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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202581/002, presentata in data 21 maggio 2012, avente per oggetto: "A cinque mesi dall'uscita dal Patto di Stabilità, a che punto siamo?" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Sindaco. SINDACO Rispondo volentieri a questa interpellanza. In coda a questa discussione, vorrei dire al Consigliere Appendino e a tutti i Consiglieri che nella mia vita politica mi è capitato spesso di dover nominare delle persone e non le ho mai nominate sulla base della loro appartenenza politica. Le ho sempre nominate sulla base di una valutazione della competenza, della professionalità e dell'adeguatezza al ruolo. Questo vale anche per la dottoressa Gianfrate. Per quanto riguarda questa interpellanza, la Città di Torino (attraverso, ovviamente, un'iniziativa mia, come Sindaco), dopo essere uscita dal Patto di Stabilità nel 2011, si è fatta carico di rappresentare in tutte le sedi, a partire dall'ANCI, la necessità di mettere in campo un'iniziativa istituzionale e politica che sollecitasse l'apertura di un confronto con il Governo, volto a modificare il Patto di Stabilità. La ragione di questa iniziativa sta nella valutazione del Patto di Stabilità; un Patto di Stabilità che è cieco, come sappiamo, perché non distingue tra spesa corrente e spesa di investimenti, perché non distingue tra spesa per finalità di istituto e spesa che i Comuni sostengono per surrogare competenze dello Stato e perché non tiene conto di come ogni singola comunità ha qualitativamente utilizzato le proprie risorse. Questa non è stata soltanto l'opinione della Città di Torino, ma è un'opinione largamente diffusa nel mondo delle Amministrazioni locali e dei Sindaci italiani di ogni colore politico, tant'è che l'ANCI ha assunto questa nostra sollecitazione ed ha fatto della richiesta di una modifica del Patto di Stabilità, nella direzione di una sua flessibilizzazione, una delle principali rivendicazioni nel confronto che si è aperto con il Governo. Nel corso di questo confronto, l'ANCI ha più volte ribadito la necessità di andare ad un Patto di Stabilità che flessibilizzasse i fattori di valutazione della spesa, in coerenza, peraltro, con una rivendicazione che il Governo italiano avanza in sede comunitaria. Negli ultimi mesi, il Presidente del Consiglio Monti ha più volte sostenuto nel Consiglio Europeo, in Ecofin ed in altre sedi comunitarie la necessità di andare ad un superamento dell'attuale Patto di Stabilità Europeo nella direzione di una diversa valutazione di alcune voci di spesa che gli Stati sostengono, in particolare quelle voci di spesa che sono a sostegno della crescita: gli investimenti in infrastrutture, in tecnologie, in ricerca, in innovazione e in formazione. Quindi, in coerenza con la rivendicazione che il Governo fa in sede europea, l'ANCI si è sentita ancora più legittimata a sostenere la rivendicazione di una modifica del Patto di Stabilità interno. Questa rivendicazione ha trovato un primo esito nella dichiarazione fatta dal Presidente del Consiglio e dal Governo nell'ultima sessione di confronto con ANCI ed in sede di Conferenza unificata Stato, Regioni, Enti Locali, nella quale è stata preannunciata la volontà del Governo di introdurre fattori di innovazione e di flessibilizzazione del Patto di Stabilità a partire dal 2013. Sulla base di questa dichiarazione si è aperto un confronto tra l'ANCI ed il Governo e tra le Regioni ed il Governo per individuare quali siano in particolare le voci su cui si possono introdurre criteri di flessibilità. Come si vede, il tema che abbiamo posto aveva una sua obiettiva fondatezza ed è stato assunto dall'ANCI; è stato occasione di confronto e su questo tema c'è un impegno del Governo ad andare, a partire dal 2013, a misure di correzione e di modifica del Patto di Stabilità che accolgono quelle che sono state le istanze che il Comune di Torino ha posto e che sono state le ragioni per cui il Comune di Torino ha denunciato il Patto di Stabilità. Con l'occasione confermo che, in ogni caso, siamo impegnati a rientrare nel Patto di Stabilità in questo 2012 e che l'impostazione del Bilancio d'esercizio 2012, che è stato approvato qualche settimana fa, e le dismissioni societarie e patrimoniali che stiamo realizzando (di cui, oggi, il Consiglio Comunale si occuperà per ciò che attiene alla filiera ambientale) sono finalizzate ad acquisire le condizioni per rientrare nel Patto di Stabilità già da quest'anno ed a ridurre significativamente l'indebitamento accumulato negli anni scorsi dalla Città. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio il Sindaco delle risposte. Da un lato, devo ribadire (come avevo già avuto modo di dire a gennaio durante il dibattito in seguito alle richieste di comunicazioni, quando ci era stato comunicato che avremmo sforato il Patto nel 2011) che avevamo già criticato lo strumento e, quindi, siamo ben contenti che lei e l'ANCI, in qualche modo, vi stiate muovendo per far sì che vengano valorizzati quelli che sono gli investimenti o, comunque, vengano valorizzate le Città che, invece, dall'altra parte sono state, in qualche modo, sfavorite in passato. Però, secondo me, una cosa dobbiamo dirla: in realtà, l'uscita dal Patto è stata una sconfitta nel 2011, perché ricordo - magari sbaglio - che lei, sempre in sede di discussione qui in Aula, aveva anche detto che si sarebbe fatto carico di intervenire rispetto a quelle che erano le sanzioni, quindi gli effetti sulla Città. Si parlava, forse, di una sorta di mediazione, si sperava che nell'anno - poi magari sbaglio e mi correggerà - lei sarebbe riuscito, tramite l'ANCI, ad intervenire sul tema non tanto delle indennità, bensì della penale che avrebbe avuto effetto sul 2012 (cosa che poi è avvenuta) e che, quindi, sarebbe intervenuto in qualche modo più celermente. Penso che questo non sia avvenuto. Penso che sicuramente l'uscita dal Patto da parte della Città di Torino abbia smosso un po' le acque, probabilmente le ha smosse per velocizzare il processo di revisione del Patto, ma penso anche che non siamo stati in grado, come Città, di far valere le nostre istanze per quanto riguarda il 2012 e, allo stesso modo, penso che sia stata una sconfitta perché poi siamo stati, come avevo già avuto modo di dire a gennaio (non si sapeva ancora), l'unica Città che si è trovata in questa situazione e che è rimasta isolata; questo, ovviamente, non ha dato tanta forza alla Città, anzi ne ha tolta, e, in tal senso, questo probabilmente ha anche inciso sul suo operato per quanto riguarda un'eventuale mediazione sulle sanzioni. Per quanto riguarda che cosa accadrà nel 2012, lei parla di rientro nel Patto, ma bisognerà comunque vedere come andranno le vendite delle partecipate, perché nessuno ha la bacchetta magica e sappiamo benissimo che, se vanno tutte deserte, non rientreremo nel Patto. Quindi, probabilmente queste considerazioni le faremo a fine anno. Certo, anche avendo partecipato attivamente alla discussione del Bilancio, sono consapevole che sono stati inseriti tutti i presupposti per far pensare che effettivamente, entro fine anno, si rientrerà nel Patto. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |