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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2012-02581
"A CINQUE MESI DALL'USCITA DAL PATTO DI STABILITA', A CHE PUNTO SIAMO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 21 MAGGIO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202581/002, presentata in
data 21 maggio 2012, avente per oggetto:
"A cinque mesi dall'uscita dal Patto di Stabilità, a che punto siamo?"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Sindaco.

SINDACO
Rispondo volentieri a questa interpellanza.
In coda a questa discussione, vorrei dire al Consigliere Appendino e a tutti i
Consiglieri che nella mia vita politica mi è capitato spesso di dover nominare delle
persone e non le ho mai nominate sulla base della loro appartenenza politica. Le ho
sempre nominate sulla base di una valutazione della competenza, della
professionalità e dell'adeguatezza al ruolo. Questo vale anche per la dottoressa
Gianfrate.
Per quanto riguarda questa interpellanza, la Città di Torino (attraverso, ovviamente,
un'iniziativa mia, come Sindaco), dopo essere uscita dal Patto di Stabilità nel 2011,
si è fatta carico di rappresentare in tutte le sedi, a partire dall'ANCI, la necessità di
mettere in campo un'iniziativa istituzionale e politica che sollecitasse l'apertura di un
confronto con il Governo, volto a modificare il Patto di Stabilità.
La ragione di questa iniziativa sta nella valutazione del Patto di Stabilità; un Patto di
Stabilità che è cieco, come sappiamo, perché non distingue tra spesa corrente e spesa
di investimenti, perché non distingue tra spesa per finalità di istituto e spesa che i
Comuni sostengono per surrogare competenze dello Stato e perché non tiene conto di
come ogni singola comunità ha qualitativamente utilizzato le proprie risorse.
Questa non è stata soltanto l'opinione della Città di Torino, ma è un'opinione
largamente diffusa nel mondo delle Amministrazioni locali e dei Sindaci italiani di
ogni colore politico, tant'è che l'ANCI ha assunto questa nostra sollecitazione ed ha
fatto della richiesta di una modifica del Patto di Stabilità, nella direzione di una sua
flessibilizzazione, una delle principali rivendicazioni nel confronto che si è aperto
con il Governo.
Nel corso di questo confronto, l'ANCI ha più volte ribadito la necessità di andare ad
un Patto di Stabilità che flessibilizzasse i fattori di valutazione della spesa, in
coerenza, peraltro, con una rivendicazione che il Governo italiano avanza in sede
comunitaria.
Negli ultimi mesi, il Presidente del Consiglio Monti ha più volte sostenuto nel
Consiglio Europeo, in Ecofin ed in altre sedi comunitarie la necessità di andare ad un
superamento dell'attuale Patto di Stabilità Europeo nella direzione di una diversa
valutazione di alcune voci di spesa che gli Stati sostengono, in particolare quelle voci
di spesa che sono a sostegno della crescita: gli investimenti in infrastrutture, in
tecnologie, in ricerca, in innovazione e in formazione.
Quindi, in coerenza con la rivendicazione che il Governo fa in sede europea, l'ANCI
si è sentita ancora più legittimata a sostenere la rivendicazione di una modifica del
Patto di Stabilità interno. Questa rivendicazione ha trovato un primo esito nella
dichiarazione fatta dal Presidente del Consiglio e dal Governo nell'ultima sessione di
confronto con ANCI ed in sede di Conferenza unificata Stato, Regioni, Enti Locali,
nella quale è stata preannunciata la volontà del Governo di introdurre fattori di
innovazione e di flessibilizzazione del Patto di Stabilità a partire dal 2013.
Sulla base di questa dichiarazione si è aperto un confronto tra l'ANCI ed il Governo
e tra le Regioni ed il Governo per individuare quali siano in particolare le voci su cui
si possono introdurre criteri di flessibilità.
Come si vede, il tema che abbiamo posto aveva una sua obiettiva fondatezza ed è
stato assunto dall'ANCI; è stato occasione di confronto e su questo tema c'è un
impegno del Governo ad andare, a partire dal 2013, a misure di correzione e di
modifica del Patto di Stabilità che accolgono quelle che sono state le istanze che il
Comune di Torino ha posto e che sono state le ragioni per cui il Comune di Torino ha
denunciato il Patto di Stabilità.
Con l'occasione confermo che, in ogni caso, siamo impegnati a rientrare nel Patto di
Stabilità in questo 2012 e che l'impostazione del Bilancio d'esercizio 2012, che è
stato approvato qualche settimana fa, e le dismissioni societarie e patrimoniali che
stiamo realizzando (di cui, oggi, il Consiglio Comunale si occuperà per ciò che
attiene alla filiera ambientale) sono finalizzate ad acquisire le condizioni per rientrare
nel Patto di Stabilità già da quest'anno ed a ridurre significativamente
l'indebitamento accumulato negli anni scorsi dalla Città.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio il Sindaco delle risposte.
Da un lato, devo ribadire (come avevo già avuto modo di dire a gennaio durante il
dibattito in seguito alle richieste di comunicazioni, quando ci era stato comunicato
che avremmo sforato il Patto nel 2011) che avevamo già criticato lo strumento e,
quindi, siamo ben contenti che lei e l'ANCI, in qualche modo, vi stiate muovendo
per far sì che vengano valorizzati quelli che sono gli investimenti o, comunque,
vengano valorizzate le Città che, invece, dall'altra parte sono state, in qualche modo,
sfavorite in passato.
Però, secondo me, una cosa dobbiamo dirla: in realtà, l'uscita dal Patto è stata una
sconfitta nel 2011, perché ricordo - magari sbaglio - che lei, sempre in sede di
discussione qui in Aula, aveva anche detto che si sarebbe fatto carico di intervenire
rispetto a quelle che erano le sanzioni, quindi gli effetti sulla Città. Si parlava, forse,
di una sorta di mediazione, si sperava che nell'anno - poi magari sbaglio e mi
correggerà - lei sarebbe riuscito, tramite l'ANCI, ad intervenire sul tema non tanto
delle indennità, bensì della penale che avrebbe avuto effetto sul 2012 (cosa che poi è
avvenuta) e che, quindi, sarebbe intervenuto in qualche modo più celermente.
Penso che questo non sia avvenuto. Penso che sicuramente l'uscita dal Patto da parte
della Città di Torino abbia smosso un po' le acque, probabilmente le ha smosse per
velocizzare il processo di revisione del Patto, ma penso anche che non siamo stati in
grado, come Città, di far valere le nostre istanze per quanto riguarda il 2012 e, allo
stesso modo, penso che sia stata una sconfitta perché poi siamo stati, come avevo già
avuto modo di dire a gennaio (non si sapeva ancora), l'unica Città che si è trovata in
questa situazione e che è rimasta isolata; questo, ovviamente, non ha dato tanta forza
alla Città, anzi ne ha tolta, e, in tal senso, questo probabilmente ha anche inciso sul
suo operato per quanto riguarda un'eventuale mediazione sulle sanzioni.
Per quanto riguarda che cosa accadrà nel 2012, lei parla di rientro nel Patto, ma
bisognerà comunque vedere come andranno le vendite delle partecipate, perché
nessuno ha la bacchetta magica e sappiamo benissimo che, se vanno tutte deserte,
non rientreremo nel Patto. Quindi, probabilmente queste considerazioni le faremo a
fine anno.
Certo, anche avendo partecipato attivamente alla discussione del Bilancio, sono
consapevole che sono stati inseriti tutti i presupposti per far pensare che
effettivamente, entro fine anno, si rientrerà nel Patto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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