientri nel Patto
di Stabilità - anche su questo, a proposito di onestà intellettuale, chiederei che si stesse a
quello che io ho dichiarato essere gli obiettivi che noi intendiamo perseguire, che sono:
rientrare nel Patto di Stabilità e incidere significativamente sul debito accumulato in
questi anni - sia la condizione per proseguire negli anni successivi un'azione di
risanamento e rimetterci nella condizione di poter tornare ad accendere mutui, a
investire, a garantire l'invarianza dei servizi che noi offriamo ai cittadini.
Non realizzare questo obiettivo entro il 31 dicembre 2012 significa pregiudicare tutto
questo. E se noi non otteniamo questo obiettivo entro il 31/12 di quest'anno è evidente
che lo scenario critico nel quale il Comune di Torino si verrebbe a trovare metterebbe in
causa fondamentali servizi e attività che oggi sono essenziali per la vita di centinaia di
migliaia di persone, di famiglie della nostra città.
Per questo noi ci siamo risolti a proporre la vendita del termovalorizzatore nella quota
dell'80%. L'onestà intellettuale - l'ho già detto l'altro ieri sera e lo ridico qui - ci fa fare
i conti con tutte le questioni. Abbiamo anche verificato con consulenti e advisor
finanziari, che sono in grado di offrirci una valutazione di questo genere, se una vendita
di quote inferiori all'80%, moltiplicato per variabili differenti, tipo il tempo di
affidamento, fosse in grado di produrci lo stesso risultato finanziario, un risultato
equivalente dal punto di vista degli introiti del Comune. La risposta di tutti quelli che
abbiamo consultato è stata che non c'è questa equivalenza. Chiaro?
Quindi, siccome non c'è questa equivalenza, io ho la responsabilità di fare tutto quello
che è necessario per mettere questo Comune nelle condizioni di reperire le risorse
necessarie a perseguire gli obiettivi di risanamento e di stabilità, da cui dipende, poi, la
possibilità per il Comune di realizzare le finalità per cui è stato istituito.
Quindi, questa è la ragione per cui abbiamo fatto questa scelta.
Dopodiché, ho anche detto l'altra sera - lo ribadisco qui - che questa scelta,
naturalmente, comporta che, a maggior ragione, si rafforzino tutti i dispositivi e i
meccanismi che consentono un controllo costante e continuo da parte della comunità
sull'attività di questo impianto, sulla sua efficacia, sul suo andamento e su ciò che
l'impianto, via via che funzionerà, esprimerà e abbiamo avanzato delle proposte in
questa direzione, raccogliendo istanze che venivano sia dai Gruppi Consiliari, sia da
Sindaci del territorio più direttamente influenzato dall'insediamento, che vanno nella
direzione esattamente di andare incontro a questa esigenza.
Il rafforzamento dei poteri ispettivi del Comitato Locale di Controllo; l'obbligo per
Presidente e Amministratore Delegato della società di riferire a questo Comitato e ai
Consigli Comunali dei Comuni interessati, trimestralmente, sull'andamento dell'attività;
l'obbligo di reinvestire il calore prodotto in teleriscaldamento, che è un'esigenza che i
Comuni impongono, oltre ai compiti ispettivi di vigilanza che esercita l'ATOR, oggi, o
chi sostituirà l'ATOR, con la nuova legge regionale sul tema dei rifiuti, la Regione e la
Provincia.
Quindi, non è che non ci poniamo il problema di rafforzare tutti i meccanismi di
monitoraggio, controllo, ispezione e intervento. E la deliberazione che voi avete nelle
mani reca una serie di emendamenti che sono stati proposti nei giorni scorsi, che vanno
tutti nella direzione di potenziare questa attività, proprio perché ci rendiamo conto che
nel momento in cui si fa una cessione di quota maggiore, è necessario che, in ogni caso,
l'interesse collettivo sia tutelato.
Io penso che stiamo proponendo al Consiglio Comunale una deliberazione che,
rinforzando tutti questi dispositivi, ci mette nelle condizioni di poter fare una cessione
dell'80%, senza rinunciare a mettere in campo tutti quei controlli e quelle azioni, attività
che siano a tutela dell'impatto ambientale, della salute dei cittadini, della redditività e
della produttività dell'impianto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Chiedo scusa se intervengo dopo il Sindaco, ma è stata una mia dimenticanza
intervenire prima, per dire che a questo emendamento voterò no, in modo convinto, ma
per ragioni filosofiche, di principio, che non riguardano il rientro del Patto di Stabilità,
ma per una questione che non è la verità, ma è sicuramente una convinzione.
Per cui, voterò no, chiedendo anche scusa al Capogruppo della Lega Nord. In questo
caso non mi sento di fare diversamente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Faccio presente che sono stato un po' più elastico in questi interventi, anche perché
l'argomento era importante, sentito. Chiedo solo, nei prossimi interventi, di cercare di
rispettare i tempi secondo quelle che sono le modalità del Regolamento.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è negativo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1
al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1:
Presenti 34, astenuti 1, favorevoli 9, contrari 24.
Il subemendamento n. 1 al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 1 al
subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è inserito nel presente verbale
all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 2 al n. 9 al
subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Questo subemendamento tratta i criteri di valutazione delle offerte, basati su qualità e
corrispettivo e la parte invece legata alle quote societarie.
La Giunta ha proposto un 60/40, distribuito con 36 punti per quanto riguarda la qualità,
24 per i corrispettivi e i rimanenti 40 per le quote azionarie.
Noi proponiamo, invece, di riequilibrare leggermente le due parti, cioè andare a 55 per
quanto riguarda qualità e corrispettivi e 45 per quanto riguarda la parte delle quote.
Questo perché riteniamo, credo e spero, che comunque le quote che riguardano
soprattutto TRM abbiano un valore tale che nell'insieme possano portare qualche valore
aggiunto al valore monetario di TRM.
Credo che non vada invece a togliere validità a quello che sarà il rapporto qualità e
corrispettivo, quindi che rimarranno comunque alti e importanti ai fini della gara.
Pertanto, chiedo alla Giunta di accogliere questo emendamento che reputo importante.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi.

LEVI Marta
Su questi subemendamenti, esprimo parere contrario, perché credo che non siano
accoglibili. È vero che noi - l'abbiamo detto, ci è stata anche riconosciuta l'onestà
intellettuale - con questa deliberazione mettiamo a bando l'80% di TRM per rientrare
nel Patto di Stabilità, però credo che ci sia un limite che non è valicabile.
Quindi, la modifica dei punteggi con cui si valutano le offerte, per cui la qualità del
servizio veniva conteggiata con 36 punti, riduciamo il punteggio dato alla qualità del
servizio, per aumentare il punteggio che diamo al valore delle azioni, credo che sia al di
là della soglia di accettabilità, per quello che ci riguarda.
Per questa ragione, io voterò contro questo gruppo di emendamenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Nel precedente subemendamento il Capogruppo Lo Russo ha dichiarato di aver
presentato un altro emendamento alla mozione. Io non sono intervenuto, ne parliamo
quando ci sarà la mozione, perché da presentatore anch'io di quella... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Credo si possa fare nella dichiarazione di voto la discussione
sulla mozione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lo dico, se no intervengo
adesso, ma rischierei di essere fuori oggetto.
Era solo sull'ordine dei lavori. Non voglio intervenire adesso, interverrò dopo, ma le
dico anche un'altra cosa, che prendo atto del suo subemendamento, ma se non c'è la
volontà di tutti i primi firmatari della mozione di accettarlo, si vota. Lo dico solo perché
sia messo a verbale. Lo dico, perché non sono favorevole ovviamente. Lo dico in
anticipo, perché non vorrei sapere poi che la comunicazione del Capogruppo Lo Russo
sia, di fatto, un'implicita nuova mozione che non mi vede convinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Io la ringrazio, però la prego di intervenire puntualmente sul tema, perché, altrimenti, lo
facciamo tutti. Quindi, quando sarà il momento di votare la proposta di mozione, lei
esprimerà il suo parere. In questo caso deve esprimere il parere sull'accorpamento.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
In realtà hanno fatto bene a fare l'accorpamento, perché se si cambia il primo numero, è
necessario cambiarli tutti. Perché significherebbe passare dall'ipotesi del 60/40 al 55/45.
L'avevo già detto in Commissione che, per quanto riguarda la Giunta, non era una
questione così dirimente tra il 60/40 o il 55/45, perché la cosa fondamentale è il fatto
che si mantenga, sia con il 55 sia con il 60, l'offerta economicamente più vantaggiosa,
che è il modello a cui non solo ci siamo ispirati, ma siamo tenuti a perseguire.
Per quanto riguarda la Giunta l'emendamento è accettabile. Credo che non cambi la
sostanza della situazione.
Ovviamente, valgono le osservazioni ed i pareri che qui sono stati espressi, nel senso
che le opinioni espresse, ovviamente, hanno un corrispettivo. Cioè, nel momento in cui
lo accettiamo, e io dico che si può anche accettare, abbassa di 2 punti la parte del
corrispettivo e di 3 punti la parte di qualità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Come diceva il Vicesindaco, la questione ovviamente non tocca alcun elemento
concreto della proposta di deliberazione, quindi è un'operazione tutta politica su quella
che è la filosofia di attribuzione dei punteggi e - come ha preannunciato il Consigliere
Levi - riteniamo utile mantenere l'impianto originale proposto dalla Giunta. Nella
discussione fatta in Commissione, la Giunta ha provato a recepire proposte che
arrivavano dal Consiglio, ma dopo una riflessione politica che abbiamo condotto,
riteniamo che la formulazione della deliberazione, così com'è uscita dalla Giunta
Comunale, proposta all'esame del Consiglio, sia una proposta che ci trova più
favorevoli rispetto alla proposta emendativa che - come ha detto il Vicesindaco in Aula
- non sposta i termini del problema.
È del tutto evidente che la valorizzazione economica in termini di punteggi, ovviamente
a discapito della valutazione qualitativa del servizio è una scelta; va nell'ottica di
comporre la matrice di valutazione delle offerte in maniera politicamente più rilevante
per quanto riguarda l'elemento squisitamente economico.
Riteniamo che l'originale impostazione, che era stata data dalla deliberazione proposta
dalla Giunta - come veniva detto dal Consigliere Levi - sia una valutazione che
garantisce, nel contempo, la valutazione economica e la qualità del servizio.
La riduzione dei punti da attribuire alla qualità del servizio in questa fase a noi pare non
coerente con una condizione di vendita sopra la soglia del 49%. Per cui riteniamo che il
mantenimento dell'attuale sistema di punteggi, che tende a valorizzare la qualità del
servizio, sia un elemento che vada preservato nell'attuale versione della deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Sfugge un passaggio importante. Secondo me, abbiamo di nuovo perso di vista la
praticità per concentrarci sul discorso politico.
Nella sostanza, passare da 36 a 33, sul discorso qualità, a favore di 5 punti in più di
discorso azionario, non incide assolutamente sulla qualità, perché il rapporto è solo sul
36, non sul 60 complessivo. Quindi, è veramente minimo. Mentre può incidere in modo
importante con i 5 punti sul discorso azionario.
Se deve essere a tutti i costi una questione politica, è inutile qualunque discussione,
possiamo votare direttamente la proposta di deliberazione, ce ne andiamo tutti a casa,
perché questa ostinata contrapposizione semplicemente e squisitamente politica non la
sta facendo la Lega Nord, che ha lavorato seriamente e credo abbia trovato
argomentazioni non politiche, ma sostanziali, per il benessere dei nostri cittadini, in tutti
i sensi; se invece deve essere così, va benissimo così.
Sappiate però - ci tengo a dirlo verbale - che la differenza fra i 3 punti sulla qualità e i 5
punti sulle azioni è una notevole differenza, non a discapito della qualità e dei
corrispettivi, ma sicuramente a favore della quota azionaria.
Quindi, grazie per aver dimostrato, per l'ennesima volta, che politicamente siete i più
forti. Prendetevi anche questa responsabilità, che mi sembra giusta, perché siete voi la
maggioranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ne discuteremo poi sui subemendamenti e sugli emendamenti di Commissione, che
abbiamo condiviso con il Consigliere Altamura in I più VI Commissione. Ovviamente,
avendo fatto tutto un lavoro sull'offerta tecnica che abbiamo condiviso, nel senso che
abbiamo condiviso sin dall'inizio che quella qualità rappresentasse una parte importante
di tutta la discussione; avendo messo in campo la richiesta dell'aumento della
differenziata; avendo chiesto tantissimi corrispettivi in termini di know-how e di
disponibilità, ovviamente non siamo disponibili a scendere dal 36 al 33.
In più, anche questo escamotage di togliere 2 punti dal corrispettivo non ci convince,
perché anche in questo senso cadrebbe un pezzo della discussione che abbiamo fatto
sull'offerta di tipo economico del servizio.
Quindi, non credo che sia accoglibile. Non è una prova di forza della maggioranza, ma
sinceramente non ho capito fino in fondo dove la Lega Nord volesse andare a parare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Io ringrazio tutte le persone che mantengono la parola data. Da settembre inaugureremo
i nuovi Consigli Comunali notturni. Questa è una cosa che vi anticipo, perché mi
piacerà, da settembre, condividere tutti i lunedì notte e i martedì mattina insieme a voi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 2 al n. 9 al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1:
Presenti 32, astenuti nessuno, favorevoli 9, contrari 23.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 2 al n. 9 al subemendamento n. 1
all'emendamento n. 1 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dei subemendamenti dal n. 2 al n. 9 al
subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è inserito nel presente verbale
all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 10 al subemendamento n. 1
all'emendamento n. 1.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Questo emendamento dà una grossa possibilità a tutti quei Consiglieri che dicono di
voler votare per salvare Torino. L'emendamento consiste nel dare la possibilità al
Comune di riacquistare le quote con i soldi che rimangono dalla vendita. Ovvero, noi
entriamo nel Patto di Stabilità, rimangono dei soldi, noi possiamo andare a ricomprare
quote di TRM, per dare la possibilità che la gestione di TRM torni a essere un po' più
pubblica.
Io ritengo fondamentale questo emendamento. A tutti quei Consiglieri che nel corso
della discussione si sono nascosti dietro la difficoltà economica della Città di Torino,
che dicevano che è fondamentale vendere TRM per rientrare nel Patto di Stabilità e per
dare la possibilità a Torino di rimettere a disposizione quei soldi che ad oggi mancano
(se vogliamo possiamo continuare a nasconderci dietro una scusa), questo emendamento
dice chiaramente che, una volta che abbiamo venduto TRM e siamo rientrati nel Patto di
Stabilità, con i soldi in disavanzo possiamo metterci nella condizione di poter
ricomprare quote per dare la possibilità a TRM di diventare un po' più pubblica.
Invito i Consiglieri a votare ovviamente "sì", perché penso che non ci sia niente di più
bello di sapere che un'azienda, che deve essere venduta per forza, possa ritornare in
mano al pubblico con i soldi della stessa cessione. E abbiamo la possibilità di dare un
bellissimo segnale all'esterno dicendo che Torino è per il pubblico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Qualora fosse stato possibile, con i tempi necessari, andare in due trance, quindi avere la
possibilità, a un certo punto, di sapere se la Città effettivamente sarebbe rientrata nel
Patto di Stabilità, avremmo fatto una gara a triplo oggetto; cioè avremmo messo la
possibilità di uno Statuto al 49%, uno all'80%, avremmo visto a fine novembre, come
proponeva il Consigliere Levi, le offerte anche nelle altre gare, fra cui GTT e SAGAT, e
a quel punto avremmo scelto se vendere TRM al 49% o all'80%.
Diciamo che questa possibilità non ce l'avevamo, perché questo escamotage tecnico
proposto dal Consigliere Levi non era possibile. C'era un'altra possibilità; c'era il 49 +
31 con diritto di riscatto degli ulteriori 31 punti di TRM.
Gli Uffici ci dicono che anche questo non sarebbe stato possibile, in quanto
probabilmente la gara di TRM finirà al 15 novembre e qualsiasi ricorso ci avrebbe fatto
uscire dai 30 giorni possibili per il diritto di prelazione del socio privato.
Certo che è interessante capire, qualora avessimo delle entrate superiori, dove verranno
reinvestite. Glielo dico io dove verranno reinvestite, saranno entrate straordinarie che
serviranno a non fare mutui e a far calare il debito, come c'è scritto nella deliberazione
di TRM.
Il punto è un altro, perché voi non state dicendo che questo serve per riacquisire la parte
pubblica e quindi garantire il 51% alla Città e lo dite chiaramente alla fine
dell'emendamento. Voi dite: "Beh, ma TRM fa utili, poi se avremo più utili da tutte le
dismissioni, ricompriamoci qualche quota".
A me pare che non sia questo l'oggetto della discussione, è una compravendita di azioni
e sinceramente condivido il senso del parere tecnico, che dice che oggettivamente non si
può dare dei poteri ai privati, per poi spiegargli che, alla fine, lo Statuto è un altro,
perché gli ricompriamo le quote.
Non credo che sia "ammissibile" , tra virgolette, questo tipo di emendamento. Quindi,
credo che avrebbero dovuto anche dargli un parere sfavorevole dal punto di vista
dell'intero impianto.
Quindi, noi voteremo contro questo emendamento.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
A parte che era interessante insegnare agli Uffici cosa devono scrivere, volevo soltanto
dire che noi voteremo favorevolmente, anche perché riteniamo che meno si vende e
meglio è. Noi naturalmente vorremmo vendere zero, ma questo pare che non sia
possibile.
Quindi, dato che l'unico motivo che è stato fornito per vendere, attualmente, è quello
che bisogna fare soldi, se si riesce a fare i soldi che servono, senza vendere tutto, è
giusto anche potersene riprendere una parte.
Poi, magari uno potrebbe anche dire che, se ha dei soldi in più, potrebbe anche spenderli
per altro. Però, effettivamente, cercare di mantenere il controllo pubblico di questo
inceneritore, viste le preoccupazioni che abbiamo, per il suo impatto sulla salute e
sull'ambiente e per l'aumento anche dei dati epidemiologici di mortalità e di malattie
che porterà nella zona, crediamo che sia comunque una cosa positiva.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Al fine di garantire il corretto lavoro dell'Aula, chi fa parte del Consiglio Comunale può
stare in Aula, mentre invito ad uscire chi non è un addetto o un collaboratore degli
Assessori, perché dobbiamo cercare di gestire questo Consiglio nel modo migliore e con
il clima più propenso per riuscire a sentire tutto quello che i Consiglieri stanno
sviluppando.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è negativo, perché ancorché tecnicamente giudicato
positivamente, essendo possibile il riscatto, in realtà è di difficile attuazione in qualsiasi
gara, perché nella gara bisogna ovviamente sapere quanto uno vuole sostanzialmente
cedere.
Per dirla semplicemente, se fosse sfumato non sulle azioni TRM, ma di riacquisto
invece di azioni per non svalorizzare il patrimonio, in questo senso sarebbe stato
accettabile. Invece, essendo sull'oggetto medesimo della deliberazione, il parere della
Giunta è negativo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 10
al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1:
Contrari 22, favorevoli 11, astenuti 1.
Il subemendamento n. 10 al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è respinto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 10 al
subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è inserito nel presente verbale
all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1, presentato dal Vicesindaco, recita:

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ricordo solo che è l'emendamento che ha sostituito tutte quelle parti che ovviamente
facevano riferimento all'articolo 4, che la Corte Costituzionale ha fatto decadere nella
giornata di venerdì.
Contemporaneamente a questo, è in questo subemendamento che troviamo una serie di
indicazioni che ricordava prima il Sindaco, dal teleriscaldamento, al tema del controllo
del Comitato di Controllo, a quello del mantenimento di tutte le compensazioni che
TRM deve dare all'insieme dei Comuni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ne abbiamo discusso in Commissione lunedì mattina. Anche se di fatto l'efficacia
dell'esito della sentenza della Corte Costituzionale non è ancora attivo, è giusto tutelarsi
in questo senso, per cui credo che sia stato giusto aprire la discussione su questo oggetto
e scriverlo nella deliberazione.
Non siamo d'accordo, però, su come è stato espresso questo subemendamento, perché
quello che è il medio tempore che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 199/2012, ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4, convertito con modificazione
della 148, per violazione dell'articolo 75 della Costituzione, ci porta ad una nuova
riflessione con l'ATOR. Su questo vorrei però che si aprisse questa discussione.
Il divieto, di fatto, della gestione in house e l'obbligo alle dismissioni ha aperto un'altra
discussione. La cosa che mi inquieta di più in tutta questa vicenda, lo dico al Sindaco
Fassino (sì, sono state fatte delle valutazioni fra lunedì e martedì, probabilmente con
l'ATOR e con gli advisor), è il fatto che in deliberazione non si sia neanche citata
questa possibilità. Perché non è stato fatto prima? Anche perché non vorrei che questa
discussione cadesse dalle nuvole.
Come sapete, parte della maggioranza - ma io credo che ci fosse l'orientamento positivo
anche di gran parte del Partito Democratico, se non tutto il Partito Democratico - da
mesi dice che si può aprire una discussione con la Provincia e l'ATOR sulla
concessione; però, fino a venerdì, mi sembra di aver capito, almeno in queste settimane,
finché c'è stato quell'obbligo alle dismissioni delle gestioni in house, era difficile
chiedere ad ATOR una cosa del genere, in quanto ci sarebbero potuti essere dei
contrattempi legati ai ricorsi al TAR; potevano scattare un po' di ostacoli che in questi
mesi avrebbero reso più difficile rientrare nel Patto di Stabilità.
Venerdì la Corte Costituzionale ha riaperto la partita. Lo dirò anche nella discussione
sulla mozione: capisco quando il Sindaco mi dice: "Ma perché mettere in una mozione
di indirizzo cose diverse dalla deliberazione?", ma abbiamo tutte le possibilità per
metterci il paracadute in questa deliberazione. Perché in questo subemendamento non si
mettono in condizione gli Uffici di far sì che dopo il 30, cioè quando si riunirà l'ATOR,
ci possano essere delle strade alternative?
Vi faccio delle ipotesi. Sindaco Fassino, cosa succede se l'ATOR, il 30, ci dà un parere
negativo a questa deliberazione? Che cosa facciamo? Ritorniamo a deliberare a
settembre? Cambiamo lo Statuto di TRM e lo riportiamo il 49?
Secondo punto. Se c'è la disponibilità dell'ATOR di estendere per nove anni la
concessione, ma abbiamo fatto le verifiche perché quell'estensione dei nove anni sia di
dieci, di undici, di dodici? Qual è il delta?
E arrivo al terzo punto: il delta. Io conosco la serietà del nostro Sindaco, la sua passione
civile, il suo impegno e non dubito che abbia fatto tutte le verifiche che in 24/48 ore
poteva fare. Sono utili 24/48 ore? Non lo so. Noi gliene diamo di più. Gli diamo una,
due settimane di tempo. Mettiamoci un paracadute, perché, cedere oggi l'80% delle
quote per vent'anni, farà sì che dopo la cessione non potremo chiedere all'ATOR di
darci altri dieci anni di concessione. Non sarà più possibile. Ci vediamo fra vent'anni.
Allora, ma siamo così convinti che ci facciano schifo quei nove anni in più di
concessione? Ma ci fa schifo iniziare a pensare con l'ATOR che quei nove anni magari
sono dieci, sono undici, sono dodici? Ma ci fa così schifo pensare che la Città si tenga la
doppia possibilità di un doppio Statuto al 49% e uno dell'80%?
Sindaco, noi abbiamo accettato la sfida e ce ne assumiamo tutta la responsabilità. Siamo
stati contrari a tutti gli appelli al commissariamento, che vengono spesso dai movimenti:
"Meglio il commissariamento, che fare queste operazioni". No, non li abbiamo
condivisi e respingiamo totalmente questa possibilità, come respingiamo la possibilità
che si possa stare un secondo anno fuori dal Patto di Stabilità. Non abbiamo la
possibilità né di tagliare 80 milioni di trasferimenti, né di pagare 80 milioni di Euro di
penali. È chiaro.
Però, possiamo dirci che se l'ATOR ci dà una possibilità, noi la dobbiamo sfruttare?
Possiamo dirci, tutelandoci, che anche la possibile dismissione di un 31% in più si
potrebbe valutare nei prossimi anni? È per questo che, se il subemendamento rimarrà
tale, noi non voteremo questo subemendamento. Io credo che ci sia tutta la possibilità
che la Giunta capisca il senso di questa proposta che non è solo di Sinistra Ecologia e
Libertà, ma di larghe parti della sua maggioranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Non voglio trasformare questa discussione in una dialettica con il Consigliere Grimaldi,
che fa bene a dire quello che pensa e a mettere a verbale il modo in cui il suo partito ha
affrontato la proposta di deliberazione. Preferirei concentrarmi sul fatto che siamo di
fronte ad un subemendamento di 22 pagine, più 10 di pagine di allegati, che va a
stravolgere completamente il senso della proposta di deliberazione, così com'è stata
presentata. Anzi, nei confronti nell'emendamento, che già stravolgeva il senso della
proposta di deliberazione originaria. Per cui, diventa veramente difficile giustificare
questa operazione come un'operazione ben pensata, ben riflettuta, ben calcolata.
Siamo ormai a poche ore, al massimo, dal voto e ancora stiamo discutendo; ci sono
anche i capannelli in Sala, che discutono se possiamo ancora ripensarci e magari fare
dieci anni in più, oppure mettere un po' di meno. Veramente, la situazione è un po'
preoccupante.
Spero che questo sia l'ultimo episodio e considerata la linea che è stata presa (che è
scritta anche chiaramente nella seconda pagina del subemendamento, cioè che si vende
perché bisogna rientrare a tutti i costi nel Patto di Stabilità, quindi assumendo per
scontato che bisogna rientrare nel Patto di Stabilità, cosa di cui il Consiglio Comunale
non ha mai discusso), ci aspettiamo che le svendite continueranno per tutto il resto
dell'anno, però almeno speriamo che in futuro ci venga risparmiato questo continuo
lavorare per deliberazioni che vengono modificate interamente dalla quarta pagina delle
premesse, fino all'ultima riga, con un subemendamento all'ultimo momento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ovviamente non per dire che sono d'accordo con il subemendamento che la Giunta ha
presentato, ma per evidenziare il preciso interesse che ha questo subemendamento.
L'interesse del subemendamento non poteva non esserci, a fronte del fatto che venerdì
la Corte Costituzionale ha cancellato quell'articolo, perché noi avevamo una proposta di
deliberazione che non si poggiava sul fatto che procedevamo alle vendite, ma che,
venendo a decadere gli affidamenti, mettevamo in gara sia il servizio, sia la cessione
delle quote.
Nel fare questo, però - dicevo prima - abbiamo rafforzato quell'emendamento,
affrontando una serie di problemi che sono intercorsi nei rapporti con l'ATOR e con i
Comuni limitrofi ed adiacenti al termovalorizzatore. È per questo che accennavo prima
alle tre questioni che sono state poste: al rapporto con il Comitato di Controllo, al
rapporto tra i Consigli Comunali con il Presidente e l'Amministratore Delegato e al
problema del teleriscaldamento.
Io credo che noi avremmo fatto un torto all'intelligenza di noi tutti se non avessimo
preso atto della sentenza della Corte Costituzionale e avessimo proseguito. Forse
avremmo potuto farlo, nel senso che la sentenza non è stata pubblicata, e poi con una
strategia puramente di forma avremmo persino potuto evitarlo. Però non sarebbe stato
corretto per quest'Aula. Non sarebbe corretto per l'addivenire, perché stiamo parlando
di due servizi molto delicati che riguardano la vita dei nostri cittadini.
Per questa ragione, credo che non solo si imponga questo subemendamento, non solo
per raccogliere una serie di indicazioni, ma anche per dare organicità a un
provvedimento assolutamente complesso, ma in questo modo, però, assolutamente
lineare.
Consigliere Grimaldi, il problema è che il tempo per approfondire il tema "se un
allungamento portava o non portava a una diversa valutazione", l'abbiamo avuto. Tra
l'altro, voi che avete partecipato in particolare da Presidenti alle Commissioni avete
visto che, se si apriva questa possibilità, c'era una predisposizione già sostanzialmente
definita. Per cui, non abbiamo sottovalutato questa possibilità.
Ma attenzione: quando parliamo di gestione delle aziende, quando parliamo di chi
detiene la governance delle aziende, non possiamo tramutarle dal punto di vista della
discussione politica, che è giusto che ci sia prima, ma, nel momento in cui ci
accingiamo a votare la proposta di deliberazione, dobbiamo avere il senso di ritirarci un
po'. Perché se noi lasciassimo aperto quel punto è come se riaprissimo il dibattito il
giorno dopo l'adozione della nostra proposta di deliberazione, al di là dell'atto che
stiamo predisponendo.
L'atto, però, che noi andiamo a fare, deve essere correlato dopo tre giorni da un bando
di gara, su cui c'è un Responsabile del procedimento che non può dire: "Forse sì, forse
no", ma deve dare delle indicazioni precise. È già sufficientemente complesso il
procedimento per non introdurre quello.
Allora, io capisco che, se si vuole reintrodurre un dibattito politico su tale argomento, è
giusta questa posizione. Se, invece, si vuole fare un atto che sia perseguibile dal punto
di vista del suo obiettivo e sia traducibile in atti, ovviamente non solo questo
subemendamento, ma l'insieme della proposta di deliberazione ha una sua coerenza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Mi rivolgo al signor Sindaco, perché, se non ho capito male, il Consigliere Grimaldi,
quindi il Gruppo SEL, vista l'assenza di Curto, si asterrà. Siccome questo emendamento
aggiorna la proposta di deliberazione e sostanzialmente la rende efficace, è prodromico
al voto finale.
Quindi, faccio riferimento al discorso che ha fatto il Sindaco in Aula sulla presa di
responsabilità da parte della sua maggioranza, delle difficoltà politiche che ci sono oggi
in questa Città. Glielo faccio rilevare per la prima volta, perché probabilmente avverrà
ancora durante le votazioni, ma lo metto in guardia rispetto a quello che lui stesso aveva
chiesto ai suoi Consiglieri.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1
all'emendamento n. 1:
Presenti 28, astenuti 5, favorevoli 21, contrari 2.
Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico al Consiglio Comunale che i subemendamenti dal n. 2 al n. 7
all'emendamento n. 1 sono decaduti.
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 8 al n. 220
all'emendamento n. 1, a firma del Movimento 5 Stelle.
Vi sono richieste di intervento? No.
Qual è il parere della Giunta? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il parere della
Giunta è negativo.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 8 al n. 220 all'emendamento n. 1:
Presenti 24, astenuti 1, favorevoli 1, contrari 22.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 8 al n. 220 all'emendamento n. 1 è respinto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, i subemendamenti originali all'emendamento n. 1,
dal n. 8 al n. 220, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. .
L'emendamento n. 1, presentato dai Consiglieri Altamura e Grimaldi, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vi sono richieste di intervento? No.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è favorevole. È il raggruppamento che abbiamo fatto dell'insieme
degli emendamenti di Commissione firmati dai due Presidenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1 così subemendato:
Presenti 26, astenuti 4, favorevoli 22.
L'emendamento n. 1 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Il motivo del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2 è che ci siamo resi conto che
le penali applicate tendono verso il ridicolo; abbiamo verificato che ci sono Comuni in
Campania che applicano penali da circa 1.000-1.200 Euro e, probabilmente, non viene
neanche fatta la raccolta dei rifiuti.
Riteniamo che quelle proposte siano penali che tendono davvero al ridicolo, se
pensiamo che paesi che, a livello di raccolta dei rifiuti, tendono al Terzo Mondo (non
come civiltà, ma come raccolta dei rifiuti) applicano penali davvero rilevanti. Ripeto
che ci sono posti dove sfioriamo i 1.200 Euro, ma, senza andare lontano, anche i paesi
dell'hinterland torinese hanno penali 4 volte superiori a quelle che noi andiamo a
proporre oggi.
Dato che queste penali tendono al ridicolo, abbiamo pensato di aumentarle, ovvero di
raddoppiarle; sono irrisorie, perché, quando si parla di 30 Euro per un'azienda che deve
fare un servizio, sono davvero niente.
Ripeto che non è un discorso per fare cassa, ma è per dare un segnale che, per quanto
basse rimangano (perché, quando si porta una penale da 35 a 70 Euro, è davvero poco),
si dà comunque un bel segnale all'esterno che c'è la volontà di punire. Anche perché
dobbiamo ricordarci che le penali di prima erano state fatte per autopenalizzarci, infatti,
se l'azienda è partecipata al 100% dal Comune, è ovvio che darsi una penale vuol dire
che, alla fine, è sempre l'Amministrazione Comunale che mette i soldi. Mentre adesso
che andiamo a vendere il 49%, sappiamo che almeno la metà, che sarebbe il raddoppio,
lo va a pagare chi compra l'azienda, per cui, probabilmente, sarà incentivato a far sì che
il livello di penale sia tendente allo zero.
In questo modo, siamo sicuri che, seppur minime (perché vogliamo credere che chi
andrà a comprare il 49% delle azioni di AMIAT lavorerà e tenderà a lavorare bene), il
risultato tenderà fortemente allo zero. È un piccolo gesto, ma è un grande segnale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Come lei sa, in Commissione abbiamo discusso più volte sulle penali; abbiamo chiesto
di riaggiornarle e, se possibile, di aumentarle un po' di più rispetto a quella che era la
proposta. Proporrei di dare la parola al Vicesindaco per tentare di presentare un
subemendamento, perché non è possibile un aumento del 150% o del 110%.
È possibile fare un'ipotesi che rientri in un range più discutibile e, secondo me, questo
sta nelle corde della Giunta rispetto alla proposta che potrebbe fare a quest'Aula.
Quindi, se i presentatori sono favorevoli e se la mediazione è interessante, secondo me
si potrebbe subemendare in Aula.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Ringrazio coloro che hanno presentato questo subemendamento.
Devo dire che avrei applicato anche più del raddoppio e avrei fatto qualcosa di più, per
cui il mio non può che essere un voto favorevole. Infatti, condivido il principio secondo
il quale, se applichiamo una sanzione maggiore, potrebbe essere un buon input per
comunicare che cosa vogliamo che sia effettivamente fatto e, quindi, per capire su che
cosa vogliamo potenziare e fare in modo che, invece, non ci sia un servizio inferiore a
quello aspettato. Quindi, il mio voto sarà favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Anche noi siamo favorevoli, perché, tra l'altro, la capacità di controllo è, per forza di
cose, limitata, per cui è il caso che, quando si trova qualche violazione, venga punita il
più pesantemente possibile, perché, altrimenti, in questo tipo di contratti si generano
tipicamente dei meccanismi per cui l'azienda che gestisce calcola di pagare un certo
numero di multe (tanto gli costa meno pagare un certo numero di multe che rispettare
alla lettera la qualità del servizio che si è impegnata ad offrire).
Quindi, l'unico modo per evitare questo genere di calcoli è che le multe, e anche il
numero di occasioni in cui vengono date, siano veramente significative.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Tengo a precisare che su questo argomento abbiamo avuto una discussione in
Commissione e che il dottor Bayma e l'Assessore Lavolta si sono riservati 3 giorni per
pensarci e per portarci ad una proposta.
La proposta che abbiamo visto in Commissione e che è inserita nella proposta di
deliberazione è, rispetto alle attuali tariffe, già un raddoppio.
Oggettivamente, andare ad un ulteriore raddoppio è francamente troppo, anche perché è
la sommatoria di tanti punti, ad esempio dei diversi punti dove noi troviamo un
cassonetto, cioè non è così come la pulizia di una strada o di una parte di essa.
Per questa ragione, farei questa proposta: visto che il Consiglio, nella sua totalità,
vorrebbe comunque ritoccarle, credo che, avendo già fatto il raddoppio rispetto alla
precedente, sia ragionevole proporre un aumento rispetto alle tariffe che la Giunta ha
presentato di non più del 30%, che mi pare una cifra oggettivamente pesante se li
andiamo a ritoccare tutti, però che ha ancora un rapporto con le penali, altrimenti non
siamo più dentro alle penali, cioè siamo ad un'altra cosa e si chiamerebbe in un altro
modo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Per quanto ci riguarda, saremmo disponibili a votare la proposta di riformulazione
avanzata dal Vicesindaco, cogliendo lo spirito dell'emendamento proposto dalla Lega
Nord e, in qualche modo, ritenendo di condividere quanto proposto dai Consiglieri
Ricca, Carbonero e Cervetti, ovviamente in quest'opera di mediazione rispetto
all'aliquota percentuale.
Ovviamente, avremmo piacere di sapere se i proponenti possono ritenere condiviso lo
spirito ed accettare la proposta di mediazione avanzata poc'anzi dalla Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ripeto che, chiaramente, noi abbiamo presentato un emendamento perché ritenevamo
inadeguata quella che era la prima proposta.
Se arrivasse un subemendamento, ci asterremmo, perché - lo ripeto - per noi sarebbe
l'ideale… Almeno, il segnale forte sarebbe... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Un subemendamento al subemendamento. Ovviamente... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Poi, per quanto riguarda l'emendamento completo ovviamente il voto
sarà... Cioè, se c'è una proposta di subemendamento al subemendamento, chiaramente
ci asteniamo; poi, per quanto riguarda il voto, avendolo proposto, voteremo
convintamente a favore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Siccome ci troviamo in una condizione anomala rispetto alla definizione di
emendamenti e subemendamenti - infatti, stiamo ragionando in termini di
subemendamenti ai subemendamenti, quindi emendamenti alla terza -, interrogavo il
Presidente per capire la tecnicalità con cui possiamo... Se ho capito bene, la proposta del
Consigliere Ricca non è quella di considerare integrato il loro subemendamento dalla
proposta fatta dalla Giunta, ma di porre in votazione la proposta della Giunta, su cui
hanno annunciato un voto di astensione. Qualora la proposta della Giunta venisse
accolta, ci siamo dichiarati disponibili a votare a favore.
Presidente, vorrei capire da lei qual è la procedura con cui si può formalizzare questa
sequenza di votazioni, immaginando che, a questo punto, la votazione non sarà una sola,
ma saranno almeno due.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comprendo la necessità di andare incontro politicamente a delle scelte, anche cercando
di rettificare gli indirizzi e gli orientamenti dati prima, però, nell'eventualità che vi fosse
questa necessità, potrei fare mia una richiesta di subemendamento al subemendamento
all'emendamento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, quasi un palombaro.
Lo faccio io per l'Assemblea.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Il mio è un intervento che aggiunge e mi rivolgo anche al Capogruppo Lo Russo:
siccome il Consigliere Ambrogio ha presentato i subemendamenti successivi, vorrei che
prendeste in considerazione anche questa valutazione, perché, se sul subemendamento
n. 2 all'emendamento n. 2... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ecco, io vorrei... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Capogruppo, capisco il suo ragionamento, ma, siccome questo
influisce sui 2 emendamenti successivi, in particolare quelli sulle cifre (non sul terzo),
valuterei anche la questione del subemendamento n. 2 all'emendamento n. 2 di
Commissione e del subemendamento n. 3 all'emendamento n. 2 di Commissione per
capire se la proposta del Consigliere Ambrogio è corretta (come ritengo che sia) e se si
possa accogliere, anche al di fuori di quello che stiamo cercando di votare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Vorrei chiarire la situazione in rapporto all'intervento del Consigliere Tronzano. Il
Consigliere Ambrogio ha presentato due subemendamenti: uno che riduce ed uno che
aumenta. Parliamo di quello che aumenta: è evidente che, nel momento in cui
presentiamo un subemendamento che dice che aumentiamo del 30% l'insieme delle
penalità, ovviamente interveniamo anche sui cassonetti, che è l'intervento che voleva
fare il Consigliere Ambrogio.
Per cui, se il Consigliere Tronzano lo condivide, potrebbe votare a favore di questo
subemendamento che si avvicina all'indicazione data da prima e, poi, ritirare l'altro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Siccome la ratio di questo subemendamento e del successivo del Consigliere Ambrogio
è sostanzialmente penalizzare sul cassonetto non pulito, quindi favorire i cittadini in
maniera specifica, vorrei che la Giunta ed il Consiglio valutassero se tenerlo fuori da
questo tipo di aumento del 30% in senso generale, perché il cassonetto è realmente un
danno specifico al cittadino e, quindi, la ratio... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, lo so, ma se siamo tutti legati, Consigliere Grimaldi, poi è un
pasticcio.
La ratio del Consigliere Ambrogio era di penalizzare fortemente un'assenza di pulizia
sul cassonetto, che è quello che poi realmente danneggia soprattutto i cittadini.
Vorrei che il Consigliere Lo Russo ed il Vicesindaco valutassero questa cosa e
potessero tenerla al di fuori per votarla a sé.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Io dicevo esattamente questo. Nel mio primo intervento facevo rilevare che questo è
molto penalizzante, perché si vorrebbe passare da 20 Euro a 50 Euro per ogni
contenitore e fare un'operazione che propone un aumento del 30% dell'insieme delle
penalità, per cui significa aumentare la penalità del 30% oltre a quello previsto dei 20
Euro per contenitore. Credo che sia oggettivamente impossibile andare oltre questo dal
punto di vista delle penalizzazioni. Per cui, credo che debba essere valutato da parte
vostra con il fatto che questo è quello che noi ci sentiamo di fare per andare incontro ai
2 emendamenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Allora, recepisco e faccio mio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Spiegatemi
che cosa bisogna attendere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Il subemendamento n. 1 al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2, presentato dal
Presidente del Consiglio Comunale, recita:
alla terza riga, la parola: "raddoppiare" è sostituita dal seguente testo: "aumentare del
30%".
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Visto che è cambiato tutto, vorrei spiegare qual è la mia posizione. Voterò a favore di
questo aumento del 30%, anche se penso che si poteva aumentare ancora di più del 30%
rispetto all'aumento che c'è già stato, proprio per evidenziare che l'Amministrazione
vuole che venga mantenuto un certo rispetto nella qualità del servizio.
A parer mio si poteva fare ancora di più, ma posso essere favorevole, perché comunque
c'è un aumento effettivo rispetto quello che invece era inserito nella proposta di
deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per dichiarazione di voto, al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Abbiamo parlato con il Consigliere Ambrogio, che ritiene ragionevole questa soluzione,
anche se è chiaro che sul cassonetto la penalizzazione avrebbe dovuto essere superiore.
In questo senso il recepimento di questa cosa va benissimo. Ritiriamo il
subemendamento successivo. È il Presidente che firma il subemendamento n. 1 al
subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2? Perfetto, sono d'accordo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Recepisco questa dichiarazione di voto ed il ritiro del subemendamento successivo.
Consigliere Tronzano, la sanzione al 30% in più è recepita dal mio subemendamento e
poi ci sarà la votazione del subemendamento n. 1, così come subemendato dal mio
subemendamento. Quindi, questo dovrebbe essere recepito positivamente. È quello che
intendevo.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1
al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2:
Presenti 31, astenuti 9, favorevoli 22.
Il subemendamento n. 1 al subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2, presentato dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti, così subemendato recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1
all'emendamento n. 2 così subemendato:
Presenti 30, favorevoli 30.
Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il subemendamento n. 2 all'emendamento n. 2 è ritirato, come ha annunciato prima il
Consigliere Tronzano.
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 3 all'emendamento n. 2, presentato dal
Consigliere Ambrogio.
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Inviterei ad una riflessione su questo tema, perché, a mio giudizio, il Consigliere
Ambrogio ha ragione. Nel senso che, dopo aver letto il contratto di servizio (almeno da
quello che ricordo), emerge che il contratto di servizio prevede che sia il socio privato
acquirente del 49% di AMIAT a dover pulire i mercati. Che cosa vuol dire? Vuol dire
che noi avremmo messo una penale di 150 Euro anche su una cosa importante come i
mercati, ma sembra quasi fatta apposta per penalizzare il privato che acquisisce la quota
AMIAT.
Il Consigliere Ambrogio chiede che questa penale sia ridotta del 50%, cioè di 70 Euro,
anche se i mercati hanno sicuramente una loro valenza importante.
Vicesindaco, a nostro giudizio il bilanciamento fra il 30% di prima, il non accoglimento
del nostro subemendamento e l'abbassamento di un po' di più del 50% su questo
emendamento è accoglibile.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Devo ammettere che non capisco molto la ratio, nel senso che le cifre vi sembrano
diverse e più larghe perché il campione sottoposto a verifica è ben più ampio dei due
cassonetti o del cassonetto di cui parlavamo 10 minuti fa.
Quindi, per intenderci, per quanto riguarda alcune aree mercatali, l'area sottoposta a
verifica è l'intera area e, quindi, una sanzione di 150 Euro sull'intera area è abbastanza
bassa. Rispetto a quello che abbiamo detto prima, forse sarebbe il caso di aggiungere il
30%, se vogliamo essere coerenti.
Non vogliamo aggiungerlo? Va bene, ma non chiedete di dimezzarlo o di passare
addirittura a 70 Euro. Secondo me, è come se contraddicessimo quello che abbiamo
appena votato. Quindi, il nostro parere non è favorevole.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Prego, Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Se non vado errato, a Torino ci sono circa una cinquantina di mercati; questo
emendamento si riferisce ad ogni mercato. Quindi, se ogni mercato non venisse pulito
(o anche se solo parte del mercato non viene pulita), la sanzione sarebbe di 150 Euro.
Secondo me, calcolando 50 mercati per 150 Euro, la sanzione diventa abbastanza
corposa. Se la riducessimo avrebbe più senso, perché, altrimenti, sembra quasi - lo
ritorno a dire -, per la ratio dell'emendamento, punitiva nei confronti del socio privato
che acquisirà il 49% di AMIAT. Questa è la ratio, Consigliere Grimaldi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Prima vorrei chiarire una cosa, che forse ha indotto questa discussione.
Nel senso che, per quanto riguarda la proposta di deliberazione, il Consigliere
Ambrogio, siccome abbiamo detto che sono compiti operativi, aveva sollevato il
problema - ricordo la discussione che abbiamo fatto - della forte penalizzazione del
privato rispetto al pubblico. Sono i compiti operativi, ma è sempre AMIAT, anche se,
come adesso, può essere svolto anche da una parte di appalto. In realtà, è sempre chi
entra in AMIAT che ha questo livello di responsabilità ed è AMIAT che, ovviamente,
ne risponde da questo punto di vista.
Ritengo che, in realtà, sia molto equilibrato; anzi, rispetto a quello che abbiamo fatto
prima, è persino poco. Prima, aumentando del 30%, abbiamo stabilito che ogni
cassonetto vale 26 Euro; in questo caso, se un mercato non venisse pulito, si
impedirebbe la possibilità di svolgere il mercato il giorno successivo.
Credo che vada anche data un'idea all'operatore che, se per caso è in costrizione e non
riesce a fare tutto, deve anche avere delle priorità e non c'è ombra di dubbio che
piuttosto lascerà perdere la sostituzione di un cassonetto (che vale 26 Euro) piuttosto
che evitare la pulizia in un mercato, impedendo sostanzialmente agli operatori di poter
svolgere la loro attività il giorno dopo per questioni di igiene.
Credo che, in realtà, il Consigliere Ambrogio l'abbia percepito come il fatto che, in
qualche modo, noi volessimo penalizzare il privato, ma non è così. È sempre la solita
azienda ed è abbastanza equilibrato. Anzi, credo che, in rapporto a quello che abbiamo
fatto prima, sia poco quanto previsto (ovviamente, se vogliamo fare delle misure
ponderate). Per questa ragione, il parere della Giunta è negativo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Vorrei dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo al subemendamento presentato dal
PdL.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 3
all'emendamento n. 2:
Contrari 23, favorevoli 7.
Il subemendamento n. 3 all'emendamento n. 2 è respinto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 3
all'emendamento n. 2 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificato con il n. .
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 4 all'emendamento n. 2, presentato dal
Consigliere Ambrogio del Popolo della Libertà.
I pareri tecnico e contabile sono favorevoli.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Sempre nell'ambito delle penali contrattuali nel contratto di servizio, è chiaramente
un'aggiunta che va ad irrigidire la misura; ovvero si inserisce una penale aggiuntiva, per
cui, se non si provvede a rimuovere le cause dell'inadempimento entro 24 ore dalla
contestazione effettuata dalla Città, si incorrerà in una penale raddoppiata rispetto alla
tabella di cui sopra.
Ovviamente, la ratio è nell'interesse del cittadino e dell'utente del servizio, rispetto al
fatto che, al di là della penale in chiave meramente repressiva, vada poi anche, invece,
in una direzione di ripristino immediato del servizio rispetto all'inadempimento e,
quindi, è un incentivo ad una tempestiva rimozione degli effetti dell'inadempimento
stesso. Quindi, va in un senso di responsabilizzazione del privato e ci auguriamo che
incontri l'appoggio trasversale dell'Aula.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Purtroppo, non sono d'accordo, in quanto è esattamente il senso contrario di quello che,
giustamente, hanno scritto gli Uffici e l'Assessore.
L'idea è proprio quella; non stiamo parlando in termini punitivi o a quanto ammonti la
sanzione, ma stiamo dicendo che, se sostanzialmente la patteggiamo e se in qualche
modo l'azienda è disponibile ad intervenire nelle prime 24 ore, di fatto c'è
l'abbattimento della penale. È come il salva-multa. È, in qualche modo, l'idea di non
andare in un contenzioso con la Città e dire: "Bene, l'azienda ha anche sbagliato,
l'azienda deve fare quel tipo di azione e, se la fa entro le 24 ore, di fatto scatta il salva-
multa".
Secondo me, sarebbe sbagliato scrivere il contrario, perché è uno dei pochi strumenti
per dire che, di fatto, l'azienda si muoverà repentinamente per svolgere il suo servizio e
introdurrà quel tipo di interlocuzione con la Città che porterà la stessa azienda a non
dover poi patteggiare, né ad incorrere in quelle sanzioni di cui abbiamo appena
discusso.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Mi complimenterò personalmente con il Consigliere Ambrogio per gli emendamenti
presentati, in quanto vanno in una direzione assolutamente intelligente, che
permetterebbe di fare in modo che, poi, non ci sia neanche motivo di parlare di penali,
perché, quando si fa un'azione di questo tipo, si cerca di disincentivare pesantemente.
Di conseguenza, il nostro voto sarà favorevole.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere del Vicesindaco e della Giunta è negativo, in quanto, normalmente, mettiamo
delle sanzioni che ci portano ad un contenzioso. Qui, per quelle poche volte, abbiamo
già pensato all'attenuazione, per evitare sostanzialmente di avere poi un contenzioso
con le aziende. Proponendo di rimuovere entro 24 ore per avere la riduzione del 50%,
mi pare che abbia l'effetto su due aspetti positivi: il primo è che riduce drasticamente il
contenzioso ed il secondo è che incentiva l'azienda ad intervenire.
Credo che tutti noi non siamo interessati a contare quante multe e quante contestazioni
faremo ad AMIAT dal 1° gennaio in poi, ma quanti problemi, dal punto di vista della
qualità del servizio, saremo invece in grado di evitare (magari sono problemi che ci
sono anche oggi) ai fini del miglioramento del servizio stesso.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Il parere della Giunta è negativo.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 4
all'emendamento n. 2:
Contrari 23, favorevoli 9, astenuto nessuno.
Il subemendamento n. 4 all'emendamento n. 2 è respinto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 4
all'emendamento n. 2 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificato con il n. .
Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 5 al n. 93
all'emendamento n. 2, proposto dal Movimento 5 Stelle.
I pareri tecnico e contabile sono tutti favorevoli, tranne per i subemendamenti n. 37, n.
53, n. 81 e n. 82.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ovviamente, questi sono emendamenti ostruzionistici. Devo dire che ho realizzato
qualcosa come 90 emendamenti in 40 minuti, visti i tempi consentiti dal nostro
Regolamento, però alla fine li abbiamo presentati.
Effettivamente, ci sono 4 subemendamenti a cui è stato dato un parere negativo, perché
non rispetterebbero le regole grammaticali e lessicali della grammatica italiana, così
hanno scritto gli Uffici. Onestamente, credo di conoscere l'italiano e di aver scritto,
anche per serietà, delle cose che stavano in piedi, non la prima cosa che mi veniva in
mente; quindi, devo ammettere che un po' me la sono segnata.
Forse potremo risolvere questa questione con gli Uffici in privato, per capire
esattamente le loro valutazioni grammaticali su quanto abbiamo scritto.
Vorrei semplicemente rimarcare che è stata obbligata la scelta di fare ostruzionismo;
siamo stati gli unici a farlo, forse perché, in questo caso, siamo gli unici che hanno una
posizione di netta opposizione alla vendita dei beni comuni.
Riteniamo che anche i problemi di cassa della Città avrebbero potuto essere affrontati in
maniera diversa e, quindi, ci siamo sentiti in dovere di cercare di dare almeno altri 2
giorni alla Città per riflettere. Peraltro, in questi giorni, la città (almeno per quanto
riguarda i movimenti dei beni comuni, il Comitato referendario dell'acqua, eccetera) si è
mossa ed ha anche inviato una serie di messaggi a noi, come credo a voi, chiedendo di
ripensarci; devo dire che non hanno avuto molto successo, perché mi sembra che
l'intenzione sia quella di andare avanti senza interruzioni.
Sostanzialmente, ribadisco che si tratta soltanto di ostruzionismo e, quindi, credo che
possiamo procedere con la votazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è negativo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei
subemendamenti dal n. 5 al n. 93 all'emendamento n. 2:
Contrari 24.
L'accorpamento dei subemendamenti dal n. 5 al n. 93 all'emendamento n. 2 è respinto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, i subemendamenti originali all'emendamento n. 2,
dal n. 5 al n. 93, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti
respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. .
L'emendamento n. 2, presentato dai Consiglieri Altamura e Grimaldi, recita:

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
I pareri tecnico e contabile sono favorevoli.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ne abbiamo già discusso ampiamente lunedì, ma ci tengo - visto che sarà uno degli
ultimi emendamenti di Commissione - a ringraziare, prima di tutto, gli Uffici, che ci
hanno assistito in questo lunghissimo lavoro; oggi è presente il dottor Bayma, che
ringraziamo, mentre la volta scorsa era presente la dottoressa Delli Colli.
Ovviamente, in questo caso ringraziamo anche per il lavoro fatto con la Giunta, perché
questi emendamenti sono figli di una discussione lunga, approfondita e non era scontato
che, di fatto, il contratto di servizio entrasse anche nella parte tecnica della gara. Adesso
non rientrerò in questo argomento, però, in qualche modo, è come se mettessimo il
contratto di servizio in relazione ed è come se, in particolare, nell'ambito della gara
relativa all'affidamento del servizio AMIAT, attribuissimo punteggi riferiti proprio al
tasso di ricambio del parco mezzi operativo di raccolta, all'offerta progettuale relativa
ad un allargamento della raccolta differenziata con il metodo porta a porta, alla
disponibilità a realizzare quegli impianti di trattamento e recupero delle frazioni
differenziate dei rifiuti ed alla messa a disposizione di risorse economiche da addebitare
ad attività di comunicazione.
Lo dico perché, proprio grazie al lavoro fatto dagli Uffici, per la prima volta la
comunicazione, in accordo con l'Assessorato… e credo che sia un dato rilevante,
l'Assessore Lavolta ha parlato spesso in questi mesi anche del concetto di una città un
po' più smart e sarebbe assai grave se non riuscissimo ad avere questo atteggiamento
smart anche con le nostre aziende municipalizzate.
Credo che ci siano delle innovazioni anche tecniche che sono state affrontate proprio in
questo contratto di servizio e penso al GPS, ne abbiamo parlato qualche settimana fa.
C'è, per la prima volta, la possibilità di una tracciabilità di tutti i mezzi di AMIAT.
Credo che questo sia un fatto importante, anche relativamente alle sanzioni di cui
abbiamo parlato.
Per quanto riguarda le sanzioni, questi allegati tecnici sono molto superiori alla qualità
dello scorso contratto di servizio, in parte perché quelle sanzioni sono state viste con
AMIAT (anche rispetto a quelli che sono stati i servizi svolti), ma anche perché, in
qualche modo, per la prima volta ribadiamo un concetto diverso di carta dei servizi, che
dovrà entrare in campo e non avrà mai un periodo di vuoto, anche perché nei prossimi
mesi con i cittadini e con gli utenti ci sarà sempre una carta che garantisce il servizio di
questa Città.
Abbiamo un rammarico, lo dico al Sindaco e a tutta la maggioranza: questo lavoro è
stato così duro - e ringrazio il Presidente Altamura per il lavoro svolto - anche perché
l'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali non c'è stata in questa discussione. Non ha
fornito alcun parere tecnico e non ha dato una mano nella discussione degli aumenti del
contratto di servizio. Certo, possiamo anche dirci: "Bene, abbiamo dirigenti come
Bayma che erano presenti dentro quell'Agenzia", ma non basta, perché, in qualche
modo, abbiamo fatto un lavoro più lungo e, sicuramente, abbiamo ripreso in mano -
come diceva giustamente l'Assessore - alcuni compiti che devono essere del Consiglio
Comunale: la vigilanza ed il controllo. Però, adesso dobbiamo ribadire quelli che sono i
famosi concetti di customer satisfaction, di cui si parla spesso.
Il punto non è tanto trasformare i cittadini in utenti o trasformare questa discussione
della carta dei servizi rispetto alle associazioni dei consumatori, ma è che il Consiglio
Comunale dovrà dotarsi di strutture, magari più territoriali, in cui non solo ci sarà la
discussione sulle sanzioni, ma quel controllo di qualità che noi abbiamo messo in
campo anche grazie a questo contratto di servizio, e speriamo che la gara tecnica
aumenti non solo la raccolta differenziata porta a porta, ma, in generale, la qualità
offerta da AMIAT nei prossimi anni.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Siamo d'accordo con noi stessi!

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Sapendo, però, che erano emendamenti di Commissione e non di Giunta, per cui
rispettando le prerogative degli organi del Comune.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2 così subemendato:
Favorevoli 22.
L'emendamento n. 2 è approvato.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'emendamento n. 3, presentato dai Consiglieri Altamura e Grimaldi, recita:

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Come vedete, anche questo è un emendamento proposto dalla I e dalla VI
Commissione. Il parere tecnico contabile è favorevole.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
È sullo Statuto e riguarda le modifiche statutarie.
Il parere della Giunta è favorevole.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
presenti 23, astenuti 1, favorevoli 22.
L'emendamento n. 3 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 4.
Il parere tecnico è sfavorevole.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il problema è questo. La questione che viene posta da questo emendamento riguarda il
fatto di togliere la neve al Luna Park in occasione del "Carlevé 'd Turìn".
Il problema è che questo, che è abbastanza ragionevole, si contraddice con un criterio di
carattere generale - ed è per questo che c'è il parere tecnico sfavorevole -, cioè il fatto
che, fin quando l'area non è occupata da qualsiasi iniziativa, da qualsiasi
manifestazione, ovviamente fa parte del Contratto di Servizio.
Nel momento in cui viene occupata, deve pensarci il soggetto che sta gestendo
quell'area. Anche perché bisogna far entrare i mezzi, si possono creare problemi e si
possono creare danni.
Siccome, però, viene ribadito - interpreto il Consigliere - che questa è una
manifestazione della Città, ed è vero, allora io proporrei al Presidente di fare un
subemendamento che ci consente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Al
Presidente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Di Presidente qui ce n'è uno solo,
in quest'Aula. Poi, ci sono tanti altri Presidenti, ma non dell'Aula.
Questo andrebbe incontro sostanzialmente a questa esigenza e risolverebbe
parzialmente questa contraddizione.
La Città si riserva comunque di richiedere all'AMIAT il servizio di sgombero neve su
specifiche aree pubbliche, in modo tale che non ci metta sostanzialmente in
contrapposizione, per cui, a fronte di questa cosa qui, ovviamente, gli addetti da parte
che fanno il Carlevé sempre lì chiederanno di sgombrare la neve.
Se il Presidente lo vuole accogliere, credo che in questo modo risolviamo il tema.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il subemendamento all'emendamento n. 4 nell'allegato 1, Contratto di Servizio, a
pagina 26, riga 6, recita: aggiungere dopo le parole "servizio di asporto neve" il
seguente punto: "La Città si riserva comunque di richiedere all'AMIAT il servizio di
sgombero neve su specifiche aree pubbliche".
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Volevo solo dire che, con questa riformulazione che rende generica la casistica, noi
siamo ovviamente d'accordo con l'impostazione del Vicesindaco e lo ringraziamo per
aver accolto lo stimolo politico che arrivava dai Colleghi, perché il problema centrale è
il tema del contratto di servizio di AMIAT.
Pertanto, se lei, Presidente, questo subemendamento al subemendamento lo formulasse,
noi saremmo d'accordo nella riformulazione proposta dalla Giunta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
L'emendamento in sé non è sbagliato. Volevo solo capire dal Vicesindaco se io,
Consigliere Comunale, segnalo alla Giunta che su un marciapiede, o un prato ATC, o un
prato di pubblica utilità, o un prato di proprietà comunale c'è della neve che dà fastidio,
questa segnalazione vale tanto quanto il Carlevé 'd Turìn.
Cioè, volevo capire se è una norma generale, quindi, a mio giudizio, anche opportuna, o
se invece sia discriminatoria, nel senso che poi l'AMIAT decide cosa fare a seconda
delle occasioni.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
È generale, nel senso che, di volta in volta, c'è la possibilità e non è solo questo.
Penso che l'Assessorato che conduce quella manifestazione, se l'ha data ad un privato,
ovviamente dirà al privato: "Questo è un problema che devi risolvere tu".
Se, invece, è un'iniziativa della Città, dovrà pensarci la Città, per cui l'Assessorato
interessato farà l'integrazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
La formulazione è generica e si presta a varie cose. L'unico dubbio che ho io, che non
c'entra più nell'emendamento, ma nello spirito, è che il Carnevale di Torino, da quanto
mi risulta, non sono le giostre, ma è la sfilata di un giorno.
Il problema delle giostre riguarda tutte le volte che ci sono le giostre a Torino in alcune
aree. "Natale in Giostra", di solito, adesso è in un'area coperta, ma, in passato, è stata in
aree all'aperto.
Alla Pellerina c'è anche il problema dello sterrato, quindi bisogna capire se noi
intendiamo lo sgombero neve nelle Vie nella parte asfaltata o in mezzo alle giostre, e in
questo caso diventa anche tecnicamente problematico farlo.
Lo dico soltanto perché, altrimenti, ci troviamo poi dichiarazioni generiche in cui si dice
che questa qui è un'iniziativa pubblica della Città e allora...
No, perché il Carnevale di Torino mi risulta che non abbia dalla Città di Torino
nient'altro che il patrocinio, come tantissime altre manifestazioni, comprese quelle
sindacali, per capirci.
Quindi, a me va benissimo. D'inverno se ne fanno poche manifestazioni all'aperto, però
si sappia che questo dà una discrezionalità alla Città, che fa carico proprio dei servizi
che già aveva prima. È in questi termini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento
all'emendamento n. 4:
presenti 30, astenuti 3, favorevoli 27.
Il subemendamento all'emendamento n. 4 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato da..., recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4 così
subemendato:
presenti 32, astenuti 1, favorevoli 31.
L'emendamento n. 4 è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla proposta di deliberazione così emendata.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Innanzitutto, Presidente, siamo alla fase conclusiva e riterrei fondamentale avere il
Sindaco in Aula per chiudere.
Quindi, vorrei capire se devo chiedere il numero legale per avere tutti i Consiglieri in
Aula, oppure basta un suo richiamo verbale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il Sindaco si è appena assentato, per una questione temporanea e rapida, infatti è già
arrivato.
Prego, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Grazie Presidente e grazie anche al Sindaco. Abbiamo concluso un percorso, io direi,
giusto e sbagliato in parte. Giusto, perché vendere una parte di AMIAT era doveroso;
sbagliato, perché c'è un 31% in più di TRM che, secondo me, con più calma si poteva
gestire diversamente.
Abbiamo dato il "la" ad una forma, secondo me, molto sbagliata di inizio, ovvero, se il
prossimo anno dovremmo uscire di nuovo dal Patto di Stabilità, la mia paura è che si
vada a vendere l'80% anche di tutte le altre partecipate solo per fare cassa.
Voglio fare una battuta: se la Mole si potesse vendere, avremmo venduto pure il 49%
della Mole Antonelliana e tutti quelli che sono i beni architettonici di Torino.
È un anno che noi dismettiamo patrimonio e Torino non ha il patrimonio necessario per
pagare i propri debiti.
Se noi andiamo ad analizzare tutta la situazione patrimoniale della Città, Torino, con il
proprio patrimonio, non può coprire il proprio debito.
Questo è davvero preoccupante, Sindaco. È preoccupante, perché se domani - ripeto - le
regole del Patto di Stabilità dovessero cambiare, noi saremo di nuovo costretti ad uscire.
Noi dovremo di nuovo tirare giù le braghe, senza più niente da dare stavolta.
Quindi, questa operazione - ripeto - è stata, dal mio punto di vista, totalmente sbagliata,
gestita male e troppo velocemente. Volevamo fare i primi della classe, arrivare per
primi, vendere quello che era il nostro patrimonio; questo ci ha portato ad una
situazione anche davvero di imbarazzo, con Gruppi della sua maggioranza che non so
cosa faranno, ma la sua maggioranza, dal mio punto di vista, si è sgretolata.
Le dichiarazioni in Aula di lunedì scorso sono state preoccupanti. Sapere che esponenti
e Capigruppo della sua maggioranza non voteranno la sua deliberazione mi mette il
dubbio che lei sia capace di portare avanti politicamente le prossime discussioni
fondamentali nel corso di questi anni.
Per questo motivo, le chiedo - ma glielo chiedo da cittadino torinese, non da
rappresentante di una forza politica -, qualora le votazioni di alcuni Gruppi della sua
maggioranza fossero in difformità da quelle che sono le sue richieste, di metterli alla
porta, perché Torino ha bisogno di una maggioranza seria, che sia capace di portare
avanti le riforme che lei, Sindaco, sta cercando di fare. Nonostante io, fino ad ora, non
ne abbia condivisa neanche una. Però, ritengo che la stabilità politica di cui questa Città
ha bisogno sia più importante dei giochi di palazzo che in questo anno sono stati fatti.
Il nostro voto sarà assolutamente contrario, come siamo contrari alla vendita del 31% di
TRM, che la portano ad essere gestita da privati; privati che, secondo noi, non saranno il
bene di questa città; soldi che si potevano trovare in altri modi e soprattutto soldi, visto
cosa è successo in questo Paese, in queste ultime settimane, non necessari, perché è
centocinquant'anni che Torino dà e non ha mai ricevuto.
Questa era l'ora che Torino chiedesse indietro i soldi che per centocinquant'anni ha dato
e non c'è stato il coraggio di farlo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Io, in realtà, volevo interloquire con il Vicesindaco, che non vedo in Aula, ma spero che
ritorni presto.
Finalmente arriva in Aula il momento del voto della proposta di deliberazione sulle
modifiche dello Statuto AMIAT, a cui sono collegate anche le modifiche statutarie di
TRM.
L'idea di collegare AMIAT al Trattamento dei Rifiuti Metropolitani, TRM, è ottima per
celare il disastro in cui si trova l'azienda AMIAT, che nessuno si comprerebbe senza
questo artificio.
Infatti, mentre TRM può garantire un reale introito, poiché ogni 421.000 tonnellate
all'ora permette di guadagnare circa 2 Euro a chi la detiene (e questo introito non può
essere inferiore ed è fisso), invece AMIAT non garantisce nessun introito fisso. Anzi, le
sue quote hanno un valore nettamente inferiore rispetto a quello di TRM. E questo a
causa della nefanda operazione della chiusura di Basse di Stura, che avrebbe ancora
potuto attrarre il conferimento di una parte consistente di rifiuti, evitando anche il
successivo aumento della TARSU del 4%.
Il voto di Futuro e Libertà sarà di astensione, perché capiamo lo sforzo nel condurre
l'operazione che dovrebbe farci rientrare nel Patto di Stabilità, ma andavano svolte
attività più importanti di riorganizzazione globale del servizio di AMIAT.
Infatti, è inconcepibile pensare che siano gli operatori ecologici a non garantire un
servizio abbastanza efficiente, tanto da doverli monitorare con il GPS.
Ad esempio, andavano rivisti i piani di mobilità medesimi. Per il servizio di raccolta
plastica e contenitori con autocompattatore, qualora vi sia un unico operatore, non è
pensabile che quell'operatore debba percorrere 62 chilometri in città e 15 solo perché la
sede è al Gerbido. Ciò potrebbe essere evitato, se si disponesse di un posteggio di questi
automezzi direttamente su Torino.
Insomma, per migliorare l'azienda AMIAT poteva essere fatto molto di più. E grandi
sono le preoccupazioni che si verifichi interesse per l'acquisto di TRM e non di
AMIAT, di cui circa 2.000 dipendenti hanno un futuro non chiaro e molto incerto.
Per questo motivo, il Gruppo di Futuro e Libertà ha presentato e depositato
un'interpellanza per monitorare anche il futuro di questi dipendenti.
Mi pare che la maggioranza esista solo sulla carta. Quando poi affiorano questioni di
notevole importanza, come la vendita delle ex municipalizzate, emergono enormi
divisioni al suo interno.
È emblematico il pesantissimo discorso di Michele Curto degli scorsi giorni.
Questa maggioranza è brava a nascondere la verità.
Il Comune di Torino e di Genova sono soci di maggioranza di IREN e dopo aver
consegnato la loro partecipazione nelle mani della Holding, finanziaria per lo sviluppo
di utilities, si trovano con la stessa società veicolo che le ha in carico per oltre 600
milioni in meno rispetto ai valori di borsa (leggetevi, ed è molto chiaro, l'articolo de "Il
Sole 24 Ore" dell'11 aprile scorso).
Non è stato da responsabili, Assessore Dealessandri, non concedere la proroga del 2009
alla discarica di Basse di Stura, dato che era previsto il conferimento dei rifiuti fino al
2015 e - come sappiamo - tale discarica non è ancora satura.
Sono molto preoccupata su come si possa salvaguardare il lavoro dei 2.000 dipendenti
dell'AMIAT e lei, che è Vicesindaco di Torino, nonché l'Assessore delegato alle
municipalizzate, nonché l'Assessore che si occupa anche del lavoro nella nostra città e
proviene da un'esperienza sindacale (ex Segretario Regionale Cisl Metalmeccanici),
dovrebbe spendersi il più possibile per garantire un giusto futuro a questi onesti
dipendenti, oppure la invito a fare un passo indietro e a rassegnare le sue dimissioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
È con sofferenza, lo dico sul serio, che arriviamo a queste dichiarazioni di voto.
Lo dico, perché abbiamo lavorato per settimane; lo dico perché ci sentiamo responsabili
di tutti quegli emendamenti che abbiamo votato fin qui; lo dico perché non era così
scontato - se ci pensate, lo stesso oggetto della proposta di deliberazione è cambiato -
arrivare, finalmente, dopo tanti anni, alla filiera integrata dei rifiuti.
E io credo che Sinistra Ecologia e Libertà deve rivendicare questo risultato. L'abbiamo
condiviso tanti mesi fa, non solo nel programma di governo, ma anche in uno di quegli
obiettivi che ci eravamo dati per la holding di questa Città.
L'abbiamo fatto non solo con il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto il
nostro Gruppo, ma anche entrando nel merito di tutte le discussioni che si sono
susseguite in queste settimane.
Lo dico perché siamo consapevoli di aver migliorato sostanzialmente l'offerta tecnica e
credo che sia importante che l'offerta tecnica sia rimasta superiore all'offerta
economica.
Lo dico perché abbiamo ottenuto che in quell'offerta ci sia il tasso di ricambio dei
mezzi, l'aumento della differenziata, del porta a porta, la possibilità di fare nuovi luoghi
ed impianti di trattamento e recupero delle frazioni differenziate dei rifiuti.
Abbiamo, in qualche modo, ottenuto che i due Presidenti di AMIAT e TRM abbiano più
poteri sul controllo ambientale, ma anche sulla salute dei cittadini.
Lo dicevo qualche settimana fa in Commissione: poche sono le aziende in cui è il
Presidente a fare quel tipo di controlli.
E abbiamo fatto sì, anche in collaborazione con la Commissione per la legalità di questa
Città, che i controlli e tutti gli adempimenti antimafia, che stiamo verificando nella
Commissione appalti, vengano e siano sotto il vigile controllo del Presidente.
Abbiamo lavorato sulle clausole sociali e io credo che, in un momento di crisi come
questo, non valga solo la pena ribadire perché dobbiamo ritornare nel Patto di Stabilità,
non basta solo ribadire che non ci possiamo permettere di tagliare 160.000 Euro in
servizi e lo dico a tutti quelli che spesso là fuori ci dicono che serve un Commissario.
Guardate, la prima cosa che farebbe un Commissario sarebbe proprio tagliare quelle
clausole sociali che servono in questi momenti storici, anche quando le dismissioni
vogliono dire avere dei nuovi partner industriali.
Certo, dalle clausole sociali ci saremmo aspettati magari di non ritrovarci anche i
dirigenti. Forse, siamo stati un po' troppo di larghe braccia, lo dico anche perché se c'è
una cosa che fa il privato, di solito, è portare dirigenti. Allora, non vorrei che questo
fosse un dare il via libera ad un aumento di spesa in tal senso.
Però, siamo stati talmente attenti alla vicenda delle clausole sociali che non ci siamo
dimenticati che già oggi la raccolta dei rifiuti ha un pezzo di sociale che lavora per noi e
che ha contribuito sensibilmente ad aumentare la differenziata in questa città.
Però, guardate, io rivendico tutto questo lavoro nel merito, che ha cambiato in meglio
questa deliberazione, però, io credo che la Giunta e questa Città non si sia lasciata
un'opportunità. Ne discuteremo fra qualche minuto su una mozione di
accompagnamento che - ripeto - per me è insufficiente ed è per questo che non
voteremo favorevolmente questa proposta di deliberazione.
Io credo che non ci siamo lasciati quel paracadute: possibile, qualora l'ATOR, il 30, ci
dicesse che non va bene questa deliberazione; possibile, qualora l'ATOR ci dicesse che
non sono 15 anni, non sono 9 in più, sono 10 o 11; possibile, qualora altre dismissioni
non vadano a finire così bene o qualora vadano meglio del previsto.
Io credo che quei paracadute dovevamo tenerli; dovevamo tenerli nella deliberazione e
dovevamo dare prima di tutto l'esempio.
Perché parlo di esempio? Perché io mi sono preso la responsabilità, con tanti altri
concittadini, di andare a parlare in quei territori, di andare a ridiscutere il 100% pubblico
e gli ho parlato di quella garanzia pubblica. Ne ho parlato con loro, ne ho parlato con i
loro Sindaci, ne ho parlato con i rappresentanti delle Circoscrizioni.
Io credo che questo passaggio l'abbiamo sbagliato così.
Condivido l'analisi del Sindaco Fassino. Dobbiamo rientrare a tutti i costi nel Patto di
Stabilità. Ma quel "tutti i costi" potevano avere alcune possibilità alternative.
Non ne abbiamo date alcune in questi mesi e ne ridaremo nei prossimi, perché non è
detto che qualcosa non vada male, perché non è detto che qualcosa non vada storto e
soprattutto non è detto che il Governo non reintervenga - come ha già fatto - a dieci
minuti dal primo Bilancio.
Guardate che la spending review è venuta qualche settimana dopo e gli altri 14 milioni
dove li troviamo, se non dai servizi, o da extragettiti?
Allora, è con questo senso di responsabilità che abbiamo lavorato in questi mesi ed è
con lo stesso senso di responsabilità che continueremo a lavorare per quel risultato che
il Sindaco Fassino, in qualche modo, ha delineato nel suo intervento finale, io spero che
fra dieci giorni, quindici giorni non succeda niente di grave e spero che ci sia ancora il
tempo, prima di settembre, di cambiare questa decisione.
Io credo che sarebbe possibile e sarebbe stato per noi un onore votare favorevolmente,
qualora questa possibilità l'avessimo tenuta dentro questa deliberazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sindaco, il mio intervento, più che compiuto, l'ho già fatto lunedì scorso, quindi non mi
voglio dilungare, anche perché il mio Gruppo non sarà sulla stessa linea, in questo caso,
legittimamente, perché ognuno in questa situazione si può comportare come più è
convinto che sia meglio per i cittadini.
Io sono certo che questa deliberazione sia l'unica soluzione, la liberalizzazione del
mercato, la maggiore concorrenza, il fatto finalmente di poter mettere meno Stato e
mettere fine ad un capitalismo municipale che, è inequivocabile, ha fallito in questi
ultimi vent'anni.
Quindi, io plaudo a questa scelta, ma, al tempo stesso, purtroppo, mi rendo conto che, a
seguito del discorso che ha fatto il Capogruppo Lo Russo, a seguito del discorso che ha
fatto il Sindaco precedentemente, questa è una scelta che viene fatta per necessità, non
viene fatta per convinzione. Invece, io sono certo e convinto che sia la scelta giusta.
Pertanto, penso che sia assolutamente corretto il voto di astensione che io mi accingerò
a dare a questa proposta di deliberazione. Da una parte, favorevole alla vendita, alla
dismissione, per dare anche una maggiore equità, un maggiore futuro, una maggiore
solidarietà nei confronti dei cittadini del domani e anche dei cittadini dell'oggi.
Abbiamo visto ieri in Commissione dei Capigruppo quanti disoccupati ci sono;
dobbiamo rispondere alle emergenze sociali che questa città ha al proprio interno a
causa del suo impoverimento e, conseguentemente, è necessario assolutamente, come
unica strada, poter dare il via a queste privatizzazioni, a queste liberalizzazioni,
chiamiamole meglio, a questa vendita del patrimonio pubblico, anche immobiliare,
come questa Giunta si sta avviando a fare, per consentire anche una maggiore
solidarietà, magari non da quest'anno, ma dal prossimo.
Certo è che il progetto di una multiutility del Nord non mi vede favorevole. Io sono
assolutamente convinto che anche partner stranieri industriali - naturalmente industriali,
non finanziari - siano la soluzione giusta; il progetto politico della multiutility del Nord
del Sindaco non mi pare il progetto migliore, ma questa è una mia opinione e pertanto
rimane tale.
Un altro motivo per il quale non sono propenso a votare sì, è perché non ho fiducia che
questa maggioranza sappia chiudere i rubinetti.
Questo sacrificio, anzi, questo sacrificio da parte vostra e questo mio auspicio che
finalmente si vede realizzato di vendere il patrimonio pubblico, non penso che questa
maggioranza saprà utilizzarlo con attenzione, purtroppo.
Pertanto, l'aspetto alla prova dei fatti in questo anno o nel prossimo anno, quando
dimostrerà, se lo vorrà e se dimostrerà realmente di essere una maggioranza solida, di
chiudere i rubinetti, di dire stop alle spese facili, perché - lo ricordo a tutti - questi ultimi
vent'anni hanno portato questo debito (virtuoso o meno, Sindaco, è sempre debito).
Siamo arrivati a 3,3 miliardi, siamo in calo oggettivamente, su questo non ci sono
dubbi, anche se di pochi milioni di Euro, però sicuramente il mio rammarico è che in
questi vent'anni ci siano state spese facili e la mia poca fiducia è sul fatto che questa
maggioranza sappia chiudere i rubinetti.
Le ricordo un'ultima cosa, Sindaco, accingendomi a votare l'astensione con
responsabilità per le generazioni future. La responsabilità sono gli atti che noi facciamo
oggi in previsione di quelli che saranno i fatti di domani a favore di qualcun altro.
Questa è la responsabilità. Non è debolezza, Sindaco, lo ripeto, perché il mio intervento
comunque l'ho già fatto.
Quello che le dico, Sindaco, è ricordare le sue parole in Aula di lunedì scorso: la
maggioranza deve rispondere alle difficoltà economiche in maniera compatta.
Se lei, Sindaco, dichiarerà stasera che la coalizione non è più la stessa, che SEL sarà
fuori dalla maggioranza, che l'Assessore Pellerino avrà tolte le deleghe, a seguito di
questo atteggiamento di astensione irresponsabile di una maggioranza che deve guidare
una Città in un momento così difficile, Tronzano Andrea, Capogruppo del Gruppo PdL,
in questo caso a livello personale, voterà sì a questa maggioranza.
Lei però deve dichiarare adesso che, a seguito del voto di astensione di SEL, questa
maggioranza non è più la stessa e sarà un'altra. Allora, sarò disponibile a votare anche
sì. Nel qual caso non lo faccia, Sindaco, assumendosi le responsabilità di quello che lei
stesso ha detto lunedì scorso in Aula, il mio voto sarà di astensione, non sicuramente
contrario per i motivi che ho appena detto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Porcino.

PORCINO Giovanni
Cercherò di essere breve come i Colleghi che mi hanno preceduto.
Siamo giunti al termine di questa discussione, credo, ampia ed approfondita su questa
deliberazione, che ha coinvolto anche i Consiglieri nel corso degli ultimi mesi; mesi nei
quali credo che l'Amministrazione abbia profuso il proprio impegno verso il
conseguimento di obiettivi ambiziosi e, allo stesso tempo, molto difficili.
La congiuntura economica negativa da un lato, gli interventi statali dall'altro, hanno
imposto all'Amministrazione di muoversi con molta difficoltà nel garantire gli alti
standard dei servizi erogati e, al contempo, l'Amministrazione è riuscita comunque a
garantire la predisposizione di un Bilancio corretto e sano.
Al tempo stesso, lo ricordava il Sindaco nel suo intervento pochi giorni fa, l'impegno di
questa Amministrazione è andato anche nel senso della progressiva riduzione
dell'indebitamento. Per fare questo, c'è stato bisogno di mettere in atto un'azione di
finanza straordinaria, con la conseguente cessione anche di quote di partecipazioni
pubbliche.
Io non posso nascondere come la votazione su questa proposta di deliberazione abbia un
significato particolare per alcuni Consiglieri che siedono tra i banchi di questo
Consiglio. Una votazione che, sicuramente, non attiene semplicemente a dinamiche che
possono essere circoscritte al nostro territorio, ma in un certo qual modo riguarda anche
la propria cultura politica e il proprio modo di vedere anche l'impegno pubblico su
determinate materie.
Detto questo, rispetto a questo tema, su cui io confesso di avere ancora delle perplessità,
le ho manifestate privatamente e pubblicamente nel corso della discussione, io non
posso però non riconoscere come la Giunta, questa maggioranza, si sia impegnata per
garantire che non fosse una semplice operazione di cassa, come qualcuno l'ha definita
nel corso del dibattito, ma per far sì che fosse anche significativa dal punto di vista
industriale e fossero comunque garantite quelle tutele alla salute del cittadino e
all'efficienza del sistema che credo siano dovute circa un tema così delicato.
Premesso questo, nel corso di questi giorni ho fatto tutte le riflessioni del caso,
ovviamente non in solitudine, ma anche con i consigli di soggetti che ritenevo titolati a
potermi dare delle informazioni utili al fine della votazione di oggi e ritengo che, anche
considerato il percorso che abbiamo svolto in questi mesi, in questo primo anno di
mandato, con la fiducia che ho riposto nell'Amministrazione che non è mai venuta
meno e non viene meno neanche oggi, sarebbe uno smentire del percorso stesso e
vanificare tutto ciò che è stato fatto quest'anno un mio voto contrario al provvedimento
di oggi.
Per questi motivi, io, non in maniera leggera, accolgo l'invito del Sindaco, l'appello che
ha lanciato nel corso della discussione di due giorni fa e consegno a lui il mio voto
favorevole sul provvedimento in discussione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Tempo fa è iniziato un percorso che doveva convincere la popolazione sulla bontà del
termovalorizzatore. Ricordo la Commissione Bobbio, perché per molto tempo ha
lavorato per identificare il luogo più idoneo per insediare questo marchingegno.
Ricordo che la Commissione, dopo tanto lavoro, non aveva scelto Torino e il Gerbido
come location. Dopo tutta quell'attività, si è deciso di insediarlo non nella prima scelta.
Parliamo di tantissimi anni fa; Consigli aperti, riunioni con i cittadini, un patto con gli
abitanti, tra l'altro, del mio quartiere, abito proprio a 3-4 chilometri dall'inceneritore,
insomma a distanza dove dicono sia più proficua la caduta della diossina.
Devo dire che, visitando diverse realtà, ho visto gli impianti di Copenhagen, ho visto
quello di Brescia, mi sono convinto che è più il movimento dei mezzi, che la struttura in
sé, dannoso per la salute.
Però, mi ricordo il patto con i cittadini: "Vi facciamo l'inceneritore sotto casa, ma
sappiate che il controllo sarà sempre pubblico".
Gli anni passano, le situazioni cambiano, è vero, ma in ragione di quali principi
un'Amministrazione può cambiare un patto con la popolazione?
Contemperiamo gli interessi in contrapposizione, l'esigenza di Bilancio con il controllo
dell'immondizia che noi bruciamo.
Io comprendo tutto, ma credo che a volte i tempi contingenti e la fretta facciano perdere
le linee guida e soprattutto la tutela e l'affidamento che i cittadini possono avere nei
confronti dell'Amministrazione.
Abbiamo iniziato un percorso che era relativo al 49%; tutti abbiamo analizzato gli
aspetti avendo questo come elemento, come punto fermo e ora lo stravolgiamo.
A me non bastano le indicazioni verbali (i rapporti tra il 49%, i trent'anni non sono
sufficienti); io sono forse abituato, un po' per deformazione, a pareri scritti e perizie. Lo
diceva prima, mi sembra, il Consigliere Grimaldi. Mancano, a spanna, tra questi
rapporti, 50-60 milioni per raggiungere l'obiettivo e noi vendiamo l'inceneritore.
Abbiamo pagato oltre 40 milioni lo Stadio Olimpico e le strutture previste attorno allo
Stadio, tra commerciale e alberghi, valgono diversi milioni.
Lo Stadio ci costa milioni di interessi l'anno e anche in manutenzione. E noi, su questo
tema, non facciamo passi avanti per togliere le ipoteche, per cedere, magari incassando
questi soldi.
Abbiamo stimato, anche con Colleghi di opposizione, addirittura 13 milioni per i centri
sociali e non li alieniamo.
Siamo sicuri che non sia più responsabile magari porre la questione Torino e
inceneritore al Governo? Magari con il Governo si può studiare una soluzione diversa
da quella che garantisca il Governo pubblico della filiera ambientale.
Ieri ho sentito con interesse il question time in Provincia su questo argomento. Il PD in
Provincia, il Presidente Saitta, sempre dello stesso Partito Democratico, sono contrari a
questa scelta e le parole di Saitta sono così sintetizzabili: il valore del
termovalorizzatore alla Città è stato affidato dalla Provincia, quasi come se fosse una
dote da custodire, come se noi ci vendessimo questa dote grazie all'autorizzazione della
Provincia. Io, poi, su questo sicuramente ho qualche elemento, però le parole
comunque, a volte, sono anche pietre, sono elementi importanti.
Ironicamente ad alcuni Colleghi l'altro giorno dicevo, strappando anche qualche sorriso:
"Vendiamo l'80% del know-how del portavoce del Sindaco".
Io credo che la politica sia fatta di buoni esempi e qualche volta mancano.
Per queste ragioni, naturalmente il mio voto non sarà contrario a questa proposta di
deliberazione, anche per responsabilità nei confronti di questa maggioranza e della
Giunta. Capisco tutti gli sforzi. Il Sindaco ha più volte spiegato quali sono gli elementi,
però credo che sarebbe stato opportuno scegliere altre strade. Per queste ragioni, non
parteciperò alla votazione di questa proposta di deliberazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Siamo arrivati a questo punto. Credo che il problema oggi sia grave, la situazione della
Città è al collasso e rischiamo seriamente il fallimento.
Fallimento che non è scongiurato da questa vendita, perché, in effetti - come è già stato
detto -, potrebbe succedere qualche imprevisto e quindi tutti questi grandi sforzi di
liberarsi del patrimonio importante della Città di Torino potrebbero risultare vani.
Quello che sorprende è come una Città che era già iper indebitata abbia continuato -
parlo anche delle Amministrazioni precedenti - a sperperare in modo così superficiale.
Abbiamo visto ancora all'inizio di questa tornata amministrativa; l'anno scorso, c'erano
delle spese superflue, delle spese esagerate, dei contributi dati, facciamo di nuovo
l'esempio del dirigente, che non erano giustificate con un debito di questo genere.
Quello che poi è stato, a mio avviso, senza voler offendere, scellerato è tradire il Patto
di Stabilità, perché è vero che il Patto di Stabilità poteva essere non correttamente
pronunciato, per cui Città e Città, Regioni e Regioni avevano realtà diverse e quindi
sottoscriverlo implicava dei problemi, però forse il Sindaco avrebbe dovuto andare a
discuterne agli Stati generali, al Governo, non scegliere - tra l'altro, mi sembra una
scelta fatta in maniera abbastanza indipendente anche dalla consultazione della Giunta -
di tradire il Patto, senza rendersi conto - e questo è ancora più eclatante per un uomo di
Parlamento - non rendersi conto che avrebbe peggiorato la situazione. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Non l'ha peggiorata? Abbiamo ricevuto, come primo balzello,
30 milioni di multa, più tutto il resto. Oltretutto, oggi ci troviamo a svendere delle realtà
che fanno parte del patrimonio.
Ci sono, credo, tantissime altre realtà che, forse, sarebbero state più facilmente
alienabili, senza creare tutto questo disagio e, soprattutto, forse, potevamo ancora
prenderci del tempo per vagliare ed analizzare.
Credo che oggi la vendita dell'80%, se andasse in porto - ce lo auguriamo tutti, visto
che ormai ci troviamo in questa dirittura d'arrivo -, potrebbe produrre delle risorse
economiche superiori a quelle che servono effettivamente per rientrare nel Patto di
Stabilità. Però, torno a dire, credo che ci sia stata, anzi ne sono ampiamente convinto, ci
sia stata una politica molto scellerata, molto scialacquista, per cui trovarsi oggi in queste
situazioni è veramente grave. Anche perché io temo che, quando si rientrerà - e torno a
dire, me lo auspico - nel Patto di Stabilità, si ricominci a sprecare e a sperperare soldi in
altre realtà.
Per cui, il mio voto sarà di astensione.
Capisco che è assolutamente doveroso, ormai siamo ad un vicolo, non solo un imbuto,
ma a un vicolo cieco, però avremmo potuto ridimensionare questa operazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io devo intervenire, come annunciato già dal Capogruppo Tronzano, in dissenso al suo
intervento, per dichiarare il mio voto negativo, quindi contrario (voto mio e di chi vorrà,
nel Gruppo del PdL, condividere questo orientamento), per un motivo molto semplice,
in realtà già ribadito in passato.
Ossia, un'operazione che inizia con una valorizzazione delle partecipate cittadine, nel
senso di un efficientamento e di una razionalizzazione che vada nell'interesse della
qualità del servizio e quindi dei cittadini, che doveva passare necessariamente attraverso
la cessione di un pacchetto di minoranza, che poteva consentire una governance fluida,
leggera, dinamica, con una grande operatività del privato, ma un forte controllo del
pubblico e del Comune, presidiato non solo da un mutevole, debole e leggero, se non
evanescente contratto di servizi, bensì da una solida partecipazione societaria di
controllo, è stata trasformata, dalla sera alla mattina, nella cessione dell'inceneritore,
che è una cosa diversa.
Un conto è realizzare una filiera (lo diceva il Consigliere Grimaldi, appropriandosi in un
certo senso del merito), un conto è realizzare una filiera e svenderla, perché si è
dimenticato questo secondo passaggio non del tutto ininfluente.
A me, in realtà, non spaventa tanto l'esiguità relativa della cifra che andiamo a prendere
rispetto alla cessione della quota di controllo, perché parliamo di circa 50 milioni di
Euro. Per carità, consapevole che non si tratta di bruscolini, ma ci sono analoghe
deliberazioni di dismissioni immobiliari (lo ricordavano i Consiglieri di maggioranza)
che hanno lo stesso valore a Bilancio e sono operazioni su cui non credo che il
Consiglio si fermerà per quattro sedute di seguito. Senza parlare di tutte le ipotesi -
veramente liberali - di alleggerimento del corpo pachidermico di questa
Amministrazione Comunale, che continua a mantenere un indice di rigidità del 50%,
ridotto di un solo punto percentuale da un anno all'altro.
Allora, cedere l'inceneritore in questa fase, tra l'altro con il percorso che già si sta
compiendo, un po' come un aborto, rispetto alla dismissione delle partecipate che già
quest'Aula ha deliberato; pensiamo alla gara deserta di SAGAT, pensiamo ai rumors
secondo cui la trattativa privata andrebbe nella direzione di un privato con un fondo di
investimenti, a sua volta socio di una società che partecipa di IREN, che pare essere
l'acquirente più probabile della quota di TRM, in modo da realizzare così non l'ingresso
di un privato, ma l'ingresso di un Ente che è una sorta di specie di misto tra
partecipazione pubblica e di altre Amministrazioni locali dell'Emilia, della Liguria da
una parte e fondi di investimento finanziari dall'altra.
Quindi, in questa fase economica che, alla luce anche della situazione economica
nazionale ed internazionale, non esito a definire poco virtuosa, siamo di fronte ad
un'operazione nodale, fondamentale per questa Città, perché questa Città, una volta che
si vende l'inceneritore, ha finito, non ha più niente. Game over. Finiti i gioielli.
E se ci fossero ulteriori sorprese in campo nazionale, ulteriori tagli di spending review,
come i Consiglieri di maggioranza evidenziavano, forse addirittura sperandolo, e questo
è grave. Qualora questa operazione di dismissione si areni in qualche secca
amministrativa o giudiziaria, questa Città ha un piano B? Ha un paracadute? Ha un'altra
strategia di uscita rispetto alla terribile crisi che la sta portando al commissariamento?
A me preoccupa ancora di più l'assenza di strategia che porta a questa cessione di TRM.
E di fronte a una situazione di questo tipo, un'opposizione responsabile, ma che
continui a mantenere una forte alternativa alla maggioranza che ha vinto queste elezioni,
ma non sta riuscendo a garantire un'Amministrazione coerente con le sue linee
programmatiche, deve saper incarnare un'alternativa e quindi rifiutare quella non
soluzione che viene posta.
Non sono solo le forze di opposizione che dicono "no". Questa è un'operazione
improvvisata, che sta incontrando l'ostacolo della Provincia di Torino, dell'ATO, delle
Amministrazioni, anch'esse di centrosinistra che stanno nell'hinterland torinese.
Addirittura, ora che quella disposizione legislativa che il Sindaco ha più volte citato
nelle dismissioni passate è stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta, andiamo
addirittura contro una pronuncia costituzionale, mentre a Roma la privatizzazione della
Società dell'acqua, l'ACEA, è arenata nel Consiglio di Stato, dopo la sospensiva
dell'esecutività del TAR. Ora, di fronte a tutto ciò, è semplicemente un suicidio questa
scelta non strategica.
Io non do neanche troppo peso a questo voto negativo o a questa approvazione, perché
questa proposta di deliberazione, senza che si debbano muovere le forze di opposizione,
finirà inevitabilmente al TAR. È ovvio. E non sto neanche ricordando l'elusione del
Regolamento Comunale, per cui di fatto non si sono chiesti i pareri alle Circoscrizioni
sulla versione definitiva di questa deliberazione.
Quindi, c'è un mondo di impianto giuridico e di pressione politica a livelli
interistituzionali che vanno contro questa deliberazione. Sinceramente, più
dell'amarezza di vedere questa Sala Rossa, nonostante tutti i distinguo, tutti i mugugni,
tutti i non convincimenti, andare a colpi di astensioni forzate, in maggioranza e in
opposizione, verso l'approvazione di questa deliberazione (e qui concludo con una nota
di autocritica), l'unica amarezza superiore a questa è il fatto che questa opposizione non
sia ancora stata in grado di fornire una proposta politica alternativa e vada, purtroppo, in
certi casi, ad appiattirsi addirittura nei confronti della proposta politica della
maggioranza, pur non condividendola. Perché noi dovremmo parlare di linea politica,
non di equilibri interpartitici, di presenze o assenze di Gruppi Consiliari della
maggioranza.
Sono convinto che questo dibattito in realtà è solo rinviato a quando questa Città, di
fronte al fallimento di questo procedimento dovrà tornare a deliberare su un reale
riassetto della filiera ambientale, dopo il fallimento di questo, che di sicuro si infrangerà
contro gli scogli della giustizia amministrativa.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Non ripeterò tutte le ragioni che ci hanno portato ad opporci a questa proposta di
deliberazione sin dal principio, senza dubbi e in maniera anche abbastanza isolata, però
portando avanti l'opposizione più totale, con tutti i mezzi, compreso l'ostruzionismo,
all'approvazione di questa deliberazione.
Negli interventi di lunedì abbiamo già approfondito ampiamente il tema e quindi devo
dire che mi associo comunque anche alle considerazioni che ha fatto oggi il Consigliere
Marrone, non dissimili a quelle che avevamo fatto noi, relative al fatto che tutta
l'operazione appare veramente, al di là della dialettica politica, un po' raffazzonata,
cambiata tante volte in corso, fino all'ultimo momento, anche di fronte ai cambiamenti e
all'incertezza dello scenario nazionale, portata avanti con una serie di operazioni
dubbie, anche sul piano amministrativo e legale, che saranno sicuramente impugnate,
perché credo che i Comitati referendari che oggi, forse un po' tardivamente, si sono
organizzati per inviare anche e-mail di invito al rinvio a tutti i Consiglieri Comunali,
però sicuramente cercheranno di portare questa deliberazione in un Tribunale
amministrativo, come lo faranno i Comitati contro l'inceneritore.
È una deliberazione pericolosa, perché aliena la proprietà dell'inceneritore, che è
un'opera pesante e dannosa per l'ambiente, che aumenta i rischi di salute e di mortalità
nell'area circostante, a maggior ragione se non dovesse venire gestita nel pubblico
interesse, quindi nel massimo rispetto delle regole, ma dovesse venire gestita in
un'ottica strettamente di business.
Quindi, per tutte queste ragioni e per la più importante, quella relativa al debito, cioè al
fatto che con questa operazione la maggioranza e il Sindaco sperano di rientrare nel
Patto di Stabilità (posso capirlo), per sfuggire al commissariamento e alla figuraccia
magari di andare a casa dopo soli due anni scarsi di gestione, però le incertezze sul
percorso sono veramente tante e poi rimane comunque il fatto che anche non cambiasse
lo scenario nazionale, anche entrassero tutti i soldi che si vogliono far entrare, si
riuscisse a rientrare nel Patto di Stabilità per l'anno prossimo, però poi l'anno prossimo
saremo da capo.
Quindi, a quel punto non avremo più niente da vendere e quindi - come ripetiamo ormai
da mesi - ci sembra che questa strategia sia suicida nel lungo termine. Può funzionare
nel breve, ma nel lungo termine non porta la Città ad uscire da queste secche, perché la
situazione economica non cambierà a breve, perché i trasferimenti statali non
aumenteranno, al massimo diminuiranno ancora; ci saranno ulteriori tagli e quindi la
Città non sarà in grado di reggere una situazione del genere nei prossimi anni.
Quindi, prima o poi, la capacità di far fronte al debito si interromperà. A questo punto
sarebbe stato meglio cominciare subito, con il patrimonio ancora a nostra disposizione,
a rinegoziare il debito con i nostri creditori, a cercare di capire come uscirne, in attesa
che cambi anche lo scenario politico ed economico nazionale, e che quindi anche questo
continuo strozzinaggio degli Enti Locali possa finire e che si possa finalmente avere una
politica che lavora per rimettere le risorse nel sistema a vantaggio dei cittadini e non per
sottrargliele e per pagare dei debiti all'infinito che non si estinguono mai.
L'ultima considerazione che volevo fare è la seduta di oggi è stata abbastanza vicina ad
un'allucinazione, perché a un certo punto c'è stata la Lega Nord che difendeva il bene
comune e diceva che dobbiamo mantenere la maggioranza pubblica, e il centrosinistra
che diceva che dobbiamo vendere, per necessità.
Quindi, si pone una questione di coerenza ai Consiglieri della maggioranza, non dico
con i propri valori, perché ognuno ha i suoi, ma con quanto è stato detto e promesso
anche solo un anno fa, perché - come ha detto prima la mia Collega - nelle Linee
programmatiche c'è scritto esattamente l'opposto, c'è scritto che la Città non intende
vendere la maggioranza delle partecipazioni, per non parlare della campagna elettorale,
delle promesse che sono state fatte, l'Assessore al Bilancio candidato con "Torino, bene
comune", ma tutti i candidati sostanzialmente si erano espressi a favore di mantenere il
controllo pubblico di questi beni. E poi c'è la questione del referendum, riproposta
all'ultimo momento ancora dalla sentenza della Corte Costituzionale.
Tutto sommato, il Partito Democratico mi sembra il più coerente di tutti, se posso
permettermi, nel senso che, bene o male, ha sempre avuto una posizione abbastanza
liberista; l'ambizione dell'ex Sindaco è stata diventare Presidente della Compagnia di
San Paolo, quindi c'è ormai una vicinanza verso il mondo della finanza, che può piacere
o meno, però si entra perlomeno in una logica comprensibile.
Quindi, forse è stata una sbandata il fatto di sostenere all'ultimo momento il referendum
l'anno scorso con quei bei manifesti, dopo il risultato, "Il vento sta cambiando", "Senti
che bel vento", eccetera. Però, mi sembra che fosse più quella l'eccezione che quello
che sta succedendo adesso.
Mentre, invece, per le altre forze cosiddette "di sinistra", veramente si aprono degli
scenari un po' da psicanalisi, perché dire sui giornali, il lunedì mattina, che si vuole il
rinvio della deliberazione e il lunedì sera in Aula votare contro il rinvio di una settimana
della deliberazione. Oppure dire che si vuole vendere solo il 49% e poi in Aula votare
contro l'emendamento che riduce al 49% quello che si vende. Oppure dire che si è
contro gli inceneritori e poi voler aumentare la durata delle concessioni e tenerci
l'inceneritore ancora più a lungo.
Mi sembra che veramente siamo in posizioni difficilmente sostenibili e difficilmente
spiegabili da parte del Gruppo SEL; mi dispiace che il Capogruppo Curto oggi non sia
neanche in Aula, per questo viaggio pianificato da tempo. Da parte del Gruppo Italia dei
Valori, onestamente, non si capisce neanche qual è la linea politica, perché ci sono due
Gruppi diversi che votano in due modi diversi e quindi francamente è anche un po'
difficile capire qual è e se esiste una posizione dell'Italia dei Valori su tutta questa
materia. Per cui, una voterà a favore e l'altro non voterà e andrà via dall'Aula.
Quindi, onestamente non si capisce se c'è una linea politica. Di sicuro, però, non è
quella del referendum, che avrebbe portato chiunque sia a difesa dei beni comuni di
quanto deciso dal referendum, a votare chiaramente "no" e non a votare "non
favorevole", com'è stato detto dal Consigliere Grimaldi, che tra l'altro non ha ancora
trovato il tasto "non favorevole". Mi risulta che o si vota "no", o ci si astiene, o si vota
"sì". Quindi, questo concetto di non votare favorevolmente, onestamente, non l'ho
neanche tanto capito.
L'ultima cosa che volevo dire è che anche il Sindaco forse potrebbe essere un pochino
più coerente con quello che dice, perché a fronte della nostra proposta alternativa, che
esiste, per gestire questa situazione, che è quella di andare dallo Stato a dire che bisogna
rinegoziare i debiti degli Enti Locali, dello Stato e le modalità della gestione della
politica economica e monetaria nazionale, il Sindaco lunedì in Aula ha risposto che
Torino si gestisce da sola. Torino non è come le altre Città che vanno a mendicare a
Roma un trattamento di favore, o magari dei versamenti straordinari. Torino è una Città
importante, ce la farà da sola". E poi, il giorno dopo, era davanti alle telecamere, in
mezzo alla strada, a chiedere al Governo di cambiare la spending review.
Quindi, forse noi siamo più vicini al Sindaco di martedì che a quello di lunedì, però è
preoccupante che anche in questo senso, da un giorno all'altro, cambi completamente la
linea su questo argomento.
Per cui, per tutti questi motivi ci troviamo di fronte a una situazione in cui il
comportamento della maggioranza onestamente è spiegabile solo con il fatto di essere
con le mani legate da questa scelta, che però non è mai stata discussa, di rientrare nel
Patto di Stabilità e di non voler mai, a nessun costo, rimettere in discussione il debito
della Città.
L'ultima nota è relativa al fatto che queste due aziende possono essere acquistate da
IREN, che secondo noi è uno scenario ancora più preoccupante, perché IREN è una
grande scatola vuota. Sappiamo che IREN ha una situazione debitoria di oltre 3 miliardi
di Euro, da quello che dicono i giornali. Quindi, non si capisce come farebbe a trovare i
fondi per acquistare queste due aziende e garantirne una gestione per il futuro, perché
onestamente non si sa neanche se questa azienda possa sopravvivere.
Capisco che nella strategia del Sindaco e del Partito Democratico, IREN sia l'inizio di
questa famosa multiutility del nord, che dovrebbe creare una grande azienda, capace di
competere a livello internazionale, però se nei primi tre anni di esistenza di IREN ha
fatto un buco di 3 miliardi di Euro, francamente non si capisce dove questo sogno possa
portare.
Onestamente, sembra più che questo modo di gestire questi beni comuni di tante Città,
che sono state messe dentro questa scatola, li porti più che altro a mangiarseli, a farli
sparire in un grosso buco. Quindi, non si capisce come si possa pensare che
aggiungendo un altro grosso buco, o comunque altri grossi buchi rimediati in giro, si
possa creare qualcosa che funziona. Si crea soltanto un buco ancora più enorme, che
prima o poi entra in fallimento, mangiandosi però i nostri servizi. A quel punto,
vorremmo capire come farà l'Amministrazione a garantire i servizi pubblici essenziali
per i cittadini.
Per tutte queste ragioni, voteremo assolutamente "no" a questa deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Dell'Utri.

DELL'UTRI Michele
Nel 1976, trentasei anni fa, i Comuni italiani si trovavano in una situazione molto simile
all'attuale. Come vennero sanati i debiti, ripeto, molto simili agli attuali? Lo Stato disse:
"Me li carico io, ve li azzero e voi ricominciate a giocare daccapo". E fu estremamente
semplice. Era un momento storico in cui questo era possibile. Erano trentasei anni fa;
gli Stati Uniti erano il faro mondiale dell'economia; non avevano perso ancora la tripla
A, come è avvenuto un anno fa e quindi lo scenario era diverso.
Oggi non è più quel tempo. Oggi è un tempo diverso. Oggi è il tempo in cui
inevitabilmente lo Stato non ti aiuta, ma ti toglie e, di conseguenza, ciascuno si deve
arrangiare.
Quindi, quando si parla di fare cassa, non è più una parola che suona male, diventa un
dato di grande coraggio. E questo è il momento del coraggio, permettetemi questa
valenza filosofica, del coraggio aristotelico. Il coraggio aristotelico è una virtù tra due
vizi estremi: la viltà, che in questo caso si manifesterebbe con l'incapacità di fare
qualcosa, con la scelta di non muoversi; l'altro vizio estremo è la temerarietà, che
invece è l'agire con coraggio, ma in maniera sconsiderata. Qui invece è il coraggio
puro, ovvero scelte difficili, ponderate.
Ed è chiaro che è molto facile agire e operare quando tutte le cose vanno bene. Il vero
navigatore, il vero comandante di una nave lo sai testare soltanto durante la tempesta. E
noi siamo nel mezzo di una tempesta perfetta, perché siamo ormai inseriti in un sistema
mondo dove i parametri massimi sono cambiati. Gli Stati Uniti stanno cedendo il passo
alla Cina. Questa è la vera verità.
La tripla A degli Stati Uniti e tutti i casini finanziari che l'Europa sta vivendo, sono
soltanto la conseguenza del fatto che gli Stati Uniti non hanno più la tripla A. Non sono
più la finanza mondiale.
Vi do un ulteriore dato, scusate questa digressione molto ampia, ma in realtà viene a
spiegare poi il nostro microcosmo. La Cina sta comperando oro a dismisura. Nel 2006 il
valore dell'oro era di 500 dollari all'oncia, adesso è 1.302. La Cina da due anni non sta
più dichiarando quante riserve aurifere ha; ma questo perché? Perché il Presidente
americano Nixon decise di sganciare la moneta dall'ancoraggio al dollaro.
Quindi, ognuno ha iniziato a stampare tanta valuta quanto decideva. Quindi non c'è più
nessun economia occidentale che è ancorata a un valore fisso. La Cina sta facendo
l'operazione opposta, ovvero sta comperando oro e tra un po' dichiarerà che la sua
moneta è l'unica legata all'oro, a un valore concreto.
La conseguenza quale sarà? Che diventi in un attimo la moneta mondiale di riferimento
e l'economia non solo reale, ma l'economia di fatto operativa di riferimento.
Torniamo al nostro microcosmo. Il nostro microcosmo è che ci dobbiamo arrangiare.
Quindi, adesso è il momento del coraggio e come tale non possiamo che apprezzare,
come Moderati del centrosinistra, l'operato del Sindaco Fassino e di tutta la Giunta,
perché stiamo tutti insieme facendo scelte coraggiose, in un mondo in immenso
cambiamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Molte delle cose sono state dette in seno alla discussione politica sulla deliberazione. In
questa dichiarazione di voto finale, io richiamerei tre punti.
Il primo. Il Partito Democratico rivendica - con forza - una coerenza di linea politica,
che ha l'obiettivo prioritario di riportare in ordine i conti della Città. Questo è l'unico
obiettivo veramente importante che questa maggioranza, e sicuramente il Partito
Democratico, mette davanti agli altri.
Riportare i conti in ordine (in questo dibattito sono state dette molte parole, sono stati
usati anche impropriamente alcuni termini), per continuare a garantire a questa Città tre
cose che iniziano tutte con la S.
La prima cosa sono i servizi, perché noi non dobbiamo dimenticarci che mentre noi
siamo qui a discutere ore, giornate, in Commissione, nei nostri dibattiti, nelle nostre
iniziative politiche, la Città sta continuando ad erogare servizi, sta continuando ad
essere vicina ai cittadini torinesi. Questa vicinanza con i cittadini torinesi è garantita
solo se il Comune è in grado, dal punto di vista finanziario, di mantenere gli impegni
presi.
La seconda S, che noi dobbiamo comunque continuare a garantire, è lo sviluppo, perché
non dobbiamo dimenticare che queste operazioni, che servono a rientrare dal punto di
vista economico rispetto al livello di indebitamento, devono continuare a fornire quelle
occasioni di sviluppo che hanno sempre consentito a questa Città di uscire dei momenti
di crisi. Quello che stiamo vivendo è un momento di crisi particolarmente intenso, ma la
storia, anche recente, ci dice che non è certamente l'unico. Questa Città si è sempre
rimboccata le maniche ed è stata in grado, in molti casi da sola, di uscire dalla crisi e di
essere di traino, perché anche le crisi nazionali potessero trovare sbocco. Questo è un
momento storico in cui si sta svolgendo questo passaggio.
La terza S, che noi dobbiamo continuare a garantire, è la speranza che questa Città
possa continuare a pensare al suo futuro nel mondo che cambia. Mi ha molto colpito
l'intervento del Collega Dell'Utri. Ogni tanto noi dovremmo sforzarci tutti a uscire un
po' dalla cinta daziaria di Torino, provando a vedere che cosa sta capitando in giro per il
mondo, in questa civiltà interconnessa per cui siamo contemporaneamente a conoscenza
del tombino che si rompe in Corso Cincinnato e di cosa sta succedendo nei palazzi che
contano a Bruxelles, senza soluzione di continuità.
Noi dobbiamo continuare a garantire speranza a questa Città, perché questa è una Città
che ha esigenza di riprendere la speranza nel proprio futuro. I nostri cittadini ce lo
chiedono. E oggi non è certamente dismettendo i panni di chi deve guidare i processi,
che si fa questa operazione.
La seconda cosa che credo vada rivendicata è la responsabilità. Ci sono momenti nella
vita politica in cui occorre dare un segnale vero di responsabilità, occorre dimostrare il
senso di responsabilità. Questo è uno di questi momenti. Non nego, non ci sono misteri,
che per molti esponenti del Partito Democratico e anche per qualche Consigliere, è uno
sforzo politico dare l'assenso a questa deliberazione, che vuol dire dover spiegare il
perché si fanno certe scelte. Ma il Gruppo del Partito Democratico ha un senso di
responsabilità molto elevato nei confronti dei torinesi che hanno votato questo Gruppo
Consiliare, ma anche nei confronti dei torinesi che non l'hanno votato e che si trovano
guidati da questa maggioranza.
La terza parola su cui vorrei centrare questa dichiarazione di voto è la parola lealtà. Il
Partito Democratico rivendica questa lealtà nei confronti del Sindaco, del comandante
della nave, per usare la metafora usata dal Collega Dell'Utri; una lealtà che si è sempre
dimostrata in questo anno difficile. Negli ultimi tre mesi, abbiamo votato, in sequenza,
la dismissione della SAGAT, la dismissione di GTT, la deliberazione dell'IMU, il
Bilancio 2012 e oggi votiamo la deliberazione che riguarda la filiera ambientale, in
meno di novanta giorni.
Questa lealtà noi la rivendichiamo, perché in politica la lealtà per noi continua a essere
un valore e di questo valore noi siamo orgogliosi. Siamo leali nei confronti della
coalizione che guida questa Città.
Poco più di un anno fa una compagine di partiti guidata dal Sindaco Fassino si è
presentata alla Città, con l'ambizione di governare questa Città; si è riconosciuta in un
programma di governo e oggi noi rivendichiamo la lealtà a quel programma, al Sindaco
e ai nostri alleati. Noi siamo leali nei confronti dei nostri alleati.
Abbiamo preso degli impegni gravosi, in alcuni momenti, come questo, molto gravosi,
ma per noi la parola è una e la coerenza è una. Questo lo rivendichiamo con forza. In un
momento come questo, non si abbandona la casa che brucia, non si scappa, non si
fugge. In un momento come questo si sta al proprio posto e si fa il proprio dovere.
Il Partito Democratico questa sera, in votazione, farà il proprio dovere. Per molti di noi
sarà un sacrificio anche politico, ma noi ci siamo e su questa posizione siamo compatti.
Noi non scappiamo dalle nostre responsabilità, siamo leali nei confronti di questa
Giunta guidata dal nostro comandante Piero Fassino e siamo leali nei confronti degli
altri partiti della coalizione.
Se su questi provvedimenti le forze che poco più di un anno fa provavano a declinare
alla Città progetti alternativi e che alla luce di questi elementi contingenti, di questi
elementi di emergenza vera in cui ci troviamo, riconoscono l'esigenza di garantire un
senso di responsabilità, non tanto nei confronti dei loro partiti o dei loro elettori, ma nei
confronti dei cittadini di Torino, noi di questo non possiamo fare altro che rallegrarci.
Per cui, Sindaco Fassino, il Partito Democratico questa sera voterà il provvedimento ed
emenderà la mozione di accompagnamento, che riguardava la questione della
percentuale delle quote. Lo fa con convinzione, condividendo con lei la responsabilità di
guida della Città, che purtroppo in alcuni casi sta ricadendo solo sulle nostre spalle, e
rimanendo al suo fianco.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Io desidero esprimere prima di tutto ringraziamento al Consiglio Comunale, quali che
siano le opinioni, i voti che tra pochi minuti ciascuno esprimerà, perché in ogni caso ci
siamo misurati tutti insieme, pur nella dialettica delle posizioni, con un passaggio
difficile della vita amministrativa della Città. Credo che dal confronto e da questo iter
che ci ha accompagnato in queste settimane di dibattito e di discussione, tutti abbiamo
avuto e avremo modo di trarre riflessioni utili per la nostra attività e per le nostre
responsabilità.
Io non torno a ripetere quel che ho detto 48 ore fa, anche perché ho sentito questa sera
una serie di interventi che hanno ignorato totalmente l'illustrazione che, a nome
dell'Amministrazione che guida la Città, ho fatto 48 ore fa. Ho sufficiente esperienza
per sapere che ci vuole pazienza, ma non ho neanche particolare interesse a discutere
con chi non vuole ascoltare, perché per far sì che un dibattito sia proficuo, bisogna
essere in due e se un interlocutore decide di non ascoltare, diventa vano anche
ragionare.
Ho sentito dire che noi non abbiamo una strategia. Ho illustrato puntualmente, 48 ore fa,
qual è la strategia che perseguiamo. Si può dire: \"Non la condividiamo\", è un'altra
valutazione. Ma dire che non c'è una strategia, è un'affermazione propagandistica, che è
ispirata soltanto dal principio che \"siccome sto all'opposizione, dico che tutto quello
che fa chi invece è in maggioranza è sbagliato\", che non è un gran modo per acquisire
credito politico, Consigliere Marrone. Lei è giovane, ha davanti a sé una lunga carriera
politica, mi ascolti: non è dicendo che tutto quello che fanno gli altri è sempre sbagliato
che si è più credibili.
E questo lo dico anche Consigliere Bertola, che sia questa sera, che 48 ore fa, ci ha
spiegato che tutto è sbagliato e non ci ha detto minimamente cosa farebbe lui se fosse al
mio posto. E dubito che riuscirebbe a fare di più di quello che faccio io, caro
Consigliere Bertola, perché abbiamo di fronte tutti scelte difficili, complicate, che
derivano da uno scenario difficile.
Io non so se nel dibattito di questi giorni abbiamo tenuto sufficientemente in conto, nel
nostro modo di affrontare problemi, che cosa sta succedendo fuori di quest'Aula, che
cosa sta succedendo in Europa, che cosa sta succedendo nella vita economica e
finanziaria di Nazioni che fino a qualche mese fa si presumevano e si pensava essere
solide e al riparo dalla crisi.
Se abbiamo presente che un Governo, nato in condizioni di emergenza e sostenuto da
una maggioranza di emergenza, per affrontare una situazione di emergenza, in meno di
nove mesi ha dovuto adottare cinque manovre correttive dei conti pubblici per evitare il
collasso economico del Paese. Se abbiamo presente quali sono le sfide enormi che
stanno di fronte a noi e come tutto questo richiede, da parte di ciascuno di noi,
assunzioni di responsabilità.
Lo dico francamente, non credo sia una grande assunzione di responsabilità dire:
\"Siamo arrivati fin qui, adesso ci pensi qualcun altro\". Intanto, perché è del tutto poco
credibile che una interlocuzione da parte della Città di Torino che rivendicasse un
trattamento specifico e particolare da parte del Governo, abbia qualche possibilità di
accoglienza, stante che il Governo ha il dovere di spiegare i propri comportamenti, ha
un principio di universalità e di uguaglianza del trattamento di tutti i suoi interlocutori.
E l'Italia è costituita da 8000 Comuni italiani, la stragrande maggioranza dei quali è in
condizioni di sofferenza e di difficoltà non dissimili dalle nostre.
Non penso neanche che lo Stato abbia le risorse finanziarie per affrontare i problemi che
i Comuni hanno di fronte. Quindi, in una condizione di questo genere, è giocoforza che
ciascuno si assuma le proprie responsabilità e faccia leva prima di tutto sulle risorse che
può mettere in campo. E, in ogni caso, è soltanto dopo aver messo in campo tutte le
proprie risorse che si ha legittimità di rivendicare eventuali interventi aggiuntivi. Non
avrebbe nessuna legittimità invocare immediatamente interventi esterni e terzi, senza
assumere le responsabilità prima di tutto sulle risorse e sulle competenze che sono
proprie.
Quello che stiamo facendo (l'ho già richiamato e non voglio essere lungo) è una
ristrutturazione della condizione finanziaria di questa nostra Città, che le consenta di
ritrovare una stabilità e una solidità tale da poter tornare a investire e tale da poter
garantire quell'offerta di servizi di cui i cittadini oggi dispongono e continuano a
disporre.
È una ristrutturazione della nostra condizione finanziaria che è passata attraverso un
Bilancio rigoroso, austero, caratterizzato da una grande serietà di impostazione. Torno a
ricordare, perché non è un dato scontato, perché non so quante grandi Città possano
vantare questo dato, che noi abbiamo presentato e fatto approvare a questo Consiglio
Comunale un Bilancio composto interamente di voci strutturali, ripetibili, non fondato
su voci di entrata aleatoria, una tantum e non riproponibili nei prossimi esercizi.
Vi assicuro, avete gli strumenti per andare a vedere, perché ormai i Bilanci delle Città
sono, almeno dovrebbe così essere, pubblici e pubblicati sui siti di ogni Città, vi chiedo
di andare a fare delle comparazioni, di andare a vedere quante sono (naturalmente
comparate con le grandi Città) le grandi Città italiane che possono rivendicare questa
operazione di rigore e di pulizia.
È una ristrutturazione della condizione finanziaria della Città che passa per una
riduzione del debito, che essendo arrivato a 3 miliardi e 300 milioni di Euro, nel
momento in cui ho assunto la guida di questa Città, in funzione di politiche di
investimento che io continuo a difendere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì,
politiche di investimento che continuo a difendere... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Se non l'avevi ancora capito, l'ho detto in tutte le salse in tutto questo
anno. Perché c'è una differenza tra non avere soldi, o essere indebitato perché sei andato
a giocare al casinò, o perché invece hai deciso di comprare una casa e ti sei fatto un
mutuo. Noi abbiamo fatto questa seconda scelta.
Non siamo indebitati perché abbiamo buttato via i soldi; siamo indebitati perché questa
Città ha fatto la metropolitana, il passante ferroviario, il termovalorizzatore, il
teleriscaldamento, gli impianti olimpici, le ristrutturazioni urbane. E queste cose
costano. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Non tutti. Per ciascuna di queste opere ci sono stati finanziamenti statali, com'è ovvio, e
co-finanziamenti di carattere locale. In alcuni casi (il passante ferroviario) siamo ancora
creditori di 37 milioni di stanziamenti statali che non ci sono mai stati erogati e che
sono stati sopperiti da risorse Comunali.
Quindi, siamo indebitati per questo. Naturalmente, anche quando ci si indebita per gli
investimenti, ad un certo punto bisogna affrontare il tema, pagare quel debito ed è
esattamente quello che stiamo facendo e stiamo cercando di creare le condizioni perché
una riduzione del debito ci consenta di mettere in sicurezza la condizione finanziaria
della Città e ritornare a investire.
E siccome dobbiamo fare operazioni che sono significative, in termini di dimensione
monetaria, o noi mettiamo in campo scelte che sono a quella scala, o se no facciamo
della propaganda tra di noi. Io sono pronto a qualsiasi confronto, perché mi interessa, mi
è utile, su eliminare sprechi, parassitismi, duplicazioni; sono pronto a qualsiasi cosa.
Segnalo, a proposito... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma a me va bene,
io... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusa, fammi parlare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, lasciate terminare l'intervento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Sì, per cortesia, se fate terminare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nella
logica del dibattito avete avuto modo di intervenire. Allora lasciate parlare le persone...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma non è il caso di dirlo. Lasciate parlare
e poi, se volete annuire, annuite.

SINDACO
Comunque non è drammatico che ci sia un'interlocuzione, va benissimo.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate un attimo. Ho detto al Consigliere,
così come a tutti, che chi ha delle proposte, delle suggestioni, delle idee per affrontare
questi temi, le avanzi e sarà ascoltato, perché abbiamo interesse tutti.
A proposito di questa Città che viene indicata come sprecona, prendiamo una di quelle
cose che sono simboliche ed emblematiche per l'opinione pubblica: le note auto blu.
Bene, le auto blu di cui dispongono gli Assessori di questa Giunta, in tutta la loro
dimensione sono numero 10, a proposito di sprechi. In una Giunta che ha 11 Assessori.
Per dirne una. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusa Cassiani, so difendermi
da solo.
Questa è una Città... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per favore!
Questa è una Città che ha nel proprio DNA un senso civico, un senso dello Stato e una
sobrietà che fa sì che chiunque la governi può vantare un rigore che in altre
Amministrazioni non si trova. Siamo almeno tutti orgogliosi nello stesso modo.
In ogni caso, affrontiamo tutti i problemi, ma non è andando a vedere qual è lo spreco in
Parella piuttosto che a San Donato, che riduca di 300 milioni il debito entro il 31
dicembre. Perché non bisogna raccontarci delle balle tra di noi. L'onestà intellettuale
significa sapere che se vogliamo mettere la Città in sicurezza, dobbiamo fare
un'operazione finanziaria che di qui al 31 dicembre abbia quelle dimensioni di scala tali
che sia realistico e credibile l'obiettivo che ci poniamo.
E questo passa soltanto per mettere in campo asset patrimoniali di tipo mobiliare (come
facciamo questa sera con la TRM e l'AMIAT), o immobiliare (valorizzazione
immobiliare, patrimonio, aree, per le quali prevediamo evidentemente anche lì delle
operazioni), che ci consentano di realizzare una massa critica, funzionale all'obiettivo
che ci poniamo. Questo è quello che stiamo facendo.
Uno può dire: "Non sono d'accordo", ma non dire che non c'è una strategia, non si sa
cosa fare, c'è confusione. Non c'è nessuna confusione.
Abbiamo chiarissimo che vogliamo perseguire questi obiettivi e stiamo mettendo in
campo tutto ciò che è necessario per perseguirli e poi vedremo al 31 dicembre se ce
l'abbiamo fatta.
Dopodiché, dico anche a chi mi ha detto: "E se per caso il 31 dicembre non ce la
facciamo, qual è il piano B?". Il buonsenso dice che se ragioni di piano B, hai già
stabilito che il piano A non è praticabile. Quindi, penso che bisogna perseguire con
determinazione l'obiettivo che ci poniamo. Se poi, questo obiettivo risulterà nel
percorso più difficile di quello che prevediamo, naturalmente assumeremo le misure
necessarie. Ma non parto dall'idea che il piano A non è realizzabile, per cui già ragiono
di un piano B, perché questo è privo di logica, di buonsenso.
In ogni caso qui - ripeto - io sono stato seduto tutta la seduta questa volta e l'altra volta,
come faccio sempre, ho ascoltato tutti gli interventi, una proposta alternativa non l'ho
sentita. Ho sentito tante demolizioni della nostra proposta, tante demolizioni di questa
deliberazione, tante cose che sono sbagliate e che non si dovevano fare. Non ne ho
sentita una che sia in grado di dire: "Siamo in grado di ridurre l'indebitamento e
rientrare nel Patto di Stabilità entro il 31 dicembre non così, ma in quest'altro modo".
Non è stata avanzata. I verbali sono lì, basta rileggerli.
Quelli dell'opposizione sono stati tutti interventi "destruens", cioè a dimostrare che
tutto quello che si sta facendo è sbagliato. Non una proposta "construens", non una cosa
che dicesse come, in altro modo, perseguire quell'obiettivo. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Ho già detto che per quello che riguarda il merito della decisione capisco che questa
decisione possa suscitare interrogativi, domande, dubbi, anche travaglio, sofferenza; ho
assoluto rispetto per tutto questo; ci siamo sforzati di raccogliere il più possibile
proposte ed emendamenti che consentissero di accrescere, come già richiamato
precedentemente, tutta quell'attività di controllo, di monitoraggio, di ispezione, che
consenta di garantire la tutela degli interessi pubblici e collettivi della Città, della nostra
comunità. E quando diciamo che lo vogliamo fare, lo vogliamo fare sul serio.
Per questo io penso che, pur nella complessità e nella difficoltà del provvedimento,
questa sera non stiamo facendo una cosa utile per la Città. Nel momento in cui penso
che questa sia una cosa utile per la Città, torno a fare - come ho fatto l'altra sera - un
appello a tutte le forze in Consiglio Comunale perché, in una fase così delicata della vita
della nostra Città e del nostro Paese, valutino l'opportunità di un atto di responsabilità
votando questa deliberazione.
Capisco che ci possano essere valutazioni diverse. Il fatto che si esprimano
atteggiamenti di astensione è una questione che in ogni caso io apprezzo, perché non a
caso la procedura democratica ha stabilito che non ci siano solo due modalità di
esprimere un'opinione, a favore o contro, ma anche un atteggiamento di astensione, che
esprime un'attitudine critica, senza esprimere contrarietà. Quindi, il fatto che il Gruppo
SEL si astenga, non ritengo che rappresenti una messa in discussione della maggioranza
di centrosinistra che guida questa Città. Questa eventualità si produrrebbe qualora SEL
decidesse di votare contro questo provvedimento.
L'astensione esprime un atteggiamento di riserva, che, d'altra parte, è emerso nel corso
del dibattito, ma non sottrae questa forza politica al dovere di concorrere, sia pure con
l'astensione, ad un atto di responsabilità del Consiglio Comunale. Allo stesso modo
apprezzo il voto di astensione o favorevole che può venire dalle forze di opposizione,
perché ritengo che, prima di tutto, nelle nostre scelte deve prevalere ciò che è bene per
la Città.
Da questo punto di vista, avendo apprezzato sia l'altra sera che oggi le considerazioni
che nei suoi interventi ha fatto il Capogruppo Tronzano, voglio però dire che un
provvedimento lo si vota se lo si considera giusto, oppure non lo si vota se lo si
considera sbagliato; non lo si vota a seconda di come vota qualcun altro, perché questa è
una strumentalità che riduce il valore di una presa di posizione. Poi lei ha rivendicato -
ed apprezzo anche questa rivendicazione - di votare questa proposta di deliberazione
anche per ragioni di natura culturale, in nome di principi liberali in cui lei si riconosce; a
maggior ragione, se lei invoca il suo voto con una ragione di carattere ideale e culturale
di questa natura, mi sembra una contraddizione subordinare una scelta ideale
all'orientamento di voto di un altro Gruppo.
Mi auguro che, invece, lei voglia votare favorevolmente, come mi pare possa fare,
perché ha detto, con le ragioni che tutti abbiamo ascoltato, di condividere il senso e gli
obiettivi di questo provvedimento.
Chiudo il mio intervento esprimendo ancora un ringraziamento ai nostri Uffici, ai nostri
funzionari ed ai nostri dirigenti, perché tutto questo nostro lavoro non sarebbe stato
possibile senza la competenza, la professionalità e la dedizione della nostra struttura.
Ringrazio ancora il Vicesindaco che ha seguito tutto questo iter, in rapporto costante e
continuo con i Gruppi Consiliari, con il Consiglio e con le Commissioni e ringrazio
tutti, quale che sia il voto che ciascuno esprimerà tra pochi minuti.
Noi stiamo compiendo una scelta che ritengo sia molto importante per la Città, in uno
sforzo che, in ogni caso, al di là della dialettica delle posizioni, credo ci veda impegnati
in solido a garantire che questa Città possa guardare al suo futuro con maggiore serenità
e maggiore sicurezza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 37, astenuti 6, favorevoli 22, contrari 9.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 24, astenuti 2, favorevoli 22.
L'immediata eseguibilità è concessa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Avendo chiuso in fretta la votazione, non ho votato a favore sull'immediata eseguibilità.
Vorrei solo aggiungere...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Registriamo a verbale che il Consigliere Viale voleva votare a favore sull'immediata
eseguibilità, ma non ce l'ha fatta.
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