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CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201203657/002, presentata in data 9 luglio 2012, avente per oggetto: "Trasferimenti illegittimi degli insegnanti delle attività integrative nelle scuole comunali" CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Innanzitutto, ringrazio il Consigliere Magliano per questa interpellanza, anche perché mi dà modo di illustrare un tema che è rimasto un po' in ombra in questi ultimi mesi, vale a dire quelle che sono le azioni e gli interventi che la Città, in particolare l'Assessorato alle Politiche Educative, svolge a favore dell'integrazione educativa e scolastica dei bambini con disabilità. Anzitutto, ricordo che noi abbiamo la consulenza educativa domiciliare, che è un servizio che si rivolge ai bimbi in età 0-5 anni a rischio evolutivo, con particolari problemi di disagio sociale, o affettivo, o comunicativo, e che, quindi, una volta che siano accertate queste condizioni soggettive, prevede un servizio di assistenza domiciliare, sempre che, ovviamente, il bimbo o la bimba non frequentino il nido o la scuola dell'infanzia. Per quest'attività di assistenza domiciliare noi abbiamo quattro insegnanti e un assistente educativo ed è un costo per la Città di circa 200.000 Euro. Abbiamo poi i CESM e l'acronimo sta per Centri Educativi Specializzati Municipali; attualmente sono quattro strutture e queste strutture operano con bimbi e ragazzi, dai 6 ai 16 anni, affetti da disabilità gravi, o gravissime, con disturbi pervasivi dello sviluppo e che frequentino la scuola primaria o secondaria di primo grado. Si tratta di un'attività che è programmata con le scuole di riferimento ed è un servizio articolato in laboratori e integrato poi da educatori. Sostanzialmente, è un servizio dove noi prevediamo 48 insegnanti, 19 assistenti educativi, 3 econome e 1 custode ed è, per l'appunto, un servizio in applicazione alla Legge n. 104. Questo lo puntualizzo, poiché nell'interpellanza, nell'indicare quelli che sono i doveri, o meglio, le competenze della Città, del Comune, in materia di assistenza educativa integrativa, si cita la Legge n. 104. La Città di Torino, per la Legge n. 104, ha questo servizio che sono i CESM. Un servizio che vale all'incirca 3 milioni di Euro e che - ripeto - riguarda ragazzi e anche bambini, perché va dai 6 ai 16 anni, che frequentano scuole primarie e secondarie di primo grado. Abbiamo, poi, l'assistenza educativa, che è il tema dell'interpellanza, svolta a sostegno dell'integrazione scolastica attraverso delle insegnanti comunali, che sono, per così dire, prestate alle istituzioni scolastiche, in particolare sono 119 insegnanti comunali che svolgono nelle scuole questo servizio di assistenza educativa. Quindi, come si vede, il costo di questo terzo tipo di intervento supera i 4 milioni all'anno. Quello che noi oggi ci troviamo ad affrontare è un panorama dove, a causa delle risorse finanziarie sempre più ridotte e, dall'altra parte, anche una normativa sul pubblico impiego che è sempre più stringente, evidentemente per l'Ente Locale diventa difficile dare continuità a tutti questi interventi. Ciò nonostante, sino ad oggi, CESM compresi, queste attività continuano a svolgersi. L'interpellanza, a fronte di tutta questa mole di attività e di azioni integrative che la Città pone in essere, riguarda il trasferimento di alcune insegnanti, che attualmente lavorano nel sostegno all'handicap nelle scuole dello Stato (in particolare delle superiori), invece, all'interno dei CESM, in modo che le insegnanti delle scuole dell'infanzia che sono oggi nei CESM possano andare a lavorare nelle scuole dell'infanzia. Quindi, non si tratta assolutamente di sguarnire le scuole superiori di questo tipo di attività, poiché, naturalmente, l'accordo con le Organizzazioni Sindacali è stato fatto provvedendo anche ad accordi con i Servizi Territoriali del MIUR, che garantiranno, per l'appunto, questo tipo di sostituzione. Per cui, noi non riteniamo, quanto al primo punto dell'interpellanza, che questo accordo sindacale dello scorso anno sia in violazione della Legge n. 104/92, poiché la competenza che la Legge n. 104 attribuisce allo Stato è una competenza non già sul piano della didattica, che invece in questi anni è stato fatto dalla Città, evidentemente perché anni fa disponeva di risorse diverse e perché, in qualche modo, andava a sopperire ad un intervento carente dello Stato, ma che chiaramente, nel momento in cui lo Stato fa venir meno i suoi trasferimenti, viene messo in discussione. Ma, vedete, non è una novità, perché già nel 2007 era stato comunicato, con una lettera, dal direttore dei Servizi Educativi a tutti i dirigenti scolastici, e a questa lettera aveva poi fatto seguito un'interlocuzione con il MIUR, che la messa a disposizione da parte dell'Amministrazione Comunale di insegnanti nelle scuole statali ha carattere aggiuntivo e non sostitutivo del personale che lo Stato deve assumere. Quindi, è evidente che la competenza in ordine all'attività didattica dev'essere attesa, dev'essere ottemperata da parte dello Stato. Mentre, invece, l'Ente Locale ha competenza, ai sensi della Legge n. 104/92, per quanto riguarda l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali. Noi impegniamo questo tipo di competenza attraverso i CESM, in cui abbiamo esigenza di personale ed ecco perché chiediamo allo Stato di farsi carico, nei segmenti di scuola dove è di sua competenza, cioè la competenza didattica, per poter utilizzare questi insegnanti all'interno dei CESM, che oggi sono in sofferenza di personale, e, dall'altra parte, invece, di utilizzare quel personale CESM, che ha il titolo da insegnante per la scuola dell'infanzia, nelle scuole dell'infanzia. Questo perché quello che è obbligatorio per quanto riguarda il Comune è proprio garantire il sostegno nelle scuole dell'infanzia che, come sapete, sono gestite in buona parte, qui a Torino, come in altre grandi città, direttamente dallo Stato. Gli accordi sindacali non sono in violazione di legge. D'altra parte, le Organizzazioni Sindacali che li hanno sottoscritti ben rappresentano le lavoratrici e i lavoratori interessati e, quindi, da questo punto di vista, direi che il problema non si pone. Dall'altro punto di vista che viene, in qualche modo, menzionato nel punto n. 2 dell'interpellanza, e cioè che questi insegnanti sarebbero stati sostanzialmente posti di fronte a una minaccia di licenziamento nel caso in cui non fossero stati concordi e disponibili nella loro riassegnazione, questo non corrisponde al vero. Gli Uffici da me interpellati mi dicono che semplicemente è stato detto che la mancata scelta - perché, come sempre, quando si interviene con questo tipo di azioni, si chiede all'insegnante di scegliere - avrebbe comportato l'assegnazione d'ufficio, come sempre avviene in situazioni analoghe. Quindi, ribadisco che la Città ha l'obbligo di garantire il sostegno ai bambini con disabilità certificata che frequentano le scuole dell'infanzia e questo tipo di intervento che stiamo facendo è proprio a quello scopo, perché noi abbiamo bisogno di insegnanti di sostegno nella scuola dell'infanzia. Dall'altra parte, i ragazzi e le ragazze che erano assistiti da questi insegnanti che andranno al CESM per liberare posti verso la scuola dell'infanzia non rimarranno affatto privi di sostegno, perché sarà lo Stato, questa volta davvero ottemperando ai suoi doveri, a provvedere. Per quanto riguarda il discorso della continuità didattica degli allievi, purtroppo - come dicevo prima, o per fortuna - non rientra nelle competenze della Città quella didattica. La nostra è una competenza in termini di assistenza educativa. In ogni caso, come sempre si fa in questo tipo di situazioni, soprattutto per le ragazze o i ragazzi che sono agli ultimi anni, è in corso un'interlocuzione da parte dell'Assessorato con l'Ufficio scolastico provinciale. Credo di aver risposto a tutte le questioni che venivano poste. Ovviamente, si tratta di un intervento che - ripeto - non significa il venir meno da parte della Città nelle azioni di sostegno a favore di bambini e minori in situazioni di disabilità, con riferimento all'aspetto educativo, perché, dicevo prima, c'è un intervento che continua ad essere molto forte; qui semplicemente si tratta di richiedere allo Stato di svolgere quelle che sono le sue competenze, i suoi compiti istituzionali, perché mi pare che già la Città in molti casi supplisca a quelli che invece sarebbero compiti istituzionali dello Stato, dalle scuole dell'infanzia, ma anche a molti altri di cui sappiamo. Per cui, ritengo che, a fronte della continuità nell'assistenza e nel sostegno a questi ragazzi, che viene finalmente garantito attraverso il MIUR, sia doveroso che il Comune si preoccupi, invece, di quelli che sono i propri compiti istituzionali, cioè l'assistenza e il sostegno all'interno delle scuole del segmento di cui si occupa più direttamente. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio In premessa dico subito e lo dico a lei, Presidente, se fosse possibile approfondire questo tema in Commissione, perché la via dell'interpellanza ha i suoi limiti e i suoi condizionamenti. Io, Assessore, come sa, parto sempre da dati di realtà, per cui la mia interpellanza nasce dall'incontro con delle insegnanti, delle donne, che hanno visto in questa scelta della nostra Amministrazione un depauperamento di tutta la loro capacità, di tutta la loro formazione acquisita in tanti anni rispetto alla nuova mansione alla quale erano state assegnate. C'è una serie di punti che io ho elencato nella mia interpellanza. C'è un dato che, però, a me un po' spaventa. Il mio Gruppo Consiliare, il PdL, ormai da quasi un mese, ha chiesto l'accesso agli atti sulle graduatorie. È un mese che le attendiamo; è un mese che attendiamo di sapere le graduatorie, cioè i criteri con cui sono state scelte certe persone, piuttosto che altre. È un mese che attendiamo di capire, quindi rifarò, da questo punto di vista, l'accesso agli atti. Perché proprio loro? Per carità, capisco tutto e mi rendo conto che il rapporto tra Stato e Comune è uno dei rapporti in cui andiamo in fibrillazione, non solo su questa attività, ma il rapporto tra Stato e Comune dev'essere un rapporto per cui ogni azione che noi intraprendiamo è uguale per tutti. Cioè, noi andiamo su questo numero di insegnanti, ma non cambiamo invece dal punto di vista delle insegnanti che invece fanno servizio nelle scuole statali sul Progetto Nomadi. Per cui, a me piacerebbe capire qual è stato il criterio con cui si sono scelte loro e non altre. Anche perché ci sono delle sentenze - e abbiamo anche la fortuna di avere il nostro Assessore in veste di fine giurista - che dicono che lo spostamento da una mansione all'altra non deve prevedere un incremento di ore lavorative, cosa che accadrà di sicuro, perché nelle nuove mansioni si passa da 24 a 26 ore, né deve ledere l'autonomia e la discrezionalità degli insegnanti. Atro punto è la continuità didattica. Il tema della disabilità, Assessore lo sa, mi sta molto a cuore, è chiaro che è un tema fondamentale. Il fatto di non avere più quel riferimento umano visivo, da un anno all'altro, potrebbe creare, evidentemente, dei problemi. In ultimo, per non soffermarmi oltre, mi piacerebbe veramente che, alla ripresa dei lavori, anche se la vedo dura poter fare marcia indietro, e alla luce della discussione di oggi e di quello che sto dicendo, l'Assessore riparli con i suoi Uffici. Mi pare che questi due accordi, quello del 31/08/2011 e del 03/05/2012, non possano avere rilevanza giuridica, perché non sono stati ratificati da deliberazione del Consiglio Comunale a modificare il Regolamento del 1998, sempre quello su Servizio Integrazione e Sviluppo, Titolo I, articolo 1, e del Titolo IV, Integrazione Scolastica, e del Contratto Aziendale del 6 luglio 2006. Era doveroso un passaggio in Aula, almeno per quello che ne so e per quello che mi compete. Inoltre, sono stato messo a parte di una corrispondenza tra il legale di questi insegnanti e il Direttore Centrale Garbarini, che dice di aver provveduto a segnalare la situazione all'UST, per quanto di competenza, fermo restando l'impegno della Direzione scrivente a rispondere nell'adempimento delle proprie competenze a quanto previsto dalla Legge quadro n. 104/92 nel fornire assistenza specialistica. Ma, di fronte al fatto che gli veniva chiesto come mai non siamo riusciti ad entrare in possesso della graduatoria e a tutta un'altra serie di adempimenti che dovevano susseguire, o essere precedenti a questo atto, non c'è risposta da parte del Direttore Centrale. Per cui, onde evitare di continuare la discussione in Aula, chiedo agli Uffici e al Presidente di calendarizzare quanto prima questo problema in Commissione, alla quale chiederò poi di partecipare, anche non essendovi iscritto, perché, oltre al dato normativo, oltre al dato legislativo, oltre al rapporto doveroso tra Stato e Pubblica Amministrazione, stiamo parlando di donne che si sono formate e che abbiamo formato, perché uno degli altri punti, secondo me, nodali, è che la competenza di queste insegnanti l'abbiamo creata noi, come sistema di Pubblica Istruzione. E il fatto di spostarle su un'altra fascia di età, evidentemente, significa perdere le tonnellate di nozioni acquisite e di buone prassi imparate per stare con ragazzi di una certa età. Allora, proviamo ad affrontarle e, soprattutto - ma non penso di doverlo dire una seconda volta all'Assessore, che su questo è molto precisa -, cerchiamo di capire se, come pare, non siano stati rispettati dei Regolamenti e la modifica dei Regolamenti Comunali alla luce di questi accordi firmati dai Sindacati. Questo per me è fondamentale; è fondamentale, perché le regole del gioco devono valere per tutti. Mi pare che una buona Amministrazione possa, da questo punto di vista, dare una parola chiara e netta alle insegnanti che si trovano, da un giorno all'altro, spostate in altra sede e in altre attività. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Spogliandomi dalla veste di Presidente pro tempore del Consiglio Comunale, in sostituzione, e parlando da Presidente della V Commissione, le posso già dire che i primi di settembre avevamo pensato, dopo un primo incontro con l'Assessore Pellerino e l'Assessore Passoni, che ha approfondito il tema del personale, di fare un incontro successivo prima dell'inizio dell'anno scolastico, proprio per fare il punto. Ovviamente, possiamo inserire all'ordine del giorno anche questo punto. Credo che, trattandosi di vicende che riguardano il sistema educativo e il personale, possa essere ovviamente compresa la I Commissione in congiunta, perché si tratta di vicende che si accavallano. Quindi, per quanto riguarda la mia disponibilità e competenza, come Presidente di Commissione, nulla quaestio. L'interpellanza è discussa per l'Aula. |