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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 50
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-03374
FILIERA AMBIENTALE. MODIFICAZIONI STATUTO AMIAT E TRM. INDIRIZZI DI GARA COSIDDETTA A DOPPIO OGGETTO E RELATIVI ATTI. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201203374/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 26 giugno 2012, avente
per oggetto:
\"Filiera ambientale. Modificazioni Statuto AMIAT. Indirizzi di gara cosiddetta a
doppio oggetto e relativi atti. Approvazione\".
della proposta di mozione n. mecc. 201204105/002, presentata dai Consiglieri
Tronzano e D'Amico in data 23 luglio 2012, avente per oggetto:
\"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201203374/064) Filiera ambientale.
Modificazioni Statuto AMIAT e TRM. Indirizzi di gara cosiddetta a doppio oggetto e
relativi atti. Approvazione\".
della proposta di mozione n. mecc. 201204107/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 23 luglio 2012, avente per oggetto:
\"Collegata alla deliberazione mecc. 201203374/064 - Filiera ambientale\".
e della proposta di mozione n. mecc. 201204109/002, presentata dai Consiglieri Levi,
Lo Russo, Paolino, Cassiani, Ventura, Alunno, Genisio, Onofri, Tricarico, Carretta,
Muzzarelli, Mangone, Viale, Grimaldi, Nomis, Centillo, Moretti, Curto, Porcino,
Sbriglio e Levi-Montalcini in data 23 luglio 2012, avente per oggetto:
\"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201203374/064) avente ad oggetto: 'Filiera ambientale.
Modificazioni Statuto AMIAT. Indirizzi di gara cosiddetta a doppio oggetto e relativi
atti. Approvazione'\".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi.

LEVI Marta
Io credo che davanti alla deliberazione che abbiamo oggi in votazione sia doveroso
soffermarci a riflettere e provare a tirare un bilancio sulle politiche che in questi anni
abbiamo messo in campo sui rifiuti.
A mio giudizio, è un bilancio con luci ed ombre, è un bilancio che annovera dei
successi, ma che annovera anche degli insuccessi.
In questi anni abbiamo fatto molte cose. Abbiamo reimpostato il sistema,
complessivamente; abbiamo scommesso su un nuovo approccio che considerare i
rifiuti una risorsa e un non problema; abbiamo investito sulle raccolte differenziate;
abbiamo scommesso sulla raccolta differenziata porta a porta; abbiamo costruito gli
Ecocentri e le percentuali di raccolta differenziata per la Città di Torino sono tra le
maggiori delle grandi Città italiane; abbiamo costruito un inceneritore - qualcuno lo
richiamava già prima -, che entrerà in funzione nel 2013. Lo abbiamo fatto non senza
fatica, in accordo con le comunità locali, in accordo con i territori e credo che questo
sia un dato molto rilevante.
Però, ci sono delle cose che non siamo usciti a fare. Non siamo usciti ad aggredire
quella fetta di mercato, sicuramente interessante e importante, che è rappresentata dal
trattamento e dal recupero delle frazioni differenziate, dove peraltro - detto per inciso
- i privati trovano anche risorse; non siamo usciti ad aggregare le aziende pubbliche
del bacino dell'ambito torinese per dar vita ad un'unica grande azienda sull'intero
ciclo dei rifiuti.
Abbiamo sempre parlato di ciclo integrato dei rifiuti. Quello della nostra Provincia è
forse uno dei più disintegrati dei cicli, per numero di aziende. Poi ci si è messa anche
la Legge regionale, che ci ha imposto la separazione tra gli impianti finali e il resto
della filiera dei rifiuti.
Io credo che la deliberazione di oggi rappresenti un'occasione, forse l'ultima
occasione che abbiamo, per individuare per AMIAT e per le nostre aziende, ma
soprattutto per AMIAT, un partner industriale, cioè per dare ad AMIAT prospettive
di sviluppo industriale. Perché lo sappiamo, in questi anni AMIAT non è stata in
grado di realizzare quegli impianti per il trattamento e il recupero delle frazioni
differenziate del rifiuto; impianti che, peraltro, la Legge regionale consentiva di
realizzare. Per questo, AMIAT è rimasta schiacciata su un unico ambito della filiera,
cioè quella della raccolta e del trasporto dei rifiuti.
È un'occasione anche per provare a recuperare e soprattutto per provare a porre oggi
le basi per arrivare a quell'azienda unica sul ciclo integrato dei rifiuti, che operi
sull'intero ambito torinese, aggregando - come dicevo prima - le altre aziende
pubbliche del nostro territorio.
Perché dico questo? Perché la gara a doppio oggetto è una gara unica, individua un
unico partner per le nostre due aziende, un unico partner industriale, perché allo
scadere dell'affidamento le azioni, oggi vendute in gara, torneranno nella
disponibilità della Città di Torino. Per queste ragioni penso che si possa avviare quel
tipo di ragionamento, che ritengo fosse un obiettivo negli anni passati e resti un
obiettivo anche oggi.
Noi avremmo preferito mantenere il 51% della compagine azionaria di TRM e
mettere al bando, in maniera netta, solo il 49%. Lo dico al Consigliere Ricca: non è
affatto facile dire: "Vendiamo". Però, noi non siamo disposti a correre il rischio di
non rientrare nel Patto di Stabilità, perché questo avrebbe conseguenze troppo
pesanti per i cittadini, avrebbe conseguenze troppo pesanti per la Città.
Per queste ragioni io voterò questa deliberazione e per queste ragioni abbiamo
presentato una mozione di accompagnamento, che impegna al Sindaco a verificare
con l'ATO e con la Provincia la possibilità di aumentare gli anni di affidamento dei
servizi a TRM, ampliandone il valore e consentendoci quindi di vendere solo il 49%.
In subordine, sempre nella stessa mozione, abbiamo dato comunque al Sindaco, e a
chi verrà nei prossimi anni, due obiettivi: di ragionare per realizzare un'unica azienda
sul ciclo integrato di ambito provinciale e soprattutto per ricondurre quell'azienda
all'interno del controllo pubblico.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Il mio intervento sarà squisitamente sul merito politico e non sul merito della
deliberazione, riconoscendomi pienamente negli interventi dei Colleghi Altamura e
Levi, che sono intervenuti a nome del Partito Democratico, esprimendo la posizione
di merito del Partito.
Purtroppo, questa sera non siamo in condizioni di votare la deliberazione a causa
dell'ostruzionismo di una delle forze politiche della minoranza che ci costringerà
quindi sostanzialmente, a conclusione di questa discussione, ad interrompere e a
riaggiornare il Consiglio mercoledì prossimo. Quindi, non potremo, mercoledì
prossimo, discutere di mozioni e ordini del giorno, come peraltro richiesto da larga
parte della minoranza e saremo costretti, ovviamente, a rinviare questa discussione a
dopo l'estate.
Il provvedimento che è in discussione oggi è un provvedimento che il Partito
Democratico ritiene strategico per la Città, perché tocca uno degli argomenti più
delicati che riguardano la vita dei nostri cittadini e arriva in un momento molto
complicato per quanto riguarda la tenuta, anche sociale e democratica, di questa
Città.
È in gioco l'obiettivo del rientro nel Patto di Stabilità. La Giunta sta facendo un
notevole sforzo, guidata dal Sindaco Fassino, per condurre la Città a questo
ambizioso obiettivo. È in gioco il salvataggio di questa Città e il Partito Democratico
non si sottrae a questa responsabilità. Lo fa in un ambito complicato e lo fa anche
venendo ad esprimere il suo voto, fidandosi con un voto di fiducia al Sindaco e alla
sua Giunta.
Noi ci fidiamo del nostro Sindaco, delle cose che dice. Siamo convinti che la strada
che lui ha tracciato alla sua maggioranza, sia una strada giusta e non ci sottraiamo a
fare tutti gli sforzi perché questa strada possa condurre in porto la nave della Città di
Torino alla fine di quest'anno.
Non che la cosa non ci costi fatica, in alcune parti ci costa anche molta fatica, però è
in questi momenti che si vede il senso di responsabilità di una forza politica e il
Partito Democratico, che ha l'onore e anche, in questi casi, forse più l'onere della
tenuta del governo di questa Città, a questa responsabilità non si sottrae e non si
vuole sottrarre.
Non posso, però, sottrarmi anche qui al vibrante intervento del Consigliere Tronzano
e credo che non possa essere sottaciuta e apprezzata una chiara ed evidente disparità
di approccio che la minoranza Consiliare ha, alla luce della situazione, nei confronti
della modalità con cui si deve governare questa Città.
Una opposizione politica, come spero e auspico, che si confronta nel merito e che ha
il senso di responsabilità di non avere una contrapposizione puramente ideologica,
non può che far il bene dei cittadini.
Sicuramente dopo la pausa estiva avremo "n" banchi di prova in cui questo
atteggiamento potrà essere verificato nel tempo.
Auspico che la maggioranza (apprezzo ovviamente il soccorso offerto dai Colleghi
del Pdl), e ne sono convinto che, anche questa volta, sarà in grado di approvare il
provvedimento.
Siamo in un momento difficile. Il Partito Democratico ritiene che questa
deliberazione sia strategica - lo dico all'Aula e ovviamente anche agli alleati - e
auspica che questo senso di appartenenza e di responsabilità verso la Città di Torino
e tutti i cittadini che hanno fiducia in questa Amministrazione, alla fine, prevalga.
Siamo in un momento complicato. Ovviamente, noi faremo la nostra parte,
l'abbiamo sempre fatta, auspichiamo che la facciano veramente tutti.
Sarà poi il garante della coalizione ovviamente a governare i rapporti di coalizione e
a lui noi rinnoviamo, in questa sede, la nostra piena fiducia.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.
Ricordo al Consigliere che ha a disposizione cinque minuti.

VIALE Silvio
Pensavo di intervenire prima, evidentemente è casuale che intervenga dopo il
Capogruppo.
A parte i complimenti di rito al Consigliere Altamura, che ormai sono una costante
dei nostri lavori, volevo complimentarmi seriamente con il Capogruppo del Pdl
Tronzano, perché io condivido gran parte del suo intervento e lo condivido
soprattutto nella parte di merito, quando sottolinea come ci siano delle condizioni
oggettive, anche politiche, che impongono certe scelte.
Su queste scelte, poi, si possono avere opinioni differenti. Credo, però, che oggi,
quando il Consigliere dice che non voterà contro questa deliberazione, fa esattamente
quello che io farei in un contesto di questo tipo di fronte ad una maggioranza diversa
di cui io non faccio parte.
Credo che sia un buon esempio in un Paese in cui, invece, le opposizioni vedono
sempre nel dispetto alla maggioranza l'unica fonte di esistere.
Inoltre, se la situazione del Paese è quella che è, la situazione del debito è quella che
è, e le possibilità di intervento sono quelle che sono, occorre avere la consapevolezza
che non sarebbe diversa la condizione di un diverso Sindaco e di una diversa
maggioranza.
Questa trasversalità ci sta nelle cose, per cui non è assolutamente scandaloso che,
condividendo gran parte del merito, ci sia un voto conseguente, indipendentemente
dal fatto che la maggioranza possa, o non possa, avere una propria maggioranza.
Il Consigliere Lo Russo ha già spiegato che la maggioranza c'è ed è in grado di
approvare questa deliberazione, per cui non si tratta di soccorso, ma di decisioni per
quanto riguarda il voto.
Non sono d'accordo con il Consigliere, lo dico con molta franchezza, quando chiede
che, dietro a questa decisione di merito, di votare in un certo modo, ci sia una
consequenzialità per cui la maggioranza dovrebbe prendere atto e cambiare.
Credo che la maggioranza, come è successo in passato, se guardiamo le ultime
tornate amministrative in questo Consiglio Comunale, abbia sempre perso dei pezzi
pur essendo arrivata poi alla fine. Il fatto di perdere i pezzi ed avere alcuni Colleghi
che hanno dei dubbi su questo, su tutto o su qualcosa e che questo possa determinare
un comportamento di stand-by per un certo punto, o per tutto, non è scandaloso.
In questo momento, in questa discussione, pur strategica, le differenze di voto
devono tenere presente che comunque una maggioranza che si è presentata ai
cittadini c'è ancora, c'è un Sindaco ed è una maggioranza complessa.
Sarà quella che rimarrà fino alla fine? Io non credo nei ribaltoni, non credo nei
cambiamenti. Non mi spaventa il fatto che alcuni Colleghi ritengano di non sostenere
dei pezzi o ci siano delle divisioni e non mi spaventa neppure il fatto che nella
trasversalità dei temi ci siano posizioni che molte volte vedono parte
dell'opposizione convergere e parte no, come questa volta.
Oggi, se il Consigliere Tronzano fosse Capogruppo di una maggioranza e avesse un
Sindaco, non mi pare che da quella parte non ci sarebbero sfumature differenti, che
porterebbero questa parte a dire: "Ammettete e riconoscete che la maggioranza è a
pezzi.", eccetera. Questo fa parte della politica, ma credo che finalmente debba
essere superata.
Infine, vorrei parlare, in proposito sono già intervenuti i Consiglieri Mangone e
Tronzano, della questione delle tariffe. Mi auguro che ci possano essere riduzioni
delle tariffe. Mi accontenterei che non ci fossero aumenti, nel senso che, venendo da
un periodo storico in cui ho sempre visto solo aumenti delle tariffe, se le condizioni
ci portassero a non fare più aumenti e a mantenere le tariffe come quelle attuali,
diversamente da altre Città (perché non conosco Città che abbiano abbassato le
tariffe, sicuramente ce ne saranno ed è colpa mia se non sono informato), sarebbe già
un passo avanti.
Non so quali saranno le conseguenze. Mi auguro che ci possano essere situazioni
virtuose che possano portare più fondi e una maggiore efficienza e - come ha
spiegato il Consigliere Levi - anche un cambiamento per quanto riguarda
l'impostazione e ovviamente un miglioramento per quanto riguarda le operazioni sui
rifiuti della Città, però non sono così sicuro che impegnandoci oggi abbasseremo le
tariffe, perché non lo può sapere nessuno.
Se oggi la situazione contingente è quella che conosciamo, pensate un po' un
impegno preso un anno, due, tre anni fa, in cui si diceva che non avremmo mai
aumentato le tariffe e, come è stato detto, non avremmo mai venduto TRM.
Abbiamo dovuto smentirci. Non io, che non c'ero - e avrei detto diversamente -, ma
altri Colleghi oggi devono smentirsi.
Non è una tragedia. Bisogna prendere atto che questa è la politica. Per cui, apprezzo
molto il modo in cui oggi la discussione è stata condotta in questo Consiglio
Comunale, perché finalmente vedo rompersi quegli schemi che determinano reazioni
e controreazioni, come fossimo i cani di Pavlov, e dove le cose sono scontate e
automatiche.
Finalmente mi pare che si vada nella direzione giusta.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la replica, al Sindaco.

SINDACO
Desidero anch'io ringraziare in primo luogo tutto il Consiglio Comunale non solo per
la discussione che stiamo facendo questa sera, ma per il lavoro intenso che si è svolto
nelle Commissioni Consiliari in questi mesi, le quali, nella loro attività, sono parte
integrante dell'attività del Consiglio.
Desidero ringraziare in particolare il Vicesindaco, che ha seguito da vicino passo
passo tutta questa complessa vicenda, il Consigliere Altamura, il Consigliere
Grimaldi, i nostri Uffici che hanno supportato costantemente la definizione via via
degli strumenti normativi e regolamentari, con cui stiamo arrivando a decisioni così
impegnative e, inoltre, desidero ringraziare, in particolare, la dottoressa Delli Colli e
i suoi collaboratori.
Questa mattina "La Stampa" reca un titolo clamoroso: "Dieci Città a rischio di
fallimento". Nell'elenco di queste dieci Città Torino non c'è. Se ci fosse stata, "La
Stampa" lo avrebbe certamente scritto.
E non c'è per una ragione molto semplice, perché noi abbiamo affrontato il tema
dell'indebitamento della nostra Città e la necessità di ridurlo all'indomani
dell'elezione della nuova Amministrazione; da mesi lavoriamo sul dare solidità e
stabilità alle finanze della nostra Città, assumendo anche decisioni complesse e
difficili, compreso il fatto di denunciare il Patto di Stabilità.
Le dieci Città che oggi vengono indicate in una situazione di rischio, sono le Città
che, nei mesi scorsi, hanno ritenuto di non affrontare la criticità che avevano di
fronte e oggi si trovano in una condizione di rischio, che le obbliga a sollecitare un
intervento straordinario del Governo.
Vedremo come le cose procederanno, tuttavia credo che questa Città abbia nella sua
storia e nella sua identità un DNA che consiste nel senso dello Stato, nel senso delle
Istituzioni e nel senso della responsabilità che la porta, quando è di fronte a passaggi
difficili, a non sottrarsi alle proprie responsabilità e a non pensare che le soluzioni
siano altrove.
Non credo, quindi, che la soluzione, che avremmo dovuto imboccare, avrebbe dovuto
essere quella di denunciare la nostra impotenza e chiedere il soccorso della "Croce
Rossa governativa". Non sarebbe stato degno della storia e della cultura di questa
Città.
Un rapporto con il Governo lo abbiamo stabilito fin dall'inizio, e continuiamo ad
averlo, ma la forza di questo rapporto sta nel fatto che questa Città e le sue Istituzioni
non si sottraggono alle propria responsabilità e alla capacità di assumere le decisioni
che il voto e la fiducia, che i cittadini hanno dato a questa Amministrazione,
impongono.
Noi abbiamo affrontato i problemi del Bilancio e della condizione finanziaria del
Comune da subito.
Ricordo che abbiamo impostato una strategia, che ha dei punti di riferimento precisi
e degli obiettivi altrettanto chiari. Ho ascoltato il dibattito, naturalmente com'era
dovere che il Sindaco facesse, e mi rammarico di aver dovuto ascoltare cose che non
hanno alcun fondamento e non corrispondono a quello che in quest'Aula abbiamo
più volte detto.
Mi permetto di sottolineare che non aumenta il credito di chi si colloca
all'opposizione, il fatto di dover spiegare, ogni qualvolta sempre e comunque, che
quello che fa, dice o esprime chi governa, è sbagliato, perché un minimo di laicità ci
deve portare a considerare che non c'è nessun Governo, come nessuna Giunta, che le
fa tutte giuste, ma non c'è nessun Governo e nessuna Giunta che le fa tutte sbagliate.
Dovremmo avere tutti un po' di buonsenso e di ragionevolezza nel misurarci con i
problemi per come sono e costruire insieme le soluzioni necessarie.
Noi ci siamo dati una strategia molto precisa che ha - lo ribadisco qui, perché è
dentro questo contesto che sta anche il provvedimento che stiamo esaminando - due
obiettivi fondamentali, che peraltro sono coerenti con il titolo del decreto di spending
review in corso di esame al Parlamento; il decreto reca, infatti, come titolo: "Decreto
di misure di contenimento e razionalizzazione della spesa a invarianza dell'offerta
dei servizi". Questo è il titolo di quel provvedimento.
È esattamente quello che noi abbiamo detto di voler fare fin dall'insediamento della
Giunta e con tutti i provvedimenti che abbiamo assunto. Restituire solidità, stabilità
alle finanze Comunali senza che questo metta in discussione l'offerta di servizi che
noi mettiamo a disposizione dei cittadini.
Per fare questo (abbiamo questo duplice obiettivo: risanamento e mantenimento
inalterato dell'offerta) abbiamo messo in campo tre linee di azione.
Innanzitutto, vogliamo dare a questa Città un bilancio di esercizio in ordine. Ricordo
e ribadisco che abbiamo approvato qualche settimana fa un Bilancio, tarato su 1
miliardo e 300 milioni complessivi di introiti di spesa, e che, salvo per una posta di
bilancio di entrata una tantum (che corrisponde a una posta di bilancio di uscita che
noi consideriamo una tantum, cioè la penalizzazione del Patto di Stabilità), tutte le
altre voci di entrata nel Bilancio che abbiamo approvato, sono voci di entrata
ripetibili e strutturali.
Noi non abbiamo portato a pareggio il Bilancio con manovre una tantum aleatorie e
provvisorie, di cui non si abbia contezza per il prossimo esercizio. Pertanto, il fatto di
aver presentato un Bilancio credibile, perché solido, strutturato e stabile, credo sia un
titolo di merito che vada riconosciuto, in primo luogo, all'Assessore Passoni e a
questa Giunta.
Sottolineo che quel Bilancio contiene una misura, assunta dal nostro Comune prima
che fosse prevista dalla spending review, che è quella di fare pulizia dei crediti messi
a Bilancio come crediti, ma che non hanno più ragione di essere considerati esigibili.
Le dieci Città che oggi sono in crisi, sono in crisi, perché devono, sulla base della
spending review, adottare il provvedimento che le obbliga nel bilancio a fare una
svalutazione del 25% dei crediti non esigibili.
Bene, l'Assessore Passoni ha messo quella misura nel Bilancio ben prima e noi
questo problema oggi non ce l'abbiamo, perché abbiamo presentato un Bilancio
pulito dei crediti non esigibili o presuntamente esigibili.
Questa è la riprova del fatto che qui si è fatta un'operazione sul Bilancio di esercizio
responsabile, seria, credibile e che dà solidità e stabilità al Bilancio stesso.
La seconda linea di azione consiste nel ridurre l'indebitamento. Perseguiamo la
riduzione dell'indebitamento attraverso una duplice azione.
Da un lato, una riduzione dell'indebitamento con il Bilancio di esercizio. Quest'anno
noi andiamo a pareggio di Bilancio, nonostante 155 milioni in meno - poi diventati
170 con la spending review, che ci ha tagliato ulteriori 14 milioni, quindi, nonostante
170 milioni di trasferimenti -, grazie al fatto che abbiamo messo in campo una
politica di pulizia e di rigore del Bilancio, di incidenza sulla spesa interna, costo del
personale, appalti e forniture, contratti di servizio, organizzazione della macchina
Comunale senza toccare i servizi, e tutto questo ci consentirà una riduzione
complessiva di indebitamento pari a circa 85 milioni.
Accanto a questo, abbiamo messo in campo una manovra di finanza straordinaria
che, attraverso le cessioni di partecipazione e la valorizzazione immobiliare o
cessioni patrimoniali ci consenta di acquisire entro il 31 dicembre 2012 dai 300 ai
320 milioni di Euro con l'obiettivo, se portiamo in porto questa strategia, di arrivare
al 31 dicembre realizzando due obiettivi: un abbattimento del debito che ci faccia
scendere sotto la soglia dei 3 miliardi - debito che quando questa Giunta si è
insediata, era di 3,3 - e un rientro nel Patto di Stabilità.
Da alcuni Consiglieri è stato chiesto: "Questa manovra è stata fatta soltanto per
entrare nel Patto di Stabilità e per quanto riguarda i debiti che cosa succederà?".
Questa domanda è infondata, perché l'obiettivo è duplice: rientro nel Patto di
Stabilità e riduzione dell'indebitamento.
Queste azioni, pulizia del Bilancio, riduzione dell'indebitamento, sia per via del
Bilancio di esercizio, sia per via delle operazioni di finanza straordinaria, ci hanno
consentito e ci consentono di perseguire l'obiettivo fondamentale, ossia dare rigore e
stabilità alle finanze del Comune senza che l'offerta di servizi ai cittadini abbia
subito e subisca riduzioni. Perché non c'è un solo asilo nido, non c'è una sola scuola
materna che sia stata ridotta, non c'è un solo servizio di welfare che sia stato ridotto,
non c'è riduzione di offerta culturale, non c'è riduzione di trasporto pubblico locale,
non c'è riduzione di servizi.
Semmai per alcuni servizi, lo abbiamo fatto e ci siamo assunti la responsabilità di
farlo, abbiamo provveduto a degli adeguamenti tariffari che ne consentissero una
maggiore sostenibilità. Ma i servizi sono rimasti inalterati, perché per noi questo è un
punto qualitativamente prioritario.
Il provvedimento che noi assumiamo questa sera, rientra dunque in questa strategia.
E quindi dire che questa Giunta è all'impronta, è alla giornata, non ha una visione,
non ha una strategia, è pura propaganda, perché la strategia è questa che vi ho
definito e che stiamo perseguendo, perché significativi atti, che questo Consiglio
Comunale ha già assunto e deliberato, ne sono l'espressione.
Ho detto che, nell'ambito di questa strategia un pezzo fondamentale è una manovra
di finanza straordinaria che ci consenta, utilizzando gli asset patrimoniali, mobiliari
ed immobiliari della Città di acquisire risorse per rientrare nel Patto di Stabilità e per
ridurre l'indebitamento.
Abbiamo l'obiettivo di realizzare, entro la fine dell'anno, un introito tra i 300 e i 320
milioni di Euro e lo vogliamo conseguire con: la cessione del 49% di GTT, per la
quale la gara è già stata bandita e con la cessione del 28% delle azioni di SAGAT,
per la quale la gara è stata bandita. Non ci sono state offerte non perché non ci siano
manifestazioni di interesse, ma perché (è legittimo dal loro punto di vista) c'è una
strategia negoziale in chi è interessato che punta più alla trattativa privata che non al
bando, e oggi portiamo la deliberazione sulla cessione della filiera ambientale per il
49% di AMIAT e per l'80% di TRM.
Ci si chiede - vengo al punto più delicato - perché non si ceda il 49% di TRM. Il
perché è molto semplice, perché se noi cedessimo il 49% di TRM, non
realizzeremmo l'obiettivo dei 300-320 milioni che è imprescindibile priorità.
Si tratta di imprescindibile priorità, vorrei segnalarlo, non soltanto per rientrare nel
Patto di Stabilità e avere risorse che ci consentano di ridurre l'indebitamento, ma
anche per un'altra ragione. La costituzione del TRM ha previsto nel 2008 un
impegno alla ricapitalizzazione, nel corso di un certo numero di anni da parte del
Comune di Torino, per 70 milioni di Euro. Questa ricapitalizzazione prevede che nel
2012 il Comune di Torino ricapitalizzi per 10 milioni di Euro e nel 2013 per 12.
Se non rientriamo nel Patto di Stabilità, la legge vieta questa ricapitalizzazione e
quindi metteremo in discussione il TRM, la filiera ambientale e determineremmo
così una emergenza rifiuti.
Quindi, anche la coerenza con l'obiettivo di costruire il termovalorizzatore e di dare
un assetto moderno ed efficiente che eviti a Torino un'emergenza rifiuti, richiede che
si possa dare corso a impegni di ricapitalizzazione, ma questo richiede il rientro nel
Patto di Stabilità e quindi un contesto che ci consenta di farlo.
Si è detto: "Proviamo a ragionare se l'allungamento dei tempi dell'affidamento da
venti a trent'anni non sia compensativo della cessione e quindi si possa, anziché
cedere l'80% del TRM per un affidamento di vent'anni, il 49% del TRM per un
affidamento di trenta".
È molto semplice, perché sulla base di verifiche che abbiamo fatto, il moltiplicatore
80 per 20 non è compensato, in termini finanziari, dal moltiplicatore 49 per 30.
Se lo fosse, io ho un atteggiamento pragmatico, non avrei nessuna difficoltà. Ma
siccome ho il dovere, prima di tutto, di garantire che la Città possa acquisire le
risorse necessarie ai suoi obiettivi, se non ho la certezza o la prevedibile prospettiva
che vendere il 49%, allungando la concessione, mi consenta di avere lo stesso
introito che ho vendendo l'80 su vent'anni di affidamento, non mi imbarco in una
cosa che è incerta, insicura e che mette a rischio la Città.
Dopodiché è evidente che la cessione del TRM, l'80%, impone che chi cede, noi, sia
molto attento a garantire che il socio che assumerà il controllo della società, offra
tutti gli elementi di garanzia e di tutela dell'investimento, dell'efficienza
dell'impianto, della salute dei cittadini e del controllo democratico dei cittadini che
sono necessari.
Questa è la ragione per cui ancora nella giornata di oggi voi avete avuto in
Commissione la presentazione di una serie di emendamenti, anche corposi - come ha
detto il Consigliere Appendino - che si sono fatti carico di tradurre in emendamento
una serie di esigenze di tutela che ci sono state rappresentate dai Comuni contermini
o che sono emerse dalla valutazione più attenta di tutte le esigenze di tutela che è
necessario inserire nella deliberazione per avere un quadro di garanzia.
Per cui, nella deliberazione è previsto un potenziamento dei poteri ispettivi di
controllo del Comitato locale di controllo che avrà la possibilità di ispezionare in
qualsiasi momento l'impianto, di avanzare proposte relative al funzionamento
dell'impianto stesso, di chiedere informazioni ai gestori, di ricevere dal Presidente e
dall'amministratore delegato periodicamente un'informazione sull'attività del TRM.
Attività informativa e di monitoraggio sarà garantita a favore dei Consigli Comunali
dei Comuni che sono nell'area più direttamente investita dalla presenza del
termovalorizzatore.
Abbiamo ribadito nella deliberazione che tutti gli impegni, a compensazione e
royalty a favore dei Comuni si confermano a carico anche della nuova
configurazione societaria di TRM.
Abbiamo ribadito e scritto in modo esplicito che - questo è stato un punto non
semplice da acquisire nel negoziato con le banche, a cui abbiamo dovuto dare tutte le
garanzie che i nuovi acquirenti onoreranno tutti gli impegni, che noi avremmo
dovuto onorare - il calore prodotto dal termovalorizzatore sarà finalizzato allo
sviluppo del teleriscaldamento, in particolare verso quei Comuni che già lo hanno
richiesto. Segnatamente: Beinasco, Grugliasco e Rivoli.
Abbiamo inserito una clausola sociale, a tutela dei lavoratori, e non solo, ma anche
delle cooperative sociali che lavorano per AMIAT e TRM.
Per ciò che riguarda le tariffe, quelle di smaltimento sono definite da ATOR o da chi
succederà a quest'ultima e ricordo che c'è un potere di intervento non solo sulle
tariffe, ma sull'intera materia, della Regione, sulla base della nuova Legge Regionale
sui rifiuti.
Nella deliberazione, quindi, non sono inseriti soltanto strumenti di controllo, non
solo quegli strumenti di controllo saranno tutti contenuti nel bando, ma poi saranno
materia del contratto di servizio, che in ogni caso andrà definito come tutti gli
affidamenti. Inoltre, c'è un ruolo di intervento attivo riconosciuto dalla legge
all'ATOR, alla Provincia, finché ci sarà (quando non ci sarà, se passa il
provvedimento della spending review, alla stessa Città metropolitana che subentrerà
alla Provincia) e alla Regione.
Quindi non manca una griglia forte di strumenti di tutela, di garanzia e di intervento,
che naturalmente vogliamo siano costituiti, in ragione tale da essere non solo formali,
ma attivi e attivabili.
Tutto questo lo facciamo - rispondo anche ad un'altra questione posta dal Consigliere
Tronzano che ringrazio per il suo intervento - in una strategia che punta al
superamento delle discariche ovviamente, che è un problema non solo nostro, ma più
generale di tutto il tema dello smaltimento dei rifiuti nel nostro Paese.
Non solo, ma noi abbiamo detto più volte, ed è il primo punto di un ordine del giorno
che è stato presentato - e che non è, secondo me, ricevibile nell'ultimo punto, perché
contraddice ovviamente la deliberazione, laddove si parla del 51% anziché dell'80%,
ma invece nel primo punto è assolutamente accoglibile - che occorre lavorare alla
creazione di una società metropolitana per la raccolta dei rifiuti e dello smaltimento
dei rifiuti.
E questo tema io l'ho già posto più volte, ricevendo la disponibilità, ai Sindaci dei
Comuni contermini, per cui quando sarà fatta la cessione, noi porremo al socio di
AMIAT che assumerà il 49%, con noi al 51%, immediatamente il tema di lavorare
alla creazione di una società metropolitana dei rifiuti, che consenta di rendere
organica tutta la strategia di smaltimento.
Come si vede, l'impianto è chiaro, poi naturalmente uno lo può condividere o no, ma
l'unica cosa che non si può dire, è che ci sia un impianto confuso che non si capisce
dove vada, perché le cose sono tutte definite con grande chiarezza e con visione.
Qualcuno naturalmente può ritenere che sia meglio avere le discariche, può ritenere
che sia meglio non fare il termovalorizzatore, su questo è aperto da tempo in Italia, e
non solo in Italia, un dibattito anche culturale sulle tecnologie, sui grandi impianti,
ma stante la situazione di oggi, io penso che noi proponiamo al Consiglio Comunale
una decisione chiara e che consente a ciascuno, nel momento in cui deve decidere se
votarla o no, una assunzione esplicita di responsabilità sulla base di cognizioni di
causa chiare e precise.
Finisco con due ultime considerazioni. La prima, voglio ricondurmi alla questione
del Patto di Stabilità. Si dice che il Comune di Torino è uscito dal Patto di Stabilità,
in realtà abbiamo denunciato l'impossibilità di stare nel Patto di Stabilità, che ha
preso una decisione in solitudine e che questa decisione - è stato detto anche questa
mattina dal Consigliere Appendino nel corso di un'interpellanza - è stata una
decisione sbagliata. Io penso esattamente il contrario.
Noi abbiamo avuto il merito di dire che il "Re era nudo" e cioè che il Patto di
Stabilità è un patto cieco, che così non può essere più accettato. E se all'inizio
eravamo soli a dirlo, adesso sono tutte le Città italiane e l'ANCI a dirlo.
E non solo a dirlo, ma il fatto che noi abbiamo posto questa questione ha consentito
all'ANCI di aprire un fronte di confronto con il Governo che ha portato un mese fa il
Presidente del Consiglio, nel corso dell'incontro con l'ANCI e poi successivamente i
Ministri competenti nel corso della Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni, ad
annunciare che per il 2013 il Governo intende proporre elementi di flessibilizzazione
del Patto di Stabilità, in coerenza con la battaglia che il Governo sta facendo in
Europa per la flessibilizzazione del Patto di Stabilità europeo, in particolare, sul
punto che fin dall'inizio noi abbiamo evocato come il punto decisivo, cioè una
diversa valutazione, ai fini contabili, della spesa per investimenti rispetto alla spesa
corrente.
Non capisco, quindi, l'accusa del Consigliere Mangone, secondo cui noi avremmo
assunto il Patto di Stabilità come un totem intoccabile. Siamo gli unici che l'hanno
toccato. È esattamente vero il contrario.
Grazie al fatto che l'abbiamo messo in discussione, abbiamo spinto e sollecitato una
riflessione, un'iniziativa politica dell'ANCI che oggi comincia a produrre dei
risultati.
Dopodiché, finché il Patto di Stabilità attuale vige, abbiamo il dovere ovviamente di
lavorare per rientrare in questo Patto di Stabilità, cosa che stiamo facendo.
Se poi mentre noi lavoriamo per entrare nel Patto di Stabilità, quest'ultimo sarà
modificato, come noi auspichiamo, meglio. Questo ci consentirà nel 2013 di
affrontare i problemi in termini diversi rispetto a come si sono dovuti affrontare
finora da noi e da tutti i Comuni italiani.
Queste le ragioni di questa deliberazione che io chiedo di votare a tutte le forze che
siedono in Consiglio Comunale, non per mettere in discussione la maggioranza che
mi sostiene e che ha vinto le elezioni il 16 maggio 2011, ma perché è dovere di un
Sindaco, così come di un Presidente del Consiglio, nel momento in cui guida un
Governo e quando presenta un provvedimento all'Aula, rivolgersi a tutte le forze
politiche che in quell'Aula siedono. Il compito di un Sindaco, infatti, non è quello di
affermare le ragioni di una maggioranza, ma è quello di affermare gli interessi di una
Città, di perseguirli e di cercare di realizzarli al meglio, cercando intorno a
quell'obiettivo di realizzare il massimo consenso possibile. In primo luogo,
naturalmente il consenso della sua maggioranza, ma aperto al contributo di tutte le
forze politiche che ritengano di condividere la sostanza di un provvedimento che sia
considerato utile alla Città.
Se in quest'Aula questa sera o mercoledì ci saranno forze politiche, anche di
opposizione, che riterranno che il provvedimento che assumiamo è utile alla Città,
non vedo perché il Sindaco non dovrebbe rallegrarsi.
Dopodiché - mi rivolgo alla maggioranza che mi sostiene - è evidente che siamo tutti
consapevoli che le decisioni che abbiamo dovuto assumere, e che stiamo assumendo,
per dare alla Città quella solidità e quella stabilità di cui ha necessità per rilanciare il
proprio sviluppo, richiede decisioni difficili, complesse, che comportano fatica. Non
mi riferisco alla fatica fisica, ma alla fatica politica, alla fatica psicologica, alla fatica
di relazioni con mondi e pezzi della società torinese.
Non mi sfugge tutto questo, sono molto rispettoso, dei dubbi, degli interrogativi e del
travaglio che possono agitare un singolo Consigliere, come una forza politica, però
sono altrettanto convinto che nei momenti in cui i passaggi diventano difficili e
stretti, c'è anche il dovere della condivisione della fatica. E per questo io mi rivolgo
alla mia maggioranza politica per chiedere che ci sia la consapevolezza che questo è
uno di quei provvedimenti in cui la condivisione della fatica è tanto più necessaria
per trasmettere alla Città un messaggio, che è un messaggio importante per la
credibilità di un Governo e di una Giunta, cioè la capacità di assumere provvedimenti
e misure difficili che scontano anche una quota di non comprensione, di tensione o di
conflitto in quanto si sia convinti che quel provvedimento è giusto e corrisponde agli
interessi della Città e dei suoi cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dichiaro conclusa la discussione.
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